lunedì 8 giugno 2026

Giulio Cesare in Egitto di Haendel chiude l' 88º Festival del Maggio Musicale Fiorentino


88º Festival del Maggio Musicale Fiorentino


Georg Friedrich Händel “Giulio Cesare in Egitto” è l'ultimo appuntamento operistico nella programmazione dell’88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino 




Il Festival si chiude con uno dei grandi capolavori del teatro musicale barocco: dal 14 al 25 giugno, nella Sala Grande del Teatro, va in scena il "Giulio Cesare in Egitto" di Georg Friedrich Händel, mai rappresentato a Firenze.


Sul podio, alla guida dell'Orchestra e del Coro del Maggio Musicale Fiorentino, il maestro Gianluca Capuano; la regia è di Davide Livermore.


Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.


Allestimento dell’Opéra di Monte-Carlo


Manifesto © Gianluigi Toccafondo


La recita del 25 giugno verrà diffusa in diretta da Rai Radio 3


  Giunge al termine la programmazione lirica nell’ambito dell’88esimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino: nella Sala Grande del Teatro va in scena una delle più celebri opere di Georg Friedrich Händel, Giulio Cesare in Egitto, mai rappresentata a Firenze.


 


Sono quattro recite complessive in cartellone: il 14 giugno alle ore 17; il 19 giugno alle ore 19; il 21 giugno alle ore 15:30 e il 25 giugno alle ore 19.


 


Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Maggio il maestro Gianluca Capuano, la regia dello spettacolo è firmata da Davide Livermore. Il maestro del coro del Maggio è Lorenzo Fratini.


 


Le scene dell’opera sono curate da Giò Forma, i costumi da Mariana Fracasso, le luci da Antonio Castro e i video da D-Wok.


 


Protagonista come personaggio del titolo è Raffaele Pe; accanto a lui Mariangela Sicilia che veste i panni di Cleopatra, Fleur Barron è Cornelia, Nicolò Balducci interpreta Sesto Pompeo, Filippo Mineccia è Tolomeo e Valerio Morelli è Achilla. Completano il cast Davide Sodini nella parte di Curio e Janetka Hoşco in quella di Nireno. 


 


Capolavoro del repertorio barocco, il Giulio Cesare in Egitto debuttò al King’s Theatre di Londra il 20 febbraio 1724. Al tempo Händel era il compositore più stimato in terra inglese nonché direttore della Royal Academy of Music che, dal 1719, promuoveva con successo l’opera italiana a Londra. Giulio Cesare, dramma musicale in tre atti su libretto di Nicola Francesco Haym, fu accolto da un grande trionfo seguito da tredici repliche con il teatro completamente esaurito. L’opera si basa sull'episodio storico della campagna in Egitto ingaggiata da Cesare per inseguire il nemico Pompeo dopo la battaglia di Farsalo. In Egitto Cesare incontrerà il re Tolomeo, scaltro e ingannevole, e la conturbante Cleopatra, che cercherà di sedurlo a proprio vantaggio salvo poi innamorarsi di lui veramente. L’opera rappresentava un campionario perfetto di meraviglie barocche: un cast vocale di prim’ordine, che annoverava nel ruolo del protagonista il famoso castrato Senesino e in quello di Cleopatra il soprano Francesca Cuzzoni, una messinscena fastosa e spettacolare, una musica raffinata e di pregevole fattura. Nella continua scansione di recitativi e arie, tipica dell’opera settecentesca, Giulio Cesare racchiude alcune tra le pagine più apprezzate del compositore come il recitativo accompagnato “Alma del gran Pompeo”, intonato dal protagonista davanti all’urna del nemico Pompeo assassinato.


 


Parlando del cuore musicale e narrativo dell’opera, il maestro Gianluca Capuano - che torna al Maggio dopo le recite di un’altra grande opera di Händel, ossia l’Alcina, andata in scena nell’ottobre del 2022 – ha evidenziato di come gli affetti siano cruciali all’interno di quest’opera; affetti che trovano una precisa espressione nella musica: “Fin dall’inizio l’impatto della musica è straordinariamente potente, quasi uno schiaffo al pubblico. L’opera si apre con un impeto travolgente: all’ouverture segue un grande coro celebrativo che esalta il trionfo di Cesare, ma l’atmosfera cambia immediatamente con la comparsa della testa dell’assassinato Pompeo, trasformando l’esaltazione in desiderio di vendetta e furia. Questa brutalità riaffiora più volte nel corso dell’opera, per esempio quando Cesare riceve una minaccia di morte. La musica lo costringe simbolicamente alla fuga: restare significherebbe andare incontro alla morte. Anche la scelta delle tonalità contribuisce a definire i personaggi. L’aria d’ingresso di Cesare è in re maggiore, tonalità eroica e luminosa che, secondo la teoria degli affetti, rappresenta la vittoria, la forza e la fiducia in sé stessi. Cornelia, al contrario, è tratteggiata da Händel con accenti profondamente malinconici. Dico sempre che Händel è stato lo Shakespeare della musica. La sua musica possiede la stessa forza narrativa e drammatica dei testi del grande poeta inglese; inoltre, la profondità psicologica con cui costruisce i suoi personaggi non ha nulla da invidiare all’arte letteraria del Bardo. Attraverso la musica, Händel riesce a rendere i conflitti interiori, le passioni e le contraddizioni dei suoi protagonisti con una straordinaria intensità teatrale”.


