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venerdì 10 febbraio 2012

Più clienti stranieri per l'Hotel Brunelleschi di Firenze


L’elegante Hotel Brunelleschi ha completato il 1° febbraio una quasi totale ristrutturazione durata due anni e, forte della sua location nel cuore di Firenze e della sua storia, entra nella guida Condé Nast Johansens “Europe & the Mediterranean” e nel Gruppo Great Hotels of the World con l’obiettivo di promuoversi ancor di più sul mercato estero ed attrarre una fascia più ampia di clientela internazionale.

L’Hotel Brunelleschi racchiude in sé il più alto concetto di hôtellerie italiana ed internazionale per i suoi pregi architettonici, la raffinata eleganza dei suoi interni e la gamma di servizi offerti. Inserito nel prestigioso albo degli Esercizi Storici Fiorentini e riportato al suo splendore da una totale ristrutturazione, l’Hotel Brunelleschi si è concentrato sulle strategie di marketing volte ad ottenere un ampliamento della propria clientela, con particolare attenzione alle potenzialità del mercato estero. Alla maggiore affermazione in campo internazionale contribuirà l’inclusione nella’autorevole guida Condé Nast Johansens, che propone un’attenta selezione di alberghi di pregio in Europa e nel mondo, e l’affiliazione al gruppo Great Hotels of the World che, a sua volta, segnala strutture 4 e 5 stelle scelte in base a rigorosi criteri di valutazione.

La vocazione all’eccellenza è una caratteristica distintiva del direttore dell’hotel, Claudio Catani, il quale ha sempre prestato la massima attenzione all’aggiornamento ed avanzamento professionale e per questo motivo sta frequentando un corso in Revenue Management presso l’autorevole Cornell University di Ithaca, Stato di New York, attraverso eCornell.

Situato in un’armoniosa piazzetta nel centro storico fiorentino, su Via de’ Calzaiuoli, a pochi passi dal Duomo, Palazzo della Signoria e Galleria degli Uffizi, l’hotel è attorniato dalle vie dello shopping e i musei più famosi della città. Dal punto di vista architettonico l'Hotel Bunelleschi spicca per una particolarità: l’edificio ingloba nella facciata una torre circolare bizantina del VI secolo e una chiesa medievale, interamente ristrutturate nel rispetto delle caratteristiche originali. All’interno, un museo privato conserva reperti rinvenuti durante il restauro della Torre e un calidarium di origine romana, oggi incastonato nelle fondamenta.

Nel corso degli ultimi due anni, oltre alla facciata e all’illuminazione esterna, la quasi totalità delle aree interne dell’hotel è stata sottoposta a numerosi interventi di ristrutturazione e rinnovamenti, effettuati in stile classico contemporaneo. La ristrutturazione ha interessato camere e corridoi, sale meeting e saloni di soggiorno, la Sala Liberty, cucine, Sala Breakfast, American Bar e Ristorante gourmet Santa Elisabetta - del quale sono stati rinnovati gli arredi – per finire con la Hall, la cui nuova versione viene inaugurata il 1° febbraio.

Al fine di garantire la massima sicurezza per ospiti e staff, nonché la salvaguardia dell’ambiente, sono stati rifatti tutti gli ascensori, sia quelli al servizio dei clienti che quelli riservati al personale, l’impianto di climatizzazione Mitsubishi con abbassamento emissioni in atmosfera, e l’impianto di videosorveglianza. Una nuova rete dati più sicura ed un nuovo sistema di filodiffusione completano il rinnovamento degli impianti.

L’Hotel Brunelleschi si è sempre distinto per l’accurata scelta del proprio staff, in grado di fornire ai clienti servizi di livello elevato e, in quest’ottica, ha potenziato il personale con svariate figure importanti.

Hotel Brunelleschi
Via de’ Calzaiuoli – Piazza Santa Elisabetta 3 – 50122 Firenze
Tel. 055/2737487 – Fax 055/2737481
e-mail info@hotelbrunelleschi.it – Internet www.hotelbrunelleschi.it

