mercoledì 2 febbraio 2011

Un premio di laurea per le imprese storiche

Longevità ed etica manageriale, legame simbiotico con il territorio di appartenenza e problematiche legate al ruolo dell’imprenditore in un’impresa ultracentenaria, così definita in quanto depositaria di valori non solo economici ma anche sociali e culturali.

Sono questi alcuni dei temi presenti nel bando del “1° Premio per Tesi di Laurea”, che la UIST Unione Imprese Storiche Toscane ha inteso promuovere in collaborazione con la Facoltà di Economia dell’Università di Firenze e con Ente Cassa di Risparmio di Firenze, estendendone i termini di partecipazione a tutti i laureati delle Università Italiane.

“L’obiettivo del bando è quello di focalizzare l’attenzione sull’impresa storica italiana – afferma Franco Torrini, presidente dalla UIST – ma nella sua accezione particolare, ovvero nella sua dimensione ultracentenaria. Una dimensione che permette all’impresa di vantare esperienze uniche che spesso oltrepassano la sfera aziendale e che si innestano nel tessuto culturale di appartenenza”.

Al premio di laurea, consistente in € 5000, potranno partecipare tutti i titolari che hanno conseguito la laurea magistrale (o equipollente secondo il vecchio ordinamento) delle Università Italiane la cui tesi sia stata discussa entro il 31 Luglio 2011 e non prima del 1° Ottobre 2009, ed approvata con voto non inferiore a 100 su 110.

Le domande dovranno pervenire entro il 30 settembre 2011 a: UIST via Pasquale Villari 7, 50136 Firenze (bando completo su www.storiaimpresa.it, info promo@storiaimpresa.it).

La UIST Unione Imprese Storiche Toscane, costituita nel 2000, abbraccia oggi 30 marchi dislocati nelle province di Firenze (21), Grosseto (1) Livorno (2), Siena (4), Carrara (1) e Arezzo (1). Da sempre è impegnata nel sostenere iniziative culturali sul territorio regionale e nazionale.

A Forte dei Marmi una mostra d'arte per S. Valentino



Dipinti, installazioni e disegni della coppia d'artisti Monica Michelotti e Mario Carchini dal titolo "Innamorati dell'arte" per la festa di San Valentino.

Una mostra curiosa tutta da scoprire allestita nel Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi (Via M. Civitali 33 a Vittoria Apuana) – e presso il Logos Hotel (Via Mazzini 153 Forte dei Marmi) che sarà inaugurata Domenica 13 Febbraio alle ore 16.
La mostra rimarrà aperta fino al 2 Marzo 2011.

A Cecina tanti eventi per i 150 anni d'Italia


Per oltre un mese e mezzo a Cecina ( Li), rivive il Risorgimento con una grande mostra, conferenze, presentazione di libri, rievocazioni storiche, incontri con storici e ricercatori e un finale tutto in musica.

Sono ben nove gli appuntamenti organizzati dalla Fondazione Culturale Hermann Geiger per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia che si svolgeranno dal 5 febbraio al 27 marzo curate da Alessandro Schiavetti con il Patrocinio della Presidenza della Repubblica per le Celebrazioni dei 150 anni, della Regione Toscana, Domus Mazziniana di Pisa e la collaborazione del Comune di Cecina, del Circolo Filatelico di Cecina e l’associazione Miles.

Si comincia sabato 5 febbraio alle ore 16 nella sala delle Esposizioni in Corso Matteotti 47, con l’apertura della mostra “1861. L’anno che fu l’Italia”.
Si potranno ammirare cimeli del periodo Risorgimentale: divise, armi, cimeli storici, giornali e riviste dell’epoca, documenti di rilevante importanza, e molte altre sorprese.
La cerimonia inaugurale si aprirà con l’arrivo davanti alla sede espositiva della Fanfara dei Bersaglieri dell’associazione Nazionale Bersaglieri che eseguirà brani musicali risorgimentali intervallati da una rievocazione storica a cura dell’Associazione Napoleonica d’Italia con soldati in uniforme austriaca, volontari toscani, soldati piemontesi e francesi del 1848 e 1859.
Durante la cerimonia il personale delle Poste Italiane sarà presente per l’annullo filatelico dedicato alle Celebrazioni dei 150 anni.
Il percorso espositivo presenta il periodo storico che va dal 1833 al 1870, che abbraccia tutto il processo risorgimentale, passando dal 1861 nel quale appunto si è costituita l’Italia stessa, fino all’annessione di Roma.
Una prima sezione riguarda le battaglie di Curtatone e Montanara, San Martino e Solferino, e Bezzecca; con cimeli provenienti direttamente dalle battaglie e da coloro che vi parteciparono.
Poi ci sarà una sezione dedicata ai “Padri della Patria”: da Garibaldi a Mazzini, Vittorio Emanuele II e Camillo Benso di Cavour, con particolare attenzione a immagini e documenti sul loro operato.

