giovedì 16 luglio 2026

Marino Marini No Heroes al Forte Belvedere

 



Marino Marini

No Heroes


A cura di Sergio Risaliti

Forte Belvedere, Firenze


Fino al 16 ottobre 2026


Il secondo atto del progetto Drama Four Acts: la mostra al Forte Belvedere si arricchisce con la mostra di Marino Marini "No Heroes"


Dal 16 luglio il progetto espositivo Drama: Four Acts si arricchisce di un nuovo capitolo con l'apertura al pubblico di No Heroes, la mostra dedicata a Marino Marini negli spazi del Forte Belvedere.


Promosso dal Comune di Firenze e realizzato dalla Fondazione Mus.e, con il coordinamento scientifico del Museo Novecento e con l’ideazione e la curatela di Sergio Risaliti, Drama: Four Acts ha inaugurato l'estate culturale di Belvedere Firenze attraverso un percorso che intreccia arte contemporanea, patrimonio storico e paesaggio. Il progetto si sviluppa nell'arco della stagione estiva come un dramma in quattro atti, mettendo in relazione artisti e linguaggi di epoche differenti.


"Con No Heroes il Forte Belvedere torna ad essere un luogo di ricerca, dialogo e sperimentazione, dove il patrimonio storico incontra i grandi protagonisti dell'arte moderna e contemporanea - ha detto Giovanni Bettarini, assessore alla cultura. - Il confronto tra l'opera di Marino Marini e quella di Paolo Canevari offre al pubblico un percorso di straordinaria intensità, capace di mettere in relazione epoche diverse attraverso temi universali come la fragilità dell'uomo, il conflitto, la memoria e la speranza. È questo il senso del progetto Drama: Four Acts: valorizzare uno dei luoghi simbolo della città attraverso una proposta culturale di alto livello, che invita cittadini e visitatori a vivere il Forte come uno spazio aperto al confronto, alla riflessione e alla scoperta. Ringrazio Sergio Risaliti, il Museo Novecento, la direzione cultura, la  Fondazione MUS.E e tutti coloro che hanno reso possibile un progetto che arricchisce ulteriormente l'offerta culturale dell'Estate Fiorentina" 


“L'accostamento con Paolo Canevari restituisce una lettura sorprendentemente attuale dell'opera di Marino Marini - afferma Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento. - Nell’allestimento prevale un disegno drammaturgico che esalta il contrasto e pure una inversione dei contenuti. I soggetti subiscono una torsione di senso, per cui la Bagnante diventa una donna in lutto, un donna ai piedi di un calvario, una figura prostrata davanti all’ineffabile e al dolore rinforzando il contrasto tra vitalità e pessimismo, tra ironia e nichilismo, tra energia creativa e forze distruttive, potere e innocenza. Se Canevari pone lo spettatore di fronte alle contraddizioni e alle violenze del presente attraverso materiali industriali trasformati in immagini perturbanti, Marini racconta la stessa fragilità dell'uomo attraverso la forza senza tempo della scultura e le figure archetipiche del Cavallo e cavaliere e quelle della Danzatrice o del Prigioniero. Il dialogo tra i due artisti supera così la distanza cronologica e mette in luce una continuità di interrogativi sul destino dell'essere umano, sul conflitto e sulla disumanizzazione, facendo della Fortezza di San Giorgio il luogo in cui passato e presente si incontrano”.


Dopo l'apertura, lo scorso 24 giugno, della mostra personale di Paolo Canevari, God Year, il secondo atto vede protagonista uno dei più grandi maestri della scultura del Novecento. Con No Heroes, una selezione di cinque sculture in bronzo di Marino Marini entra infatti in dialogo con le opere di Canevari, dando vita a un allestimento di forte intensità emotiva e concettuale.


Al primo piano della Palazzina, il confronto tra Marino Marini e Paolo Canevari affronta il tema della storia, esplorando l'essenza più profonda della condizione umana, dei conflitti e della crisi della civiltà umanistica. Le opere di Marino Marini, caratterizzate da una straordinaria forza espressiva e da una costante ricerca identitaria legata alla figura umana e ai suoi archetipi, si confrontano con il linguaggio contemporaneo di Paolo Canevari, che utilizza materiali industriali e di recupero per evocare tensioni storiche, sociali e politiche.


Fulcro della ricerca di Marino Marini è il celebre tema del cavallo e del cavaliere, affrontato dall'artista come metafora della condizione umana e del rapporto tra individuo, natura e storia. Se nelle opere degli anni Trenta le figure conservano un equilibrio monumentale e una misura classica, l'esperienza della Seconda guerra mondiale, quella dello sterminio e delle apocalissi nucleari, trasforma profondamente questo linguaggio. I corpi si irrigidiscono, le forme diventano spigolose, il cavallo si impenna fino a disarcionare il cavaliere come nella serie dei Miracoli. La perdita di equilibrio diventa così immagine della crisi dell'uomo moderno, travolto da una violenza che non riesce più a governare. Cavallo e cavaliere assolvono in fondo a una critica della nuova società tecnologica e industriale, oppressiva, disumanizzante, responsabile di conflitti sociali e distruzioni fratricide. Sentimenti e sensazioni del tragico della storia che Marino trasferisce nelle sue ultime e drammatiche sculture, quali i Gridi e i Miracoli, con le figure frante, distorte, urlanti e accasciate. Così scriveva l’artista a proposito dell’energia nucleare: “Gli uomini hanno scoperto qualcosa che è più grande di loro, qualcosa che non riescono più a dominare, che diventa pericoloso per l’umanità [...], l’artista avverte tutto ciò come e cento volte più degli altri […] quindi diventa tragico, assolutamente tragico. Ecco perché le mie sculture sono forme selezionate, architetture di un’enorme tragedia [...]. I cavalieri e il cavallo, nelle mie ultime opere, sono diventati strani fossili, simboli di un mondo scomparso, o piuttosto, di un mondo che io credo sia destinato a scomparire per sempre”. Esempio altissimo nella sua scarna modellazione è la figura del Prigioniero, in cui si ravvede l’umanità inerme, sconfitta, vittima sacrificale della storia e del male provocato dal progresso e dalle letali ambizioni del potere umano. 


