La Fortezza di Montepulciano ospita la mostra dal titolo Leonardo da Vinci. Anatomie: macchine, uomo, natura, curata da Paolo Galluzzi.
L'esposizione è promossa dal Comune di Montepulcianoe dalla Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, su progetto del Museo Galileo di Firenze, con l’organizzazione di Opera Civita.
Oltre
che come artista eccezionale, Leonardo da Vinci (1453-1519) è stato a
lungo celebrato come inventore di macchine e dispositivi meccanici
straordinari, che sarebbero divenuti patrimonio comune della cultura
tecnica solo alcuni secoli dopo la sua morte. Pur traendo ispirazione
dal profondo processo di rinnovamento dei saperi tecnici che ebbe luogo
in Italia a partire dalla fine del XIV secolo, Leonardo offrì in molti
ambiti contributi di assoluta originalità e di straordinaria carica
anticipatrice.
La mostra mette in luce proprio uno degli aspetti
più innovativi dell’opera di Leonardo, per il quale macchine, corpo
umano e natura sono governati dalle medesime leggi universali: idea che
trova espressione in una serie di magistrali disegni che segnano la
nascita della moderna illustrazione scientifica.
Dopo una sezione
introduttiva, che propone una ricostruzione dello studio di Leonardo,
il percorso espositivo si articola in sezioni dedicate all’anatomia
delle macchine, agli studi sul corpo umano, alla geologia e
all’architettura.
Il percorso si chiude con i disegni che illustrano il dispositivo ideato da Leonardo per l’allestimento teatrale dell’Orfeodel Poliziano, affiancati dal modello tridimensionale della macchina scenica.
Tutti i giorni orario 10.30-19.30
Fino al 7 ottobre 2018
Fabrizio Del Bimbo
Tutti gli eventi di Toscana: musica, teatro, arte, cultura, folklore, etc... A cura della redazione di Toscana&Chianti News
sabato 21 aprile 2018
giovedì 12 aprile 2018
Al Museo San Pietro di Colle Val d'Elsa la mostra "Savia non fui"
Dedicata alla figura di Sapìa, gentildonna senese nata Salvani, protagonista del canto XIII del Purgatorio di Dante, la mostra raccoglie le testimonianze di miniatori, incisori, scultori e pittori, interpreti di una figura non convenzionale che, per i caratteri di fragilità umana con cui è delineata, può considerarsi una sorta di antieroina della storia medievale senese. La figura di Sapìa emerge con tratti molto sofferti come interprete dell'invidia tanto da arrivare alla malattia mentale. Nonostante il nome, infatti, la zia paterna di Provenzan Salvani, capo della parte ghibellina, già incontrato da Dante fra i superbi, non fu “savia” nell’augurarsi la sconfitta dei propri concittadini senesi nella battaglia di Colle Val d'Elsa. I tratti che la rappresentano sono in generale quelli degli invidiosi i quali, costretti a vestire panni ispidi e pungenti dal colore spento, si sostengono fiacchi l’un altro e tutti, a loro volta, si addossano alla parete del monte. Rispetto ad altri personaggi femminili danteschi non è stata molto rappresentata dal punto di vista iconografico, si tratta dunque di un soggetto raro. Fra coloro che hanno tramandato l’immagine del personaggio si segnalano il pittore modenese Adeodato Malatesta, il grande incisore Gustave Doré, lo scultore senese Fulvio Corsini e l'artista romano Emilio Ambron.
Sono esposte anche le opere raffiguranti questo tema dipinte da Gino Terreni (Empoli, 1925-2015) artista poliedrico che si rifà all'Espressionismo, donate dagli eredi al Comune di Colle. La mostra, curata da Marilena Caciorgna, docente di Iconografia e tradizione classica dell’Università di Siena, e da Marcello Ciccuto, professore di letteratura italiana dell’Università di Pisa e presidente della Società Dantesca Italiana, è promossa dal Comune di Colle Val d'Elsa e dall'Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d'Elsa, Montalcino con la partecipazione e organizzazione di Opera Civita.
