giovedì 29 novembre 2012

UCID E CONSOLATI IN FIRENZE METTONO IN RETE LAVORI ALL’ESTERO PER PICCOLE E MEDIE IMPRESE



IL PROGETTO VIENE PRESENTATO
DOMANI GIOVEDI 29 NOVEMBRE
             ALLE ORE 17 IN CONSIGLIO REGIONALE IN VIA CAVOUR 4 SALA GONFALONE
L’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti- Ucid, presieduta da Guido Guidi, per festeggiare domani la Festa della Toscana, ha pensato di fare un “regalo” concreto alle piccole e medie imprese di Firenze e Toscana.
Con la collaborazione dei Consolati Onorari in Firenze, oltre 50 nazioni estere rappresentate nel capoluogo toscano, verranno messe in rete tutte le offerte di lavoro, commesse e quant’altro, che le  Nazioni estere possono offrire alle piccole e medie imprese.
Una importante novità per l’economia di Firenze e della Toscana in quanto apre la possibilità alle aziende di poter avere commesse da paesi esteri che difficilmente potrebbero avere senza questa opportunità.
“Questa novità dell’Ucid – sottolinea il Presidente Guido Guidi – è un azione propositiva, dopo aver meditato sulla Enciclica economica del Papa, in particolar modo verso i giovani, in un momento di grande crisi come quella che stiamo attraversando. La nostra vuole essere una pietra iniziale della costruzione di un mercato virtuale, soprattutto dai paesi emergenti, che hanno delle proposte reali per le nostre piccole e medie aziende, aziende che però non hanno la possibilità di accedere ai mercati internazionali.  Così la domanda e l’offerta s’incontreranno. Un servizio non solo per le aziende ma anche per i giovani che hanno delle professionalità e che sono in cerca di lavoro”.
Il Presidente del Consiglio Regionale Monaci ha chiesto all’Ucid di presentare questa iniziativa domani, in occasione della Festa della Toscana, proprio a Palazzo Panciatichi, per rilanciare globalmente in questo momento di crisi le attività delle aziende della nostra regione.
La presentazione dell’iniziativa “il futuro delle nostre imprese: diversificazione e internalizzazione” avverrà alle ore 17 in Via Cavour 4 nella Sala del Gonfalone. Interverranno Guido Guidi Presidente Ucid Firenze, Vasco Galgani Presidente Camera Commercio Firenze e Unioncamere Toscana, don Giovanni Momigli Responsabile ufficio lavoro diocesi Firenze, Marco Carraresi Segretario Ufficio Presidenza Consiglio Regionale
Del Bimbo Fabrizio