 


Nella visione di Davide Livermore, l'azione viene trasportata negli anni ‘30 del XIX secolo e s’ispira dichiaratamente all'immaginario dei grandi romanzi d'avventura e mistero ambientati in Egitto. Il centro della vicenda è un lussuoso piroscafo che solca il Nilo – significativamente ribattezzato "Tolomeo" – sul quale si intrecciano giochi di potere, seduzioni, tradimenti e colpi di scena. La messinscena coniuga eleganza visiva e attenzione alla dimensione psicologica dei personaggi. Accanto alla tensione drammatica trovano spazio pennellate ‘ironiche’ e di vero divertimento teatrale: alcune delle arie più celebri diventano numeri da cabaret, inseriti con naturalezza all'interno della narrazione e capaci di mettere in luce le sfumature emotive dei protagonisti. 


 


Ne emerge uno spettacolo ricco di invenzioni sceniche, nel quale il fascino dell'opera barocca dialoga con il linguaggio del cinema e del teatro contemporaneo: “Il mito di Cleopatra e Cesare: da millenni questa storia continua ad affascinarci. L’umanità vi ritorna di continuo, la racconta, la trasforma, la veste con abiti diversi secondo le epoche. Händel, nel Giulio Cesare in Egitto, non la affronta come uno storico, ma come un grandissimo uomo di teatro” afferma Livermore parlando della sua visione dello spettacolo “Il mito diventa una macchina perfetta di apparizioni, equivoci, seduzioni, colpi di scena e fragilità umanissime. I personaggi sono complessi, sfaccettati e pieni di contraddizioni. Il Cesare di Händel possiede molte sfumature. È sovrano, condottiero, tiranno, amante, amico. Cleopatra non è da meno: seduce, calcola, inventa, manipola, ma sa anche esporsi e rischiare. Entrambi conoscono perfettamente l’arte della rappresentazione del potere. Nella mia regia tutto questo si sviluppa come un thriller degli anni Venti sulle rive del Nilo. C’è il sole, c’è l’acqua, c’è il lusso, ci sono gli abiti chiari, le terrazze, le ombre lunghe, i sorrisi troppo cortesi. Ma sotto questa superficie brillante scorre il sangue. L’immaginario è vicino a quello di Assassinio sul Nilo di Agatha Christie: un microcosmo raffinato, apparentemente civilissimo, in cui tutti osservano tutti, tutti mentono un poco e quasi nessuno è innocente. La domanda centrale diventa: chi ha ucciso Pompeo? O meglio: chi voleva davvero la sua morte? Come in un romanzo di Agatha Christie, molte mani avrebbero potuto contribuire al delitto. La responsabilità non appartiene mai a una sola persona. È distribuita, elegante, diplomatica, quasi mondana. E nel cammino verso la verità un altro personaggio, Achilla, muore realmente in scena, come se la morte iniziale ne generasse inevitabilmente un’altra. La storia d’amore tra Cleopatra e Cesare avvolge questa vicenda interna come una grande campana di vetro. Il loro fragile equilibrio diventa il punto di riferimento di tutti gli altri personaggi. Il conflitto tra Roma ed Egitto si riflette nella loro relazione: due mondi che si attraggono, si studiano, si seducono, si combattono”.


 


Mercoledì 10 giugno alle ore 16.30, per il ciclo d’incontri Parlando d’opera, è in programma nel Foyer di Galleria “L’antico in scena: Giulio Cesare di Händel” a cura di Martino Ruggero Dondi. Si esibiranno il soprano Anna Vigori, il mezzosoprano Emma Alessi Innocenti e il contraltista Sebastiano Silvestri: con loro, al pianoforte, Martino Ruggero Dondi. In collaborazione con Il Foyer - Amici della Lirica di Firenze. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.


 


Gli spettacoli sono preceduti dalle guide all’ascolto. Sono tenute 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo nel Foyer della Sala Grande il 14 e 25 giugno da Maddalena Bonechi e il 19 e 21 giugno da Marco Cosci.


 Fabrizio Del Bimbo 


domenica 10 maggio 2026

Università di Firenze/ Laurea honoris causa a Ferruccio Ferragamo

 


 



Il titolo in Scienze e Tecnologie Agrariesarà consegnato martedì 12 maggio in Aula magna


 

L’Università di Firenze conferisce la laurea magistrale honoris causa in “Scienze e Tecnologie Agrarie” a Ferruccio Ferragamo.




Il titolo accademico sarà consegnato dalla rettrice dell’Ateneo Alessandra Petrucci durante una cerimonia, a invito, che si svolgerà martedì 12 maggio in Rettorato (Aula Magna, piazza San Marco, 4 – ore 11 – diretta videostreaming  su https://www.youtube.com/user/UNIFIRENZE ).


