mercoledì 13 aprile 2011

Il rispetto della vita e del lavoro


In principio fu come vivere un sogno.
Anni di gavetta, di volonta' e di passione, ingredienti che hanno fatto di te un professionista rispettato e stimato: un divertimento piu' che un vero lavoro per chi ama cio' che fa.
L'apprendere dai tuoi colleghi, la vivida curiosita', l'esperienza ed i percorsi formativi impegnativi ti hanno portato, finalmente, a raggiungere l'ambita posizione che tanto hai desiderato: quella di Direttore di Albergo.
In principio fu come vivere un sogno: programmazione, analisi dei costi e dei ricavi, ampliamento dei segmenti di riferimento, pianificazione, e-commerce, relazioni sociali, marketing, creazione di un team motivato e vincente; sono alcune delle attività che finalmente metti i pratica, giorno dopo giorno con lo stesso amore con cui anni prima servivi un piatto al ristorante o preparavi un buffet colazioni.
Autorevolezza e condivisione degli obiettivi e nessuna forma d'autoritarismo.
Sei portato, in tale situazione, a pensare spontaneamente che altre persone, intorno a te, abbiano in comune la stessa passione, trasparenza, conoscenza, lo stesso sorriso che doni agli altri, la tua stessa capacità di ascolto.
La realtà del nostro Paese costituita al 90% da strutture alberghiere a conduzione familiare e molto spesso, troppo spesso, fattori e dinamiche all'interno del clan determinano l'operatività della struttura. Ecco, allora, come un sogno si trasforma in una farsa, in un incubo.
Elementi quali un'antipatia, una gelosia, una maldicenza, l'invidia sorrette dall'ignoranza, la forza cieca di chi sa solo usare il bastone ed sorretto dalla presunzione di onnipotenza hanno il potere di logorare nel tempo una persona, i suoi ideali, il suo lavoro e la sua stessa dignità.
All'improvviso, tu che fino al giorno prima eri l'eroe, la persona giusta nel posto giusto, diventi il cattivo da emarginare, da allontanare, da vessare psicologicamente al punto da mettere i tuoi stessi colleghi con cui hai sempre ben lavorato contro di te, in una guerra senza senso e senza un vincitore.
La mattina ti alzi, ti guardi allo specchio e stenti a credere che cio' stia accadendo a te che da sempre hai guardato al tuo lavoro con la sana ingenuità, trasparenza ed onestà di un bambino.
La legge lo chiama mobbing, un animale subdolo, viscido che si annida e prolifica nell'infinita ignoranza della mente umana e che ha la capacità di entrarti dentro, di minare la tua persona, le tue convinzioni, la tua dignità. Il termine mobbing deriva dall'inglese to mob e significa assalire, soffocare, vessare. Nel linguaggio corrente, con il termine mobbing si indicano generalmente forme di vessazione, aggressione e di danneggiamento perpetrata nei confronti di lavoratori.
Del Bimbo Fabrizio

martedì 12 aprile 2011

"La scuola del mondo" a Casa Buonarroti a Firenze


L’esposizione "La scuola del mondo. Disegni di Leonardo e Michelangelo a confronto"" ospitata da Casa Buonarroti a Firenze dal 20 aprile al 1, ° agosto 2011, nasce dalla collaborazione attiva da tempo tra la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, depositaria di un grandioso patrimonio grafico leonardesco e la Fondazione Casa Buonarroti di Firenze, che conserva oltre duecento disegni di Michelangelo e nell’Archivio Buonarroti molte carte autografe del Maestro.

Il percorso espositivo, curato da Pietro C. Marani e Pina Ragionieri, presenta ventidue disegni - dodici di Leonardo e dieci di Michelangelo - di straordinario impatto. Si tratta di un prezioso preludio alla grande esposizione-evento di disegni di Leonardo e di Michelangelo che si aprirà a Roma, presso i Musei Capitolini, nel corso del prossimo ottobre.

Si prende avvio da alcuni interessanti progetti eseguiti da Leonardo e da Michelangelo per gli affreschi sul tema della Battaglia di Anghiari e della Battaglia di Cascina che i due artisti dovevano dipingere, a gara, nella Sala del Maggior Consiglio, oggi Salone dei Cinquecento, in Palazzo Vecchio a Firenze. Le due opere non furono portate a termine, ma gli studi preparatori furono importanti e ammiratissimi, tanto da essere definiti da Benvenuto Cellini la “scuola del mondo”. Di qui il titolo della mostra, che si propone però anche di mettere, in prima visione assoluta, i due geni a diretto confronto.

Dalla Biblioteca Ambrosiana giungeranno in Casa Buonarroti, oltre a due grandi disegni di Giovanni Antonio Boltraffio, dieci autografi di Leonardo, scelti in modo da rappresentare quasi tutte le tecniche grafiche adottate da Leonardo nel corso della sua carriera: dai disegni più antichi tracciati a punta d’argento, ai quelli a penna e inchiostro, a quelli a matita nera e rossa, fino a quelli a gessetti colorati. Porre questi disegni (teste di carattere, profili femminili, disegni anatomici, studi di prospettiva e uno spettacolare disegno di cavallo per la Battaglia d’Anghiari) a raffronto con quelli di Michelangelo sarà per il pubblico e per gli studiosi una inedita occasione per molti spunti di riflessione e di confronto tra i due sommi artisti del Rinascimento italiano, spesso considerati “rivali” ma che guardarono, invece, l’uno all’opera dell’altro con grande e reciproco interesse.

