lunedì 6 giugno 2022

Firenze capitale mondiale della ricerca sul Parkinson


Tre giorni di meeting con 50 speakers internazionali e 100 studiosi da tutto il mondo all’Istituto degli Innocenti con il Fresco Parkinson Institute




Firenze ospita dal 7 al 10 giugno la sesta edizione di un meeting incentrato sulla plasticità sinaptica nel Parkinson e malattie correlate (“The 2022 Fresco International Workshop on Synaptic Plasticity and Advances in Parkinson’s Disease”), organizzato dal Fresco Parkinson Institute. 

La parte scientifica, prevista all’Istituto degli Innocenti, si terrà in presenza e sarà uno dei primi congressi mondiali di neuroscienze di grandissima qualità a Firenze dopo la pandemia. Al momento sono previsti 50 speakers nazionali e internazionali di alto livello provenienti da settori diversi, dalla ricerca di base alla pratica clinica. Questi esperti e circa 100 partecipanti da tutto il mondo si confronteranno e discuteranno dei nuovi approcci terapeutici e delle possibili cause del Parkinson e delle malattie neurodegenerative, il tutto in relazione agli avanzamenti scientifici sulla plasticità cerebrale e i disturbi del movimento. Un simposio che si prefigge tra l’altro di creare un coinvolgimento diretto da parte dei pazienti in quelli che sono i più innovativi progetti di ricerca, al fine di ascoltare anche le esigenze primarie di chi vive la malattia e desidera soprattutto, una volta che possa essere stabilizzata, tornare a vivere una vita vera nell’ambito familiare e sociale.

Il simposio di Firenze ha ottenuto il patrocinio della Regione Toscana, del Ministero della salute e del Parlamento Europeo, oltre a quello delle principali società scientifiche e mediche operanti nel settore neurologico e delle neuroscienze.


In apertura del simposio, la Galleria Moretti, piazza degli Ottaviani 19/r, ospiterà la mostra “Creatività in movimento: Esperienze artistiche nella malattia di Parkinson”. Non a caso gli organizzatori hanno voluto affidare all’arte il ruolo di apripista. Infatti, dal 2015, un gruppo di arte terapeuti, vale a dire cultori d’arte con una rigorosa preparazione accademica ottenuta in corsi universitari alla New York University, hanno iniziato ad usare sessioni di arte come momento terapeutico per le persone affette da Parkinson. Sulla scia di questa esperienza di arte terapia, dal 2020, alcuni artisti e insegnati d’arte hanno iniziato a proporre lezioni d’arte a Firenze e a Vicenza a persone affette dalla malattia di Parkinson. L’esposizione alla Galleria Moretti comprende opere dei pazienti che hanno lavorato a New York, Firenze e Vicenza ed è aperta al pubblico. Dall’8 al 10 giugno, orario: 15-18.


Insieme alla celebrazione delle arti visive, nel simposio è previsto anche un concerto del pianista Giovanni Nesi l’8 giugno presso l’Istituto degli Innocenti, nel Cortile delle Donne alle ore 19,00, aperto al pubblico, che vuole focalizzare l’attenzione su malattie affini al Parkinson, anche se meno diffuse, come la distonia del musicista.


Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 1 giugno 2022

Dal 13 al 18 giugno la Settimana Internazionale Medicea

 Dal 13 al 18 giugno, in prestigiosi spazi culturali e istituzionali della città, si svolge la Settimana Internazionale Medicea, rassegna di eventi di alto livello organizzata dall’Accademia Internazionale Medicea, fondata nel capoluogo toscano nel lontano 1976.




Nella convinzione che la cultura sia un campo vastissimo che sviluppa al suo interno molteplici collegamenti fra discipline diverse, le quali tutte insieme concorrono alla formazione del sapere e quindi, al progresso civile, l’Accademia è parte attiva del ricco tessuto culturale cittadino. Infatti, fino a un tempo non troppo lontano, a Firenze s’incrociavano  letterati, musicisti, uomini di scienza e “uomini utili” (nel significato umanistico del termine). Adesso, i tempi sono sensibilmente cambiati, ma la città vanta ancora, a cominciare dai suoi Musei, una lunga fila di istituzioni culturali di livello nazionale e oltre, che possono essere considerate le roccaforti su sui sventola, peculiare segno distintivo, la bandiera della conoscenza. Come afferma il Rettore Michele Coppola, «la civiltà di una nazione non si dovrebbe misurare  secondo me, solo sul PIL, sui cellulari o le auto a famiglia, Benedetto Croce parlava  di estetica ma anche di utilità e, pur riconoscendo il valore dell'economia ci sono anche altri parametri ad esempio su come lo stato ed i suoi cittadini si preoccupano delle fasce più deboli : bambini, persone anziane, persone con disabilità».

