venerdì 30 aprile 2010

Il Premio Ex3 Toscana Contemporanea 2010 a Michelangelo Consani


EX3 Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze

MICHELANGELO CONSANI – DYNAMO
Progetto vincitore della prima edizione
del Premio EX3 Toscana Contemporanea 2010

30 aprile – 10 giugno 2010

Venerdì 30 aprile 2010, EX3 Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze inaugura Dynamo, progetto di Michelangelo Consani, vincitore della prima edizione del Premio EX3 Toscana Contemporanea 2010.

Il Premio, a cadenza annuale, promosso da EX3 in collaborazione con il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, nasce con l’intento di valorizzare le generazioni di artisti under 40, toscani di nascita o di residenza. EX3 ha nominato una commissione composta da 3 curatori attivi sul territorio - Saretto Cincinelli, Daria Filardo e Pietro Gaglianò – che ha selezionato una rosa di quattro artisti - Emanuele Becheri, Michelangelo Consani, Margherita Moscardini e Moira Ricci - a ognun dei quali è stato chiesto di presentare un progetto per la sala centrale di EX3. I progetti sono stati valutati da una giuria internazionale formata da Nathalie Zonnenberg, curatore del progetto Bureau Beyond, Utrecht (Olanda), Adam Budak, curatore presso Universalmuseum Joanneum, Graz (Austria), Cristiana Perrella, critico e curatore indipendente e Valerio Dehò, Direttore KunstMeran, Merano (BZ).

La giuria ha così motivato la scelta del progetto Dynamo di Michelangelo Consani:

Il progetto di Consani sa mettere insieme una storia sportiva legata alla discriminazione razziale, con un contributo ad una forma di ecologia realmente democratica e che coinvolge tutti. La bicicletta è il simbolo non solo di uno sport tra i più popolari in Italia, e in Toscana in particolare, ma anche di una forma di energia pulita che può diventare una risorsa per tutti, a livello metaforico ma anche pratico. La sua idea di far liberare energia dalle pedalate del pubblico, mette in campo un’arte relazionale in cui il processo si somma ad un’impresa collettiva. L’artista diventa il catalizzatore di un’azione estetica e sociale. La sua “opera” è in realtà qualcosa che si realizza solo quando gli spettatori vi partecipano, secondo la migliore tradizione duchampiana, ma anche nel rispetto di una considerazione dell’arte contemporanea come stimolo per far accadere qualcosa nel mondo e nella società.
“Dynamo” è energia collettiva, sogno ecologico, messaggio di collaborazione, ma soprattutto un momento di riflessione sull’eccessiva velocità delle trasformazioni, sul senso di un progresso che ha perduto ogni eticità. Lo spazio di EX3 si trasforma in una palestra in cui la fisicità delle biciclette spinte dai ciclisti crea un ponte per comprendere meglio l’importanza di un cambio di velocità, in meno, per vivere il presente in modo più responsabile.

Il progetto Dynamo trae spunto dalla storia di Marshall Walter Taylor, giovane ciclista afroamericano, vincitore, nel 1899, del titolo mondiale del Miglio su pista, vittima, nel corso della sua carriera, di numerose ingiustizie razziali. La storia di Taylor diviene, nel progetto di Consani, il punto di partenza per una riflessione più ampia sui rapporti tra ambiente, energia, equità e giustizia sociale. La sala centrale di EX3 sarà occupata da una lampada da terra con sorgente luminosa led, da un cavo elettrico di colore verde brillante e da una cassa acustica. In fondo alla sala, una parete di cartongesso delimiterà una stanza, creando due spazi contigui ma non comunicanti. In questa stanza tre biciclette modificate, fissate al pavimento, e tre pedalatori africani produrranno con il loro sforzo l’energia necessaria per alimentare il corpo luce posto nella sala attigua. Un microfono amplificherà il rumore delle pedalate dei performers diffondendolo in tutto lo spazio espositivo. Il giorno dell’inaugurazione l’accesso all’area dei pedalatori sarà interdetto al pubblico. Nei giorni successivi, invece, percorrendo i corridoi laterali, i visitatori saranno liberi di entrare nell’area dove si è svolta la performance e utilizzare le biciclette attivando, con la loro energia, la luce nella sala vicina.

In contemporanea alla mostra di Michelangelo Consani, dal 30 aprile al 10 giugno 2010, in una delle sale laterali del Centro saranno presentati i progetti degli altri artisti finalisti del Premio EX3 Toscana Contemporanea, Emanuele Becheri, Margherita Moscardini e Moira Ricci.

Michelangelo Consani nasce a Livorno nel 1971. Si diploma maestro d’arte del vetro e del cristallo nel 1987 presso l’Istituto Statale d’Arte di Pisa e, due anni più tardi, consegue la maturità artistica presso lo stesso Istituto. Dal 1992 sino al 2000 si occupa di progettazione illuminotecnica collaborando con prestigiose aziende italiane: Flos, Reggiani, Artemide. Nel 2000 segue un progetto di illuminotecnica in stretta collaborazione con Artemide e lo studio dell’architetto inglese Norman Foster. Lo stesso anno conosce Emilio Prini con il quale stringe un forte legame d’amicizia. Nel 2008 si trasferisce in Olanda (Villa Ockenburgh, Den Haag) per un programma studio di un anno. Dal 2009 collabora con la rivista Arte e Critica con una sua rubrica di design.
Tra le principali mostre personali si segnalano: Progetto per disperdere energia, White Project, Pescara 2008; Crash Landing, 2WK2, Berlino 2004; Light+Building, Frankfurtmesse, Francoforte 2002. Tra le recenti mostre collettive si segnalano: Splav Meduze, Center for Contemporary Art Celje, Celje (Slovenia) 2009; Invocare Istanti, Dryphoto Arte Contemporanea, Prato 2009; Rites du passage, SCHUNCK-Glaspaleis, Heerlen (Olanda) 2009; Espansione (mobile), NEONcampobase, Bologna 2009; Seek Refuge, 11° Bienniale internazionale di architettura di Venezia, Venezia 2008; Z4 Marginal Zone, Villa Ockenburgh, Den Haag 2008; Italiani in Vacanza, Casa Masaccio, San Giovanni Val D’Arno 2008; Suitcase Illuminated #5 on Informal Economy, P74 Center and Gallery, Ljubljana 2007 - Mac/Val - Musee d'Art Contemporain du Val de Marne, Parigi 2007.

EX3 è sostenuto da:
Comune di Firenze
Assessorato alla Cultura e alla Contemporaneità
Assessorato alle Attività Produttive,
Consiglio di Quartiere 3