I disegni di Michelangelo della Casa Buonarroti sono stati scelti, a cominciare da uno dei capolavori della Collezione, il celebre Nudo di schiena riferibile alla Battaglia di Cascina, anche con lo scopo di mettere in evidenza alcuni momenti salienti della biografia del Maestro, dalla sua partecipazione agli eventi delle due repubbliche fiorentine all’esperienza drammatica e suprema della Sagrestia Nuova di San Lorenzo a Firenze, fino al trentennio romano che concluse la sua vita, rappresentato in mostra da un raro e movimentato studio di cavalli.




LA SCUOLA DEL MONDO

Disegni di Leonardo e Michelangelo a confronto

Firenze, Casa Buonarroti, via Ghibellina 70

Orario: 10.00 - 17.00, chiuso il martedì

Biglietti: intero € 6.50 – ridotto € 4.00 – scuole € 2,25

€ 8,00 cumulativo con il complesso monumentale di Santa Croce



Informazioni
tel. +39 055 241752 - fax +39 055 241698

fond@casabuonarroti.it

www.casabuonarroti.it

Fabrizio Del Bimbo

Due quadri rubati nel 2001 tornano alla Camera di Commercio


Due dipinti ottagonali della stessa mano, un anonimo artista del XVIII secolo, raffiguranti il ratto di Europa e una donna nuda con satiri e amorini, sono stati restituiti alla Camera di Commercio di Firenze dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma.
Erano stati sottratti nel 2001 dalla villa Monna Giovannella di Bagno a Ripoli, allora proprietà camerale già in uso alla Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze, che fu poi venduta dalla Camera di Commercio nel 2008.
I due quadretti (cm. 56x69) sono stati riconosciuti dagli uomini del Reparto Operativo Sezione Antiquariato dei Carabinieri, proprio perché inventariati tra i beni mobili della Camera di Commercio.
La Camera di Commercio vuole ringraziare formalmente il Nucleo Tutela del Patrimonio dei Carabinieri per l’azione costante e puntuale a difesa del “museo diffuso” del territorio.

Fabrizio Del Bimbo

lunedì 11 aprile 2011

Da Fiesole a Sorano: gli Etruschi e il sacro


Gli Etruschi e il loro rapporto con il mondo ultraterreno e con le pratiche ad esso connesse. È questo il tema della mostra “Gli Etruschi e il Sacro. Da Fiesole a Sovana” ospitata dal Museo Civico Archeologico di Fiesole (via Portigiani, 1) dal 10 aprile al 5 giugno Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 19).

L’esposizione porta a Fiesole per la prima volta alcuni oggetti straordinari: tra questi due statuette in piombo raffiguranti due personaggi di Sovana, Zertur Cecnas e Velia Satnea. Due figure, un uomo e una donna, nude e con le mani legate dietro la schiena, che evocano fascino e mistero. Sulla gamba destra, entrambe recano un’iscrizione onomastica incisa: rispettivamente, zertur cecnas, quella maschile, e velia satnea quella femminile. Uniche nel loro genere e risalenti al III secolo a.C., sono state rinvenute in una tomba della necropoli di Sovana nel settembre del 1908.

Queste statuette furono deposte nella camera mortuaria in un secondo momento, circa tre secoli dopo che la tomba era stata costruita, e il fatto che le due figure abbiano le mani legate dietro la schiena, le collega verosimilmente ad una maledizione alla quale i due personaggi furono legati.

Esse rappresentano un esempio significativo di pratica magica. I due personaggi, infatti, qui inequivocabilmente specificati nella loro individualità dal nome personale e da quello di famiglia, sono dedicati agli dèi sotterranei, agli dèi dei morti, a cui è sacro anche il metallo con il quale sono state realizzate, il piombo.

L’esposizione, curata da Marco De Marco, Conservatore dei Musei di Fiesole, e da Lara Arcangeli Responsabile del servizio cultura e turismo del Comune di Sorano e Responsabile scientifico del Patrimonio culturale del Comune, è organizzata dal Comune di Fiesole e dal Comune di Sorano in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.

La mostra vuole anche rimarcare la presenza a Fiesole di reperti etruschi provenienti dal territorio di Sovana donati nel 1878 dall’Accademia Colombaria di Firenze al museo fiesolano nell’anno della sua costituzione. L’Accademia scavò, infatti, tra il 1859 e il 1861, alcune tombe nella necropoli etrusca di Sovana e molti fra i reperti recuperati nell’occasione entrarono a far parte delle collezioni del Museo Etrusco di Firenze, mentre un piccolo nucleo fu invece donato al Museo fiesolano.