Scopo della rassegna, che riunisce eventi molto diversi fra loro, è quello di far dialogare nello stesso momento attori diversi, anche di Paesi stranieri, e dei più diversi campi dello scibile, in modo da ribadire quanto vasta sia quella cosa che chiamiamo cultura. Per la prima volta, la  manifestazione dell' Accademia durerà una settimana, con un ricco calendario: si comincia lunedì 13 giugno alle ore 18.00 presso la Sala Polifunzionale della Foresteria dell’Esercito, in via della Scala 68, con la presentazione del libro I Diavoli Neri, del Generale di Divisione Paolo Riccò in cui si rievocano i giorni difficili della Missione IBIS e della battaglia del Pastificio, a Mogadiscio, che coinvolse la Brigata “Folgore” nel luglio del 1993. Introduce e modera lo storico militare Niccolò Lucarelli.

Il 14 giugno, alle ore 20, presso il ristorante Edi House, in Piazza Savonarola, si terrà la cena conviviale “'Insieme per L' Arte”, che riserva ai partecipanti  uno sconto del 20% sul menu alla carta. Durante la serata l’arte sarà ovviamente protagonista. 

Il 15 giugno alle ore 18.00, il Professor Federico Napoli, la Dottoressa Nicoletta Rossotti e il Rettore dell’Accademia Michele Coppola, terranno una conferenza sul mito, presso la Sala Polifunzionale della Foresteria dell’Esercito. Contestualmente, sarà inaugurata la mostra Labirinti e miti cui prenderanno parte gli artisti Ambra Morosi, Fiorella Nuti, Margherita Oggiana, Angiolo Pergolini, Gualtiero Risito, Giovanna Alessandria, Sabrina Barbagallo, Marilena Memmi, Diego Stella e che sarà visitabile gratuitamente, fino al 19 giugno, nella medesima Sala Polifunzionale.

Il 16 giugno, alle ore 18, presso la galleria La Fonderia (Via della Fonderia 42) sarà inaugurata la mostra Film a matita, personale di Dimitri Gori con pitture ispirate al lungometraggio Zoè e al cortometraggio Nanà (che ha ospitata l’unica interpretazione attoriale di Mario Monicelli) di Giuseppe Varlotta. Nel corso della mostra, visitabile fino al 23 giugno saranno proiettati due cortometraggi del regista: Nanà e Il tesoro di Monticchio (presentato alla 78a Mostra Cinematografica di Venezia, nel 2021).

Il 17 giugno, Palazzo Guicciardini ospiterà un incontro del Consiglio Accademico con interlocutori culturali cittadini; un modo per coinvolgere nella rassegna anche questa splendida testimonianza della storia cittadina.

Infine, sabato 18 giugno, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a partire dalle ore 16, si terrà la cerimonia di conferimento del Premio “Lorenzo il Magnifico”, presentata dall’attrice Antonella Salvucci. Ospite d'onore, il Professor Francisco-Javier Benedicto Ruiz responsabile dei programmi di navigazione dell'ESA, che interverrà con una lectio magistralis sui nuovi confini in materia di esplorazione del cosmo.

Nel corso della serata verranno conferiti anche il Collare Laurenziano e la Medaglia Laurenziana, a personalità che si sono distinte nel campo culturale e sociale, fra queste il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola.


Fabrizio Del Bimbo 

sabato 28 maggio 2022

Re-Fresh di Doria 1905 a Pitti Uomo 102

 



PITTI IMMAGINE UOMO 102

14-17 giugno 2022
Fortezza da Basso
Padiglione Centrale
Salone M - p. Inferiore
Stand 30


RE-FRESH
SS23
“re-dust” your hat


Terra, Mare, Aria. È da questi elementi che soffia il "RE-FRESH" di Doria 1905 e pervade la collezione PE23.


Mare, Bauxite e Nuvola si susseguono, intervallati da nuance naturali, Frumento, Olivo, Lavanda, Tufo, Brughiera, in un gioco di colori a tratti positivo/negativo, che passa per i cappelli iconici, arrivando fino alle grandi novità del Brand.

