mercoledì 19 dicembre 2012

"L'alchimia e le arti": la scienza degli Uffizi

Fino al 3 febbraio 2013 in mostra L'alchimia e le arti.La Fonderia degli Uffizi da Laboratorio a stanza delle meraviglie, che permette un’analisi – attraverso sessanta opere (dipinti, sculture, incisioni, codici manoscritti, antichi rimedi farmaceutici e testi a stampa illustrati) – di alcuni aspetti della passione dei sovrani medicei per l’alchimia tra Cinque e Seicento. L’esposizione è ideata dalla Galleria degli Uffizi, organizzata dall’Associazione Amici degli Uffizi e curata da Valentina Conticelli. L’ALCHIMIA E LE ARTI è parte del ciclo I MAI VISTI, che ogni anno presenta aspetti della collezione del museo fiorentino poco noti al grande pubblico. Secondo Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino “questa mostra all’incrocio fra arte e scienza, magia e tecnologia, evoca un elegante fantasma mediceo, quello della Fonderia”. Ufficio Stampa CLP Relazioni Pubbliche.
Fu Cosimo I a stabilire la prima fonderia in Palazzo Vecchio e dei suoi interessi per l’alchimia resta una vivida testimonianza in alcuni manoscritti redatti da personaggi della sua corte. Con suo figlio Francesco I, il laboratorio fu trasferito nel Casino di San Marco, dove artisti, artigiani, distillatori e alchimisti poterono sperimentare, oltre a segreti farmaceutici, anche ricette per la porcellana, per la fusione del cristallo di rocca, per la lavorazione del vetro, della maiolica e del porfido.
In seguito, a partire dal 1586 e per circa duecento anni, l’officina di distillazione di medicinali ebbe sede agli Uffizi nei pressi dell’attuale stanza dove per decenni è stato esposto il Tondo Doni. Come commenta Antonio Natali, Direttore degli Uffizi, “quando agli Uffizi s’entra nel giro di sale che vanno da Michelangelo a Tiziano, da Veronese ai lombardi del Cinquecento, nessuno pensa mai che in queste stanze medesime s’esercitava in antico l’alchimia, si studiavano con piglio da maghi i fenomeni naturali, ci s’inventavano farmaci che si gabellavano prodigiosi. Ecco, l’esposizione di questo Natale 2012 farà conoscere ai suoi visitatori aspetti e vicende degli Uffizi ai loro esordi, quando i dipinti, i marmi e tutto quanto v’era esibito, costituivano solo una faccia dei molteplici interessi intellettuali e culturali dei Medici”.

Farmacia portatile della fonderia medicea con il suo contenuto di ricette e medicamenti, Roma, Museo dell’Accademia Nazionale di Arte Sanitaria, Foto Baggieri-Boccassini

La fonderia fu trasferita in questi ambienti da Francesco I che nutriva per l’arte alchemica una forte passione attestata dal racconto stupito di prestigiosi visitatori e riflessa in alcuni dipinti del suo celeberrimo Studiolo di Palazzo Vecchio. In mostra s’incontreranno manoscritti alchemici legati a Cosimo e Francesco I, un ritratto di quest’ultimo eseguito in porcellana – secondo la ricetta elaborata nella sua fonderia – e, tra gli altri, un testo a stampa del medico Leonhard Thurneysser impreziosito da incisioni acquerellate. Thurneysser fu mago, astrologo e ciarlatano e condusse per il cardinale Ferdinando un celebre esperimento di trasmutazione di un chiodo di ferro di cavallo in oro, citato da tutti i visitatori stranieri della Galleria nei secoli successivi.
Anche nella decorazione a grottesca del corridoio di levante della Galleria degli Uffizi, eseguita da Antonio Tempesta e Alessandro Allori e bottega nel 1581, si trovano tracce di questi interessi. La volta numero tredici è infatti interamente dedicata alla distillazione e anticipa di qualche anno l’apertura della “fonderia nuova” degli Uffizi avvenuta nel 1586.

Pesce Palla, Firenze, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, Sezione di zoologia, Foto Saulo Bambi
Nel Seicento l’officina degli Uffizi era celeberrima per la sua produzione farmaceutica che continuò fino a oltre la metà del XVIII secolo: i suoi rimedi venivano donati dal granduca in preziosi cofanetti d’ebano ai nobili e ai sovrani di tutta Europa, del Medio Oriente e persino delle Americhe. A quell’epoca oltre ai grandi strumenti per la distillazione, a moltissimi rimedi e innumerevoli ampolle, un’importante raccolta di rarità naturali di origine animale e vegetale caratterizzava gli spazi della fonderia che era allestita come una vera e propria stanza delle meraviglie.
Vi si trovava anche un ambiente interamente dedicato ai pesci e alle “cose impietrite” (fossili e conchiglie), dove furono accolte diverse mummie egiziane – che pure servivano per la preparazione delle medicine – donate al granduca nel 1643.

In mostra sarà presente un raro cofanetto di rimedi della Fonderia degli Uffizi, conservato al Museo dell’Accademia di storia dell’arte sanitaria di Roma, un singolare codice plumbeo di alchimia dell’Archivio di Stato di Firenze, alcuni animali tassidermizzati provenienti dal Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze e il sarcofago di una delle mummie della Fonderia degli Uffizi riscoperto nei depositi del Museo Archeologico di Firenze.
Accompagna l’esposizione, un catalogo, edito da Sillabe, con contributi sull’argomento di Valentina Conticelli, Fausto Barbagli e Gaspare Baggieri.



L’ALCHIMIA E LE ARTI. La Fonderia degli Uffizi: da laboratorio a stanza delle meraviglie
Firenze, Galleria degli Uffizi – Sala delle Reali Poste
16 dicembre 2012 – 3 febbraio 2013
Orari:  da martedì a domenica, ore 8,15-18,50.
Chiusura: tutti i lunedì, Natale, Capodanno.
Biglietto d’ingresso alla Galleria Uffizi:  intero: € 6,50 – ridotto € 3,25 (Ingresso dal cortile degli Uffizi)
Informazioni:      tel. (+39) 055 285610 – (+39) 055 2646456 info@amicidegliuffizi.it

martedì 18 dicembre 2012

L'UCID offre il pranzo il giorno di Natale ai poveri e anziani

Anche quest'anno l'Ucid Fiorentina offre ai poveri e anziani pranzo natalizio, l’annuncio ufficiale è stato fatto  alla vigilia della Messa Natalizia che l’Arcivescovo di Firenze celebrerà per l’Ucid domani, martedi 18 dicembre alle ore 19 nella chiesa in Piazza San Firenze.
Manca poco più di una settimana a Natale e gli Imprenditori e Dirigenti Cattolici dell’Ucid di Firenze, alla vigilia della messa natalizia che il Cardinale Betori celebrerà per loro, come gesto concreto del loro quotidiano impegno cristiano, annunciano che anche quest’anno finanzieranno il tradizionale pranzo del 25 dicembre che la Comunità di Sant’Egidio offre ai poveri e agli anziani della città, e a cui partecipa da sempre lo stesso Arcivescovo di Firenze.
L’appuntamento con la messa natalizia dell’Ucid presieduta dal Cardinale Betori è per le ore 19 di domani, martedì 18 dicembre nella Chiesa di San Filippo Neri, in piazza San Firenze accanto all’ex Tribunale.
L’ U.C.I.D, Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti di Firenze, è l’associazione che raccoglie imprenditori e professionisti con l’obiettivo primario dell’attuazione e la diffusione della dottrina sociale della Chiesa.
“La Messa di Natale, assieme al pranzo del giorno di Natale per i poveri in collaborazione con Sant’Egidio – sottolinea il Presidente UCID di Firenze, Guido Guidi – sono i due primi appuntamenti che il nuovo Consiglio Ucid ha messo in atto quando siamo stati eletti. La Messa natalizia è un momento importante per un imprenditore, che, finiti i movimenti commerciali prima di natale, ha questo momento di alta riflessione spirituale con il nostro Cardinale Arcivescovo in preparazione ad un evento storico che ha sconvolto il mondo. Come Imprenditori e Dirigenti Cristiani siamo impegnati a sviluppare alcune peculiarità della società e in particolare della persona: il lavoro, la professionalità, l’imprenditore, l’impresa, le Istituzioni. Ma soprattutto gli attori di domani, i giovani e quello che riteniamo il nucleo più importante per la formazione dell’individuo: la Famiglia. I valori fondamentali di ispirazione e di riferimento dell'attività associativa nella società, come la centralità della persona e l'equilibrato utilizzo dei beni della terra, proprio in occasione del Natale, devono essere propagandati con forza nell'impresa, nella famiglia e nella società”.
Del Bimbo Fabrizio









Proposte per chi ama lo sci panoramico: l'area Valles Maranza

Una proposta per la stagione sciistica 2012-2013: : già dal 6 dicembre è  aperta per la nuova stagione sciistica  l'area di Valles-Maranza, situata tra la Valle Isarco e la Val Pusteria. Dallo scorso anno le due aree di Valles e Maranza, grazie alla creazione di due moderne cabinovie, formano un'unica grande area sciistica, con 44 km di piste e 16 impianti di risalita.
Grazie a questa funivia di collegamento, l'area ha visto un aumento nei passaggi e e nelle vendite, tanto che l'area sciistica Valles-Maranza si è classificata prima tra le ski area italiane per affluenza di sciatori.
L'area rimane aperta fino al 7 aprile 2013 ed oltre allo sci, offre una vasta gamma di attività: snow-tubing, free-ride, slittino, fondo, escursioni guidate, ciaspolate e tanto intrattenimento anche serale.
E per una sosta, la piattaforma panoramica è il luogo ideale da dove ammirare le alte vette che fanno da cornice all'area sciistica Valles-Maranza.
Gitschberg e Jochtal sono  quindi un unico carosello con 44 kilometri di piste tutte percorribili sci ai piedi. Le due località altoatesine  saranno infatti collegate da due cabinovie che verranno costruite quest'estate. In poco più di 11 minuti gli sciatori potranno spaziare agevolmente tra le piste dello Jochtal -Val Giovo a Valles e quelle del Gitschberg - Monte Cuzzo a Maranza, e in più saranno realizzate due nuove piste, una blu, adatta agli sciatori alle prime armi e una rossa per sciatori intermedi.
Di collegare le due vicine localtà, entrambe nel comune di Rio Pusteria, se ne parlava già da anni ma solo nei mesi scorsi si arrivati all'ok da parte della giunta provinciale che invece altre volte era stato negato a causa dell'impatto ambientale del progetto. In più, in futuro, si fonderanno anche le società che gesticono i due bacini sciistici. Le telecabine sono state costruite dalla Leitner per un importo complessivo delle opere di circa 20 milioni di euro, comprensivi di un bacino per mento programmato e dell'acquisto di alcuni cannoni e di due mezzi battipista.