Fabrizio Del Bimbo

L'Amazzonia è vicina a Firenze e alla Toscana


Approfondire la conoscenza dell’Amazzonia tramite i suoi prodotti ed i suoi itinerari turistici. Una delegazione della “Zona Franca di Manaus” è presente in questi giorni in Toscana per stringere importanti contatti economici con il territorio. La grande regione Brasiliana, ha già da qualche anno avviato scambi economici con la Toscana e soprattutto con il Consorzio Terre del Levante Fiorentino, che raccoglie al suo interno 13 comuni e 70 aziende della provincia di Firenze, tanto da avere partecipato nel 2008 al “Festival della Creatività” e all’edizione di “Wine&FashionFlorence” del 2009, evento organizzato proprio dal consorzio. In quest’ultimo caso l’evento estero del “Wine&FashionFlorence” 2009 ha avuto luogo a Manaus dove, su invito della Suframa - Ente federale brasiliano che governa la zona franca di Manaus e che promuove lo sviluppo economico dell’Amazzonia - e con la collaborazione ed il contributo dell'Assessorato al Turismo della Regione Toscana e di Toscana Promozione, sono stati presentati i prodotti e le offerte turistiche della Toscana alla quinta Fiera dell’Industria dell’Amazzonia. La delegazione presente a Firenze è composta da rappresentanti istituzionali, più di 30 imprese in rappresentanza di vari settori economici, diversi operatori turistici ed è capeggiata dal Vice Ministro Brasiliano del Commercio estero, Ivan Ramalho e dalla Sovrintendente della zona di Libero Scambio di Manaus, Flavia Skrobot Barbosa. L'area industriale di Manaus è una delle realtà industriali più dinamiche dell’America Latina. La visita in Toscana permetterà di sottoscrivere accordi di collaborazione anche con altri soggetti toscani, fra cui Legacoop Toscana, il polo Tecnologico di Navacchio e di sviluppare rapporti di collaborazione etica tra imprese italiane e brasiliane (alcuni contatti sono già in fase avanzata). Suframa ha inoltre da tempo avviato contatti con Piaggio ed altre realtà manifatturiere della nostra regione, per cui questa visita potrà consolidare interessanti prospettive di sviluppo. Oltre a questo è da segnalare la presenza, nella delegazione brasiliana, di operatori del settore turistico interessati sia a presentare le loro offerte, che a conoscere in modo più approfondito le offerte turistiche della Regione Toscana. Tutto ciò si concretizzerà in iniziative realizzate in collaborazione con il settore Turismo della Regione Toscana. Nei giorni di presenza a Firenze si effettueranno anche incontri d’affari tra imprenditori brasiliani ed italiani in particolare nei settori della cosmesi, alimentare, turismo, pelle e moda. Saranno organizzati incontri diretti tra le aziende nei quali si potrà conoscere le nuove opportunità che il mercato brasiliano attualmente offre, soprattutto nei livelli di qualità della materia prima e di innovazione tecnologica. Alla Mostra dell’artigianato (aperta fino al 2 maggio alla Fortezza da Basso a Firenze) è presente uno stand dedicato all’Amazzonia di 200 metri quadrati al padiglione Spadolini, dove i visitatori possono trovare prodotti di artigianato, bio-gioie , prodotti alimentari e derivati naturali, fitocosmesi, prodotti di moda e tecnologici. Sempre in questo spazio si svolgeranno conferenze, momenti di promozione turistica, e saranno anche firmati accordi bilaterali di varia natura. In occasione della presenza della delegazione, il 29 aprile è stata organizzata una cena di gala al Grand Hotel di Firenze, alla quale sono state invitate le maggiori istituzioni regionali e cittadine. La cena si è svolta in un clima festoso e allegro, con spettacoli di danza locale in costume.

Fabrizio Del Bimbo

"Cosa voglio di più" di Silvio Soldini al cinema


Al cinema Fulgor di Firenze, il 29 aprile, è stato presentato in anteprima alla stampa il nuovo film di Silvio Soldini dal titolo "Cosa voglio di più". Erano presenti il regista e l'attrice Alba Rohrwacher.

Ecco la trama del film:
Anna è diventata tutto quello che ci si aspettava da lei: ha un impiego modesto, ma sicuro, è vitale, affettuosa con la famiglia, gli amici e con il suo compagno Alessio, col quale ha deciso di avere un bambino.
Quello che le manca forse è proprio il coraggio di prendersi una responsabilità definitiva verso il suo futuro.
Futuro che ha i contorni di un ufficio, di una città che si allarga sempre di più, i toni tenui di un treno che dalla periferia la porta in centro, quelli più accesi di una relazione che le sembra serena. Quando Domenico irrompe nella sua vita però tutti quei contorni svaniscono e per la prima volta mette a fuoco l’amore, quello fatto di desiderio e passione.
Ma l’amore spesso ha a che fare con linee nette, confini. Quelli del corpo, innanzitutto, che Domenico le insegna a scoprire e ad amare... (continua). Poi quelli del matrimonio di lui: è sposato con Miriam e hanno due bambini.
La storia fra Domenico e Anna è una ribellione sottovoce che si regge su un equilibrio precario come la loro vita: incontri clandestini, litigate al cellulare, bugie, carezze soffocate dallo scadere della pausa pranzo, il sesso coinvolgente consumato in una stanza di un motel a ore.
Fino a quando Anna non decide che vuole molto di più, e le bugie cedono, le famiglie s’intromettono, l’equilibrio si spezza. Anna scopre così una nuova faccia dell’amore mentre Alessio sembra non voler né sentire né vedere l’evidenza e Domenico si accorge che la sua famiglia ha bisogno di lui. Le loro strade sembrano separarsi.
E invece, inaspettatamente, si ritroveranno in fuga: due naufraghi che prendono il mare aperto, senza poter tornare indietro e con la linea dell’orizzonte ancora lontana…

Fabrizio Del Bimbo

Mario Schifano alla Sangallo Art Station di Firenze - Marco Russo alla Project Room



Dal 30 aprile al 30 giugno è aperta presso la galleria d'arte Sangallo ART Station di Firenze la mostra retrospettiva "Mario Schifano. In diretta".
L'evento espositivo è stato presentato in anteprima alla stampa fiorentina il 29 aprile.
Oltre a una trentina di opere storiche dell'artista, fra i piu' geniali, originali, trasgressivi e individualisti del secondo dopoguerra, verranno proposti alcuni lavori di Tano Festa e Franco Angeli, amici, complici e compagni di una strada di rivisitazione e ripensamento della pittura che trova nella Roma degli anni '60 e '70 uno dei suoi centri piu' imprevisti ma anche piu' interessanti.

Mario Schifano non e' una novità per la galleria: nel 1974 Marcello Secci aveva infatti organizzato una prima mostra dell'artista nella sede storica della Galleria Sangallo, in Viale Don Minzoni, replicata l'anno successivo attraverso una nuova personale. In queste circostanze l'artista presento' ben cento paesaggi anemici e altrettanti -televisori-, molti dei quali realizzati appositamente per l'occasione. Le opere vennero esposte incorniciate in preziose ma asettiche teche di plexiglas, una soluzione che a Schifano piacque moltissimo, tanto che la riprese spesso in momenti successivi.

In mostra troviamo alcune delle opere realizzate in quel tempo, (alcuni Inventari, i Futurismi rivisitati, le insegne della Esso, ma anche alcune grandi Coca-Cole, Oasi e Paesaggi anemici ma non troppo), che completano l'itinerario nella ricerca artistica di Schifano in quel periodo di crisi personale (in quella fase sono numerosi gli arresti per uso di stupefacenti e possesso di oppiacei) ma anche di importante e solitaria riflessione sulla nuova cultura dell'immagine nata dalla televisione e destinata a stravolgere definitivamente la sensibilità complessiva di un'epoca.

Mario Schifano era nato a Homs, in Libia, il 20 settembre del 1934 ed e' morto per una crisi cardiaca a Roma il 26 gennaio del 1998. E' unanimemente considerato uno dei piu' importanti, trasgressivi ed originali artisti italiani, nume tutelare della Pop italiana e uno dei pochissimi interpreti del moderno, capace di trasformare la pittura in interprete d'eccezione della civiltà dell'immagine mediatica e tecnologica e non il contrario. Gli sono state dedicate centinaia di mostre personali e collettive in musei, gallerie e spazi espositivi fra i piu' importanti del mondo: fra queste, per citarne soltanto alcune recenti, Tutto (Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, 2001), la serie di retrospettive -per decenni- allestite alla Fondazione Marconi di Milano dal 2005 in poi e America Anemica al Palazzo Pigorini di Parma nel 2008

Catalogo Skira con testo di Martina Corgnati.