Un'altra sezione riguarda la Toscana nel Risorgimento, con due episodi chiave che furono la battaglia di Curtatone e Montanara nella quale parteciparono numerosi volontari toscani, specialmente studenti dell’Università di Pisa, e le famose due giornate di Livorno, nelle quali i cittadini scesero in piazza per opporsi agli oppressori stranieri; qui si misero in mostra personaggi importanti come Jacopo e Andrea Sgarallino.

Poi spazio alle arti come la musica e la pittura, dalla nascita dell’Inno nazionale alla storia del tricolore. La mostra, ad ingresso libero, sarà aperta fino al 27 marzo dal martedì alla domenica dalle ore 16 alle 20.

In questo periodo nella Sala delle Esposizioni saranno anche organizzati incontri, convegni e dibattiti con importanti studiosi, rappresentanti delle istituzioni, scrittori e giornalisti.

I temi che saranno affrontati sono quelli del Risorgimento e delle celebrazioni dei 150 anni ma ci sarà grande spazio anche alla storia locale.
In particolare venerdì 18 febbraio ci sarà una conferenza dal titolo “Cecina e il Granducato di Toscana fra Risorgimento e Unità d’Italia”.
Tra gli interventi previsti quelli del sindaco di Cecina Stefano Benedetti.

Invece sabato 5 marzo si parlerà dei “Moti rivoluzionari in Toscana. 10 e 11 maggio. Le due giornate di Livorno”. Presenti il prof. Fabio Bertini presidente del Comitato Livornese per la promozione dei valori risorgimentali e il giornalista di “Microstoria” Damiano Leonetti.

Sabato 26 marzo invece il tema di un dibattito sarà quello sul “Confronto politico e la censura nel Granducato di Toscana ( 1814 – 59)”.

Infine domenica 27 marzo alle ore 18 in occasione della chiusura della mostra, spazio alla musica con il concerto “Da Mameli a Verdi. I canti e la musica del Risorgimento”. Introduce e dirige la scuola di Musica di Cecina il maestro Federico Rovini mentre i canti risorgimentali saranno eseguiti dal Coro Amichorum diretto da Rosaria Benucci e al pianoforte il maestro Antonino di Giorgio.

“Abbiamo voluto dare con grande piacere il nostro contributo alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia – sottolinea il presidente della Fondazione Geiger Giovanni Servi – sia incontrando una realtà locale importante come il Circolo Filatelico ma anche collaborando con il Comune di Cecina ospitando alcune delle sue conferenze. Tutto questo per rimarcare i valori che hanno portato all’Unità d’Italia e riscoprire aspetti che si rischiava di perdere o dimenticare.
Un messaggio – aggiunge - che deve essere diretto soprattutto verso le giovani generazioni ed è per questo motivo che abbiamo voluto stabilire un filo diretto tra la memoria di quegli eventi e i nostri giorni invitando alla cerimonia inaugurale la Giunta dei ragazzi di Cecina”. “La mostra 1861.L’anno che fu Italia – spiega il curatore Alessandro Schiavetti – è un evento dove abbiamo cercato di mettere in luce un periodo come quello risorgimentale, nel quale sia i Padri della Patria, sia i volontari che hanno combattuto per la liberazione e per l’Unità, hanno creduto, voluto, e realizzato, quei contorni geografici che ad oggi richiamano al nostro paese col nome Italia. Per raccontare questo sentimento comune – precisa - mettiamo in mostra tutta una serie di testimonianze dirette che riporteranno il visitatore nello scenario storico che ruota appunto intorno all’anno 1861”. Per informazioni: Fondazione Culturale Hermann Geiger, tel. 0586 – 635011, sito web: www.fondazionegeiger.it

