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venerdì 4 novembre 2011

Cena futurista del terzo millennio a Villa Le Maschere

Era il 28 dicembre 1930 quando il quotidiano torinese “La Gazzetta del Popolo” pubblicò, a piena pagina, il “manifesto della cucina Futurista”, scritto e meditato da Filippo Tommaso Marinetti, poeta e padre spirituale del movimento Futurista nato nel 1909 per rivoluzionare arte, letteratura, musica, teatro, danza e infine la cucina, ultima delle sue battaglie “consacrate col sangue” in cui teorie innovative e spesso bislacche rinnegavano gli stili del passato per aderire al dinamismo della vita moderna. Nei futuristi i paradossi gastronomici così come quelli estetici miravano all'evoluzione morale: bisognava scuotere la materia per risvegliare lo spirito. La cucina futurista definita dallo stesso Marinetti come una “vera e propria rivoluzione cucinaria” venne descritta in un manuale con tanto di ricette, menu e suggerimenti per imbandire lussuosi banchetti e per servire originali pranzi. All’epoca l’industria alimentare non era certo quella di oggi, ma a rileggere a distanza di un secolo quel manifesto e incredibile scoprire come certe intuizioni futuriste hanno trovato poi applicazione nella realtà. Un esempio su tutto l'integrazione dei cibi con additivi e conservanti e l'uso in cucina di strumenti “moderni” per tritare, polverizzare ed emulsionare. Quanto alle ricette “rivoluzionarie” c'è da dire che, con una buona osservazione, è facile scoprire come esse traggano origine dalla cucina Rinascimentale e come in alcuni casi siano state antisegnane della nouvelle cucine all'italiana. Il cuoco precursore del futurismo fu il francese Jules Maincave che nel 1914, aderendo al movimento futurista si dichiarava “annoiato dai metodi tradizionali delle mescolanze... monotoni sino alla stupidità” e si propose di avvicinare a tavola “elementi separati da prevenzioni senza serio fondamento tipo il filetto di montone con la salsa di gamberi, la noce di vitello con l'assenzio, la banana col groviera e l'aringa con la gelatina di fragole”. Famosissima e impopolare fu la battaglia futuristi contro “l'alimento amidaceo” (la pastasciutta) colpevole di ingenerare negli assuefatti consumatori “fiacchezza, pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo. Una palla che gli italiani portano nello stomaco come ergastolani o archeologici”. Dichiarazioni queste che furono proclamate da Marinetti al ristorante milanese Penna d'Oca il 15 novembre del 1930, nello stesso momento in cui annunciò il manifesto scritto di suo pugno e in cui, oltre alla lotta contro la pastasciutta fra i suoi cardini proponeva l'abolizione della forchetta e del coltello, dei condimenti tradizionali, del peso e del volume degli alimenti e della politica a tavola auspicando la creazione di “bocconi simultaneisti e cangianti», invitando i chimici ad inventare nuovi sapori e incoraggiando l'accostamento ai piatti di musiche, poesie e profumi”. Al lancio del manifesto seguirono conferenze in Italia e Francia e il primo banchetto futurista che la storia ricordi alla taverna Santopalato di Torino nel 1931: l'“aeroboanchetto” senza tovaglia e con al suo posto foglie di alluminio e piatti di metallo. Della cucina futurista oggi rimane sopratutto la voglia di osare e l'italianizzazione forzata di alcuni termini d'origine straniera: il cocktail divenne la “polibibita” da ordinarsi non al bar ma al “quisibeve”, il sandwich divenne il “traidue”, il dessert il “peralzarsi” e il picnic il “pranzoalsole”. Goliardia su solide basi artistiche e letterarie, uso della chimica, grandi intuizioni da novelle cuisine e un gusto spensierato, quasi caotico, ma assolutamente originale fino allo sconfinamento nel dadaismo col “cadavere squisito”. Un epopea culinaria contraddittoria ma meravigliosa che in pochi anni ha ribaltato tutti i saperi tradizionali di Pellegrino Artusi; una voglia di provare cose nuove, plastiche, fosforescenti ed originali che attrae anche tutti coloro che domani sera si recheranno nello splendido resort mugellano di Villa Le Maschere per vivere la cena futurista che chiuderà il ciclo di cene storico-culturali che dal medioevo ci ha condotto al terzo millennio. Un vero “aerobanchetto” in cui, state certi, che al vostro fianco potrà anche materializzarsi, alzando il calice, lo stesso Marinetti! Il vostro menù tanto per incuriosirvi comprenderà il “traidue”, una “polibibita inventina”, le “uova divorziate”, il “risotto all'alchechengi”, la “bomba a mano” e lo “scoppio in gola”; il tutto annaffiato da “taniche di vino”. Nadia Fondelli

martedì 4 ottobre 2011

Dove va la ristorazione italiana?

Dove va la ristorazione italiana? Quali cambiamenti, se ci sono stati, hanno caratterizzato gli ultimi dieci anni a tavola. E’ certo che la ristorazione italiana abbia subito dei cambiamenti negli ultimi dieci anni e chissà cosa succederà in quelli futuri... A questi ed altri quesiti proverà a trovare risposta, martedì 4 ottobre il convegno “2002-2011, Dieci anni di ristorazione in Italia”, promosso da Confesercenti e Camera di Commercio di Siena, Ebn e Fiepet. Dalle ore 15, nell’Auditorium Confesercenti di Viale Europa a Siena, le diverse categorie coinvolte dal tema (ristoratori, legislatori, osservatori del mercato del lavoro, consumatori, giornalisti, etc…) diranno la loro attraverso autorevoli voci del contesto locale, regionale e nazionale. Ai saluti di Fiepet e Amministrazione Provinciale seguirà la presentazione di un’indagine, condotta dal Centro Studi Turistici di Firenze, sul cambiamento dell’offerta e dei consumi nel settore. Poi, tre sessioni di approfondimento: ”Cos’è cambiato intorno alla tavola” (con Cristina Scaletti, Assessore al Turismo Regione Toscana; Rosario Trefiletti, Presidente Nazionale Federconsumatori; Esmeralda Giampaoli, Presidente nazionale Fiepet; Giorgio Ambrosioni e e Antonio Vargiu, Presidente e Vice di EBN), “Ristorazione e innovazione, dai fornelli alla rete” (con Sonia Pallai, responsabile Turismo Confesercenti Siena; Stefania Pianigiani, autrice del blog “La finestra di Stefania”; Giampiero Cito, direttore creativo agenzia Milc, web designer MangiareaSiena.it) e infine “Il cuoco-stella, croce e delizia della tavola contemporanea”, che alternerà esperienze prestigiose della ristorazione dal Nord, Centro e Sud Italia: Anna Claudia Grossi, amministratore delegato del Ristorante Il Canto di Siena (inserito nei The World’s 50 Best Restaurants 2011) e le stelle Michelin Enzo De Prà (chef del Ristorante Dolada - Pieve D’Alpago), Sara Conforti (Il Vicario - Certaldo) e Teodosio Buongiorno (Già Sotto L’Arco – Brindisi). Massimo Guasconi, Presidente della Camera di Commercio di Siena e Franco Ceccuzzi, Sindaco di Siena porteranno una testimonianza sul tema “io e la tavola” come prologo alle prime due sessioni. L’occasione di una riflessione di lungo periodo su com’è cambiato il modo di mangiare fuori casa arriva in concomitanza con il decennale di Girogustando che dal 2002 mette in relazione cuochi senesi e colleghi provenienti dal resto d’Italia e vede fra i relatori una delle nostre redattrici esperte di gastronomia per eccellenza: Stefania Pianigiani che siamo ben felici ci rappresenti. Il convegno del 4 ottobre sarà aperto al pubblico, fino ad esaurimento posti. Per ulteriori informazioni scrivere a info@confesercenti.siena.it. Nadia Fondelli