Fabrizio Del Bimbo
giovedì 29 marzo 2018
1968-1977, 10 anni in Movimento: una rassegna a cura di Gabriele Rizza
Millenovecento68 - Millenovecento77
DIECI ANNI IN MOVIMENTO a cura di Associazione Anémic Cinéma in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana Archivio audiovisivo del Movimento operaio e democratico Centro studi e Archivio storico il Sessantotto Associazione Ciclostilato in proprio,Istituto Ernesto de Martino
Cinema La Compagnia 3 aprile – 13 giugno 2018
Un numero simbolo: 68. Una data manifesto: Millenovecento68, cinquant’anni fa. Inizia un decennio confuso, contraddittorio, tumultuoso, creativo e furibondo, fra speranze e illusioni.Barricate e ritirate. Un decennio in cui, in molti paesi del mondo, milioni di persone, in gran partegiovani, si affacciano sulla scena della Storia e pretendono di esserne protagonisti. Mettono indiscussione le gerarchie, il vecchio modo di vivere il lavoro e i rapporti d’amore; chiedono libertà,diritti, giustizia; immaginano una società nuova che non si serva di loro ma gli appartenga, nellaquale al potere vadano, addirittura, la fantasia e la felicità. “L'immaginazione al potere”: uno slogan che dice tutto. Di questo periodo, che certo per essere affrontato nelle sue tante sfaccettature - luoghi, protagonisti,conquiste ottenute, fallimenti, ecc. - richiederebbe ben altro spazio che quello occupato da questarassegna, abbiamo scelto, con la collaborazione di archivi e associazioni, di raccontare una piccolaparte, appena qualche frammento, giusto qualche tessera dell'incandescente mosaico. E con losguardo rivolto all’Italia.Chi erano e cosa volevano i giovani del 68 e degli anni 70? Grazie ai documentari proposti dall'Archivio audiovisivo del Movimento operaio e democratico(AAMOD) li sentirete parlare e li vedrete manifestare nelle strade: studenti nelle università e operainelle fabbriche, occupate entrambe, giovani registi che si interrogano sul senso della politica. L’Archivio storico il Sessantotto e l’associazione Ciclostilato in proprio, negli incontri e con lemostre, riporteranno in primo piano la memoria, le testimonianze e le riflessioni di chi in queglianni partecipava attivamente alle lotte.Come Tano D’Amico, le cui straordinarie foto in bianco e nero hanno ritratto tutto il corso dellemanifestazioni degli anni Settanta, o come Lido Contemori, che la società dell’epoca l’hasbeffeggiata nelle sue corrosive vignette satiriche, entrambi ospiti della rassegna. O come Paolo Pietrangeli, autore di quella Contessa, diventata la colonna sonora del 68, ma ancheautore di uno dei film spot del movimento e delle sue derive: Porci con le ali.O ancora come i registi invitati a “presentare e raccontare”, 50 anni dopo, il loro personale 68filmico: Roberto Faenza con Escalation e Liliana Cavani con I cannibali.
Infine a chiudere il cerchio sarà Ecce Bombo di Nanni Moretti che di anni ne compie 40 (il film).Quale sintesi migliore e emblematica: gli amici che aspettano l'alba sulla spiaggia di Ostia. Ma dalla parte sbagliata. Grande è la confusione sotto il cielo. E’ il 1978: sarà tutta un’altra storia.