Fabrizio Del Bimbo

sabato 15 dicembre 2012

Il gioiello è leader alla Maison Bibelot di Firenze

Grandi occasioni per l'asta del 5-6 dicembre prossimo è anche  l'ultima della stagione 2012 .L'anno che si sta per chiudere ha confermato il trand positivo del gioiello, non solo come prezioso ornamento, ma sopratutto come investimento e bene rifugio evidenziato dal top delle aggiudicazioni : brillanti solitaire d'importante caratura e luce montati in platino .
Dei 150 lotti di gioilelli battuti da Elisabetta Mignoni le migliori aggiudicazioni sono state ottenute da un solitaire di 8 ct montato in platino per 39.000,00 euro e da un anello trilogy in oro giallo con tre brillanti per un totale di 2 ct a 7.000,00. confermando a fine anno l'interesse per l'acquisto di gioielli cme per l'asta di giugno che ha visto al top oltre la parure in oro , smeraldi e rubini aggiudicata per 73.800,00 euro l' anello 'Marry me ' perfetto diamante ct 2,0 con montatura in platino aggiudicato per 46.700,00 (foto in allegato
Massiccia nell'asta di dicembre la presenza di dipinti e opere d'arte del 900 di alta qualità a firma di importanti M° da Galileo Chini ai fratelli Xavier e Antonio Bueno ,Antonio Possenti , Natali ,Scatizzi , Maccari ,Manfredi e laltri che hanno spuntato aggiudicazioni da 6.000,00 a 12.000,00, Molto bene anche le sculture in bronzo con al top i 7.200,00 euro per una fontana liberty con figura femminile a grandezza naturale .
Gli arredi lignei e le opere di antiquariato , le terrecotte non perdonno fascino e rimangono di grande interesse fra queste una coppia di angeli umbri del XVII in legno intagliato, laccato e dorato battuti per 8.500,00 euro
La stagione 2012 ha visto anche affermarsi il vintage , a cui Maison Bibelot ha coraggiosamente affidato un esclusivo appuntamento , con una memorabile esposizione realizzata in colaborazione con il prestigioso Polimoda di Firenze .Un coraggio premiato con la vendita del 100 % dei lotti in asta .
La prima asta 2013 il 21 e il 22 febbraio
per informazioni www.maisonbibelot.com
Del  Bimbo Fabrizio



venerdì 14 dicembre 2012

Basilicata, una regione che "attrae"...

Una proposta per una vacanza diversa in un aregione che ha molto da offrire, ma che molti non conoscono ancora... “Attrazioni fatate” per una Basilicata tutta da scoprire: ecco il leitmotiv di un' interessante iniziativa, presentata ai primi di dicembre proprio in questa parte del Meridione italiano, detta anche Lucania, e volta a potenziare la conoscenza di alcuni tra i luoghi più belli e suggestivi d'Italia, purtroppo ancora sconosciuti ai più, utilizzando il linguaggio teatrale e musicale, in una modalità veramente innovativa. Natura, magia e gastronomia sono i canali giusti per valorizzare i comuni lucani di Sasso di Castalda, Castelsaraceno ed Aliano. Una tre giorni intensa ed emozionante ha consentito ai turisti, ma anche agli abitanti stessi, di esplorare e visitare gli affascinanti borghi dell’entroterra lucano che con le loro originali peculiarità offrono un soggiorno all’insegna del relax, del divertimento e del cibo sano e genuino. La manifestazione “Attrazioni Fatate”, organizzata dalla Regione Basilicata, dal Programma Operativo Val d’Agri Melandro Sauro Camastra e dall'Apt Basilicata, ha visto la presenza costante, nei tre comuni lucani interessati, di spettacoli teatrali itineranti e mercatini di natale che fanno calare da subito il visitatore in un’atmosfera familiare e accogliente. Ogni scena teatrale – in particolare - guida l’ospite nell’anima del paese e una di esse illustrerà l’”attrattore turistico” (cioè l'elemento che dovrà attrarre il turista e rafforzare l'intero sistema turistico) che sarà realizzato grazie alle royalties petrolifere. Forse non è noto a tutti, ma la Basilicata è una regione ricca di petrolio, che viene estratto qui fin dagli anni '70, A Sasso di Castalda l’attrattore “Sospesi sull’Arenazzo” , 370 metri su assi di legno e trefoli di acciaio per attraversare il vallone e raggiungere uno sperone roccioso, e ammirare i ruderi del castello longobardo. permette ai visitatori di avere una visuale particolare sulla pietra geologica che contraddistingue il paese. A Castelsaraceno il “Ponte tra i due parchi” consiste in un ponte tibetano sulle Gole del Racanello.
“Vivere i Calanchi”, invece ad Aliano, il paese che ha ospitato l'esilio dello scrittore e pittore Carlo Levi negli anni '30, attraverso adeguati percorsi (trekking, bicicletta, ecc.) offre la possibilità di fruire dello spettacolo lunare dei calanchi, cioè "forme digitate di erosione veloce", anche vastp fenomeno, che interessa il 30% dell'intero territorio regionale, in particolare nelle aree collinari prossime alla pianura ionica. Carlo Levi nel suo libro "Cristo si è fermato ad Eboli" li descrive così: "... e d'ogni intorno altra argilla bianca senz'alberi e senz'erba, scavata dalle acque in buche, in coni, piagge di aspetto maligno, come un paesaggio lunare ..." e ancora " ... e da ogni parte non c'erano che precipizi di argilla bianca, su cui le case stavano come liberate nell'aria". Ma ci sono molte altre attrattive in questa regione: Guardia Perticara è chiamato “il paese dalle case in pietra”. Guardia è un borgo che si percorre a passi lenti, incrociando gli sguardi benevoli delle donne sull’uscio di casa, e qui, quando è venuto a girare le sequenze di “Cristo si è fermato ad Eboli”, il regista Francesco Rosi ha trovato quell’atmosfera di paese altrove dispersa. A Guardia Perticara resiste orgogliosamente la pietra: quella pietra di Gorgoglione che dà vita e spessore a portali, gradinate, archi, ballatoi e si sposa coi balconi in ferro battuto, e certamente anche con l’aria fresca che porta i profumi dei boschi ed entra nei vicoletti senza incontrare resistenza. Le pietre lavorate dai maestri artigiani e le volte in mattoncini rossi avvertono il visitatore che questo è un borgo che fa sul serio, nel recupero della sua identità. C’è da perdersi, in questi ghirigori pietrosi che sono come fregi di un luogo che vuole riscattarsi, aprire nuove pagine nel paesaggio del sud, ritrovare il senso di una comunità dispersa dall’emigrazione e ora pronta a riconquistare il proprio paese. Da non perdere poi il Museo Archeologico di Grumentum o della Val d'Adri e il Parco con i relativi scavi, che si trovano a poca distanza da Grumento Nova. I ruderi della vecchia città di Grumentum sono su una collinetta fra il torrente Sciaura e il fiume Agri. L’impianto urbanistico della città era molto semplice con tre strade principali e una serie di stradine che intersecavano le vie principali. L’antica città era circondata da una cinta muraria lunga tre chilometri con sei porte.
Dei resti della Grumentum romana restano tre complessi monumentali. Il primo è costituito da un teatro dell’età augustea, da due tempietti di età imperiale e da una domus patrizia, la “casa dei mosaici”.Il secondo complesso corrisponde all’area del Foro antico; sul lato nord sorge il cosiddetto “Capitolium” e sul lato sud il presunto “Cesareo”. Altri edifici pubblici sorgevano sul lato ovest e il restante perimetro era circondato da portici. Il terzo complesso è costituito dai resti dell’anfiteatro, costruito nel I secolo a.C. e modificato in età imperl museo riunisce le testimonianze dei diversi insediamenti succedutisi nella zona dall'età preistorica, dando particolare risalto all'antica colonia romana di Grumentum, fondata nel 133 a.C. Nel museo sono esposti i resti di grandi mammiferi vissuti nel Pleistocene nella Val d'Agri, oltre alle ceramiche appenniniche di Moliterno e Paterno. Nella sezione preromana del museo sono esposti frammenti ceramici del periodo neolitico, repertirisalenti all'età del ferro e all'età arcaica, testimonianze del passaggio dal classicismo all'ellenismo. La sezione romana documenta i vari aspetti della città di Grumentum: le attività produttive, commerciali e il culto. Di rilievo una testa raffigurante Livia, moglie di Augusto. Nicoletta Curradi

giovedì 29 novembre 2012

UCID E CONSOLATI IN FIRENZE METTONO IN RETE LAVORI ALL’ESTERO PER PICCOLE E MEDIE IMPRESE



IL PROGETTO VIENE PRESENTATO
DOMANI GIOVEDI 29 NOVEMBRE
             ALLE ORE 17 IN CONSIGLIO REGIONALE IN VIA CAVOUR 4 SALA GONFALONE
L’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti- Ucid, presieduta da Guido Guidi, per festeggiare domani la Festa della Toscana, ha pensato di fare un “regalo” concreto alle piccole e medie imprese di Firenze e Toscana.
Con la collaborazione dei Consolati Onorari in Firenze, oltre 50 nazioni estere rappresentate nel capoluogo toscano, verranno messe in rete tutte le offerte di lavoro, commesse e quant’altro, che le  Nazioni estere possono offrire alle piccole e medie imprese.
Una importante novità per l’economia di Firenze e della Toscana in quanto apre la possibilità alle aziende di poter avere commesse da paesi esteri che difficilmente potrebbero avere senza questa opportunità.
“Questa novità dell’Ucid – sottolinea il Presidente Guido Guidi – è un azione propositiva, dopo aver meditato sulla Enciclica economica del Papa, in particolar modo verso i giovani, in un momento di grande crisi come quella che stiamo attraversando. La nostra vuole essere una pietra iniziale della costruzione di un mercato virtuale, soprattutto dai paesi emergenti, che hanno delle proposte reali per le nostre piccole e medie aziende, aziende che però non hanno la possibilità di accedere ai mercati internazionali.  Così la domanda e l’offerta s’incontreranno. Un servizio non solo per le aziende ma anche per i giovani che hanno delle professionalità e che sono in cerca di lavoro”.
Il Presidente del Consiglio Regionale Monaci ha chiesto all’Ucid di presentare questa iniziativa domani, in occasione della Festa della Toscana, proprio a Palazzo Panciatichi, per rilanciare globalmente in questo momento di crisi le attività delle aziende della nostra regione.
La presentazione dell’iniziativa “il futuro delle nostre imprese: diversificazione e internalizzazione” avverrà alle ore 17 in Via Cavour 4 nella Sala del Gonfalone. Interverranno Guido Guidi Presidente Ucid Firenze, Vasco Galgani Presidente Camera Commercio Firenze e Unioncamere Toscana, don Giovanni Momigli Responsabile ufficio lavoro diocesi Firenze, Marco Carraresi Segretario Ufficio Presidenza Consiglio Regionale
Del Bimbo Fabrizio

