mercoledì 30 settembre 2026

La democrazia del corpo. Anteprima della stagione 2026/2027

   CanGo - Centro Nazionale di Rilevante Interesse Nazionale per La Danza




ANTEPRIMA “LA DEMOCRAZIA DEL CORPO” 

STAGIONE DI DANZA CONTEMPORANEA 26/27


Il grande coreografo francese Boris Charmatz accende la nuova stagione con l'anteprima di Muette. Una stagione unica con un programma artistico che attraverserà la città da novembre a maggio.


Boris Charmatz 

MUETTE

coreografia e interpretazione Boris Charmatz

assistente alla coreografia Magali Caillet Gajan

luci Yves Godin

direzione tecnica Fabrice Le Fur

vice direttrice Terrain Hélène Joly

direzione delle produzioni Lucas Chardon, Martina Hochmuth

direttore di produzione Briac Geffrault

assistente di produzione Lola Serre

fotografia © César Vayssié

spettacolo creato il 21 maggio 2026 ai Kaaistudios all'interno del Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles

produzione e distribuzione Terrain

con il sostegno di Dance Reflections by Van Cleef & Arpels, co-produzione Cango Centro produzione della danza Firenze, CN D Centre national de la danse, Chaillot - Théâtre national de la Danse, Charleroi danse, Festival d’Avignon, ImPulsTanz - Vienna International Dance Festival, Kunstenfestivaldesarts, MC93 – Maison de la Culture de Seine-Saint-Denis, le phénix - scène nationale de Valenciennes, Romaeuropa Festival, Sadler’s Wells, Tainan Arts Festival, Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, con il sostegno di la Chartreuse de Villeneuve lez Avignon - Centre national des écritures du spectacle, con l'aiuto di la Briqueterie CDCN du Val-de-Marne, le Centre Pompidou–Metz, l’Espace Pasolini, le Gymnase CDCN - Roubaix Hauts-de-France

creazione 2026

durata 50 minuti

spettacolo non consigliato ai minori di 16 anni




Quest'anno, la rassegna La democrazia del corpo si svilupperà come un unico, grande cammino continuativo che si snoderà dal 7 novembre 2026 al 20 maggio 2027.


L'anteprima internazionale con Boris Charmatz


Ad anticipare questo ricco percorso sarà una prestigiosa anteprima internazionale affidata a una delle figure più rivoluzionarie della scena coreutica contemporanea: Boris Charmatz. Il 7 e 8 ottobre 2026 alle ore 20.00, il visionario coreografo francese presenta sul palcoscenico di Via Santa Maria Muette, un assolo intimo e radicale (produzione Terrain). In questo lavoro l’ex direttore del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, noto per la sua celebre creazione 10000 gestes, continua a esplorare la danza come atto essenziale e come rapporto diretto con il pubblico. Un appuntamento pensato come la scintilla ideale per dare slancio a una stagione che si preannuncia indimenticabile.


Muette si configura come la prosecuzione ideale della profonda ricerca artistica iniziata da Charmatz con il precedente assolo SOMNOLE. Se quel primo capitolo era guidato da musiche che filtravano attraverso il fischio delle labbra, Muette compie un gesto di sottrazione radicale, muovendosi sul limite estremo del respiro umano, dove non c'è più musica né parola.


Come spiegato dallo stesso Charmatz, l'urgenza di questo lavoro è nata durante le prove di Liberté Cathédrale, a seguito della lettura delle drammatiche testimonianze delle vittime di abusi nella Chiesa. Da quella sbalordita impossibilità di parlare è emersa l'idea di un silenzio che non è semplice assenza di suono, ma uno spazio fortemente politico.

Si tratta di un’esperienza intima e radicale che riduce al minimo ogni elemento scenico per esplorare il silenzio non come assenza di musica, ma come spazio emotivo e fisico. In questo solo minimalista: «Ascolteremo una danza che tuona silenziosamente», afferma il coreografo, «Muette sarà guidato da ciò che non passa nemmeno attraverso le mie labbra, da ciò che non esce».


Il lavoro è un invito a seguire il movimento quasi invisibile di un grido che non riesce a esplodere del tutto, di un corpo che resiste e assorbe la violenza in silenzio, di una bolla di saliva che scoppia all’angolo delle labbra. Nell'immediata prossimità con il pubblico, il movimento nasce dall’ascolto del corpo e delle sue vibrazioni più profonde e segrete. Una creazione stupefacente, capace di svelare un paesaggio interiore di presenze invisibili ma condivise.