Una vera e propria celebrazione degli angoli più selvaggi delle terre nelle quali Doria è nata. Un percorso creativo che parte dalla reinterpretazione dell’Heritage per arrivare a rinnovare e “rinfrescare” i prodotti che sono segno distintivo della Maison.

Intrecci bicolore rubano sfumature da terra e mare e si rincorrono sui fili di paglia, nei tessuti, nelle cinte, intessute in esclusiva in Grecia, secondo un’antica tradizione che spesso si ritrova nelle lavorazioni artigianali della Grècia Salentina.


Intrecci di giunco, tradizione antica, si arricchiscono di un décor unico e irripetibile, canapa e sfridi di tessuto di recupero creano inedite trame, per dare ai materiali una seconda vita.

Doria 1905, sensibile alla sostenibilità delle produzioni, ha intrapreso un percorso virtuoso di recupero delle rimanenze di produzione delle collezioni, materiali di qualità che rischierebbero di restare inutilizzati. Promuove la salvaguardia dell’ambiente e l’etica della produzione a partire dalla scelta delle materie prime, possibilmente Made in Italy, talvolta di provenienza esclusiva del luogo d’origine di uno specifico prodotto.

L'alleggerimento delle forme e la costruzione dei prodotti, nel segno di un percorso intrapreso ormai da tempo, svelano pratici e moderni capi analizzati e destrutturati per interpretare una micro-linea dedicata ai momenti di svago sportivo, visiere, caps, bucket in canvas stampato e spugna in puro stile tennis '80 (sport musa di Doria) e la loro "denim version" che strizza l’occhio allo street-sportswear.

Un ritratto impressionista en plein air affidato agli occhi e alle scelte raffinate e "selvagge" dei fotografi Flavio & Frank e del videomaker Gabriele Surdo.

Una ventata di freschezza che si respira a pieni polmoni, come il vento di Levante, come l’aroma dei campi estivi, il profumo pungente del mare e l’acre sentore della terra rossa umida.

Outsider, un po’ dandy, un po’ rock, sfrontato, sofisticato e globetrotter, in breve too-Doria, così come chi ama e indossa “Doria1905”



#refresh #hats #hatlovers #doria1905 #re-fresh #ss23 #handmadepassion #pu102
🌱


Nicoletta Curradi 
Fabrizio Del Bimbo 






mercoledì 18 maggio 2022

A Montelupo Fiorentino Marco Bagnoli espone la sua opera Settantadue nomi - Italian Garden


Progetto realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (IX edizione, 2020), programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura (MIC)





Il Signore entrò nella tintoria di Levi, prese settantadue colori, li gettò nel calderone e li ritrasse tutti bianchi e disse:

“Il Figlio dell’uomo è giunto invero come un tintore”.

Vangelo di Filippo


 

Nel parco che circonda la Villa Medicea dell'Ambrogiana di Montelupo Fiorentino, si è inaugurata “Settantadue nomi - Italian Garden”, opera site-specific dell’artista Marco Bagnoli con cui il Museo della Ceramica di Montelupo, con un progetto della Fondazione Museo Montelupo Onlus, ha vinto l’edizione 2020 di Italian Council, il bando internazionale promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura per sostenere, promuovere e valorizzare l’arte contemporanea italiana nel nostro paese e nel mondo.


L'opera di Marco Bagnoli ha un'origine lontana: sorge nell’immaginario dell’artista nel 2010, dopo un viaggio in Iran e passa attraverso gradi di trasformazione. Se nella prima creazione, pensata per il giardino del Padiglione Italiano di Auroville (città indiana nata dalla visione del filosofo e mistico Sri Aurobindo) sono le piante a circondare una fontana che sta al centro, nella sua evoluzione pensata per il giardino ad Isfahān, in Persia, già i vasi sostituiscono le piante.


Pur cambiando nel suo aspetto formale, l’opera si fonda sempre sul quinconce: gruppo di cinque unità, di cui quattro sono vertici di un quadrato e la quinta è il suo centro. Da questa disposizione armonica - spesso utilizzata da Bagnoli - nasce nell’opera per la Villa Medicea dell'Ambrogiana un giardino originario: rappresentazione simbolica della terra nel momento della sua creazione; sospensione in un luogo in cui le cose ancora non emanano alcuna ombra e ci sono restituite in tutta la loro purezza.