Nell’occasione della mostra gli Amici dei Musei di Fiesole effettueranno visite guidate e percorsi tematici. La mostra si trasferirà poi a Sovana dal 9 luglio al 15 settembre 2011

“Questa mostra rappresenta il punto di contatto fra due luoghi importanti per la storia etrusca, Fiesole e Sovana – dice Fabio Incatasciato sindaco di Fiesole – La sinergia che si è venuta a creare fra Comune di Fiesole, Comune di Sorano, e Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana per la realizzazione di questa mostra, rappresenta un nuovo fruttuoso modo di lavorare che, mettendo insieme circuiti museali di zone regionali diverse, dà la possibilità di vedere unite e di offrire al pubblico, per la prima volta, collezioni museali straordinarie, in un circuito che andrà a toccare, in questo caso, i due territori.”

“Con questa mostra, che poi sarà ospitata a Palazzo Pretorio di Sovana dal 9 luglio al 15 settembre inizia un rapporto di forte collaborazione fra Fiesole e Sorano nel segno degli Etruschi – afferma Pierandrea Vanni sindaco di Sorano – La mostra è anche la testimonianza di come sia possibile e utile fare sinergie fra enti pubblici e Soprintendenza garantendo così manifestazioni espositive di grande qualità pur in un momento molto difficile per tutto quello che si richiama alla cultura. Nell'occasione mi piace ricordare Mons. Mario Meini, Vescovo della Diocesi di Fiesole dopo aver guidato con saggezza e umanità la Diocesi di Pitigliano, Sovana e Orbetello e che ha sempre dimostrato particolare attenzione a Sovana e al suo straordinario patrimonio artistico e culturale”.

“L’idea di una mostra che coinvolga più territori legati comunque da una storia millenaria – sostiene Paolo Becattini, assessore alla Cultura del Comune di Fiesole – riteniamo sia lo spunto decisivo per affrontare gli appuntamenti dei prossimi anni fra cui, in particolare, per Fiesole, le celebrazioni per il centenario del Museo Civico Archeologico 1914 – 2014. In questo senso è sicuramente ben augurale questo inizio che vede la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, il Comune di Fiesole e il Comune di Sorano condividere il progetto “Gli Etruschi e il Sacro”.

“Fiesole e Sovana hanno lavorato insieme per realizzare questa mostra: questa è già una cosa importante. Nonostante siano realtà distanti sono unite da un passato comune: sono due cittadine etrusche ed entrambe legate anche dalla storia dell’archeologia in Toscana. In particolare dal fatto che l’Accademia Colombaria di Firenze effettuò scavi e ricerche nel territorio di Sovana negli anni tra il 1859 e il 1860 e che alcuni di questi reperti furono donati proprio al Museo di Fiesole – afferma Marco De Marco Conservatore dei Musei di Fiesole –. È importante, quindi, ritrovare e riannodare soprattutto oggi questi legami tra due realtà che, per quanto geograficamente distanti, possono trovare proprio nel loro passato le ragioni per una utile e fattiva collaborazione oggi.



“Gli Etruschi e il Sacro. Da Fiesole a Sovana”

A cura di Marco De Marco - Conservatore dei Musei di Fiesole - e Lara Arcangeli Responsabile del servizio cultura e turismo del Comune di Sorano e Responsabile scientifico del Patrimonio culturale del Comune Spazio espositivo: Museo Civico Archeologico - via Portigiani, 1 – Fiesole (Firenze)

Orario: fino al 5 giugno: tutti i giorni dalle 10 alle 19


Nicoletat Curradi

sabato 9 aprile 2011

Antonio Manzi espone a Fiesole


ANTONIO MANZI CUSTODE DI ATTIMI

IN MOSTRA A FIESOLE LE GRANDI CERAMICHE DEL CELEBRE MAESTRO

L’esposizione ospiterà quaranta opere e si svolgerà nella Basilica di Sant’Alessandro

dal 9 aprile al 30 maggio



“Antonio Manzi, custode di attimi” è il titolo della mostra che raccoglie a Fiesole le grandi ceramiche di Antonio Manzi con cui l’artista ha modificato, in profondità, il modo di concepire la scultura e la decorazione. L’esposizione, curata dal critico d’arte Stefano De Rosa, sarà ospitata nella Basilica di Sant’Alessandro da domani, 9 aprile (inaugurazione ore 17,30) fino al 30 maggio (a ingresso gratuito). La mostra ospiterà quaranta opere fra cui anche alcune sculture e affreschi realizzati con una tecnica unica. Per quest’occasione Manzi, il più grande artista vivente specializzato nella ceramica, ha eseguito un polittico in ceramica di grandi dimensioni, intitolato “Alba del mondo”, che sarà esposto sotto il catino absidale della chiesa.

“Il titolo nasce da una conversazione avuta con l'artista alcune settimane fa – racconta il curatore De Rosa -. Si conversava in un caffè e parlavamo di cosa esporre a Fiesole. Guardavamo insieme le foto delle opere, in particolare del polittico in ceramica, e la conversazione si spostò sull'arte come memoria dell’uomo. Manzi, allora, diede di sé questa definizione: ‘Io sono un custode di attimi’, di cui mi sono ricordato scrivendo la nota di presentazione”, ha concluso De Rosa.