martedì 27 novembre 2012

Gattomania alla Fortezza di Firenze



 Siamo arrivati alla 3° edizione di questa  mostra sui gatti rivolta agli  appassionati del felino più amato e coccolato dall’uomo, l’appuntamento da mettere in agenda a dicembre è uno solo: Firenze Immagine Gatto, in calendario  sabato 8 e domenica 9 dicembre. Dopo il successo dell’edizione di febbraio, torna a grande richiesta la terza edizione della Mostra Internazionale Felina in programma alla Fortezza da Basso (Padiglione Arsenale) il secondo weekend di dicembre. L’evento, organizzato sotto l’egida dell’A.N.F.I. (Associazione Nazionale Felina Italiana - unica associazione autorizzata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali all’emissione di Certificati Genealogici per i gatti di razza) riunisce tutti gli operatori del settore ed appassionati gattofili. Oltre 3.000 metriquadri espositivi a disposizione dove il visitatore potrà non solo ammirare la bellezza di tante razze diverse e rare ma anche trovare tutto quello che serve per il benessere del proprio animale fino ad un’ampia gamma di oggettistica in tema
E sarà un intero weekend all’insegna dell’irresistibile fascino e potere ammaliante dell’amico ‘gatto’, signore indiscusso dei nostri salotti, enigmatico e spesso indecifrabile compagno a quattro zampe di grandi e piccini, elegante e signorile nel suo muoversi del quale Baudelaire ne elogiava gli “occhi striati di metallo e agata” e lo stesso Apollinaire lo ammirava a tal punto da  manifestare il piacere di veder muoversi,  fra le quattro mura domestiche, “un gatto a passeggio fra i libri”.  Le testimonianze di un incondizionato amore per questi felini si moltiplicano nella storia accomunando regine, illuminati capi di stato, scrittori e grandi artisti. Così se Edgar Allan Poe amava portar in spalla all’interno delle mura domestiche il suo amato gatto Cattarina immortalandolo poi in Il Gatto nero (1842), George Sand era talmente affezionata alla sua gattina di nome Minou da condividere con lei nientemeno che la tazza della colazione. E se White Heather, il persiano della regina Vittoria, venne trattato a corte come un vero principino tanto da entrare nell’asse ereditar, con tutti gli onori, Jock, l’inseparabile compagno ‘a quattro zampe’ di Winston Churchill.
Come delle vere e proprie star saliranno sul palco splendidi esemplari di gatti: il Persiano con il suo lungo e vaporoso mantello, il Main-Coon, il grande gatto americano ottimo nuotatore e pescatore, il Norvegese delle Foreste, fiero e possente, ispiratore della celebre favola di Charles Perrault, Il Gatto con gli stivali, l’Abissino, il gatto dei faraoni, il riservato Certosino dal tipico mantello grigio-blu con occhi color ambra, esploratore per natura, l’Esotico, dall’indole docile, amante di tutte le comodità e soprattutto delle coccole del suo padrone!  
Oltre alla normale esposizione sabato (alle ore 15,00) e domenica (ore 9,30 - ore 15,30), in programma, un Concorso speciale per Maine Coon, Persiani ed Esotici, alla presenza di una giuria internazionale.
A tutti i visitatori verranno offerte in omaggio crocchette per i loro amati gatti, fino ad esaurimento  scorte.
Orario di apertura al pubblico: dalle 10,00 alle 19,00
Biglietto d’ingresso: Intero:7,50 euro – Ridotto: 5,50 euro (bambini, adulti  over 65) – Gratuito: (Bambini fino a 6 anni – Soci ANFI – Disabili e loro accompagnatori
INFO: (Fusa d’autore: tel. 339 3808830 – photos.fi@libero.it)
Del Bimbo Fabrizio

giovedì 22 novembre 2012

Mostra alla California University di Firenze

Artisti disabili, studenti Usa e pittori della Valdisieve espongono insieme alla California University Le opere dei pittori disabili dell'Oda da giovedì saranno in mostra alla California University insieme a quelle degli allievi della prestigiosa scuola e ai pittori dei Colore del Levante fiorentino per celebrare l'anno vespucciano Dipingono talmente bene che, da tempo oramai, sono soci a tutti gli effetti dell'associazione di pittori “Colori del Levante Fiorentino”. E dopo altre fortunate esposizioni, questa volta le loro opere andranno a celebrare l'anno vespucciano direttamente nella sede fiorentina della famosa California University, con una bella mostra che inaugura giovedì alle 17, alla presenza dell'Arcivescovo Betori e del console Usa. A mezzogiorno dello stesso giorno si terrà invece l'anteprima per la stampa, sempre nella sede di via Leopardi 12. LA MOSTRA. Si chiama "Plus Ultra, i grandi viaggi" ed è una speciale mostra pittorica che dal 22 al 25 novembre sarà ospitata, a Firenze, dalla California University, nella sua bella sede fiorentina per celebrare l'anno Vespucciano nel 500esimo anniversario dalla morte dell'esploratore. L'esposizione, organizzata dalla scuola in collaborazione con la Fondazione Opera Diocesana di Assistenza e l'associazione di pittori "Colori del Levante Fiorentino" ha più di una particolarità e nasce dal sodalizio tra queste tre realtà, con la collaborazione dell'associazione “Amerigo & America”. L'inaugurazione si terrà giovedì 22 novembre (il giorno del Ringraziamento, per gli americani) alle 17, alla presenza dell'arcivescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori, del console Usa e dei rappresentanti dei moltissimi enti che hanno dato il loro patrocinio. L'esposizione sarà poi visitabile fino al 25 con orario 10.30-13 e 15-19 il venerdì e il sabato, 10-13 la domenica. L'ingresso è rigorosamente libero. Per tutte le info: www.odadiaccetoragazzi.it, www.coloridellevantefiorentino.it, Del Bimbo Fabrizio