Fabrizio Del Bimbo
martedì 27 marzo 2018
Notte da brivido al 16/o Korea Film Fest
Mercoledì 28 marzo alle 16.00 al cinema La Compagnia sarà possibile provare a indossare l’hanbok, il tipico abito da cerimonia coreano
Una notte da brivido dedicata al meglio del cinema horror dal “Paese
del Calmo mattino”: mercoledì 28 marzo
alle 20.00 sarà il film “The Mimic”, diretto dal regista Huh Jung, che per l’occasione sarà presente in sala, l’evento
di punta della settima giornata del 16/mo Florence Korea Film Fest, il festival dedicato al meglio della
cinematografia sud coreana contemporanea al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour 50r). Alla sua uscita nelle sale in Corea del Sud, “The
Mimic” è diventato immediatamente uno degli horror che ha registrato il maggior
numero di spettatori negli ultimi 5 anni. Ispirato alla leggenda urbana sudcoreana della Tigre Jangsan, una
creatura mangiatrice di uomini che vaga intorno a Jangsan, una montagna nella
città di Busan, il film racconta di Hee-yeon e la sua famiglia, che, dopo la
sparizione del figlio lasciano Seoul e si trasferiscono nel paese natale della
madre del marito, sperando di ritrovare un po’ di serenità ma una serie di
inquietanti eventi sembra ostacolare l’inserimento della famiglia nella nuova
casa.
La
rassegna, ideata e diretta da Riccardo Gelli dell’associazione
Taegukgi – Toscana Korea Association, inaugura la settima edizione
della Primavera Orientale, iniziativa che celebra il cinema d’Oriente
organizzata da Quelli della Compagnia di Fondazione
Sistema Toscana.
Le proiezioni al cinema La Compagnia
partiranno alle 15.00 con “Microhabitat” primo lungometraggio dell’esordiente
Jeon Go-woon, che racconta vizi e sacrifici di una ragazza moderna. Mi-so si guadagna da vivere
facendo la domestica, e le uniche gioie della sua vita sono il whisky, le
sigarette e il suo ragazzo. La crisi sopraggiunge nel momento in cui il prezzo
delle sigarette e dell’affitto aumenta, costringendo Mi-so a sacrificare la sua
abitazione in affitto, pur di non abbandonare i suoi vizi. Inizia così a vagare
tra le case dei suoi vecchi amici, sparsi per Seoul, approfondendo la loro
quotidianità e le loro relazioni. Riuscirà a trovare una stabilità?
Alle 17.30, all’interno della sezione
“Orizzonti coreani” è in programma “The
day after” di Hong Sang-soo, considerato uno dei più affermati
autori del cinema coreano contemporaneo grazie al suo inconfondibile stile
intimista. La pellicola, presentata al Festival di Cannes in concorso e nella
sezione Special Screening, racconta di un triangolo amoroso: Bong-wan, direttore di una
casa editrice ha una relazione con una sua assistente Chang-sook. Quando la
relazione lui assume al suo posto A-reum, la quale durante il suo primo giorno
di lavoro viene aggredita dalla moglie di Bong-wan, che la crede l’amante di
suo marito. La ragazza vorrebbe licenziarsi ma Bong-wan la prega di continuare
ad essere la sua assistente, lei accetta ma poco dopo ritorna Chang-sook per
rivendicare il suo posto di lavoro e il suo uomo. La
serata proseguirà alle 22.30 con “Heart
Blackened”, il legal-thriller diretto da Jung Ji-Woo che
rinnova la sua collaborazione con l’attore Choi Min-sik (protagonista di “Old
Boy” e “Lady Vendetta”). Il film, remake della pellicola cinese “Silent
Witness” di Fei Xing racconta di Im Mi-ra, figlia dell’influente uomo d’affari
Im Tae-san, accusata dell’omicidio della affascinante nuova compagna del padre,
la famosa cantante Yuna. A difendere la ragazza ci penserà la brillante
avvocatessa Hee-jeong, determinata a fare chiarezza su un caso che fin da subito
si presenta estremamente delicato e pericoloso, poiché vede coinvolto uno degli
uomini più ricchi e potenti del paese.