 


Il direttore del Dipartimento di Scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali Simone Orlandini e il presidente della Scuola di Agraria Riccardo Bozzi porgeranno un saluto, mentre la laudatio sarà tenuta da Gaio Cesare Pacini, presidente del Consiglio di corso di studio di Scienze e tecnologie agrarie. Seguirà l’intervento di Ferruccio Ferragamo.


Il riconoscimento verrà conferito all’imprenditore - si legge nella motivazione - “per il ruolo sinergico che la sua notorietà nel settore della moda e la sua passione per l’agricoltura stanno avendo nella promozione di percorsi virtuosi di sviluppo rurale”. “Il suo contributo per l’agricoltura – si legge ancora nella motivazione - trova la più evidente espressione nell’acquisto negli anni ’90 della tenuta Il Borro, nel restauro conservativo del borgo medievale e nella conversione dei suoi terreni ai metodi dell’agricoltura biologica”.



Ferruccio Ferragamo è stato Amministratore Delegato della Salvatore Ferragamo dal 1984 al 2006, Presidente Esecutivo della Salvatore Ferragamo dal 2006 al 2021, attualmente ricopre il ruolo di Consigliere della Ferragamo Finanziaria, Holding dellaFamiglia, di cui è stato Presidente dal 1996 al 2025, e Consigliere della Palazzo Feroni Finanziaria.


 


Oggi ricopre il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato de “Il Borro Toscana”, azienda vitivinicola, biologica e sostenibile, situata nel Valdarno in provincia di Arezzo. È Accademico corrispondente dell’Accademia dei Georgofili e nel 2020 è stato nominato Cavaliere del lavoro dal Presidente della Repubblica. 


Nicoletta Curradi

lunedì 6 aprile 2026

Patty Pravo in concerto a Firenze



Patty Pravo, al via da Firenze l’Opera Tour
 



Mercoledì 8 aprile 2026 – ore 20,45
PATTY PRAVO

Un concerto elegante per celebrare 60 anni di carriera, tra grandi successi e nuove emozioni. La protagonista non può essere che Patty Pravo, che a poche settimane dalla partecipazione al Festival diSanremo e dall’uscita del nuovo album, sale mercoledì 8 aprile sul palco del Teatro Verdi di Firenze per la data inaugurale dell’Opera Tour.

I biglietti (posti numerati da 28 a 57,50 euro) sono disponibili sul sito ufficiale del teatro teatroverdifirenze.it, su bitconcerti.it e ticketone.it, oltre che nei punti Box Office Toscana (boxofficetoscana.it/punti-vendita - tel. 055.210804).

Diva per antonomasia della canzone italiana di cui resta protagonista indiscussa, Patty Pravo ha seguito con ostinazione il suo intuito musicale, esplorando generi musicali diversi tra loro, in un’evoluzione canora ed estetica costante che le ha permesso di restare sulla cresta dell’onda da quasi sessant’anni. Artista sempre libera e all’avanguardia, con la sua voce possente e aliena ha stravolto i canoni relativi all’interpretazione femminile in Italia. La sua personalità inafferrabile, anticonformista e sfrontata, l’hanno resa un’icona.

Patty Pravo sarà accompagnata sul palco da Luca Proietti alle tastiere, Daniele Natrella alla batteria, Giuseppe Iodice e Alessandro Chimienti alle chitarre, Elisabetta Pasquale al basso e Cristiana Polegri al sax. In programma fino a fine estate, l’”Opera Tour” di Patty Pravo è prodotto e organizzato da Color Sound. Radio Monte Carlo è la Radio Ufficiale del tour.

Info concerto

Biglietti 
Primo settore 57,50 euro
Secondo settore 50 euro
Terzo settore 45 euro
Quarto settore 35 euro
Quinto settore 28 euro

Prevendite
Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it/punti-vendita (tel. 055 210804)
Ticket One www.ticketone.it (tel. 892 101)

Booking
Letizia Merulla letizia@colorsound.com


Fabrizio Del Bimbo 


venerdì 20 marzo 2026

Una “Topolino della Legalità”. Incontri nelle scuole e nelle piazze sul tema della lotta alle mafie

 


L’iniziativa promossa dal “Gomitolo - Associazione per la Legalità”





Il “Gomitolo - Associazione per la legalità” mette in moto la sua Topolino e riporta nelle scuole e nelle piazze la lotta alle mafie e il bisogno di legalità. Nel nostro paese c’è bisogno di sviluppare una cultura della legalità, del servizio pubblico, di lotta al bullismo, alla sopraffazione e alla corruzione, nonché di accoglienza di stranieri e migranti, al fine di strutturare una società più giusta. Le statistiche mostrano che questa azione è necessaria anche in Toscana: la rete delle mafie si espande, così come i loro interessi economici; il bullismo e le gang giovanili si diffondono; la regione è divenuta terra di sbarco di migranti e l’afflusso di minori stranieri non accompagnati (MSNA) è in crescita esponenziale, con la conseguente necessità di provvedere ad una decente accoglienza.