venerdì 30 settembre 2011

Secondo tuffo nella storia gastronomica a Villa Le Maschere

Dopo il successo di pubblico e critica del primo appuntamento di due settimane fa, torna sabato 1 ottobre nello splendido scenario della Sala Gerini del gioiello rinascimentale mugellano di Villa Le Maschere, oggi adibito a prestigioso resort, la grande novità gastronomica della stagione autunnale condotta da Elisa Marianini. “Alla prima” di due sabati fa è stata esplorata in maniera divulgativa e coinvolgente l'epoca medievale a tavola con i suoi gusti dolci e forti capitanati dalla leggendaria Carabaccia che poi, con Caterina de'Medici sposa al re di Francia, diventerà più leggera e raffinata col nome di soupe d'onion. Era l'epoca delle novelle del Boccaccio e del Sacchetti che scrivevano le loro odi mentre nell'arte si affermava il genio innovativo e prospettico di Giotto che si lasciava così alle spalle l'arte bizantina per anticipare il Rinascimento che adesso, al desco di Villa Le Maschere, rivivrà proprio in tutto lo sfarzo dell'epopea medicea che ha posto Firenze al centro dell'universo con i grandi banchetti che davano prestigio e facevano tremare d'invidia i potenti del mondo mentre si affermavano i geni di Brunelleschi, Leonardo e Michelangelo tanto per fare solo alcuni nomi. Un banchetto a sorpresa con una coreografia ed una musica appropriate per tornare a vivere quelle atmosfere uniche e i sapori forti di un epoca in cui a tavola predominava la carne e la cacciagione e in sui si affacciavano i prodotti giunti dalle nuove terre d'America vi aspetta quindi a Villa Le Maschere L'home chef Fabio Danzo e il professionale staff di sala accompagneranno gli astanti in un viaggio a 360 gradi dove il cibo si afferma ancora come volano delle epoche e della cultura. “Cibo, arte e cultura” questo il nome di questa serie di appuntamenti che proseguirà poi con il suo insolito stimolante viaggio a ritroso nella memoria culinaria con “La cucina artusiana” il 22 ottobre e si concluderà, siamo certi a sorpresa, con l'estro de “La cucina futurista” il 5 novembre. Da non perdere per il gastronauta in cerca di novità e qualità. 50,00 euro a persona il costo della serata, con prenotazione obbligatoria al tel. 055847432 Nadia Fondelli

sabato 17 settembre 2011

Curiosa novità per i gastronauti toscani: arrivano le rievocazioni gastronomiche storiche


Nel gioiello rinascimentale mugellano di Villa Le Maschere, oggi adibito a prestigioso resort, si battezza un’assoluta novità nel panorama del turismo gastronomico toscano.

In un settembre in cui, come ogni anno, è davvero difficile orientarsi fra letante proposte di feste e sagre più o meno degne di visita sparse ovunque inToscana noi abbiamo scelto di suggerirvi qualcosa di nuovo a queste latitudini.

Per la prima volta infatti e in maniera assolutamente competente, cucina, storia, arte e musica si fondono in un calendario di appuntamenti da scoprire con tutti i sensi dove la cultura e la tradizione della tavola accompagneranno menù esclusivi d’epoca fra musiche, costumi, notizie ed anedotti.

"Cibo arte e cultura" questo il nome della serie di appuntamenti proposti apartire da sabato 17 settembre e fino al 5 novembre al resort di Barberino diMugello che condurranno in maniera insolita e stimolante alla scoperta delle grandi tradizioni toscane turisti, curiosi, gastronauti e appassionati.

Un mix insolito che svela la Toscana e la sua grandezza nel mondo attraverso la tavola. Partendo dal cibo, prima e arcaica forma di cultura e tradizione che contrassegna un popolo e un’epoca, negli appuntamenti di Villa le Maschere si degusteranno antiche ricette e riscoprire le atmosfere dell’epoca di riferimento sotto la regia attenta di Elisa Marianini guida storica-culinaria che, fra una portata e l’altra, racconterà notizie, curiosità, usanze e anedotti.

S’inizia sabato 17 settembre alle ore 20,00 con la cucina medievale, ma nel corso della prima serata si guarderà anche al passato per scoprire la differenza con la cucina romana sia nell'uso del sedersi a tavola sia nei cibi proposti. Verranno illustrate le teorie di Ippocrate e Galeno e la"teoria dei quattro umori", i Tacuini sanitatis che illustrano la vita quotidiana nel Medioevo e le usanze alimentari raccontate attraverso le novelle del Sacchetti e del Boccaccio. Saranno infine illustrati i legami fra la cucina e grandi artisti quali Cimabue, Giotto, Donatello, Brunelleschi e il tutto con accompagnamento di musica medievale.

Si proseguirà con "I banchetti del Rinascimento (sabato 1 ottobre); "la cucinaArtusiana" (sabato 22 ottobre) per poi chiudere con l’estro de "La cucinaFuturista" (sabato 5 novembre).

Una bella novità per il turismo gastronomico, un modo insolito per conoscere il nostro passato in un ambiente splendido e noi saremo lì a raccontarvi le serate e raccogliere le impressioni dei gastronauti.

Il costo delle serate è di 50,00 euro a persona, con prenotazione obbligatoria.Per chi desidera infine partecipare a tutti gli appuntamenti, la serata del 29 ottobre sarà offerta dall’hotel.

Per prenotarsi: Tel. 055847432

Nadia Fondelli

lunedì 21 febbraio 2011

Wine Art Festival a marzo a Pietrasanta


Anche per la sua terza edizione, prestigio, qualità e cultura saranno gli elementi distintivi di Wine Art Festival, l’evento promosso dal Comune di Pietrasanta in collaborazione con l’associazione WineArt.

Manifestazione capace di attirare l’attenzione di tutti gli appassionati di vino e di arte, Wine Art Festival, domenica 20 e lunedì 21 marzo 2011, dominerà tutta l’area del chiostro di Sant’Agostino.

Un percorso alla scoperta delle più importanti cantine vinicole (un centinaio, ma si stanno ancora raccogliendo adesioni) che si snoderà all’interno del complesso monumentale, con il polo della degustazione dei vini posto all’interno di una tenso-struttura nel giardino “al teatro” e uno spazio conferenze e dibattiti nella sala dell’Annunziata dove è prevista anche una speciale edizione “a tema” del Caffè della Versiliana (19 marzo).