Fabrizio Del Bimbo

mercoledì 12 ottobre 2011

Il Messner Mountain Museum, l'amore per la montagna declinato in 5 modi diversi



Quale luogo più bello per trascorrere le vacanze, in estate o in inverno, dell’Alto Adige ?Si tratta del territorio della Provincia Autonoma di Bolzano, detto anche Sud Tirolo, parte dell’Italia settentrionale dalla storia travagliata. E0 un luogo ricchissimo di bellezze di ogni genere: dalla natura incontaminata (montagne, laghi, fiumi etc.) ai reperti archeologici antichissimi (basti pensare a Oetzi, la mummia del Similaun), dai fortilizi storici alle opere d’arte contemporanea, dalle eccellenze enogastronomiche (vini. Mele, dolci) alle attrezzature sportive di ogni tipologia. Insomma, tutto contribuisce, in questo ameno angolo d’Italia, a rendere una vacanza indimenticabile.
Tra le tante proposte che si potrebbero indicare, merita una menzione speciale il Messner Mountain Museum, dislocato in vari luoghi dell’Alto Adige, diversi tra loro, ma strattamente accomunati dall’elemento montagna.
Ma quali significati profondi racchiude questo strano nome ?
Si tratta di un articolato progetto creato da Reinhold Messner, il grande scalatore e alpinista estremo altoatesino, famoso in tutto il mondo per le sue imprese, che ha trasformato in realtà ciò che nessuno aveva ritenuto possibile. E’ riuscito così ad inaugurare cinque musei in Alto Adige che trattano, ciascuno in modo diverso, il tema della montagna, delle regioni alpine di tutto il mondo e delle culture e delle tradizioni dei popoli di montagna.
Il primo Mountain Museum ad essere stato inaugurato è stato MMM Juval a Castel Juval, la residenza di Reinhold Messner., ma il cuore dei musei Messner Mountain Museum, è situato invece a Castel Firmiano, nei pressi di Bolzano. Ci si arriva dall'uscita autostradale Bolzano Sud, proseguendo subito a sinistra verso Merano e uscendo al primo svincolo dopo la galleria di Castel Firmiano. Il Museo è stato inaugurato nell’estate 2006 dopo tre anni di restauro per descrivere la „montagna incantata“. Si viene subito catturati dalla vista sulle montagne circostanti che si ha da Castel Firmiano: dalle Alpi Ötztaler, il Gruppo Naturale del Tessa fino all’imponente Sciliar. La struttura museale si inserisce armoniosamente, anche dopo la sua ristrutturazione in veste moderna di acciaio e vetro, nell’ambiente e dimostra l’ottimo rapporto tra natura, montagna e uomo. Perciò non c’è da meravigliarsi che il museo descriva questa particolare relazione da due diversi punti di vista.
E’ proprio un museo “autoritario”, che indica in che modo vuole essere visitato. Un percorso conduce attorno alla "montagna sacra", davanti a vetrine, sculture, animali imbalsamati, oggetti simbolici, foto e quadri, ricordi di tante spedizioni in tutto il mondo. Il castello e le costruzioni d'acciaio nero poste nelle torri fungono da palcoscenico. Non abbiate paura quando incontrerete uno scheletro umano ben conservato, ritrovato qui durante i lavori di restauro.
In Tibet il giro attorno alla montagna sacra viene chiamato kora e nel suo museo Reinhold Messner ha voluto creare proprio una kora. La cappella in rovina sulla vetta del monte del castello è tabù come la vetta del monte Kailash in Tibet.
Il MMM non vuole essere un museo degli scalatori, né un museo dei monti altoatesini, deve anzi mostrare quello che la montagna fa degli uomini. La Torre bianca dai numerosi piani è l'unica area non pianificata, dedicata alla storia del castello ed alla storia recente dell'Alto Adige. Due palcoscenici ed un'area per le feste sono riservati alle manifestazioni, tre punti di ristoro vi invoglieranno a trattenervi anche dopo la visita.
Castel Juval, che abbiamo già citato, sorge in un luogo preistorico.e venne costruito nel 1278 da Hugo von Montalban. Si trova sul colle omonimo, vicino all'entrata della Val Senales, a circa 15 km da Merano. Per la visita si consigliano scarpe con suola di gomma, perché non c’ è possibilità di parcheggio al castelloNel 1368 appartenne ai signori di Starkenberg e nel 1540, dopo diversi cambi di proprietà, venne acquistato dalla famiglia Sinkmoser e in quell'epoca visse il suo periodo di massimo splendore. Poi passò alla stirpe Hendl e fu venduto da loro nel 1813 al contadino Josef Blaas. Il castello andò poi in rovina. Nell'anno 1913 venne comperato dall'olandese William Rowland, un signore coloniale, che si dedicò in modo esemplare al restauro del castello. Dal 1983 è la casa di Reinhold Messner e della sua famiglia: nel castello lo scalatore ha sistemato alcune collezioni d'arte: una collezione vasta di arte tibetana, una galleria di quadri della montagna, una collezione di maschere provenienti da cinque continenti.
Per motivi ecologici, come abbiamo già detto, siete invitati a raggiungere il castello a piedi, in un percorso di circa un’ora oppure utilizzando il bus navetta che parte dal parcheggio vicino alla strada statale della Val Venosta. Dal parcheggio si inizia a salire a piedi lungo la strada che porta al castello godendo di una bellissima vista sulla Val Venosta. Si può seguire lungo la strada o deviare lungo un percorso naturalistico contrassegnato che conduce al "Buschenschank Sonnenhof", un posto di ristoro tipico quindi alla trattoria "Schlosswirt Juval" di Reinhold Messner, con cucina sudtirolese e specialità proprie del maso, vicino al quale passa il "Sentiero dell'acqua di Ciardes", un ruscello artificiale per portare l'acqua a valle.
Sulla casetta del cosiddetto Waaler (capanna di guardiaroggia), vicino alla trattoria "Schlosswirt Juval", si trova la scritta: "Die Waalerschell erklingt solang das Wasser rinnt. Und bleibt das Wasser einmal aus, muss der Waaler aus dem Haus"! che significa "la campana del Waal risuona fino a che scorre l'acqua. Quando l'acqua finisce, il Waaler (colui che sta attento) deve uscire". Con un sistema a mulino ad acqua, la ruota gira e fa scoccare il martello sulla campana. Fino a che la campana risuona, l'acqua scorre e tutto funziona regolarmente.