Sempre dal 30 aprile presso la Project Room della Sangallo ART station è aperta la prima mostra personale in assoluto di Marco Russo, “ Impre-Visti”.
Il fotografo Marco Russo è nato a Firenze il 02/05/1981 e la passione per la fotografia lo accompagna sin dall'infanzia, quasi la macchina fotografica fosse per lui un complemento necessario all'atto e alle funzioni stesse del vedere.
In fondo, nel suo lavoro, riconosciamo con perfetta chiarezza la distinzione fra “ vedere” e “ guardare” che nella vita di tutti i giorni e di quasi tutti noi resta implicita ed occulta. “ Guardare” è una forma automatica, un mero meccanismo a cui siamo predisposti, nel migliore dei casi una potenzialità o un'intenzione (“Guarda”), “vedere” è una presa di coscienza, un “ sapere”, un comprendere.
Marco Russo, nelle sue fotografie, “ vede”. Rifiutando la vulgata troppo facile e scontata del digitale e l'uso della fotografia praticato da molti artisti contemporanei come forma a metà strada fra trash e diario esperienziale o , talvolta, documentazione di un accaduto con cui l'opera viene fatta coincidere, egli riscopre una valenza più classica e colta del bianco e nero (raramente il colore, che pure esiste anch'esso nella sua ricerca fotografica) a volte “ rialzato” con improvvisi momenti di colore che sottolineano un dato saliente o una connotazione speciale di qualche oggetto.
La sua scuola sembra essere quella dei grandissimi come Cartier Bresson o Robert Frank: la situazione è sempre colta, quasi sorpresa in un accadere tanto imprevisto quanto istantaneo che alla maggior parte degli sguardi passa inosservato. Il giovane artista invece raccoglie, forse la attende pazientemente, in un lungo gioco di corteggiamento, o piuttosto di agguato, che si consuma tutto in un attimo: quello della cecità istantanea prodotta dallo scatto. Nascono così immagini ironiche, ma anche tenere e piene di un'attenzione affettuosa e partecipe a un mondo ancora capace di inventarsi e di regalare momenti pieni di bellezza e di fascino come è quello di un festoso volo di colombi visti tutti insieme in un ampio taglio diagonale che abbraccia cielo e case e strade; oppure le “ scoperte” di paesaggi segreti contenuti nel vano di una porta; o ancora i bersaglieri di un monumento che sembrano sospingere le nuvole con le loro baionette. Qualche volta questa ricerca si concentra su effetti puramente formali, per esempio il contrasto fra la forma di un uovo e il taglio netto e angolato di un piano d'appoggio, e raggiungere effetti quasi astratti. Ma spesso capaci di un'ineffabile classicità.
In mostra verranno presentate circa 28 fotografie inedite realizzate nell'ultimo anno ed il formato non supera i ( 40 x 60) cm. Tiratura 1 di 3.

Galleria Sangallo ART Station
Via Fra' Giovanni Angelico 5r - Firenze
orario: mar-sab 10:13 15:20
ingresso libero


Fabrizio Del Bimbo

giovedì 29 aprile 2010

Nuova asta alla Galleria Pananti l'8 maggio


ASTA DI PITTURA DELL'800 E DEL ’900
sabato 8 maggio ore 16.00

Esposizione:
da venerdì 8 a venerdì 15 maggio
0rario 10.00-19.00


La Pananti Casa d'Aste organizza nella sua sede di Palazzo Ridolfi (Via Maggio, 15) per sabato 8 maggio un’asta dedicata alla pittura dell'800 e del '900. L'esposizione delle opere si terrà da venerdì 30 aprile a venerdì 7 maggio con orario continuato dalle ore 10.00 alle ore 19.00. Eccezionalmente venerdì 30 aprile, in concomitanza con la Notte Bianca, l’esposizione resterà aperta fino alle ore 23.00.


Numerose sono le opere dei Maestri dell'Ottocento e Novecento presenti in asta; fra i lotti più prestigiosi si segnala un’opera dell’artista livornese Amedeo Modigliani, “Buste de Jeune Femme Assise”, china su carta cm. 47x34.7 data 1916 pubblicata e archiviata da Jeanne Modigliani (lotto 281 stima 55.000/60.000).
Del pittore veneziano Giacomo Favretto è la grande tela “Ritratto di Signora” olio su tela cm 113x66 già pubblicata su un catalogo di vendita nel 1937 (lotto 276 stima 17.000/20.000). Sempre di grandi dimensioni è l’opera di Lorenzo Viani “Uomo sulla panchina” datato 1924, un olio su cartone cm 140x70 (lotto 183 stima 23.000/28.000).
Di Ardengo Soffici è presente un piccolo olio su cartone telato cm 19.4x15 “Paesaggio con case” del 1944 (lotto 184 stima 8.000/12.000) ed un affascinante disegno ad inchiostro del 1932 “Studio per donna recante un piatto” (lotto 178 stima 8.000/10.000).
Sono due i disegni di Ottone Rosai del 1933 preparatori agli affreschi per la stazione di Firenze (lotto 168 e 169 stima 2.000/3.000 l’uno). Sempre del grande pittore fiorentino un dipinto del 1942, un olio su cartone telato “Giocatori di Carte” (lotto 182 stima 17.000/20.000).


Segnaliamo inoltre un bellissimo dipinto di Onofrio Martinelli “Campagna” 1942 (lotto 180 stima 4.000/5.000 euro).
Di Eugenio Cecconi due pregevoli dipinti “Montecatini Alto” (lotto 274 stima 10.000/15.000) e “Coppia di cani” (lotto 272 stima 4.000/5.000).
Una vera rarità è il dipinto giovanile di Oscar Ghiglia “Veliero 1897” (lotto 277 stima 8.000/10.000) ed anche la scultura in bronzo di Vincenzo Gemito “Pescatori” (lotto 280 stima 3.000/4.000). Di Giovanni Costetti “la Crocchia”, bellissimo dipinto di figura (lotto 278 stima 4.000/5.000)
Ma ancora molti sono i dipinti in asta di Scatizzi, Borgianni, Nativi, Berti, Maccari, Marcucci, Possenti.

Catalogo on line su www.pananti.com
La prossima asta sarà di Arte Moderna e Contemporanea - Grafica ed Edizioni e si svolgerà il 10 giugno 2010

Nicoletta Curradi

Valdorcia e Valdichiana rivali a tavola


Sfida a Tavola tra territori di gusto. Il prossimo 6 maggio 2010 alle ore 20 presso il The ClubHouse di Firenze si sfideranno a suon di "prodotti" i territori di VAL D'ORCIA vs. VALDICHIANA.

Durante la serata si confronteranno,  in una  sfida all’ultima …forchetta, i prodotti dei due distinti territori che saranno presentati in veste anonima nei piatti  della giuria popolare composta dai commensali che, portata dopo portata, decreteranno il loro vincitore.

Parallelamente una giuria di esperti, composta da almeno due giornalisti e da un presidente (personaggio del mondo dello sport, cultura o enogastronomia), decreterà il vincitore assoluto.

I prodotti che saranno oggetto di ogni sfida saranno: per i vini tre proposte di una o più aziende di ogni territorio  che saranno degustate in abbinamento ai formaggi e salumi, ai primi piatti ed in abbinamento al dessert.

I prodotti degustati saranno invece rappresentati da l’olio extravergine d’oliva degustato su bruschette; una selezione di 2 salumi ed una selezione di 2 formaggi; un dessert per ogni sfidante rappresentato da una torta o da biscotteria tradizionale. 
 
Il costo di partecipazione alla serata è di 25 euro (tutto compreso)
Per prenotazioni e/o informazioni rivolgersi a Marco Marucelli - info@marcomarucelli.info oppure allo 055 211427
Il The Clubhouse – Via de’ Ginori, 10/r – FIRENZE
 

mercoledì 28 aprile 2010

Con Life Beyond Tourism 90 giorni a Firenze per il Dialogo tra Culture


Da Firenze 90 giorni per il Dialogo tra Culture con Life Beyond Tourism
all’Auditorium al Duomo del Centro Congressi

L’Auditorium al Duomo, con la collaborazione di Convivium Firenze per la ristorazione, applica le Best Practices dell’orientamento per il Dialogo Interculturale Life Beyond Tourism, come sottoscritto nella Dichiarazione d’Intenti del 16 Aprile 2008 avendo aderito al progetto
90 Giorni a Firenze per il dialogo tra culture nel 2010-2011-2012,
che si concluderà al Forum Internazionale delle Culture a Napoli nel 2013.