Alle 16.00 in Sala Mymovies il pomeriggio sarà dedicato al cortometraggio con “Mac boogie” di Jang Byung-ki, le
riflessioni di una donna da poco entrata in menopausa su ciò che è vecchio e
nuovo; “Nose nose nose eyes!” di
Moon Ji-won, dove in una casa dove tutto scorre in apparente normalità si
nascondono deliri; si continua con la commedia “Apple in my hand” di Seo You-min, che critica il consumismo in
chiave ironica seguendo la vita di una ragazza disposta a tutto per avere fra
le sue mani un computer Apple; e infine la vita di una signora anziana scorre
scandita da un orologio a cucù nel corto “Mother
and the cuckook clock” di Yun Jae-hee e Min Ji-hye.
EVENTI
COLLATERALI
Alle
16.00 al cinema La Compagnia sarà possibile provare a indossare l’hanbok, il tipico abito da cerimonia coreano.
Il
festival è organizzato grazie al contributo di Regione Toscana, Ambasciata
della Repubblica di Corea in Italia, Consolato Onorario della Repubblica di
Corea in Toscana, Istituto Culturale Coreano a Roma, Comune di Firenze, FST -
Fondazione Sistema Toscana, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Main
sponsor: Asiana Airlines, Conad, Il Bisonte. Media partner: AsianFeast.org,
AsianWorld, Cinematographe, K-Tiger, Firenze Spettacolo, LongTake, Movieplayer,
Mugunghwa Dream, Mymovies, Novaradio, Radio Italia Cina, Radio Toscana,
TaxiDrivers, Vertigo24.
Info: Florence Korea Film Fest, via San
Domenico 101, Firenze | 055 50 48 516 | info@koreafilmfest.com | www.koreafilmfest.com
I luoghi: Cinema La Compagnia,
via Cavour 50r, 055 268451 |
Piazza della Repubblica | Villa Bardini, Costa S. Giorgio, 2, 055 2006 6206.
Prezzi: ingresso singolo proiezioni
pomeridiane intero 5€, ridotto 4€; proiezioni serali intero 6€, ridotto 5€ |
ingresso proiezioni speciali (“The
Fortress” e “Algong With the
Gods”) 6€ | ingresso giornaliero 3 film, intero 12€, ridotto 10€ |
ingresso giornaliero 4 film intero 18€, ridotto 16€ | abbonamento 50€ intero 40€ ridotto |
ingresso masterclass con l’attore Ha Jung-woo 2€ per il pubblico non
accreditato (con registrazione obbligatoria su eventi@koreafilmfest.com), gratuito per
studenti | Ingresso per Danza coreana al Cinema La Compagnia 5€ | Ingresso gratuito per mostre,
dimostrazioni sportive, corsi di pittura e prova dell’hanbok.
Nicoletta Curradi
lunedì 26 marzo 2018
A luglio torna Musart Festival Firenze
Torna Musart Festival Firenze anche nell'estate 2018. Ecco gli eventi già confermati;
Roberto Bolle, Chick Corea, Jethro Tull, Ermal Meta, le Orchestre della Toscana e del Maggio Musicale Fiorentino: solo alcuni protagonisti di Musart Festival 2018, rassegna fiorentina in programma dal 18 al 28 luglio nella centralissima piazza della Santissima Annunziata, trasformata per il terzo anno in un elegante teatro all’aperto, con ampia visibilità da ogni seduta.
Inaugurerà mercoledì 18 luglio l’Orchestra della Toscana con due note pagine di George Gershwin, “Rhapsody in blue” e “West Side Story”. La direzione sarà affidata a Timothy Brock, gran cultore del repertorio novecentesco e in particolare della musica da film.
Venerdì 20 luglio Roberto Bolle presenterà “Roberto Bolle and Friends – special event” - Gala di danza di cui non è solo interprete, ma anche direttore artistico: un appuntamento speciale pensato per una città che da sempre ama l’“Étoile dei due mondi” (biglietti da 40 a 115 euro).
