lunedì 24 ottobre 2022

Presentato al Teatro della Compagnia di Firenze il 63esimo Festival dei Popoli

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Intervenuta la presidente della commissione cultura del Consiglio regionale Cristina Giachi: “Tra i cento documentari ben quattro raccontano la nostra regione. Una manifestazione unica in Italia che sfida il futuro”


 Presentato questa mattina al Cinema Teatro della compagnia di Firenze, il 63esimo Festival dei Popoli, il più importante Festival Internazionale di cinema documentario in Italia e il più antico in Europa, che andrà in scena nel capoluogo toscano dal 5 al 13 novembre.



La manifestazione – presieduta da Vittorio Iervese, per la direzione artistica di Alessandro Stellino e quella organizzativa di Claudia Maci – mostrerà al pubblico il meglio del cinema documentario mondiale.



“Il Festival dei popoli è un unicum in Italia – ha affermato la presidente della commissione Istruzione, formazione, beni e attività culturali del consiglio regionale Cristina Giachi nel corso della conferenza stampa di presentazione​ – Il rapporto con il reale fa molto interrogare, soprattutto in tempi in cui l’esercizio del potere è arrivato al punto di cercare di costituire la realtà, di determinarla, e non più di leggerla o di aiutare a viverla. Credo che un richiamo alla realtà attraverso il linguaggio cinematografico, seguitissimo nel mondo e supportato da produzioni straordinarie, sia molto importante”.


Cento i documentari che verranno proiettati di cui quattro riguardano la nostra regione. “E’ molto importante la presenza della Toscana in questa manifestazione – ha sottolineato la presidente Giachi – attraverso documentari che trattano di vicende rilevanti per l’oggi e per il passato della nostra regione”.


“Il documentario ‘E tu come stai?’ – ha spiegato la Giachi – è la storia della battaglia degli operai dello stabilimento GKN di Campi Bisenzio; ‘Margherita. La voce delle stelle’ è invece incentrato sulla personalità di Margherita Hack, figura che incarna la Toscana per la sua genialità e che spero sia di ispirazioni per tante giovani cittadine per intraprendere la via della scienza; ‘Le chiavi di una storia - La comunità dell'Isolotto’ racconta un’idea di città nata dal pensiero del sindaco Giorgio La Pira. Sarà proiettato proprio il 6 novembre, giorno in cui lui consegnò le chiavi delle case ai fiorentini che in quel quartiere andarono ad abitare. Infine il documentario sui detenuti del penitenziario colonia agricola Gorgona, ci ricorda come nell’arcipelago toscano il carcere non abbia potuto evitare di mescolarsi col territorio e di trarre da esso ispirazione, forse contribuendo anche a rendere la vita di quei detenuti a tratti più sostenibile, a tratti ancora più feroce della chiusura della detenzione”.


Giachi ha ricordato anche le importanti presenze internazionali tra gli autori dei documentari: dalla premio Nobel Annie Ernaux, che appare come regista al fianco del figlio in “The Super 8 Years”, all’omaggio ai fratelli Luc e Jean-Pierre Dardenne, protagonisti anche di una masterclass.


“Un’edizione che sfida il futuro raccontando però tanto presente e passato – ha concluso Giachi - che ricorda come il linguaggio filmico sia al centro delle politiche culturali della Toscana e venga promosso e seguito con una forte attenzione”.


-​ ​ ​ ​ ​ ​Le chiavi di una storia - La comunità dell'Isolotto del fiorentino Federico Micali, racconta la storia e la vita, la resilienza che origina dalle contestazioni del ‘68, dello storico quartiere di Firenze. Sarà presentato il 6 novembre.


-​ ​ ​ ​ ​ ​E tu come stai? è il titolo del documentario sulla GKN di Filippo Maria Gori e Lorenzo Enrico Gori, che riprende la reazione dei circa 500 operai licenziati nel luglio 2021. Sarà proiettato il 10 novembre


-​ ​ ​ ​ ​ ​La voce delle stelle di Samuele Rossi, va in scena in occasione del centenario dalla nascita dell’astrofisica di fama internazionale e prima donna in Italia a dirigere un Osservatorio Astronomico. Sarà presentato il 12 novembre.


-​ ​ ​ ​ ​ ​Gorgona di Antonio Tibaldi ripercorre la storia dell'isola carcere Gorgona, a 19 miglia dalla costa Toscana, ultima colonia penale agricola d’Europa. Sarà proiettato il 9 novembre.


Nicoletta Curradi 

 


venerdì 21 ottobre 2022

Quattro incontri dedicati a Gino Bonanni, un protagonista della Chiesa Fiorentina

 



Alla vigilia del centenario della nascita di don Lorenzo Milani, l'Associazione degli Archivi di Cristiani nella Toscana del 900 (Arcton)  si propone di indicare alla riflessione pubblica un  protagonista della stagione di fermenti innovatori dei cattolici.

Don Gino Bonanni (Vicchio 1913 - Firenze 1995) è stato un personaggio chiave della storia della Chiesa fiorentina. E' stato vicario a San Giovanni Maggiore (Borgo San Lorenzo), poi a Montespertoli, incaricato dal cardinale Elia Dalla Costa di ricostruire la chiesa distrutta dalla guerra, e pievano a Borgo San Lorenzo. Nel 1958 era stato nominato Rettore del Seminario di Firenze, incarico per il quale è stato punto di riferimento della formazione di una generazione di preti. Infine parroco alla Badia Fiorentina.

La vicenda della sua destituzione provocò una "Lettera ai sacerdoti della diocesi fiorentina",  scritta da don Bruno Borghi e don Lorenzo Milani in cui chiedevano ai loro colleghi sacerdoti di prendere apertamente le sue difese.

Per questo Arcton, dopo la mostra dedicata alle fotografie di don Renzo Rossi che si è svolta nel marzo 2022 alla SS. Annunziata, ha deciso di dare vita a un progetto per riportare all'attenzione di tutti la testimonianza e l'opera di don Bonanni, anche nella considerazione di contribuire al grande impegno di riflessione e ricostruzione storica previsto per l'anniversario dei cento anni dalla nascita di don Lorenzo Milani nel corso dell'anno 2023.