Asta del 5 e 6 dicembre 2012 alla Maison Bibelot di Firenze.

Importante asta di Arte Antica e Contemporanea il 5 e 6 dicembre 2012 alla Maison Bibelot di Firenze. Particolarmente nutrita: la presenza dell'arte antica e contemporanea nelle sessioni d'asta di dicembre , conclusiva della stagione 2012 che ha visto premiato il coraggio innovativo dell'offerta della Maison Bibelot.. Nei dipinti d'antiquariato si segnalano : due grandi tele di Antonio Molinari, artista del XVII secolo, pubblicate, raffiguranti La morte di Seneca e La clemenza di Scipione, in belle cornici coeve; sei tele di scuola veneta del XVIII sec., raffiguranti Il Mondo alla rovescia (valutazione 4.000,00); una preziosa icona russa della prima metà dell’Ottocento con ritza in argento. Per la pittura moderna e contemporanea un importante dipinto del magico Galileo Chini - Composizione con vaso di garofani e frutta- olio su tela del 1933 (valutazione 4.000,00); Giulio Parin, noto pittore triestino, Figura femminile in un interno, olio su tela (valutazione 5.000,00); Francesco Vinea, Azalee rosa, olio su tela; coppia di graziose composizioni ad olio su tela di Michelangelo Meucci, raffiguranti rami fioriti con uccellini, in belle cornici coeve in legno intagliato e dorato(valutazione 800,00) L'asta comprende anche un’interessante raccolta di disegni, tra cui uno studio per cavallo di Giorgio De Chirico, con autentica di Isabella De Chirico (valutazione 6.000,00), ed alcuni disegni di Rosai, Bueno, Baj etc.; grande tela di Possenti, Infanzia di Linnes, cm 150x116 (valutazione 8.000,00)e Composizione di Giulio Turcato;dipinti di Natali, Conti, Scatizzi, Manfredi, Squillantini, Lilanga ed altri artisti contemporanei. Sarà battuta anche una bella selezione di oggetti d’arte dallo storico negozio Ducci di Firenze Del Bimbo Fabrizio

giovedì 27 settembre 2012

Etruschi non soltanto in Toscana...

Quando si tratta della civiltà etrusca, il pensiero va subito all’Etruria ed alla Tuscia, ma non si immagina che invece questo antichissimo e misterioso popolo ha affondato le sue radici anche in alcune zone dell’attuale Nord Italia. In Veneto la deliziosa cittadina di Adria, in provincia di Rovigo, racchiude un poco conosciuto Museo Archeologico, che merita davvero una visita. Entrando nel Museo si inizia un viaggio scandito dai colori delle varie sezioni che ricostruiscono gli scenari in cui sono collocati i numerosi e preziosi reperti. E non si possono vedere tutti quelli che sono stati ritrovati in anni di scavi: i depositi sono ricchissimi, ma purtroppo non è possibile mettere tutto in mostra. La famiglia adriese Bocchi, tra fine ‘700 e ‘800, ha raccolto, documentato e conservato gran parte del patrimonio poi entrato a far parte delle collezioni del museo. La visita comincia con il cosiddetto Basso Polesine, cioè la zona del delta del fiume Po, che presenta una linea di costa più arretrata di quella attuale, ma pure allora ricca di paludi ed acquitrini alla foce del Po di Adria e del Canal Bianco-Tartaro. Questo territorio era già abitato nell’età del bronzo medio-recente (XV-XIII sec. a. C.), ma solo nel VI sec. a.C. si crearono punti di approdo e villaggi dediti al commercio, presso San Basilio di Ariano Polesine, dove è stata rinvenuta la famosa statua bronzea di Eracle cacciatore e i tanti reperti etruschi, greci e romani posti in esposizione.