L’incontro arte e vino con la mostra ‘Presenze’ a cura di Ludovico Gierut, sarà invece protagonista dal 16 marzo, nell’attigua chiesa. Tra gli artisti in mostra Thimer, Botero, Ciulla, Chia, Yasuda, Cannas, Balderi.

All’interno del Festival gli amanti del cibo, avranno la possibilità di degustare specialità gastronomiche da accompagnare magari con un buon bicchiere di vino; prodotti tipici di alto livello come la Spalla di San Secondo, una sorta di prosciutto, cotto nel vino rosso e preparato per l’occasione da un artigiano.
Non mancherà l’omaggio ai 150 anni dall’Unità d’Italia con la presentazione di una mappa nella quale verranno indicate le zone di provenienza dei vini in degustazione nelle navi garibaldine.

Durante la due giorni del Wine Art Festival sarà anche possibile assaporare particolari vini e prodotti tipici nazionali in alcuni ristoranti di Pietrasanta, che proporranno per l’occasione uno speciale Menù Wine Art.
Per maggiori informazioni www.versiliawineart.com

mercoledì 22 dicembre 2010

Stile Naturale Shop: la piazza virtuale della filiera corta dell'eccellenza toscana


Nasce a Firenze Stile Naturale Shop, prima bottega on line della filiera corta dell'eccellenza toscana che propone i prodotti di qualità delle piccole aziende biologiche, biodinamiche e artigianali del territorio. Aziende di qualità che hanno fatto del loro prodotto il fiore all'occhiello del Made in Italy e del made in Tuscany.

La vetrina è stata presentata in Palazzo Vecchio con il vicesindaco ed assessore alle attività produttive Dario Nardella, da Paolo Gini della Fondazione Campagna Amica Toscana associata a Coldiretti e da Giulia Premilli ideatrice di Stile Naturale Shop.

Dai presidi sloow food ai prodotti dei conventi e dei monasteri, dai cuscini di pula di farro biologica per l'allattamento alle briciole d'oro a 23 carati per decorare cocktail, dai saponi all'olio extra vergine d'oliva biologio toscano Igt alla composta di Cipolla di Certaldo, dallo Zafferano di San Gimignano al pecorino toscano di Volterra a caglio vegetale per finire con il dolce ebraico di Pitigliano.

Questo straordinario negozio d'eccellenze culturali, storiche, gastronomiche ed artigianali, attentamente scelte e selezionate con cura si trova su Ebay all'indirizzo: http://store.ebay.it/stilenaturale raggiungibile quindi dalle utenze di tutto il mondo.

La bottega nasce dalla stretta collaborazione con la rivista on line Stile Naturale (www.stilenaturale.it) opinion leader in Italia per quello che riguarda tutte le novità della green economy e delle piccole e medie aziende che fanno economia positiva.

Filiera corta ed ecosostenibilità parole chiave che Stile naturale Shop vuole promuovere con un contatto diretto fra produttore e cliente finale, senza fare magazzino dei prodotti messi in vendita abbattendo così il numero dei trasporti e quindi l'inquinamento atmosferico e del consumo delle risorse naturali.

Quattro i perni di Stile Naturale Shop:

Tradizione: dalle suoe Benedettine di Pistoia ad esempio ecco il Rosolio di China che affonda le sue tradizioni nel 1700 allo Sfratto dei Gyom il dolce ebraico di Pitigliano presidio slow food;

Agricoltura e biodiversità: molte aziende scelte sono biologiche e biodinamiche perchè Stile Naturale Shop intende promuovere l'agricoltura attenta al territorio, alle biodiversità e alla filiera corta promulgando le buone pratiche che proteggono la nostra terra e i nostri sapori.

Sostegno e tutela delle piccole imprese e della qualità: le aziende vengono scelte e selezionate non pagando alcuna quota di affiliazione. Questo per venire incontro alle piccole realtà di qualità che altrimenti non avebbero la forza per arrivare nel mercato on line.

Social network: 1550 appassionati da tutta Italia già iscritti al gruppo su facebook nel quale sono costantemente aggiornati sui nuovi prodotti e dove possono scambiarsi idee..

E nel futuro? Giulia Pemilli ci dice che il prossimo steep di questo unico negozio on line sarà l'ingresso in vetrina anche delle collezioni di piante storiche toscane come ad esempio le varietà di agrumi della collezione medicea e le varietà di rose antiche presenti nei giardini medicei e la traduzione in inglese di tutti i prodotti per una migliore fruizione sui mercati esteri

mercoledì 6 ottobre 2010

African Sky, un angolo d'Africa a Firenze



Ha appena aperto i battenti un angolo d'Africa a Firenze: Alem e Million, coppia di giovani eritrei, toscani d'adozione, sono i titolari di African Sky in via Ghibellina, 3, in pieno centro storico, un ristorante che intende offrire ai fiorentini una proposta diversa sull'Africa. Alessandro Mencarelli, avvocato penalista di Pistoia che nel tempo libero si occupa di fotografia e nutre una spiccata passione per l'Africa, li ha affiancati in questa "avventura". A Pistoia la coppia gestiva già il ristorante di un circolo Arci e lì hanno deciso insieme di aprire un locale che non fosse solo un posto dove gustare piatti della tradizione africana ma che fosse anche un centro di cultura del continente nero al di là dei soliti clichés.
African Sky propone ai suoi clienti lo “zighinì", piatto nazionale di manzo piccante, il “mincetabish” preparato con carne macinata al curry o la crema di ceci detta “shuro”. La cena può essere consumata sia a tavola, ma anche in una saletta appartata dove accovacciarsi intorno a un grande contenitore da cui prendere il cibo e mangiarlo accompagnandolo col pane insieme agli altri commensali, come nella migliore tradizione eritrea. Al cibo si uniscono le sfumature meno note della cultura, attraverso incontri e dibattiti, mostre d'arte e concerti di musica etnica.

Fabrizio Del Bimbo

mercoledì 29 settembre 2010

A Siena la magia dell'Oktoberfest


I sapori, i profumi e l’atmosfera della celebre Oktoberfest rivivono a Siena per la prima volta in un evento eccezionale che, unico ad avere ottenuto il marchio d’autorizzazione dalla celebre casa tedesca Augustiner Brau Munchen, si svolgerà in concomitanza con la manifestazione bavarese.

Nella Fortezza Medicea da giovedì 30 settembre a lunedì 4 ottobre apre i battenti “Oktoberfest…SI” organizzata da due giovani senesi, Simone Soloni e Lorenzo Santucci, con il patrocinio di Camera di Commercio e Confcommercio di Siena.

Dalle 12 a mezzanotte a disposizione di tutti i visitatori un’area coperta di circa 1500 metri quadri adibita ad ospitare fino a 1700 persone, dove poter degustare la birra d’importazione tedesca Augustiner in abbinamento a piatti tipici bavaresi come il caratteristico stinco di maiale o un assortimento di wurstel originali tedeschi preparati nei diversi modi, pollo arrosto, crauti e patate.

«Una manifestazione che punta al divertimento – spiegano Simone Soloni e Lorenzo Santucci – garantendo al contempo qualità dei prodotti da bere e da mangiare grazie alla birra d’importazione e grazie anche al nostro chef Domenico che ha lavorato all’Oktoberfest di Monaco per 15 anni. Vogliamo riprodurre in tutto e per tutto l’atmosfera della più celebre manifestazione bavarese ricreando, a centinaia di chilometri di distanza e in contemporanea, la magia di quell’evento che in Germania vanta due secoli di storia».