Settantadue nomi - Italian Garden - è costituita da 72 vasi in ceramica smaltata blu, verde e rame a terzo fuoco; il centro del quinconce - che rimane apparentemente vuoto - ospita la forma ideale di un vaso asimmetrico che nella sua rotazione dà origine ai 72 profili dei vasi torniti, posti a quinconce nel giardino.


Settantadue nomi - Italian Garden ha inoltre una componente sonora fondamentale: quasi una voce che emana dai vasi stessi e che intona le parole del poeta persiano Rumi:


Ed io chiesi: “Che cosa fare del mio cuore?”.


Lui disse: “Dimmi che cosa contiene”.


Ed io risposi: “Dolore ed amarezza”.


Lui mi disse: “Tienilo così com’è. La ferita è il punto da dove la Luce entrerà in te”


 


Voce di poeta qui resa viva dalle voci degli artigiani e di chi ha collaborato a vario titolo alla costruzione dell’opera: una rappresentanza e una rappresentazione della capacità manifatturiera del territorio toscano.


Proprio in virtù di questo canto i vasi si potranno trasformare in sonovasori.


Sonovasoro - anagramma di vaso sonoro - è opera archetipica di Bagnoli esposta per la prima volta a Valencia nel 2000.


 


Durante il complesso processo artistico di realizzazione dell’opera avvenuto nella fornace, nell'Atelier Marco Bagnoli e infine nel parco della villa Villa Medicea dell'Ambrogiana - è stato prodotto un video d’arte a cura di Ela Bialkowska e Giulia Lenzi, con la coreografia di Catherine Galasso, girato con la partecipazione attiva degli artigiani che hanno realizzato Settantadue nomi - Italian Garden. Il video, che è parte integrante dell’opera stessa - anzi contribuisce a renderla Opera Scenica, altro tema fondante e caro al Maestro Bagnoli - verrà proiettato la sera dell’inaugurazione sul muro di cinta della Villa Medicea dell'Ambrogiana e sarà presentato nelle conferenze nei musei partner del progetto:  il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, il Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino e Magazzino Italian Art a Cold Spring (NY), e in altre sedi prestigiose, comprese le città della rete AICC (Associazione Italiana delle Città della Ceramica). 


 


Settantadue nomi - Italian Garden sarà corredato da un catalogo edito da Fondazione Museo Montelupo a cura di Giuliano Serafini e contenente anche un testo critico di Pier Luigi Tazzi, che prima della sua scomparsa tanto entusiasmo ha infuso in questo progetto.


 


La collocazione dell’opera nel parco della Villa Medicea dell'Ambrogiana, contribuisce ad arricchire il percorso urbano di arte contemporanea; progetto avviato con Materia Prima, prodotto dalla Fondazione, e inaugurato a partire dal 2016 con la partecipazione di Ugo La Pietra, Loris Cecchini, Hidetoshi Nagasawa, Fabrizio Plessi, Lucio Perone, Gianni Asdrubali, Bertozzi & Casoni, e che, con le successive edizioni, ha goduto del contributo di lavori di Andrea Salvatori, Mario Trimarchi, Antonio Aricò, Luce Raggi.


 


Settantadue nomi - Italian Garden è destinata alle collezioni del Museo della Ceramica, istituzione culturale che, affiancata dalla Fondazione Museo Montelupo, promuove l’utilizzo del materiale ceramico nella produzione di opere d’arte contemporanea anche attraverso residenze d’artista.


Oltre alla ceramica va citata nell’opera di Marco Bagnoli anche la presenza del vetro, altro materiale significativo nella produzione manifatturiera del territorio.


 


L’inaugurazione dell’opera aprirà gli eventi della rassegna nazionale Buongiorno Ceramica (20 - 22 maggio 2022) e si terrà nel parco della Villa Medicea dell’Ambrogiana, in prossimità del Museo Archeologico di Montelupo, venerdì 20 maggio 2022. La serata si aprirà alle 21.00 con il saluto delle autorità. Seguirà una performance e la proiezione del video. Sarà presente l’artista, l’ingresso è libero. Domenica 22, all’interno di Buongiorno Ceramica, si terrà un trekking urbano tra il borgo e il parco della Villa Medicea, seguendo il percorso delle opere diffuse in ceramica. La passeggiata partirà alle 10.00 dal Museo della Ceramica e si chiuderà intorno alle 11.30 proprio di fronte all’opera di Marco Bagnoli (informazioni e prenotazioni 0571 1590300 e info@museomontelupo.it).


