sabato 31 ottobre 2026

Metti giù il telefono e ascolta: la rivoluzione unplugged di Cantiere Arno al Rari Bistrò





C'è un posto a Firenze che ha deciso di fare una scommessa controcorrente: spegnere i telefoni per riaccendere i contatti umani. Si chiama Cantiere Arno ed è il nuovo format culturale ospitato nella cornice del Rari Bistrò, uno spazio che ha fatto delle good vibes e della bassa intensità social una vera e propria filosofia di vita.


L'obiettivo del progetto è semplice ma ambizioso: connettersi, ma rigorosamente offline. Per farlo, i curatori Giacomo Gonnella e Leo Martera hanno scelto due linguaggi universali come il cinema e la musica. Il debutto del format ha regalato una serata speciale ai presenti, portando sullo schermo Lovita di Vito Vinci, pellicola trionfatrice ai Cannes Film Awards. Un ritorno a Firenze in grande stile, impreziosito dalle voci del regista, della sceneggiatrice e degli attori che hanno dialogato con un pubblico finalmente libero dalla schiavitù delle notifiche.


Dopo il cinema, lo spazio ha lasciato il posto alla musica con un after party che ha unito generazioni e anime diverse sotto il cielo di Firenze. Cantiere Arno dimostra che per fare cultura oggi non servono grandi insegne o campagne digitali aggressive: basta l'energia giusta, un grande film e la voglia di guardarsi di nuovo negli occhi.


Nicoletta Curradi 



sabato 17 ottobre 2026

Storia, gusto e solidarietà: ecco il nuovo programma della Venerabile Compagnia dei Quochi di Firenze




Oltre 500 anni di tradizione per un calendario autunno-inverno che unisce i giovani degli istituti alberghieri, la riscoperta dei piatti tipici toscani e la valorizzazione del patrimonio enologico.

Nata nel Cinquecento (1504) come cenacolo di artisti e letterati legato al cibo e consacrata a San Pasquale Baylon, la Compagnia porta avanti la storia gastronomica fiorentina.
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Presentato in Regione Toscana, il nuovo cartellone unisce passato e presente.

Il cuore del programma
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I giovani: coinvolti gli studenti degli istituti alberghieri affiancati dai professionisti.

La tradizione: riscoperta dei classici toscani e di ricette storiche.

Cultura enologica: spazio al vino e ad approfondimenti storici come le buchette del vino.

Impegno sociale: promozione del mangiar sano, lotta allo spreco e beneficenza.

Le voci

Il presidente ha sottolineato l'importanza della Compagnia come stimolo per la trasmissione di valori culturali senza tempo e per il dialogo. 

Il programma conferma come a Firenze il cibo sia un linguaggio culturale che unisce arte, memoria e comunità.

Nicoletta Curradi

mercoledì 30 settembre 2026

La democrazia del corpo. Anteprima della stagione 2026/2027

   CanGo - Centro Nazionale di Rilevante Interesse Nazionale per La Danza




ANTEPRIMA “LA DEMOCRAZIA DEL CORPO” 

STAGIONE DI DANZA CONTEMPORANEA 26/27


Il grande coreografo francese Boris Charmatz accende la nuova stagione con l'anteprima di Muette. Una stagione unica con un programma artistico che attraverserà la città da novembre a maggio.


Boris Charmatz 

MUETTE

coreografia e interpretazione Boris Charmatz

assistente alla coreografia Magali Caillet Gajan

luci Yves Godin

direzione tecnica Fabrice Le Fur

vice direttrice Terrain Hélène Joly

direzione delle produzioni Lucas Chardon, Martina Hochmuth

direttore di produzione Briac Geffrault

assistente di produzione Lola Serre

fotografia © César Vayssié

spettacolo creato il 21 maggio 2026 ai Kaaistudios all'interno del Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles

produzione e distribuzione Terrain

con il sostegno di Dance Reflections by Van Cleef & Arpels, co-produzione Cango Centro produzione della danza Firenze, CN D Centre national de la danse, Chaillot - Théâtre national de la Danse, Charleroi danse, Festival d’Avignon, ImPulsTanz - Vienna International Dance Festival, Kunstenfestivaldesarts, MC93 – Maison de la Culture de Seine-Saint-Denis, le phénix - scène nationale de Valenciennes, Romaeuropa Festival, Sadler’s Wells, Tainan Arts Festival, Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, con il sostegno di la Chartreuse de Villeneuve lez Avignon - Centre national des écritures du spectacle, con l'aiuto di la Briqueterie CDCN du Val-de-Marne, le Centre Pompidou–Metz, l’Espace Pasolini, le Gymnase CDCN - Roubaix Hauts-de-France

