Tutti gli eventi di Toscana: musica, teatro, arte, cultura, folklore, etc... A cura della redazione di Toscana&Chianti News
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domenica 6 novembre 2011
RCR Cristalleria Italiana e Conad portano in tavola l’eccellenza artigianale toscana
RCR Cristalleria italiana – una storia che risale al 1967 e rimanda a manufatti artigianali di altissima qualità – è una diversità nel panorama dell’eccellenza del made in Italy così come Conad lo è nel panorama della grande distribuzione. Insieme hanno dato vita ad una grande operazione promozionale, fatta dall’unica azienda italiana di produzione di cristallo e tra le più grandi al mondo, e dalla più grande organizzazione di imprenditori dettaglianti indipendenti associati in cooperativa presente in Italia, leader nei supermercati.
Dal 17 ottobre al 28 gennaio 2012, nei punti di vendita di Conad del Tirreno sarà possibile aderire all’operazione di collezionamento Le Imperdibili per portare in tavola 7 tipologie di premi RCR: 2 bicchieri (acqua e liquore), 2 flute, 4 calici (2 per i vini bianchi e 2 per i rossi), caraffa e decanter. Il meccanismo è semplice: ogni 10 euro di spesa si riceve un bollino e con 15, 20 e 30 bollini si ha diritto ad uno dei premi in vetro sonoro superiore.
“E’ un’operazione nella quale crediamo – spiega Roberto Pierucci l’Amministratore Delegato di RCR Cristalleria Italiana – per il nome del partner, ma anche perché l’operazione Le Imperdibili contribuisce a sviluppare quello che a ragione può essere considerato uno dei marchi storici italiani. L’accordo con Conad ci permette di aumentare la capacità produttiva ed è un segnale di ottimismo per i nostri lavoratori e per l'economia del territorio, di cui siamo uno dei principali imprenditori attivi”.
Accordo di non poco conto per un’azienda come RCR, che trae dalle proprie radici artigianali valori di eccellenza produttiva e una solida attenzione per il territorio, la comunità, l’occupazione e l’economia locali: nell’azienda per l’arredo tavola di Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena, nel cuore della Toscana, sono impiegati 410 dipendenti, oltre a 150 operanti nell’indotto, che possono ora guardare con più fiducia al futuro.
Ultima grande industria del cristallo presente in Italia, RCR produce nei suoi tre forni elettrici circa 40 milioni di pezzi all’anno (di cui due/terzi avviati all’export) nel pieno rispetto dell’ambiente. Un impegno che risale agli anni Settanta, investendo in nuove tecnologie e ricerca che hanno prodotto il nuovo materiale: il LUXION® utilizzato per l’operazione Le Imperdibili, dall’eccezionale trasparenza e luminosità, grazie all’uso di materie prime di altissima qualità, la massima brillantezza, perché ha l’indice di rifrazione più alto della categoria; una maggiore resistenza e stabilità in lavastoviglie, pur mantenendo la sua leggerezza. Un prodotto classico ed elegante, destinato al piacere di un uso quotidiano.
Un’operazione per la quale Conad ha scelto RCR Cristalleria Italiana, perché il partner doveva essere italiano, vantare un marchio prestigioso, contare su prodotti di alta qualità interpreti della migliore eccellenza artigianale italiana. “E’ una grande opportunità l’accordo siglato con Conad – sottolinea Pierucci – perché questa operazione contribuirà alla crescita del nostro fatturato seppur in un mercato mondiale di riferimento in perdita. Un’occasione che, grazie a Conad, ci consente di ampliare lo sguardo e proporci per nuove iniziative. Il nostro impegno è rivolto al rispetto delle tradizioni e della cultura toscana, alla valorizzazione dell’economia locale e dei loro attori, a far conoscere e apprezzare i migliori prodotti artigianali toscani. Valori di cui anche Conad del Tirreno è portatrice e interprete”.
“Avere un partner come RCR, un’azienda nata e cresciuta in Toscana, depositaria di un’artigianalità e di un livello qualitativo senza tempo, è per noi un solido valore. Per le operazioni di fidelizzazione rivolte ai nostri clienti, infatti, scegliamo sempre le migliori produzioni dell’artigianato toscano, per fare apprezzare a sempre più persone l’eccellenza manifatturiera di una regione che in ogni epoca ha saputo esprimersi ad altissimi livelli”, dichiara l’amministratore delegato di Conad del Tirreno Ugo Baldi. “Ne conseguono ricadute importanti anche sul tessuto economico locale, su un indotto di tante piccole e medie imprese locali. Non è la prima volta che Conad del Tirreno contribuisce al rilancio dell’attività di un’azienda toscana in crisi e che fa della qualità artigianale nel comparto alimentare e non alimentare la propria migliore credenziale. Siamo ciò che fa la differenza, partendo dal socio imprenditore della cooperativa, proprietario dei punti di vendita, che vive il proprio territorio e si adopera con entusiasmo e dedizione quotidiana per soddisfare le esigenze del cliente, gratificarlo ed essere sempre più riferimento della comunità e dell’economia del territorio in cui opera”.
Etichette:
Economia
Ubicazione:
Colle di Val d'Elsa SI, Italia
martedì 4 ottobre 2011
Professione controller standard turistici
Vuoi un futuro nel mondo del turismo? Una nuova professione per te. Diventa ispettore per la verifica delle conformità agli Standard Qualitativi nelle strutture turistiche.
A Roma, nell' Auditorium Comitato Italiano UNICEF il 19 e 20 Ottobre 2011 si svolgerà il primo corso formativo italiano propedeutico alla pre-selezione di supervisor e quality controller, avviato da HSQuality per la gestione, verifica e controllo delle conformita' agli Standard Qualitativi e per il miglioramento dei servizi, finalizzati alla soddisfazione della clientela delle strutture ricettive accreditate.