martedì 27 novembre 2012

Gattomania alla Fortezza di Firenze



 Siamo arrivati alla 3° edizione di questa  mostra sui gatti rivolta agli  appassionati del felino più amato e coccolato dall’uomo, l’appuntamento da mettere in agenda a dicembre è uno solo: Firenze Immagine Gatto, in calendario  sabato 8 e domenica 9 dicembre. Dopo il successo dell’edizione di febbraio, torna a grande richiesta la terza edizione della Mostra Internazionale Felina in programma alla Fortezza da Basso (Padiglione Arsenale) il secondo weekend di dicembre. L’evento, organizzato sotto l’egida dell’A.N.F.I. (Associazione Nazionale Felina Italiana - unica associazione autorizzata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali all’emissione di Certificati Genealogici per i gatti di razza) riunisce tutti gli operatori del settore ed appassionati gattofili. Oltre 3.000 metriquadri espositivi a disposizione dove il visitatore potrà non solo ammirare la bellezza di tante razze diverse e rare ma anche trovare tutto quello che serve per il benessere del proprio animale fino ad un’ampia gamma di oggettistica in tema
E sarà un intero weekend all’insegna dell’irresistibile fascino e potere ammaliante dell’amico ‘gatto’, signore indiscusso dei nostri salotti, enigmatico e spesso indecifrabile compagno a quattro zampe di grandi e piccini, elegante e signorile nel suo muoversi del quale Baudelaire ne elogiava gli “occhi striati di metallo e agata” e lo stesso Apollinaire lo ammirava a tal punto da  manifestare il piacere di veder muoversi,  fra le quattro mura domestiche, “un gatto a passeggio fra i libri”.  Le testimonianze di un incondizionato amore per questi felini si moltiplicano nella storia accomunando regine, illuminati capi di stato, scrittori e grandi artisti. Così se Edgar Allan Poe amava portar in spalla all’interno delle mura domestiche il suo amato gatto Cattarina immortalandolo poi in Il Gatto nero (1842), George Sand era talmente affezionata alla sua gattina di nome Minou da condividere con lei nientemeno che la tazza della colazione. E se White Heather, il persiano della regina Vittoria, venne trattato a corte come un vero principino tanto da entrare nell’asse ereditar, con tutti gli onori, Jock, l’inseparabile compagno ‘a quattro zampe’ di Winston Churchill.
Come delle vere e proprie star saliranno sul palco splendidi esemplari di gatti: il Persiano con il suo lungo e vaporoso mantello, il Main-Coon, il grande gatto americano ottimo nuotatore e pescatore, il Norvegese delle Foreste, fiero e possente, ispiratore della celebre favola di Charles Perrault, Il Gatto con gli stivali, l’Abissino, il gatto dei faraoni, il riservato Certosino dal tipico mantello grigio-blu con occhi color ambra, esploratore per natura, l’Esotico, dall’indole docile, amante di tutte le comodità e soprattutto delle coccole del suo padrone!  
Oltre alla normale esposizione sabato (alle ore 15,00) e domenica (ore 9,30 - ore 15,30), in programma, un Concorso speciale per Maine Coon, Persiani ed Esotici, alla presenza di una giuria internazionale.
A tutti i visitatori verranno offerte in omaggio crocchette per i loro amati gatti, fino ad esaurimento  scorte.
Orario di apertura al pubblico: dalle 10,00 alle 19,00
Biglietto d’ingresso: Intero:7,50 euro – Ridotto: 5,50 euro (bambini, adulti  over 65) – Gratuito: (Bambini fino a 6 anni – Soci ANFI – Disabili e loro accompagnatori
INFO: (Fusa d’autore: tel. 339 3808830 – photos.fi@libero.it)
Del Bimbo Fabrizio

giovedì 22 novembre 2012

Mostra alla California University di Firenze

Artisti disabili, studenti Usa e pittori della Valdisieve espongono insieme alla California University Le opere dei pittori disabili dell'Oda da giovedì saranno in mostra alla California University insieme a quelle degli allievi della prestigiosa scuola e ai pittori dei Colore del Levante fiorentino per celebrare l'anno vespucciano Dipingono talmente bene che, da tempo oramai, sono soci a tutti gli effetti dell'associazione di pittori “Colori del Levante Fiorentino”. E dopo altre fortunate esposizioni, questa volta le loro opere andranno a celebrare l'anno vespucciano direttamente nella sede fiorentina della famosa California University, con una bella mostra che inaugura giovedì alle 17, alla presenza dell'Arcivescovo Betori e del console Usa. A mezzogiorno dello stesso giorno si terrà invece l'anteprima per la stampa, sempre nella sede di via Leopardi 12. LA MOSTRA. Si chiama "Plus Ultra, i grandi viaggi" ed è una speciale mostra pittorica che dal 22 al 25 novembre sarà ospitata, a Firenze, dalla California University, nella sua bella sede fiorentina per celebrare l'anno Vespucciano nel 500esimo anniversario dalla morte dell'esploratore. L'esposizione, organizzata dalla scuola in collaborazione con la Fondazione Opera Diocesana di Assistenza e l'associazione di pittori "Colori del Levante Fiorentino" ha più di una particolarità e nasce dal sodalizio tra queste tre realtà, con la collaborazione dell'associazione “Amerigo & America”. L'inaugurazione si terrà giovedì 22 novembre (il giorno del Ringraziamento, per gli americani) alle 17, alla presenza dell'arcivescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori, del console Usa e dei rappresentanti dei moltissimi enti che hanno dato il loro patrocinio. L'esposizione sarà poi visitabile fino al 25 con orario 10.30-13 e 15-19 il venerdì e il sabato, 10-13 la domenica. L'ingresso è rigorosamente libero. Per tutte le info: www.odadiaccetoragazzi.it, www.coloridellevantefiorentino.it, Del Bimbo Fabrizio

Asta del 5 e 6 dicembre 2012 alla Maison Bibelot di Firenze.

Importante asta di Arte Antica e Contemporanea il 5 e 6 dicembre 2012 alla Maison Bibelot di Firenze. Particolarmente nutrita: la presenza dell'arte antica e contemporanea nelle sessioni d'asta di dicembre , conclusiva della stagione 2012 che ha visto premiato il coraggio innovativo dell'offerta della Maison Bibelot.. Nei dipinti d'antiquariato si segnalano : due grandi tele di Antonio Molinari, artista del XVII secolo, pubblicate, raffiguranti La morte di Seneca e La clemenza di Scipione, in belle cornici coeve; sei tele di scuola veneta del XVIII sec., raffiguranti Il Mondo alla rovescia (valutazione 4.000,00); una preziosa icona russa della prima metà dell’Ottocento con ritza in argento. Per la pittura moderna e contemporanea un importante dipinto del magico Galileo Chini - Composizione con vaso di garofani e frutta- olio su tela del 1933 (valutazione 4.000,00); Giulio Parin, noto pittore triestino, Figura femminile in un interno, olio su tela (valutazione 5.000,00); Francesco Vinea, Azalee rosa, olio su tela; coppia di graziose composizioni ad olio su tela di Michelangelo Meucci, raffiguranti rami fioriti con uccellini, in belle cornici coeve in legno intagliato e dorato(valutazione 800,00) L'asta comprende anche un’interessante raccolta di disegni, tra cui uno studio per cavallo di Giorgio De Chirico, con autentica di Isabella De Chirico (valutazione 6.000,00), ed alcuni disegni di Rosai, Bueno, Baj etc.; grande tela di Possenti, Infanzia di Linnes, cm 150x116 (valutazione 8.000,00)e Composizione di Giulio Turcato;dipinti di Natali, Conti, Scatizzi, Manfredi, Squillantini, Lilanga ed altri artisti contemporanei. Sarà battuta anche una bella selezione di oggetti d’arte dallo storico negozio Ducci di Firenze Del Bimbo Fabrizio

giovedì 27 settembre 2012

Etruschi non soltanto in Toscana...

Quando si tratta della civiltà etrusca, il pensiero va subito all’Etruria ed alla Tuscia, ma non si immagina che invece questo antichissimo e misterioso popolo ha affondato le sue radici anche in alcune zone dell’attuale Nord Italia. In Veneto la deliziosa cittadina di Adria, in provincia di Rovigo, racchiude un poco conosciuto Museo Archeologico, che merita davvero una visita. Entrando nel Museo si inizia un viaggio scandito dai colori delle varie sezioni che ricostruiscono gli scenari in cui sono collocati i numerosi e preziosi reperti. E non si possono vedere tutti quelli che sono stati ritrovati in anni di scavi: i depositi sono ricchissimi, ma purtroppo non è possibile mettere tutto in mostra. La famiglia adriese Bocchi, tra fine ‘700 e ‘800, ha raccolto, documentato e conservato gran parte del patrimonio poi entrato a far parte delle collezioni del museo. La visita comincia con il cosiddetto Basso Polesine, cioè la zona del delta del fiume Po, che presenta una linea di costa più arretrata di quella attuale, ma pure allora ricca di paludi ed acquitrini alla foce del Po di Adria e del Canal Bianco-Tartaro. Questo territorio era già abitato nell’età del bronzo medio-recente (XV-XIII sec. a. C.), ma solo nel VI sec. a.C. si crearono punti di approdo e villaggi dediti al commercio, presso San Basilio di Ariano Polesine, dove è stata rinvenuta la famosa statua bronzea di Eracle cacciatore e i tanti reperti etruschi, greci e romani posti in esposizione.

La città di Adria si è così sviluppata nei commerci da conferire il suo nome all’intero mare Adriatico. Tra i pezzi del museo spiccano quelli che riguardano il culto religioso, per esempio quelli del dio Apollo e di Eracle, la ricca ceramica attica a figure nere e rosse importata da Atene, tesoro del museo, le sepolture a inumazione, ricchi di corredi in ceramica e bronzo per gli uomini, in ambra per le donne. La tomba della biga, di epoca ellenistica (III sec.a.C.) presenta due cavalli di cui uno da corsa ed apparteneva forse ad un principe.Le anfore di varie forme del II-I sec.a:C. simboleggiano l’apertura a nuove rotte commerciali, dovute all’affermarsi della civiltà romana in questi luoghi. Inizia un nuoco corso per la città, che viene attraversata dalla via Popilia voluta dal militare Popilio Lenate, ma pure dalla Via Annia, verso Padova. La città diventa municipium e le sepolture sono ad incinerazione. Al periodo imperiale risalgono capitelli, decorazioni, pavimenti a mosaico, lapidi (raccolte e descritte nel suggestivo cortile del museo). Da rimarcare la raccolta di vetri prodotti con le tecniche e i colori più diversi, esposta in una vetrina che ne valorizza l’estetica. Sono splendide la colombina di vetro blu, le coppe color ambra, le coppe del maestro siro-palestinese Ennione che di solito firmava le sue opere. Corte Cavanella di Loreo e San Basilio di Ariano Polesine erano due centri importanti del delta del Po, dove si trovavano la mansio Fossis e la mansio Hadriani, dove si sostava con le imbarcazioni lungo la via Popilia. Al termine del percorso mussale vi sono gli oggetti più tardi (VI-VIII d.C., quando Adria era già sede vescovile. Museo Archeologico Nazionale di Adria Orari: 9.30-19.30 tutti i giorni Chiuso 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre Info: tel. 0426/21612 www.archeopd.beniculturali.itIl 29 settembre 2012 si inaugura nel museo una mostra sulla tradizione archeologica adriese e ai suoi documenti.
La città di Adria, oltre a vantare tante testimonianze archeologiche etrusche, è la porta di accesso al delta del Po, stupenda zona naturalistica.Parco del Delta del Po, che possiede la più vasta estensione di zone umide protette d’Italia. La flora è estremamente varia e nclude circa un migliaio di specie diverse, grazie alla varietà di ambienti che il Parco racchiude. Lo stesso si può direper quanto riguarda la fauna (oltre 400 specie differenti tra mammiferi, rettili, anfibi e pesci).

La presenza di uccelli è talmente rilevante (oltre 300 specie, nidificanti e svernanti), da fare de Delta del Po la più importante area ornitologica italiana ed una delle più conosciute d’Europa per gli amanti del Birdwatching.
Tra gli anfibi merita una menzione la presenza del raro pelobate fosco.