Per approfondire la sua figura Arcton mette a disposizione il suo patrimonio archivistico che è una fonte importante per lo studio delle vicende della Chiesa fiorentina degli anni 50-60, che in questi  ultimi anni è di nuovo tornata al centro della ricerca e dell'attenzione non solo degli studiosi ma anche al livello popolare per un'esigenza di rinnovamento non solo spirituale ma in generale dei valori che uniscono le nostre comunità.


Il progetto, dal titolo Gino Bonanni, spirito libero di un territorio inquieto e fecondo, ha un carattere territoriale e si articolerà in una serie di eventi nei quattro Comuni della Città metropolitana dove è nato o ha operato (Vicchio, Montespertoli, Borgo San Lorenzo e Firenze). Agli incontri parteciperanno relatori provenienti da ogni parte d'Italia: storici, studiosi, testimoni del tempo.

Come direttore scientifico è stato scelto Andrea Fagioli, già direttore di ToscanaOggi, curatore della mostra dedicata a don Rossi, autore di saggi su personaggi della Chiesa toscana.


L'obiettivo che Arcton si propone non è solo quello di coinvolgere le comunità locali e coloro che lo hanno conosciuto e stimato, ma soprattutto di trasmettere ai giovani aspetti e personaggi importanti della cultura del territorio, costituendo un presidio permanente per la diffusione di tali aspetti.



Programma delle iniziative


Vicchio, giovedì 20 ottobre ore 17,30 Biblioteca comunale

Gli anni giovanili

Rebecca Bonanni , Alessandro Dini, Antonella Lumini, Giuseppe Pratesi. Modera Piero Meucci


Montespertoli, giovedì 17 novembre ore 17,30 Sala parrocchiale

La ricostruzione della chiesa, gli anni del dopoguerra

Don Carlo Ballerini, Giulio  Cesare Bucci,  Andrea Giuntini. Modera Andrea Fagioli


Borgo San Lorenzo, sabato 26 novembre ore 17,00 Biblioteca comunale

Le esperienze pastorali


Don  Luciano Marchetti,  Severino Saccardi, Anna Scattigno.  Modera Andrea Fagioli


Firenze, martedì 6 dicembre ore 18 Istituto Stensen

Fermenti, aspirazioni ed eredità della grande stagione del cattolicesimo fiorentino

Rosi Bindi, Bruna Bocchini Camaiani,  Alessandro Dini, Patrizia Giunti, Modera Piero Meucci

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Marchi:  Arcton, Città Metropolitana Firenze, 8X1000, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze


Fabrizio Del Bimbo 


mercoledì 19 ottobre 2022

A Villa Bardini la mostra Elliott Erwitt - Photographs





Fino al 22 gennaio, negli spazi espositivi della celebre villa panoramica su Firenze, gli scatti più celebri della lunga vita professionale del grande maestro della fotografia.  


La genialità, l’ironia e lo sguardo surreale di Elliott Erwitt negli scatti icona che lo hanno reso uno dei fotografi più celebri di tutti i tempi. Torna a Firenze, dopo quasi 20 anni, una retrospettiva del grande maestro della fotografia con la mostra ‘Elliott Erwitt Photographs’, fino al 22 gennaio, a Villa Bardini (Costa San Giorgio 2, Firenze, villabardini.it). Promosso da Fondazione CR Firenze e Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, a cura di Biba Giacchetti, con il coordinamento di Melissa Camilli e Francesca Lanuara, in collaborazione con Sudest57, il percorso espositivo celebra la lunga vita professionale del fotografo, che ha spento quest’anno 94 candeline, omaggio alla sua capacità compositiva svelando ampi aneddoti e retroscena. Fotografie che offrono uno spaccato della storia e del costume del Novecento attraverso ritratti a grandi star del cinema, potenti del mondo, che vanno oltre i personaggi mostrando la loro intimità e umanità.  


 

Sono circa 70 gli scatti esposti, scelti accuratamente dalla curatrice insieme allo stesso Erwitt, per proporre sinteticamente i suoi tratti distintivi, che raccontano la realtà con leggerezza, lasciando allo stesso tempo tracce profonde. I capolavori di Erwitt nascono dalle situazioni più diverse, costruite sul lavoro, ricerche personali, casuali e familiari. In mostra si incontrano i famosi ritratti di Che Guevara che sorride, di Kerouac, di Marlene Dietrich, e ancora fotografie che hanno fatto la storia, come Jackie Kennedy al funerale del marito brutalmente assassinato, o il diverbio tra i due leader Nixon e Krusciov, in cui il dito puntato di Nixon lo fa apparire quasi minaccioso, alterando la percezione di chi lo osserva. Ancora, i celebri scatti di Marilyn Monroe, diva che Erwitt conosceva bene e che ci restituisce in una versione insolita, come nel famoso scatto in cui appare pensosa, priva di pose e maschere, oppure nel pieno del suo personaggio all’interno del set di The Misfits, che segnò la fine di un’epoca, la fine del suo matrimonio con lo sceneggiatore del film Arthur Miller ma anche l’ultimo film con Clark Gable, che morirà poco dopo le riprese. Nel percorso espositivo anche le foto dei suoi amati cani, metafora del genere umano a cui Erwitt ha dedicato numerosi libri. L’artista sceglie l’insolito punto di vista del cane per alcuni servizi di moda su calzature, che entrano nella storia della fotografia: il celebre scatto del chihuahua in maglioncino, o il cane sospeso al guinzaglio del suo padrone. Il romanticismo di Erwitt esplode in un portfolio di immagini dedicate all’amore, fra queste il bacio di due innamorati riflessi nello specchietto dell’auto al tramonto, rimasta a lungo nel suo archivio e riscoperta in tempi recenti. Ci sono poi foto private, come quella alla sua primogenita Ellen, ancora neonata osservata nel letto dalla madre, e gli autoritratti di Erwitt che trasmettono quanto lui ami prendersi gioco di sé.  