La mostra differisce dalle tante altre realizzate dal maestro perché il suo cuore è costituito dal grande pannello di ceramica fatto appositamente per questa esposizione: “per la basilica di Sant’Alessandro ci voleva qualcosa di grandioso e così Manzi ha realizzato un capolavoro di 4 metri per 1, un’opera gigantesca e titanica che rappresenta Adamo ed Eva, l’amore e la natura dell’Eden”, ha spiegato De Rosa.

Le altre opere, in gran parte inedite, costituiscono un’antologia della sua produzione dell’ultimo ventennio: sculture, incisioni, pitture e ceramiche di straordinaria bellezza.

Nell'accozzo dei colori, nella bellezza delle forme, nell'accarezzarsi delle figure, nell'aggrovigliarsi dei corpi, l'artista esprime il suo tormento interiore ma anche la sua visione della vita. Si racconta e si mette a nudo. Le sue opere “gridano” ma nello stesso tempo ci parlano della “favola bella” dell'esistenza.

I soggetti che ritornano sono la coppia, nella dimensione di incantesimo, alla Chagall, ma anche in senso erotico, retaggio liberty e art nouveau: quella di Manzi, però, è sempre una appropriazione critica e dialettica degli stili altrui.

La forza del segno è il suo tratto distintivo, compiuto con un’estrema economia di mezzi con cui riesce a ricreare una realtà.

“E’ con grande piacere che il Comune di Fiesole, insieme al Comune di Campi Bisenzio, ha accolto la mostra di Manzi che testimonia un bell’esempio di sinergia tra Fiesole e Campi. In un momento di crisi dei finanziamenti per la cultura è importante vedere come due Comuni molto diversi e ‘lontani’ riescano a produrre una mostra di arte contemporanea insieme”, ha detto il sindaco di Fiesole Fabio Incatasciato.

“Era il 1975 quando, appena ventiduenne, Antonio Manzi espose a Campi Bisenzio alla Galleria d'Arte Ariete. Da quel momento il legame tra l’artista e la città non si è mai interrotto. Nel 2007 è nato il Museo Antonio Manzi, grazie alla donazione dell’artista al Comune di Campi Bisenzio di 109 opere, esposte a Villa Rucellai: il museo suggella in questo modo il rapporto profondo tra Antonio Manzi e Campi Bisenzio. La mostra in collaborazione con il Comune di Fiesole è un altro, suggestivo ed importante passo compiuto insieme ad un artista che è soprattutto una bella persona”, sindaco di Campi Bisenzio Adriano Chini.



Info:

La mostra si inaugura il 9 aprile alle 17, 30, dal 10 aprile sarà aperta, a ingresso gratuito, con i seguenti orari: lunedì / venerdì 14-18; sabato e domenica 10-18 Chiuso il mercoledì.

Fabrizio Del Bimbo

Convegno ANINSEI a Firenze


All'Auditorium della Cassa di Risparmio si è svolto l'8 aprile scorso il Convegno dell'ANINSEI:
La Costituzione italiana (articolo 34, comma 4) dispone: «La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali». Affinché una scuola sia libera, l’accertamento da parte dell’autorità competente alla presa d’atto dovrebbe rivestire solo carattere di discrezionalità meramente tecnica, rivolgendosi non tanto al fine positivo di constatare l’idoneità della scuola all’assolvimento dei compiti voluti, quanto a quello negativo di escludere l’insuscettibilità di poterli adempiere. Quindi, in linea con la giurisprudenza costituzionale italiana, soltanto accertamenti negativi, non attinenti alla idoneità degli insegnamenti e dell’organizzazione di questi. L’articolo 41, comma 1, riconosce: «L'iniziativa economica privata è libera». Tuttavia, al comma 3 dispone: «La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali». La «piena libertà» riconosciuta alle scuola paritarie non è soggetta, dunque, neppure a «programma e controlli», disposti per l’iniziativa economica, riconosciuta «libera». La legge 62/2000, prima attuazione, dopo 52 anni, del dettato costituzionale riportato, avrebbe dovuto aprire uno scenario nuovo per la scuola italiana, in combinata attuazione con la legge 59/1997, che all’articolo 21 riconosceva l’autonomia delle istituzioni scolastiche statali. Tuttavia c’è un sentimento di paura, un senso di diffidenza nei confronti della scuola non statale, ieri come oggi. C’è una lunga linea difensiva, una sorta di linea maginot, contro i rischi di invasione, di tentativo di contenimento dell’irruzione di alcune scuole non statali: l’azione amministrativa ha avuto questo carattere. Pertanto ci si deve chiedere quali possano essere, dopo dieci anni di parità, le strategie per il futuro, soprattutto rispetto ai problemi che incontra oggi la scuola italiana. Anzitutto è da irrobustire la valutazione, in modo che ai genitori sia possibile compiere scelte informate, venga assicurata la qualità del servizio, si giunga a identificare le scuole tutte, statali e non statali, inadeguate. Sono da flessibilizzare gli aspetti organizzativi, superando norme di conformità al sistema statale di organizzazione dell’istruzione che non hanno più ragion d’essere. Il Paese ha bisogno della costruzione di un patrimonio di conoscenze e di competenze, secondo almeno queste aree di lavoro: il superamento del valore legale del titolo di studio; la formazione dei docenti; il superamento degli squilibri esistenti, affrontando insieme le sfide comuni (dispersione, livelli avanzati di preparazione, confronti con gli altri Pesi, anche non europei). Le prospettive concrete che si possono proporre partono dal riconoscimento di un’autentica autonomia delle scuole a gestione statale, non meramente funzionale: le istituzioni scolastiche devono passare ad una gestione pubblica, non statale, e venire configurate quali enti pubblici a se stanti, con uno statuto proprio, la scelta dei docenti e un budget proporzionato agli studenti iscritti e frequentanti e senza vincoli di destinazione. Della formazione dei docenti sono committenti le istituzioni scolastiche, che dovranno attingere da albi professionali. Sarebbe interessante stabilire, come per i docenti delle università, una permanenza nell’albo professionale non superiore a quattro anni, con l’obbligo di un nuovo esame di abilitazione (e ripetizione del tirocinio formativo attivo), nel caso, nel quale i docenti interessati non fossero stati assunti, nello spazio di tempo indicato, da nessuna istituzione scolastica. Tale prospettiva comprende anche le istituzioni scolastiche non statali paritarie, che fanno parte del servizio pubblico dell’istruzione. Con questo convegno, organizzato nell’occasione della 63ª Assemblea nazionale, l’ANINSEI intende affrontare queste tematiche con il contributo di:

Annamaria Poggi, Parità e Costituzione.

Giacomo Dutto, L’esperienza della legge n. 62/2000.

Bruno Bordignon, Parità: prospettive.

Fabrizio Del Bimbo

Fabbrica Europa 2011 dal 3 maggio


FABBRICA EUROPA 2011
festival internazionale della scena contemporanea

Firenze, 3 > 28 maggio
Stazione Leopolda e altri luoghi

“Worlds of Culture”, la XVIII edizione del festival di Firenze e della Toscana,
apre una nuova indagine sulle tante “isole culturali” che formano la ricchezza dell’Europa.
La lente d’ingrandimento punta su alcuni territori che, pur facendo parte di quel “mondo globale” che è oggi il nostro continente, conservano un’identità riconoscibile e un’originalità feconda. Fabbrica Europa accoglie progetti e produzioni nazionali e internazionali di riconosciuti maestri e di una nuova generazione di artisti che, mediante la contaminazione tra discipline diverse, ampliano l’orizzonte dei linguaggi artistici contemporanei. Con un articolato programma di eventi di danza, teatro, musica, installazioni, workshop e incontri, il Festival è l'occasione per tracciare una mappa sempre più aggiornata delle riflessioni che attraversano l’Europa contemporanea.

L’apertura è affidata ad ALAIN PLATEL, uno dei nuovi maestri del panorama europeo.
E, tra gli altri: TEMPO REALE, centro fondato da Luciano Berio a inaugurare la Leopolda con una prima assoluta; STEFANO BOLLANI, pianista jazz di fama mondiale; un omaggio a ROBERT WYATT, fondatore dei Soft Machine; ZITA SWOON in collaborazione con Anne Teresa de Keersmaeker; i norvegesi VERDENSTEATRET e ZERO VISIBILITY; KARINE SAPORTA; VIRGILIO SIENI; ANNA STIGSGAARD e ROBERTO BACCI; T.R.A.S.H.; SANTASANGRE; MUTA IMAGO; VINCENZO CARTA; TEATRO DELLE MOIRE; LA ZAMPA; DINAMITRI JAZZ FOLKLORE, BOMBINO, JAZZANOVA e molto altro...

Gardenia (fiore bianco, che vive un solo giorno, cui è attribuito il significato della sincerità) è il lavoro teatrale di Alain Platel e Frank Van Laecke per les ballets C de la B. È una pièce bizzarra, eccentrica, un cabaret colorato e scintillante in cui va in scena la vita di nove travestiti e transessuali. È una testimonianza eccezionale, un racconto - dei più intimi e profondi, autentici e onesti - sull’esistenza di chi misura il margine tra mascolinità e femminilità. Pezzi di vita, speranze e illusioni coltivate e perdute, segreti, gioie, nevrosi e dolori, inseriti in uno spettacolo visuale dove la danza si sposa col canto, le parole, le frasi ma soprattutto con le anime particolari e vulnerabili dei protagonisti. (3,4/5, Teatro Verdi).

Missa Ockeghem è una prima assoluta incentrata sulla reinterpretazione contemporanea della quattrocentesca Missa cuiusvis toni del fiammingo Johannes Ockeghem. Protagonisti l’ensemble vocale l’Homme Armé e Tempo Reale, che crea dal vivo la rielaborazione digitale degli elementi vocali. Grazie a un allestimento ispirato all’opera di Giovanni Michelucci, lo spazio diventa una sorta di tempio-cattedrale contemporanea percorsa da un’alternanza di voci, musica elettronica e video proiezioni. In coproduzione con Fabbrica Europa e Maggio Musicale Fiorentino (5/5, doppia replica, Stazione Leopolda).