Fabrizio Del Bimbo

martedì 25 settembre 2012

Fattoria di Montemaggio una perla da scoprire

Ancor oggi è possibile scoprire perle nascoste tra i tanti celebri nomi dell’enologia, realtà che puntano sulla semplice ma non scontata qualità. Tra queste spicca la Fattoria di Montemaggio che si trova nel Comune di Radda in Chianti, nel cuore del Chianti Classico, sulla strada romana fra Siena e Firenze dove si ergeva una torre del XIV secolo. Montemaggio figura su una mappa dei ”Capitani di parte Guelfa” risalente al 1560, conservata nella Podesteria di Radda. Il toponimo deriva da Monte Maggiore riferito alla posizione elevata della località: intorno ai 600 metri sul livello del mare.
La speciale posizione data dall’altitudine unita al microclima, fanno sì che Montemaggio possa offrire una vasta gamma di prodotti, partendo da un grande e accurato lavoro in vigna, oltre che da quello in cantina, da cui hanno origine: Chianti Classico, Riserva, Igt (Merlot), Igt (Merlot e Sangiovese), Rosé di Sangiovese, Chardonnay, Grappa, Grappa Riserva e infine l’Olio Extra Vergine di oliva.
Montemaggio è guidata in primis da donne: Valeria Zavadnikova, giovane proprietaria di origine russa ma con background internazionale, la cui passione per il vino è stata col tempo arricchita di competenze specifiche per poi trasformarsi in un vero e proprio lavoro. Oltre a Ilaria Anichini, Agronomo e Direttore dell’Azienda. Non è un caso se la nuova immagine di Montemaggio è rappresentata dal femminile. L’idea è di Andrey Remnev, noto e quotato pittore russo che ha realizzato un quadro che rappresenta una giovane donna etrusca con un cesto di uva, da cui Marina Zimoglyad, la moglie designer, ha preso ispirazione per la realizzazione grafica del logo e dell’etichetta.
Intorno a queste due figure ruotano vari personaggi fondamentali per l’azienda, sia in vigna, che in cantina. In primis l’enologo: Andrea Paoletti, che dal 1996 segue Montemaggio come consulente enologico.
La fattoria, che è membro del Consorzio del Chianti Classico, si estende su una superficie di 70 ettari ed è costituita da vigneti, oliveti e boschi. I vigneti occupano una superficie di circa 9 ettari, si trovano quasi tutti al centro del podere e sono esposti principalmente a Sud-Ovest su terreni di diverse origini ma prevalentemente ricchi di Galestro, Alberese e Arenarie. È per questo, principalmente, che i vini di Montemaggio sono caratterizzati da eleganza e finezza aromatica.
La maggior parte dei vigneti, caratterizzati da un’elevata densità per ettaro sono di Sangiovese, oltre a piccole porzioni di Merlot, Pugnitello, Chardonnay, Malvasia Nera e Ciliegiolo non ancora tutti in produzione.
I vini Montemaggio sono irrevocabilmente legati ai terreni in cui sono coltivati “al loro terroir” ed hanno assorbito il sapore selvatico dei boschi che circondano la fattoria. A questo si unisce un accurato lavoro in vigna e poi in cantina.
La forma di allevamento scelta è il cordone speronato e nei nuovi vigneti sono in fase di sperimentazione altre forme tra le quali l’alberello, così da anticipare la maturazione e il guyot. Tutto ciò, unito all’esposizione Sud, Sud-Ovest, alla pendenza, al microclima, alla natura del terreno e al faticoso e accurato lavoro svolto, garantiscono un risultato di alta qualità.
Per quanto riguarda la cantina, il principale intento è quello di limitare al massimo l’utilizzo delle Barrique, in modo tale da dare l’opportunità di far assaporare il vino e di non far prevalere il gusto del legno. In particolare, ad esempio, per il Sangiovese sono utilizzate prevalentemente botti grandi o tonneaux, al fine di non snaturare il sapore del vino con sentori di vaniglia o tannini troppo invadenti.
Utilizzando botti e a causa dell’elevata altitudine, i vini Montemaggio, una volta imbottigliati richiedono un lungo affinamento in bottiglia prima di poter uscire sul mercato, talvolta con tempi diversi rispetto ad altre aziende.
Una chicca che evidenzia l’amore vero della proprietà per la terra e i suoi frutti in senso lato, è il meraviglioso orto, progettato in modo da conciliare le esigenze colturali con lo schema compositivo proprio di un giardino di cui vengono riproposti e rivisitati i principali elementi costitutivi. L'orto è infatti suddiviso in aiuole rialzate disposte in modo simmetrico in cui stagionalmente viene pianificato uno schema di piantumazione che associa alle tipiche specie da orto familiare, colture da fiore e alberi da frutto; all'effetto ornamentale e all'aspetto produttivo si somma l'applicazione dei principi del consociativismo agrario, fondamento dell’agricoltura biologica.
Notevole lo studio estetico: la recinzione è schermata da alberi da frutto allevati a spalliera tra cui prevalgono i susini, che in futuro verranno utilizzati nella produzione di un vino dolce da dessert.
Non meno d’effetto il giardino che circonda la fattoria, anch’esso studiato dall’Agronomo paesaggista Francesca Benza (www.francescabenza.com), che mette in luce ancora una volta l’attenzione al dettaglio e al particolare, che contribuisce a raccontare Montemaggio come un tutto armonico.

Del Bimbo Fabrizio



lunedì 17 settembre 2012

Rysto sbarca a Firenze

E' stato presentato a Firenze, Rysto è la prima piattaforma online per il mondo della ristorazione che mette in contatto domanda e offerta di lavoro in tempo reale.
Un cuoco a Roma in 5 minuti? Un barman a Milano in 8? Un runner a Firenze a 15?
Adesso si può, con Rysto (rysto.com), la prima piattaforma social per il settore ristorazione e alberghiero volta a mettere in contatto domanda e offerta di lavoro in real time.
L''evento "Start-up ed Innovation", il social network è nato a livello embrionale lo scorso Marzo in Sylicon Valley durante il periodo di “Startup school” del “Mind the Bridge”. E questo grazie all’idea di tre ragazzi Massimo Fabrizio di Roma, Jacopo Chirici di Firenze e Valerio Castelli di Como, tutti operanti nel settore IT (seppur con diverse mansioni), e con alle spalle alcune esperienze nel campo della ristorazione.
Rysto vuole essere il primo progetto verticale di questo tipo che dà l’opportunità a chi vuole iscriversi di entrare in connessione con una serie di lavoratori (se vi si è iscritti come “Manager”) oppure datori di lavoro (come “Workers”). Il tutto in modo sociale e geolocalizzato, anche attraverso notifiche push su smartphone. L’idea è nata con una Mission: sopperire alle richieste di forza lavoro nei periodi in cui – specialmente in un momento di crisi come adesso – l’imprevedibilità della domanda è un fatto all’ordine del giorno.
L’esigenza di Rysto
Alterazioni di domanda e stagionalità sono due caratteristiche principali dei settori della ristorazione e alberghiero. Reperire figure professionali (specializzate nelle varie mansioni) in seguito ad assenze del personale derivanti da contrattempi improvvisi è un aspetto spesso fondamentale al fine di fornire un servizio impeccabile. Quando questo non accade, il servizio può non risultare all'altezza delle aspettative, e questo spesso si traduce in una possibile perdita di clienti e di conseguenza monetaria.
Fino ad oggi non era esistito, infatti, uno strumento per il c.d. HR Management che permettesse di gestire manodopera temporanea e bilanciare la forza lavoro in base al bisogno effettivo. La ricerca di lavoro in questo settore è un processo che in tutto il mondo viene svolto ancora manualmente. Il giovane a caccia di lavoro si trova costretto a distribuire curriculum (in formato cartaceo, con il frequente rischio che venga perso) con la speranza di trovare un incarico e candidature compatibili. Il momento che intercorre tra il manifestarsi dell’esigenza di una forza lavoro e il contatto con il selezionato lavoratore, è spesso di lunga durata e non privo di complicazioni. La necessità di uno strumento snello, facile ed immediato per effettuare operazioni di reclutamento è d’obbligo sia per i dipendenti che per i gestori.
In un’ottica di ottimizzazione delle risorse, Rysto si dimostra utile per abbattere i costi fissi del personale nel settore del labour market, livellando la forza lavoro in relazione alla richiesta effettiva domanda di mercato (numero di prenotazioni nel caso di ristoranti). E questo in modo flessibile.
La piattaforma è al momento in fase beta, per Novembre 2012 è previsto il rilascio della versione ufficiale.
Per ulteriori informazioni
39.3356771593
Del Bimbo Fabrizio

venerdì 14 settembre 2012

Originale mostra su Garibaldi presso lo Spazio dell'Ente CRF


Giuseppe Garibaldi: un eroe, un mito .. e una icona del merchandising. E’ davvero una sorpresa la sterminata oggettistica che è stata creata nel secolo scorso con l’immagine del celebre condottiero di cui ricorre quest’anno il 130/o anniversario della morte. Si spense, infatti, all’età di 75 anni, all’isola di Caprera il 2 giugno 1882; era nato a Nizza il 4 luglio 1807. Ne è una dimostrazione, per molti versi sorprendente, la mostra ‘La cultura popolare racconta Garibaldi. Oggetti e curiosità da una collezione fiorentina’, allestita dal 15 settembre al 15 novembre (ingresso libero) nello Spazio Mostre dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Ha il Patrocinio del Comune di Firenze. Il catalogo è edito da Polistampa. La rassegna apre la nuova stagione espositiva di questo spazio, piccolo ma collocato in una parte strategica della città. Lo scopo è stimolare curiosità e interesse nel visitatore con eventi di diversa natura, oltre a far conoscere la ricca collezione di opere d’arte di proprietà dell’Ente Cassa che vengono presentate suddivise in sezioni tematiche. Ogni mostra è accompagnata da un’ agile pubblicazione che fa parte di una collana editoriale da conservare.
La mostra è stata presentata i alla stampa da Emanuele Barletti, responsabile delle collezioni d’arte dell’Ente Cassa (in rappresentanza del Direttore Generale Renato Gordini), dall’assessore comunale all’educazione Rosa Maria Di Giorgi e dal curatore Alessandro Zuri. Sono esposti 130 pezzi (il numero non è stato scelto a caso) selezionati da una raccolta di circa 700 e per la prima volta esposti tutti assieme. Essi testimoniano la straordinaria popolarità internazionale dell’Eroe dei due mondi che, superando la dimensione dei ritratti e della statuaria monumentale, nell’Ottocento e agli inizi del Novecento, è entrato nell’immaginario popolare con una infinità di oggetti di uso personale e domestico: dagli orologi ai piatti, dai vasi alle bottiglie, dalle caraffe ai coperchi per teiere, dalle poltrone alle tende, dalle statuette agli orologi.
L’esposizione è articolata in due sezioni dedicate al periodo in cui ha vissuto Garibaldi e quello successivo alla sua morte. Tante le curiosità scovate da questo collezionista fiorentino, un affermato dirigente d’ azienda, in 30 anni di esplorazioni tra aste, mercati, mostre. La vita e l’effigie del grande condottiero compaiono, ad esempio, su pacchetti di sigarette peruviane del 1882 (quando era ancora in vita), sulle cosiddette ‘tobacco card’ cioè le figurine contenute nelle scatole di sigarette americane dal 1900 al 1920 e nelle confezioni Liebig (1910), Ferrero (1950), Lavazza (1960). Vera rarità è un oggetto considerato il ‘primo karaoke della storia’: un ‘barrel’ musicale di fine Ottocento che consiste in un rotolo di carta perforata che, inserito dentro un organo, permetteva di ascoltare l’Inno di Garibaldi e, scorrendo, mostrava il testo in italiano e in inglese.
Ill curatore è a disposizione per visite guidate gratuite da effettuare il sabato mattina. Per prenotazioni telefonare allo 335.7001514
Del Bimbo Fabrizio