creazione 2026

durata 50 minuti

spettacolo non consigliato ai minori di 16 anni




Quest'anno, la rassegna La democrazia del corpo si svilupperà come un unico, grande cammino continuativo che si snoderà dal 7 novembre 2026 al 20 maggio 2027.


L'anteprima internazionale con Boris Charmatz


Ad anticipare questo ricco percorso sarà una prestigiosa anteprima internazionale affidata a una delle figure più rivoluzionarie della scena coreutica contemporanea: Boris Charmatz. Il 7 e 8 ottobre 2026 alle ore 20.00, il visionario coreografo francese presenta sul palcoscenico di Via Santa Maria Muette, un assolo intimo e radicale (produzione Terrain). In questo lavoro l’ex direttore del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, noto per la sua celebre creazione 10000 gestes, continua a esplorare la danza come atto essenziale e come rapporto diretto con il pubblico. Un appuntamento pensato come la scintilla ideale per dare slancio a una stagione che si preannuncia indimenticabile.


Muette si configura come la prosecuzione ideale della profonda ricerca artistica iniziata da Charmatz con il precedente assolo SOMNOLE. Se quel primo capitolo era guidato da musiche che filtravano attraverso il fischio delle labbra, Muette compie un gesto di sottrazione radicale, muovendosi sul limite estremo del respiro umano, dove non c'è più musica né parola.


Come spiegato dallo stesso Charmatz, l'urgenza di questo lavoro è nata durante le prove di Liberté Cathédrale, a seguito della lettura delle drammatiche testimonianze delle vittime di abusi nella Chiesa. Da quella sbalordita impossibilità di parlare è emersa l'idea di un silenzio che non è semplice assenza di suono, ma uno spazio fortemente politico.

Si tratta di un’esperienza intima e radicale che riduce al minimo ogni elemento scenico per esplorare il silenzio non come assenza di musica, ma come spazio emotivo e fisico. In questo solo minimalista: «Ascolteremo una danza che tuona silenziosamente», afferma il coreografo, «Muette sarà guidato da ciò che non passa nemmeno attraverso le mie labbra, da ciò che non esce».


Il lavoro è un invito a seguire il movimento quasi invisibile di un grido che non riesce a esplodere del tutto, di un corpo che resiste e assorbe la violenza in silenzio, di una bolla di saliva che scoppia all’angolo delle labbra. Nell'immediata prossimità con il pubblico, il movimento nasce dall’ascolto del corpo e delle sue vibrazioni più profonde e segrete. Una creazione stupefacente, capace di svelare un paesaggio interiore di presenze invisibili ma condivise.


INFO e PRENOTAZIONI

Muette di Boris Charmatz 7 e 8 ottobre 2026, ore 20:00

anteprima La democrazia del corpo 26/27

prezzi: intero 18 € – ridotto under26 15 €

luogo: CanGo, Via Santa Maria 25, Firenze

telefono +39 055 2280525

whatsapp +39 331 2922600

e-mail biglietteriacango@gmail.com

sito web virgiliosieni.com


Nicoletta Curradi 

martedì 15 settembre 2026

Il potere del riso contro i dogmi del tempo: "Dio ride" di Giovanni Veronesi conquista Venezia

 


La risata può essere un atto sovversivo, una forma di salvezza o uno strumento per avvicinarsi all'assoluto? È questa la domanda centrale che attraversa "Dio ride", l'ultimo, ambizioso lungometraggio diretto da Giovanni Veronesi, scelto come prestigioso film di chiusura (fuori concorso) dell'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove ha raccolto ben 12 minuti di calorosi
applausi in Sala Grande. 


Prodotto da Indiana Production, PiperFilm e Ogi Film in collaborazione con Netflix, la pellicola arriverà nelle sale italiane a partire dal 29 ottobre prossimo.