Lungo la strada asfaltata si trova un Atelier d'Arte e la tenuta vinicola "Unterortl", con vendita al dettaglio del vino prodotto. Sotto il castello Juval si trovano dei resti di insediamenti (4500 - 1000 a .C.). Intorno al 4500 a .C. le prime comunità umane spostarono i loro insediamenti dal fondovalle ai versanti montani, come quello soleggiato di Juval.
La ceramica mostra intensi contatti con la civiltà, non agricola, del Gruppo di Gaban, riparo nei pressi di Trento. Nel quarto millennio la ceramica mostra influssi della cultura dei vasi "a bocca quadrata" proveniente dalla pianura padana ove l'agricoltura e l'allevamento erano già molto sviluppati. Nel terzo millennio si notano nella ceramica chiari influssi di culture transalpine. Il sito è ancora abitato nell'età del bronzo ( 1000 a .C.), ma verso la fine del bronzo medio perde di importanza e non arriva all'età del ferro. L'insediamento viveva principalmente della lavorazione del rame e quando questo perse d'importanza, anche il centro venne abbandonato.
Messner Mountain Museum Dolomites è detto il “Museo nelle Nuvole” e sorge sul Monte Rite a quota 2181 metri , nel cuore delle Dolomiti tra Pieve di Cadore e Cortina d’Ampezzo. E’ il museo più alto d'Europa.ed è allestito su quello che durante la Grande Guerra era il forte di Monte Rite. Il museo è stato inaugurato nel 2002, nell'anno internazionale dedicato alle montagne. Il percorso museale è dedicato all’elemento 'roccia' e racconta la storia dell’esplorazione e dell’alpinismo dolomitico. Nella galleria trovano spazio quadri ed opere provenienti dalla collezione Reinhold Messner che rappresentano le Dolomiti in varie versioni: da quelle di epoca romantica fino a quelle prodotte dall'arte contemporanea. Le vedute artistiche si alternano come per magia agli scorci panoramici che si possono godere dalle vetrate del museo: mozzafiato è la vista che si gode verso il monte Pelmo, ma anche sulla valle del Boite fino a Cortina e sui monti dello Zoldano.
Fu proprio la posizione straordinariamente panoramica del Monte Rite a suggerire di realizzarvi una complessa struttura di fortificazioni militari: una batteria, una caserma con polveriera e magazzini, un osservatorio. Questi ambienti, ormai ridotti a ruderi, sono stati completamente recuperati in soli due anni, soprattutto grazie all'impegno della Regione Veneto. Attorno all´idea del museo, nata nel 1997, si è sviluppato un progetto dell'Università di Architettura di Venezia, per una realizzazione che ha richiesto una spesa di 4 milioni di euro, in parte coperta da contributi stanziati dall´Unione Europea.
Il Messner Mountain Museum Dolomites offre una testimonianza internazionale della cultura ma, soprattutto, dell´arte legata alle montagne: quadri, disegni, fotografie ma anche minerali e oggetti d'alpinismo. L´osservatorio, edificato realizzato ex novo su una struttura precedente, fatto di elementi metallici e vetro ad alta trasparenza, vuole riprodurre il cristallo della dolomia, con gli spigoli rivolti ciascuno verso una delle grandi vette dolomitiche circostanti. I vari fabbricati sono collegati fra loro sfruttando in parte i tunnel preesistenti, resi nuovamente agibili.
L’ MMM Ortles si trova all’ingresso del paese di Solda, ai piedi dell’Ortles, su un’area sotterranea di 300 metri quadrati, e vi viene illustrato il tema “ghiaccio e Ortles”. Attraverso presentazioni, ricordi storici e pezzi d’arte figurativa, Reinhold Messner racconta dei ghiacciai, del ghiaccio, del Polo Sud, del Polo Nord, degli uomini delle nevi e soprattutto delle grandi montagne di ghiaccio, ponendo l’Ortles simbolicamente al centro dell’esposizione. Il sito è ideale: il maso con gli yak, l’Ortles come più alta cima dell’Alto Adige che lo sovrasta, i ghiacciai praticamente ad un tiro di schioppo.
La vicina "FlohhäusIn" è un vecchio rifugio di scalatori a Solda che espone curiosità tratte su personaggi leggendari dell’alpinismo, allestite anche da Reinhold Messner. Attraverso la descrizione delle imprese di tredici figure leggendarie, tra cui lo Yogi Milarepa e lo stesso Reinhold Messner, viene narrata una storia dell'alpinismo in un'ottica diversa.
L’ultimo Messner Mountain Museum è dedicato ai popoli delle montagne. E’ allestito nel castello di Brunico situato sulla collina a sud della città in Val Pusteria e si chiama MMM Ripa - in lingua tibetana “ri” sta per montagna e “pa” per uomo, dunque uomo di montagna. Il Ripa è stato inaugurato nel mese di luglio 2011 ed è un museo interattivo, un luogo di scambio e di incontro tra culture diverse, tra la popolazione autoctona e i diversi popoli provenienti da altre montagne del mondo. Si possono visitare i nomadi delle montagne in una costruzione sotterranea partendo dalla descrizione della cultura del nomadismo, che in Tibet nel Medio Oriente e in Mongolia è ancora praticata. Reinhold Messner si definisce un “moderno seminomade”, condizione da cui è scaturita l’idea del MMM Ripa. Nelle cantine del castello si apre al visitatore il misterioso mondo degli abitanti delle montagne del continente africano e dell’Oceania: i Damara del massiccio montuoso del Brandberg in Namibia; i Masai dell’Africa orientale; i Tuareg delle montagne dell’Air; i Dani della Nuova Guinea. In una grotta è stato ricostruito l’arcaico mondo dell’età della pietra, come nel Wadi Rum in Giordania. Al primo piano l’esposizione è incentrata su quotidianità e cultura dei popoli caucasici, di quelli alpini come i Walser, delle genti degli Alti Tatra e dei Monti Rodopi. Il racconto prosegue al primo piano con gli Indios delle Ande, i Naga e Nepali dell’Himalaya, i Kalash e Kafir dell’Hindukush, gli Hunza e Balti del Karakorum, e ancora dalle regioni tra Himalaya e Transhimalaya i Mustangi, gli Sherpa e i Tibetani. Il secondo piano del castello è dedicato alle religioni delle terre montuose: il cristianesimo, nelle originali stanze dei principi vescovi, l’islam, l’induismo e il lamaismo. Altre stanze sono state dedicate alla cultura inca, all’architettura di montagna e alle armi di questi popoli. Al piano terra si accede al bistrot del museo, al cinema e agli spazi che accolgono le mostre temporanee annuali. Filmati e oggetti d’uso quotidiano rappresentano il singolo popolo di montagna.
Dopo questa full immersion nel mondo di Messner, si può davvero dire di conoscere meglio la montagna italiana!