IL COMITATO

Presidente onorario
Mounir Bouchenaki, Direttore Generale ICCROM e già Direttore UNESCO alla Cultura
Presidente
. Marc Laenen, Consulente Speciale del Presidente della Fondazione Romualdo Del Bianco, già Direttore Generale ICCROM

Membri
Paolo Del Bianco,
Presidente della Fondazione Romualdo Del Bianco e promotore di Life Beyond Tourism
Simone Giometti,
Segretario Generale della Fondazione Romualdo Del Bianco
Antonio Natali
. Direttore della Galleria degli Uffizi
Maurizio Di Stefano,
Presidente del Comitato Italiano ICOMOS
Carlotta Del Bianco,
Presidente ICOMOS Giovani del Comitato Italiano ICOMOS
Maurizio Bossi,
Direttore del Centro Romantico del Gabinetto Vieusseux e del Vieusseux Asia
Carlo Francini,
Dirigente del Comune di Firenze Centro Storico UNESCO-Patrimonio Mondiale Umanità
Emma Mandelli,
Docente Ordinario della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze
Michaela Zackova Rossi
rappresentante del Centro Congressi al Duomo sede delle ‘best practices’ Life Beyond Tourism,
come da Dichiarazione d’intenti del 16 Marzo 2008



Una riflessione sul concetto di Ospitalità.

La Fondazione Romualdo Del Bianco ha proposto la sua ricetta: per il Dialogo Interculturale Life Beyond Tourism. Un turismo fatto di valori – non solo di servizi e consumi – che punta sulla comunicazione, sull’incontro tra culture e sulla conoscenza dei luoghi visitati. È il focus del progetto ‘Life Beyond Tourism’ – avviato dalla Fondazione Romualdo Del Bianco – che attraverso il portale www.lifebeyondtoursim.org, mette in contatto persone, operatori turistici, aziende e istituzioni che, con il loro ‘modus operandi’, valorizzano il territorio sul quale operano, al fine di favorire una diversa visione del concetto di qualità.

Frutto di oltre dieci anni di esperienza e presentato ufficialmente nel 2008, Life Beyond Tourism punta dritto su i valori delle relazioni umane nei servizi, per far riscoprire il piacere della conoscenza dello spirito del luogo, della cultura e dell’incontro tra persone e paesi diversi.

Un modo per disincentivare il classico turismo mordi e fuggi per tutelare città come Firenze da un fenomeno più subìto che gestito.

Non serve un cambiamento radicale, basta iniziare dalle piccole cose e porsi a disposizione dell’Ospite per fargli impiegare in modo più ‘intelligente’ il tempo passato in coda davanti ad un museo, per valorizzare luoghi della cultura ben noti, ma poco visibili, per fargli apprezzare i prodotti locali al posto di quelli internazionali. Tutti modi per valorizzare il patrimonio naturale e culturale del territorio fiorentino, incentivando la sua crescita anche in termini economici.

L’ospitalità del luogo scelto come meta turistica, nel nostro caso Firenze, vuole riporsi al centro quale l’elemento fondamentale nel rapporto fra il luogo visitato e il visitatore. Così facendo il visitatore non è visto più come cliente, ovvero come carta di credito, ma in primo luogo quale Ospite della città.

Quindi con Life Beyond Tourism si esalta il rapporto umano in una nuova visione del rapporto fra luogo, abitanti e viaggiatori:
non esiste più il Cliente dell’esercizio commerciale, esiste l’Ospite del Luogo, luogo che viene visitato per la sua natura e/o per la sua cultura.
L’Ospite si muove in quanto interessato a quel luogo, non certo interessato alle aziende di servizi in quel luogo, quindi, ogni disservizio verso l’Ospite del Luogo (città o ambiente naturale) è un torto al Luogo medesimo, alle sue istituzioni pubbliche e private e agli altri esercizi commerciali che correttamente vi operano.

Pertanto ogni mancata opportunità di far conoscere lo spirito del luogo anche nel suo patrimonio tangibile e intangibile, ma anche nella sua cultura quotidiana, è un’occasione mancata per la conoscenza del luogo anche dietro la sua facciata.

E’ con questa centralità dell’ospitalità da parte del sistema del luogo, quindi con un turismo dei valori, che si contribuirà al dialogo tra le culture nel ‘condominio terra’ che si sta rapidamente muovendo verso i dieci miliardi di abitanti.

In Firenze, in Toscana, dall’Italia, possiamo esercitare un grande ruolo a livello mondiale proprio per il Dialogo come espresso dal Manifesto Life Beyond Tourism.

Fabrizio Del Bimbo

Nuova mostra su Campaldino di Silvano Campeggi


Una nuova mostra del bravo artista fiorentino Silvano Campeggi detto 'NANO' sulla battaglia di Campaldino.
Seat Firenze e Skoda Firenze sono tra i main sponsor della mostra “Silvano Campeggi. Verso Campaldino”, organizzata dal Comune di Bagno a Ripoli nell’Oratorio di Santa Caterina delle Ruote a Ponte a Ema.
Nella bellissima e prestigiosa sede, gioiello dello stile Gotico toscano che raccoglie gli affreschi di illustri artisti, sono ospitate opere di Silvano “Nano” Campeggi - noto anche per aver disegnato i manifesti di celebri film americani – ispirate allo scontro tra l’esercito fiorentino e quello aretino, avvenuto nel 1289 a Campaldino.
Seat Firenze e Skoda Firenze proseguono dunque la collaborazione - non solo nel settore culturale, ma anche in quello sportivo e del sociale – di Volkswagen Group Firenze con l’Amministrazione di Bagno a Ripoli, che aveva avuto inizio tre anni fa e che continuerà per tutto l’anno in corso.
La mostra dell’Oratorio di Santa Caterina proseguirà sino al 20 giugno prossimo e sarà poi visitabile anche in autunno, dal 10 settembre al 17 ottobre.
Del Bimbo Fabrizio

martedì 27 aprile 2010

Parole figurate alla Biblioteca Nazionale Centrale


Fino all’8 maggio, esposte le 44 edizioni, a tiratura limitata, prodotte dalla storica Associazione di cui ricorre quest’anno il settantesimo anniversario della fondazione.

La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ospita, fino all’8 maggio 2010, una mostra di libri d’artista, dal titolo PAROLE FIGURATE.
L’esposizione, curata da Sandro Parmiggiani, Piero Scapecchi, Silvia Alessandri, Francesca Filippeschi, organizzata in collaborazione con Palazzo Magnani di Reggio Emilia, presenta le 44 edizioni, a tiratura limitata (120-130 esemplari), prodotte dai Cento Amici del Libro, associazione di cui ricorre quest’anno il settantesimo anniversario della fondazione.