Nell’occasione i partecipanti sosterranno un primo colloquio conoscitivo di pre-selezione, al quale seguira' una prova pratica di verifica e ispezione presso strutture ricettive del territorio di appartenenza.
Studi ed esperienza nel settore turistico offriranno inoltre la possibilita' di ricoprire altri ruoli per la promozione e valorizzazione dei territori, a supporto delle strutture accreditate, nel contesto di un nuovo circuito turistico rivolto ai mercati esteri.
Una nuova professione di alta qualificà professionale che si ripromettere di alzare sempre più gli standard qualitativi d'accoglienza delle nostre strutture turistiche.
Per informazioni relative al corso:
HSQ - High Standard Quality
www.hsquality.org
Segreteria organizzativa del corso
c/o IRVEA - Corso Umberto I, 2 10121 Torino
tel +39 011 19567218 fax +39 0743 77 86 08
Cell. +39 347 4913924
e-mail: segreteria@irvea.org
Ubicazione:
Roma, Italia
mercoledì 2 febbraio 2011
Un premio di laurea per le imprese storiche
Longevità ed etica manageriale, legame simbiotico con il territorio di appartenenza e problematiche legate al ruolo dell’imprenditore in un’impresa ultracentenaria, così definita in quanto depositaria di valori non solo economici ma anche sociali e culturali.
Sono questi alcuni dei temi presenti nel bando del “1° Premio per Tesi di Laurea”, che la UIST Unione Imprese Storiche Toscane ha inteso promuovere in collaborazione con la Facoltà di Economia dell’Università di Firenze e con Ente Cassa di Risparmio di Firenze, estendendone i termini di partecipazione a tutti i laureati delle Università Italiane.
“L’obiettivo del bando è quello di focalizzare l’attenzione sull’impresa storica italiana – afferma Franco Torrini, presidente dalla UIST – ma nella sua accezione particolare, ovvero nella sua dimensione ultracentenaria. Una dimensione che permette all’impresa di vantare esperienze uniche che spesso oltrepassano la sfera aziendale e che si innestano nel tessuto culturale di appartenenza”.
Al premio di laurea, consistente in € 5000, potranno partecipare tutti i titolari che hanno conseguito la laurea magistrale (o equipollente secondo il vecchio ordinamento) delle Università Italiane la cui tesi sia stata discussa entro il 31 Luglio 2011 e non prima del 1° Ottobre 2009, ed approvata con voto non inferiore a 100 su 110.
Le domande dovranno pervenire entro il 30 settembre 2011 a: UIST via Pasquale Villari 7, 50136 Firenze (bando completo su www.storiaimpresa.it, info promo@storiaimpresa.it).
La UIST Unione Imprese Storiche Toscane, costituita nel 2000, abbraccia oggi 30 marchi dislocati nelle province di Firenze (21), Grosseto (1) Livorno (2), Siena (4), Carrara (1) e Arezzo (1). Da sempre è impegnata nel sostenere iniziative culturali sul territorio regionale e nazionale.
Sono questi alcuni dei temi presenti nel bando del “1° Premio per Tesi di Laurea”, che la UIST Unione Imprese Storiche Toscane ha inteso promuovere in collaborazione con la Facoltà di Economia dell’Università di Firenze e con Ente Cassa di Risparmio di Firenze, estendendone i termini di partecipazione a tutti i laureati delle Università Italiane.
“L’obiettivo del bando è quello di focalizzare l’attenzione sull’impresa storica italiana – afferma Franco Torrini, presidente dalla UIST – ma nella sua accezione particolare, ovvero nella sua dimensione ultracentenaria. Una dimensione che permette all’impresa di vantare esperienze uniche che spesso oltrepassano la sfera aziendale e che si innestano nel tessuto culturale di appartenenza”.
Al premio di laurea, consistente in € 5000, potranno partecipare tutti i titolari che hanno conseguito la laurea magistrale (o equipollente secondo il vecchio ordinamento) delle Università Italiane la cui tesi sia stata discussa entro il 31 Luglio 2011 e non prima del 1° Ottobre 2009, ed approvata con voto non inferiore a 100 su 110.
Le domande dovranno pervenire entro il 30 settembre 2011 a: UIST via Pasquale Villari 7, 50136 Firenze (bando completo su www.storiaimpresa.it, info promo@storiaimpresa.it).
La UIST Unione Imprese Storiche Toscane, costituita nel 2000, abbraccia oggi 30 marchi dislocati nelle province di Firenze (21), Grosseto (1) Livorno (2), Siena (4), Carrara (1) e Arezzo (1). Da sempre è impegnata nel sostenere iniziative culturali sul territorio regionale e nazionale.
venerdì 12 novembre 2010
Nuove professioni: a Firenze, il corso di wedding planner

Parte a Firenze il corso di “Wedding Planner” proposto dall’A.S. Consulting Sas di Anna Sacristano & C., agenzia formativa accreditata dalla Regione Toscana.
Il programma prevede sette lezioni, tutte organizzate nel fine settimana (venerdì e sabato), in modo da agevolare la partecipazione di chi lavora.
Il primo appuntamento è sabato 13 novembre, mentre le altre lezioni si svolgeranno il 19, 20, 27 novembre e il 4, 11 ,17 e 18 dicembre. I partecipanti potranno scegliere se frequentare il corso per intero o partecipare solo ad alcuni moduli.
Le otto giornate di full immersion (per rendere più efficace l’apprendimento) permetteranno di affrontare i nodi cruciali della professione: il ruolo del wedding planner, l’identità personale, la comunicazione, il lavoro del wedding planner con le differenze fra i matrimoni per sposi italiani e stranieri, il marketing operativo e strategico, gli addobbi floreali, l’allestimento dei tavoli, la contrattualistica, le varie tipologie di impresa, i costi di gestione, il galateo e il bon ton negli eventi conviviali. Il corso sarà tenuto da professionisti con esperienza pluriennale nelle materie insegnate.