And all the questionmarks started to sing, in prima nazionale, del collettivo norvegese Verdensteatret è una “macchina artistica” realizzata da musicisti, performer e robot: sculture cinetiche originali (assemblate con rottami, ruote di biciclette e oggetti di vetro controllati da bracci meccanici), attivate da una molteplicità di tecniche di animazione che creano un ambiente dinamico. Un incrocio tra concerto, installazione e performance che trasporta lo spettatore in una dimensione onirica in continua trasformazione: luci, ombre, suono, teatro di figura, oggetti assemblati e animati, formano un’ipnotizzante costellazione di suggestive associazioni visive e sonore (13-15/5 performance; 5-10; 17-28/5 installazione, Stazione Leopolda)

Dancing with the Sound Hobbyist, un dialogo magistrale tra musica e danza, suono e movimento, energie ed emozioni; un viaggio nell’universo cosmopolita del collettivo belga Zita Swoon Group in collaborazione con Rosas/Anne Teresa De Keersmaeker. Le due realtà hanno unito le forze creando un viaggio sonoro e visivo tra inedite composizioni musicali e coreografiche: la danza di Simon Mayer arricchisce, con forza e incisività, la musica che alterna pezzi strumentali, chanson malinconiche, percussioni indiavolate e piccole composizioni intime (7/5, Stazione Leopolda).

Divagazione su 319 corde, in prima assoluta, vede protagonisti Stefano Bollani con l’Orchestra della Toscana diretta da Mirko Guerrini. Le atmosfere dei brani del concerto suggeriscono le sonorità classiche dell’orchestra mozartiana, quelle più moderne del ‘900 europeo, fino a raggiungere le suggestioni jazz delle avanguardie americane degli ultimi decenni. Spunti per improvvisazioni di Bollani che con grande estro e rigore trasforma il tutto in un'opera in progress con il marchio del fuoriclasse (10/5, Stazione Leopolda).

Comicoperando. A Tribute to the Music of Robert Wyatt è il progetto di 6 musicisti che rendono omaggio a uno dei più grandi compositori viventi. Non una cover band, bensì un ensemble in cui figurano alcuni dei compagni di viaggio più importanti di Wyatt (il batterista Chris Cutler, già negli storici Henry Cow, o Annie Whitehead) che ripercorrono la sua vicenda artistica attraverso la sua musica: una selezione di pezzi dagli esordi con i Soft Machine fino al più recente sperimentalismo popolare dell'universalmente acclamata Comicopera (2007), per un percorso che spazia in oltre 40 anni di storia musicale (17/5, Stazione Leopolda).

Zero Visibility Corp presenta in prima nazionale (im)possibile, una danza di forte impatto fisico e visuale imperniata sulla volontà di creare una presenza fisica e mentale che includa l’Altro, associando il duetto come forma coreografica e la seduzione come strategia artistica. La bellezza e la sensualità dei movimenti, la musica, la scenografia, le luci, sono concepiti per attrarre più che per rappresentare e trascinano lo spettatore nell’eterno gioco del possibile e dell’impossibile (22/5, Stazione Leopolda).

La Compagnia Virgilio Sieni presenta Tristi Tropici: in scena due coppie di danzatrici e una ragazza non vedente. Figure che appaiono da lontano come aloni non definiti, visioni opache, figure vicine e dipendenti, apparizioni femminili individuate secondo un percorso tra vicinanza animale, tenerezza trasmessa e nostalgia. Lo spettacolo è liberamente ispirato a Tristes Tropique di Claude Lévi Strauss. Sieni non mette in scena una trascrizione letterale del testo ma ne coglie il tono di grande elegia, il senso di unità perduta e al tempo stesso di sedimentazione nel corpo e nel movimento della nostalgia (18,19/5, Stazione Leopolda).

Abito di Roberto Bacci e Anna Stigsgaard con la Compagnia Laboratorio Pontedera, è ispirato a Il libro dell’inquietudine di Pessoa: la storia di un uomo qualunque che, invece di indossare la sua vita d'ordinanza, esce dalla finestra della propria casa e si perde per le strade del suo mondo quotidiano che non riconosce e che non lo riconosce. Lisbona risuona di musiche e canti che si mescolano all’indaffarato via vai di dodici biciclette che rendono vivo e mobile lo spazio dell’azione. Quattro interpreti della Compagnia Laboratorio e undici giovani attori danno corpo al racconto (10-12/5, Stazione Leopolda).

Le attrici Luisa Pasello e Silvia Pasello, dirette dal coreografo Virgilio Sieni, presentano in prima assoluta Due lupi, ispirato a Il grande quaderno, prima parte della Trilogia della città di K. di Agota Kristof. In questa fiaba immersa tra natura e guerra, prove al limite e solitudine, il corpo si manifesta come arcipelago di sensi, lasciandosi sussurrare e spostare da una voce corale. Le gemelle accendono il gioco del doppio in una miriade di sguardi e di declinazioni del corpo che aprono al selvaggio (17-21/5, CanGo).

Rayon X_Preview è un lavoro di Karine Saporta, coprodotto da Fabbrica Europa, Contemporanea Festival Prato, Teatro Metastasio. In un negozio che vende articoli erotici, una signora si relaziona con un commesso che vuole proporle articoli che dovrebbero farla star meglio, o rivelarla a se stessa. Una riflessione ironica su eros e gender, sulle punte di una coreografia che si presenta per quadri (25,26/5, Stazione Leopolda).