 


Il video, realizzato durante la produzione di Settantadue nomi - Italian Garden, verrà presentato il 29 giugno alle 18.00 al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, insieme al catalogo dell’opera di Marco Bagnoli, a cura di Giuliano Serafini, e il 15 luglio alle 21.30 alla Fornace del Museo di Montelupo, in via Giro delle Mura 88. Il 18 agosto, infine, alle 18.00 ora italiane, Magazzino Italian Art Center a Cold Spring (NY) metterà online sul suo sito il video della performance di inaugurazione dell’opera.


Museo della ceramica di Montelupo

Fondazione Museo Montelupo Onlus

Tel. +39 0571 1590300 | info@museomontelupo.it | www.museomontelupo.it


 Fabrizio Del Bimbo


martedì 17 maggio 2022

Fino al 31 luglio Let's get Digital alla Strozzina

 




Let’s Get Digital! è il nuovo progetto espositivo presentato dalla Fondazione Palazzo Strozzi, che dal 18 maggio al 31 luglio 2022 porta negli spazi della Strozzina e del cortile di Palazzo Strozzi la rivoluzione dell’arte degli NFT e delle nuove frontiere tra reale e digitale, attraverso le opere di artisti internazionali quali Refik Anadol, Anyma, Daniel Arsham, Beeple, Krista Kim e Andrés Reisinger. 

Promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Fondazione Hillary Merkus Recordati e a cura di  Arturo Galansino (Direttore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze) e Serena Tabacchi (Direttrice  MoCDA, Museo d’arte digitale contemporanea), la mostra presenta un percorso tra installazioni digitali ed esperienze multimediali create da artisti che esprimono le nuove e poliedriche ricerche della Crypto Art, basata sul successo degli NFT, una rivoluzione per tutto il mondo dell’arte, digitale e non solo.  


Oltre all’arte, anche la moda, la musica, lo sport e il mondo del gaming creano nuovi NFT ogni giorno, aprendo nuove dimensioni di interazione tra reale e digitale. Acronimo per Non-Fungible Token, “gettone  non fungibile/riproducibile”, un NFT è un video, un’immagine o un qualunque contenuto digitale che viene certificato (o in gergo “mintato”, coniato) attraverso la blockchain. Letteralmente una "catena di blocchi", questa tecnologia rende i file crittografati, non modificabili e registrati in un archivio che garantisce a un file di essere visualizzato da tutti ma posseduto solo da un singolo individuo o, per meglio dire, da un singolo wallet, un indirizzo identificativo ma anonimo. In questo nuovo mondo digitale basato a livello di mercato sulle criptovalute, gli NFT popolano i cosiddetti metaversi, mondi paralleli virtuali i cui confini si estendono fino al mondo tangibile e convenzionale ma con nuovi paradigmi di interazione sociale. 

 



Punto di partenza per la mostra è l’installazione site specific per il cortile di Palazzo Strozzi di Refik Anadol (Turchia, 1985) con un’inedita relazione tra architettura digitale e fisica attraverso un’esperienza ipnotica e multisensoriale, un’opera dinamica in cui gli algoritmi dell’intelligenza artificiale creano visioni illusionistiche che sfidano la nostra nozione di realtà. A questa installazione si lega il percorso nelle sale della Strozzina, dove ogni singolo ambiente propone opere e installazioni immersive create dagli artisti coinvolti.

 

Protagonisti sono Beeple (Mike Winkelmann, USA,1981), del quale è esposta un’ampia selezione delle iconiche opere in cui unisce politica, cultura pop e irriverenti riferimenti all’attualità, inseriti in scenari distopici o post apocalittici; Daniel Arsham (USA, 1980), che con la sua ricerca rinnova una riflessione sull’idea di scultura attraverso la creazione di loop temporali in cui materialità e immaterialità si uniscono in una continua e  perpetua trasformazione e distruzione; Krista Kim (Canada) che con il suo distintivo stile minimalista invita a entrare in un mondo di geometrie e riflessi impossibili, uno spazio immersivo di immagini distopiche e  rassicuranti allo stesso tempo. A questi si affiancano Andrés Reisinger (Argentina, 1990) con l’opera Arcadia, realizzata in collaborazione con la poetessa Arch Hades e il compositore RAC, in cui poesia, suono e immagini si fondono in un’esperienza meditativa che ci invita a riflettere sulle nostre routine quotidiane e sull’uso dei  social media. Infine, il collettivo Anyma (Matteo Millari e Alessio De Vecchi, Italia) – che con le sue opere e concerti live sperimenta nell’ambito dell’intersezione tra musica e visual performance – propone un  landscape fisico e visivo site specific per uno degli ambienti della Strozzina.