L’ultima lezione corso registrerà la partecipazione di due sposi con i quali i partecipanti effettueranno un projcet work per la realizzazione della festa affrontando il tema dell’allestimento dei tavoli e degli addobbi.
Attraverso le lezioni, a numero chiuso, verranno formati dei veri e propri professionisti della cerimonia, in grado di occuparsi di ogni dettaglio. Il wedding planner figura professionale ormai diffusa negli Stati Uniti, si sta affermando anche in Italia. Il suo compito è stupire, sorprendere, far sognare e divertire gli sposi e i loro ospiti in tutti i momenti della giornata, dalla cerimonia, ricca di atmosfera e calore, al cocktail, pensato come momento di aggregazione e convivialità, fino al pranzo o alla cena dove trova spazio la magia delle scenografie.
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di frequenza (a chi ha frequentato almeno il 70% delle lezioni). I partecipanti verranno inoltre messi in contatto con operatori e fornitori che operano già nel settore. Le lezioni si svolgeranno nella sede di As Consulting, in via della Casella 61/63, a Firenze.
Info e iscrizioni: As Consulting sas, via della Casella 61/63, Firenze, 055.7331634, 055.7875562, info@asconsulting.fi.it; www.asconsulting.fi.it.
sabato 25 luglio 2009
Debutta Solease, il leasing semplice per il fotovoltaico

Il business del fotovoltaico è ora alla portata di qualsiasi azienda: il nuovo prodotto di leasing SOLEASE lanciato da Centro Leasing Banca finanzia il costo totale dell’impianto e permette all’impresa di ottimizzare subito il profilo economico dell’investimento.
Le aziende che vogliono dotarsi di un impianto fotovoltaico da oggi possono contare su un’opportunità in più. Centro Leasing Banca inaugura SOLEASE, un finanziamento concepito per tutte le imprese interessate a sfruttare, anche trasformandola in business, l’energia pulita del sole.
Il fotovoltaico rappresenta un mercato in crescita, grazie agli incentivi pubblici e a un numero sempre più elevato di aziende che hanno diversificato scommettendo sulle energie rinnovabili. L’Italia ha già superato la quota dei 535 MW installati grazie a oltre 42mila impianti in esercizio (stando al contatore fotovoltaico del GSE, il Gestore dei Servizi Elettrici) ed entro il 2011 dovrebbe raggiungere i 2,2 GW.
Centro Leasing Banca finanzia con il nuovo prodotto di leasing dedicato SOLEASE la realizzazione di impianti fotovoltaici di vario tipo (semi-integrati, integrati e non) operanti in regime di scambio sul posto, ovvero che prevedano l’autoconsumo e la cessione alla rete del surplus di energia prodotta.
Caratteristica distintiva del nuovo prodotto SOLEASE, su cui possono fare ampia leva anche i fornitori di materiale fotovoltaico, costruttori e distributori, è l'estrema semplicità: le incombenze procedurali sono ridotte al minimo, l'iter di approvazione è agevole, grazie in particolare all'intervento di professionisti qualificati per le indagini tecniche, e si risolve in tempi molto brevi.
Le proposte finanziarie di Centro Leasing Banca coprono l’intero progetto, dall’analisi di fattibilità al trasporto dei componenti, dalle opere di installazione al collaudo dell’impianto fotovoltaico, e poggia su un leasing a tasso indicizzato, con anticipo variabile sotto forma di maxicanone, rateazioni mensili e un valore residuo di riscatto pari all’1%.
Per gli impianti fotovoltaici di tipo non integrato e semi-integrato e per importi finanziati inferiori a 250mila euro, SOLEASE prevede una durata di norma non superiore agli 89 mesi; oltre quel valore stabilisce un tetto massimo di 180 mensilità.
Nessuna distinzione in base all’importo, invece, per i finanziamenti alla costruzione di impianti integrati nelle strutture architettoniche degli edifici, per i quali cambia ovviamente l’impostazione del contratto, non più con caratteristiche di natura strumentale, ma inserito invece in un leasing immobiliare.
Tra i molteplici vantaggi legati al nuovo SOLEASE va sottolineata la possibilità per l’azienda di disporre di un impianto fotovoltaico contenendo al minimo le spese iniziali e di ottenere un finanziamento per i costi “tutto incluso”. Inoltre, SOLEASE permette di godere del beneficio fiscale della detrazione dal reddito imponibile dei canoni di locazione.
Centro Leasing Banca è uno dei principali operatori italiani del settore leasing.
Con un’offerta di prodotti di leasing e servizi finanziari destinati ai professionisti e alle imprese di ogni dimensione, Centro Leasing Banca è presente nel mercato italiano dal 1969 come società finanziaria specializzata nel leasing. Dal 1° Luglio 2006 si è trasformata in banca.
La struttura distributiva si compone di 14 uffici commerciali sul territorio nazionale che fanno capo alla società controllata al 100% Centro Leasing Rete S.p.A; l’articolazione commerciale è formata da oltre 100 mandati agenziali e oltre 300 fornitori convenzionati.
Il 2 Marzo 2009 il Consiglio di Amministrazione ha approvato il progetto di bilancio civilistico e consolidato al 31/12/2008: gli impieghi netti sono cresciuti del 14,79% raggiungendo 4.144 milioni di Euro. L’utile netto consolidato è aumentato del 4,37% rispetto al 2007, per un importo di 8,9 milioni di euro.
Centro Leasing Banca è una società del Gruppo Intesa Sanpaolo controllata attraverso la sub holding Banca CR Firenze.