Fabrizio Del Bimbo

lunedì 26 settembre 2011

A Beta 2011 si è parlato di ecoturismo toscano



Grande interesse di giornalisti e pubblico alla Tavola rotonda di "Ecoturismo: esperienza della costa toscana estesa a livello regionale, nazionale e transfrontaliero"
Ha aperto la kermesse Paolo Pacini, Assessore al Turismo della Provincia di Livorno e responsabile Turismo di UPI Toscana.
Moderatore Mario Lupi Presidente dell’Associazione strade della via francigena.
I temi della tavola rotonda sono tutti molto interessanti hanno evidenziato la volontà e la necessità di unire il territorio con itinerari che possano allo stesso tempo permettere agli appassionati di praticare trekking d’eccellenza con la conoscenza di patrimoni preziosi nell’ambito ambientale paesaggistico, artistico ed enogastronomico.
“Le coste italiane, insieme al patrimonio artistico e culturale, rappresentano la più straordinaria risorsa attrattiva del nostro Paese – ha aperto Paolo Pacini presentando i lavori – ed in particolare la costa Toscana rappresenta un vero e proprio spaccato delle bellezza paesaggistica ed ambientale nazionale dove è possibile trovare tutto quello che si aspetta l’escursionista”. Nell’immaginario collettivo l’Italia si identifica in gran parte nelle bellezze e nelle peculiarità che caratterizzano i 7.500 km di costa sulle quali si affacciano 630 comuni, poco meno dell’8% del totale, che ospitano però il 30% della popolazione residente e rappresentano quasi il 40% del turismo complessivo.
“I temi e gli eventi mirano tutti alla valorizzazione del patrimonio costiero e il successo delle attività attestano la validità della promozione e della comunicazione delle iniziative – ha continuato Paolo Pacini - che gli attori dei lavori hanno messo in campo sia dal punto di vista della passione e della partecipazione che in quello tecnologico, quale supporto tecnico e di accompagnamento del turista.”

Hanno trattato i temi: itinerario “con un piede in terra e uno in mare” lungo tutta la Costa Toscana con Salvatore Sanzo, giornalista e Assessore al Turismo della Provincia di Pisa; Riccardo Carnovalini: fotografo – paesaggista, gran camminatore e presidente dell’associazione CamminA mare; Alberto Conte: esperto in tecnologie innovative applicate al trekking e presidente dell’associazione “Movimento Lento”
I programmi autunnali del Tuscany Walking Festival 2011 Parco Regionale di Migliarino, San Rossore, Massacciuccoli: Sergio Paglialunga, direttore Parco Nazionale Arcipelago Toscano: Giovanna Amorosi
Parco regionale delle Apuane : Icilio Disperati, commissario ApT Lucca
Parchi val di Cornia : Luca Sbrilli, presidente
Walk Italy Coast : guida agli itinerari trekking nelle aree protette di sei Regioni Italiane
Maria Villani : Federparchi Italia
Francesco Carlucci : direttore Federparchi Italia
Lanciata dalla Regione Toscana, capofila del Progetto Interregionale Balnerare, a cui partecipano Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, l’iniziativa Walk Italy Coast rappresenta un significativo segnale di attenzione nei confronti di una fruizione responsabile e sostenibile del territorio. La destagionalizzazione si lega perfettamente con le tipologie di fruizione legate alle aree protette costiere, che in Italia interessano circa 600 km di costa che rappresentano l’8% del totale
Maritime Walking Festival : azione sperimentale del progetto strategico COREM
Stefania Labò : gruppo di lavoro Maritime Walking Festival
Angela Rollando : responsabile piano di sviluppo Ecoturistico di COREM