mercoledì 12 settembre 2012

A Firenze arriva la 10° edizione di Pitti Fragranze


La cifra stilistica della FIBRAE addicted è l’unicità, coniugata a una consapevolezza delle scelte che sfugge alle catalogazioni modaiole. Essere in perfetta tendenza, asservite ai canoni imperanti, nella perenne tensione dell’apparire nei binari del gusto degli altri non appartiene a chi apprezza le FIBRAE. Le icone della nuova collezione sono figure storiche di cui si può intuire lo stile, tanto sono lontane nel tempo. Restano i vezzi e vanità delle Imperatrici dall’imponente personalità, in epoche in cui il mondo femminile era spettatore silente della Storia. Grandi donne del passato, vissute fra i fasti e la decadenza dall’Impero Romano, da Occidente a Oriente. Ortensia prima oratrice dell’Antica Roma, Ottavia, consigliera di Augusto, Cornelia, Galla Placidia e Teodora, la ballerina Imperatrice. Imponenti plastron in lurex decorato con cristalli, grandi orecchini pendenti e alti bracciali. Le FIBRAE non hanno stagione e non hanno età e sono fatte soprattutto di lurex, che imita la luce dei metalli, superandoli per leggerezza. L’ispirazione romano-bizantina è solo un soffio, resta il gusto per bijoux originali, amati dalle donne che non amano regole e costrizioni, che preferiscono la ricerca all’esibizione del logo, che guardano da lontano i dictat della Moda.
FEMMINILE SINGOLARE. Impossibile il contrario. Ogni bijoux è un pezzo unico, vistoso e senza compromessi. Chi ama un accessorio lo deve dichiarare apertamente e indossarne uno soltanto. Un dettaglio forte perde incisività se confuso con altri. La vera FIBRAHOLIC non si fa schiavizzare dal logo del momento e non si ispira ad altra icona che non sia se stessa. Le FIBRAE sono imperiali e bizantine, barocche e teatrali, talvolta eccessive.
Le novità di stagione sono i piccoli abbracci profumati, sottili braccialetti in lurex ricamati con cristalli multicolore, da collezionare. Si avvolgono al polso e regalano una piccola luce colorata e un soffio fragrante ad ogni gesto delle mani.
Ogni pezzo della collezione è creato rigorosamente a mano con, filo, uncinetto e una nuvola di profumo. Amore per la moda e per l’unicità nella linea di accessori ideati, disegnati e realizzati a mano da Alessandra Lepri, giornalista per professione, appassionata del lavoro all’uncinetto, antica tecnica artigianale per realizzare centrini e pizzi, applicata agli accessori. La citazione del passato non è nostalgia vintage, ormai troppo di moda, ma recupero della manualità, ricerca di componenti che appartengono al mondo della sartoria, reinterpretati e spesso irriconoscibili nel pezzo finito
Attualmente le FIBRAE sono disponibili in profumerie selettive e concept store: Art’E e Antica Cappelleria Trentini a Bologna, La Tana, Profumeria Ambrosia e An-joy a Roma, Studio 1950 a Milano, la Maison De Parfum a Cattolica, Profumeria Risaliti a Prato, Gioielleria Cascone a Caserta, Profumeria L’Immagine a Torino, Profumeria Twenty a Cesena, Joy Gallery a Rimini e The Closet a Spetses in Grecia.
Del Bimbo Fabrizio


All'Ideal di Firenze una rassegna di arte contemporanea

Dal 17 Settembre al 1 Ottobre 2012
Presso l'Ideal Firenze, Via Il Prato 4/b, Firenze
Con inaugurazione: lunedì 17 settembre ore 18.00
Gli orari di apertura: Lun - Giov 7.00 / 1.00 Ven - Sab 8.00 / 2.00
S’inaugura lunedì 17 settembre alle ore 18.00 il primo evento espositivo di “Firenze: Panorama Arti Visive”, rassegna artistica che andrà avanti fino a luglio 2013 nei locali dell’Ideal Firenze, in via Il Prato 4.
Curata da Roberta Fiorini e Daniela Pronestì, la rassegna si propone di raccontare l’arte contemporanea attraverso una serie di appuntamenti in cui pittura e scultura daranno vita ad intreccio di linguaggi, stili e tecniche tra modernità e tradizione. Ospiti della prima mostra Domenico Asmone, Marco Boni, Adriano Corsi, Anna di Volo, Alessandro Facchini, Monica Giarrè, Margaret Karapetian, Roberto Michetti, Marta Sarti e Massimo Sonnini, artisti che esplorano la figurazione nelle sue diverse declinazioni - dal realismo fantastico a quello simbolico - e nei soggetti - dal ritratto alla natura morta.
Sede dell’evento la storica Rotonda Barbetti al centro di Piazza Il Prato, costruita nel 1847 come sede del Ciclorama, tipo di intrattenimento popolare in voga tra XVIII e XIX secolo, consistente in una stanza circolare con le pareti coperte da un disegno di una veduta a 360°, tale da ricreare l'illusione di un paesaggio che circondava lo spettatore. Nel 1863 fu acquistata da Angelo Barbetti che la trasformò in uno stabilimento per la produzione di mobili e ebanisteria, attività che lo rese celebre in Italia e all'estero. Attualmente la struttura ospita l’Ideal, bistrot e wine bar che unisce all’eleganza della sede la ricercatezza dei menù proposti ai suoi clienti.
Presente all’inaugurazione il Presidente del Consiglio Comunale Eugenio Giani
La mostra si protrarrà fino all’1 di ottobre 2012 e sarà visitabile negli orari di apertura del locale (Lun - Giov 7.00 / 1.00, Ven - Sab 8.00 / 2.00)
L’evento sarà ripreso dalle telecamere di Toscana Tv.
Per info: rob.fior5@yahoo.it - danielapronesti@hotmail.com
Del Bimbo Fabrizio

martedì 11 settembre 2012

A Piombino ENEL compie 35 anni

La Centrale Enel Torre del Sale di Piombino compie 35 anni di vita, che coincide anche con i 50 anni di Enel. L’impianto termoelettrico di Enel, le cui opere di cantiere iniziarono nel 1967, entrò in servizio gradualmente a partire dal 1977 con quattro gruppi da 320 MW per una potenza installata complessiva di 1280 MW e negli anni ha giocato un ruolo determinante per l’assetto della rete elettrica nazionale con la produzione di energia per Piombino, per la Toscana e per il Paese.
L'appuntamento è per martedì 11 settembre, ospiti di Enel, Arca (Associazione Ricreativa Culturale e Sportiva Dipendenti Enel) e Anse (Associazione Nazionale Seniores Enel) hanno organizzato un duplice evento che unisce energia, sport e tradizione per salutare questo traguardo che ha dato lavoro, sviluppo ed energia a tutto il territorio.
Gli appuntamenti  comunciano alle ore 8:00 nel piazzale antistante la Centrale di Piombino, in località Torre del Sale, per il raduno dei 122 ciclisti, provenienti da tutta Italia, della manifestazione “La Sanremo dei Ciclisti Enel – Meeting nazionale di ciclismo” promossa dall’Arca nazionale e regionale che prenderà il via ufficiale alle ore 9:00 con un itinerario di oltre 80 km. Alle ore 10:00 vi sarà una celebrazione a cura dell’Anse Toscana, che ricorderà con “Quelli di Centrale… il popolo di Torre del Sale” la storia dell’impianto di Piombino, delle persone che vi hanno lavorato e del contesto in cui hanno operato. Le parole saranno accompagnate da una rassegna di fotografie della storia della centrale, allestita per l’occasione, e dal saluto del Responsabile Enel dell’Unità di Business di Piombino, Antongiulio Bertoncini. Alle ore 11:00 il Vescovo della Diocesi di Massa Marittima – Piombino, Mons. Carlo Ciattini, celebrerà la Santa Messa in ricordo del 35° anno dell’entrata in funzione della Centrale, alla presenza di dipendenti, ex dipendenti e familiari dei ciclisti. A seguire la premiazione dei ciclisti, il cui arrivo in Centrale è previsto per le ore 12:00.
L’Arca, che ripropone questo evento sportivo presso la centrale di Piombino, attraverso le parole del Presidente regionale Sonia Banchi afferma che “l’Arca è lieta di organizzare questa manifestazione che, grazie anche alla collaborazione con la Federazione Italiana Tempo Libero (FITEL), ogni anno richiama più di 100 ciclisti da tutto il territorio nazionale. Un’iniziativa che quest’anno si inserisce negli eventi per l’anniversario del 35esimo della Centrale Enel, confermandosi un valore aggiunto per il mondo del lavoro, sia dal punto di vista sportivo che sociale e culturale”.
Del Bimbo Fabrizio

sabato 1 settembre 2012

All'Impruneta una mostra dedicata ad Alessandro Pieroni




Nell’ambito del progetto La Città degli Uffizi, collana di mostre diretta da Antonio Natali, il Comune di Impruneta propone una mostra dedicata al suo illustre concittadino Alessandro Pieroni, pittore e architetto alla corte dei Medici e ai pittori che furono al suo fianco nella decorazione a grottesca della loggia degli Uffizi: Alessandro Allori, Giovanni Bizzelli, Giovanmaria Butteri, Ludovico Buti e il Cigoli.
La mostra si propone di far conoscere al pubblico l'eclettica personalità di questo artista, che rivestì un ruolo di prestigio negli ultimi decenni del Cinquecento a Firenze, presentando le sue opere pittoriche, grafiche ed architettoniche.

Sono esposte ventitre opere: dipinti del Pieroni e degli artisti che collaborarono con lui, affreschi staccati dal Corridoio vasariano, arazzi, disegni, incisioni e modelli architettonici provenienti dalla Galleria e dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, dalle riserve, dalla Galleria Palatina, dal Museo dell'Opera del Duomo e da altri importanti musei e biblioteche fiorentine. Nel Chiostro è ospitata una sezione documentaria di approfondimento dedicata ai legnaioli e ai fornaciai dell'Impruneta nella Toscana del Cinquecento, al tempo del Pieroni.

Architetto e ingegnere civile e militare, lavoò al servizio del Granduca collaborò col Buontalenti e Don Giovanni de' Medici alle fortificazioni del Forte del Belvedere a Firenze, al progetto della Cappella dei Principi in San Lorenzo, a quello per la Cappella Corsini al Carmine e alla facciata di Santa Maria del Fiore, per la quale si conservano suoi disegni e il modello ligneo del Museo dell’Opera, mentre a Volterra progettò nel Duomo la Cappella di San Paolo per l’ammiraglio Jacopo Inghirami.

Sono previste iniziative collaterali che accompagneranno la mostra, riguardanti i fornaciai e i legnaioli a Impruneta al tempo del Pieroni, presso la recentemente ristrutturata Fornace Agresti, e un itinerario sulle opere del periodo presenti nelle più suggestive emergenze storico artistiche del territorio.