Nicoletta Curradi
giovedì 16 luglio 2009
Nasce Toscana Energia Green, la nuova società del Gruppo Toscana Energia


Impegnarsi nella gestione di fotovoltaico, calore, teleriscaldamento, illuminazione e cogenerazione: questi sono gli obiettivi di 'Toscana Energia Green', la nuova societa' del Gruppo Toscana Energia presentata il 15 luglio a Firenze dal presidente di Toscana Energia, Lorenzo Becattini, e dall'assessore alle partecipate del comune di Firenze, Angelo Falchetti.
Toscana Energia Green nasce da un progetto che vede coinvolti cento comuni toscani, insieme al partner industriale Italgas, Oggi la nuova societa' conta oltre quaranta dipendenti e gestisce gia' cinque impianti solari termici, il servizio energia in seicento impianti di strutture ospedaliere e la pubblica illuminazione in dieci comuni. Nel futuro l'obiettivo e' quello di rafforzare le attivita' di energy service e sviluppare ulteriormente il fotovoltaico. Oltre ad offrire gia' un pacchetto integrato in questo settore, che va dalla progettazione all'attivazione di finanziamenti alle coperture assicurative. La societa' sta lavorando per realizzare una centrale fotovoltaica di oltre 3 MWp, tra le maggiori in Italia per la produzione di energia elettrica, ed altri dieci impianti di potenza inferiore. "Con Toscana Energia Green - ha detto il Presidente di Toscana Energia Lorenzo Becattini - abbiamo voluto puntare alla diversificazione delle attivita' attraverso i servizi legati alla green economy, fermo restando che il nostro core business e' legato alla distribuzione del gas. Questa operazione ci consente inoltre di contribuire all'incremento degli investimenti sul territorio toscano. Le risorse che verranno liberate dalla vendita della partecipazione di minoranza di Toscana Energia in Toscana Energia Clienti saranno, infatti, investite interamente in Toscana Energia Green che potra' cosi' disporre di adeguati mezzi finanziari per la realizzazione di importanti progetti nel settore delle rinnovabili." "Credo che debba essere riconosciuto a Italgas - ha aggiunto l'Amministratore Delegato di Italgas Domenico Elefante - il grande impegno volto alla creazione di una cultura interna di impresa sempre piu' attenta alle tematiche di ambiente, sicurezza e salute nonche' alla costruzione di piu' solidi rapporti con il territorio e con le amministrazioni locali".
Fabrizio Del Bimbo
giovedì 12 febbraio 2009
Il Roadshow del Sole 24 ore e Aria parte da Firenze

"Crescita Il Gruppo Il Sole 24 ORE e Aria hanno organizzato il road show "Crescita e innovazione: le sfide per le imprese italiane. Nuove competenze, percorsi e tecnologie per superare il digital divide".
Si tratta di un tour itinerante di appuntamenti che si sono sviluppati sul territorio italiano a partire dall'autunno del 2008 e che proseguiranno fino a maggio 2009. Obiettivo degli incontri è quello di informare e sensibilizzare le imprese locali situate in aree non coperte dall'adsl "tradizionale" sulla possibilità dell'utilizzo di tecnologie alternative e innovative per lo sviluppo e la crescita del proprio business.
Attraverso il coinvolgimento di rappresentanti istituzionali e di aziende che già hanno sperimentato e adottato queste soluzioni tecnologiche si discuteranno le possibili sinergie attivabili a livello territoriale, in un'ottica di imprenditorialità e di rilancio del sistema industriale italiano.
Le date del 2008 si sono svolte a Napoli, Reggio Emilia e Bari.
La prima tappa del 2009 si è svolta a Firenze presso il Convitto della Calza, presso Porta Romana, il giorno 11 febbraio scorso, con grande partecipazione di pubblico e di esperti.
Le prossime date per il 2009 sono:
- Ancona, 18 marzo 2009
- Treviso, 2 aprile 2009
- Torino, 16 aprile 2009
- Milano, 26 maggio 2009
Nicoletta Curradi
venerdì 6 febbraio 2009
Il Customer Management Forum a Firenze

Florencein porta il Customer Management Forum a Firenze. Le imprese toscane s'incontrano per parlare del rapporto con il cliente o il cittadino. Quale sarà l’evoluzione del Customer e Citizen Management?
Giovedì 12 febbraio, 15.00 – 18.30 Firenze, Starhotels Michelangelo (via Fratelli Rosselli 2, a 700m dalla Stazione di Santa Maria Novella)
L'associazione Florencein porta una nuova iniziativa di qualità a Firenze, patrocinando il primo evento toscano del Customer Management Forum, giovedì 12 febbraio presso lo Starhotels Michelangelo. Oltre a patrocinare l'iniziativa, organizzata da Fondazione Irso e divenuta il punto di riferimento in Italia per il Customer e Citizen Management, Florencein ha previsto per i propri soci la partecipazione gratuita.
Il convegno dal titolo Networking: evoluzione del Customer e Citizen Management. Casi ed Esperienze, sarà un'occasione interessante per imprese pubbliche e private per fare il punto su un settore sempre più strategico e per esplorarne gli scenari futuri. La corretta gestione del rapporto con il cliente, o con il cittadino, si rivela infatti fondamentale per le imprese specie nei momenti di crisi come quello attuale.
A coordinare l'iniziativa sarà il prof. Sebastiano Bagnara di Fondazione Irso e dell'Università di Sassari ed Alghero. Tra le aziende locali che interverranno Starhotels (turismo), Boeringher Ingelheim Italia (farmaceutico), Lilly Italia (farmaceutico), Nannini (moda), Sykes Italia (outsourcing), ASL di Empoli (sanità). Ognuna presenterà il proprio punto di vista su come si possa fare qualità in un mercato sempre più internazionale, utilizzando la leva del CRM (Customer Relationship Management) e dei nuovi modelli di Customer e Citizen Management.