sabato 29 gennaio 2011

Appuntamento per la 1° asta del 2011 alla Maison Bibelot


Comincia il 2011 alla Maison Bibelot con esposizione sabato 19 , domenica 20 e lunedì 21 , sarà venerdì 25 e sabato 26 febbraio .
Il 2010 Per Maison Bibelot si è chiuso con un trand molto positivo con un dato di decisa crescita sia per gli affari che per la clientela .
Questo primo appuntamento del nuovo anno mantiene il trand e si presenta particolarmente interessante sia per gli arredi più classici e antichi che per il collezionismo più esigente soprattutto per gli argenti , senza comunque trascurare i cristalli e vetri, i bijoux e anche al vintage di gran classe .
Il clou dei lotti proviene da eleganti residenze fiorentine e fra gli arredi più intriganti possiamo segnalare due colonne portavasi impiallicciate in ciliegio e palissandro (foto n 1 in allegato ) una coppia di curiose console del XIX sec in legno intagliato, dipinto e in parte dorato sostenute da delfini ; un originale cassettone da viaggio , Inghilterra, fine XIX sec , diviso in due parti per essere più facilmente trasportato , con quattro cassetti finemente intagliati e traforati con intreccio di foglie di vite; sempre ottocento un tavolo da centro con il piano intarsiato in legni da frutto con un trionfio di strumenti musicali..
In questo anno di celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia ci piace segnalare che la nostra sede si trova al piano terra di un bel palazzo ottocentesco che è stata sede del Ministero degli Esteri Italiano al tempo di Firenze Capitale del Regno Unito d’Italia.!
Del Bimbo Fabrizio

La scoperta di uno scultore: Vinicio Modesti in mostra alla Fondazione Piaggio



VINICIO MODESTI
Nuove forme in lucenti smalti
Mostra a cura di Ornella Casazza

Pontedera, Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli”
29 Gennaio 2011 – 26 Marzo 2011

La scoperta di uno scultore: con qyesate parole la Soprintendente Cristina Acidini ha esordito nella sua introduzione al catalogo della mostra dal titolo “Nuove forme in lucenti smalti”, al Museo Piaggio di Pontedera, che per la prima volta propone al grande pubblico le opere di Vinicio Modesti (1924 - 1968) offrendo l’opportunità di riscoprire la figura di questo artista scomparso prematuramente, che proprio a Pontedera visse per 11 anni, lasciando traccia di sé in tutto il territorio. L’esposizione, che si terrà dal 29 gennaio al 26 Marzo 2011, è curata da Ornella Casazza con il coordinamento generale dello studio DEFERRARI+MODESTI che realizza anche il progetto di allestimento. La mostra ha il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Comune di Pontedera, della Fondazione Piaggio, della Provincia di Pisa e della Regione Toscana e la collaborazione della Soprintendenza BAPSAE per le province di Pisa e Livorno; raccoglie oltre 50 opere dello scultore ceramista ed è accompagnata da un bellissimo catalogo edito da Bandecchi e Vivaldi.


Professore di scultura e eccellente scultore lui stesso, Modesti si trasferì a Pontedera nel 1957 e qui visse sino alla sua morte, affiancando all’attività didattica una continua ricerca artistica che lo portò a sperimentare forme vascolari, figure plastiche e smalti policromi che gli fecero riscuotere grandi consensi di critica e di pubblico. Molte sue opere vennero acquistate dall’Amministrazione Provinciale, dalla Curia, dalla Camera di Commercio e dall’Ente Provinciale per il Turismo, ma la sua prematura scomparsa, nel 1968 a soli 44 anni, lo ha fatto piano piano dimenticare. La mostra dunque, vuole colmare questa lacuna, ed è l’occasione per ricostruire finalmente in un volume il suo intero percorso artistico. A fianco del catalogo, infatti, sempre per i tipi di Bandecchi e Vivaldi, uscirà il grande volume monografico “Vinicio Modesti 1924 – 1968”.