Sorta nel 1939 a Firenze, l’Associazione dei Cento Amici del Libro – che ha avuto nel tempo come Presidenti Ugo Ojetti, Giulio Caprin, Bino Sanminiatelli, Alberto Falck, Paolo Tirelli – ha realizzato libri in cui “dialogano” testi di grandi scrittori del passato e del presente (Tasso, Marco Aurelio, Apuleio, Tacito, Alberti, Poliziano, Machiavelli, Bonvesin de la Riva, Pascoli, Palazzeschi, D’Annunzio, Gozzano, Svevo, e molti altri) e opere grafiche realizzate da artisti, quali Annigoni, Guttuso, Maccari, Tamburi, Mattioli, Tommasi Ferroni, Ruggero Savinio, Melotti, Minguzzi, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Walter Valentini, Emilio Isgrò, Pericoli, solo per citarne alcuni.
La stampa dei volumi è stata realizzata da famosi tipografi come l’Officina Bodoni di Giovanni Mardersteig che utilizzano i caratteri mobili, e le opere grafiche da eccellenti stampatori (Giorgio Upiglio, Franco Sciardelli, Grafica dei Greci, Anna Ziliotto, Fratelli Manfredi, Valter Rossi, Giancarlo Sardella, Pierluigi Puliti).

L’esposizione costituisce l’occasione per ricostruire la storia del libro d’artista in Italia negli ultimi settant’anni. Verrà testimoniato il passaggio da una fase in cui l’artista, spesso attraverso un linguaggio figurativo, si limita ad “illustrare” un testo preesistente, a un’altra dove lo stesso, con un linguaggio del tutto autonomo, stabilisce con il testo corrispondenze e consonanze, per finire con quei libri ideati da un artista e da lui concepiti come autonoma opera d’arte.
Una particolare sezione presenta i materiali conservati nei fondi della Biblioteca Nazionale, manoscritti relativi ai primi anni di attività dell’Associazione, nata proprio a Firenze, grazie all’impegno di Filippo Serlupi, Tammaro de Marinis e Ugo Ojetti, che ne fu il primo presidente.

Come scrive in catalogo Sandro Parmiggiani: “nel rapporto tra parola e immagine, si danno molte possibilità, ma comunque ciò che è essenziale è che la lettura del testo e lo sguardo sull’opera si arricchiscano vicendevolmente dell’apporto della “lingua” parallela, in una sorta di “dialogo” (non a caso, si parla di livre de dialogue), di vis-à-vis che non è un puro rispecchiamento – pensiamo alla scoperta che noi facciamo del nostro viso nello specchio... –, ma scoperta e irruzione di elementi nuovi, svelamento di una parte del mistero che ogni opera vera racchiude in sé.” E aggiunge: “É altresì evidente che alla riuscita di un libro d’artista non concorrono solo la qualità del testo e delle immagini che lo accompagnano, ma anche il “progetto” del libro adottato dall'editore assieme all’autore del testo e all’artista, e gli elementi materiali in cui esso si sostanzia: qualità e appropriatezza della carta; impaginazione, con speciale attenzione al frontespizio e al colophon; caratteri adottati per comporre il testo e colore dell’inchiostro, in rapporto alla carta, con cui viene stampato; legatura o contenitore – dunque, il libro d’artista non è opera di due soli protagonisti: non esisterebbe senza i maestri artigiani che sanno dargli vita, e ai quali sempre deve essere resa la lode che meritano, e che spesso viene dimenticata o oscurata.”

La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da Skira, con testi di Paolo Tirelli (Presidente dei Cento Amici), Piero Scapecchi e Sandro Parmiggiani.

Con questa iniziativa, la Biblioteca Nazionale prosegue la tradizione di esposizioni dedicate al libro d’artista con cui l’Istituto si è da sempre proposto di valorizzare il proprio ricchissimo fondo di documentazione, tra cui si ricorda Figurare la parola, dedicata all’editoria e alle avanguardie artistiche, e Vola alta parola, sui vent’anni delle edizioni d’arte Colophon.

PAROLE FIGURATE. I libri d’artista dei Cento Amici del Libro
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale - Tribuna Dantesca (piazza Cavalleggeri 1)
Fino all’8 maggio 2010

Orari di apertura: lunedì-venerdì, dalle 10 alle 12.30; dalle 15 alle 17.30; sabato, dalle 10 alle 13.
Chiuso domenica e lunedì.

Ingresso libero

Catalogo: ediz. Skira

Per Informazioni: tel. 055.24919257; 055.2491322; manifestazioni.culturali@bncf.sbn.it

Nicoletta Curradi

Con Opera Festival il grande spettacolo nel Giardino di Boboli



Da Mozart a Evita, dal Cirque Invisible a Patti Pravo.
Nardella e Di Giorgi affermano: "Un evento da valorizzare per il bene della città"
Il grande spettacolo torna nello straordinario scenario del Giardino di Boboli con Opera Festival, la ormai tradizionale rassegna estiva che dopo il successo del 2009, in cui è stata la manifestazione più seguita dell’estate a Firenze, anche quest’anno offre un cartellone di grande richiamo e qualità, con spettacoli dal 7 giugno al 19 luglio. Si va dai mozartiani “Il flauto magico” e “Don Giovanni” con la regia di Luca Verdone, al suggestivo “Le cirque invisible” di Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thieree (in esclusiva per l’Italia), dal musical “Evita” di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber ai Carmina Burana di Orff, dal recital di Patty Pravo alle suggestioni del tango argentino con “Cinc’Otango”. Spettacoli che oltre a Boboli avranno un’altra sede di grande fascino: l’abbazia di San Galgano vicino Siena.
“Opera Festival – ha detto il vicesindaco Dario Nardella alla presentazione del programma – è un evento che ha un grande appeal, soprattutto per il pubblico straniero, ed una vocazione che coincide appieno con gli obiettivi dell’amministrazione comunale: fare di Firenze una città bella e dinamica, che ha il compito di arricchire il suo grande patrimonio culturale con progetti figli del nostro tempo e non solo del nostro passato. Per questo abbiamo scelto di continuare a sostenere il festival, anche in tempi difficili per le finanze pubbliche come quelli che stiamo vivendo”. Da parte sua l’assessore all’istruzione Rosa Maria Di Giorgi ha ricordato il coinvolgimento di più assessorati in questa edizione di Opera Festival ed ha sottolineato l’interesse che già molte scuole hanno manifestato per gli spettacoli, in particolare per “Le cirque invisible”: “Il nostro filone educativo vuol insegnare ai ragazzi ad amare questo tipo di spettacolo – ha detto - e i bambini di Firenze sono già coinvolti anche in attività legate all’opera lirica, all’interno delle occasioni didattiche per le scuole. Auspico un sempre maggior coinvolgimento del Comune nel progetto, ed anche la collaborazione delle altre istituzioni per la valorizzazione del Giardino di Boboli, un luogo prezioso che credo sia giusto mettere a disposizione dei fiorentini e della città”. A questo proposito, il vicesindaco Nardella ha precisato la posizione del Comune rispetto alle scelte della soprintendenza: “Per la prima volta quest’anno il Ministero ha scelto di mettere a gara lo spazio di Boboli per gli spettacoli estivi, con la previsione di duemila posti rispetto ai quattromila del passato. Questo, oltre ad essere un precedente che in futuro potrebbe portare a qualche appesantimento, nel caso specifico ha creato un problema oggettivo per il programma del Festival, visto che gli spazi sono importanti per gli equilibri economici. Noi non entriamo e rispettiamo le scelte degli altri, ma ci siamo fatti carico del problema e abbiamo chiesto alla soprintendenza una deroga per aumentare i posti per alcuni spettacoli. E vogliamo ribadire il nostro pensiero: i beni da tutelare non sono astrattamente collocati in un territorio, ma in quel territorio vivono e ne sono parte integrante. Per questo chiediamo alla soprintendenza, con cui abbiamo avuto un vivace confronto, di essere aperta e disponibile alle esigenze della città e dei fiorentini, nel caso di Boboli come in altri. E speriamo che l’esperienza di quest’anno possa essere utile per il futuro”.