La partecipazione al convegno normalmente costerebbe 450,00 euro ma sarà gratuita per i soci di Florencein, l'associazione che riunisce gli utenti toscani di social network. Per partecipare è necessario confermare la propria presenza scrivendo a florence.clubin@gmail.com. Ulteriori informazioni e modalità di partecipazione sul blog: http://florencein.blog.dada.net
Nicoletta Curradi
lunedì 22 dicembre 2008
La conferenza di fine 2008 di Unioncamere Toscana
I risultati dell'indagine sul settore commerciale, prodotta dall'Osservatorio Regionale ed elaborata da Unioncamere Toscana, mostrano nuovamente un trimestre in affanno; cos[ ha commentato questi dati il Presidente di Unioncamere Toscana Pierfrancesco Pacini, nel corso della conferenza di fine 2008:
"I dati del terzo trimestre ci permettono di cogliere lo stato di salute del commercio al dettaglio toscano alle soglie dello scoppio della crisi dei mercati finanziari internazionali avvenuto nei primi giorni di ottobre. Purtroppo già nel periodo estivo c'è stato un rallentamento marcato dei consumi, non solo per la nostra regione, ma anche a livello nazionale.
Il commercio tradizionale continua ad accumulare risultati negativi, le medie strutture sono in sofferenza da mesi (-4,7% in termini di fatturato), i margini di crescita delle vendite della grande distribuzione si mantengono ben al di sotto della dinamica inflazionistica (+1,6%).
A questo punto non resta che attendere i risultati del periodo più importante dell'anno per il commercio al dettaglio, quello natalizio, per verificare se nella nostra regione abbiano o meno un impatto i riflessi del generalizzato clima di pessimismo che pare diffuso tra i consumatori.
In attesa di conoscere le disposizioni del Regolamento regionale al Testo Unico sul Commercio, che è proprio in questi giorni in via di definizione, come Sistema camerale non possiamo far altro che confermare il nostro impegno perché in una fase così critica sia posta al centro delle politiche e delle strategie di settore la salvaguardia del patrimonio economico e culturale rappresentato dal commercio tradizionale, nella prospettiva di una crescita della rete distributiva regionale equilibrata, che possa portare benefiche ripercussioni agli operatori ed ai consumatori".
Nicoletta Curradi
"I dati del terzo trimestre ci permettono di cogliere lo stato di salute del commercio al dettaglio toscano alle soglie dello scoppio della crisi dei mercati finanziari internazionali avvenuto nei primi giorni di ottobre. Purtroppo già nel periodo estivo c'è stato un rallentamento marcato dei consumi, non solo per la nostra regione, ma anche a livello nazionale.
Il commercio tradizionale continua ad accumulare risultati negativi, le medie strutture sono in sofferenza da mesi (-4,7% in termini di fatturato), i margini di crescita delle vendite della grande distribuzione si mantengono ben al di sotto della dinamica inflazionistica (+1,6%).
A questo punto non resta che attendere i risultati del periodo più importante dell'anno per il commercio al dettaglio, quello natalizio, per verificare se nella nostra regione abbiano o meno un impatto i riflessi del generalizzato clima di pessimismo che pare diffuso tra i consumatori.
In attesa di conoscere le disposizioni del Regolamento regionale al Testo Unico sul Commercio, che è proprio in questi giorni in via di definizione, come Sistema camerale non possiamo far altro che confermare il nostro impegno perché in una fase così critica sia posta al centro delle politiche e delle strategie di settore la salvaguardia del patrimonio economico e culturale rappresentato dal commercio tradizionale, nella prospettiva di una crescita della rete distributiva regionale equilibrata, che possa portare benefiche ripercussioni agli operatori ed ai consumatori".
Nicoletta Curradi
venerdì 19 dicembre 2008
Caritas e Banca del Chianti Fiorentino, insieme per la solidarietà
L’obiettivo dell’iniziativa “Fai una buona obbligazione con Caritas e Banca del Chianti Fiorentino”, promossa da due realtà di riferimento nei rispettivi settori, è quello di proporre soluzioni di risparmio che possano unire il rendimento alla solidarietà. La Banca del Chianti, che ha appena aperto la sua 4° filiale in Piazza Savonarola, ribadisce dunque la propria vocazione d’istituto attento alle esigenze sociali ed alle necessità del territorio. Una scelta che si concretizza anche attraverso progetti come quello delle obbligazioni etiche. Concretamente, acquistando un taglio minimo di obbligazioni di 1.000 euro, il sottoscrittore devolverà a favore della Onlus Caritas il 15% lordo annuo della cedola maturata, a sua volta anche la Banca del Chianti devolverà un contributo pari allo 0,50% dell’importo collocato. Le Obbligazioni Etiche Caritas hanno durata di tre anni con cedola annuale, la prima è al 3,50% lordo, le due successive saranno pari all’euribor 12 mesi. Grazie all’accordo con l’Associazione Solidarietà Caritas ONLUS, dunque, i clienti della Banca del Chianti Fiorentino potranno collocare i propri risparmi a fini solidaristici, senza rinunciare al fine principale del proprio investimento. “Il nostro scopo – dice il direttore della Banca del Chianti Fiorentino, Andrea Bianchi - è quello di coinvolgere nell’iniziativa il maggior numero di clienti possibile. L’intento è quello d’includere in un circuito finanziario solidale sia le persone ‘sensibili’, che possono ora disporre di soluzioni finanziarie più coerenti con i propri valori, sia quelle con una sensibilità solidaristica minore, magari solo latente, che potrebbero comunque essere attratte da un’offerta in grado di unire, senza sacrificio, l’elemento sociale con quello economico”. “La nostra Banca, consolidando la sua presenza nell’area urbana di Firenze, con quattro filiali oltre a quella di Scandicci, è particolarmente felice di poter utilizzare i propri strumenti di finanza etica in favore di una, se non la più significativa e importante, realtà solidale fiorentina impegnata con oltre venti progetti in centri e case di accoglienza, mense e altre strutture per i più bisognosi – aggiunge il presidente della Banca del Chianti Fiorentino, Paolo Bandinelli -. Seppur in campi diversi, la Banca di Credito Cooperativo ha nei propri valori fondanti di solidarietà e mutualità una profonda affinità e vicinanza alla missione della Caritas. Anche per questo la collaborazione che nasce oggi assume, in vista del 2009 anno del nostro centenario, un significato ancora più grande”.“Siamo estremamente soddisfatti di questo progetto – aggiunge il direttore della Caritas Firenze, Alessandro Martini - perchè si tratta di un’iniziativa che riassume due aspetti per noi fondamentali. Il primo, quello dell’eticità di un soggetto che, come la Banca del Chianti, si occupa di economia riuscendo a creare cultura attraverso il proprio modo di operare. Il secondo è relativo alla certezza che le risorse che deriveranno dalle obbligazioni etiche saranno destinate, nella massima trasparenza, a progetti e servizi nei confronti di numerose necessità che sono presenti sul nostro territorio. Anche per questo – conclude Martini – rivolgo un particolare ringraziamento alla Banca del Chianti, che attraverso questo progetto dimostra una volta di più di essere vera entità etica”.