Lunedì 23 luglio spazio a Chick Corea, mito vivente di quel jazz che affonda le radici nel ritmo latino e nella fusion: dopo venti anni, sarà l’occasione per vedere di nuovo sul palco la sua Akoustic Band, che allinea Corea con John Patitucci e Dave Weckl, straordinari musicisti e amici di lunga data (biglietti 50/43/30 euro).
Martedì 24 luglio si celebreranno i 50 anni dei Jethro Tull, altra leggenda della musica, versante rock-progressive: da “This Was” a “Aqualung”, da “Thick As A Brick” al sequel “TAAB2”, Ian Anderson e band attingeranno ai grandi successi della loro storia, in scena sfileranno anche special guest virtuali (biglietti da 30 a 60 euro).
Giovedì 26 luglio salirà sul palco Ermal Meta, nell’ambito del Non Abbiamo Armi Tour: canzoni – tra cui “Non mi avete fatto niente” cantata con Fabrizio Moro, vincitrice dell’ultimo Sanremo - intrise di sincerità e amore che scorrono attraverso ritmi incalzanti e momenti di grande intimità (biglietti 43/35/27 euro).
Venerdì 27 luglio Musart aprirà alla lirica, con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e una serata dal titolo “Tutti all’Opera”: in programma brani e arie dai più amati melodrammi. Biglietto posto unico al prezzo speciale di 10 euro.
Il festival si chiuderà con il concerto all’alba di sabato 28 luglio (ore 4,45), nell’incantevole cortile degli Uomini, all’interno dell’Istituto degli Innocenti.
I prezzi dei biglietti sopraindicati non comprendono i diritti di prevendita.
Giunto alla terza edizione, Musart Festival abbina il fascino secolare di Firenze a grandi nomi internazionali dello spettacolo. Durante le serate gli spettatori potranno visitare gratuitamente alcuni dei luoghi d'arte più significativi che si affacciano su piazza della Santissima Annunziata e piazza Brunelleschi.
Tra questi la Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze, l’Istituto degli Innocenti, la Chiesa di Santa Maria degli Innocenti, la Chiesa di San Francesco Poverino, il Giardino del Museo Archeologico, la Basilica di Santissima Annunziata, la Mensa della Caritas Diocesana – San Francesco.
Presso il salone Borghini dell’Istituto degli Innocenti si svolgerà la terza tranche della mostra fotografica “Because the night”: curata dall’agenzia New Press Photo, l’esposizione ripercorrerà i grandi concerti svoltisi a Firenze e in Italia negli anni 70/80 (ingresso libero).
I biglietti per gli spettacoli di Musart Festival 2018 sono disponibili in prevendita nei punti www.boxofficetoscana.it/punti-vendita tel. 055.210804 e online su www.ticketone.it.
Per chi lo desidera è disponibile il biglietto Gold Package che abbina ai primi posti di platea una cena a buffet e un ingresso al Museo degli Innocenti.
Musart Festival è una produzione Prg Firenze sostenuta da Sammontana, Unicoop Firenze, Prinz, Caffè Cesare Magnelli, Findomestic Banca, Engie, Publiacqua. Con il contributo di Comune di Firenze e Città Metropolitana di Firenze.