Modesti si trasferì a Pontedera da Volterra, sua città natale, per prendere la direzione della scuola della ceramica di S.Giovanni alla Vena, cui riuscì a dare un grande impulso. Alla sua appassionata attività didattica, affiancò sempre quella artistica, scegliendo ogni volta temi vicini al gusto popolare: le figure religiose, gli animali, le scene di vita quotidiana.
Dal 1954 i soggetti religiosi saranno il riferimento costante del suo percorso creativo, “quei temi sacri – come dice la curatrice Ornella Casazza - che la Chiesa gli commissionerà, contribuendo ad arricchire la sua espressione più libera e sicuramente più attraente, che l’artista realizza in nuove forme, vibranti di luminose freschezze, in smalti policromi”.
Nei soggetti profani, invece, – dice sempre la Casazza – Modesti “riuscirà, con grazia e gusto, a reinventare e a rinnovare, nelle infinite variabili della materia, quella decorazione parietale che è stata a noi familiare e sarà capace di riallacciarsi, attraverso un linguaggio assolutamente originale, alla tradizione che, soprattutto i toscani, ricordano attraverso i Della Robbia, le grandi composizioni di Donatello o di Andrea del Verrocchio”.
I suoi riferimenti al passato non lo allontanano però mai dal presente. Come scrive di lui Cristina Acidini, Vinicio Modesti è “uomo del suo tempo e di esso autentico interprete. Si rivela come uno scultore di grande interesse, anche per la ricostruzione dei problematici percorsi dell’arte cristiana del Novecento, vibrante di rinnovamento pur nella sostanziale fedeltà al canone figurativo”.
Questi aspetti, dopo 40 anni, sono tutti presenti in mostra: ad un’”Annunciazione” del 1960, proveniente da una collezione privata, si affiancheranno per esempio, una “Pastorale”, di poco precedente e un vaso con bufali e cinghiali, decorato con ironia ed efficacia in un processo di riduzione all’essenziale.
Per tutto il periodo dell’esposizione, dal martedì al sabato, verranno organizzate delle visite guidate gratuite alla mostra. Le visite, della durata di 30 minuti circa, si terranno dalle ore 10 alle ore 17 e andranno prenotate all’indirizzo elena.colombini@fondazionepiaggio.it o al numero 0587 271721.


Vinicio Modesti nasce nel 1924 a Volterra, dove trascorre gli anni dell’adolescenza, cominciando molto presto a interessarsi alla scultura, anche grazie alla frequentazione con gli scultori di alabastro, le cui botteghe artigiane all’epoca erano numerosissime in città. Finita la scuola dell’obbligo, si iscrive dunque all’Istituto d’Arte di Volterra e poi al corso superiore dell’Istituto Statale d’Arte di Firenze dove, nel 1942, consegue il diploma di licenza per Maestro d’Arte nella sezione Scultura – Marmo, col quale torna a Volterra ad insegnare.
Gli eventi bellici che sconvolsero l’Italia lo videro protagonista come partigiano nella Brigata Garibaldi Guido Boscaglia. I diari rimasti negli archivi della resistenza lo ricordano più volte come protagonista nella lotta al fascismo. In occasione della mostra, nel mese di marzo, uscirà sempre per Bandecchi & Vivaldi il libro Vita e sentimenti del partigiano Beppe, una trascrizione, in parte anastatica, dei diari che Modesti ha tenuto nel periodo partigiano, con gli appunti, le riflessioni e i disegni di quello che vedeva. Il libro, che sarà presentato alla Fondazione Piaggio il 5 marzo 2011, è stato curato da Leonardo Modesti e Stefania Castellani e presenta due scritti di Ivano Tognarini e Ilaria Bertocci.
Tra il 1946 e il 1950 si trasferì a Firenze per lavorare come ceramista nelle più accreditate botteghe artigiane della città, per poi tornare a Volterra a sposare Miranda Arrighini e continuare il suo insegnamento all’Istituto d’Arte. Qui prese la direzione della ditta Bessi che in quel periodo oltre alla manifattura dell’alabastro, iniziava anche una manifattura della ceramica, denominata “Industria per la ceramica l’Etrusca” che iniziò la produzione nel 1950 e cessò l’attività nel 1953.
Nel 1957 si trasferì a Pontedera, diventando direttore della Scuola per la ceramica a S. Giovanni alla Vena, a cui riuscì a dare un grande impulso. Una mostra degli allievi, che proponeva anche alcune opere di Modesti, fu ospitata nel 1959 al Palazzo degli Affari di Pontedera, ottenendo un grande successo di critica e di pubblico, tanto che Monsignor Stefanini della Curia di Pisa gli commissionò due pale con soggetto religioso da collocarsi nella Chiesa di Bientina e una per il Camposanto di San Giovanni alla Vena. Tra il 1959 e il 1961 sono moltissime le opere che gli vengono commissionate a Calci, a Pontedera e a Cascina.
Nel frattempo la scuola d’arte per la Ceramica di S. Giovanni alla Vena fu trasferita nella nuova sede dell’Istituto Fascetti a Pisa, dove Modesti mantenne la direzione della sezione ceramica. Nel 1960 una mostra degli allievi fu allestita nei locali della Camera di Commercio di Pisa, che acquistò nello stesso anno la “Pastorale” per la sua sala convegni, mentre nel 1962 il lavoro dell’Istituto fu ospitato nel Museo Civico di Braunschweig, in Germania.
Gli anni Sessanta lo videro impegnato a rispondere alle importanti commissioni della Curia per la decorazione di chiese nel territorio pisano e livornese.
Nel 1966 Modesti lasciò a malincuore l’Istituto Fascetti di Pisa per accettare il più sicuro ruolo nella scuola media e nel 1968 collocò la sua ultima opera, il“Cristo Redentore”, nella cappella del cimitero di Pontedera, cappella che accolse le sue spoglie.