Fabrizio Del Bimbo
Fabrizio Del Bimbo
martedì 16 settembre 2008
La CNA parla russo...
CNA Firenze, seguendo il suo motto "pensare globalmente, agire subito", ha deciso di offrire all'artigianato di qualità una nuova, stimolante opportunità, per promuoversi sul mercato russo. Con il progetto "Cuore Toscano" l'eccellenza artigiana di Firenze e provincia, trova un canale privilegiato di dialogo con oltre 400 tra i più accreditati studi di architettura in Russia, aderenti all'associazione Arca. Animatore dell'associazione è Franco Falsettini, fiorentino di origine, da otto anni trasferitosi nella capitale della Russia, dove si dedica con successo al commercio di arredamento residenziale e contract.E sono già oltre cento le imprese artigiane che, forti del proprio saper fare, della qualità della propria produzione, delle profonde radici e di una tradizione capace di interpretare i tempi, hanno abbracciato con convinzione l'iniziativa che rimane tuttora aperta ad ulteriori adesioni.Il progetto di CNA Firenze sceglie il web come principale strumento di promozione e la Wayin s.r.l. come partner dell'iniziativa per il mercato russo.Il sito dell'associazione fiorentina http://www.firenze.cna.it/ ospiterà così il nuovissimo portale http://www.cuoretoscano.it/, bilingue (russo-italiano), una grande vetrina dell'offerta artigianale di qualità, che sviluppa l'interazione necessaria ad una efficace penetrazione e che mette in luce i tanti pregi dell'artigianato di qualità di Firenze e provincia. Integra il progetto un dettagliato cd multimediale, aggiornabile periodicamente, che presenta le imprese aderenti e ne descrive l'offerta. Illustrato in anteprima il 15 settembre 2008, a Villa Montalto, il progetto “Cuore Toscano” si sviluppa in un ampio piano di promozione articolato in numerose iniziative rivolte a designer, architetti e trend-setter. E’ prevista, tra l’altro, la partecipazione al Salone “WorldWide-Furnishing Ideas Made in Italy” di Mosca, dall'8 all'11 di ottobre.
Fabrizio Del Bimbo
Fabrizio Del Bimbo
venerdì 15 febbraio 2008
E' nata CNA Turismo
Progetti di marketing mirati ed articolati, attività di sviluppo capaci di valorizzare l’intera filiera produttiva legando artigianato locale, offerta culturale, ristorazione ed imprese in un progetto sinergico in grado di rilanciare il potenziale di una delle città più “desiderate” dal turismo internazionale. E, ancora, formazione di alto livello, accordi ed iniziative per riqualificare il turismo congressuale attraverso una stretta collaborazione con il Convention Bureau, partecipazione ad ogni progetto sviluppato da Enti, Istituzioni e soggetti privati legati all’indotto turistico quali, ad esempio, Aeroporto di Firenze, Centro Congressi e Firenze Fiera. CNA Turismo, la nuova sezione dell’Associazione fiorentina presentata il 14 febbraio alla stampa ed ad un parterre di ospiti illustri, ha già un programma chiaro e dettagliato. I suoi obiettivi, illustrati dal presidente della sezione Giancarlo Carniani e dal presidente di CNA Firenze Mauro Fancelli, puntano al rilancio delle 2600 imprese turistico recettive dell’area fiorentina (alberghi, residence, residenze d’epoca, campeggi, affittacamere, appartamenti per vacanze e quan’altro) sfruttando al meglio le opportunità offerte dal territorio per incrementare l’incoming. “Negli ultimi anni – spiega Giancarlo Carniani, presidente di CNA Turismo – abbiamo assistito ad un inesorabile declino del comparto turistico legato, a nostro avviso, alla cronica mancanza di idee. Le azioni di marketing messe in atto fino ad oggi non funzionano più, o comunque non sono sufficienti, e giorno dopo giorno stiamo togliendo al potenziale turista la motivazione per tornare nel nostro territorio: il degrado ambientale ed architettonico, la carenza dei servizi e la mancanza di eventi di forte appeal culturale stanno infatti impoverendo la nostra offerta”.La riprova di tale declino giunge dagli indici turistici che, contrariamente a quanto spesso riportato dai media, non sono tutti in crescita. Mentre i prezzi medi degli alberghi hanno registrato una forte diminuzione negli ultimi anni, le zone di degrado sono aumentate ed il numero degli eventi si è ridotto.“Uno dei nostri compiti – continua Carniani – sarà quello di ascoltare i nostri soci per analizzare insieme bisogni e necessità e, di conseguenza, avviare politiche idonee a soddisfare le esigenze del comparto”. A tal proposito CNA Turismo avvierà una campagna dal titolo “Quello che vorrei dal turismo” per raccogliere le istanze e lavorare in base alle priorità espresse dagli operatori del settore.L’altro progetto, che prenderà il via a breve con il seminario tenuto da Andrew Morsi consulente del turismo di fama internazionale in programma per il 26/27 febbraio al Hilton Florence Metropole, riguarderà l’alta formazione attuata anche attraverso “La cittadella del Turismo” ovvero, un campus annuale della durata di due - tre settimane dove portare le più alte risorse in campo formativo: una sorta di master certificato da organizzare insieme alle altre Categorie e, soprattutto, in collaborazione con l’Università di Firenze e la Regione Toscana.