Alessandro Pieroni dall'Impruneta e i pittori della Loggia degli Uffizi
Dal 2 settembre al 4 novembre
Basilica e Chiostri di Santa Maria - Loggiati del Pellegrino
Impruneta
Orario da giovedì a domenica 10-13; 15-1 Ingresso: € 5, ridotto € 4

Fabrizio Del Bimbo





venerdì 31 agosto 2012

Gianni Dorigo espone a Pontassieve

Dal 15 SETTEMBRE al 28 OTTOBRE 2012
PRESSO LA SALA DELLE COLONNE DEL PALAZZO COMUNALE Pontassieve, Via Tanzini 3
Inaugurazione Sabato 15 Settembre, ore 17
La personale di GIANNI DORIGO dal titolo “Il cielo è rosso”, Immagini di cinema in Toscana a cura di Roberta Fiorini. La Toscana, il cinema, i suoi personaggi e le sue storie: tutto questo racchiudono le tele di Gianni Dorigo in una mostra che presenta oltre quaranta opere pittoriche ispirate ad altrettanti film girati in Toscana (dal 1916 ad oggi). Da sabato 15 settembre (inaugurazione alle ore 17,00) la sala delle Colonne di Pontassieve si trasformerà in una originale cineteca dove le emozioni delle pellicole vengono trasposte sulla tela dalla mano creativa di un importante artista contemporaneo. Protagonista l’artista Gianni Dorigo, impegnato in un nuovo dialogo tra la sua arte e la cinematografia, confermando quello speciale legame che solca gli ultimi dieci anni della sua attività.
Da Le ragazze di San Frediano film di Valerio Zurlini tratto dall’omonimo libro, a La bella mugnaia di Mario Camerini, passando per Metello, La ragazza di Bube, fino a film cult della comicità toscana esportata in tutta Italia come Amici Miei, il Ciclone, Zitti e mosca, Ad ovest di Paperino, Ovosodo , senza tralasciare capolavori degli ultimi anni come il premio Oscar La Vita è Bella di Roberto Benigni. Un lavoro da appassionato e competente cineasta, un omaggio pittorico a quei capolavori che con le loro indelebili immagini e con i loro dialoghi sono entrati a far parte della nostra cultura, in uno spazio dove le tele diventano tanti schermi in un’ideale videoteca di sensazioni. Un viaggio nel cinema fatto con gli occhi dell’artista, libero, soggettivo e sicuramente non didascalico, ma efficacemente autentico
In un periodo dove è sempre difficile fare cultura di qualità, - spiega l’Assessore alle attività culturali Alessandro Sarti - questa mostra è la testimonianza del nostro impegno che ormai da anni è una concreta dimostrazione del nostro modo di concepire la promozione dell’arte: aperta al dialogo, alle novità, alla contemporaneità, a forme di espressione diverse e soprattutto accessibile a tutt
La mostra è promossa dal Comune di Pontassieve in collaborazione con il Polo Museale della città di Firenze -Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e della Accademia di Belle Arti di Firenze, con i patrocini di Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Sistema Toscana, Terre del Levante Fiorentino (e la partecipazione di “Le Coste”, “Albor”, “Simultanea - Spazi d’Arte”, “Philia Design Studio”, “Copyland”, “Lucca Film Festival”; bookshop “Auser”),
A corredo dell’evento sono stati realizzati un DVD (a cura del CDA del Comune di Pontassieve) ed un catalogo (a cura di Roberta Fiorini) che contiene la presentazione della curatrice e testi di Alessandro Benvenuti, Claudio Carabba, Stefania Ippoliti, Daniela Pronestì, Maurizio Scudiero ed un racconto di Elisabetta Giorgetti.
La mostra è visitabile in orario: Martedì / Giovedì / Domenica 16.00 - 19.00
Mercoledì/Venerdì/Sabato 9.30 - 12.30; Lunedì chiuso.
Info: Dipartimento Cultura – Comune di Pontassieve
Via Tanzini 23 – Tel. 055.8360343/344
cultura@comune.pontassieve.fi.it - www.comune.pontassieve.fi.it
Del Bimbo Fabrizio








giovedì 30 agosto 2012

A Firenze arriva l'orchestra di Fiati della citta' di Ginevra

PRIMA TOURNEE IN ITALIA DELL’ORCHESTRA DI FIATI DELLA CITTA’ DI GINEV
Con questi importanti appuntamenti si  stanno preparando i 40 musicisti dell’Harmonie Nautique, la più che centenaria orchestra di fiati ginevrina, che si esibirà in due date toscane, venerdì 7 settembre nell’Auditorium Santo Stefano al Ponte di Firenze e sabato 8 settembre nella Pieve Santa Maria di Pian di Scò (AR).
Sotto la bacchetta di Eric Haegi, il direttore nato a Roma da genitori svizzeri, l’ensemble fondato nel 1883 e oggi Orchestra di fiati ufficiale della Città di Ginevra, suona principalmente trascrizioni per fiati di pezzi classici. Questa scelta, dettata in origine dalla tradizione, ha anche come obiettivo di far conoscere al pubblico delle bande i capolavori del grande repertorio sinfonico. Il programma vedrà quindi grandi successi di Mozart, Rota, Dvorak e Holst arrangiati per fiati, dove la parte tradizionalmente affidata ai violini viene eseguita da clarinetti e flauti, la parte dei violoncelli dai sassofoni, e via dicendo.
L'appuntamneto è per venerdì 7 settembre ore 21: Auditorium S. Stefano al Ponte, via Por S. Maria, di Firenze
e sabato 8 settembre ore 21: Pieve di Santa Maria, Pian di Scò (AR)
HARMONIE NAUTIQUE
Orchestra di fiati della Città di Ginevra
Eric Haegi, direttore
W. A. Mozart : Ouverture da "Il Ratto dal Serraglio"
N. Rota : “Amarcord”
A. Dvorak : “Danze Slave”, op. 46 & 72
G. Holst : I Pianeti "Saturno, Giove, Marte"
Queste manifestazionei sono ad INGRESSO LIBERO
Del Bimbo Fabrizio


sabato 4 agosto 2012

Soave caput mundi

Nel 2012 sono stati tanti buyer provenienti da tutto il mondo e anche dalla Toscana, si sono dati appuntamento sulle colline dell’Est Veronese, coordinati dal Consorzio del Soave, per entrare in contatto diretto con le aziende e conoscere personalmente i produttori.
Se nel Soave sul fronte della produzione e della vendemmia le notizie sono positive, altrettanto si può dire in merito alle attività di promozione e di valorizzazione della doc nei mercati esteri coordinate dal Consorzio del Soave.
Questo è il risultato di una mirata strategia promozionale che ha fatto della pianificazione e della calendarizzazione di eventi e di iniziative il suo punto di forza a tutto vantaggio delle aziende socie.
Doppio il piano d’azione scelto: da un lato investire in campagne specifiche per i mercati esteri di riferimento, supportate da azioni volte ad interessare i differenti soggetti della filiera distributiva, dall’importatore al consumatore finale; dall’altro coordinare numerose attività di incoming di operatori di settore, favorendo il contatto diretto con i singoli produttori nel territorio di produzione del Soave.
Strategica l’attività di incoming dedicata ai buyer esteri che proseguirà fino a tutto il 2012
A luglio è giunta nel Soave una delegazione di operatori tedeschi, buyer, ristoratori ed enotecari, che per un’intera giornata sono stati ospiti delle aziende. Un’occasione per mostrare loro il territorio e per creare nuove occasioni di contatto tra gli operatori e quelle cantine che in alcuni casi non hanno ancora la forza di muoversi da sole alla ricerca di contatti commerciali.
Ad inizio settembre, nell’ambito del Soave Versus, giungerà invece nella zona del Soave una delegazione di buyer provenienti da Stati Uniti, Brasile, Cina, Malaysia, Hong Kong, India, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia e Russia, per partecipare ad uno speedtasting.
Lo speedtasting, consiste in un insieme di incontri commerciali diretti tra gli operatori e i produttori di Soave attraverso degustazioni mirate e personalizzate della durata di 20-25 minut
La velocità con cui verranno effettuati gli incontri permetterà ai buyer di conoscere e di apprezzare i vini di tutti i produttori che aderiranno al tasting.
Ci si focalizzerà invece di più sui mercati europei, da sempre punto di riferimento per il Soave, a fine settembre, quando tra i vigneti di garganega farà visita un gruppo di operatori provenienti da Germania, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Danimarca e Svezia.
Le attività di incoming proseguiranno per il mese successivo, quando a metà ottobre sarà la volta dei mercati asiatici. E’ infatti previsto in calendario l’arrivo di una delegazione di buyer provenienti da Cina e Taiwan, piazze di particolare interesse per il Soave, dal momento che la tipologia dei vini bianchi sta sempre più erodendo quote di mercato ai rossi, per tradizione privilegiati dai consumatori big spender asiatici. Giocano a favore del Soave le donne asiatiche con una buona scolarizzazione che, emancipate ed indipendenti, sono loro che scelgono i vini e privilegiano quelli bianchi.
Rientrano invece tra le azioni poste in essere direttamente nei mercati esteri quelle relative al mercato americano in particolare, in base alla nuova Ocm vino, che da tempo vedono il Consorzio impegnato in importanti campagne di rilancio del Soave negli Stati Uniti.
Bene anche la distribuzione geografica di prodotto: all’interno degli Stati Uniti le differenti tipologie di Soave esportato dalle aziende sono ad oggi reperibili in 25 stati, mentre negli ultimi tre anni il numero di aziende aderenti al consorzio che hanno stabilito rapporti commerciali con gli USA è cresciuto del 16% rispetto al triennio precedente.
A fronte di tali risultati l’impegno in tema di promozione verso i Paesi Terzi da parte del Consorzio del Soave proseguirà per tutto il 2012. In questa direzione le imprese del Soave investiranno 1,5 milioni di euro in azioni promozionali che riguarderanno Stati Uniti, Canada, Russia, Cina, Giappone e Sud Est Asiatico.
Con l’approvazione dei nuovi programmi promozionali per il 2013 questi investimenti cresceranno ulteriormente attestandosi sui 2,5 milioni di euro che saranno impiegati in work shop, attività di incoming, fiere, degustazioni mirate al pubblico ed eventi focalizzati .
Del Bimbo Fabrizio





venerdì 27 luglio 2012

Flavio Insinna ritorna alla Rai ma solo alla Radio

SCELGO SEMPRE DI FARE CIO’ IN CUI CREDO. NON CONTA DOVE, MA COME E COSA
Ha esordito cosi  Flavio Insinna al V Fiuggi Festival  “Faccio una cosa per volta. Non ho mai sottoscritto contratti in esclusiva con nessuno. Scelgo di volta in volta di fare ciò in cui credo e che mi piace a prescindere dall’emittente televisiva che lo manderà in onda. Non conta dove, conta come e cosa”. Flavio Insinna, ospite d’eccezione della V edizione del Fiuggi Family Festival, in programma fino al 29, nella giornata tradizionalmente dedicata alla figura del padre, ha definitivamente confermato che tornerà in Rai dal prossimo autunno con un programma di mero intrattenimento con gli ascoltatori, del quale sarà anche autore.
Il popolare conduttore tv, sottolineando il suo “saldo rapporto affettivo con Mamma Rai” ha spiegato che “Si parla con Rai 1 di nuovi progetti, ma senza, almeno da parte mia, la fretta di esserci. Il mio è un mestiere che vive spesso di quello che non fai più che di quello che fai. Quindi, adesso tornare di corsa a Rai 1 e fare una cosa in cui non credo non mi interessa. C’è voglia reciproca di tornare a lavorare insieme –ha continuato Insinna- ma si concluderà qualcosa quando ci troveremo con serenità tutti d’accordo. Poi certo si può sempre sbagliare ma l’importante è farlo sempre e comunque con la coscienza a posto”. Il conduttore, letteralmente travolto alla kermesse fiuggina da un bagno di folla, ha appena concluso il suo rapporto con la Mediaset dai risultati non troppo soddisfacenti. “Tra le tante cose che mi ha insegnato mio padre – ha detto in proposito- anche quella che mi ripeto ogni giorno, ossia di non dare mai la colpa agli altri. In nessuna occasione, da un’interrogazione scolastica andata male al fallimento di un progetto televisivo. In Italia siamo invece abituati a scaricare la colpa appena possibile. E siamo anche in un paese –aggiunge con una punta di amarezza - in cui se il giorno prima fai il 30% di share e il giorno dopo no, ti giri e non trovi più nessuno”.
Del Bimbo Fabrizio