Nicoletta Curradi
Nicoletta Curradi
lunedì 5 marzo 2018
Maria Melani stilista, presentazione al Museo Marini di Pistoia il 9 marzo
Alberto Melani e Maria Camilla Pagnini
MARIA MELANI STILISTA
tra Pistoia, Firenze e Roma
Edifir Edizioni Firenze, pp. 159, euro 20,00
Presentazione venerdì 9 marzo 2018, ore 18
Pistoia, Museo Marino Marini
Intervengono:
Alberto Melani, Maria Camilla Pagnini, Claudio Rosati e Paolo Mazzei
Uscirà l’8 marzo, nel giorno della festa della donna, il libro
Maria Melani stilista tra Pistoia, Firenze e Roma
(Edifir), dedicato a una donna che, con le sue creazioni, alle donne ha
dedicato tutta la vita, celebrandone ed esaltandone la bellezza. Curato
dal figlio
Alberto Melani, insieme a Maria Camilla Pagnini, il volume
ripercorre la storia di Maria, dagli esordi a Pistoia, giovanissima,
nella sartoria di quella che sarebbe diventata poi sua suocera, alla
creazione della
griffe Melania, sino all’arrivo del successo, con l’apertura dell’atelier
a Roma e i grandi riconoscimenti nazionali ed internazionali. E sullo
sfondo della storia personale, nei testi e nelle immagini del libro,
scorre la storia dell’Italia
intera, raccontata in un suo momento magico e irripetibile, quello del
dopoguerra e del boom economico. Un momento in cui agli abiti di alta
moda, le sartorie affiancarono il
prêt-à-porter,
proponendosi per la prima volta sui mercati internazionali e facendo
nascere, grazie alla Dolce Vita, quando via Veneto era il
salotto del mondo e Cinecittà era chiamata la “Hollywood sul Tevere”,
il mito poi intramontabile del
Made in Italy.
Il
libro verrà presentato a Pistoia, al Museo Marino Marini, venerdì 9
marzo alle ore 18. Insieme agli autori, Alberto Melani e Maria Camilla
Magnini,
interverranno Claudio Rosati e Paolo Mazzei.
La
Sartoria Melani, nata agli inizi del Novecento nel cuore antico di
Pistoia, era nei primi anni Trenta già affermata e, sotto la direzione
della futura
suocera di Maria, la signora Dolores, serviva l’aristocrazia e la
borghesia cittadina e della vicina Firenze. Maria vi arrivò a bottega
subito dopo la scuola dell’obbligo, come si usava al tempo, e già mentre
si formava professionalmente, dimostrò abilità
tutte proprie che la resero, in breve tempo, la principale
collaboratrice della proprietaria. E’ in sartoria che conobbe Marcello,
il minore dei tre figli di Dolores, che divenne suo marito nel 1942.
Dopo
la guerra, mentre la sartoria pistoiese riconquistava, tra mille
difficoltà, le sue precedenti capacità produttive, Maria si affermò
sempre di più
all’interno dell’atelier, tanto che presto la suocera le passò
il timone. E’ del 1954, in un periodo in cui le pari opportunità non
erano nemmeno lontanamente concepibili, la sua iscrizione alla Camera di
Commercio e la nascita della griffe Melania.
L’atelier continuò ad avere la scuola di taglio e cucito, dove
le ragazze, come aveva fatto Maria, venivano ad imparare il mestiere.
Molte arrivavano della montagna pistoiese e, in quella che somigliava
più ad una famiglia allargata che ad una azienda,
Maria organizzò una sorta di ospitalità in sartoria, per consentire
alle allieve di dormire in negozio durante la settimana.
Lo
stile Melania, all’inizio, è ispirato a quello di Dior, con abiti
caratterizzati da spalle arrotondate, vita molto stretta e gonna a
corolla. Ma presto
la ricerca e l’innovazione sui materiali diventò un tratto distintivo
della maison, specialmente in quello che può essere definito il
suo decennio d’oro, tra il 1958 e il 1968. Abbandonate le sete e i
ricami preziosi, Maria iniziò ad utilizzare i tessuti
creati a Pistoia per le confezioni di biancheria, che venivano vendute
all’epoca in tutta Italia. Tessuti dunque ritenuti “poveri”, ma
reinterpretati e arricchiti in modo originalissimo. Sono di Melania i
modelli della fine degli anni Cinquanta realizzati
in “tela asciughino” dalla caratteristica rigatura sottile, bianca e
blu o bianca e rossa. E sempre suoi, più tardi, saranno quelli in “tela
spazzino”, così detta perché utilizzata per le divise degli operatori
ecologici, e usata da Maria con applicazione
di bordi colorati, specchietti e borchie. La fama dell’atelier esce
presto dalla Toscana, tanto da dare a Maria Melani il coraggio di
aprire, nel 1958, uno
showroom anche a Roma, in via Capo le Case, che la mette in contatto con un mondo sempre più ampio. E se
Nilla Pizzi era già cliente affezionata della sartoria, tanto da
presentarsi a quattro diverse edizioni di Sanremo indossando abiti
Melania, grazie al periodo romano diventarono assidue frequentatrici
dello
showroom anche le attrici Abbe Lane, Sandra Mondaini, Marisa Del Frate, Delia Scala, Marisa Merlini e i volti televisivi
Alessandra Panaro e Edy Campagnoli. Nel 1957 Elsa Morante ricevette il premio Strega per
L’isola di Arturo indossando un abito in seta rossa uscito dalla
sartoria Melani; in un servizio pubblicato su “Boss Magazine” indossava
abiti Melania
Brigitte Bardot e acquistarono i suoi capi anche Jayne Mansfield, Ava Gardner e
Ainouk Aimee.