In mostra sarà presentata anche una Bagnante, che nella sua postura accovacciata ricorda il celebre Adolescente di Michelangelo. Nella figura di Marino Marini, pare adesso prevalere un sentimento di introversa malinconia, di sconforto e avvilimento. Ultime delle cinque sculture più rappresentative del mondo di Marino Marini è la Danzatrice, collocata in una sala caratterizzata dalle sculture in copertone di Canevari.  Come il Funambolo,  anche la danzatrice è figura del circo, luogo di giochi acrobatici, coreografie mirabolanti, messe in scena sarcastiche, che tanto affascinarono Marino.  Se nella parabola artistica di Marino si assiste alla dissoluzione del mito dell’eroe, simbolo di un’umanità trionfante, virile, ma disillusa, dopo guerre fratricide e possibili apocalissi tecnologiche, ecco che le figure del saltimbanco e della danzatrice si impongono al tempo della disumanizzazione moderna come alternativa vitale e speranzosa. Sono figure di un'età primigenia dell’umanità in cui fantasia e creatività. gioco e ironia dominavano la scena dell’arte e del sacro, figure a cui l’artista si ricollega per contrastare ed esorcizzare il male che corrode ogni passato e futuro umanesimo. Così si esprimeva Marino a proposito della sua fascinazione per il circo e le sue figure: “Ho vissuto dietro il teatro, perché dietro di esso vi è, per la fantasia, un mondo formidabile: la forma si mescola con i colori, si mescola con il personaggio che si falsa; il falso diventa vero, il vero diventa falso; lì il mondo della fantasia si apre. È un mondo di giocolieri, dove non c’è più né maschio né femmina: colori e forme che cambiano, diventano piatte, diventano piene; tutto il mondo vissuto e immaginato sta dietro un fondale di teatro. Da questo mondo ho avuto una grande impressione ed è stata di una grande importanza per un certo periodo, quello dei giocolieri, delle danzatrici, posteriore al 1950”.  


Con la mostra No Heroes, Drama: Four Acts prosegue così il suo racconto, costruendo un percorso in cui il patrimonio storico del Forte Belvedere diventa teatro di un confronto serrato tra linguaggi artistici, memoria e presente. Il progetto culminerà a settembre con il terzo intervento espositivo, Oscuro Abbagliante, installazione site-specific dell'artista norvegese Per Barclay.


Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 17 giugno 2026

Ecco i protagonisti di Musart Festival Firenze: Luca Carboni, Elio e le Storie Tese e Vittorio Nocenzi

 



Dal 28 giugno al 26 luglio al Parco Mediceo di Pratolino (Firenze) torna il Musart Festival 11esima edizione 


Tutto pronto per i grandi concerti di Musart 2026, il festival fiorentino che dal 28 giugno al 26 luglio porterà, al Parco Mediceo di Pratolino, Luca Carboni, Ben Harper & The Innocent Criminals, Mannarino, Niccolò Fabi, Alfa, Elio e le Storie Tese, Coro e Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e Vittorio Nocenzi. 

A poco più di una settimana dall’inaugurazione, alcuni protagonisti hanno incontrato la stampa, nel meraviglioso complesso monumentale adagiato sulle colline di Firenze di proprietà della Città Metropolitana di Firenze che ospiterà il festival. Lo stesso parco dove i Medici organizzavano spettacoli per la loro corte, oggi inserito tra i siti patrimonio dell’Unesco.



“Questo tour è nato dopo un momento particolare della mia vita – ha dichiarato Luca Carboni. Per la prima volta il tour non segue l’uscita di un nuovo disco. Ho quindi potuto giocare su come raccontare questi quarant’anni di musica senza lacci. Insomma, questo è il mio mondo. Dopo i palasport è nata l’idea di portare lo spettacolo in luoghi magici come questo. La natura e la magia che emana il Parco di Pratolino mi dicono che c’è energia. Una canzone che si addice a questo contesto è sicuramente “Primavera”, un inno alla rinascita e alla voglia di vivere”.


“Siamo negli studi della Hukapan a ultimare le prove per il tour – ha spiegato Elio in collegamento dal quartier generale delle Storie Tese – ci sarebbe piaciuto moltissimo essere lì con voi ma non possiamo fare due cose contemporaneamente! E poi ci viene un dubbio – ha aggiunto Faso - come è possibile che un parco sia in un Pratolino? Non sarà un Pratolone?”.


“Suonerò alle 4,45 di domenica 26 luglio. Questo concerto all’alba mi intriga molto - ha aggiunto Vittorio Nocenzi, pianista e anima storica del Banco del Mutuo Soccorso – mentre spunta il sole poserò le mie mani sul pianoforte e sarà un onore. Reputo questo festival di gran qualità, il cartellone parla da sé”.