Per tutte le informazioni sul programma e gli spettacoli: www.festivalopera.it

Nicoletta Curradi

Il 30 aprile notte bianca a Palazzo Strozzi


In occasione della Notte Bianca di Firenze Letizia Renzini presenta la performance elettroacustica Conferenza Muta, nella corte a cielo aperto di Palazzo Strozzi.
Gli spettatori assisteranno alla performance ad occhi bendati e il concerto si trasformerà in un dialogo tra se stessi e l’esterno, un ascolto interiore guidato da una materia sonora in continua metamorfosi.
Il Cortile di Palazzo Strozzi diventa il set per un dialogo sonoro dove una console generatrice di suono esplora lo spazio delle immagini interne e sonore degli spettatori (e del performer) trasformandoli in uditori.
Il flusso sonoro-musicale prende forma all’interno del pubblico, la conferenza interna dell’ascoltatore si nutre di stati, passaggi, metamorfosi di materie sonore.
Il suono funge come una sonda calata nelle menti e nei corpi di tutti, per far circolare e mettere in comune l’incomunicabile, che è il presupposto di ogni comunicazione.

Letizia Renzini
Video artista, musicista, dee-jay e performer, Letizia Renzini lavora con audio, video, corpo e testo in una costante fusione di linguaggi provenienti da molteplici ambiti espressivi. Ha compiuto studi sulla storia del cinema presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo fiorentino, e parallelamente ha portato avanti una personale ricerca sulla dimensione gestuale del suono. Dal 1997 ha ampliato la sua produzione anche al video e alla performance. Dal 2003 collabora come conduttrice a Rai Radio 3 dove si occupa di jazz, black music, vocalità ed eletrronica.
Particolarmente interessata alla sperimentazione teatrale e performativa ha collaborato con i coreografi Robyn Orlin, Nicole Seiler e Marina Giovannini; al 2001 risale l’inizio della collaborazione con la compagnia di Danza Virgilio Sieni, nella produzione di spettacoli e colonne sonore. Tra i numerosi spettacoli, installazioni e mostre:
Like a Motherless Child, performance, KriKri Poetry Festival, Ghent, 2002;
Josephine3: Si J’etais blanche#2, installazione audio/video per La Democrazia del Corpo, a cura di Arabella Natalini e Virgilio Sieni, CANGO Cantieri Goldonetta, Firenze, 2003/2004; Conferenza Muta, performance acustica con Romeo Castellucci, Societas Raffaello Sanzio, Auditorium Parco della Musica, Roma, maggio 2006; Turntab’elles, dee-jay tour femminile organizzato dall’Istituto di Cultura Italiano di Pretoria (South Africa), Cape Town, Pretoria, Johannesburg, agosto 2006; Birdlistening, audio installazione e performance, a cura di Alberto Salvadori e Valentina Gensini, Museo Marino Marini, Firenze, ottobre 2007; Dei Secoli_Ubuntu Rehersals #1, audio/video/dance/performance, Fabbrica Europa, Firenze, 2008;
La Bambola di carne, regia e live music, Biennale Danza 2008, Venezia;
Incipit, collaborazione video per lo spettacolo “With atonishment i noted a dog…” per “La Compagnia dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma”, Biennale Danza 2009, Venezia.

Nicoletta Curradi

All'Accademia di Belle Arti Michele de Lucchi


Nuovo appuntamento con i grandi Architetti del nostro tempo, promosso da AND - Rivista di architetture, città e architetti.

In occasione dell’uscita del nuovo numero di AND “De Lucchi AND Designing”, dedicato all’attività dell’architetto nella duplice veste di progettista e designer, e al tema più generale del design al quale De Lucchi è da sempre legato, l’architetto tornerà nei luoghi dei propri studi accademici per tenere una Conferenza e per inaugurare la Mostra “Michele AND De Lucchi. Uno a cento in scala”.

La Conferenza si inserisce all'interno di alcuni incontri che la rivista AND e il suo direttore, architetto Paolo Di Nardo, organizzano periodicamente a Firenze, con ospiti architetti di fama internazionale quali Jean Nouvel, Rafael Moneo, Roger Diener, Massimiliano Fuksas, Richard Rogers.

In contemporanea, l’inaugurazione della Mostra “Michele AND De Lucchi. Uno a cento in scala”.
Oggetto della mostra: 20 opere in scala uno a cento, progettate e in parte realizzate da Michele De Lucchi, rappresentative di due diverse modalità di studio architettonico.
Da un lato una serie di “casette” ricavate dalla forma del legno e delicatamente lavorate a mano da De Lucchi con la motosega e altre tecniche, testimonianza della volontà di un ritorno alla manualità; dall’altro alcuni modelli lignei disegnati dall’architetto e realizzati da Riva1920, attraverso l’utilizzo di macchine gestate da file digitali.

La Mostra sarà aperta al pubblico da mercoledì 28 aprile a venerdì 7 maggio 2010, dalle ore 12.00 alle ore 16.00, ingresso gratuito.

Per informazioni: AND - Rivista di Architetture, città e architetti
tel. 055 582401 info@and-architettura.it www.and-architettura.it


Nicoletta Curradi

"Natura e artificio" al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo a Livorno



“Natura e artificio” è il titolo della mostra realizzata dal Museo di Storia Naturale del Mediterraneo in collaborazione con il Garden Club e l’Associazione Gioiello Contemporaneo. L’esposizione, allestita nella Sala delle Mostre temporanee del Museo, sarà inaugurata il 27 aprile, alle 17.30.

La mostra, che fa parte del programma di iniziative culturali legate alla 27° edizione del Trofeo Accademia Navale e Città di Livorno, vuole offrire un percorso di grande impatto estetico attraverso l’accostamento di creazioni floreali, realizzate appositamente per l’occasione, e di gioielli contemporanei che traggono ispirazione dalla natura.

Il mondo policromatico dei fiori come stimolo per l’artista e l’orafo, per una reinterpretazione della natura, dei suoi colori e delle sue forme, che “imprigioni” in un oggetto la bellezza del mondo naturale.

Il naturale e l’artificiale si avvicenderanno, quindi, in un’esposizione che mette a confronto i gioielli, che attraverso l’estro e l’artificio ricreano la natura, con la fragilità di una composizione floreale che con i suoi elementi naturali, gli steli, i fiori, le foglie, si trasforma in un effimero gioiello. La mostra resterà aperta fino al 3 maggio.

Il Museo di Storia Naturale, inoltre, in occasione del TAN sarà aperto al pubblico anche nei giorni del 25 aprile e 1° maggio.

Nicoletta Curradi

lunedì 26 aprile 2010

Macchiaioli a Montepulciano



Settanta opere celebrano uno dei movimenti artistici che più seppe innovare il linguaggio figurativo tra Ottocento e Novecento. Accade nella patria del Vino Nobile, dove il prossimo 24 aprile aprirà al pubblico "Macchiaioli a Montepulciano. Capolavori e inediti privati", la grande mostra curata da Silvestra Bietoletti e Roberto Longi che resterà aperta fino al 26 settembre.



L'esposizione nasce sotto gli auspici della Provincia di Siena ed è frutto della proficua collaborazione tra Fondazione Musei Senesi, Comune di Montepulciano e Vernice Progetti Culturali grazie al sostegno di Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

L’esposizione è promossa da Rotary Club Chianciano-Chiusi-Montepulciano con il sostegno di: APT Chianciano Terme – Val di Chiana, Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e Strada del Vino Nobile di Montepulciano, Pro Loco di Montepulciano.



L'allestimento, progettato dall'architetto Andrea Milani, porterà il visitatore a scoprire la Pinacoteca Crociani e le suggestive Logge della Mercanzia proponendo una collezione privata ricca di noti capolavori e di straordinarie opere inedite, già appartenute alle più prestigiose raccolte macchiaiole del primo ‘900 - fra cui quelle di Luigi Sambalino, di Mario Galli, di Enrico Checcucci, di Vincenzo Giustiniani – a fianco delle famose opere della collezione del museo.