Maria
non tracciò mai su carta da disegno le sue idee e i suoi modelli,
lavorando direttamente con le forbici, ma trovò un “trascrittore” ideale
del
proprio talento in Moreno Cappellini, un ex decoratore della
Richard Ginori di Sesto Fiorentino che collaborò poi per anni con
Melania. Inizialmente facendo solo i figurini, in seguito anche
lavorando ad una serie di abiti dipinti, presentati nei primi
anni Sessanta a Roma. Finito il loro sodalizio, Cappellini collaborò
anche con Emilio Pucci e con le sorelle Fontana.
Un altro personaggio chiave nella vita di Maria fu
Furio Pancani, che portò gli abiti Melania in tutti i suoi
negozi: la boutique a Roma, in via Sistina, quella in Piazzetta a Capri e
poi nel suo terzo negozio, in via della Vigna Nuova a Firenze. Una
piccola rete di vetrine in punti strategici che lanciò
tendenze e vide passare per le sue sale tutto il jet set dell’epoca.
Nel 1967, mentre proponeva le sue creazioni alla Mostra dell’Artigianato di Firenze, Maria conobbe anche
Giovan Battista Giorgini, che l’apprezzò subito molto,
esortandola ad impegnarsi per riuscire a partecipare a “Pitti” ed
imporsi così all’attenzione dei buyer internazionali. Cosa che accadde
negli anni successivi e che portò il marchio Melania nei Paesi
Arabi e in Giappone.
Una figura tutta da riscoprire, quella di Maria Melani, che contribuì, insieme ad altri stilisti e capaci artigiani
del tempo, ad affermare il successo della moda italiana nel mondo.
Fabrizio Del Bimbo
mercoledì 28 febbraio 2018
LB/R La Bellezza Riunita raccoglie brani scelti dagli “album bianchi“,
LB/R La Bellezza Riunita raccoglie brani scelti dagli “album bianchi“, i cinque dischi frutto della collaborazione fra Lucio Battisti e Pasquale Panella, usciti tra il 1986 e il 1994. Il titolo – che fa riferimento ad una delle canzoni di Hegel, l’ultimo album di Battisti - evidenzia sia il lavoro collettivo dei numerosi artisti che hanno contribuito al progetto - da Rachele Bastreghi a Federico Fiumani, da Cristalli Liquidi (Bottin) a Spartiti (Max Collini + Jukka Reverberi), per citarne solo alcuni - sia la loro ammirazione per questo materiale. L'intento della raccolta è celebrare l'unicità e la vitalità di questo repertorio - “sotterraneo“ se paragonato all'enorme popolarità di altri episodi della discografia di Battisti - inesplorato dal grande pubblico, rimasto di fatto un segreto della canzone italiana.
D’altronde, le canzoni di Battisti e
Panella rifuggono etichette arbitrarie di musica pop, o colta, o altro, e
questo ha fatto si che, a 30 anni di distanza dalla pubblicazione di
Don Giovanni, la loro “ambizione” artistica sia rimasta immutata, affascinando generazioni di musicisti di differenti nazionalità.