Nell’ambito dei temi di un ecoturismo di livello europeo il Co.R.E.M., finanziato dal primo bando dei progetti Strategici del Programma Operativo Italia- Francia “Marittimo”, nel quadro dell’Asse III “Ambiente e produzioni rurali e marine”, Co.R.E.M. si dedica al tema della cooperazione all’interno della Rete Ecologica dei territori di Corsica, Liguria, Sardegna e Toscana.

Il progetto strategico Co.R.E.M è costituito da 6 Sottoprogetti e 3 Azioni di Sistema che sviluppano azioni specifiche diverse, ma complementari volte a tutelare e valorizzare il patrimonio naturalistico e la biodiversità della Rete Ecologica mirando a ridurre la pressione e le minacce sulle risorse ambientali ed a favorire una fruizione sostenibile delle stesse, grazie al coinvolgimento ed alla sensibilizzazione dei cittadini e delle imprese.
A tal fine il Progetto punta a creare delle reti di cooperazione per condividere e scambiare metodologie di lavoro e buone prassi gestionali, che consentano ai partner di progetto di migliorare la propria capacità di pianificazione integrata con le politiche e gli strumenti di gestione della Rete ecologica.
Il particolare al Sottoprogetto E “Redazione di un Piano di Sviluppo Ecoturistico Maritime” partecipano la Provincia di Livorno, Responsabile del Sottoprogetto, il Parco Nazionale delle 5 Terre e l’Università di Sassari.
Il Sottoprogetto E mira a promuovere forme di ecoturismo attraverso processi partecipativi di analisi, sperimentazione e interscambio attraverso la costituzione di Piattaforme regionali e transfrontaliere di confronto (il Partenariato Territoriale Pertinente) che coinvolgano gli attori dello sviluppo locale e sovra-locale, quali Enti Locali, Parchi Naturali, Aree Marine Protette, Associazioni di categoria etc.
Le principali fasi del processo partecipativo a cui sarà chiamato il Partenariato Territoriale pertinente per l’attuazione del Sottoprogetto E saranno:
- la partecipazione attiva nello sviluppo delle attività
- la comunicazione e diffusione delle attività realizzate all’interno dei propri Enti
- la negoziazione della proposta di Piano di Sviluppo Ecoturistico Marittime e possibilmente la sua adozione da parte degli Enti Pubblici competenti.



In particolare il coinvolgimento delle Partenariato Territoriale regionale è fondamentale per l’elaborazione del Piano di Sviluppo Ecoturistico Marittime che partendo dall’analisi di piani e programmi di settore nell’area Marittime e da ricognizioni delle migliori pratiche europee sulla pianificazione ecoturistica dovrà fornire un valido strumento operativo di programmazione per le Amministrazioni locali, gli Enti Parco coinvolti e gli operatori di settore.
Le principali attività del Sottoprogetto E prevedono :
-la stesura del Manuale Europeo sulle Buone Pratiche nella Pianificazione Ecoturistica
-la redazione di una proposta di Piano di Sviluppo Ecoturistico nell’area di cooperazione Maritime
-una indagine relativa alla presenza di marchi di Qualità Ambientale nell’area Marittime e loro implementazione e diffusione fra i partner.
-l’organizzazione della Rassegna di eventi Maritime Walking Festival nelle 4 Regioni di cooperazione transfrontaliera.
La Provincia di Livorno è capofila dell’organizzazione della iniziativa sperimentale “Maritime Walking Festival”, in cui verranno promossi itinerari ecosostenibili di carattere naturalistico, culturale ed enogastronomico attraverso i principali strumenti di comunicazione:
-Sito internet multilingue dedicato al Festival inserito nel portale Co.R.E.M.
-Brochure multilingue del Calendario eventi di ciascun parco partecipante al Festival on line e cartaceo.
-Ufficio stampa specifico che diffonderà comunicati stampa riguardanti gli eventi nei parchi partecipanti al Festival.
-Guida multilingue dei percorsi di trekking nelle aree protette transfrontaliere.

Al termine della lunga ed appassionante esposizione delle esperienze dei partecipanti è emersa comune la volontà di fare sforzi collettivi tra le associazioni, i parchi e le istituzioni per sviluppare le opportunità delle eccellenze turistiche di un patrimonio di inestimabile bellezza ambientale che costituisce un valore aggiunto alla condivisione dell’azione di promozione. Allo stesso tempo occorre anche riappropriarsi degli spazi naturali dell’uomo come la linea costiera, quella parte tra terra e mare che offre biodiversità uniche e di eccezionale valenza, patrimoni da tutelare rispettandoli con sentieri attrezzati per una mobilità di limitatissimo impatto ambientale in “cantieri della bassa velocità”.
Il portale movimento lento.it e costa toscana.movimentolento.it, mette già in evidenza la percorribilità di 150 chilometri dei 500 rilevati.
Gli obiettivi dei progetti si possono finalizzare con l’individuazione di buone pratiche nel settore dell’ecoturismo delle Aree Protette (A.P.) e delle attività produttive collaterali ecosostenibili, con la redazione di un Piano di Sviluppo dell’Ecoturismo, condiviso e partecipato a tutti i livelli e la relativa sperimentazione di azioni di promozione, comunicazione e divulgazione nei territori dei partner, tramite specifici eventi. 