Ricco anche il programma degli appuntamenti collaterali che accompagneranno l’Oktoberfest…Si. Tutte le sere ad allietare le cene, dalle 20 fino a chiusura, sarà la musica tradizionale dell’orchestra di ottoni, anch’essa rigorosamente bavarese, e denominata Capella Jachymovska. La stessa banda, dal venerdì alla domenica dalle ore 16, marcerà tra le vie della città.

Per l’intera durata della manifestazione una curiosa iniziativa anche per gli amanti degli scacchi che potranno sfidare il maestro Roman Hautala in una scacchiera gigante.

Nei pomeriggi di sabato 2 e domenica 3 ottobre dalle 18 sono in programma le esibizioni canine a cura della Società Amatori Schaferhunde Siena, nella disciplina “Utilità e difesa” con utilizzo di Pastori Tedeschi. Lunedì 4 ottobre gran finale con cena di chiusura e concerto dei Mischion Impossible.
Info e programma completo su www.oktoberfestsiena.it

venerdì 14 maggio 2010

Al mare ad assaggiar la Palamita


Torna Tutti Pazzi Per la Palamita!, la manifestazione promossa dal Comune di San Vincenzo che ogni anno celebra la Palamita: pesce azzurro del Tirreno, simbolo autentico della tradizione dell’alta maremma affacciata sul mare e della sua gente.

Tutti Pazzi per la Palamita!, evento enogastronomico - nato per ridare valore e dignità a questo pesce ma anche per valorizzare e dare la possibilità al territorio, con il suo bellissimo mare, di essere conosciuto - propone per la sua IX edizione un calendario fitto di incontri ed appuntamenti da non perdere.

Da venerdì 14 a domenica 16 maggio tre giornate dedicate a Cibo, Cultura e Mare che faranno da degno “contorno” alla regina della manifestazione, la Palamita, con degustazioni di presidi slow food, cibo di strada, mostre legate alla cultura del mare, proiezioni di film, e molto altro.

L’Assessore alla Promozione del Territorio di San Vincenzo, Avv. Elisa Cecchini, sostiene a questo proposito: “Per S. Vincenzo Tutti pazzi per la palamita! è tradizione: non si tratta di un semplice evento enogastronomico, ma di una festa che vuol rappresentare l'identità del nostro territorio. La palamita per noi è il simbolo di alcuni valori che riteniamo non debbano essere dimenticati, ma anzi siano fondamentali per uno sviluppo equilibrato del territorio. In altre parole, "mettere in tavola" certi cibi e prodotti vuol dire trasmettere il messaggio che qui si vive bene e in armonia con l'ambiente."

La novità per questa edizione è “La Palamita è Servita!”, gara fra i ristoratori di San Vincenzo e delle zone limitrofe per la migliore ricetta di questo “pesce povero”, che si terrà sabato 15 maggio a partire dalle 16.00.

L’iniziativa ha riscosso un grande successo da parte dei ristoratori di San Vincenzo e delle zone limitrofe, contando complessivamente ben 15 partecipanti. Per scoprire e giudicare gli abbinamenti più adatti e sfiziosi, una giuria tecnica - composta da critici enogastronomici e presieduta da Davide Paolini, il gastronauta - assaggerà e valuterà la migliore ricetta.
Il vincitore sarà consacrato tale però solo dopo l’espressione di una selezionata giuria ”popolare”.

Tutti Pazzi per la Palamita! proseguirà con degustazioni di prodotti equo e solidali, con una interessantissima mostra mercato sui temi del mare: oggettistica, pittura e modellismo che si uniranno ad assaggi di stuzzichini a base di pesce e di vini della Val di Cornia.

La giornata di domenica 16 continuerà con esibizioni culinarie – show cooking - che animeranno San Vincenzo proponendo performance originali, innovative e coinvolgenti per lasciare spazio a degustazioni a pagamento di vini selezionati del territorio e assaggi gratuiti di streetfood, in un percorso cultural – gastronomico che si snoda attraverso prodotti quali il polpo del Nini, le alici alla povera, il cacciucchino, le sarde alla brusta, la frittura di acciughe.

Per finire in bellezza durante i giorni della manifestazione, i ristoratori di San Vincenzo prepareranno menù creati appositamente per l’occasione
, così come la carta dei vini e degli olii saranno costruite legandosi ai temi cardini che contraddistinguono la manifestazione.

Per maggiori informazioni :
www.comune.san-vincenzo.li.it
www.palamita.com
tel 0572.911864

DOMENICA 16 MAGGIO
SHOWCOOKING
DIMOSTRAZIONI CULINARIE
Ore 16.30
Fruit Carving
Intaglio, scultura e composizione artistica di frutta
Dopo aver ricevuto un ulteriore attestato in Svizzera nell'arte Tailandese di intaglio della frutta e della verdura e dopo aver vinto la medaglia di bronzo agli internazionali di carving, Alessandro Landini arriva a San Vincenzo per una dimostrazione divertente e stimolante.

Ore 17.15
"Sotto - sotto. Mettiamo la Palamita sott'olio"
Consigli e trucchi per cottura e conservazione ottimali della palamita
Una cucina, quella di Paolo Orazzini, folle e geniale, assolutamente fuori dagli schemi, con un punto fermo: la qualità.
Un laboratorio di dimostrazione della nettatura e sfilettatura del prodotto con conseguente preparazione per la conservazione sottolio, sia con il metodo tradizionale che con quello moderno reso possibile attraverso un  modesto ma insostituibile utilizzo della tecnologia.

Ore 17.45
“Il Pesce Povero a 360°”
Una lezione con Umberto Creatini - uno tra i più importanti e acclamati chef toscani, nonché ricercatore e studioso di storia - che propone un percorso di scoperta delle produzioni e delle trasformazioni del pesce povero nei piccoli porti, luoghi nati dopo le bonifiche.
Con un giusto accostamento di alcune portate tipiche, lo chef - autore anche del Codice della cucina livornese - dedicherà il suo tempo ad alcune variazioni sul tema del pesce povero.

Ore 18.30
“Sushi Azzurro”
La palamita si adegua bene anche tra riso e alga!
Nelle mani di un maestro giapponese le divagazioni sul tema per una palamita sempre più protagonista. Un momento di contaminazione “estrema” da assaporare a pieno.
La creatività applicata al pesce nelle sue diverse forme.

giovedì 29 aprile 2010

Valdorcia e Valdichiana rivali a tavola


Sfida a Tavola tra territori di gusto. Il prossimo 6 maggio 2010 alle ore 20 presso il The ClubHouse di Firenze si sfideranno a suon di "prodotti" i territori di VAL D'ORCIA vs. VALDICHIANA.

Durante la serata si confronteranno,  in una  sfida all’ultima …forchetta, i prodotti dei due distinti territori che saranno presentati in veste anonima nei piatti  della giuria popolare composta dai commensali che, portata dopo portata, decreteranno il loro vincitore.