Con grande successo il Festival Linari volge al termine


Linari Classic si avvia al gran finale alla Pieve di Sant’Appiano con
oggi venerdì 27 luglio, ore 19.30, Pieve di Sant’Appiano, Barberino Val d’Elsa (FI)
Come era prevedibile ha registrato il tutto esaurito in ogni data in cartellone il Linari Classic Festival, manifestazione internazionale di musica da camera che come di consueto porta in Toscana le eccellenze artistiche delle migliori orchestre del mondo.
Volge quindi al termine la decima edizione dell’acclamata manifestazione, con un bilancio quasi inatteso dagli stessi organizzatori, a rappresentare il profondo amore per la musica classica del pubblico toscano e internazionale: il gran finale è affidato a tutto il “team” di musicisti di Linari Classic, che venerdì 27 luglio alle 19.30 si riunirà in uno straordinario concerto all’interno della Pieve di Sant’Appiano, a Barberino Val d’Elsa (FI).
Il Festival, un vero e proprio appuntamento da non perdere per centinaia di appassionati, proporrà un variegato programma, con le più emozionanti opere di Telemann, von Weber e Schubert, portate in scena dal direttore musicale del festival Joris Van Rijn (violino), accompagnato da Vicky Wright (clarinetto), Gijs Kramers (viola), Daniel Parkin (flauto), Marijn Van Prooijen (contrabbasso), Justyna Briefjes (violino), Sonja van Beek (violino), Floris Mijnders (violoncello), Ellen Blythe (viola), Ottaviano Tenerani (arpa), Jayson Gillham (pianoforte).
La serata si concluderà, come nella migliore tradizione del festival, con l’esclusiva cena durante la quale sarà possibile conoscere i musicisti e brindare con Airdrie Armstrong Terenghi, fondatrice e direttore artistico, Michael Griffiths, presidente dell’associazione culturale Linari Classic e con tutto lo staff organizzatore della manifestazione.
Il Festival vanta tra i suoi patrons esponenti del mondo artistico come il famoso direttore d’orchestra Jeffrey Tate CBE (tra l’altro, Direttore Musicale della Hamburg Symphony Orchestra), il pianista australiano Stephen McIntyre, il pittore australiano Jeffrey Smart, Andrea Hull A.O preside del Victoria College of the Arts, la pianista italiana Maria Tipo, e Pietru Horvath, Primo Violino del Teatro del Maggio Musicale di Firenze.
Il concerto è organizzato grazie al sostegno del Comune di Barberino Val d’Elsa, e del Gruppo Vontobel, banca privata svizzera specializzata nella gestione patrimoniale per clienti privati e istituzionali e nell'Investment Banking.
Per informazioni e prenotazioni: cell. 339/ 5879551 www.linariclassic.com

Del Bimbo Fabrizio





sabato 21 luglio 2012

A villa Gamberaia di Firenze in scena Rachmaninov

Festival Linari Classic,
a Villa Gamberaia è di scena Rachmaninov
Da non perdere la cena di gala con vista mozzafiato su Firenze e la degustazione di champagne e liquori di lusso

Oggi sabato 21 luglio ore 19.30, Villa Gamberaia, Settignano (Firenze)

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È questo il fascino del Festival Linari Classic, che oggi sabato 21 luglio alle ore 19.30 accoglierà gli spettatori del secondo concerto in cartellone all’interno dell’esclusiva Villa Gamberaia di Settignano: una villa-gioello che fa da sfondo a concerti animati dai migliori musicisti sulla scena internazionale, che interpretano con maestria le più emozionanti opere di musica da camera.

Giunto con orgoglio alla sua X edizione, il Festival direzione artistica di Airdrie Armstrong Terenghi ospiterà per l’occasione il Quartetto d'Archi Ruysdael, con Ellen Blythe alla viola e Johan van Iersel al  violoncello, che eseguiranno musiche di Rachmaninov, Tchaikovsky, Mozart.

A seguire, l’elegante cena in giardino, sullo sfondo di una Firenze al tramonto: per l’occasione sarà possibile passare la serata con i musicisti e gli ospiti internazionali del concerto, degustando il migliore champagne francese e lussuosi liquori di Moët Hennessy.

Il Festival, giunto con orgoglio alla sua X edizione, è anche quest’anno seguito dalla direzione artistica di Airdrie Armstrong Terenghi, e organizzato dall’omonima associazione culturale Linari Classic, fondata nel 2003 e presieduta da Michael Griffiths, ex Chairman of the British Chamber of Commerce for Italy ed attuale Vice Chairman of the British Institute of Florence, vanta tra i suoi patrons esponenti del mondo artistico come il famoso direttore d’orchestra Jeffrey Tate CBE (tra l’altro, Direttore Musicale della Hamburg Symphony Orchestra), il pianista australiano Stephen McIntyre, il pittore australiano Jeffrey Smart,  Andrea Hull A.O preside del Victoria College of the Arts, la pianista italiana Maria Tipo, e Pietru Horvath, Primo Violino del Teatro del Maggio Musicale di Firenze.

L’evento è reso possibile grazie alla collaborazione con la sezione Italia di Moët Hennessy, leader mondiale del settore dei vini ed alcolici di lusso presente in oltre 140 Paesi

Per informazioni e prenotazioni: cell. 339/ 5879551 http://www.linariclassic.com/


Le prossime date del Festival Linari Classic 2012:

  • Domenica 22 luglio, ore 19.30 – Castello di Volpaia, Radda in Chianti (Siena). Quartetto d'Archi Ruysdael, Sonja van Beek violino, Jacobien Rozemond violino, Marijn van Prooijen contrabasso, Floris Mijnders violoncello, Justyna Briefjes violino, Ellen Blythe violino, Nienke van Rijn violino. Musiche di Leclair, Strauss, Bartholdy.  
  • Mercoledì 25 luglio, ore 19.30 – Villa del Cigliano, San Casciano Val di Pesa (Firenze). Joris Van Rijn violino, Sonja van Beek violino, Vicky Wright clarinetto, Marijn van Prooijen contrabasso, Justyna Briefjes violino, Gijs Kramers viola, Floris Mijnders violoncello, Daniel Parkin flauto, Ellen Blythe viola, Jayson Gillham pianoforte, Ottaviano Tenerani arpa. Musiche di Dvorák, Rossini e Boccherini.
  • Giovedì 26 luglio, ore 18.30 – Borgo San Felice, Loc. San Felice (Siena). Jayson Gillham pianoforte. Musiche di Beethoven, Debussy, Chopin.
  • Venerdì 27 luglio, ore 19.30 – Pieve di Sant’Appiano, Barberino Val d’Elsa (Firenze). Joris Van Rijn violino, Vicky Wright clarinetto, Gijs Kramers viola, Daniel Parkin flauto, Marijn Van Prooijen contrabasso, Justyna Briefjes violino, Sonja van Beek violino, Floris Mijnders violoncello, Ellen Blythe viola, Ottaviano Tenerani arpa, Jayson Gillham pianoforte. Musiche di Telemann, von Weber, Schubert.
 Del Bimbo Fabrizio

giovedì 21 giugno 2012

Parte dalla Toscana la "Via di Francesco"

Ben 200.000 pellegrini percorrono ogni anno il Cammino di Santiago, verso la Spagna, ma si calcolano 8 milioni di presenze turistiche legate a questo flusso. E' questa constatazione che ha ispirato in parte la nascita a Perugia, in Umbria del Consorzio "Umbria &Francesco's Ways", che intende occuparsi della promozione degli itinerari dedicati a San Francesco e a tutti i luoghi da lui toccati nel corso della sua vita. Il progetto prevede la proposta di "pacchetti" turistici molto interessanti,adatti ai trekker, ai turisti a cavallo, al pellegrino. la pubblicazione di una guida nei prossimi mesi, oltre alla creazione di un sito dedicato, www.viadifrancesco.it. Il percorso principale inizia proprio dalla Toscana, da Chiusi della Verna, attraversa tutta la regione Umbria e giunge fino a Greccio, nel Lazio, dove il Santo ha creato il primo presepe. Vediamo di ricordare gli eventi più rilevanti della vita del Poverello.
 San Francesco nacque ad Assisi nel 1182 circa e morì nel 1226. Giovanni Francesco Bernardone, figlio di un ricco mercante di stoffe, istruito in latino, in francese, e nella lingua e letteratura provenzale, condusse da giovane una vita mondana; partecipò alla guerra tra Assisi e Perugia, e venne tenuto prigioniero per più di un anno, durante il quale patì per una grave malattia che lo avrebbe indotto a cambiare radicalmente lo stile di vita: tornato ad Assisi nel 1205, si dedicò infatti ad opere di carità tra i lebbrosi e cominciò a impegnarsi nel restauro di edifici di culto in rovina, dopo aver avuto una visione di san Damiano d'Assisi che gli ordinava di restaurare la chiesa a lui dedicata. Il padre di Francesco, adirato per il cambiamento nella personalità del figlio e per le sue cospicue offerte, lo diseredò; Francesco si spogliò allora dei suoi ricchi abiti dinanzi al vescovo di Assisi, eletto da Francesco arbitro della loro controversia. Dedicò i tre anni seguenti alla cura dei poveri e dei lebbrosi nei boschi del monte Subasio. Nella cappella di Santa Maria degli Angeli, nel 1208, un giorno, durante la Messa, ricevette l'invito a uscire nel mondo e, secondo il testo del Vangelo di Matteo (10:5-14), a privarsi di tutto per fare del bene ovunque. Tornato ad Assisi l'anno stesso, Francesco iniziò la sua predicazione, raggruppando intorno a sé dodici seguaci che divennero i primi confratelli del suo ordine, il primo ordine ed elessero Francesco loro superiore, scegliendo la loro prima sede nella chiesetta della Porziuncola. Nel 1210 l'ordine venne riconosciuto da papa Innocenzo III; nel 1212 anche Chiara d'Assisi prese l'abito monastico, istituendo il secondo ordine francescano, detto delle clarisse. Intorno al 1212, dopo aver predicato in varie regioni italiane, Francesco partì per la Terra Santa, ma un naufragio lo costrinse a tornare, e altri problemi gli impedirono di diffondere la sua opera missionaria in Spagna, dove intendeva fare proseliti tra i mori. Nel 1219 si recò in Egitto, poi in Terra Santa, rimanendovi fino al 1220; al suo ritorno, trovò dissenso tra i frati e si dimise dall'incarico di superiore, dedicandosi a quello che sarebbe stato il terzo ordine dei francescani, i terziari. Ritiratosi sul monte della Verna nel settembre 1224, dopo 40 giorni di digiuno e sofferenza affrontati con gioia, ricevette le stigmate, i segni della crocifissione.
Francesco venne portato ad Assisi, dove rimase per anni segnato dalla sofferenza fisica e da una cecità quasi totale, che non indebolì tuttavia quell'amore per Dio e per la creazione espresso nel Cantico di frate Sole, probabilmente composto ad Assisi nel 1225. Francesco, che è patrono d'Italia, venne canonizzato nel 1228.