 Nicoletta Currradi

domenica 8 maggio 2022

Raffaello protagonista di un volume di'arte di Menarini



 

L’evento ha celebrato l’artista simbolo del Tardo Rinascimento nella chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte. Il legame tra il gruppo farmaceutico e l’arte italiana continua e si rinnova nel tempo.

  

Ha saputo rappresentare l’armonia pur vivendo in un periodo di tensioni e lacerazioni. È stato emblema del Tardo Rinascimento e il primo a ergersi come paladino della tutela dell’antichità. Raffaello Sanzio è il protagonista del volume della collana d’arte del Gruppo Menarini presentato, con un evento di video-arte, nella chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte a Firenze, primo centro italiano per le Esperienze di Arte Immersiva.

Curata dalla bravissima Cristina Acidini, già soprintendente dei musei d’arte di Firenze ed oggi presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, la monografia collega vita e opere mettendo in rilievo l’evoluzione dell’aspetto umano e artistico di Raffaello. E punta l’attenzione su un aspetto biografico meno noto, che ne fa capire l’attualitàovvero il suo impegno per la tutela dei monumenti antichi, un concetto che, nei secoli successivi, farà tanta strada e sarà all’origine della moderna tutela delle belle arti.

All’epoca – spiega Acidini si stava spogliando quanto restava dell’Antica Roma: si fondevano bronzi, si smontavano templi per riutilizzare in modo spregiudicato i pezzi. Raffaello è la prima voce autorevole a ergersi contro il dissennato sfregio delle rovine romane. Si rende conto del danno che si sta facendo e, nel 1518, scrive a papa Leone X chiedendo di fermare quello scempio. Il papa lo capisce e lo nomina “Prefetto dell’antichità”, una sorta di soprintendente, il primo nella storia a ricevere questo incarico”.

Un ruolo, quello di Raffaello, che sottolinea la necessità di tutelare, proteggere e conservare le tracce del passato. Rispettare l’arte e favorire il più possibile la sua divulgazione è anche una delle mission di Menarini. Quella tra il Gruppo e l’arte, infatti, è una lunga tradizione che continua nel tempo e si rinnova.

Con la pubblicazione annuale delle monografie d'arte, per quasi settant'anni Menarini ha avuto la capacità, ma soprattutto la costanza e l’intelligenza, di portare avanti molteplici messaggi: far conoscere i maestri italiani, salvaguardare il patrimonio artistico nazionale e farne apprezzare la singolare eccezionalità - spiega Giovanni Carlo Federico Villa, docente di Storia dell'arte moderna all'Università degli Studi di Bergamo e direttore di Palazzo Madama a Torino - Questi volumi raccontano a un pubblico di non addetti ai lavori la grande arte toscana, romana e veneta, del Rinascimento e non solo, facendone scoprire, anno dopo anno, protagonisti noti e meno conosciuti. Le monografie hanno così spaziato da Beato Angelico, Antonello da Messina, Michelangelo e Caravaggio ai Lorenzetti, Benozzo Gozzoli e Pollaiolo. E questo - prosegue Villa - ha permesso anche agli storici dell'arte di raccontarli, non attraverso saggi specialistici o con un linguaggio rivolto ai colleghi, ma con una narrazione attraente e comprensibile da tutti”.

Avvicinare all'arte italiana è una sfida che Menarini porta avanti anche attraverso le Menarini Pills of Art, pillole video pensate per far conoscere in tutto il mondo le curiosità legate alle opere di artisti rinascimentali: ne sono state pubblicate quasi 600, divise in 8 lingue, con 28 milioni di visualizzazioni. L’ultima, appena pubblicata, racconta gli aneddoti dell’opera di Raffaello “Guido Baldo da Montefeltro”.

Firenze, culla del Rinascimento e sede della nostra casa madre, ha accolto negli anni i più grandi artisti di sempre, tra cui Raffaello – hanno detto Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, azionisti e membri del Board di Menarini - A poco più di 500 anni dalla sua morte, Menarini ha voluto celebrare questo grande artista e tutti i pittori rinascimentali protagonisti della storica collana d’arte del Gruppo inaugurata più di mezzo secolo fa”.