VINICIO MODESTI
Nuove forme in lucenti smalti
29 Gennaio 2011 – 26 Marzo 2011
Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli”
Viale Rinaldo Piaggio 7, 56025 Pontedera (Pisa)
Orario: dal martedì al sabato ore 10.00 - 18.00 Ingresso gratuito
Per informazioni: www.viniciomodesti.it e www.museopiaggio.it tel. 0587 27171

Informazioni mostra
Elena Colombini elena.colombini@fondazionepiaggio.it
0587 271721
Comunicazione
Annalisa Rossi annalisa.rossi@fondazionepiaggio.it
0587 271727

Fabrizio Del Bimbo

venerdì 28 gennaio 2011

Gattart 2011


L'appuntamento per quest'anno è previsto dal 17 al 27 febbraio a Firenze con GATTART FIORA LEONE 2011
L’irresistibile fascino e potere ammaliante dei gatti. Succede a Firenze dal 17 al 27 febbraio presso l’Antichità via dei Fossi (via dei Fossi 55r) sede di GATTART FIORA LEONE 2011 (in ricordo della grande artista scomparsa), mostra di pittura, scultura, ceramica e fotografia dedicata all’affascinante mondo dei gatti, con la partecipazione di artisti italiani e stranieri di prestigio internazionale. Pittori, scultori, ceramisti e originali creatori di arti decorative, gattofili per natura o per diletto, conquistati dall’amico ‘gatto’, signore indiscusso dei nostri salotti, enigmatico e spesso indecifrabile compagno a quattro zampe di grandi e piccini, elegante nel suo incedere felpato e flessuoso, protagonista di miti e leggende, vissuto a tratti come animale conturbante dalle doti quasi soprannaturali, venerato nella storia ora come simbolo divino, ora come creatura del diavolo e incarnazione delle streghe.
Le testimonianze di un incondizionato amore per questi felini si moltiplicano accomunando regine, illuminati capi di stato, scrittori e grandi artisti. Così se Edgar Allan Poe amava portar in spalla all’interno delle mura domestiche il suo amato gatto Cattarina immortalandolo poi in Il Gatto nero (1842), George Sand era talmente affezionata alla sua gattina di nome Minou da condividere con lei nientemeno che la tazza della colazione. E se White Heather, il persiano della regina Vittoria, venne trattato a corte come un vero principino tanto da entrare nell’asse ereditario del figlio Edoardo VII, al numero 10 di Dowing Strett a Londra risiedeva con tutti gli onori, Jock, l’inseparabile compagno ‘a quattro zampe’ di Winston Churchill. Per non parlare del forte legame che da sempre unisce come fonte inesauribile di ispirazione questi animali a celebri pittori del passato: dai fratelli Lorenzetti al lunatico, “strano e selvaggio”Pontormo, da Leonardo al Tintoretto, da Paul Klee a Manet fino a Kirchner, Picasso e Balthus che non esiterà a dichiarare di aver iniziato a dipingere solo dopo il felice incontro con il suo gatto Mitsou.
Organizzata e promossa da Violante Bellini, con il patrocinio del Comune di Firenze, GATTART, giunta alla sua 20^ edizione, si svolge dal 17 al 27 febbraio presso Antichità via dei Fossi (via dei Fossi, 55r) con il seguente orario: dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19,00 (Ingresso libero).
Nel corso dell’inaugurazione – in programma giovedì 17 febbraio alle ore 18,30 (giorno in cui si celebra la Festa nazionale del Gatto), verrà assegnato il Premio GATTART FIORA LEONE 2011 alla pittrice Silvana Lonardi, attiva fra Firenze e Parigi, membro onorario dell’Accademia dei Gatti Magici, da sempre sostenitrice attiva di Gattart, che ha al suo attivo numerose mostre e riconoscimenti in Europa, Stati Uniti e Giappone.
E sarà ancora una volta una festa del colore e della creatività messa in campo da ‘gattofili’ d’autore: dalle tinte cristalline dell’inglese David Gollins, ai trompe l’oeil di Cristine Angelien, nata a Newport e trasferitasi definitivamente in Toscana dove vive e lavora, dai dipinti di Antonio Ciccone, celebre per i suoi ritratti in acrilico e carboncino fino alle interpretazioni ironiche e scanzonate di Felice Botta, comasco con accento fiorentino che predilige materiali i più disparati, quasi sempre di recupero. In evidenza anche le creazioni di Barbara Antonelli, Silvio Loffredo, Sauro Amegli, Marco Cipolli, Vincenzo Calli, Nina Norden, Madeleine Rampling, Danielle Rejers, Patricia Terrapon e Claudio Cavallini (in arte Kevo).
Sabato 26 febbraio alle ore 18,30 verrà presentato il libro “All’ombra del Gatto nero”di Marina Pacini Alberghini, amabile scrittrice, storica felina e Presidente dell’Accademia dei Gatti Magici.
Del Bimbo Fabrizio