Parallelamente una giuria di esperti, composta da almeno due giornalisti e da un presidente (personaggio del mondo dello sport, cultura o enogastronomia), decreterà il vincitore assoluto.

I prodotti che saranno oggetto di ogni sfida saranno: per i vini tre proposte di una o più aziende di ogni territorio  che saranno degustate in abbinamento ai formaggi e salumi, ai primi piatti ed in abbinamento al dessert.

I prodotti degustati saranno invece rappresentati da l’olio extravergine d’oliva degustato su bruschette; una selezione di 2 salumi ed una selezione di 2 formaggi; un dessert per ogni sfidante rappresentato da una torta o da biscotteria tradizionale. 
 
Il costo di partecipazione alla serata è di 25 euro (tutto compreso)
Per prenotazioni e/o informazioni rivolgersi a Marco Marucelli - info@marcomarucelli.info oppure allo 055 211427
Il The Clubhouse – Via de’ Ginori, 10/r – FIRENZE
 

lunedì 26 aprile 2010

Appuntamento per aspiranti gourmet!


Il giornalista enogastronomo Marco Marucelli e la sommelier Mary Ferrarello organizzano una serie di corsi con cadenza bisettimanale che intendono fornire indicazioni generali sulla cultura enogastronomica italiana. L’obiettivo degli incontri è quello di fornire indicazioni utili su quanto ogni giorno possiamo incontrare sulla nostra tavola.

La sensazione, derivante dall’esperienza degli organizzatori, è che nelle persone, molto spesso, manchi una cultura di base che non sia facilmente soddisfatta con i tradizionali corsi di avvicinamento ai prodotti della tavola. La filosofia quindi sarà quella di far conoscere ed apprezzare l’enogastronomia italiana in tutti i suoi aspetti.

Si è deciso quindi di raccogliere intorno ad un tavolo un gruppo di aspiranti gourmet che, mossi dalla curiosità e passione, si possano avvicinare nel giusto modo al mondo del vino e del cibo. La passione che da anni anima gli organizzatori sarà da stimolo per trasmettere, comunicare ed avvicinare un numero sempre maggiore di persone, sia attraverso la teoria che la pratica, al variegato mondo del vino e della cucina.

I temi affrontati spazieranno dalla conoscenza del prodotto tipico alla tradizione gastronomica regionale che sarà affiancata da basilari cenni sul vino.

Ulteriori argomenti saranno le regole primarie dell’apparecchiatura della tavola fino al bon ton durante un convivio, dal corso di cucina alla presentazione del piatto.

Durante ogni serata lo chef insegnerà a presentare al meglio uno dei piatti della lezione a cui interverranno anche produttori ed ospiti a sorpresa, che arricchiranno il clima di convivialità.

L’inizio dei corsi è previsto il giorno martedì 27 Aprile 2010.

I giorni destinati al corso e prefissati nel martedì potrebbero, a causa di imprevisti motivi tecnici, essere spostati al giovedì della stessa settimana o ad altra giornata da definire con i corsisti.

La durata di ogni corso sarà di sette lezioni con cadenza bisettimanale.
Numero massimo di partecipanti ad ogni corso: 40 persone.

Informazioni ed iscrizioni:
Marco Marucelli - info@golagustando.info - Cell. 3925157460
Mary Ferrarello - mary@toscanain.com - Cell. 3277954166
Sede del corso:
Piazza del Vino - Via della Torretta 18/r - Firenze

giovedì 10 dicembre 2009

Lucca. chiusura col botto a "Il Desco"


Si chiude con grande soddisfazione degli organizzatori e grande successo di pubblico la quinta edizione del Desco, la Mostra Mercato dei prodotti tipici e d’eccellenza della Lucchesia che è riuscita a raccogliere in un prezioso contenitore il meglio delle produzioni gastronomiche, artistiche, artigianali locali.

Quest’anno anche un evento nell’evento ha caratterizzato i quattro giorni del lungo ponte dell’Immacolata.

La prima edizione di LuccaSlow, organizzata dalle condotte locali dell’Associazione che ha proposto appuntamenti distribuiti all’interno degli spazi e dei tempi della programmazione: alcuni momenti importanti di riflessione e confronto sui temi dell’enogastromia come cultura e movente turistico con la presenza di Carlo Petrini e dei docenti dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, con i Vignerons d’Europa.

Alcuni momenti di sano piacere per olfatto e palato con i laboratori del gusto, e di intrattenimento con le performances di Carlo Monni,  Davide Riondino e Mauro Chechi dai quali abbiamo appreso la vera storia di Ilaria del Carretto, tassinara abusiva del 1352 che scarrozzava Guidiccioni, Buonvisi e Batoni sul suo carretto finchè non si innamorò del giudice, tal Paolo Guinigi.

Sempre affollati chiostri, sale, corridoi durante i giorni della manifestazione. Tutto esaurito per le degustazioni dell’AIS brillantemente condotte dai sommeliers della delegazione lucchese, per  le presentazioni dei migliori piatti dei ristoratori lucchesi organizzati da Confesercenti, le lezioni di cucina dell’Accademia Italiana di Cucina, delle “ragazze” di Toscaneggiando e del comitato di Aquilea che ha presentato la “storica” zuppa frantoiana, orgoglio della lucchesia, le narrazioni/degustazioni di Terry Nesti sul sigaro toscano offerte dalla Manifattura Tabacchi.

Grande partecipazione di pubblico alle Mostre e alle performances di danza delle scuole locali e della Jenkins school di Falkirk che ha presentato una rassegna di danze scozzesi, musica e intrattenimento della sala delle Arti.

Assediati…come sempre, gli stand degli espositori della gastronomia indaffarati più che mai a distribuire assaggi di olio nuovo, salumi, formaggi…e gran finale con le bollicine per l’ultimo laboratorio dedicato proprio a questi preziosi vini.
Questi, insomma, i numeri dell’edizione 2009 del Desco!
 
50.000 visitatori nei 4 fine settimana: 10 giorni, compreso il ponte dell’Immacolata, per complessive 83 ore di apertura di 3.000 mq di esposizione nei tre chiostri e lungo i corridoi del primo piano del Real Collegio in cui si disponevano circa 100 espositori assistiti da circa 90  stagisti allievi delle scuole ad indirizzo turistico dell’Istituto Pertini e ITC di Lucca e circa 20 giovani cuochi alle prese coi fornelli e con il servizio nella sala del Gusto, compresi i professori, dalla Scuola Alberghiera di Barga per i 56 eventi in programma nel calendario gastronomico, 25 per quello culturale artistico oltre alle 5 mostre, e infine 2 progetti di solidarietà realizzati da UNICEF e  ANAMANI NYAYO-AICS, 1 convegno su “Nutrizione e stili di vita” organizzato dalla ASL, 4 lezioni per il corso “L’Olio di Lucca” rivolto agli studenti delle scuole locali e organizzato dal consorzio Olio DOP di Lucca e Confagricoltura,  600 bicchieri che hanno circolato senza sosta per le degustazioni, 800 kg di pane e 150 kg di olio “andati” in bruschette distribuite in Piazza San Michele.
Nadia Fondelli

Wine&FashionFlorence è giunta a Firenze


Dopo il successo riscosso a Miami e Manaus, è sbarcata a Firenze la IX edizione dell’evento che unisce enogastronomia, arte e moda. La manifestazione Wine&FashionFlorence (W&FF) sarà a Firenze fino al 13 dicembre con una serie di eventi che avranno luogo in prestigiose location nel cuore della città, quali la Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti. Il programma dell’evento includerà mostre d’arte, proiezioni di film, meeting business to business tra i rappresentanti delle aziende, incontri con gli operatori economici e con la stampa specializzata. La rassegna sarà animata da eventi legati alla moda e da degustazioni di prodotti toscani con ricette preparate da chef di caratura internazionale.