Musart Festival 2026 prenderà il via domenica 28 giugno sulle note di Ben Harper, affiancato dai suoi The Innocent Criminals: per scelta dello stesso artista il concerto inizierà alle 20,30 illuminato dal tramonto. Parole che graffiano e melodie che accendono l’anima: Mannarino sarà in concerto sabato 4 luglio al Parco Mediceo di Pratolino. Domenica 5 luglio il sole scenderà sulle note di Niccolò Fabi, protagonista di un concerto al tramonto (ore 20,15) che promette meraviglie. Sabato 11 luglio sarà la volta di Alfa, nell’ambito di un tour che lo vedrà ospite delle maggiori rassegne estive. E ancora, martedì 21 luglio l’attesissimo ritorno di Elio e le Storie Tese… “à la carte!”, con una scaletta scelta dagli stessi fan e diversa per ogni appuntamento, mentre venerdì 24 sarà la volta di Luca Carboni e del suo “Rio ari o live”, un live di musica, immagini e parole. Sabato 25 luglio il Parco di Pratolino aprirà alla grande classica con i “Carmina Burana” di Carl Orff, una delle più note pagine del Novecento eseguita da Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino diretti da Lorenzo Fratini, con voci soliste dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. Musart si chiuderà con il concerto all’alba di Vittorio Nocenzi domenica 26 luglio (ore 4,45) sempre al Parco Mediceo di Pratolino. Fondatore del Banco del Mutuo Soccorso, Nocenzi proporrà, in versione piano solo, brani dai propri album da solista e perle dal repertorio del Banco.


“Musart è uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’estate toscana – ha detto il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – e rappresenta un esempio riuscito di come la musica possa valorizzare luoghi straordinari del nostro patrimonio storico e paesaggistico. Il Parco Mediceo di Pratolino, patrimonio mondiale UNESCO, torna a essere un grande palcoscenico a cielo aperto, capace di accogliere artisti di livello internazionale e migliaia di spettatori. La Toscana sostiene con convinzione manifestazioni come questa, che uniscono qualità artistica, promozione del territorio e attrattività turistica, contribuendo a rafforzare l’identità culturale della nostra regione».


"Musart Festival conferma la propria capacità di proporre un cartellone ricco, trasversale e di grande qualità – ha aggiunto Cristina Manetti, Assessora alla Cultura della Regione Toscana - capace di coinvolgere pubblici diversi e generazioni differenti. Dai grandi protagonisti della musica italiana e internazionale alla musica colta, fino ai concerti al tramonto e all’alba, il festival offre un’esperienza culturale unica, immersa nella bellezza di uno dei luoghi più suggestivi della Toscana. È proprio questo dialogo tra arte, paesaggio e patrimonio a rendere Musart una manifestazione preziosa, che contribuisce a diffondere cultura e a valorizzare il territorio attraverso linguaggi accessibili e coinvolgenti".


“Il Musart Festival rappresenta un appuntamento irrinunciabile dell'estate metropolitana – ha dichiarato Sara Funaro, Sindaca della Città Metropolitana di Firenze - un'occasione in cui spettacolo, paesaggio e cultura si incontrano nella straordinaria armonia tra musica, architettura e natura che trova nel Parco di Pratolino una delle sue espressioni più suggestive. Il calendario dei concerti anche in questa edizione è ricco e qualificato, con una proposta musicale differenziata che esplora e offre un ampio ventaglio di generi e di tempi, con maestri nel nostro presente e del passato più recente.  Sul palco si alterneranno artisti di grande prestigio e personalità molto diverse tra loro, da Mannarino a Ben Harper, da Elio e le Storie Tese a Niccolò Fabi, da Luca Carboni ad Alfa, offrendo al pubblico un percorso musicale ampio e coinvolgente, capace di parlare a generazioni e gusti differenti. L'interpretazione dei Carmina Burana ci porta nell'antichità più suggestiva e solenne. Dunque, un'occasione di ascolto, di concentrazione e di visione da cogliere senza incertezze. L’invito a tutti è quindi quello di vivere uno dei luoghi più straordinari del nostro territorio attraverso la musica”.


"Cultura diffusa, eccellenti artisti e valorizzazione del territorio: il Musart Festival 2026 a Pratolino è modello della nostra visione metropolitana delle arti – ha aggiunto Claudia Sereni, consigliera della Città Metropolitana delegata alla Cultura. Confermiamo l'obiettivo di una cultura che si muove, incontra le comunità e valorizza il patrimonio paesaggistico e storico, facendo conoscere a un pubblico più vasto anche il nostro Parco Mediceo di Pratolino".


“Musart è diventato, anno dopo anno, un appuntamento che sentiamo sempre più nostro – ha spiegato la Sindaca di Vaglia Silvia Catani. Aver portato la grande musica dal centro fiorentino nel cuore del Parco di Pratolino significa valorizzare un luogo straordinario e condividerlo con chi ama la cultura e la bellezza del nostro territorio. È un piacere e un orgoglio in qualità di Sindaca del Comune di Vaglia, accogliere ancora una volta nel nostro Comune un evento che unisce emozione, arte e natura, con un programma che ancor più in questa sua terza edizione nel Parco, lascia spazio a nomi internazionali e artisti italiani, trasversali a più generazioni".


“Fondazione CR Firenze sostiene il Festival Musart fin dalla sua prima edizione, nel 2018 – ha detto Maria Oliva Scaramuzzi, vicepresidente della Fondazione CR Firenze-. Nel Festival la Fondazione riconosce un’idea di cultura che sentiamo profondamente nostra: una cultura di qualità che diventa strumento capace di dialogare con il territorio, valorizzare il patrimonio e coinvolgere pubblici diversi attraverso linguaggi accessibili e contemporanei. L’edizione 2026 conferma questa vocazione con un programma che attraversa generi, sensibilità e generazioni differenti, portando a Firenze proposte di alto profilo artistico in grado di unire grande musica e partecipazione. Non è un caso che tutto questo accada al Parco Mediceo di Pratolino: un luogo che, fin dalla sua origine, è stato pensato come spazio di spettacolo e meraviglia e che oggi torna a vivere attraverso un’esperienza culturale aperta e condivisa. Sostenere Musart significa per la Fondazione esercitare una forma di mecenatismo contemporaneo e di responsabilità verso il territorio: contribuire a rendere la cultura un’esperienza sempre più diffusa, accessibile e capace di generare valore per la comunità”.