Raffaello era lontano dallo stereotipo dell’artista introspettivo e ribelle come oggi lo intendiamo, ed era pienamente inserito nella società del suo tempo. La sua amabilità e capacità di dialogare con tutti, dalle persone semplici ai potenti, è uno dei fattori che ne hanno determinato il successo: dovunque è stato ben accolto e dovunque si è fatto ben volere. Non era un solitario, non temeva di avere intorno persone di valore, ma era un imprenditore in senso moderno, con spiccato senso per le pubbliche relazioni.

“Vissuto a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento, nato a Urbino da padre pittore, Raffaello Sanzio si sposta per lavoro a Città di Castello, Perugia e Siena, dove collabora alla Libreria Piccolomini nella cattedrale. Poi si trasferisce a Firenze per continuare a perfezionarsi. “Ha circa 20 anni -spiega Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno - e vi trova Michelangelo e Leonardo da Vinci. Qui impara moltissimo e crea moltissimo, come la Madonna del Cardellino e i ritratti di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi, ma inizia anche il percorso della pittura monumentale, con la pala Dei, destinata alla Basilica di Santo Spirito. Ma questa era solo una tappa. Nei primi del Cinquecento viene chiamato a Roma per un’offerta irrinunciabile: lavorare alle stanze private del papa Giulio II. E di lì in poi sarà un susseguirsi di successi che lo porteranno a diventare architetto perché il papa Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico, ne finanzierà gli studi per dargli infine l’incarico di progettare la Basilica di San Pietro, il punto di riferimento della Cristianità”.

Nel 2020 si è celebrato il cinquecentenario della morte di Raffaello e la ricorrenza ha riacceso le luci su questo straordinario artista, che apparentemente non sembra appartenere al prototipo di quelli che la nostra epoca sente vicini, come potrebbe essere un Caravaggio o una Artemisia Gentileschi. “Il suo stile – prosegue Acidini - è diverso dalla nostra sensibilità, non ci parla di tormenti spirituali, è invece il testimone dell’armonia e della grazia, offre con naturalezza un mondo ideale, nella cui contemplazione forse proprio oggi, dopo due anni di pandemia Covid-19, verrebbe il desiderio di immergersi. Questo sembra in effetti in apparente contraddizione con la sua biografia, perché Raffaello ha vissuto in un mondo attraversato da guerre, scismi e lacerazioni all’interno della chiesa, violenze psicologiche e tormenti sociali. Nonostante ciò, dipinge e scolpisce creando immagini di armonia, che sembrano appartenere a una sfera ideale, eppure profondamente presente e realistica nei dettagli naturali”. Sintesi di questo e vero e proprio simbolo del Rinascimento maturo, è la Scuola di Atene, che in un teatro immaginario del sapere universale, rappresenta un dialogo affascinante e impossibile tra 58 filosofi e matematici vissuti in epoche diverse, è l’opera mirabile e visionaria che parla di speranza, di una umanità in grado di raggiungere vertici sublimi.


Menarini e l’Arte


Era il 1956 quando Menarini pubblicò il suo primo volume d’arte dal titolo “Il Testimone d’Egitto”. “E’ stupefacente – spiega Giovanni Carlo Federico Villa, autore di diversi volumi della collana, tra cui quelli su Tiepolo, Tintoretto e Lorenzo Lotto – che questa volontà di divulgare e sensibilizzare verso il nostro patrimonio artistico abbia mantenuto continuità nel tempo, intessendo un dialogo che dura da quasi a sette decadi. Questo progetto, corredato da un apparato iconografico di altissimo livello, in tanti decenni ha anche coinvolto grandi storici dell'arte e accademici, consentendo loro di farsi conoscere da un pubblico di non esperti, da Pierluigi De Vecchi ad Antonio Natali, Vittoria Garibaldi, Chiara Frugoni”. Si tratta, inoltre, di libri 'dalla doppia vita': per un anno distribuiti solo da Menarini e poi, allo scadere di questo, ristampati dalla casa editrice e immessi nel circuito librario". 

Per sensibilizzare all’arte, ancora prima delle Pills of Art (www.menarini.com/en-us/news/menarini-pills-of-art) e rivolta a un altro tipo di pubblico, è nata, nel 1977, anche Minuti Menarini. La rivista, a cura della Fondazione Internazionale Menarini, racconta ogni mese i protagonisti dell'arte, in questo caso non solo italiana ma mondiale, a una comunità che conta oggi circa 115 mila medici italiani e operatori sanitari.