 

“Ancora una mostra dedicata ad un maestro dell’immagine – dichiarano i Presidenti di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori e di Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron Jacopo Speranza – dopo il grande successo della precedente ‘Fotografe’. In questo caso il protagonista è un artista universalmente riconosciuto per la delicata ironia del suo scatto. Le sue foto fanno parte della nostra memoria collettiva e sono un inno alla vita di un elegante signore di 94 anni che non ha ancora perso il gusto di smitizzare, col suo stile inconfondibile, le crescenti ansie dell’oggi. Villa Bardini si conferma una sede ideale per celebrare i ‘testimoni del tempo’ più interessanti e originali della scena mondiale’’. 


 


“Elliott Erwitt non è solo l’autore delle immagini – racconta la curatrice Biba Giacchetti, sua collaboratrice per 25 anni - è anche il curatore della collezione, che ha scelto pezzo per pezzo insieme a me, per poi stampare personalmente ogni fotografia e creare un percorso che fosse il concentrato della sua genialità ed ironia, del suo sguardo sul mondo, dai suoi cani antropomorfi ai potenti della terra, dalle grandi star del cinema, una su tutte Marilyn, ai suoi bambini, un compendio unico di umanità leggerezza e profondità. Elliott Erwitt Icons non sono solo le immagini più celebri della lunga carriera di Erwitt, sono anche le immagini che lui ha amato di più”.  



Nel percorso espositivo anche un filmato esclusivo di Hudson Lines, girato a casa di Erwitt, in cui il fotografo si racconta. La mostra è accompagnata dal catalogo edito SudEst57. Saranno attivate visite guidate gratuite tutti i sabato mattina, a partire dal 29 ottobre.  


 Nicoletta Curradi 


venerdì 14 ottobre 2022

I concerti della liuteria toscana


Torna il festival dedicato ai maestri dell’arte liutaria. Di ieri e di oggi





A Firenze 21 serate da ottobre a dicembre 2022

Inaugurazione
Sabato 15 e domenica 16 ottobre 2022 – ore 21
Museo di Orsanmichele - via dell’Arte della Lana – Firenze
ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA
Direttore: Giuseppe Lanzetta
Violino Solista: Luca Fanfoni
Musiche di W.A. Mozart
Violino Gioffredo Cappa 1690


Gioffredo Cappa e Giuseppe Bargelli, Paolo Sorgentone e Gianluca Montenegro… Maestri artigiani che abbracciano 500 anni di storia della liuteria, capaci di plasmare straordinari strumenti ad archi, alcuni di valore inestimabile. Gli stessi strumenti che ora escono dalle collezioni private e dalle teche di grandissimi interpreti, per farsi protagonisti del Festival dei Concerti della Liuteria Toscana, 21 serate in programma da ottobre a dicembre 2022 a Firenze, con la direzione artistica di Giuseppe Lanzetta.

A fare da cornice saranno luoghi ricchi di storia e arte - la Basilica di Santa Croce, il Museo di Orsanmichele, l’Auditorium di S. Stefano al Ponte… – mentre tra i virtuosi del proprio strumento impossibile non citare il primo violino del Maggio Musicale Ladislau Petru Horvath, il primo violino dell’Orchestra da Camera Fiorentina Marco Lorenzini, la violista Dezi Herber, il pianista Giuseppe Andaloro e il violinista e direttore Luca Fanfoni.
Sarà anche l’occasione per vedere e ascoltare il sestetto d’archi acquistato attraverso la campagna di raccolta fondi #unostrumentopertutti lanciata nella scorsa edizione del Festival, a cui hanno aderito centinaia di persone, aziende, fondazioni e Istituzioni. Realizzato dai migliori liutai toscani di oggi, il sestetto è a disposizione gratuita di studenti di conservatori, istituti musicali, licei e scuole di musica che non possono permettersi strumenti adeguati.

Allievo di Enrico Catenari e gran seguace della scuola cremonese degli Amati, Gioffredo Cappa è tra i massimi esponenti della liuteria italiana. Dalla sua bottega uscì nel, nel 1690 il violino che sabato 15 e domenica 16 ottobre risuonerà nelle mani di Luca Fanfoni, solista ospite dell’Orchestra da Camera Fiorentina diretta da Giuseppe Lanzetta, al Museo di Orsanmichele, per l’inaugurazione del Festival. Programma tutto nel segno di Mozart, con in primo piano il “Concerto per violino e orchestra K. 219”, quinta ed ultima partitura che Mozart dedicò a questo strumento, nota per l’insolito assetto strutturale, “alla turca”.
Mercoledì 26 ottobre, sempre al Museo di Orsanmichele, salirà sul palco il Leviosa Quartet. In programma il “Quartetto per archi n. 4 in do minore, op. 18 n. 4” di Ludwig van Beethoven e il “Quartetto per archi n. 3 in mi bemolle minore, op. 30” di Pëtr Il'ič Čajkovskij. Tra gli strumenti, spicca la viola realizzata nel 1988 da Paolo Sorgentone, in cui il liutaio fiorentino riprende lo stile del suo maestro, Francesco Bissolotti.

Dei giorni nostri anche il violino che il musicista, docente e liutaio fiorentino Massimo Nesi affiderà a Marco Lorenzini, solista e maestro concertatore dei concerti dei Solisti dell’Orchestra da Camera Fiorentina in programma giovedì 27 e venerdì 28 al Museo di Orsanmichele. Musiche di Johann Sebastian Bach, tra cui il quarto e quinto dei Concerti Brandeburghesi.
Emanazione dell’Orchestra della Toscana, il Quartetto d’archi Ort Florentia aprirà giovedì 3 novembre i concerti all’Auditorium di S. Stefano al Ponte. Il programma, intitolato “Incontri latini”, comprende musiche di Boccherini, Turina, Gardel e Piazzolla. Virginia Ceri e Alessandro Giani, ai violini, si alterneranno un particolarissimo strumento realizzato dal liutaio Claudio Arezio e ispirato ai modelli di Antonio Stradivari.