L'idiosincrasia dei cinque dischi ha ispirato agli artisti coinvolti in
LB/R La Bellezza Riunita una rilettura musicale spesso “obliqua“,
poiché il materiale originale non é posizionabile in nessun comodo
parametro. Ogni brano scelto è stato probabilmente interiorizzato grazie
ai ripetuti ascolti succedutisi nel tempo e
quindi riletto attraverso una visione personale e coerente con il
proprio stile. Le liriche di Pasquale Panella, e quella qualità che
possiedono, ovvero il lasciare spazio alle interpretazioni e
all’immaginazione, spesso hanno fornito ai partecipanti la chiave
di volta delle loro versioni.
Il progetto, curato da Industrie
Discografiche Lacerba e distribuito da Audioglobe, nasce dal desiderio
di condividere una serie di capolavori non rivelati. Lacerba apre un
nuovo capitolo della sua
vita e debutta con l’esplorazione di un ciclo di canzoni
misteriosamente semi-sommerse, scritte da un autore di grandissimo
successo, un gigante della musica pop che abbandona deliberatamente i
vertici delle classifiche e si auto-cancella permanentemente,
per dedicarsi ad un vero – ossessivo – esperimento musicale. Questo
tipo di suicidio commerciale avrebbe dovuto generare un culto feroce, un
gruppo di fan ancor più compatto, leale anziché scettico, e infine una
frenetica attenzione della critica. Ma in Italia, non
è andata cosi.
LB/R La Bellezza Riunita è dunque un tentativo di divulgazione, di analisi o un'occasione per aprire una nuova
conversazione su questo straordinario songbook. C'é un culto per
il repertorio piuttosto che per il “personaggio“, dove le canzoni sono
al centro della scena, e gli autori dietro il sipario. Niente di questa
operazione corteggia l'idea di “celebrità“
ma lascia invece parlare l'espressione musicale e poetica.
L'ispirazione è evidente nel lavoro dei partecipanti, chiaramente
affascinati dal materiale ancora oggi provocatorio e contemporaneo.
LB/R La Bellezza Riunita, tracciando linee che uniscono passato
presente e futuro della musica italiana, è un saggio in tredici parti a
tema unico, scritto a molte mani.
TRACKLIST DOPPIO VINILE
A1. Tema di (Senza Titolo) - Daniele Biagini
A2. Tubinga - Cristalli Liquidi
A3. Cosa Succederà Alla Ragazza - Pankow
A4. La Metro Eccetera - Riva (con Myss Keta)
A5. Le Cose Che Pensano - Rachele Bastreghi (Baustelle)
B1. Per Altri Motivi - Ernesto Tomasini e Man Parrish
B2. Don Giovanni - Larsen e Little Annie
B3. Ecco I Negozi - Spartiti (Max Collini e Jukka Reverberi) con DJ Rocca
B4. (Senza Titolo) - Federico Fiumani (Diaframma) e Daniele Biagini
B5. (ghost track)
C1. Allontanando - Backwords
C2. Dalle Prime Battute - The Love and Trust Collective
C3. Fatti un Pianto - Alexander Robotnick (con Bottin)
ECCO GLI ARTISTI COINVOLTI NEL PROGETTO RACCONTANO IL BRANO DA LORO REINTERPRETATO
Jukka Reverberi di
Spartiti racconta Ecco i Negozi
Federico Fiumani dei
Diaframma racconta Senza Titolo (Gabbianone)
Ernesto Tomasini racconta
Per Altri Motivi
Guglielmo Bottin di
Cristalli Liquidi racconta Tubinga
Fabrizio Modonese Palumbo di
Larsen racconta Don Giovanni
Alexander Robotnick racconta
Fatti Un Pianto
per ulteriori norizie
Del Bimbo Fabrizio
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