giovedì 27 gennaio 2011

La Rafle










La Rafle (Vento di Primavera) di Roselyne Bosch
Giovedì 27 Gennaio, Odeon Firenze
In occasione della Giornata della Memoria 2011, giovedì 27 Gennaio, Les Sorties Françaises di France Odeon presentano a Odeon Firenze La Rafle, di Roselyne Bosch, un omaggio alla memoria dei 13.000 ebrei francesi – in buona parte donne e bambini – che nella notte tra il 15 e il 16 Luglio 1942 furono rastrellati a Parigi e ammassati al Vélodrome d'Hiver, per essere poi deportati nei campi di smistamento di Pitiviers e Beaune-la-Rolande, sulla Loira, prima della destinazione finale: il campo di sterminio ad Auschwitz. Un episodio tragico, divenuto il simbolo della Shoah in Francia.
Il film, grande successo della scorsa stagione cinematografica d’Oltralpe, è stato visto in Francia da tre milioni di spettatori. Un’altra rilevante opera prodotta dal cinema francese rivolta anche ai più giovani, per farli riflettere su un doloroso capitolo della Storia del ‘900 e per ascoltare voci e dialoghi in lingua originale. La Rafle, che uscirà in Italia domani, 27 Gennaio, con il titolo Vento di Primavera, sarà infatti proiettata a Odeon Firenze in lingua originale, sottotitolata in italiano.
Giovedì 27 Gennaio > ore 16.00/18.15/21.00 v.o. in francese con sottotitoli in italiano
28, 29, 30 Gennaio > ore 16.00 – 18.15 - 20.30 versione italiana
1, 2, 4, 5, 6 Febbraio > ore 16.00 - 18.15 - 20.30 - 22.30 versione italiana
BIGLIETTI: intero €7,50/ Ridotto €6
Il film ha ricevuto il premio Sigillo della Pace del Comune di Firenze nell'ambito della XXXII edizione del Festival Internazionale di Cinema e Donne. I successivi appuntamenti de Les Sorties Françaises sono: L’immortel di Richard Berry (lunedì 7 febbraio); L’Arnacoeur di Pascal Chaumeil (lunedì 28 febbraio). Il ciclo è realizzato in collaborazione con la Fondazione Sistema Toscana Mediateca, Ambasciata di Francia in Italia, Istituto Francese di Firenze e con il sostegno di BNL Gruppo BNP Paribas.
Del Bimbo Fabrizio

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