Giunto all’undicesima edizione, Musart Festival è prodotto da associazione Musart con il sostegno di Fondazione CR Firenze. Con il contributo di Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Unione Montana dei Comuni del Mugello, Comune di Vaglia. In collaborazione con Toscana Promozione Turistica e at – autolinee toscane.  Con il sostegno di ChiantiBanca, UnicoopFirenze, Publiacqua, Sammontana, Vignaioli del Morellino di Scansano, Findomestic, Prinz. Un particolare ringraziamento alle Autorità e alle associazioni di volontariato che collaborano alla realizzazione del festival. La direzione artistica è a cura di Stefano Senardi.


PREVENDITE e INFORMAZIONI - I biglietti – compresi quelli per persone con disabilità - sono disponibili sul sito ufficiale www.musartfestival.it, su www.ticketone.it e nei punti Boxoffice Toscana www.boxofficetoscana.it/punti-vendita. Informazioni e programma completo su www.musartfestival.it.


COME RAGGIUNGERE IL PARCO – Adagiato sulle colline di Firenze, il Parco Mediceo di Pratolino si trova a Vaglia, a pochi chilometri dal centro di Firenze. Le strade che lo collegano alla città sono via Bolognese e via Faentina. Chi arriva da nord, cioè dal Mugello e dall’uscita A1 Barberino di Mugello (consigliata per chi utilizza l’autostrada) deve percorrere via Bolognese in direzione Firenze. All’interno del Parco e nelle aree adiacenti saranno allestiti parcheggi temporanei (dalle 17,30), collegati al Parco con navette di Autolinee Toscane. Si possono acquistare i posti auto e moto su www.ticketone.it. Golf-car collegheranno gli ingressi del Parco alle aree concerti. Per raggiungere Pratolino in bus si raccomanda l’utilizzo della linea 25 di Autolinee Toscane: indipendentemente dagli orari prestabiliti, l’ultima partenza dal capolinea di Pratolino in direzione Firenze avverrà sempre al termine degli spettacoli. Dettagli disponibili sul sito ufficiale www.musartfestival.it.


VISITE AL PARCO DI PRATOLINO e CONCERTI AL TRAMONTO - Prima degli spettacoli si potranno visitare, seguendo un percorso studiato e coordinato da guide turistiche, gli angoli più suggestivi del parco, a partire dal Colosso dell’Appennino, l’opera del Giambologna per la quale il Parco è conosciuto. Al tramonto in programma anche concerti con giovani formazioni di classica e non solo: in scena allievi e insegnanti della Scuola di Musica di Fiesole e del progetto “Crescendo Musica Toscana” diretto da Luca Marino.



Programma Musart Festival 2026



Domenica 28 giugno 2026 - ore 20,30 – Parco Mediceo di Pratolino

BEN HARPER & THE INNOCENT CRIMINALS 

Opening: Andrea Carrato

Posto unico


Sabato 4 luglio 2026 - ore 21 – Parco Mediceo di Pratolino

MANNARINO

Posto unico


Domenica 5 luglio 2026 - ore 20,15 – Parco Mediceo di Pratolino 

Concerto al tramonto

NICCOLÒ FABI

Posto unico


Sabato 11 luglio 2026 - ore 21,15 – Parco Mediceo di Pratolino

ALFA

Posto unico


Martedì 21 luglio 2026 - ore 21,15 – Parco Mediceo di Pratolino 

ELIO E LE STORIE TESE 

Posti numerati


Venerdì 24 luglio 2026 - ore 21,15 – Parco Mediceo di Pratolino 

LUCA CARBONI

Posti numerati


Sabato 25 luglio 2026 - ore 21,15 – Parco Mediceo di Pratolino

ORCHESTRA E CORO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO

Carmina Burana

Posti numerati


Domenica 26 luglio ore 4,45 – Parco Mediceo di Pratolino – Prato delle emozioni

Concerto all’alba

VITTORIO NOCENZI PIANO SOLO

Posto unico con seduta


Info Musart Festival Firenze 2026

Dal 28 giugno al 26 luglio al Parco Mediceo di Pratolino - via Fiorentina, 282 - Firenze

www.musartfestival.it 


Prevendite

Sul sito ufficiale www.musartfestival.it, su www.ticketone.it e nei punti Boxoffice Toscana www.boxofficetoscana.it/punti-vendita


Sconti e riduzioni

I bambini di età inferiore a 4 anni entrano gratuitamente, accompagnati da un adulto, in numero di un/a bambino/a per ogni adulto, ma non hanno diritto ad occupare un posto a sedere.


Persone con disabilità

Alle persone con invalidità oltre il 75 per cento si raccomanda l’acquisto di un biglietto specifico. Potranno accedere con un accompagnatore, a cui è concesso l’ingresso gratuito. I biglietti sono disponibili sul sito https://www.ticketone.it/artist/musart-festival/?affiliate=P3T e nei punti Boxoffice Toscana www.boxofficetoscana.it/punti-vendita.


Fabrizio Del Bimbo 

Nicoletta Curradi

lunedì 8 giugno 2026

Giulio Cesare in Egitto di Haendel chiude l' 88º Festival del Maggio Musicale Fiorentino


88º Festival del Maggio Musicale Fiorentino


Georg Friedrich Händel “Giulio Cesare in Egitto” è l'ultimo appuntamento operistico nella programmazione dell’88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino 




Il Festival si chiude con uno dei grandi capolavori del teatro musicale barocco: dal 14 al 25 giugno, nella Sala Grande del Teatro, va in scena il "Giulio Cesare in Egitto" di Georg Friedrich Händel, mai rappresentato a Firenze.


Sul podio, alla guida dell'Orchestra e del Coro del Maggio Musicale Fiorentino, il maestro Gianluca Capuano; la regia è di Davide Livermore.


Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.


Allestimento dell’Opéra di Monte-Carlo


Manifesto © Gianluigi Toccafondo


La recita del 25 giugno verrà diffusa in diretta da Rai Radio 3


  Giunge al termine la programmazione lirica nell’ambito dell’88esimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino: nella Sala Grande del Teatro va in scena una delle più celebri opere di Georg Friedrich Händel, Giulio Cesare in Egitto, mai rappresentata a Firenze.


 


Sono quattro recite complessive in cartellone: il 14 giugno alle ore 17; il 19 giugno alle ore 19; il 21 giugno alle ore 15:30 e il 25 giugno alle ore 19.


 


Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Maggio il maestro Gianluca Capuano, la regia dello spettacolo è firmata da Davide Livermore. Il maestro del coro del Maggio è Lorenzo Fratini.


 


Le scene dell’opera sono curate da Giò Forma, i costumi da Mariana Fracasso, le luci da Antonio Castro e i video da D-Wok.


 


Protagonista come personaggio del titolo è Raffaele Pe; accanto a lui Mariangela Sicilia che veste i panni di Cleopatra, Fleur Barron è Cornelia, Nicolò Balducci interpreta Sesto Pompeo, Filippo Mineccia è Tolomeo e Valerio Morelli è Achilla. Completano il cast Davide Sodini nella parte di Curio e Janetka Hoşco in quella di Nireno. 


 


Capolavoro del repertorio barocco, il Giulio Cesare in Egitto debuttò al King’s Theatre di Londra il 20 febbraio 1724. Al tempo Händel era il compositore più stimato in terra inglese nonché direttore della Royal Academy of Music che, dal 1719, promuoveva con successo l’opera italiana a Londra. Giulio Cesare, dramma musicale in tre atti su libretto di Nicola Francesco Haym, fu accolto da un grande trionfo seguito da tredici repliche con il teatro completamente esaurito. L’opera si basa sull'episodio storico della campagna in Egitto ingaggiata da Cesare per inseguire il nemico Pompeo dopo la battaglia di Farsalo. In Egitto Cesare incontrerà il re Tolomeo, scaltro e ingannevole, e la conturbante Cleopatra, che cercherà di sedurlo a proprio vantaggio salvo poi innamorarsi di lui veramente. L’opera rappresentava un campionario perfetto di meraviglie barocche: un cast vocale di prim’ordine, che annoverava nel ruolo del protagonista il famoso castrato Senesino e in quello di Cleopatra il soprano Francesca Cuzzoni, una messinscena fastosa e spettacolare, una musica raffinata e di pregevole fattura. Nella continua scansione di recitativi e arie, tipica dell’opera settecentesca, Giulio Cesare racchiude alcune tra le pagine più apprezzate del compositore come il recitativo accompagnato “Alma del gran Pompeo”, intonato dal protagonista davanti all’urna del nemico Pompeo assassinato.


 


Parlando del cuore musicale e narrativo dell’opera, il maestro Gianluca Capuano - che torna al Maggio dopo le recite di un’altra grande opera di Händel, ossia l’Alcina, andata in scena nell’ottobre del 2022 – ha evidenziato di come gli affetti siano cruciali all’interno di quest’opera; affetti che trovano una precisa espressione nella musica: “Fin dall’inizio l’impatto della musica è straordinariamente potente, quasi uno schiaffo al pubblico. L’opera si apre con un impeto travolgente: all’ouverture segue un grande coro celebrativo che esalta il trionfo di Cesare, ma l’atmosfera cambia immediatamente con la comparsa della testa dell’assassinato Pompeo, trasformando l’esaltazione in desiderio di vendetta e furia. Questa brutalità riaffiora più volte nel corso dell’opera, per esempio quando Cesare riceve una minaccia di morte. La musica lo costringe simbolicamente alla fuga: restare significherebbe andare incontro alla morte. Anche la scelta delle tonalità contribuisce a definire i personaggi. L’aria d’ingresso di Cesare è in re maggiore, tonalità eroica e luminosa che, secondo la teoria degli affetti, rappresenta la vittoria, la forza e la fiducia in sé stessi. Cornelia, al contrario, è tratteggiata da Händel con accenti profondamente malinconici. Dico sempre che Händel è stato lo Shakespeare della musica. La sua musica possiede la stessa forza narrativa e drammatica dei testi del grande poeta inglese; inoltre, la profondità psicologica con cui costruisce i suoi personaggi non ha nulla da invidiare all’arte letteraria del Bardo. Attraverso la musica, Händel riesce a rendere i conflitti interiori, le passioni e le contraddizioni dei suoi protagonisti con una straordinaria intensità teatrale”.


 


Nella visione di Davide Livermore, l'azione viene trasportata negli anni ‘30 del XIX secolo e s’ispira dichiaratamente all'immaginario dei grandi romanzi d'avventura e mistero ambientati in Egitto. Il centro della vicenda è un lussuoso piroscafo che solca il Nilo – significativamente ribattezzato "Tolomeo" – sul quale si intrecciano giochi di potere, seduzioni, tradimenti e colpi di scena. La messinscena coniuga eleganza visiva e attenzione alla dimensione psicologica dei personaggi. Accanto alla tensione drammatica trovano spazio pennellate ‘ironiche’ e di vero divertimento teatrale: alcune delle arie più celebri diventano numeri da cabaret, inseriti con naturalezza all'interno della narrazione e capaci di mettere in luce le sfumature emotive dei protagonisti. 