Una raccolta che è stata composta dal suo artefice con particolare attenzione alla qualità estetica e all’importanza storica dei dipinti che la compongono così come al loro specifico significato per l’evoluzione dell’arte toscana dalle premesse della pittura macchiaiola all’affermazione dei nuovi linguaggi figurativi del Novecento.



Una peculiarità che permetterà al visitatore di approfondire la conoscenza di una stagione artistica quanto mai ricca di idee e di sperimentazioni, come quella che ebbe come protagonisti Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Odoardo Borrani e infine i loro allievi, primo fra tutti Plinio Nomellini.



Sei le sezioni che scandiscono in ordine cronologico lo sviluppo della "rivoluzione" introdotta dalla pittura di macchia:



- Sperimentazione della macchia

Attraverso le opere di De Tivoli, di Gelati, di Signorini, di Cabianca, D’Ancona, Borrani e del giovanissimo Sernesi, la sezione illustra la situazione artistica fiorentina della seconda metà degli anni Cinquanta dell’Ottocento, fervida di tentativi di rinnovamento, dalle sperimentazioni all’aria aperta fino alla definizione di un nuovo linguaggio pittorico basato sui valori della forma: la “macchia”.



- Affermazione del linguaggio macchiaiolo

Col prosieguo del settimo decennio del secolo, lo stile dei macchiaioli attenua il suo iniziale rigore formale, acquisendo toni più pacati e inclini al sentimento in un ritrovato interesse per il soggetto e i suoi valori narrativi; sono gli anni di Piagentina e di Castiglioncello, rappresentati in mostra da opere di Signorini, di Lega, di Fattori, ma anche di artisti più giovani quali Eugenio Cecconi, autore di due straordinarie vedute del litorale livornese: i Bagni della famiglia Gamba a Antignano, e Scogliere del Boccale.


- Il “Gazzettino”, sprone a nuove vie espressive

Il “Gazzettino delle Arti del Disegno”, la rivista fondata nel 1867 da Diego Martelli cui Signorini contribuì fattivamente, rappresentò uno strumento decisivo per l’evoluzione del pensiero estetico a Firenze,

inducendo gli artisti a confrontarsi con i movimenti dell’arte europea, in particolare francese. Contemporaneamente, i primi sentori di una situazione di crisi dovuta alla caduta di fede nei valori del Positivismo e alle disillusioni seguite all’Unità della Nazione, comportarono sentimenti di trepidazione espressi in maniera eloquente in dipinti di Fattori quali le Gramignaie o il cosiddetto Ritratto della figlia di Adriano Cecioni.



- Il Naturalismo

Con gli anni Settanta dell’Ottocento, i macchiaioli e i loro giovani seguaci si volsero con sempre maggior interesse alle espressioni intessute di sentimento in linea con le tendenze del Naturalismo europeo, prendendo soprattutto a modello la pittura dei campi francese, in particolare di artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage che per il tono eletto delle loro scene di vita contadina erano molto apprezzati dai toscani. Ne sono esempi eccellenti la Contadina fra i pioppi di Fattori, il Ritratto di contadinella di Francesco Gioli, Sulle sponde dell’Elsa di Niccolò Cannicci.


- La vita moderna: fuga e coinvolgimento

Accanto alle vedute urbane di Signorini, sono i temi campestri di Fattori, di Adolfo Tommasi, il paesaggio di Seravezza, intessuto di sentimenti affabili per la natura e per l’uomo, di Filadelfo Simi a suggerire lo stato d’animo degli artisti, dibattuti fra il fascinoso ritmo incalzante della società moderna e il desiderio di rifuggire la città per godere dei tempi blandi della campagna.



- Verso il Novecento

La mostra si conclude con una serie di opere esemplificative del rinnovamento artistico avvenuto in Toscana alle soglie del XX secolo, quando l’esempio dei maestri macchiaioli divenne modello ineludibile per l’elaborazione di nuovi linguaggi figurativi da parte dei giovani toscani, primi fra tutti Plinio Nomellini presente con ben cinque quadri tra cui L’Orda accolta con entusiasmo alla Biennale veneziana del 1905.



Allestita presso la Pinacoteca Crociani , unico museo della Fondazione Musei Senesi che nasce da una collezione privata, la mostra intende inaugurare una serie di esposizioni temporanee che permettano di valorizzare l’attività collezionistica d’eccellenza in ambito sia pubblico che privato.



Il catalogo è edito da Silvana Editoriale.

La mostra è aperta dal martedì alla domenica con orario di visita del tutto eccezionale: dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 20.00 con orario continuato; il sabato e la domenica dalle ore 10.00 alle ore 22.00 sempre con orario continuato. Chiuso il lunedì.



È possibile l'apertura su prenotazione per gruppi di almeno 10 persone.

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi direttamente al Museo Civico Pinacoteca Crociani (Via Ricci, 10 - tel. 0578 717300), oppure telefonare allo 0578 757341 (Pro Loco Montepulciano).



Biglietto: intero € 7,00; ridotto € 5,00.

www.museisenesi.org.


Nicoletta Curradi

Appuntamento per aspiranti gourmet!


Il giornalista enogastronomo Marco Marucelli e la sommelier Mary Ferrarello organizzano una serie di corsi con cadenza bisettimanale che intendono fornire indicazioni generali sulla cultura enogastronomica italiana. L’obiettivo degli incontri è quello di fornire indicazioni utili su quanto ogni giorno possiamo incontrare sulla nostra tavola.

La sensazione, derivante dall’esperienza degli organizzatori, è che nelle persone, molto spesso, manchi una cultura di base che non sia facilmente soddisfatta con i tradizionali corsi di avvicinamento ai prodotti della tavola. La filosofia quindi sarà quella di far conoscere ed apprezzare l’enogastronomia italiana in tutti i suoi aspetti.

Si è deciso quindi di raccogliere intorno ad un tavolo un gruppo di aspiranti gourmet che, mossi dalla curiosità e passione, si possano avvicinare nel giusto modo al mondo del vino e del cibo. La passione che da anni anima gli organizzatori sarà da stimolo per trasmettere, comunicare ed avvicinare un numero sempre maggiore di persone, sia attraverso la teoria che la pratica, al variegato mondo del vino e della cucina.

I temi affrontati spazieranno dalla conoscenza del prodotto tipico alla tradizione gastronomica regionale che sarà affiancata da basilari cenni sul vino.

Ulteriori argomenti saranno le regole primarie dell’apparecchiatura della tavola fino al bon ton durante un convivio, dal corso di cucina alla presentazione del piatto.

Durante ogni serata lo chef insegnerà a presentare al meglio uno dei piatti della lezione a cui interverranno anche produttori ed ospiti a sorpresa, che arricchiranno il clima di convivialità.

L’inizio dei corsi è previsto il giorno martedì 27 Aprile 2010.

I giorni destinati al corso e prefissati nel martedì potrebbero, a causa di imprevisti motivi tecnici, essere spostati al giovedì della stessa settimana o ad altra giornata da definire con i corsisti.

La durata di ogni corso sarà di sette lezioni con cadenza bisettimanale.
Numero massimo di partecipanti ad ogni corso: 40 persone.