“Nei prossimi anni – conclude Mauro Fancelli, presidente di CNA Firenze – si calcola che l’Europa sarà meta di molti milioni di turisti e certamente, buona parte di questi decideranno di includere nel loro tour Firenze e la sua provincia. Ciò significa che siamo di fronte ad una sfida enorme alla quale dobbiamo rispondere con mezzi e strategie adeguate affinché le opportunità si trasformino in benefici per l’intera economia provinciale. E’ necessario adoperarsi per agevolare un cambiamento culturale e strategico: il turismo ha bisogno di essere concepito come una vera e propria filiera industriale, capace di collegare organicamente una molteplicità di settori e di esperienze imprenditoriali del territorio che vanno dal commercio, alle attività turistico ricettive, agli agriturismo, al sistema di trasporto, alla qualità dell’accoglienza ed alla stessa logistica. Siamo convinti che turismo significhi infatti offerta ricettiva, ma anche offerta culturale e museale, filiera del benessere e del tempo libero, valorizzazione delle produzioni tipiche e tradizionali in campo agricolo ed artigianale, e servizi alla persona, tutte anime del sistema CNA Firenze”.
Fabrizio Del Bimbo
Fabrizio Del Bimbo
mercoledì 23 gennaio 2008
Nasce ESTRA, la nuova società di vendita del gas metano
Dal mese di gennaio 2008 è operativa ESTRA, Energia Servisi Territorio Ambiente Srl, la nuova società di vendiat del gas metano, nata dalla fusione tra IntesaCom e ConsiaGas a cui si aggiungerà a breve Eta3. E' uno dei primi operatori nazionali per volume di gas venduto e numero di clienti ed il secondo in Toscana. La nuova società è stata presentata il 22 gennaio presso la sede della Banca Toscana, palazzo Portinari Salviati alla presenza della stampa e delle autorità. Le tre società raggiungono oltre 800 milioni di metri cubi di gas venduti all'anno, oltre 400.000 i clienti di cui 340.000 civili, per un fatturato che si aggira intorno a 320 milioni di Euro. Tre consolidate holding che vogliono costituire una sinergia di obiettivi hanno intrapreso la strada dell'aggregazione per creare un soggetto a partecipazione pubblica di grandi dimensioni, appunto ESTRA che può sfruttare le competenze terriotriali, aumentare le economie di scala attraverso integrazione delle risorse e delle strutture, ampliare la rete di vendita ed ilnumero dei clienti.
Fabrizio Del Bimbo
Fabrizio Del Bimbo
martedì 22 gennaio 2008
"Il calabrone Italia", un volume del Prof. Becattini
Per lungo tempo gli schemi dominanti hanno impedito di comprendere a fondo cosa stava accadendo nell’economia e nella società italiana del dopoguerra. Nel dibattito sullo sviluppo non vi era, infatti, spazio per la piccola impresa, che anche quando veniva vista, era considerata un fatto transitorio che, secondo gli studiosi, non poteva resistere negli anni se non fosse riuscita ad accrescere le proprie dimensioni.
Eppure, come il “calabrone” che secondo le leggi fisiche non potrebbe volare, i sistemi di piccola impresa hanno per lungo tempo rappresentato la parte più dinamica del sistema produttivo italiano. Non vi sarebbe stato lo sviluppo economico e sociale che vi è stato, se non vi fosse stato lo spirito di impresa diffuso nelle tante comunità locali presenti nel paese, e non avesse dato vita a sistemi di piccola impresa in grado di operare con successo sui grandi mercati internazionali: in altre parole, i distretti industriali colti dagli studi di Becattini a partire dai quali si è poi innestata una parte importante degli studi economici che si sono sviluppati nel paese.
Il 21 gennaio insieme all’autore, al prof. Marco Dardi dell’Università di Firenze e al dirigente IRPET, Stefano Casini Benvenuti, ed al presidente della Cassa di Risparmio di Firenze Benedetti che ha ospitato l’evento a Palazzo Incontri, gli scritti del prof. Becattini sull’argomento sono stati riletti alla luce della attuale fase attraversata dall’economia italiana.
La lettura è quanto mai attuale poiché, come nel passato si è ignorato il ruolo dei sistemi di piccola impresa nello spiegare lo sviluppo, oggi si tende ad attribuire agli stessi la responsabilità del presunto declino dell’economia italiana, seguendo la tesi secondo la tesi che le PMI non hanno risorse per fronteggiare due dei principali fattori strategici della competitività in questa fase: innovazione e internazionalizzazione.
Dunque, secondo queste analisi, il “calabrone Italia” oggi non sarebbe più in grado di volare.