W&FF, organizzato dal Consorzio Terre del Levante Fiorentino, in collaborazione con il Consorzio Centopercento Italiano e Openup Consulting, è un progetto che si propone di promuovere la Toscana supportando la commercializzazione dei suoi prodotti e delle sue eccellenze.

Sono oltre 30 le aziende toscane di moda, agricoltura, artigianato di qualità, turismo che tra Miami, Manaus e Firenze partecipano all’evento, con l’opportunità di consolidare partnership strategiche e di esibire i loro prodotti per renderli commercializzabili in importanti mercati di riferimento.

La kermesse fiorentina si è aperta l'8 dicembre con un esclusivo aperitivo caratterizzato dalle ricette dello chef Marco Stabile e dai vini delle cantine Frescobaldi, sulla terrazza degli Uffizi, e ha visto la presentazione del “Disciplinare per lo Sviluppo Responsabile dell’economia Turistica delle Terre del Levante Fiorentino” e la proiezione di “WINEFILM” un progetto di Massimo Mazza, nato dalla collaborazione tra Mediateca Regionale e Studio Doni & Associati, che celebra l’unione tra vino e grande schermo. Il progetto è arricchito dalle interviste della giornalista Silvia Bizio a volti noti del cinema internazionale.

Fabrizio Del Bimbo

lunedì 23 novembre 2009

Non solo Chianti e Brunello: anche i vini della Valtellina "pretendono" il loro spazio nel panorama vinicolo italiano



Lo splendido centro termale Spa & Benessere del Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio (SO) ha ospitato in un’insolita, primaverile serata di novembre, un’originale degustazione di vini della Valtellina, abbinati a piatti tipici preparati da rinomati chef: gli ospiti, rigorosamente in costume da bagno e accappatoio candido, si sono aggirati, curiosi e senza fretta (se no, che benessere sarebbe?) tra i vari banchi di assaggio dei produttori quali Salis, Caven, Balgera, Prevostini, Bettini e molti altri. Dei vini valtellinesi e delle loro qualità organolettiche si era parlato poco prima nel Salone da Ballo dell’Hotel in un interessante convegno condotto dal Presidente del Consorzio Vini Valtellina. L’antico stile dei Romani è stato riproposto oggi come 2000 anni fa: infatti i Bagni di Bormio offrono dal I sec. a.C. la filosofia delle terme romane, insieme a due storici hotels a 5 stelle, riportati pochi anni fa al primitivo splendore. Oltre 70 tipi di pratiche termali, con vasche e piscine all’aperto con acqua calda, accessibili anche sotto una bella nevicata, fanno parte dell’offerta del Gruppo QC Terme, che aprirà il 5 dicembre anche a Monza, e già esiste a Pré St.Didier e a Milano (Info: www.qcterme.it).
Ma torniamo a parlare un po’ dei vini valtellinesi, che raccontano molto di sé e del territorio da cui traggono origine: il Sassella è connotato dalla natura rocciosa della zona, la più nota della Valtellina, nel cuore del versante terrazzato, adattato dall’uomo nei secoli alla coltivazione della vite con il riporto di terra fertile dal fondovalle. L’ottimale esposizione al sole porta a giusta maturazione le uve di Nebbiolo. Inferno è invece il suggestivo nome della più piccola sottozona DOCG Valtellinese: 55 ettari circa di terrazzamenti vitati, molto rocciosi e difficili da raggiungere. Il circuito dell’Inferno unisce il fondovalle con la mezza costa del versante retico. Il vino prodotto qui è considerato il più austero tra i Valtellina Superiore.
I Vinautori, alias Pietro Triacca e Stephan Keller, di Madonna di Tirano, producono vini che non hanno nulla di tradizionale: sauvignon bianco è il vitigno di “Saga”, vino che ben si accompagna ai pizzoccheri valtellinesi. Anche il Nebbiolo vinificato con metodi moderni dà ottimi risultati con il “Virtù”, adatto all’invecchiamento ed abbinabile al taroz, altro piatto tipico locale. L’ultimo prodotto è un Syrah proveniente dal sud della Francia, misto a Nebbiolo: il “Sirano” ha un gusto fruttato e fresco. Invece “Garibalda” intende diventare uno dei migliori Syrah italiani.
L’azienda Conti Sertoli Salis produce il vino più singolare e raro della Valtellina: lo sforzato “Canua”, rosso secco, di corpo, elegante e armonico già dopo 4-5 anni di invecchiamento. Si ottiene dopo un lungo appassimento di uve Nebbiolo Chiavennasca, lasciate fino a gennaio in solaio per concentrare aromi, tannini nobili e zuccheri.
Quindi, non ci sono solo Chianti e Brunello, ma anche un’ottima scelta tra i vini della Valtellina.

Info: www.consorziovinivaltellina.com

Nicoletta Curradi

Lo chef Arturo Dori direttamente a casa vostra


Una cena suggestiva in uno splendido casolare adagiato sulle colline di Settignano, immerso nel verde, in cui abita il giornalista enogastronomico Nicola Utzeri, è stata l’occasione, pochi giorni fa, per presentare alla stampa specializzata e ad esperti del settore le proposte dello chef fiorentino Arturo Dori, classe 1962, fondatore nel 1994 del ristorante “Cavolo nero” a Firenze. Nello scorso mese di marzo Dori ha deciso di voltare pagina e di diventare “chef a domicilio”, come già aveva fatto un suo amico a Londra., proponendo piatti sia tradizionali che innovativi, secondo le richieste della clientela.
Gli appassionati della buona cucina e del buon vino possono, quindi, finalmente organizzare a casa propria un pranzo o una cena raffinata, concedendosi il lusso di rimanere seduti a tavola come gli ospiti e senza dover “sfacchinare” ai fornelli: Arturo Dori, dotato di lunga esperienza ristorativa, può soddisfare da oggi le richieste più esigenti direttamente a domicilio, creando menù personalizzati con i giusti abbinamenti di vino. Le ricette di Dori sono tratte dalla tradizione toscana, ma anche da quella di altre regioni, con piatti a base di verdure o di pesce e perfino di cucina etnica, con ingredienti di stagione forniti da piccoli produttori di qualità. Inoltre Arturo Dori impartisce lezioni di cucina, anche personalizzate, direttamente a domicilio, ad un minimo di 4 persone. Un’altra proposta sono i tours in aziende vinicole, organizzati dallo chef sulle colline del Chianti, a Montalcino o nei comuni di Barolo e di Barbaresco.(Per tutte le informazioni: www.arturodori.com)