Fabrizio Del Bimbo

giovedì 22 settembre 2011

Grande dinamismo a BETA 2011



Si respiora un'aria di grande dinamismo e di notevole entusiasmo a BETA 2011, che si è appena aperta a Cecina, nella stupenda cornice di Villa Guerrazzi. Lì'evento si svolge nei giorni 22-23 settembre e con queste parole si sono espresse le autorià presenti alla cerimonia di inaugurazione. Erano in sala il Presidente della Peromozione e Scviluppo Val di Cecina Enzo Sardi, il sindaco di Cecina Stefano Benedetti, l'assessore al Turismo della Provincia di Livorno Paolo Pacini e l'Assessore Regionale al Turismo Cristina Scaletti.
Sono 25 anni che esiste BETA, Borsa Europea del Turismo Associato e non si tratta soltanto di un numero raggiunto per caso. La sua formula particolare piace agli operatori, offrendo concretezza e dinamicità. Inoltre non manca la capacità di innovarsi nel presentare le tematiche legate al turismo. Stagionalizzazione del turismo e turismo balneare sono tra i numerosi temi affrontati nel corso della manifestazione 2011, aperta agli operatori del settore e a buyers, mentre "Tesori toscani" nei giorni 24 e 25 sdarà aperta al pubblico. Venticinque edizioni sono un indicatore importante in questo settore: significa che i consensi da parte degli imprenditori hanno consentito di restare in calendario, grazie ad un lavoro di squadra. Il contenitore di Beta deve interpretarei bisogni e le tendenze turistiche a livello globale, dando la possibilità all'impresa di creare prodotti adeguati da offrire. E' un laboratorio per la piccola emedia impresa. Sono presenti quest'anno più di 80 buyers provenienti da 18 paesi, soprattutto dal Nord e dall'Est europeo, che sono molto interessati al turismo balneare in Toscana. Si tsanno per chiudere i cataloghi 2012 e l'offerta è senz'altro competitiva e di qualità.
L'assessore Scaletti ha sottolineato l'importanza della sostenibilità che la Regione Toscana persegue anche in campo turistico.


Fabrizio Del Bimbo

mercoledì 7 settembre 2011

Una vacanza nel Regno di Re Laurino


Re Laurino fa parte del mondo fantastico e leggendario delle saghe dolomitiche: si era innamorato di una fanciulla bellissima, Similde, figlia di un re suo vicino, e l'aveva rapita. Dato che Laurino aveva un bellissimo roseto di rose rosse, non fu difficile per il padre si Similde rintracciare il "rapitore" e ricondurre a casa la figlia. Da allora Laurino, ferito nell'onore ed irritato dalla sconfitta, volle che le rose fossero trasformate in rocce e che non si vedesseo più, né di giorno, né di notte. Ecco perché oggi le Dolomiti diventano rosa all'alba e al tramonto, il famoso fenomeno dell'" enrosadira".

Se si vuole descrivere la zona del Rosengarten L(alla lettera in tedesco giardino di rose)atemar o Catinaccio nelle Dolomiti i, lo si potrebbe fare semplicemente dicendo che è un vero angolo di paradiso! L'atmosfera che si respira qui è quasi magica, vi sembrerà di entrare in una favola senza fine.

Boschi dai verdi intensi, pascoli e cime baciate dal sole immersi tra il Catinaccio, il Latemar e lo Scillar, che offrono alcuni dei panorami in assoluto più belli al mondo. La caratteristica roccia Dolomia, regala tramonti meravigliosi in tutte le gradazioni del rosa.
Nella catena del Catinaccio / Rosengarten, tra le Valli di Tires, d'Ega e di Fassa potrete ammirare le cime: Torri del Vaiolet (m. 2813), il Catinaccio d'Antermoia (m. 3002), Cima Catinaccio (m. 2981), Croda di Re Laurino (m. 2813), Croda Davoi (m. 2745), Torre Gardeccia (m. 2483), il Cogolo di Larsec (m. 2679), le Crepe di Lausa (m. 2719), Cima Scalieret (m. 2887), Cima delle Poppe (m. 2768), il Masarè, il Molignon.
Il Gruppo del Latemar offre invece un vasto numero di percorsi e sentieri che si snodano tra campanili e pinnacoli e tra gli enormi massi dolomitici.