Effettivamente nell’ultimo decennio -e in modo ancora più evidente dal 2000 al 2005- tutti gli indicatori mostrano un preoccupante rallentamento della crescita italiana, visto che pochi paesi fanno peggio dell’Italia e costante è la caduta della produzione industriale e delle esportazioni. Molte piccole imprese muoiono, le esportazioni si concentrano nelle grandi imprese, così come le spese in R&S.
Bastano queste considerazioni a sostenere l’ipotesi di un declino attribuibile al comportamento delle PMI?
L’opinione dell’IRPET è che molti di questi giudizi siano frettolosi e superficiali. Frettoloso perché è chiaro che negli ultimi dieci anni molte cose sono cambiate nello scenario esogeno e che il tempo trascorso sia ancora troppo breve per capire se effettivamente il calabrone abbia smesso di volare o semplicemente stia cercando di orientarsi nel nuovo contesto.
Il nuovo contesto è fatto da alcuni grandi cambiamenti intervenuti gradualmente nello scenario mondiale (caduta del muro, nuovi concorrenti, crescente clima di insicurezza con conseguenze sul comportamento dei consumatori) e nazionale (ingresso nell’euro, fine della prima repubblica che vuol dire fine delle politiche basate sulla svalutazione e sulla espansione incontrollata della spesa pubblica).
Questi cambiamenti strutturali hanno disegnato uno scenario diverso all’interno del quale gli operatori sono stati costretti a muoversi, talvolta rinunciando a continuare la loro attività, altre volte trasformandola. Nuovi imprenditori hanno sostituito i vecchi e in tal modo il sistema si è rinnovato sotto il profilo dei beni prodotti, dei modi di produrli, ecc.
Certo, complessivamente ciò ha condotto ad un ridimensionamento del nostro apparato produttivo, per cui è giusto oggi nutrire preoccupazioni circa la possibilità del nostro sistema di recuperare il terreno perso, ma sarebbe un errore grave interpretare questo rallentamento della crescita solo come la conseguenza del venir meno della forza propulsiva del modello di piccola impresa ed impostare, di conseguenza, la politica economica solo sul fronte del rafforzamento dimensionale.
Fabrizio Del Bimbo
Eppure, come il “calabrone” che secondo le leggi fisiche non potrebbe volare, i sistemi di piccola impresa hanno per lungo tempo rappresentato la parte più dinamica del sistema produttivo italiano. Non vi sarebbe stato lo sviluppo economico e sociale che vi è stato, se non vi fosse stato lo spirito di impresa diffuso nelle tante comunità locali presenti nel paese, e non avesse dato vita a sistemi di piccola impresa in grado di operare con successo sui grandi mercati internazionali: in altre parole, i distretti industriali colti dagli studi di Becattini a partire dai quali si è poi innestata una parte importante degli studi economici che si sono sviluppati nel paese.
Il 21 gennaio insieme all’autore, al prof. Marco Dardi dell’Università di Firenze e al dirigente IRPET, Stefano Casini Benvenuti, ed al presidente della Cassa di Risparmio di Firenze Benedetti che ha ospitato l’evento a Palazzo Incontri, gli scritti del prof. Becattini sull’argomento sono stati riletti alla luce della attuale fase attraversata dall’economia italiana.
La lettura è quanto mai attuale poiché, come nel passato si è ignorato il ruolo dei sistemi di piccola impresa nello spiegare lo sviluppo, oggi si tende ad attribuire agli stessi la responsabilità del presunto declino dell’economia italiana, seguendo la tesi secondo la tesi che le PMI non hanno risorse per fronteggiare due dei principali fattori strategici della competitività in questa fase: innovazione e internazionalizzazione.
Dunque, secondo queste analisi, il “calabrone Italia” oggi non sarebbe più in grado di volare.
Effettivamente nell’ultimo decennio -e in modo ancora più evidente dal 2000 al 2005- tutti gli indicatori mostrano un preoccupante rallentamento della crescita italiana, visto che pochi paesi fanno peggio dell’Italia e costante è la caduta della produzione industriale e delle esportazioni. Molte piccole imprese muoiono, le esportazioni si concentrano nelle grandi imprese, così come le spese in R&S.
Bastano queste considerazioni a sostenere l’ipotesi di un declino attribuibile al comportamento delle PMI?
L’opinione dell’IRPET è che molti di questi giudizi siano frettolosi e superficiali. Frettoloso perché è chiaro che negli ultimi dieci anni molte cose sono cambiate nello scenario esogeno e che il tempo trascorso sia ancora troppo breve per capire se effettivamente il calabrone abbia smesso di volare o semplicemente stia cercando di orientarsi nel nuovo contesto.
Il nuovo contesto è fatto da alcuni grandi cambiamenti intervenuti gradualmente nello scenario mondiale (caduta del muro, nuovi concorrenti, crescente clima di insicurezza con conseguenze sul comportamento dei consumatori) e nazionale (ingresso nell’euro, fine della prima repubblica che vuol dire fine delle politiche basate sulla svalutazione e sulla espansione incontrollata della spesa pubblica).
Questi cambiamenti strutturali hanno disegnato uno scenario diverso all’interno del quale gli operatori sono stati costretti a muoversi, talvolta rinunciando a continuare la loro attività, altre volte trasformandola. Nuovi imprenditori hanno sostituito i vecchi e in tal modo il sistema si è rinnovato sotto il profilo dei beni prodotti, dei modi di produrli, ecc.
Certo, complessivamente ciò ha condotto ad un ridimensionamento del nostro apparato produttivo, per cui è giusto oggi nutrire preoccupazioni circa la possibilità del nostro sistema di recuperare il terreno perso, ma sarebbe un errore grave interpretare questo rallentamento della crescita solo come la conseguenza del venir meno della forza propulsiva del modello di piccola impresa ed impostare, di conseguenza, la politica economica solo sul fronte del rafforzamento dimensionale.
Fabrizio Del Bimbo
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