 


Ne emerge uno spettacolo ricco di invenzioni sceniche, nel quale il fascino dell'opera barocca dialoga con il linguaggio del cinema e del teatro contemporaneo: “Il mito di Cleopatra e Cesare: da millenni questa storia continua ad affascinarci. L’umanità vi ritorna di continuo, la racconta, la trasforma, la veste con abiti diversi secondo le epoche. Händel, nel Giulio Cesare in Egitto, non la affronta come uno storico, ma come un grandissimo uomo di teatro” afferma Livermore parlando della sua visione dello spettacolo “Il mito diventa una macchina perfetta di apparizioni, equivoci, seduzioni, colpi di scena e fragilità umanissime. I personaggi sono complessi, sfaccettati e pieni di contraddizioni. Il Cesare di Händel possiede molte sfumature. È sovrano, condottiero, tiranno, amante, amico. Cleopatra non è da meno: seduce, calcola, inventa, manipola, ma sa anche esporsi e rischiare. Entrambi conoscono perfettamente l’arte della rappresentazione del potere. Nella mia regia tutto questo si sviluppa come un thriller degli anni Venti sulle rive del Nilo. C’è il sole, c’è l’acqua, c’è il lusso, ci sono gli abiti chiari, le terrazze, le ombre lunghe, i sorrisi troppo cortesi. Ma sotto questa superficie brillante scorre il sangue. L’immaginario è vicino a quello di Assassinio sul Nilo di Agatha Christie: un microcosmo raffinato, apparentemente civilissimo, in cui tutti osservano tutti, tutti mentono un poco e quasi nessuno è innocente. La domanda centrale diventa: chi ha ucciso Pompeo? O meglio: chi voleva davvero la sua morte? Come in un romanzo di Agatha Christie, molte mani avrebbero potuto contribuire al delitto. La responsabilità non appartiene mai a una sola persona. È distribuita, elegante, diplomatica, quasi mondana. E nel cammino verso la verità un altro personaggio, Achilla, muore realmente in scena, come se la morte iniziale ne generasse inevitabilmente un’altra. La storia d’amore tra Cleopatra e Cesare avvolge questa vicenda interna come una grande campana di vetro. Il loro fragile equilibrio diventa il punto di riferimento di tutti gli altri personaggi. Il conflitto tra Roma ed Egitto si riflette nella loro relazione: due mondi che si attraggono, si studiano, si seducono, si combattono”.


 


Mercoledì 10 giugno alle ore 16.30, per il ciclo d’incontri Parlando d’opera, è in programma nel Foyer di Galleria “L’antico in scena: Giulio Cesare di Händel” a cura di Martino Ruggero Dondi. Si esibiranno il soprano Anna Vigori, il mezzosoprano Emma Alessi Innocenti e il contraltista Sebastiano Silvestri: con loro, al pianoforte, Martino Ruggero Dondi. In collaborazione con Il Foyer - Amici della Lirica di Firenze. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.


 


Gli spettacoli sono preceduti dalle guide all’ascolto. Sono tenute 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo nel Foyer della Sala Grande il 14 e 25 giugno da Maddalena Bonechi e il 19 e 21 giugno da Marco Cosci.


 Fabrizio Del Bimbo 


domenica 10 maggio 2026

Università di Firenze/ Laurea honoris causa a Ferruccio Ferragamo

 


 



Il titolo in Scienze e Tecnologie Agrariesarà consegnato martedì 12 maggio in Aula magna


 

L’Università di Firenze conferisce la laurea magistrale honoris causa in “Scienze e Tecnologie Agrarie” a Ferruccio Ferragamo.




Il titolo accademico sarà consegnato dalla rettrice dell’Ateneo Alessandra Petrucci durante una cerimonia, a invito, che si svolgerà martedì 12 maggio in Rettorato (Aula Magna, piazza San Marco, 4 – ore 11 – diretta videostreaming  su https://www.youtube.com/user/UNIFIRENZE ).


 


Il direttore del Dipartimento di Scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali Simone Orlandini e il presidente della Scuola di Agraria Riccardo Bozzi porgeranno un saluto, mentre la laudatio sarà tenuta da Gaio Cesare Pacini, presidente del Consiglio di corso di studio di Scienze e tecnologie agrarie. Seguirà l’intervento di Ferruccio Ferragamo.


Il riconoscimento verrà conferito all’imprenditore - si legge nella motivazione - “per il ruolo sinergico che la sua notorietà nel settore della moda e la sua passione per l’agricoltura stanno avendo nella promozione di percorsi virtuosi di sviluppo rurale”. “Il suo contributo per l’agricoltura – si legge ancora nella motivazione - trova la più evidente espressione nell’acquisto negli anni ’90 della tenuta Il Borro, nel restauro conservativo del borgo medievale e nella conversione dei suoi terreni ai metodi dell’agricoltura biologica”.



Ferruccio Ferragamo è stato Amministratore Delegato della Salvatore Ferragamo dal 1984 al 2006, Presidente Esecutivo della Salvatore Ferragamo dal 2006 al 2021, attualmente ricopre il ruolo di Consigliere della Ferragamo Finanziaria, Holding dellaFamiglia, di cui è stato Presidente dal 1996 al 2025, e Consigliere della Palazzo Feroni Finanziaria.


 


Oggi ricopre il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato de “Il Borro Toscana”, azienda vitivinicola, biologica e sostenibile, situata nel Valdarno in provincia di Arezzo. È Accademico corrispondente dell’Accademia dei Georgofili e nel 2020 è stato nominato Cavaliere del lavoro dal Presidente della Repubblica. 


Nicoletta Curradi

lunedì 6 aprile 2026

Patty Pravo in concerto a Firenze



Patty Pravo, al via da Firenze l’Opera Tour
 



Mercoledì 8 aprile 2026 – ore 20,45
PATTY PRAVO

Un concerto elegante per celebrare 60 anni di carriera, tra grandi successi e nuove emozioni. La protagonista non può essere che Patty Pravo, che a poche settimane dalla partecipazione al Festival diSanremo e dall’uscita del nuovo album, sale mercoledì 8 aprile sul palco del Teatro Verdi di Firenze per la data inaugurale dell’Opera Tour.