Chi ama la vacanza sportiva, scegliendo la regione tra Rosengarten e Latemar fa di sicuro la scelta giusta. L'Alpenrose Sporthotel con la sua eleganza e raffinatezza rispnde a tutte le esigenze del turista più attento. Si possono trovare in zona infinite possibilità per l'arrampicata e la scalata, per le escursioni, per tour in bici e mountain bike, per giocare a golf, per passare insomma piacevoli ore all'aria aperta!
Naturalmente i luoghi sono adatti anche ai meno avventurosi e a famiglie con bambini che qui potranno vivere a stretto contatto con la natura.
Quando nella stagione invernale, già a novembre, arriva la neve, non resta che da scegliere in quale delle numerose stazioni sciistiche dei dintorni si vuole sciare: lo Ski Center Latemar, con 50 km di piste dove è possibile sciare anche sotto la luna, e la Ski Area Carezza: 30 bianchissimi chilometri a misura di famiglia, con percorsi facili e facilissimi per i piccoli e il magico Kinderland di "Re Laurino".


Fabrizio Del Bimbo

martedì 23 agosto 2011

Una proposta in Alto Adige: a Castel Firmiano il Messner Mountain MUseum



Chi trascorre le vacanze in Alto Adige non può mancare di visitare Castel Firmiano per ammirare il Messner Mountain Museum. Reinhold Messner, nato in Alto Adige nel 1944, ha aperto nuove frontiere come scalatore, alpinista, esploratore delle regioni polari e dei deserti. Le sue esperienze, in ben 40 anni di attività, con tutto il loro carico di ricordi, cimeli, reperti, attrezzature, sono confluite nel 2006 nell’idea di museo della montagna, il Messner Mountain Museum: un progetto museale che comprende 5 musei dislocati in 5 luoghi straordinari delle Alpi. La sede centrale è a Castel Firmiano, dove tra le antiche mura del fortilizio batte il cuore di tutto il sistema mussale. Il percorso espositivo si snoda tra le torri e le mura del castello, rese accessibili da una struttura moderna in vetro e acciaio. Le sale e i cortili offrono al visitatore una visione d’insieme dell ‘universo montagna con opere, quadri ed altri oggetti che raccontano lo stretto rapporto che nasce tra l’uomo e la montagna, l’orogenesi delle catene montuose, il legame tra montagna e religione, la maestosità delle vette più famose del mondo, la storia dell’alpinismo e l’odierno turismo alpino. Nelle sere estive Castel Firmiano diventa anche palcoscenico per conferenze, rappresentazioni musicali, teatrali e di danza. ( Via Castel Firmiano 53 Bolzano)

Le altre 4 sedi del MMM, Messner Mountain Museum sono Juval, a Castelbello. in Val Venosta , dedicata al mito della montagna, con cimeli tibetani e gli equipaggiamenti delle spedizioni di Messner.
La sede MMM Ortles si trova a Solda, alle pendici dell’Ortles (1900 m.) ed è dedicata al ghiaccio, con una vasta collezione di dipinti e il maso Yak&Yeti con ristorante ed allevamento di yak.
Il MMM Dolomites sorge sul monte Rite a 2181 m. tra Pieve di Cadore e Cortina d’Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti. E’ allestito in un forte della Grande Guerra ed è dedicato alla roccia, raccontando la storia dell’esplorazione e dell’aplinismo dolomitico. (Cibiana di Cadore)
Il quinto museo, aperto da luglio 2011, è chiamato Ripa (“uomo di montagna” in tibetano) ed è dedicato ai popoli delle montagne con opere ed oggetti di uso quotidiano delle varie popolazioni di montagna del mondo., come sherpa, tibetani, mongoli, hunza. (Castel Brunico Vicolo del Castello 2 Brunico)