INFO e PRENOTAZIONI

Muette di Boris Charmatz 7 e 8 ottobre 2026, ore 20:00

anteprima La democrazia del corpo 26/27

prezzi: intero 18 € – ridotto under26 15 €

luogo: CanGo, Via Santa Maria 25, Firenze

telefono +39 055 2280525

whatsapp +39 331 2922600

e-mail biglietteriacango@gmail.com

sito web virgiliosieni.com


Nicoletta Curradi 

martedì 15 settembre 2026

Il potere del riso contro i dogmi del tempo: "Dio ride" di Giovanni Veronesi conquista Venezia

 


La risata può essere un atto sovversivo, una forma di salvezza o uno strumento per avvicinarsi all'assoluto? È questa la domanda centrale che attraversa "Dio ride", l'ultimo, ambizioso lungometraggio diretto da Giovanni Veronesi, scelto come prestigioso film di chiusura (fuori concorso) dell'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove ha raccolto ben 12 minuti di calorosi
applausi in Sala Grande. 


Prodotto da Indiana Production, PiperFilm e Ogi Film in collaborazione con Netflix, la pellicola arriverà nelle sale italiane a partire dal 29 ottobre prossimo.



Ambientato nella suggestiva ed evocativa Toscana del Seicento, il film racconta le vicende di fra Leopoldo da Casamacchia (interpretato da un magistrale Pierfrancesco Favino). Figlio di giostrai e senza fisse dimore, fra Leopoldo inventa per sé radici mai esistite per darsi un'identità, ma a caratterizzarlo davvero è il suo modo unico di predicare: traduce la severità delle Scritture e la rigidità del Vangelo (allora rigorosamente in latino) nella lingua del popolo, usando l'ironia, la gioia e il sorriso. 


Mentre fra Leopoldo attira folle oceaniche nei villaggi, restituendo speranza agli ultimi dopo i drammi della peste, le parrocchie tradizionali iniziano a svuotarsi. Questo straordinario consenso popolare non passa inosservato a Roma: la Controriforma e la temibile Santa Inquisizione vedono nella sua gioiosa retorica una minaccia blasfema e sovversiva, stringendo il cerchio attorno al frate.


Un cast d'eccezione e una Toscana senza tempo

A sostenere la potente prova attoriale di Favino c'è un cast di primissimo livello del panorama cinematografico italiano:

Silvio Orlando, co-protagonista in uno scontro di anime profondo e commovente.

Carlo Cecchi, nei panni autoritari di Papa Innocenzo X.

Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi e Paolo Rossi. 

Oltre agli interpreti, la vera protagonista visiva è la Toscana. Le riprese – sostenute dal bando della Regione Toscana e supportate da Toscana Film Commission – hanno trasformato borghi storici come Volterra, Pomarance e Pistoia in un set pittorico a cielo aperto. Nota di merito anche per i costumi d'epoca curati da Carlo Poggioli, realizzati all'interno dei laboratori di Manifatture Digitali Cinema Prato. 



Per Giovanni Veronesi, Dio ride rappresenta un parziale ritorno al cinema storico a sfondo spirituale, a più di trent'anni da Per amore, solo per amore (1993). Il regista si definisce provocatoriamente un "toscano miscredente, quasi scomunicato", ma firma qui un'opera illuminista e profondamente politica, che guarda alla lezione di grandi maestri del cinema come Mario Monicelli e Luigi Comencini. 


Il concetto cardine, ispirato anche da alcune aperture di Papa Francesco sull'intrinseco valore dell'umorismo, è che il potere teme la risata. Ridere atterrisce il dogma perché libera il pensiero e restituisce all'essere umano lo scudo dell'immaginazione contro le oppressioni del mondo.


Dio ride non è semplicemente una ricostruzione storica in costume, ma una metafora lucida e quanto mai attuale sulla libertà d'espressione. Unisce la commedia al dramma per parlare di tolleranza, dimostrando che, a volte, per toccare il sacro non servono il timore e il giudizio, ma basta la leggerezza di un sorriso. 


“Ritengo che il film di Giovanni Veronesi, “Dio ride”, sia uno straordinario strumento di promozione di un territorio – afferma il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani -. “Oltre ai tanti significativi messaggi che trasmette, il film è un formidabile manifesto di valorizzazione della Toscana, portando l'attenzione del pubblico su angoli di territorio che vantano una tradizione antica, risalente ai tempi degli Etruschi, da Pomarance a Volterra fino alla provincia di Siena e Pistoia. E un film, “Dio ride” che parla della nostra regione, che siamo orgogliosi di aver sostenuto e presentato oggi alla stampa”





Fabrizio Del Bimbo