La città di Adria si è così sviluppata nei commerci da conferire il suo nome all’intero mare Adriatico. Tra i pezzi del museo spiccano quelli che riguardano il culto religioso, per esempio quelli del dio Apollo e di Eracle, la ricca ceramica attica a figure nere e rosse importata da Atene, tesoro del museo, le sepolture a inumazione, ricchi di corredi in ceramica e bronzo per gli uomini, in ambra per le donne. La tomba della biga, di epoca ellenistica (III sec.a.C.) presenta due cavalli di cui uno da corsa ed apparteneva forse ad un principe.Le anfore di varie forme del II-I sec.a:C. simboleggiano l’apertura a nuove rotte commerciali, dovute all’affermarsi della civiltà romana in questi luoghi. Inizia un nuoco corso per la città, che viene attraversata dalla via Popilia voluta dal militare Popilio Lenate, ma pure dalla Via Annia, verso Padova. La città diventa municipium e le sepolture sono ad incinerazione. Al periodo imperiale risalgono capitelli, decorazioni, pavimenti a mosaico, lapidi (raccolte e descritte nel suggestivo cortile del museo). Da rimarcare la raccolta di vetri prodotti con le tecniche e i colori più diversi, esposta in una vetrina che ne valorizza l’estetica. Sono splendide la colombina di vetro blu, le coppe color ambra, le coppe del maestro siro-palestinese Ennione che di solito firmava le sue opere. Corte Cavanella di Loreo e San Basilio di Ariano Polesine erano due centri importanti del delta del Po, dove si trovavano la mansio Fossis e la mansio Hadriani, dove si sostava con le imbarcazioni lungo la via Popilia. Al termine del percorso mussale vi sono gli oggetti più tardi (VI-VIII d.C., quando Adria era già sede vescovile. Museo Archeologico Nazionale di Adria Orari: 9.30-19.30 tutti i giorni Chiuso 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre Info: tel. 0426/21612 www.archeopd.beniculturali.itIl 29 settembre 2012 si inaugura nel museo una mostra sulla tradizione archeologica adriese e ai suoi documenti.
La città di Adria, oltre a vantare tante testimonianze archeologiche etrusche, è la porta di accesso al delta del Po, stupenda zona naturalistica.Parco del Delta del Po, che possiede la più vasta estensione di zone umide protette d’Italia. La flora è estremamente varia e nclude circa un migliaio di specie diverse, grazie alla varietà di ambienti che il Parco racchiude. Lo stesso si può direper quanto riguarda la fauna (oltre 400 specie differenti tra mammiferi, rettili, anfibi e pesci).

La presenza di uccelli è talmente rilevante (oltre 300 specie, nidificanti e svernanti), da fare de Delta del Po la più importante area ornitologica italiana ed una delle più conosciute d’Europa per gli amanti del Birdwatching.
Tra gli anfibi merita una menzione la presenza del raro pelobate fosco.