Fabrizio Del Bimbo

venerdì 20 novembre 2009

Miami: apertura in grande stile per Wine Fashion


Si è aperta ieri con una grande manifestazione la nona edizione di Wine&FashionFlorence organizzata dal Consorzio Terre del Levante Fiorentino, in collaborazione con il Consorzio Centopercento Italiano e Openup Consulting ha portato per la prima volta a Miami il gusto e lo stile del Levante Fiorentino e della Toscana.
Nuovi contatti per esportare qualità nel mercato americano, è la risposta alla crisi economica da parte delle aziende del territorio fiorentino. In tal senso, i segnali della manifestazione sono incoraggianti per la presenza di potenziali investitori e di numerosi operatori del settore della distribuzione del vino, dell'olio e della moda, interessati ai prodotti del territorio toscano. Numerose le aziende toscane che hanno mostrato i loro prodotti, Meini e Zoppini per i gioielli, Frantoio Santa Tea per l'olio d'oliva, Fattoria Altomena, Ruffino e Trebbio-Fattoria Lavacchio, per i vini, le aziende del Consorzio Centopercento per prodotti in pelle, borse e accessori, Ermanno Scervino per la moda, mentre Lorenzo Meini, Angela Baldi, Stefano Parrini, Mauro Tacconi artigiani rispettivamente dell'oro, del draping, della pelle e del mosaico hanno dato un saggio della loro abilità.
DEL BIMBO FABRIZIO

sabato 14 novembre 2009

L'Anteprima Chianti Rufina 2009



Come da tradizione, durante il secondo week-end di novembre, è tornata la 3° edizione dell’Anteprima Chianti Rufina che, anche quest’anno, si è tenuta tra Firenze e Rufina. Presso il Grand Hotel di Firenze, si è svolta la prima giornata: venerdì 13, era infatti prevista una degustazione di Chianti Rufina e Barbaresco – 2006; l’incontro è stato organizzato dal Consorzio e dall’Enoteca Regionale del Barbaresco, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier – Delegazione Firenze.
Il giorno successivo, sabato 14, presso Villa Poggio Reale – sede del Consorzio e che si trova nel Comune di Rufina, si è tenuta nella mattinata la degustazione in anteprima riservata alla stampa di settore dell’annata 2008 e Riserva 2007. Nel pomeriggio la Villa ha aperto le porte al pubblico, mostrando anche il Museo della Vite e del Vino e dando modo di apprezzare il Chianti Rufina proposto da tutte e 23 le aziende associate al Consorzio.

Per l’occasione, due importanti sponsor tecnici: il Consorzio Prosciutto Toscano D.o.p., partner di assoluta eccellenza gastronomica toscana, che è stato presente con i propri prodotti in degustazione per l’intera giornata di sabato e Skoda Firenze che ha messo a disposizione lo “YETI”, l’ultimo nato di casa Skoda, per gli spostamenti sul territorio della stampa.

Questo terzo appuntamento ha rappresentato un’ottima occasione per approfondire la conoscenza di un piccolo ma ricco territorio come quello del Chianti Rufina: circa 12.500 ettari che coinvolgono parte dei Comuni di Dicomano, Londa, Pelago, Pontassieve e Rufina. Si tratta della più piccola area del Chianti ma che rappresenta una delle più vocate e antiche zone di produzione vinicola della Toscana: infatti, i vini che qui vengono prodotti sono di estrema eleganza, di grande complessità, e, caratteristica di fondamentale importanza, di singolare longevità (per alcune riserve vengono utilizzati vigneti di oltre 30 anni), e quindi idonei all’invecchiamento.

Alta qualità in un perfetto equilibrio tra modernità e rispetto totale per la tradizione e il territorio. Questo è uno dei principali obiettivi di Giovanni Busi, Presidente e produttore al contempo della Fattoria Travignoli.
Altre aziende di spicco del Chianti Rufina sono Scopetani e Castello di Nipozzano-Frescobaldi.

Fabrizio Del Bimbo

giovedì 12 novembre 2009

L' "oro verde" di Reggello, una rassegna intramontabile



Anche nel 2009 è Piazza S. Croce a Firenze la suggestiva cornice della Rassegna dell'olio extra vergine d'oliva di Reggello, giunta alla XXXVII edizione. La manifestazione è stata presentata alla stampa l'11 novembre nella sede del Consiglio Regionale.
Da venerdi' 13 a domenica 15 novembre i produttori del territorio comunale insieme ad altri della Comunita' Montana della Montagna Fiorentina faranno assaporare e degustare l' "oro verde" di Reggello.

La manifestazione, organizzata dall'Amministrazione Comunale, è una delle piu' ricche e longeve tra quelle dedicate all'olio della provincia di Firenze ed in origine serviva per stabilire il prezzo dell'olio. L'annata oleareia 2009/2010 dell'''oro verde'' di Reggello parte con buoni auspici. Dalle notizie raccolte la produzione risulta generosa e di qualita' superiore, e come sempre vanta le sue caratteristiche di eccellenza dovute a fattori naturali non ripetibili, come l'altitudine, l'esposizione e la composizione del terreno.
Quest'annata è stata piuttosto fruttuosa, secondo i produttori e l'olio verrà venduto al prezzo di Euro 10,00 al Kg.

Dopo la tappa a Firenze la Rassegna trova la sua sede definitiva a Reggello, al Palazzetto Comunale dello Sport, dove il 28 ed il 29 novembre ed il 5, 6, 7 e 8 dicembre, saranno aperti gli stands dei produttori e si svolgeranno varie manifestazioni collaterali.

Fabrizio Del Bimbo

martedì 10 novembre 2009

A San Giovanni d'Asso si continua a degustare il "diamante bianco"...