Tra gli ospiti eccellenti del festival, Ladislau Petru Horvath, già primo violino dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, a capo dello Hungarica Ensemble Horvath che sabato 5 novembre sarà in concerto all’Auditorium della Fondazione CR Firenze con un programma dedicato a Brahms, Bartok, Liszt… La formazione allinea due giovani epigoni della famiglia Horvath, Anton Tiberiu al secondo violino e Petru Gabriel al violoncello, oltre a Dezi Herber alla viola. Nell’occasione ascolteremo un violino di recentissima realizzazione, a firma di Gianluca Montenegro, liutaio formatosi alla celebre bottega fiorentina Sorgentone e Mecatti.
Il week end si chiuderà domenica 6 novembre all’Auditorium di S. Stefano al Ponte con i Solisti dell’Orchestra da Camera Fiorentina. Musiche di Johann Sebastian Bach. Solista e concertatore Damiano Tognetti, che suonerà un violino Giuseppe Bargelli del 1929, strumento che rimanda al primo periodo di questo liutaio dallo stile personale e oggi ricercatissimo.

Gran virtuoso del violino (e della viola), Augusto Vismara sarà lunedì 7 novembre al Museo di Orsanmichele a capo dell’Ensemble Kammerkonzert. Musiche di Schumann e Brahms. Tra gli strumenti, un violino della seconda metà del ‘700 di scuola toscana e un violoncello di recente realizzazione a firma di Claudio Arezio.

E ancora, Mozart e Dvorak giovedì 10 novembre all’Auditorium di Santo Stefano al Ponte con i Solisti di Toscana Classica, ensemble d’archi composto da giovani talenti, perfetto per esaltare le qualità di due strumenti nati in Toscana dalle mani di Mauro Scartabelli, una viola del 1979, e Massimo Nesi, un violino del 2013.
Mercoledì 16 novembre segnerà il ritorno al Museo di Orsanmichele di Chiara Saccone al pianoforte e di Lisa Napoleone al violoncello: Lisa Napoleone suonerà uno strumento realizzato nel 2015 dal liutaio fiorentino Claudio Arezio. Musiche di Brahms e Prokofiev.
 
Ancora un duo, Sergio Messina al violino e Marino Nicolini pianoforte, giovedì 17 novembre all’Auditorium della Fondazione CR Firenze, con un violino Vittorio Bellarosa del 1967 e un repertorio che spazia da Beethoven a Debussy, a Brahms.
Dalla scuola genovese del ‘700 arriva il violoncello firmato da Paolo Castello che domenica 20 e lunedì 21 novembre risuonerà all’Auditorium di S. Stefano al Ponte, nelle mani di Massimo Polidori, solista dell’Orchestra da Camera Fiorentina diretta da Giovan Battista Varoli. Musiche di Herz-Bing e Mozart.

Composto da professori del Maggio Musicale Fiorentino, il Quartetto D’archi Adel sarà in concerto domenica 27 novembre all’Auditorium della Fondazione CR Firenze. Musiche di Webern e Beethoven, con un violino realizzato in anni recenti da Massimo Nesi. La sera seguente, lunedì 28, sempre all’Auditorium della Fondazione CR Firenze tornerà il Sestetto dell’Orchestra da Camera Fiorentina: Brahms e Tchaikovsky. Violino Giuseppe Bargelli realizzato a Firenze nel 1929.
Nell’ambito dei Concerti della Liuteria anche l’appuntamento, ormai consueto, che l’Orchestra da Camera Fiorentina riserva alla commemorazione della morte di Mozart, lunedì 5 dicembre nella Basilica di Santa Croce. Diretto da Giuseppe Lanzetta, l’ensemble sarà affiancato dal Coro Harmonia Cantata diretto da Raffaele Puccianti. In programma il celebre “Requiem” eseguito con tutti gli strumenti di liuteria presenti al Festival.

Un meraviglioso violino del 1900, di autore anonimo, tornerà a suonare per due sere, domenica 11 e lunedì 12 dicembre al Teatro La Compagnia. Sul palco sempre l’Orchestra da Camera Fiorentina diretta da Lanzetta, programma tutto dedicato a Beethoven.
Gran finale mercoledì 21 e giovedì 22 dicembre: sul palco del Teatro La Compagnia saliranno l’Orchestra da Camera Fiorentina e l’Orchestra Toscana Classica Young, con la straordinaria partecipazione del pianista Giuseppe Andaloro, nell’ambito progetto “Professione Orchestra 2022”. Anche in questa occasione saranno impiegati tutti gli strumenti di liuteria presenti al Festival.

Inizio concerti ore 21. Biglietto 10 euro. È consigliato l’acquisto in prevendita, online su www.ticketone.it e nei punti Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it/punti-vendita). Programma completo sul sito www.orchestrafiorentina.it. Per informazioni e prenotazioni si può contattare la segreteria dell’Orchestra, tel. 055.783374 – 333 7883225.
Il festival è organizzato da Orchestra da Camera Fiorentina in collaborazione con il Ministero della Cultura, con il sostegno di Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze. Si ringraziano per l’ospitalità Opera di Santa Croce e Fondazione CR Firenze. Direzione artistica a cura del Maestro Giuseppe Lanzetta.