I biglietti (posti numerati da 28 a 57,50 euro) sono disponibili sul sito ufficiale del teatro teatroverdifirenze.it, su bitconcerti.it e ticketone.it, oltre che nei punti Box Office Toscana (boxofficetoscana.it/punti-vendita - tel. 055.210804).

Diva per antonomasia della canzone italiana di cui resta protagonista indiscussa, Patty Pravo ha seguito con ostinazione il suo intuito musicale, esplorando generi musicali diversi tra loro, in un’evoluzione canora ed estetica costante che le ha permesso di restare sulla cresta dell’onda da quasi sessant’anni. Artista sempre libera e all’avanguardia, con la sua voce possente e aliena ha stravolto i canoni relativi all’interpretazione femminile in Italia. La sua personalità inafferrabile, anticonformista e sfrontata, l’hanno resa un’icona.

Patty Pravo sarà accompagnata sul palco da Luca Proietti alle tastiere, Daniele Natrella alla batteria, Giuseppe Iodice e Alessandro Chimienti alle chitarre, Elisabetta Pasquale al basso e Cristiana Polegri al sax. In programma fino a fine estate, l’”Opera Tour” di Patty Pravo è prodotto e organizzato da Color Sound. Radio Monte Carlo è la Radio Ufficiale del tour.

Info concerto

Biglietti 
Primo settore 57,50 euro
Secondo settore 50 euro
Terzo settore 45 euro
Quarto settore 35 euro
Quinto settore 28 euro

Prevendite
Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it/punti-vendita (tel. 055 210804)
Ticket One www.ticketone.it (tel. 892 101)

Booking
Letizia Merulla letizia@colorsound.com


Fabrizio Del Bimbo 


venerdì 20 marzo 2026

Una “Topolino della Legalità”. Incontri nelle scuole e nelle piazze sul tema della lotta alle mafie

 


L’iniziativa promossa dal “Gomitolo - Associazione per la Legalità”





Il “Gomitolo - Associazione per la legalità” mette in moto la sua Topolino e riporta nelle scuole e nelle piazze la lotta alle mafie e il bisogno di legalità. Nel nostro paese c’è bisogno di sviluppare una cultura della legalità, del servizio pubblico, di lotta al bullismo, alla sopraffazione e alla corruzione, nonché di accoglienza di stranieri e migranti, al fine di strutturare una società più giusta. Le statistiche mostrano che questa azione è necessaria anche in Toscana: la rete delle mafie si espande, così come i loro interessi economici; il bullismo e le gang giovanili si diffondono; la regione è divenuta terra di sbarco di migranti e l’afflusso di minori stranieri non accompagnati (MSNA) è in crescita esponenziale, con la conseguente necessità di provvedere ad una decente accoglienza.

Il Gomitolo ha presentato presso i locali della Città metropolitana un nuovo progetto, chiamato “Topolino della Legalità”. Grazie al sostegno di Poste Italiane e di Generali Assicurazioni è stata acquistata una Topolino elettrica che verrà fatta girare per varie scuole e piazze di Firenze con il duplice scopo di distribuire libri sulla legalità e di organizzare incontri di sensibilizzazione sui temi dell’anti-mafia, dei valori costituzionali, della legalità, della parità di genere, della cittadinanza attiva e dell’integrazione europea. 



Le scuole coinvolte nell’iniziativa sono: Scuola Mameli Istituto Comprensivo Calamandrei, Scuola primaria Galliano Rossini Istituto Comprensivo Verdi, Istituto Alberghiero Aurelio Saffi, Istituto Tecnico Marco Polo.

Secondo il Gomitolo assume particolare valore l’azione di sensibilizzazione nei confronti dei giovani, perché sono le nuove generazioni che possono provocare quel cambio di rotta che appare così necessario per garantire un futuro di civiltà e rispetto internazionale al paese. 

Tra le iniziative in programma anche la collaborazione con la Fondazione Trame ETS, che a maggio presenterà con il Gomitolo a Firenze un’anteprima del Trame Festival 2026, previsto per giugno a Lamezia Terme, nonché un progetto di integrazione e accoglienza di minori stranieri non accompagnati.  

Il Gomitolo Perduto è nata più di dieci anni fa con lo scopo di promuovere i valori di legalità e civismo in Toscana e in tutto il paese. Negli anni è stato organizzato con cadenza annuale il Festival della Legalità a Firenze, allo scopo di diffondere tali valori. L’Associazione sta rilanciando la propria attività, estendendola a settori come l’accoglienza di migranti, in particolare minorenni. 

A fine 2024 i MSNA censiti in Italia ammontavano a 18.625. I dati rivelano che la stragrande maggioranza di questi minori è di genere maschile (88,4%) e si concentra nella fascia d'età prossima alla maggiore età, con il 77,8% dei minori che ha 16 o 17 anni. Le principali nazionalità di provenienza sono Egitto (20,4%), Ucraina (18,8%), Gambia (11,7%), Tunisia (9,6%) e Guinea (8,1%). A Firenze è presente una comunità variabile fra i 350 e i 450 MSNA all’interno dei percorsi ordinari di accoglienza.



Fabrizio Del Bimbo 

Nicoletta Currradi 


lunedì 2 marzo 2026

Giovanni Battista Lulli Le Carnaval - Mascarade, 1675 il 7 marzo al Teatro del Maggio


 



Sabato 7 marzo alle ore 20 il maestro Federico Maria Sardelli – alla guida dell’ Orchestra Modo Antiquo e del Coro de I Musici del Gran Principe – torna al Teatro del Maggio per l'esecuzione dell’ultima comédie-ballet di Giovanni Battista Lulli: “Le Carnaval - Mascarade, 1675”, eseguita in quest'occasione in forma di concerto.