Tante le stupende località da visitare lungo la Via di Francesco, , che è consigliabile percorrere, per alcuni tratti anche a piedi, su itinerari stabiliti dal CAI Umbria. Per esempio, a Spello meritano una visita il palazzo comunale, nel quale sono presenti iscrizioni romane, due ritratti di età Flavia, una pregevole biblioteca con mobilio di fattura veneziana La Collegiata di Santa Maria Maggiore ospita, nella cappella Baglioni, splendidi affreschi del Pinturicchio ed un pregevole pavimento di maioliche di Deruta.. A Spoleto ci sono ancora più attrazioni, come la Rocca Albornoziana, posta sulla sommità del colle Sant’Elia che domina Spoleto simbolo della città delimitato da un alto sistema di mura perimetrali alternate da sei torri squadrate, tra le quali quella detta “della spiritata” e la “camera pinta”, affrescata con opere del Quattrocento. All’interno della Rocca, due aree distinte: il Cortile d’onore, con il Museo nazionale del Ducato e uno spazio per mostre, concerti e convegni, e il Cortile delle armi, con un teatro all’aperto. Altro simbolo di Spoleto è il Ponte delle Torri che unisce la Rocca e il Monteluco, lungo 230 metri e alto 82. Pare sia stato eretto tra il Duecento e il secolo successivo. Di questo incredibile monumento sospeso nel vuoto s’innamorarono tutti i più illustri turisti che passarono di qui, tra cui Goethe, che lo descrisse nel suo Viaggio in Italia, e il pittore inglese Turner, che lo ritrasse in uno dei suoi capolavori.
Il Duomo ha origini antichissime e riunisce in sé epoche e stili differenti. L’avvio dei suoi lavori risale all’XI secolo, quando la basilica venne eretta secondo il modello romanico. La Cattedrale custodisce alcuni affreschi del Pinturicchio, nella cappella Eroli, e di Filippo Lippi, nell’abside della navata centrale. A Ferentillo non si può perdere una visita all'abbazia di San Pietro in Valle e le mummie risalenti al 1700.
Il Lago di Piediluco, a pochissimi km da Terni e dalla Cascata delle Marmore, èi infine un vero gioiello navigabile incastonato nel verde.
L'obiettivo più importante è riportare la gente a camminare su queste strade che non devono essere mai abbandonate.

Fabrizio Del Bimbo

venerdì 1 giugno 2012

La prima edizione di "Pausa Caffé"

Dal 7 all'8 giugno  alla Biblioteca delle Oblate di Firenze una manifestazione dedicata alla cultura del caffé.
Il festival presenta, tra gli eventi speciali, il 1° campionato Latte Soyart (tecnica artistica di decorazione cappuccino) e la finale italiana del 5° campionato di Cup Tasters (assaggiatori di caffè)

Sfatando il mito che bere caffè faccia male (le dosi non devono superare i 300 mg di caffeina al giorno, circa 6/7 tazzine di espresso) e che il caffè fatto con la moka sia più leggero dell’espresso, arriva a Firenze Pausa Caffè, il primo festival dedicato interamente alla cultura del caffè, la bevanda più bevuta al mondo, seconda solo all’acqua. Dal 7 all’8 giugno presso la biblioteca e sulla terrazza vista Duomo della Caffetteria delle Oblate, professionisti, appassionati, cultori del caffè e semplici curiosi si incontreranno tra tavole rotonde, proiezioni, workshop, pranzi e cene a tema, e avranno l’occasione di assistere al primo campionato italiano di Latte Soyart (tecnica artistica di decorazione del cappuccino) e alla finale italiana del 5° campionato di assaggiatori Cup Tasters. L’evento, ad ingresso libero, ha la direzione artistica di Francesco Sanapo, campione italiano baristi caffetteria 2010 e 2011, e del coffee expert Andrej Godina, dottore di ricerca in Scienza, Tecnologia ed Economia nell’Industria del caffè (www.lospaziochesperavi.it).

Il programma si aprirà giovedì 7 giugno alle 10 in caffetteria con le semifinali del 5° campionato italiano Cup Tasters. La gara consiste nell’indovinare su 8 terne, composte ognuna da 3 tazze di caffè di differenti monorigini, quale, tra le tre, sia quella diversa. Il vincitore, che sarà proclamato venerdì, volerà quale rappresentante italiano alla finale mondiale World Cup Tasters Championship, che si terrà dal 12 al 15 giugno a Vienna.

La giornata di giovedì proseguirà alle 12 in terrazza con il pranzo a base di specialità culinarie al caffé, a cura di Armando Siesto e Alessandro Arena, mentre, alle 15, al primo piano della biblioteca, si terrà l’incontro/tavola rotonda Il futuro dell’espresso italiano, una riflessione sulla storia e sulla situazione attuale del mercato internazionale del caffè e di quello dell’espresso quale simbolo della cultura italiana nel mondo. Con un consumo totale intorno ai 250 milioni di kg di prodotto tostato, ed un giro d’affari alla produzione intorno ai 3 miliardi di euro, di cui ca. 600 milioni di euro destinati all’esportazione, il mercato italiano del caffè è infatti uno dei più caratteristici e vivaci del food & beverage iin Italia. Si parlerà delle rotte commerciali, delle nuove prospettive del mercato nel nostro paese, all’insegna dell’affermazione dei caffè gourmet. Parteciperanno, tra gli altri, Andrea Lattuada, coordinatore italiano della SCAE (Speciality Coffee Association of Europe), i torrefattori e vari operatori del settore.

Alle ore 17, sulla terrazza della Biblioteca, si terranno le semifinali del Primo campionato italiano Latte Soyart, tecnica diventata rapidamente famosa, e che, per la prima volta, verrà realizzata con latte di soia. I partecipanti si sfideranno davanti a una giuria di esperti del settore. Al termine seguirà la degustazione di cappuccini ottenuti con questa tecnica. Alle ore 19, poi, sulla terrazza della biblioteca, si terrà l’aperitivo al caffè e la selezione musicale e di videoarte del compositore Andrea Portera (in collaborazione con Girone Jazz). Alle 21 presso il ristorante Rari Nantes di Firenze (L.no Ferrucci 24) ci sarà la cena al caffè, e a chiusura il barista party.

Venerdì 8 giugno, alle 10, si terranno le finali Cup Tasters 2012. Alle 12 il pranzo con specialità culinarie al caffè e, dalle ore 15, sulla terrazza, il workshop gratuito, a cura di Francesco Sanapo, Preparare un espresso e un cappuccino perfetto (per professionisti, su prenotazione. Per iscriversi pausacaffeflorence@gmail.com).

Alle ore 16.30, al piano terra, in sala conferenza, ci sarà la tavola rotonda La cultura enogastronomica SLOW, in collaborazione con i presidi Slow Food del caffè e del cacao, un diverso modo di concepire i prodotti coloniali nell’era del fast food e della globalizzazione. Seguirà la proiezione del documentario Black Gold, viaggio tra i coltivatori del caffè in Etiopia, con la denuncia delle drammatiche condizioni dei lavoratori e dei profitti sempre maggiori delle multinazionali. Pausa caffè si chiuderà dalle 18 sulla terrazza con le semifinali e le finali del primo campionato italiano Latte Soyart, a cui seguiranno le premiazioni del vincitore italiano Cup Tasters e del campionato italiano Latte Soyart.

Durante la due giorni, al piano terra della Biblioteca delle Oblate, ci sarà la degustazione gratuita di caffè decaffeinato e monorigine speciality (dalle 16 alle 19), e la biblioteca metterà a disposizione una selezione di libri dedicati all’argomento. Infine, in esclusiva, presso la Caffetteria delle Oblate, sarà possibile assaggiare una selezione di tre miscele speciali monorigine, al costo simbolico di 1 €, per sensibilizzare alla qualità.

Tra queste la Puerto Rico, con fragranza di cioccolato e caramello e tracce di frutta secca, è stata raccolta e selezionata da Francesco Sanapo appositamente per il Festival. La provenienza è la Hacienda S.Pedro a San Juan, che è gestita da sei generazioni dalla famiglia Atienza. Buon corpo, molto persistente, un caffè speciale che potrà essere gustato solo alle Oblate, in esclusiva europea. Sempre in degustazione, il Mapanga, caffè del Malawi, piccolo stato del sudest africano, appena premiato al Firenze Gelato Festival 2012, e il Colombia, caffè con certificazione di qualità e purezza igp (Indicazione Geografica Protetta), il più diffuso caffè colombiano grazie al gusto particolarmente dolce. Viene definito dagli intenditori del luogo ‘suave’, ed importato sotto la supervisione della Federacion Nacional de Cafeteros.

L’evento è una collaborazione tra Cooperativa Archeologia, Caffetteria delle Oblate, 9 bar srl, Biblioteca delle Oblate, Slow Food, Nuovi Eventi Musicali, Sesamo comunicazione visiva. Con il patrocinio del Comune di Firenze, e con il sostegno di Dalla corte macchine caffè espresso, Bunn macchine caffe filtro, Caffè Corsini, Latte di soya Alpro for professional, Mahlkoenig macinacaffè, Imperator caffè verde, Demus caffè decaffeinato, Planet coffee, Asachimici. Media partner Coffee Colours, Comunicaffè. Per info www.lospaziochesperavi.it, www.9bar.it e www.francescosanapo.com.

Fabrizio Del Bimbo

venerdì 25 maggio 2012

Green Power la geotermia si rinnova a Radicondoli (SI)

L'impianto nel comune di Radicondoli, che ha una potenza installata netta di 17 MW, sarà in grado di produrre a regime 150 milioni di chilowattora. Il rifacimento della centrale Rancia 2 rientra in un pacchetto di investimenti di 500 milioni di euro per lo sviluppo della geotermia in Toscana 
 E’ entrata in servizio, completamente rinnovata, la centrale geotermica Rancia 2, in Toscana, nel Comune di Radicondoli , in provincia di Siena.
Questo impianto sarà in grado di produrre a regime circa 150 milioni di chilowattora, evitando così l’ emissione in atmosfera di 100 mila tonnellate di CO2, oltre a un risparmio di combustibili fossili per 33 mila TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) all’anno.
Il progetto, che è all’avanguardia nel campo delle centrali geotermiche, ha utilizzato i migliori standard di qualità e sicurezza sviluppati nel corso di un’esperienza lunga un secolo, che rende Enel Green Power leader mondiale in questo settore.
L’intervento sulla centrale di Rancia 2 prevede anche l’ entrata in funzione dell’impianto AMIS, processo brevettato dal gruppo Enel, per migliorare le prestazioni ambientali della centrale. Il progetto di rifacimento della centrale è stato sviluppato dalle strutture interne di ingegneria di EGP e la realizzazione è stata effettuata utilizzando in gran parte imprese e manodopera locali.
"Questo intervento dimostra come, mentre siamo impegnati a far crescere in tutto il mondo la nostra capacità di generazione mettendo in servizio nuovi impianti, siamo altresì impegnati nella continua ricerca del miglioramento del parco di generazione esistente" - ha affermato Francesco Starace, AD di Enel Green Power.
Il rifacimento della centrale Rancia 2 rientra nell’ambito del piano industriale EGP 2012 – 2016, che prevede un pacchetto di investimenti di circa 500 milioni di euro per lo sviluppo degli impianti geotermici in Toscana
Sono attualmente in fase di realizzazione gli interventi sulle centrali Rancia 1 e Le Prata, rispettivamente nei comuni di Radicondoli (SI) e Castelnuovo V.C. (PI), mentre partiranno a breve quelli per il rinnovo totale delle tre centrali geotermiche nel comune di Piancastagnaio (SI).
 Del Bimbo Fabrizio

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