PROGRAMMA FESTIVAL

Sabato 15 e domenica 16 ottobre 2022 – ore 21
Museo di Orsanmichele - via dell’Arte della Lana – Firenze
ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA
Direttore: Giuseppe Lanzetta
Violino Solista: Luca Fanfoni
W.A. Mozart             Rondò per violino e orchestra in do maggiore, K 373
W.A. Mozart             Concerto per violino n. 5 "Türkish" in la maggiore, K 219
W.A. Mozart             Sinfonia in do maggiore k200
Violino: Gioffredo Cappa 1690

Mercoledì 26 ottobre 2022 – ore 21
Museo di Orsanmichele - via dell’Arte della Lana – Firenze
LEVIOSA QUARTET
Violini: Neri Nencini e Sarah Margrethe Lie
Viola: Niccolò Presentini
Violoncello: Martina Bellesi
L.v. Beethoven         Quartetto per archi n. 4 in do minore, op. 18 n. 4
P.J. Tchaikowsky         Quartetto per archi n. 3 in mi bemolle minore, op. 30
Viola Paolo Sorgentone, Firenze 1988

Giovedì 27 e venerdì 28 ottobre 2022 – ore 21
Museo di Orsanmichele - via dell’Arte della Lana – Firenze
I SOLISTI DELL’ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA
Violino solista: concertatore Marco Lorenzini
Flauti: Angela Camerini, Cosimo Macchia
Clavicembalo: Mara Fanelli
J.S. Bach        Concerto Brandeburghese n° 3 per archi
Concerto Brandeburghese n° 4 per Violino due flauti e archi
Concerto Brandeburghese N° 5 per violino flauto, cembalo e archi
Violino: Massimo Nesi 2019

Giovedì 3 novembre 2022 - ore 21
Auditorium di S. Stefano al Ponte - piazza S. Stefano, 3 - Firenze
QUARTETTO D’ARCHI ORT FLORENTIA
Violini: Virginia Ceri, Alessandro Giani
Viola: Caterina Cioli
Violoncello: Luca Provenzani
L. Boccherini         Quartetto per archi n. 4 Op. 44 “La tiranna spagnola”
J. Turina            La oracion del torero op. 34
C. Gardel             Por una Cabeza
A. Piazzolla             Oblivion, Libertango
Violino: Claudio Arezio

Sabato 5 novembre 2022 - ore 21
Auditorium Fondazione CR Firenze - via Folco Portinari, 5r – Firenze
HUNGARICA ENSEMBLE HORVATH
Violini Ladislau Petru Horvath, Anton Tiberiu Horvath
Viola Dezi Herber
Violoncello Petru Gabriel Horvath
Programma in via di definizione
Musiche di J. Brahms, B. Bartok, F. List, E. Servansky, L. Weiner, A. Razek
Violino: Gianluca Montenegro 2022

Domenica 6 novembre 2022 - ore 21
Auditorium di S. Stefano al Ponte - piazza S. Stefano, 3 - Firenze
I SOLISTI DELL’ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA
Violino solista e concertatore: Damiano Tognetti
Oboe: Davide Guerrieri
J.S. Bach         Concerto per oboe e archi in re minore BWV 1059
J.S. Bach         Concerto brandeburghese n. 6 in si bemolle maggiore, BWV 1051
A. Marcello         Concerto per oboe e archi in re minore
J.S. Bach         Concerto per violino oboe e archi in re minore, BWV 1060
Violino: Giuseppe Bargelli, Firenze 1929

Lunedì 7 novembre 2022 – ore 21
Museo di Orsanmichele - via dell’Arte della Lana – Firenze
ENSEMBLE KAMMERKONZERT
Violini: Augusto Vismara, Damiano Isola
Viole: Mateos Kovacaj, Giulia Gallone
Violoncelli: Francesco Abatangelo, Andrea Sernesi
Pianoforte: Elisa Racioppi
R. Schumann        Quintetto in mi bemolle maggiore per pianoforte e archi, op. 44
J. Brahms        Sestetto n. 2 in sol maggiore per archi, op. 36
Violino: Anonimo Liuteria Toscana seconda metà del 700
Violoncello: Claudio Arezio, Firenze 2007

Giovedì 10 novembre 2022 - ore 21
Auditorium di S. Stefano al Ponte - piazza S. Stefano, 3 - Firenze
I SOLISTI DI TOSCANA CLASSICA
Violini: Emma Lanza e Ludovico Mealli
Viole: Elisa Mori e Tommaso Morano
Violoncello: Elettra Mealli
W.A. Mozart         Quintetto per archi n. 4 in sol minore, K. 516
A. Dvorak        Quartetto in fa maggiore, op. 96 "L'americano"
Violino: Massimo Nesi, Firenze 2013
Viola: Mauro Scartabelli, Pistoia 1979

Mercoledì 16 novembre 2022 – ore 21
Museo di Orsanmichele - via dell’Arte della Lana – Firenze
DUO VIOLONCELLO E PIANOFORTE
Violoncello: Lisa Napoleone
Pianoforte: Chiara Saccone
J. Brahms         Sonata n. 1 in mi minore per violoncello e pianoforte, op. 38
S. Prokoviev        Sonata in do maggiore per violoncello e pianoforte, op. 119
Violoncello: Claudio Arezio 2015, Firenze

Giovedì 17 novembre 2022 - ore 21
Auditorium Fondazione CR Firenze - via Folco Portinari, 5r – Firenze
DUO VIOLINO E PIANOFORTE
Violino: Sergio Messina
Pianoforte: Marino Nicolini
L.v. Beethoven     Sonata per violino e pianoforte n. 5 op. 24 "La Primavera”
C. Debussy        Sonata in sol minore per violino e pianoforte, L 148.
J. Brahms        Sonata n. 3 in re minore per violino e pianoforte, op. 108
Violino: Vittorio Bellarosa 1967

Domenica 20 e lunedì 21 novembre 2022 - ore 21
Auditorium di S. Stefano al Ponte - piazza S. Stefano, 3 - Firenze
ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA
Direttore: Giovan Battista Varoli
Violoncello: Massimo Polidori
Albert Maria Herz-Bing    Concerto per violoncello e orchestra
W.A. Mozart             Sinfonia in re maggiore n. 34 K.504 “Praga”
Violoncello: Paolo Castello 1770