Ambientato nella suggestiva ed evocativa Toscana del Seicento, il film racconta le vicende di fra Leopoldo da Casamacchia (interpretato da un magistrale Pierfrancesco Favino). Figlio di giostrai e senza fisse dimore, fra Leopoldo inventa per sé radici mai esistite per darsi un'identità, ma a caratterizzarlo davvero è il suo modo unico di predicare: traduce la severità delle Scritture e la rigidità del Vangelo (allora rigorosamente in latino) nella lingua del popolo, usando l'ironia, la gioia e il sorriso. 


Mentre fra Leopoldo attira folle oceaniche nei villaggi, restituendo speranza agli ultimi dopo i drammi della peste, le parrocchie tradizionali iniziano a svuotarsi. Questo straordinario consenso popolare non passa inosservato a Roma: la Controriforma e la temibile Santa Inquisizione vedono nella sua gioiosa retorica una minaccia blasfema e sovversiva, stringendo il cerchio attorno al frate.


Un cast d'eccezione e una Toscana senza tempo

A sostenere la potente prova attoriale di Favino c'è un cast di primissimo livello del panorama cinematografico italiano:

Silvio Orlando, co-protagonista in uno scontro di anime profondo e commovente.

Carlo Cecchi, nei panni autoritari di Papa Innocenzo X.

Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi e Paolo Rossi. 

Oltre agli interpreti, la vera protagonista visiva è la Toscana. Le riprese – sostenute dal bando della Regione Toscana e supportate da Toscana Film Commission – hanno trasformato borghi storici come Volterra, Pomarance e Pistoia in un set pittorico a cielo aperto. Nota di merito anche per i costumi d'epoca curati da Carlo Poggioli, realizzati all'interno dei laboratori di Manifatture Digitali Cinema Prato. 



Per Giovanni Veronesi, Dio ride rappresenta un parziale ritorno al cinema storico a sfondo spirituale, a più di trent'anni da Per amore, solo per amore (1993). Il regista si definisce provocatoriamente un "toscano miscredente, quasi scomunicato", ma firma qui un'opera illuminista e profondamente politica, che guarda alla lezione di grandi maestri del cinema come Mario Monicelli e Luigi Comencini. 


Il concetto cardine, ispirato anche da alcune aperture di Papa Francesco sull'intrinseco valore dell'umorismo, è che il potere teme la risata. Ridere atterrisce il dogma perché libera il pensiero e restituisce all'essere umano lo scudo dell'immaginazione contro le oppressioni del mondo.


Dio ride non è semplicemente una ricostruzione storica in costume, ma una metafora lucida e quanto mai attuale sulla libertà d'espressione. Unisce la commedia al dramma per parlare di tolleranza, dimostrando che, a volte, per toccare il sacro non servono il timore e il giudizio, ma basta la leggerezza di un sorriso. 


“Ritengo che il film di Giovanni Veronesi, “Dio ride”, sia uno straordinario strumento di promozione di un territorio – afferma il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani -. “Oltre ai tanti significativi messaggi che trasmette, il film è un formidabile manifesto di valorizzazione della Toscana, portando l'attenzione del pubblico su angoli di territorio che vantano una tradizione antica, risalente ai tempi degli Etruschi, da Pomarance a Volterra fino alla provincia di Siena e Pistoia. E un film, “Dio ride” che parla della nostra regione, che siamo orgogliosi di aver sostenuto e presentato oggi alla stampa”





Fabrizio Del Bimbo 


martedì 18 agosto 2026

Il 19 agosto a Casciana Terme, il cantautore Michele Fenati omaggia i poeti della canzone italiana


 



Dopo il successo ottenuto la scorsa settimana, torna domani sera, mercoledì 19 agosto alle 21.15  in piazza Garibaldi a Casciana Terme, il cantautore ravennate Michele Fenati: che ormai da anni propone dal vivo uno spettacolo dedicato prevalentemente ai grandi cantautori della canzone italiana (integrando i live act con brani propri, tratti dai numerosi album registrati nell’arco di un trentennio).


 


Due ore intense, di grande coinvolgimento musicale, grazie alle doti canore di Fenati e all’affiatamento del quartetto con cui si propone al pubblico: Fenati, che suona la chitarra, sarà infatti accompagnato da un trio acustico composto da Fabrizio Taroni alla chitarra, Nicoletta Bassetti al violino e Matteo Mazzoni al violoncello.