Il Gomitolo ha presentato presso i locali della Città metropolitana un nuovo progetto, chiamato “Topolino della Legalità”. Grazie al sostegno di Poste Italiane e di Generali Assicurazioni è stata acquistata una Topolino elettrica che verrà fatta girare per varie scuole e piazze di Firenze con il duplice scopo di distribuire libri sulla legalità e di organizzare incontri di sensibilizzazione sui temi dell’anti-mafia, dei valori costituzionali, della legalità, della parità di genere, della cittadinanza attiva e dell’integrazione europea. 



Le scuole coinvolte nell’iniziativa sono: Scuola Mameli Istituto Comprensivo Calamandrei, Scuola primaria Galliano Rossini Istituto Comprensivo Verdi, Istituto Alberghiero Aurelio Saffi, Istituto Tecnico Marco Polo.

Secondo il Gomitolo assume particolare valore l’azione di sensibilizzazione nei confronti dei giovani, perché sono le nuove generazioni che possono provocare quel cambio di rotta che appare così necessario per garantire un futuro di civiltà e rispetto internazionale al paese. 

Tra le iniziative in programma anche la collaborazione con la Fondazione Trame ETS, che a maggio presenterà con il Gomitolo a Firenze un’anteprima del Trame Festival 2026, previsto per giugno a Lamezia Terme, nonché un progetto di integrazione e accoglienza di minori stranieri non accompagnati.  

Il Gomitolo Perduto è nata più di dieci anni fa con lo scopo di promuovere i valori di legalità e civismo in Toscana e in tutto il paese. Negli anni è stato organizzato con cadenza annuale il Festival della Legalità a Firenze, allo scopo di diffondere tali valori. L’Associazione sta rilanciando la propria attività, estendendola a settori come l’accoglienza di migranti, in particolare minorenni. 

A fine 2024 i MSNA censiti in Italia ammontavano a 18.625. I dati rivelano che la stragrande maggioranza di questi minori è di genere maschile (88,4%) e si concentra nella fascia d'età prossima alla maggiore età, con il 77,8% dei minori che ha 16 o 17 anni. Le principali nazionalità di provenienza sono Egitto (20,4%), Ucraina (18,8%), Gambia (11,7%), Tunisia (9,6%) e Guinea (8,1%). A Firenze è presente una comunità variabile fra i 350 e i 450 MSNA all’interno dei percorsi ordinari di accoglienza.



Fabrizio Del Bimbo 

Nicoletta Currradi 


lunedì 2 marzo 2026

Giovanni Battista Lulli Le Carnaval - Mascarade, 1675 il 7 marzo al Teatro del Maggio


 



Sabato 7 marzo alle ore 20 il maestro Federico Maria Sardelli – alla guida dell’ Orchestra Modo Antiquo e del Coro de I Musici del Gran Principe – torna al Teatro del Maggio per l'esecuzione dell’ultima comédie-ballet di Giovanni Battista Lulli: “Le Carnaval - Mascarade, 1675”, eseguita in quest'occasione in forma di concerto.


Con il sostegno di Fondazione CR Firenze

In collaborazione con Modo Antiquo, Istituto Lulli, I Musici del Gran Principe 

.

Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino In collaborazione con Modo Antiquo, Istituto Lulli e I Musici del Gran Principe presenta uno straordinario appuntamento di musica: Le Carnaval, Mascarade Royale di Giovanni Battista Lulli, la rappresentazione in forma di concerto dell’ultima commedia-balletto del compositore francese. Lo spettacolo è in programma nella Sala Zubin Mehta il 7 marzo alle ore 20. Con le recentissime esecuzioni di Ferrara e Modena, si tratta di una proposta come novità mondiale assoluta in tempi moderni. 


Questa “mascarade” reale, rappresentata per la prima volta nel 1675 alla corte di Luigi XIV - il Re Sole - e al Palais-Royal, costituisce una rarissima gemma del repertorio barocco: dieci entrées indipendenti tra loro che, in quanto tali, durante l’esecuzione al Maggio verranno presentate ognuna al pubblico dal maestro Sardelli. Dieci entrées che celebrano in modo solenne ma pure divertente il Carnevale, attraverso un continuo gioco di metamorfosi e ripropongono alcuni dei maggiori successi delle comédies-ballets del medesimo periodo, da Le Bourgeois Gentilhomme a Monsieur de Pourceaugnac, in una forma di concerto che ne valorizza l’essenza musicale e teatrale e celebra la vitalità del barocco sempre capace di sorprendere e incantare.