Domenica 27 novembre 2022 - ore 21
Auditorium Fondazione CR Firenze - via Folco Portinari, 5r – Firenze
QUARTETTO D’ARCHI ADEL
Dei professori del Maggio Musicale Fiorentino
Violini: Lorenzo Fuoco e Andrea Tavani
Viola: Dezi Herber
Violoncello: Elida Pali
A. Webern        Langsamer Satz per quartetto d'archi, WoO 6
L.V. Beethoven    Quartetto per archi n. 7 in fa maggiore, op. 59 n. 1 "Razumowsky"
A. Webern        Funf Stucke op. 5 QqQ
Violino: Massimo Nesi 2010

Lunedì 28 novembre 2022 - ore 21
Auditorium Fondazione CR Firenze - via Folco Portinari, 5r – Firenze
SESTETTO DELL’ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA
Violini: Damiano Tognetti e Riccardo Capanni
Viola: Leonardo Bartali e Flaminia Zanelli
Violoncello: Iacopo Luciani e Sandra Bacci
J. Brahms             Sestetto n. 1 in si bemolle maggiore per archi, op. 18
P.J. Tchaikowsky         Souvenir de Florence, op. 70
Violino: Giuseppe Bargelli, Firenze 1929

Lunedì 5 dicembre – ore 21 - ingresso libero
Basilica di Santa Croce - Piazza Santa Croce - Firenze
Commemorazione della morte di W.A. Mozart
ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA
CORO HARMONIA CANTATA
Direttore: Giuseppe Lanzetta
Maestro del Coro: Raffaele Puccianti
Soprano: Patrizia Cigna
Contralto: Patrizia Scivoletto
Tenore: Vladimir Reutov
Basso: Diego Colli
W.A. Mozart         Ave Verum per coro Orchestra
Requiem KV 626 per soli coro e Orchestra
Tutti gli strumenti della Liuteria Toscana che partecipano al Festival

Domenica 11 e lunedì 12 dicembre 2022 - ore 21
Auditorium di S. Stefano al Ponte - piazza S. Stefano, 3 - Firenze
ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA
Direttore: Giuseppe Lanzetta
Violino: Marco Serino
Violoncello: Patrizio Serino
Pianoforte: Edoardo Barsotti
L.v. Beethoven
"Triplo concerto" in do maggiore per pianoforte, violino e violoncello, op. 56
Sinfonia n. 8 in fa maggiore, op. 93
Violoncello: Filippo Fasser copia Rogeri, gentilmente concesso da M. Brunello
Violino Toscano Anonimo 1900

Mercoledì 21 e giovedì 22 dicembre 2022 - ore 21
Teatro La Compagnia - via Cavour, 50/R - Firenze
ORCHESTRA TOSCANA CLASSICA YOUNG
In collaborazione con
ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA
Progetto “Professione Orchestra 2022”
Direttore: Giuseppe Lanzetta
Pianoforte: Giuseppe Andaloro
G. Verdi        Nabucco Overture
P.J. Tchaikowsky    Concerto per pianoforte e orchestra n 1
Sinfonia n. 5 in mi minore, op. 64
Tutti gli strumenti che partecipano al festival

Info concerti
Tel. 055.783374 – 3391632869

Direzione artistica
Giuseppe Lanzetta

Progetto
Orchestra da Camera Fiorentina
Ministero della Cultura

Con il sostegno di
Regione Toscana
Città Metropolitana di Firenze
Comune di Firenze

Si ringraziano per l'ospitalità
Opera di Santa Croce
Fondazione CR Firenze


Nicoletta Curradi 

giovedì 29 settembre 2022

"Grado babo" di Sergio Tazzer in libreria

 



Quando si avvicina l'epoca delle vendemmie, ogni anno, quando i viticoltori si incontrano le domande d’uso sono due: “Com’è l’uva, che grado fa?”. Per grado è sottinteso il Grado Babo, un’unità di misura impiegata per definire il contenuto zuccherino presente in un mosto. “GRADO BABO, da Klosterneuburg l’unità di misura del mosto diffuso in tutte le cantine” è il nuovo volume dell’omonima collana edita da Kellermann Editore, in libreria dal 28 settembre, che racconta il nome in codice Grado Babo, che da oltre cent’anni fa parte della tradizione e del lessico dei vigneti e delle cantine, ma di cui grande pubblico non conosce l’origine.


A cura di Sergio Tazzer – scrittore, giornalista e membro ordinario dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino – il volume conduce il lettore in un viaggio alla scoperta dell’origine del Grado Babo, della sua diffusione e del suo inventore.


Il termine Grado Babo è legato ad un semplice strumento di valutazione del contenuto zuccherino del mosto, il densimetro o più usualmente “mostimetro Babo”, il cui inventore, il direttore della cantina di Klosterneuburg August Wilhelm von Babo, è egli stesso parte della storia della moderna vitienologia.


Il barone August Wilhelm von Babo, fu uno scienziato noto anche per i suoi studi sulle ampelopatie – malattie delle viti coltivate – che nell’Ottocento giunsero in Europa dal Nuovo Mondo, ma soprattutto poiché mise in piedi l’antesignana di tutte le scuole enologiche. Questa pubblicazione, attraverso la quale il lettore avrà la possibilità di scoprirne vita e imprese, gli rende un doveroso omaggio.


Sergio Tazzer


Sergio Tazzer, (Treviso, 1946) già direttore della sede RAI per il Veneto, capo della redazione trentina e della redazione centrale del TGR a Roma. Studioso di storia contemporanea dei paesi dell’Europa centrale e balcanica, è autore di numerosi saggi sulla storia del Novecento, in particolare sulle vicende legate alla Prima Guerra Mondiale. È inoltre membro ordinario dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.