A San Giovanni d'Asso, nel cuore della Val d'Orcia, si può arrivare anche a bordo del treno natura per scoprire il tartufo bianco delle Crete Senesi. Domenica 15 novembre si può ancora visitare la XXIV Mostra Mercato del prezioso tubero.
E' un viaggio unico alla scoperta delle bellezze che circondano San Giovanni d'Asso a bordo di littorine d'epoca per approdare nella patria del tubero più famoso del mondo. La grande festa dedicata al pregiato tubero è l'occasione per turisti e cittadini di arrivare a San Giovanni d'Asso a bordo delle suggestive littorine d'epoca del Treno natura a vapore (domenica 15 novembre partenza da Grosseto ore 9,10con arrivo a San Giovanni d'Asso ore 12,30).
Un viaggio dalle mille emozioni che vuol far scoprire ai passeggeri l'armonia dei paesaggi e dell'ambiente, svelando la ricchezza faunistica e naturalistica del territorio, per poi approdare nella patria del tartufo e assistere a spettacoli in costume d'epoca per le vie del borgo, passeggiare tra gli stand di prodotti tipici e oggetti d'artigianato, partecipare a gustose degustazioni di tartufo bianco e visite al Museo del Tartufo e al Castello, sede suggestiva della mostra mercato. Posto sopra un colle a 310 metri di altezza, l'antico castello domina da una balza di creta digradante sul versante destro la valle del torrente Asso e il centro abitato, bel borgo medievale. Il sito fu per primo abitato dagli Etruschi e nel Medio Evo divenne feudo di vari funzionari imperiali di stanza in Toscana e oggetto di contese fra i Vescovi di Arezzo e Siena fino al 1178, anno in cui fu riconosciuta sul castello l'alta sovranità del comune senese.
L'area dove sorge il nucleo fortificato è chiamata 'Borghetto'. La sua costruzione fu eseguita in più fasi fra il XII° e il XIV° secolo su disegno originale di Agostino e di Agnolo di Ventura, architetti senesi. A partire dal 1200 San Giovanni d'Asso è stato dimora di numerose famiglie signorili senesi a conferma dello stretto legame storico con la sede dell'ex repubblica. Dal XV° secolo Siena esercitò il dominio diretto su San Giovanni d'Asso.
Il castello si compone di un vasto edificio rettangolare, interamente in cotto con base fortemente scarpata, dall'aspetto di un palazzo signorile più che di un castello vero e proprio, caratterizzato dalla scomparsa quasi totale della merlatura che un tempo lo coronava. La facciata principale è caratterizzata da una serie di ordini di monofore e bifore, alcune ancora perfattamente integre con la colonna centrale in marmo, di stile sia gotico sia romanico. Bello il cortile interno con loggiato, al quale si giunge attraverso un percorso in forte pendenza con copertura a volta collegato agli unici due ingressi al castello: la porta principale posta vicino all'angolo di nord-ovest e la postierla posta sul fronte opposto, dal lato della piazza del nucleo antico del paese. Addossato al castello sorge il borgo che conserva ancora qualche traccia delle mura urbiche e una torre d'angolo.
Il complesso è stato riaperto al pubblico nel 1999 dopo anni di restauri, non ancora del tutto terminati. Sono stati riportati alla luce in parte gli affreschi di Ventura Salimbeni, coperti in epoche precedenti.
Il Castello è oggi diventato un polo espositivo e ospita, appunto nel mese di novembre, la nota Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi.
Per info e prenotazioni Ferrovie Val d'Orcia cell. 338 8992577.
Il programma completo della Mostra Mercato è su: www.cittadeltartufo.it, www.museodeltartufo.it

Fabrizio Del Bimbo

lunedì 2 novembre 2009

Sempre piu' vicino l'appuntamento con Divin Orcia...




Sabato 7 Novembre si svolgerà Divin Orcia , evento del Consorzio del Vino Orcia: Banco d’assaggio gestito dai produttori aperto al pubblico dalle ore 11,00 alle 18,00 al Castello di San Giovanni d’Asso (SI)
In contemporanea si svolgerà la Mostra Mercato del Tartufo Bianco.

La Presidente del Consorzio del vino Orcia Donella Vannetti e i produttori invitano a conoscere l’ “Anima forte del Sangiovese Orcia” espressione di un territorio ad alta vocazione vinicola, situato tra il Vino Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino.
Nella stessa giornata si terrà la Mostra Mercato del Tartufo Bianco: è possibile acquistare e degustare nei ristoranti di San Giovanni d’Asso, oltre ai vini Orcia Doc anche il tartufo Bianco delle Crete Senesi, fresco di cerca per opera dell’Associazione Tartufai Senesi.
Annate in degustazione vini Orcia Doc 2006 – 2007: sede il Castello di San Giovanni d’Asso

Belsedere, Berni Valentino, La Bandita,Campotondo,La Canonica, Capitoni Marco, Fattoria Resta , Mencarelli Sonia, Az.Il Pero, Podere Forte, Poggio al Vento, Poggio Grande, Santa Maria ,Sante Marie di Bagno Vignoni, SassodiSole, Az.Trequanda/F.Pensioni Cariplo

L’occasione di Divin Orcia è preziosa anche per confrontarsi con il pubblico su quanto importante sia la territorialità per l’Orcia Doc. Dici Orcia e pensi alla Val d’Orcia , patrimonio UNESCO, dalla quale provengono molti dei grandi rossi senesi.
Nato nel 2000, Il Consorzio del Vino Doc Orcia rappresenta un territorio vasto incastonato tra le prestigiose realtà del Brunello e del Vino Nobile di Montepulciano: 13 comuni con una varietà pedologica tale da esprimere un’ampia diversità di caratteri nella produzione delle aziende associate. Ricordiamo: Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, , Radicofani, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia e Trequanda. Inoltre, parte dei comuni di Abbadia San Salvatore , Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena .Ad oggi la superficie dei vigneti iscritti all’albo della Doc Orcia è pari a 400, di cui 90 ha di viticoltori associati al Consorzio, attualmente 39 produttori di cui 28 imbottigliatori. Nel 2008 le uve prodotte dagli associati del Consorzio sono salite a 4200 q.li rispetto ai 4000 q.li dell’anno precedente con un incremento del 5%. Lo stesso incremento si è avuto sul numero delle bottiglie prodotte che è intorno alle 160.000 pezzi.
”Considerando il momento congiunturale poco favorevole, dichiara la Presidente Donella Vannetti, è importante sottolineare che non ci sono arretramenti rispetto agli anni precedenti. Nonostante il momento di crisi si prevede nei prossimi anni un ulteriore aumento della produzione di uva e di bottiglie in quanto nuovi produttori sono entrati nella doc ed iniziano o inizieranno a commercializzare i propri vini. Sono molti i piccoli viticoltori convinti del grande potenziale della Doc Orcia; alcuni, non avendo cantine attrezzate si nono organizzati per vinificare presso terzi ed uscire comunque con un proprio marchio; altre importanti realtà stanno aspettando la modifica del disciplinare, con l’ampliamento della zona di produzione, per entrare nel consorzio e produrre vini doc ORCIA. Ciò è la dimostrazione che “l’appeal” della denominazione è elevata, e questo fa ben sperare per il futuro; nel frattempo alcuni produttori stanno ottenendo importanti riconoscimenti dalla maggiori guide italiane, segno che il lavoro fatto negli ultimi anni sta dando i suoi frutti”.

L’occasione di Divin Orcia è anche per confrontarsi con il pubblico su quanto importante sia la territorialità per l’Orcia Doc. Qualcuno ha parlato di “Anima forte del Sangiovese Orcia” Ed è proprio sulla proposta di nuovo disciplinare che vorremmo confrontarci. Attualmente il Consorzio punta alla valorizzazione di vitigni autoctoni quali “Sangiovese” (minimo 60%),"Foglia Tonda”, “Colorino”, “Canaiolo” “Ciliegiolo” e altri vitigni internazionali riconosciuti dalla Regione Toscana. Allo studio la possibilità di aumentare l’invecchiamento per i vini creando una “Riserva”; inoltre, abbiamo proposto di aumentare la percentuale di sangiovese, 90% minimo nel nuovo disciplinare, con aggiunta di soli vitigni autoctoni. Avremmo quindi accanto alla esistente versione “Orcia” rosso anche la denominazione “Orcia” sangiovese. Vorrei sottolineare- continua la Presidente Vannetti- che nell’Orcia, alcuni produttori, senza obbligo del disciplinare, hanno autonomamente deciso di affrontare la sfida di un vino Orcia sangiovese in purezza. Scelta libera ma la sfida ci premia sia in Italia che all’estero.


Fabrizio Del Bimbo

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