Con il sostegno di Fondazione CR Firenze

In collaborazione con Modo Antiquo, Istituto Lulli, I Musici del Gran Principe 

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Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino In collaborazione con Modo Antiquo, Istituto Lulli e I Musici del Gran Principe presenta uno straordinario appuntamento di musica: Le Carnaval, Mascarade Royale di Giovanni Battista Lulli, la rappresentazione in forma di concerto dell’ultima commedia-balletto del compositore francese. Lo spettacolo è in programma nella Sala Zubin Mehta il 7 marzo alle ore 20. Con le recentissime esecuzioni di Ferrara e Modena, si tratta di una proposta come novità mondiale assoluta in tempi moderni. 


Questa “mascarade” reale, rappresentata per la prima volta nel 1675 alla corte di Luigi XIV - il Re Sole - e al Palais-Royal, costituisce una rarissima gemma del repertorio barocco: dieci entrées indipendenti tra loro che, in quanto tali, durante l’esecuzione al Maggio verranno presentate ognuna al pubblico dal maestro Sardelli. Dieci entrées che celebrano in modo solenne ma pure divertente il Carnevale, attraverso un continuo gioco di metamorfosi e ripropongono alcuni dei maggiori successi delle comédies-ballets del medesimo periodo, da Le Bourgeois Gentilhomme a Monsieur de Pourceaugnac, in una forma di concerto che ne valorizza l’essenza musicale e teatrale e celebra la vitalità del barocco sempre capace di sorprendere e incantare.


Sul podio il maestro Federico Maria Sardelli, alla testa dell’Orchestra Modo Antiquo e del Coro de I Musici del Gran Principe. Lo spettacolo è presentato nell’edizione critica a cura di Bernardo Ticci (BTE2025) e adattata da Sardelli. Con Le Carnaval, Mascarade Royale, il Maggio e Federico Maria Sardelli proseguono l’impegno nella riscoperta di capolavori del passato, offrendo al pubblico fiorentino e internazionale un’occasione unica di ascolto e di esperienza teatrale nel segno della grande tradizione musicale europea. Il maestro Federico Maria Sardelli e il maestro Samuele Lastrucci – al suo fianco come assistente direttore e maestro del coro –  tornano così al Maggio dopo uno spettacolo dedicato proprio a Lulli: l’ultima esibizione è stata nell’aprile dello scorso anno per il Gran Gala Lulli, che ha visto protagonisti anche in quell’occasione l’Orchestra Modo Antiquo e il Coro de I Musici del Gran Principe.


Il cast vocale di  Le Carnaval, Mascarade Royale vede la partecipazione di eccellenze del repertorio vocale barocco: Valeria la Grotta è la Première dessus; Giuseppina Bridelli è la Deuxième dessus e Philippe Talbot è l’ Haute-contre. Il Taille è Cyril Auvity; Francesco Masilla e Samy Timin sono i Première basse e Alexandre Baldo è il Deuxième basse.


L’Istituto Lulli ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che anche per questa iniziativa rinnova il proprio determinante sostegno, proseguendo una collaborazione avviata con successo già lo scorso anno e confermando una sensibile attenzione ai progetti di ricerca e valorizzazione del patrimonio musicale. “È una grande felicità riportare a Firenze un Lulli inedito e appena riscoperto grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio”, dichiara Federico Maria Sardelli, sottolineando il valore di un intervento che rende possibile restituire alla Città una pagina significativa della sua storia culturale. “Il rinnovo di questo sostegno rappresenta per noi un riconoscimento importante”, aggiunge Samuele Lastrucci, “e testimonia la fiducia accordata al lavoro scientifico e artistico dell’Istituto Lulli”. Un ringraziamento particolare va alla dottoressa Barbara Tosti, Responsabile del Settore Arte, Attività e Beni Culturali della Fondazione, per l’attenzione e la competenza con cui segue e incoraggia progettualità volte alla diffusione e alla condivisione della cultura sul territorio.


 


Lo spettacolo


Il 17 ottobre 1675, l'opéra-balletto di Lulli intitolata Le Carnaval venne rappresentata a corte e poi al Palais-Royal. Scritto su testi di Molière, Isaac de Benseoirade e Philippe Quinault, essa era composta da nove voci, ciascuna delle quali riprendeva i maggiori successi delle opere precedenti: Le Bourgeois Gentilhomme, Les Noces de Village, Monsieur de Pourceaugnac e Le Ballet de Flore. Il libretto fu pubblicato lo stesso anno e descrive lo spettacolo “Appare Carnaval, vestito in modo da renderlo riconoscibile su un piccolo trono in fondo al teatro. È circondato dal suo consueto seguito, vestito con la sua livrea e composto da un gran numero di persone che cantano e suonano diversi tipi di strumenti. I violini che lo seguono cominciano a celebrare il suo ritorno e Lui stesso, con una storia che canta, eccita i festaioli che lo accompagnano, per liberare il più grande dei monarchi dalle sue gloriose fatiche”.




Edizione critica a cura di Bernardo Ticci – BTE2025


Direttore Federico Maria Sardelli 


Assistente direttore e Maestro del Coro Samuele Lastrucci 


 

Orchestra Modo Antiquo


Coro de I Musici del Gran Principe 


Première dessus Valeria la Grotta


Deuxième dessus Giuseppina Bridelli


Haute-contre Philippe Talbot


Taille Cyril Auvity


Première basse Francesco Masilla e Samy Timin


Deuxième basse Alexandre Baldo



Prezzi:


Settore D: 25€


Settore C: 35€


Settore B: 50€


Settore A: 70€ 

Durata:

1 ora e 30 minuti circa, senza intervallo


Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 


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