Scheda tecnica


Titolo: GRADO BABO, da Klosterneuburg l’unità di misura del mosto diffuso in tutte le cantine

Editore: Kellermann Editore

Autore: Sergio Tazzer

Pagine: 48

Collana: GRADO BABO (NIC 8)

Codice ISBN: 978-88-6767-115-1

Prezzo: € 9,00


Nicoletta Curradi 


mercoledì 21 settembre 2022

Fabrizio Plessi, due grandi eventi a Firenze per le sue emozioni digitali





PLESSI Emozioni Digitali

Tornabuoni Arte dedica a Fabrizio Plessi, uno dei più importanti artisti italiani di videoarte, la mostra  PLESSI. Emozioni Digitali, che inaugurerà mercoledì 21 settembre 2022, alle 18.00, nella sede fiorentina della galleria, in lungarno Benvenuto Cellini 3.

L’esposizione raccoglie oltre trenta lavori dai progetti dagli anni Settanta agli anni Novanta, fino alla produzione video più recente dell’artista, considerato un pioniere, tra i primi sperimentatori della materia digitale in Italia, tanto da essere definito “l’aborigeno del digitale”. Un artista che ha saputo coniugare natura e artificio, arte e tecnologia, dando vita a creazioni poetiche di grande impatto evocativo, dove ricorrono costantemente gli elementi primordiali quali l’acqua, il fuoco, i fulmini, la terra, in un flusso inarrestabile di immagini.

 

“Mi confronto con delle vie nuove ogni volta, e questa via del digitale, che ai miei tempi chiamavamo elettronica, è sempre stata per me un modo di dare vita alla materia” racconta Plessi a Serena Tabacchi, direttrice e co-fondatrice del MoCDA, Museo d’Arte Contemporanea Digital Art, Londra, nell’intervista pubblicata nel catalogo, realizzato appositamente per questa occasione. “Mentre tutti dipingevano o facevano sculture, io pensavo a come il canale televisivo si potesse plasmare, grazie ai suoi pixel e alla sua immateriale consistenza.”





Al piano superiore della galleria saranno esposti alcuni progetti su carta degli anni Settanta, con disegni e immagini ricchi di annotazioni, che testimoniano quanto il suo lavoro si sia sempre basato su una metodologia e uno studio rigorosi, attenti alla tradizione del disegno manuale. “Ogni opera è frutto di un lungo lavoro - spiega la storica dell’arte Sonia Zampini nel testo NATURA MANIFESTA, sempre in catalogo - che si basa su disegni preparatori a cui Plessi dedica particolare attenzione. Studi di annotazioni grafiche e cromatiche, creano una fitta selva di osservazioni strutturate e concrete a cui affidare lo sviluppo della successiva opera, intesa come visione tangibile del progetto iniziale. I video riprenderanno successivamente questa ideale struttura a foglio o composizione a più fogli che, con misure aumentate, si definiranno come delle finestre ideali in grado di mostrare una condizione che si pone oltre la fisicità che la contiene, una sorta di filtro tra due ipotetici mondi e visioni.”

Insieme ai progetti, sempre in questa sezione, troviamo alcune opere della serie Cariatidi, dei primi anni 2000, alcune su carta, altre invece sculture, dove la fisicità degli oggetti e dei materiali (paglia, anfore, sassi) si combina in modo armonico con le immagini digitali.

Al piano inferiore, la mostra prosegue con i lavori video più recenti, divisi per temi, in una sequenza che restituisce agli spettatori l’essenza degli elementi ritratti: dalla fluidità e la forza dell’acqua che scorre e travalica i perimetri tangibili dell’opera, al bagliore dei lampi che illuminano brevemente il buio della notte, all’incandescenza del fuoco che si manifesta anche nella striscia segnata dal passaggio della lava. A queste installazioni, connotate di un carattere di “meraviglia”, si aggiungono anche quelle regali delle “Cascate d’oro”, visioni che recuperano la preziosità dell’arte antica, così come la serie “Mosaico”, dove la tradizione artistica della tecnica a tasselli dorati acquista una resa visiva estremamente contemporanea. Plessi usa la tecnologia come materia da plasmare, così come uno scultore farebbe con il marmo. Non si ferma alla mera riproduzione dell’immagine o documentazione della realtà ma, come sottolineava Achille Bonito Oliva, “gioca con tematiche complesse come il rispecchiamento ed il doppio, il narciso e la memoria, con la produzione di immagini sofisticate capaci di evocare per il loro virtuosismo la "sprezzatura" manierista.”

Tornabuoni Arte presenta, inoltre, una sezione dedicata agli NFTs, una collezione che l’artista ha creato negli ultimi anni, i cui soggetti rimangono quelli della Natura, e che completa la sua produzione artistica. Plessi che, come già sottolineato, è uno sperimentatore, non si sottrae al fascino dall’evoluzione che l’unicità del digitale e l’utilizzo della tecnologia blockchain comportano, attualizzando ulteriormente il suo linguaggio.

Nel catalogo, a cura di Tornabuoni Arte, che accompagna l’esposizione, oltre ai testi di Serena Tabacchi e Sonia Zampini saranno ripubblicati L'arte di Fabrizio Plessi di Achille Bonito Oliva, tratto dalla mostra Plessi Videocruz al Museo Espanol de Arte Contemporaneo, Madrid, 1990,  e The Art of Fabrizio Plessi di John G. Hanhardt, scritto per la mostra Fabrizio Plessi, Guggenheim Museum Soho, New York, 1998.

PLESSI. Emozioni Digitali rimarrà aperta fino al 18 novembre 2022 e aprirà in occasione della Biennale dell’Antiquariato e della FLORENCE ART WEEK.

Fabrizio Plessi è nato a Reggio Emilia nel 1940. Vive e lavora tra Venezia e Palma di Maiorca. Ha partecipato ad importanti rassegne come Documenta di Kassel, e a quattordici edizioni della Biennale d'Arte di Venezia. Ha esposto in prestigiosi sedi internazionali tra le quali il Guggenheim di New York, le Scuderie del Quirinale di Roma, il Museo Pushkin di Mosca. Al Passo del Brennero nel 2013 è stato inaugurato il Plessi Museum, progettato dall’artista come un’opera di architettura, scultura e design.  