Sul podio il maestro Federico Maria Sardelli, alla testa dell’Orchestra Modo Antiquo e del Coro de I Musici del Gran Principe. Lo spettacolo è presentato nell’edizione critica a cura di Bernardo Ticci (BTE2025) e adattata da Sardelli. Con Le Carnaval, Mascarade Royale, il Maggio e Federico Maria Sardelli proseguono l’impegno nella riscoperta di capolavori del passato, offrendo al pubblico fiorentino e internazionale un’occasione unica di ascolto e di esperienza teatrale nel segno della grande tradizione musicale europea. Il maestro Federico Maria Sardelli e il maestro Samuele Lastrucci – al suo fianco come assistente direttore e maestro del coro –  tornano così al Maggio dopo uno spettacolo dedicato proprio a Lulli: l’ultima esibizione è stata nell’aprile dello scorso anno per il Gran Gala Lulli, che ha visto protagonisti anche in quell’occasione l’Orchestra Modo Antiquo e il Coro de I Musici del Gran Principe.


Il cast vocale di  Le Carnaval, Mascarade Royale vede la partecipazione di eccellenze del repertorio vocale barocco: Valeria la Grotta è la Première dessus; Giuseppina Bridelli è la Deuxième dessus e Philippe Talbot è l’ Haute-contre. Il Taille è Cyril Auvity; Francesco Masilla e Samy Timin sono i Première basse e Alexandre Baldo è il Deuxième basse.


L’Istituto Lulli ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che anche per questa iniziativa rinnova il proprio determinante sostegno, proseguendo una collaborazione avviata con successo già lo scorso anno e confermando una sensibile attenzione ai progetti di ricerca e valorizzazione del patrimonio musicale. “È una grande felicità riportare a Firenze un Lulli inedito e appena riscoperto grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio”, dichiara Federico Maria Sardelli, sottolineando il valore di un intervento che rende possibile restituire alla Città una pagina significativa della sua storia culturale. “Il rinnovo di questo sostegno rappresenta per noi un riconoscimento importante”, aggiunge Samuele Lastrucci, “e testimonia la fiducia accordata al lavoro scientifico e artistico dell’Istituto Lulli”. Un ringraziamento particolare va alla dottoressa Barbara Tosti, Responsabile del Settore Arte, Attività e Beni Culturali della Fondazione, per l’attenzione e la competenza con cui segue e incoraggia progettualità volte alla diffusione e alla condivisione della cultura sul territorio.


 


Lo spettacolo


Il 17 ottobre 1675, l'opéra-balletto di Lulli intitolata Le Carnaval venne rappresentata a corte e poi al Palais-Royal. Scritto su testi di Molière, Isaac de Benseoirade e Philippe Quinault, essa era composta da nove voci, ciascuna delle quali riprendeva i maggiori successi delle opere precedenti: Le Bourgeois Gentilhomme, Les Noces de Village, Monsieur de Pourceaugnac e Le Ballet de Flore. Il libretto fu pubblicato lo stesso anno e descrive lo spettacolo “Appare Carnaval, vestito in modo da renderlo riconoscibile su un piccolo trono in fondo al teatro. È circondato dal suo consueto seguito, vestito con la sua livrea e composto da un gran numero di persone che cantano e suonano diversi tipi di strumenti. I violini che lo seguono cominciano a celebrare il suo ritorno e Lui stesso, con una storia che canta, eccita i festaioli che lo accompagnano, per liberare il più grande dei monarchi dalle sue gloriose fatiche”.




Edizione critica a cura di Bernardo Ticci – BTE2025


Direttore Federico Maria Sardelli 


Assistente direttore e Maestro del Coro Samuele Lastrucci 


 

Orchestra Modo Antiquo


Coro de I Musici del Gran Principe 


Première dessus Valeria la Grotta


Deuxième dessus Giuseppina Bridelli


Haute-contre Philippe Talbot


Taille Cyril Auvity


Première basse Francesco Masilla e Samy Timin


Deuxième basse Alexandre Baldo



Prezzi:


Settore D: 25€


Settore C: 35€


Settore B: 50€


Settore A: 70€ 

Durata:

1 ora e 30 minuti circa, senza intervallo


Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 


martedì 24 febbraio 2026

Arriva a Cango in prima nazionale il 28 febbraio e 1 marzo Where is everybody?

 



Arriva a Cango in prima nazionale il 28 febbraio e 1 marzo Where is everybody?, opera collettiva per sei intepreti che unisce due formazioni artistiche: ZOO fondata e diretta da Thomas Hauert e Platform K, una compagnia di danza inclusiva per danzatrici e danzatori con disabilità, che accompagna il loro passaggio al mondo professionale e investe anche nello sviluppo artistico più ampio di questi interpreti. 

Where is everybody? volge lo sguardo a coloro che vengono spesso relegati ai margini della società e della vita culturale dominante. La creazione non integra le persone con disabilità nelle convenzioni di una cultura coreografica plasmata da e per artiste e artisti normodotati, ma ribalta la prospettiva sperimentandone le estetiche e i contenuti che ne emergono.