Fabrizio Del Bimbo

martedì 25 settembre 2012

Fattoria di Montemaggio una perla da scoprire

Ancor oggi è possibile scoprire perle nascoste tra i tanti celebri nomi dell’enologia, realtà che puntano sulla semplice ma non scontata qualità. Tra queste spicca la Fattoria di Montemaggio che si trova nel Comune di Radda in Chianti, nel cuore del Chianti Classico, sulla strada romana fra Siena e Firenze dove si ergeva una torre del XIV secolo. Montemaggio figura su una mappa dei ”Capitani di parte Guelfa” risalente al 1560, conservata nella Podesteria di Radda. Il toponimo deriva da Monte Maggiore riferito alla posizione elevata della località: intorno ai 600 metri sul livello del mare.
La speciale posizione data dall’altitudine unita al microclima, fanno sì che Montemaggio possa offrire una vasta gamma di prodotti, partendo da un grande e accurato lavoro in vigna, oltre che da quello in cantina, da cui hanno origine: Chianti Classico, Riserva, Igt (Merlot), Igt (Merlot e Sangiovese), Rosé di Sangiovese, Chardonnay, Grappa, Grappa Riserva e infine l’Olio Extra Vergine di oliva.
Montemaggio è guidata in primis da donne: Valeria Zavadnikova, giovane proprietaria di origine russa ma con background internazionale, la cui passione per il vino è stata col tempo arricchita di competenze specifiche per poi trasformarsi in un vero e proprio lavoro. Oltre a Ilaria Anichini, Agronomo e Direttore dell’Azienda. Non è un caso se la nuova immagine di Montemaggio è rappresentata dal femminile. L’idea è di Andrey Remnev, noto e quotato pittore russo che ha realizzato un quadro che rappresenta una giovane donna etrusca con un cesto di uva, da cui Marina Zimoglyad, la moglie designer, ha preso ispirazione per la realizzazione grafica del logo e dell’etichetta.
Intorno a queste due figure ruotano vari personaggi fondamentali per l’azienda, sia in vigna, che in cantina. In primis l’enologo: Andrea Paoletti, che dal 1996 segue Montemaggio come consulente enologico.
La fattoria, che è membro del Consorzio del Chianti Classico, si estende su una superficie di 70 ettari ed è costituita da vigneti, oliveti e boschi. I vigneti occupano una superficie di circa 9 ettari, si trovano quasi tutti al centro del podere e sono esposti principalmente a Sud-Ovest su terreni di diverse origini ma prevalentemente ricchi di Galestro, Alberese e Arenarie. È per questo, principalmente, che i vini di Montemaggio sono caratterizzati da eleganza e finezza aromatica.
La maggior parte dei vigneti, caratterizzati da un’elevata densità per ettaro sono di Sangiovese, oltre a piccole porzioni di Merlot, Pugnitello, Chardonnay, Malvasia Nera e Ciliegiolo non ancora tutti in produzione.
I vini Montemaggio sono irrevocabilmente legati ai terreni in cui sono coltivati “al loro terroir” ed hanno assorbito il sapore selvatico dei boschi che circondano la fattoria. A questo si unisce un accurato lavoro in vigna e poi in cantina.
La forma di allevamento scelta è il cordone speronato e nei nuovi vigneti sono in fase di sperimentazione altre forme tra le quali l’alberello, così da anticipare la maturazione e il guyot. Tutto ciò, unito all’esposizione Sud, Sud-Ovest, alla pendenza, al microclima, alla natura del terreno e al faticoso e accurato lavoro svolto, garantiscono un risultato di alta qualità.
Per quanto riguarda la cantina, il principale intento è quello di limitare al massimo l’utilizzo delle Barrique, in modo tale da dare l’opportunità di far assaporare il vino e di non far prevalere il gusto del legno. In particolare, ad esempio, per il Sangiovese sono utilizzate prevalentemente botti grandi o tonneaux, al fine di non snaturare il sapore del vino con sentori di vaniglia o tannini troppo invadenti.
Utilizzando botti e a causa dell’elevata altitudine, i vini Montemaggio, una volta imbottigliati richiedono un lungo affinamento in bottiglia prima di poter uscire sul mercato, talvolta con tempi diversi rispetto ad altre aziende.
Una chicca che evidenzia l’amore vero della proprietà per la terra e i suoi frutti in senso lato, è il meraviglioso orto, progettato in modo da conciliare le esigenze colturali con lo schema compositivo proprio di un giardino di cui vengono riproposti e rivisitati i principali elementi costitutivi. L'orto è infatti suddiviso in aiuole rialzate disposte in modo simmetrico in cui stagionalmente viene pianificato uno schema di piantumazione che associa alle tipiche specie da orto familiare, colture da fiore e alberi da frutto; all'effetto ornamentale e all'aspetto produttivo si somma l'applicazione dei principi del consociativismo agrario, fondamento dell’agricoltura biologica.
Notevole lo studio estetico: la recinzione è schermata da alberi da frutto allevati a spalliera tra cui prevalgono i susini, che in futuro verranno utilizzati nella produzione di un vino dolce da dessert.
Non meno d’effetto il giardino che circonda la fattoria, anch’esso studiato dall’Agronomo paesaggista Francesca Benza (www.francescabenza.com), che mette in luce ancora una volta l’attenzione al dettaglio e al particolare, che contribuisce a raccontare Montemaggio come un tutto armonico.