La compagnia olandese T.r.a.s.h. in T.+Bernadette, un forte, intenso, emozionante duo di grande fisicità in cui i performer si confrontano con personaggi e ruoli diversi, lottano con problemi d’identità che finiscono per sopraffarli, cercano sinergia ed estasi, indispensabili per l'interrelazione (25,26/5, Stazione Leopolda).

Lisboa è nato dai materiali scenici di Abito, l'opera teatrale della Compagnia Laboratorio Pontedera dedicata a Fernando Pessoa. A partire dalle azioni principali costruite dal coro musicale in bicicletta, la regista Anna Stigsgaard ha realizzato uno spettacolo itinerante che partendo da Ponte Vecchio si conclude con l’ultima azione teatrale nel piazzale esterno della Stazione Leopolda (7/5).

Luca Camilletti presenta in prima nazionale La verità non basta. Autoservice - vol. IV_Tropico del capricorno di Henry Miller. Autoservice è un progetto in dieci tappe e dieci volumi. Opere più o meno classiche della letteratura, vengono attraversate per brevi periodi di tempo di lavoro sulla scena per essere sciolte dalla loro provenienza e drogate con ciò che resta del teatro (13,14/5, Stazione Leopolda).

In E l’uomo creò se stesso (finalista Premio Equilibrio Roma 2011) di Leonardo Diana, le diverse espressioni si configurano come le varie tappe che segnano l’evoluzione dell’uomo. Dal segno materico della pittura, alla musica, all’immaginario impalpabile del digitale, il corpo del danzatore perde consistenza nel mondo disincarnato del virtuale decretando la propria sparizione (22/5, Stazione Leopolda).

Never Never Neverland del Teatro delle Moire è un’isola, immaginaria e molto concreta. Il suo terreno è fatto di strati di abiti, accessori e suppellettili saltati fuori da cassetti, cantine, solai e vecchi bauli di teatranti. I quattro performer a confronto con domande sul senso e la verità della presenza in scena, danno forma, un vestito dopo l’altro, una metamorfosi dopo l’altra, a un’isola del possibile (24-26/5, Stazione Leopolda).

Premio Toscana Factory-dance è un concorso coreografico. Il premio (residenza creativa e presentazione del progetto a Fabbrica Europa 2012) è rivolto a giovani artisti del territorio toscano (20/5, Leopolda).

Suona Francese è un festival promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia. Il progetto si concentra sulla musica attuale, contemporanea, elettronica, jazz. In collaborazione con l’Istituto Francese di Firenze, 5 sono gli appuntamenti: Nicolas Jules, Maud Lübeck e Maurizio Geri nel concerto Les Trois baudets (7/5, Istituto Francese); Tempo Reale presenta European Joysticks Orchestras, una performance musicale con i bambini di una scuola di Firenze e di Siena (15/5, Stazione Leopolda) e Tr_Playlist #9, quattro concerti all’interno del V Simposio Internazionale sul Paesaggio Sonoro “Keep ear on…”, occasione di incontro per musicisti, antropologi, architetti, psicologi, appassionati ai temi del suono ambientale (20-22/5, Villa Strozzi).

Nell'ambito del progetto Focus on Art and Science in the Performing Arts con il sostegno del Programma Cultura della Commissione Europea:
Gnosis #1, progetto tra danza, suono ed elaborazioni digitali di Vincenzo Carta, in collaborazione con lo scienziato/compositore Andrew Ferrara. Indaga energia cerebrale e cinetica con dispositivi applicati sulla testa dei danzatori. Un suono digitale è abbinato a ciascun performer che ne modifica i parametri attraverso le emozioni. Le macchine analizzano così gli stati emotivi dei danzatori, determinando la coreografia e la musica che sono così mosse con la sola forza del pensiero (6,7/5, Stazione Leopolda).
Displace è il progetto in più tappe di Muta Imago, che presenta una versione site specific di Displace #1. La rabbia rossa_Progetto Alcatraz: un’installazione visiva e sonora, un’indagine sul rapporto tra l’uomo e lo spazio che lo circonda, tra l’essere umano e la geometria. Una parete, che si fa superficie di proiezione per le immagini sfocate di un ricordo, che cerca di trattenere il segno di tutto quello che si è perso, prima che sia troppo tardi, prima che il tempo e l’azione degli uomini la facciano crollare. Il canto di una donna, dall’alto, si diffonde nello spazio: un canto che è un addio, ma anche un nuovo inizio (5-7/5, Stazione Leopolda).
Bestiale improvviso di Santasangre/Teodora Castellucci/Cristina Rizzo: per eterni attimi un cono di luce dall’alto spezza il bianco della nebbia, una paratia cela qualcosa che si agita dentro l’ombra. Mentre il rumore cresce mutandosi in ritmico battere, tre figure, macchie d’ombra, si allontanano e avvicinano a una parete semitrasparente. Il movimento da lento diventa scomposizione ritmica, un fotogramma animalesco improvviso che si tramuta poi in sentimento d’umanità (14,15/5, Stazione Leopolda).
Miha Erman presenta Room with no echo: una stanza senza eco, uno spazio d'assenza di comunicazione, in cui il soggetto si oggettivizza, incontrando la propria materia e le sue funzioni. Prima con il suono e poi con le relazioni tra suono e spazio, ambiente, geografie e storie corporee, la performance assembla e ridistrugge il corpo umano contemporaneo, sociale e fisico (6,7/5, CanGo).
La compagnia francese La Zampa porta in scena Requiem: accompagnati dal chitarrista Marc Sens, Magali Milian e Romuald Luydlin si sono appropriati del requiem come di una forma da disarticolare, di un potenziale da riattivare. Adottandone l’insistenza e la ripetitività, l’hanno reso un rito di passaggio in chiaroscuro, una zona intermedia in cui dispiegare dimensioni nascoste del corpo, in cui esplorare simultaneamente stati di intensità, sospensione, immobilità e rottura (10,11/5, Stazione Leopolda).
Progetto Focus: un Forum, una giornata di incontri e workshop per un confronto tra artisti e operatori (8/5).