28 febbraio h 19 - 1 marzo h 17 | Cango Cantieri Goldonetta


        
ZOO / Thomas Hauert & Platform K
Where is everybody?

idea, coreografia Thomas Hauert
ricerca, creazione Anna Dujardin, Thomas Hauert, Sarah Ludi, Anthony
Quintard, Oskar Stalpaert, Samantha van Wissen, Mat Voorter

interpretato da 3 danzatrici e danzatori di Platform K (Anna Dujardin,Anthony
Quintard, Oskar Stalpaert) & 3 danzatrici e danzatori di ZOO (Thomas Hauert,
Sarah Ludi, Samantha van Wissen, Mat Voorter)
costumi ZOO, collezione privata Mat Voorter design Bernhard Willhelm
scenografia Chevalier-Masson*
luci Bert Van Dijck
suono Bart Celis
produzione ZOO/Thomas Hauert & Platform K
coproduzione Charleroi danse, Centre Chorégraphique de la Fédération Wallonie-Bruxelles, Comédie de Genève, Kunstcentrum VIERNULVIER, STUK Arts Center, Théâtre Les Tanneurs e DC&J Création Residenze Charleroi danse, P.A.R.T.S, Rosas, Tictac Art Center con il supporto di Ein Kulturengagement des Lotterie-Fonds des Kantons Solothurn, Fédération Wallonie-Bruxelles – Service de la danse, Pro-Helvetia, Fondation suisse pour les arts, Stad Gent, Tax Shelter Belgian-Federal Government e Inver Tax Shelter, Vlaamse Overheid
et de LorraineZOO/Thomas

prima nazionale

Arriva a Cango il 28 febbraio e 1 marzo Where is everybody?, opera collettiva e inedita in Italia per sei intepreti che unisce due formazioni artistiche: ZOO fondata e diretta da Thomas Hauert e Platform K, una compagnia di danza inclusiva per danzatrici e danzatori con disabilità, che accompagna il loro passaggio al mondo professionale e investe anche nello sviluppo artistico più ampio di questi interpreti. 
Where is everybody? volge lo sguardo a coloro che vengono spesso relegati ai margini della società e della vita culturale dominante. La creazione non integra le persone con disabilità nelle convenzioni di una cultura coreografica plasmata da e per artiste e artisti normodotati, ma ribalta la prospettiva sperimentandone le estetiche e i contenuti che ne emergono.
Thomas Hauert fonda la sua compagnia ZOO a Bruxelles nel 1997. Cows in Space , il suo primo lavoro, è stato subito premiato al Rencontres de Seine-St-Denis/Bagnolet. Da allora, la compagnia ha creato e distribuito più di 20 opere. Oltre al suo lavoro per ZOO, Thomas è stato invitato a creare opere per il Balletto di Zurigo, il Toronto Dance Theatre, la Candoco Dance Company, il Ballet de Lorraine e la Dresden Frankfurt Dance Company, tra gli altri. Parallelamente al suo lavoro coreografico, Thomas Hauert ha sviluppato un metodo di insegnamento riconosciuto a livello internazionale basato sulla ricerca sul movimento condotta con tutti i membri di ZOO. Dal 2013 è direttore artistico del corso di laurea in danza contemporanea presso la Manufacture -Haute Ecole des Arts de la Scène di Losanna.

Platform K è una compagnia di danza inclusiva per danzatrici e danzatori con disabilità. Attraverso corsi tenuti da insegnanti esperti e diverse collaborazioni artistiche, Platform K accompagna il loro passaggio al mondo professionale. Oltre alla formazione nella danza, Platform K investe nello sviluppo artistico più ampio degli interpreti con disabilità. Platform K esamina il loro impatto sugli ambienti della danza contemporanea e le diverse forme che questa interazione può assumere.


Nicoletta Curradi



martedì 3 febbraio 2026

La democrazia del Corpo: la stagione 2026 al via il 7 febbraio

  

La presentazione alla stampa il 3 febbraio




Su apre la stagione di danza contemporanea, performance, residenze, incontri, workshop dal 7 febbraio al 21 giugno 2026


Centro di Produzione della Danza Cango Cantieri Goldonetta di

La democrazia del Corpo, rassegna di esperienze fondative sulla geografia emozionale dei gesti, in programma al Centro di Produzione della Danza Cango Cantieri Goldonetta di Firenze