Fabrizio Del Bimbo 

venerdì 14 agosto 2026

Palazzo Blu dedica una mostra ai fratelli Gioli e alla pittura a Pisa tra Otto e Novecento

 






Ultimi giorni per visitarla: fino al 6 settembre 2026 


Palazzo Blu di Pisa ospita nelle sue sale espositive la mostra “I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento”, per restituire la complessità di una stagione artistica particolarmente fertile. 


 Con questa esposizione, Palazzo Blu prosegue il proprio percorso di ricerca e valorizzazione della cultura figurativa tra XIX e XX secolo, già affrontato attraverso le precedenti mostre dedicate ai Macchiaioli, alla stagione artistica di Henri de Toulouse-Lautrec e all’atmosfera della Belle Époque.


Il progetto espositivo intende offrire un ampio sguardo sulla pittura pisana tra Ottocento e Novecento, ricostruendo il dialogo tra artisti di generazioni differenti e restituendo la vivacità di un contesto culturale profondamente legato ai principali centri artistici italiani dell’epoca.


Al centro del percorso emergono le figure di Francesco e Luigi Gioli, protagonisti di una stagione artistica che affonda le proprie radici nell’esperienza dei Macchiaioli e si sviluppa successivamente attraverso le diverse interpretazioni del naturalismo e della pittura di paesaggio. La loro vicenda artistica, tuttavia, non viene presentata in modo isolato, ma inserita all’interno di una rete più ampia di relazioni, influenze e confronti che coinvolge alcuni dei principali interpreti della scena figurativa del tempo.


Articolata in sei sezioni, la mostra intende costruire quindi un racconto corale in cui, accanto ai fratelli Gioli, trovano spazio personalità di grande rilievo come Adolfo Tommasi e Spartaco Carlini, insieme ad artisti quali Plinio Nomellini, Vittorio Matteo Corcos e Amedeo Lori, tutti protagonisti nel definire l’identità della pittura nel territorio pisano tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. In questo scenario, l’opera dei Gioli appare come un punto d’incontro tra la lezione macchiaiola e l’apertura verso una sensibilità più contemporanea nella rappresentazione del paesaggio e della realtà quotidiana.


Attraverso dipinti e disegni, la mostra vuole dunque restituire la complessità di una stagione artistica particolarmente fertile, evidenziando il ruolo di Pisa come luogo di confronto, sperimentazione ed elaborazione culturale. Un’attenzione speciale è dedicata proprio ai disegni, selezionati da Bianca Cerrina Feroni e presentati non soltanto come materiali preparatori ma come espressioni autonome di ricerca artistica. Provenienti dall’archivio della famiglia Gioli, ancora conservato dagli eredi, questi lavori vengono esposti al pubblico per la prima volta.


L’esposizione intende proporre una nuova lettura della cultura figurativa pisana, inserendola all’interno di un più ampio panorama storico e artistico nazionale e confermando Palazzo Blu come punto di riferimento per lo studio e la valorizzazione dell’arte tra Otto e Novecento.


La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Felici Editore.


Informazioni:


I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento

Pisa Palazzo Blu.

Fino al 06/09/202

Orario; 10 -19 tutti i giorni

https://palazzoblu.it/


Fabrizio Del Bimbo 

martedì 11 agosto 2026

Il cantautore Michele Fenati omaggia Dalla e Battisti domani a Casciana Terme




All’interno del tour estivo 2026, che lo sta portando in giro per tutta l’Italia, fa tappa in piazza Garibaldi a Casciana Terme domani sera, mercoledì 12vagosto alle 21.15, il cantautore ravennate Michele Fenati: che ormai da anni propone dal vivo uno spettacolo dedicato prevalentemente ai grandi cantautori della canzone italiana (integrando i live act con brani propri, tratti dai numerosi album registrati nell’arco di un trentennio).

 

Lo spettacolo si intitola “Lucio”, ed dedicato a Dalla e Battisti: due ore intense, di grande coinvolgimento musicale, grazie alle doti canore di Fenati e all’affiatamento del quartetto con cui si propone al pubblico: Fenati, che suona la chitarra, sarà infatti accompagnato da un trio acustico composto da Fabrizio Taroni alla chitarra, Nicoletta Bassetti al violino e Matteo Mazzoni al violoncello.


Fabrizio Del Bimbo 

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