Switch in collaborazione con Andrea Mi attraversano il programma di Fabbrica Europa con tre set principali in cui a farla da padrone sono l'olandese KC the Funkaholic (7/5) e gli inglesi J Star (20/5) e Benji Boko (21/5, Stazione Leopolda). Attorno a loro si sviluppano alcuni interessanti progetti di area toscana.

La serata Muv Preview, in collaborazione con Intooitiv, vede alternarsi sul palco i dj set degli svedesi Sebastian Mullaert (dalla dub al jazz, dall’ambient alle più svariate influenze techno-house) e Jesper Dahlback (una ricerca continua di suoni analogici inauditi, sintetizzati al massimo della precisione informatica, uniti a elementi acustici e vocali); chiusura affidata al vj LP (6/5, Stazione Leopolda).

Monochrome è un progetto di musica live e dj set curato da Leonardo Bigazzi e Camilla Toschi: alla Leopolda The Glimmers e Diamondog! (14/5); Marco Puccini con Virgilio Villoresi e Rufus (26/5).

Non mancano appuntamenti di musica live ad animare le notti in Leopolda: Small In Out Movements e The Hacienda (11/5); Camillocromo e Global Kan Kan (12/5); Naturalmind (Teo Naddi, Luca La Porta, Lorenzo Ballerini, Matthew) con dj Binh (13/5); Vowland e Hot Rats (18/5); Ootlaw e Runover (24/5).

Play Black, un progetto di Fabbrica Europa, Musicus Concentus, Switch Creative Social Network, propone una serata dedicata alle tendenze internazionali della black music. Si va dall'hip hop al jazz con Dinamitri Jazz Folklore & Omara “Bombino” Moctar, Wax Tailor, Jazzanova e Voodoo Rebel (27/5, Leopolda).

La Scena Muta è un collettivo di collettivi, una comunità di musicisti, cantanti solisti, band e interpreti: durante un evento i gruppi si mescolano tra loro per dar vita a un nuovo insieme, un’occasione per uscire momentaneamente dalle proprie dimensioni musicali e conoscerne altre (28/5, Stazione Leopolda).

Art’n’Go. New Routes to Intercultural Creativity, laboratori multidisciplinari, performance e installazioni: 7 creazioni originali sul tema della consapevolezza. Sguardi e riflessioni, narrate con musica, danza, immagine digitale, da 50 giovani artisti della community Roots&Routes International (20, 21/5, Stazione Leopolda).

Pippo Delbono (27/5, Leopolda), con Leonetta Bentivoglio, presenta il suo ultimo libro Dopo la battaglia. Scritti poetico politici (Barbès Editore). Conferenze con Luigi Lombardi Vallauri e Mino Gabriele (19-21/5, Istituto Francese), una lectio magistralis con Alessandro Mendini, Federico Tiezzi, Gianfranco Capitta (14/5, Sant’Apollonia). Installazioni e incontri con gli artisti in Leopolda.

Stazione Leopolda, via Fratelli Rosselli, Porta al Prato, Firenze / Teatro Verdi, via Ghibellina 101, Firenze /
CanGo Cantieri Goldonetta, via S. Maria 25, Firenze / Istituto Francese, piazza Ognissanti 2, Firenze / Tempo Reale, Villa Strozzi, via Pisana 77, Firenze / Auditorium S. Apollonia, via S. Gallo 25, Teatro Cantiere Florida, via Pisana 111, Firenze


INFO: FABBRICA EUROPA 2011
Tel. +39 055 2638480 / 2480515
www.fabbricaeuropa.net - www.ffeac.org
Biglietti festival: da 5 a 30 euro
Prevendita: Box Office, Vivaticket
www.boxol.it - www.vivaticket.it
INFO: “Gardenia” Alain Platel/les ballets C de la B
Teatro Verdi di Firenze, tel. 055 212320
biglietti: da 15 a 30 euro
Prevendita: Teatro Verdi, Box Office, Vivaticket
www.teatroverdionline.it - www.boxol.it - www.vivaticket.it


Fabrizio Del Bimbo

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