La democrazia del corpo nell’edizione 2026 - parte I si fa progetto diffuso sulla città e sul territorio fiorentino dal 7 febbraio al 21 giugno. Un contesto di progetti, performance e spettacoli di artisti nazionali e internazionali tra i più interessanti della scena contemporanea, con momenti di riflessione, lezioni sul gesto, laboratori sul corpo e sulla danza, documentari, incontri ed esperienze partecipative rivolte a cittadine e cittadini programmati dal Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango/Firenze. 18 artisti, 19 titoli, 38 repliche, 5 prime assolute, 1 prima nazionale e non solo. Cango dà vita nel 2026 a due nuove compagnie e sostegno a un collettivo di giovani e giovanissimi che arricchiscono il programma e donano vitalità culturale e politica alla città che si riverbera nel panorama coreutico nazionale: VS1 compagnia che amplia l’orizzonte del Centro dando voce a giovani coreografi, danzatrici e danzatori, Atelier Fiume, collettivo di artiste under25 con sede a PIA Palazzina Indiano Arte. Infine, Damasco Corner, gruppo inclusivo composto da non vedenti, ipovedenti e vedenti. La democrazia del corpo 2026, con la direzione artistica di Virgilio Sieni e a cura del Centro Nazionale di Produzione della Danza CANGO/ Firenze, è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze e Regione Toscana. «Il brulicante sottobosco del pensiero selvaggio inscrive tutt’oggi geroglifici di azioni primordiali a tal punto da rappresentare non un’ancora di salvezza ma il tentativo umanissimo di rivolgersi alla consapevolezza. La democrazia del corpo 2026, rassegna di esperienze fondative sulla geografia emozionale dei gesti, di un calendario che non ha origine e ci vede abitanti di un mondo che non ci appartiene, richiama ad un atto di presenza col corpo, un atto di alleanza con le cose del gesto che ogni volta diviene spostamento verso l’altro. I conflitti e le tragedie – afferma Virgilio Sieni - scuotono l’umanità intorno e dentro di noi. L’atto simbolico incluso nelle danze qui presentate, si affaccia alle soglie dell’archeologia che nuovamente ci parla di come dal primo passo e dal modo di procedere, l’umanità possa ricevere la consapevolezza di una strada percorribile, come lo slittamento di un’immagine possa mutare le nostre posture». I luoghi de La Democrazia del corpo sono gli storici Cango Cantieri Goldonetta, PIA Palazzina Indiano Arte e Galleria Isolotto, simboli di un impegno di ampia presenza del Centro Nazionale di Produzione a Firenze a cui si aggiungono, per questa edizione, il Museo di San Marco, l’Ex Istituto per Ciechi e Ipovedenti Vittorio Emanuele II e alcune istituzioni artistiche della Città Metropolitana come Cenacolo degli Agostiniani ad Empoli, il BeGo/Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino, il Museo Civico e Diocesano di Fucecchio e la città di Marradi.


Apre la stagione il 7/8 febbraio il duo Panzetti / Ticconi con Ara! Ara! indagine sulla forza evocativa della bandiera che diviene una riflessione profonda sulla natura delle relazioni individuali e collettive. Dal 10 al 13 febbraio la Compagnia Virgilio Sieni è a Cango con Sulla leggerezza, una danza per otto interpreti che, tra slanci formalizzati, attraversamenti sfuggenti, imprendibili, diventano entità aeree, capaci di trasformare il peso in slancio poetico. Le coreografie di Michele Di Stefano con mk in Panoramic Banana - Album degli abitanti del Nuovo Mondo(21/22 febbraio), esplorano l’esotico in una danza caleidoscopica e pulsante che allude ad un possibile futuro dell'umanità tropicale per risignificare il richiamo alla nostra natura più selvatica. Thomas Hauert torna a Cango il 28 febbraio e 1 marzo in prima nazionale con Where is every body?,opera per sei interpreti che unisce due formazioni: ZOO di Hauert e Platform K, compagnia inclusiva per danzatori con disabilità. Dal 3 all’8 marzo, Virgilio Sieni è autore e interprete del suo nuovo assolo Ma a che serve la luce? da Le ceneri di Gramsci in un corpo a corpo tra parola e danza che plasma il gesto sulla poesia di Pasolini. Kinkaleri è in prima assoluta a Cango (13/14 marzo) con Some dances on dickfaces, un inno fuori dal tempo sullo sfondo de Il Giardino delle delizie di Bosch, un luogo condiviso dove guardare, essere guardati, danzare, vivere. L'avvenire di Silvia Rampelli (21/22 marzo) indaga la crisi dell’esistere, svelando in scena la pura presenza e il divenire che rivelalo splendore dell'inatteso. Daniele Ninarello presenta Rise(11/12 aprile), riflessione profonda sulla crisi che deriva dalla disconnessione tra individuo e collettività in cui il corpo si fa spazio condiviso, luogo di incontro e di risveglio. Il 16 e il 17 aprile in scena Suspended Chorus di e con Silvia Gribaudi che nasce dal desiderio di unione: un dialogo col pubblico che si fa coro, celebrando la forza vitale del potere collettivo. Dal 29 aprile al 30 aprile, ospitiamo a Cango installazione coreografica Premio Ubu 2024, Redrum del gruppo nanou, che in una dimensione e sogno e realtà diviene architettura percettiva. Il 4 e 5 maggio sempre a Cangola prima assoluta della neonata Compagnia VS1 con la coreografia di Jari Boldrini, Sulle montagne c’è libertà. L’ultima ospitalità ai Cantieri Goldonetta è prevista il 7 e 8 maggio con la coreografia di Julie Ann Anzilotti La terra non può fare a meno del cielo che esplora, tra danza e teatro, l’anelito all'elevazione spirituale dell’uomo. Dal 19 aprile all’11 giugno, PIA Palazzina Indiano Arte è sede di Fiume, progetto che trasforma il presidio culturale all'interno del Parco delle Cascine in un atelier permanente tra arte e natura. Il programma inaugura il 19 aprile con il collettivo under 25Atelier Fiume, che intreccia la visione della coreografa Vanessa Mattei Scarpaccini alle creazioni della fashion designer Virginia Sieni, nella performance Guardiane – Tra le cose e la mostra I contorni del mio caos di Virginia Sieni. Il programma di Pia prosegue il4 giugno con l’indagine poetica sulla persistenza nella performance in prima assoluta Appena sfumato di Claudia Catarzi e la mostra di Polaroid manipolate Passaggi a cura di Valentina Ferrari in dialogo con l’azione performativa.