       
PLESSI
installazione site specific

facciata di Palazzo Bartolini Salimbeni

Firenze, via Tornabuoni /piazza Santa Trinita,1
 

Da mercoledì 21 settembre 2022 chi passeggerà a Firenze, lungo la centralissima via Tornabuoni, si troverà ad ammirare, inaspettatamente, un’inedita installazione video di Fabrizio Plessi che animerà la facciata di Palazzo Bartolini Salimbeni, sede della Collezione Roberto Casamonti.


Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Collezione Roberto Casamonti e le Gallerie degli Uffizi e si inaugura in occasione della Florence Art Week. Un progetto a cadenza biennale che, di volta in volta, selezionerà un artista internazionale al quale sarà commissionato un lavoro site specific per le quattro nicchie all’altezza del piano nobile della facciata che, nel Cinquecento (1520), ospitavano le statue raffiguranti le quattro Stagioni, sculture ormai disperse, creando un confronto diretto tra la struttura architettonica antica e i linguaggi contemporanei. L’opera, che andrà a sostituire le antiche statue, realizzata grazie alla Collezione, sarà visibile per sei mesi. L’artista invitato donerà il proprio ritratto alle Gallerie degli Uffizi, arricchendo così la preziosa Galleria degli autoritratti.


Fabrizio Plessi, pioniere e sperimentatore della tecnologia applicata all’arte, ha scelto di raffigurare quattro soggetti a lui cari: l’acqua, il fuoco, l’oro e i lampi, che si ripetono in maniera ciclica nei video inseriti in modo armonico nella compostezza dell’architettura dell’edificio di Baccio d’Agnolo.


“Il progetto di Palazzo Bartolini Salimbeni - dichiara Roberto Casamonti - è per me molto significativo, in quanto evidenzia ulteriormente le motivazioni che mi hanno spinto a realizzare la mia stessa Collezione e successivamente ad aprirla al pubblico: l’idea cioè di condividere l’arte, di riportare nelle strade e nelle piazze un rinnovato senso estetico, una nuova vitalità offerta al nostro sguardo in grado di rigenerare l’attitudine conoscitiva”.

 

“La presenza dell’acqua e del fuoco insieme al numero delle immagini di Plessi ricorda i quattro elementi della filosofia naturale classica e rinascimentale, che a Firenze ispirarono, tra l’altro, la decorazione dell’interno della Tribuna degli Uffizi – commenta Eike Schmidt - suggerendo la concentrazione dell’intero cosmo in una singola stanza. L’oro addirittura rappresenta un elemento presente nel sistema periodico moderno (il numero 79). Tuttavia, Plessi non sembra essere tanto interessato alla qualità sostanziale, elementare, atomica, chimica e fisica dei fenomeni evocati, quanto, come Leonardo da Vinci – in particolare con le osservazioni e interpretazioni sulla viscosità dell’acqua e sull’idrodinamica contenute nel Codice Leicester – al loro movimento. Un movimento che si oppone al nostro sul terreno e ci impone una sosta di riflessione: nei prossimi mesi, chi passeggerà lungo via Tornabuoni potrà fermarsi ad ammirare l’inaspettata animazione della facciata di Palazzo Bartolini Salimbeni, e farsi coinvolgere nella contemplazione catartica delle quattro immagini in successione”.


“L’acqua, il fuoco e la tempesta con i suoi lampi - sottolinea Sonia Zampini, direttrice della Collezione - sembrano essere racchiusi, al pari di una sorta di sintesi cosmica, tra le mura antiche, apologia dello scorrere del tempo e della ciclicità dell’universo. L’oro fluido, infine, consacra l’atto visivo come pura ierofania che lascia trasparire una urbana, quotidiana, rivelazione.”

 
Per l’occasione sarà disponibile una pubblicazione con testi di Eike Schmidt, Roberto Casamonti, Sonia Zampini e Chiara Toti.

L’installazione sarà visibile fino al 30 marzo 2023, tutti i giorni dalle 16.00 alle 24.00

 
Fabrizio Plessi è nato a Reggio Emilia nel 1940. Vive e lavora tra Venezia e Palma di Maiorca. Ha partecipato ad importanti rassegne come Documenta di Kassel, e a quattordici edizioni della Biennale d'Arte di Venezia. Ha esposto in prestigiosi sedi internazionali tra le quali il Guggenheim di New York, le Scuderie del Quirinale di Roma, il Museo Pushkin di Mosca. Al Passo del Brennero nel 2013 è stato inaugurato il Plessi Museum, progettato dall’artista come un’opera di architettura, scultura e design.

 Nicoletta Curradi 






sabato 17 settembre 2022

Dalla Swinging London a Prato in mostra gli abiti di Ossie Clark e Celia Birtwell





Fino all’8 gennaio 2023 è aperta al Museo del Tessuto l’esposizione “Mr & Mrs Clark. Ossie Clark and Celia Birtwell. Fashion and Prints 1965-1974”





Al Museo del Tessuto di Prato arriva una mostra che rende omaggio per la prima volta in Italia a un iconico fashion duo della moda.


Fino all’8 gennaio 2023 saranno in mostra i coloratissimi abiti realizzati da Ossie Clark e Celia Birtwell due creativi inglesi che hanno dato origine a uno stile inconfondibile che ha lasciato un segno indelebile nella scena londinese e nella cultura pop tra il 1965 e il 1974.






L’esposizione realizzata con il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana in collaborazione con la Fondazione Sozzani mette in luce un importante nucleo di 40 abiti provenienti dalla preziosa collezione del celebre costumista Massimo Cantini Parrini, dalla collezione privata di Lauren Lepire a Los Angeles, e dagli archivi di Celia Birtwell e della famiglia Clark.


La mostra tramite abiti, tessuti, video, foto, editoriali dell’epoca, bozzetti e un’intervista esclusiva a Celia Birtwell farà rivivere al visitatore il periodo felice e spregiudicato della Swinging London.


Nicoletta Curradi 

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