Nicoletta Curradi

sabato 2 aprile 2011

La "Firenze del Nord" è amata dai fiorentini


La città di Dresda, in Sassonia, detta la "Firenze del Nord" è facilemnte raggiungibile anche in treno grazie ai comodi e puntuali treni della Deutsche Bahn (www.bahn.com/it, www.citynightline.it) E ora è il momento giusto per partire...
Una nuova stagione turistica sta infatti per cominciare nel 2011 per la città di Dresda, splendida città tedesca. Due gli importanti anniversari che si celebrano quest’anno: gli 850 di viticoltura in Sassonia, per i quali sono previste molte feste lungo la strada sassone die vini. Il prezioso nettare di Bacco viene prodotto in circa 50 ettari di superficie.Ricorrono inoltre i 175 anni della Saechsische Dampfschifffahrtsgesellschaft, la più antica e grande flotta di piroscafi a ruote del mondo. Dal 1841 la più vecchia macchina a vapore fa il suo lavoro ogni giorno sul piroscafo Diesbar costruito nel 1886. E’ prevista un agrande parata il 1° maggio ed altri festeggiamenti a luglio e nel terzo weekend di agosto.Quindi non mancano certo le occasioni per visitare Dresda per la prima volta o per tornarci e scoprire sempre qualcosa di nuovo e affascinante.E gli italiani. e soprattutto i toscani, non deludono certo le aspettative: nel primo trimestre del 2011 „fioccano“ già le prenotazioni per gli hotels in Germania. A Dresda nel 2010 si sono avuti oltre 50.000 pernottamenti italiani, in un trend di crescita che fa ben sperare per il 2011. Ma perché piace tanto agli italiani e ai toscani ? Vediamone il motivo:La città di Dresda è stta definita „Firenze del Nord“ fin da quando lo scrittore Johann Gottfried Herder vide lo splendore della città barocca adagiata nellavalle del fiume Elba con i sui campanili e le sue cupole. Come Fi-renze è sinonimo della cultura e dell’arte italiana, così anche Dresda è conosciuta come luogo delle muse per le ricchezze dei suoi musei.Molteplici sono anche i legami culturali, artistici e storici fra Dresda e Firenze, la sua città gemellata. Già nel 1548 il primo Principe Elettore di Sassonia, Maurizio I. viaggiò in Italia conoscendo anche l'arte fiorentina. Nel 1588 il Principe Cristiano I. inviò il suo architetto prediletto, Giovanni Maria Nosseni, a Firenze per farsi ispirare dai monumenti medicei. Questo influsso è ancora visibile nel cortile della scuderia con le sue colonnate e nel Castello Reale con le sue facciate decorate interamente con graffiti. Nell'epoca barocca anche altre città italiane hanno ispirato l'architettura di Dresda. Il re Augusto II. (1694-1733), detto il Forte, affascinato dell'arte italiana ha iniziato un progetto di trasformazione di Dresda in una seconda Venezia, costruendo palazzi lungo il fiume Elba che avrebbe dovuto emulare il ruolo del Canale Grande: Il palazzo manieristico - esotico di Pillnitz, il palazzo dello Zwinger con le sue fontane in stile toscano-romano, e tanti altri monumenti respirano l'aria italiana. La Frauenkirche, progettata dall' architetto George Bähr, pur essendo protestante, con la sua cupola di 100 metri di altezza, seguiva ancora l’ architettura sacra già fondata dal Brunelleschi e Michelangelo. Bernardo Bellotto, detto Canaletto, ha dipinto questo duomo protestante varie volte. Questi quadri, per i loro dettagli, sono importanti ancora oggi per la ricostruzione dell'edificio, distrutto nella seconda guerra mondiale, che dal 2004 risplende esteriormente nella sua antica bellezza. Augusto III. (1733-1763), figlio di Augusto il Forte, ha chiamato il giovane architetto romano Gaetano Chiaveri a costruire la cattedrale cattolica. Come il padre, egli collezionava quadri, soprattutto italiani. La "Madonna Sistina" di Raffaello Sanzio, con i suoi angioletti, è ancora oggi l' ambasciatrice più conosciuta della pinacoteca"Alte Meister". . L'amore per l'Italia è continuato anche nel XIX secolo. Innumerevoli pittori del primo romanticismo hanno viaggiato da Dresda in Italia per acquisire lo spirito mediterraneo. Il famoso Architetto Gottfried Semper progettò di costruire un Foro Romano delle arti con il suo edificio per la pinacoteca la cui entrata è stata ispirata dall’arco di Costantino a Roma. Il suo primo teatro riprese la forma del Colosseo. Nel 1852 il principe Albrecht di Prussia si è fatto costruire su una collina sopra l'Elba un palazzo in stile toscano. Anche altre ville e case private hanno ripreso un elemento tipico dell' architettura fiorentina: una piccola torretta quadrangolare aggiunta agli edifici e un giardino con pioppi.In tal modo Firenze è entrata anche nella storia della letteratura di Dresda. Il re Giovanni di Sassonia(1854-1873) ha tradotto la Divina Commedia di Dante Alighieri. Questa traduzione critica in versi è considerata ancora oggi la più fedele in lingua tedesca. Alla fine del secolo scorso sono nati anche legami familiari fra Firenze e Dresda. Infatti, Maria Luisa, duchessa di Toscana dalla casa d'Asburgo si sposò con il principe Federico Augusto III., l'ultimo re di Sassonia. Il matrimonio non durò molto: lei lasciò il marito per sposare il compositore fiorentino Enrico Toselli. Della duchessa rimangono ancora dolci ricordi: una torta di crema nel Café Toscana e i due ristoranti "Luisenhof" e "Villa Marie". Oggi, Dresda è meta di tanti turisti italiani che iniziano a riscoprire la città più italiana delle città tedesche, che aspetta i suo ospiti dopo 40 anni di ristrette possibilità di contatti internazionali. Nel 2003 gli italiani sono arrivati al sesto posto tra i turisti stranieri. Due alberghi, il moderno "Hotel am Blauen Wunder" in stile veneziano e l' "Hotel am Terassenufer", oltre a vari ristoranti hanno una direzione italiana. Altri alberghi come l’Hotel „Elbflorenz“ o l’ Hotel „Leonardo“ evocano l’ambiente italiano. Anche loro loro sono disposti ad approfondire gli stretti legami fra Dresda e l’Italia, specialmente con Firenze, che è dal 1978 la sua città gemellata.
Alloggiare nel centralissimo ed elegante Hotel QF, proprio accanto alla Frauenkirche, chiesa simbolo di Dresda, consente di "vivere" al meglio il centro storico, il cuore della città.


Nicoletta Curradi

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