Del Bimbo Fabrizio



lunedì 17 settembre 2012

Rysto sbarca a Firenze

E' stato presentato a Firenze, Rysto è la prima piattaforma online per il mondo della ristorazione che mette in contatto domanda e offerta di lavoro in tempo reale.
Un cuoco a Roma in 5 minuti? Un barman a Milano in 8? Un runner a Firenze a 15?
Adesso si può, con Rysto (rysto.com), la prima piattaforma social per il settore ristorazione e alberghiero volta a mettere in contatto domanda e offerta di lavoro in real time.
L''evento "Start-up ed Innovation", il social network è nato a livello embrionale lo scorso Marzo in Sylicon Valley durante il periodo di “Startup school” del “Mind the Bridge”. E questo grazie all’idea di tre ragazzi Massimo Fabrizio di Roma, Jacopo Chirici di Firenze e Valerio Castelli di Como, tutti operanti nel settore IT (seppur con diverse mansioni), e con alle spalle alcune esperienze nel campo della ristorazione.
Rysto vuole essere il primo progetto verticale di questo tipo che dà l’opportunità a chi vuole iscriversi di entrare in connessione con una serie di lavoratori (se vi si è iscritti come “Manager”) oppure datori di lavoro (come “Workers”). Il tutto in modo sociale e geolocalizzato, anche attraverso notifiche push su smartphone. L’idea è nata con una Mission: sopperire alle richieste di forza lavoro nei periodi in cui – specialmente in un momento di crisi come adesso – l’imprevedibilità della domanda è un fatto all’ordine del giorno.
L’esigenza di Rysto
Alterazioni di domanda e stagionalità sono due caratteristiche principali dei settori della ristorazione e alberghiero. Reperire figure professionali (specializzate nelle varie mansioni) in seguito ad assenze del personale derivanti da contrattempi improvvisi è un aspetto spesso fondamentale al fine di fornire un servizio impeccabile. Quando questo non accade, il servizio può non risultare all'altezza delle aspettative, e questo spesso si traduce in una possibile perdita di clienti e di conseguenza monetaria.
Fino ad oggi non era esistito, infatti, uno strumento per il c.d. HR Management che permettesse di gestire manodopera temporanea e bilanciare la forza lavoro in base al bisogno effettivo. La ricerca di lavoro in questo settore è un processo che in tutto il mondo viene svolto ancora manualmente. Il giovane a caccia di lavoro si trova costretto a distribuire curriculum (in formato cartaceo, con il frequente rischio che venga perso) con la speranza di trovare un incarico e candidature compatibili. Il momento che intercorre tra il manifestarsi dell’esigenza di una forza lavoro e il contatto con il selezionato lavoratore, è spesso di lunga durata e non privo di complicazioni. La necessità di uno strumento snello, facile ed immediato per effettuare operazioni di reclutamento è d’obbligo sia per i dipendenti che per i gestori.
In un’ottica di ottimizzazione delle risorse, Rysto si dimostra utile per abbattere i costi fissi del personale nel settore del labour market, livellando la forza lavoro in relazione alla richiesta effettiva domanda di mercato (numero di prenotazioni nel caso di ristoranti). E questo in modo flessibile.
La piattaforma è al momento in fase beta, per Novembre 2012 è previsto il rilascio della versione ufficiale.
Per ulteriori informazioni
39.3356771593
Del Bimbo Fabrizio

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