La presentazione di è svolta nella suggestiva Cattedrale dell’Immagine.


Colore, luci, immagini che si rincorrono sulle pareti: la presentazione del volume su Raffaello è stato un vero e proprio evento di video-arte ospitato in uno dei capolavori sconosciuti del patrimonio architettonico fiorentino. Dal 2015, grazie all’intervento di Crossmedia Group, la chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte è rinata con il nome di Cattedrale dell’Immagine, trasformandosi nel primo centro permanente italiano per le Esperienze di Arte Immersiva: il modo migliore per entrare a contatto a 360° con i grandi capolavori dell’arte (www.cattedraledell'immagine.it/). Dal 2015 ha ospitato 8 mostre, da Monet a Van Gogh, da Klimt a Leonardo da Vinci, per un totale di oltre un milione di visitatori, 1.500 concerti e 97 eventi speciali.


Fabrizio Del Bimbo


In 2600 alla Guarda Fiirenze 2022




E tornata dopo due anni di stop per il Covid la Guarda Firenze, edizione numero 48, la corsa che per tradizione ha avviato i fiorentini allo sport, e sono stati circa 2600 i partenti, tra adulti (sul percorso di 10 km) e ragazzi (questi erano circa 800 per il percorso Family di 3 km) che non si sono voluti perdere levento organizzato da Firenze Marathon in collaborazione con Atletica Firenze Marathon.

Partenza e arrivo erano in piazza Duomo, dove cè stata grande festa, con il via dato dallassessore allo sport del Comune di Firenze Cosimo Guccione, con Giancarlo Romiti presidente del comitato organizzatore di Firenze Marathon come sempre in prima fila a coordinare lo staff.

E stata veramente una grande festa  ha sottolineato il direttore tecnico di Firenze Marathon, Fulvio Massini  e finalmente si è rivisto il vero spirito della Guarda Firenze, persone che corrono gioiose senza un particolare obiettivo tecnico, ma solo per lo spirito di esserci e di fare attività fisica e movimento.


Per la cronaca il primo uomo ad arrivare al traguardo, dopo 3419 dallo start, è stato Ayob Bouras, marocchino da tempo residente in Toscana e da questa stagione tesserato per il GS Il Fiorino di Sesto Fiorentino. Tutto molto bello  ha detto dopo larrivo - ringrazio gli organizzatori per il percorso bellissimo e per la puntuale organizzazione. Ora preparo per giugno una 10 km tecnica da fare bene.

Prima donna al traguardo, sesta assoluta, la italo venezuelana tesserata per la SS Lazio, Maria Grazia Bianchi, in poco più di 39 minuti. 


Sono stati assegnati 200 premi a sorteggio per tutti gli arrivati della 10 km ludico motoria e premiate le scuole che hanno presentato alla partenza più partecipanti con premi finalizzati allacquisto di materiale didattico-sportivo.

Nellordine: per le scuole elementari, sono state premiate la San Piero Martire (che era stata terza nelledizione di due anni fa), la Villani, la Collodi, il Kassel, e la Galilei. Per le scuole medie invece primo posto per Serve di Maria davanti alla Botticelli.

 

A tutti i partecipanti alla Guarda Firenze di 10 km è stata consegnata la T-shirt ufficiale Joma Guarda Firenze, maglia che, in collaborazione con lAssociazione Mandela, recava scritta una frase del grande leader politco sudafricano: "Lo sport ha il potere di cambiare il mondo", mentre ai ragazzi è stato consegnato un gadget dello sponsor tecnico InTempo, un astuccio scolastico di utilità e appeal.

Tra i premi a sorteggio anche giornate gratuite, oppure abbonamenti mensili o semestrali nei centri fitness Virgin, e biglietti gratuiti per lo spettacolo della sera della domenica Notre Dame de Paris, di scena al Mandela Forum e premi forniti da Game 7 Athletics. Acqua San Benedetto e Conad hanno curato i ristori.


PROSSIMO APPUNTAMENTO

Sabato 18 giugno con partenza alle 21 da Piazza Duomo l82esima edizione della Cetilar Run Notturna di San Giovanni, la tradizionale e attesa gara competitiva sulla distanza di 10 km.


Nicoletta Currradi

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