L'11 giugno chiude il ciclo a PIA la performance Guscio di Andrea Palumbo per la compagnia VS1 che insieme all'entomologo Tommaso Lisa crea un dialogo tra danza e microcosmo animale affiancato dalla mostra Scart!, dove installazioni in origami nobilitano materiali di recupero in un'indagine sulla metamorfosi dello scarto. Tra residenze artistiche e una Piccola Officina Entomologica, il progetto rigenera il territorio attraverso il gesto, trasformando la periferia in un centro pulsante dove la fragilità diventa forza creativa. Un fiore all’occhiello de La Democrazia del Corpo è Il mondo salvato dai ragazzini-GIK Galleria Isolotto Kids (14 marzo - 6 maggio). Un percorso pionieristico dove i bambini e le bambine co-curano l'arte contemporanea, trasformando il quartiere Isolotto in un laboratorio culturale. Una geografia di mostre, visite, laboratori e brevi coreografie riflette sulla relazione tra arte, gesto e città per rispondere al bisogno di spazi culturali innovativi, rendendo i giovani protagonisti attivi nella creazione artistica. GIK mira a valorizzare la periferia come centro di ricerca e benessere, costruendo la città del futuro con le nuove generazioni attraverso quattro direttrici creative. Il 14 marzo inaugura la mostra permanente di artisti internazionali Siamo qui, dove i bambini e bambine elaborano opere inedite rivolte alla pluri sensorialità, affiancata dalla retrospettiva fotografica Isolotto 1955>60. GIK culmina il 6 maggio con i Cantieri Isolotto Kids — geografia di performance urbane dove le azioni coreografiche dei giovanissimi vengono restituite alla città —, l'inaugurazione della scultura Monument #1 di Gianluca Malgeri al Giardino delle Erbacce e l'apertura di CD / Le Cose Dimenticate, spazio dedicato alla memoria storica del quartiere. La stagione è arricchita da alcuni progetti specifici come Braille in collaborazione con UICI Toscana (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Toscana), Regione Toscana e Stamperia Braille in occasione dei 100 anni della Stamperia Braille(28 e 29 marzo) e da importanti esperienze partecipative in luoghi simbolici del territorio fiorentino rivolti a cittadine e cittadini guidati da Virgilio Sieni. Cinque sono i progetti nell’ambito di Officine del Gesto, che si configurano come una scuola diffusa d’innovazione culturale, sociale e ambientale, un progetto di partecipazione, arte e inclusione radicato nel territorio che trasforma la Città Metropolitana in un laboratorio vivente. Attraverso percorsi partecipativi ispirati a iconografie pittoriche e memorie locali, il progetto coinvolge cittadini, professionisti e persone fragili in una "geografia emozionale" tra musei e paesaggi. Il programma inaugura al Cenacolo degli Agostiniani a Empoli (10-11 marzo) con l’Atelier sul gesto Masolino; segue Cacciata al BeGo Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino (12-13 marzo)e Scheggia al Museo Civico e Diocesano di Fucecchio (9-11 aprile); al termine di ognuno dei tre percorsi va in scena la performance Rito della Compagnia Virgilio Sieni. Al Museo di San Marco a Firenze(14>19 aprile) è proposto il percorso Beato/Grande adagio popolare. Dal 15 al 21 giugno, infine, a Marradi il progetta rivolto alla cittadinanza L’Inizio, che esplora il gesto e la memoria collettiva intrecciando arte, cura e territorio. Attraverso tre percorsi partecipativi cittadine e cittadini rielaborano il vissuto locale tra lotte operaie e poesia campaniana. Il tre i percorsi: Marrone, che prevede una performance finale su memoria e resistenza (20 giugno), è ispirato ai Canti Orfici di Dino Campana e alle memorie delle lavoratrici e dei lavoratori; l’atelier La cosa in più (19 giugno)e Madri e figli, Padri e figli (16-21 giugno), oltre allo spettacolo della Compagnia Virgilio Sieni, Satiri.


CANGO |PIA Palazzina Indiano Arte |Galleria Isolotto e altri luoghi un progetto del Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango/Firenze con il sostegno di MIC, Fondazione CR Firenze, Regione Toscana, Comune di Firenze. CANGO Via Santa Maria 25, Firenze - email: biglietteriacango@gmail.com Biglietti da €15 a €5; Carnet 3 spettacoli €36 - 10 spettacoli €100 PIA Palazzina Indiano Arte -Galleria Isolotto -Officine del gesto: partecipazione gratuita su prenotazione - email: accademia@virgiliosieni.it www.virgiliosieni.com


Nicoletta Curradi

TuttaToscana

Dove, come, quando e perchè?
Mostre, eventi, folklore, avvenimenti, cultura, teatro...