Informazioni ed iscrizioni:
Marco Marucelli - info@golagustando.info - Cell. 3925157460
Mary Ferrarello - mary@toscanain.com - Cell. 3277954166
Sede del corso:
Piazza del Vino - Via della Torretta 18/r - Firenze

sabato 24 aprile 2010

Ultime dalla Canoa Polo


PER LA SQUADRA DI CANOA POLO SECONDA GIORNATA DELLA SERIE A
LA COMUNALI FIRENZE VICECAPOLISTA CERCA CONFERME
Torna in questo fine settimana il campionato di serie A di canoa polo con la squadra della Comunali Firenze, imbattuta dopo la prima giornata, agguerrita e decisa a conquistare altri punti importanti verso l'obiettivo finale che sono i play-off.
La Comunali è sorprendentemente al secondo posto in classifica, anche se è ancora presto per fare dei bilanci. La vicecapolista Firenze a Rovigo aprirà le danze subito con un big match, quello contro i campioni d'Italia del Chiavari per una partita che si preannuncia più che mai avvincente. Chiavari, quarto in classifica dopo le prime cinque partite e a quattro punti dalla vetta, punta a recuperare il terreno perso ad Agropoli e per farlo proverà a sfoderare una prestazione importante.
LE DICHIARAZIONI DELLA VIGILIA
"Questo è un appuntamento importantissimo - afferma il capitano biancorosso Matteo Baldeschi – perché dopo gli ottimi risultati di Agropoli con 4 vittorie ed un pareggio, siamo già davanti ad un punto cruciale del campionato. Le squadre del nord di quest'anno sono molto dinamiche, giovani ed agguerrite ma soprattutto ci temono. Tutte le partite saranno al limite, stiamo per giocare sei finali!".
Fiducioso anche l’allenatore Massimo Sizzi: Abbiamo avuto solo due settimane dalla giornata di Agropoli per lavorare sulla preparazione, ma il gruppo quest'anno ha lavorato bene e serenamente. Alcuni di noi stanno rientrando in forma fisica dopo un inverno non dei più semplici, ed inoltre, ceneri del vulcano permettendo, anche a Rovigo abbiamo il nostro portiere francese Thibault Chanuc pronto ad allucchettare la porta. Ad Agropoli al di là dei risultati, ho visto una squadra unita, energica e ho avvertito una sensazione che da tempo sembrava aver abbandonato questo gruppo: la voglia di vincere e di lottare per conquistare obiettivi importanti".
Questa la classifica dopo la prima giornata: Posillipo 15, Firenze 13, KST 2001 Siracusa 12, Chiavari 11, Palermo 10, San Nicola 9, Amalfi 7, Arenzano 6, Academy e Idroscalo Milano 4, Bologna e Jomar 3, CUS Bari e Ognina 1.
Del Bimbo Fabrizio

In Provincia mostra sulla liberazione di Firenze


FIRENZE LIBERATA RIVIVE IN OTTANTA SCATTI
Ci sono immagini dell'Ottava Armata e di un cinegiornale neozelandese
E' un occasione per celebrare il 25 aprile con questa mostra al Palazzo Medici Riccardi con fotografie della Eighth Army…Various. La liberazione di Firenze nelle fotografie dell'Ottava Armata britannica che ripercorre la cacciata dei tedeschi, fra il luglio e l'agosto dell '44, l'ingresso in città delle truppe britanniche. La rassegna è stata presentata, all’interno dei locali dell'Istituto storico della Resistenza in Toscana, dall’Assessore provinciale, Stefano Giorgetti e dal curatore della mostra, Marco Nucci.
L'esposizione che rimarrà aperta dal 23 aprile al 9 maggio è stata patrocinata dalla Provincia di Firenze e promossa dalla rivista Microstoria. Parte attiva nella realizzazione dell'iniziativa hanno avuto anche i comuni di Tavarnelle, San Casciano, Montespertoli e Scandicci, i cui Sindaci sono intervenuti nel corso della conferenza.
Questa esposizione merita una grande attenzione afferma l'Assessore Giorgetti in quanto crea un forte legame con il nostro territorio. Sarebbe interessante farne una mostra itinerante, portandola nelle scuole per proporla agli studenti che rappresentano la società del futuro. Sarebbe l'occasione per diffondere la memoria dei luoghi in cui vivono e di poter così apprezzare le azioni di coloro che ci hanno condotto alla liberazione.
Il riconoscimento e il legame con il territorio sono la conditio sine qua non di una società fondata su principi di libertà, giustizia sociale e democrazia conclude l’Assessore.
In circa sessanta pannelli, che raccolgono le testimonianze fotografiche riportate dagli Alleati dell'VIII Armata britannica, vengono descritti l'avanzata e i movimenti delle truppe. Si tratta di documenti eccezionali, che testimoniano non solo gli scontri tra gli eserciti, i mezzi a disposizione, i volti dei soldati e degli ufficiali, ma anche la condizione disastrosa dei paesi attraversati durante il passaggio del fronte, le distruzioni causate dai bombardamenti e dalle artiglierie, nonché i danni arrecati al patrimonio artistico. Impressionanti per le scene di devastazione, le foto del Ponte Vecchio e del Ponte alle Grazie, rese ancora più vivide dall'uso del colore.
L'idea della mostra nasce da una fortunata esperienza editoriale (21 luglio – 4 agosto 1944. I giorni della Liberazione, pubblicato da NTE) promossa dalle amministrazioni comunali di San Casciano, Tavarnelle e Scandicci.
Le foto sono state concesse da musei internazionali come l'Imperial War Museum di Londra e l'A. Turnbull Library di Wellington. Una sezione della mostra è dedicata alle immagini tratte da un cinegiornale neozelandese, in cui si vedono proprio i soldati neozelandesi kiwi mentre fanno il loro ingresso nella città di Firenze.
Del Bimbo Fabrizio

venerdì 23 aprile 2010

Requiem di Verdi in Piazza della Signoria


Il 26 maggio a Firenze, in Piazza della Signoria, il Coro e Orchestra Desiderio da Settignano diretti da Johanna Knauf eseguiranno il “Requiem“ di Giuseppe Verdi.

Il concerto sarà a conclusione di una serie di manifestazioni che l'Associazione fra i parenti delle vittime dei Georgofili organizza tutti gli anni per non dimenticare l'orrore della strage mafiosa del 2003.

Per l'occasione al Coro e Orchestra Desiderio da Settignano si uniranno coristi e musicisti provenienti dalla Sardegna, dall'Inghilterra e dalla Germania, raggiungendo un organico complessivo di oltre 250 persone.

Il concerto avrà luogo sull'Arengario di Palazzo Vecchio o, in caso di maltempo, nel Salone dei Cinquecento. Il concerto sarà preceduto da una serie di interventi e dovrebbe iniziare verso le ore 22,00. Ingresso libero.
 
Per informazioni: 339.1830285 , corodesiderio@gmail.com, o www.settignano.com/corodesiderio

L'impresa femminile si racconta in un libro


E’ uscito il libro con tutte le storie che hanno partecipato al concorso “Donna e Impresa. Una storia da raccontare”, il progetto lanciato nella primavera scorsa dal Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Firenze, dedicato alle storie personali e professionali delle imprenditrici della provincia di Firenze.
Dopo la serata del 7 novembre 2009, svoltasi al ridotto del Teatro Comunale di Firenze, quando sono state premiate le tre vincitrici e i loro racconti sono stati interpretati da tre attrici di eccezione, il Comitato ha deciso che tutte le storie meritavano di essere promosse, perché ognuna, a modo suo, racconta un tassello del complesso mondo del far impresa al femminile, quindi è stata realizzata una pubblicazione con 14 racconti.
Il volume, realizzato dalla casa Editrice Romano, è stato presentato il 22 aprile a Firenze nel negozio Patrizia Pepe di Via Strozzi. Patrizia Bambi, titolare del marchio, è membro del rinnovato Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Firenze e ha messo a disposizione il locali e lo staff per questa iniziativa, rinnovando una collaborazione avviata qualche anno fa: è stata infatti intervistata da Gioele Dix nella puntata pilota di “A cena con lei”, un progetto del Comitato realizzato nel 2006.
Gabriella, Flora, Emanuela, Franca, Alessandra, Ilaria, Irma, Marcia, Lucilla, Stefania, Silvia, Antonella, Maria e Alessandra narrano le loro vicende professionali, le difficoltà, gli insuccessi e le soddisfazioni, il compromesso con la famiglia e gli aspetti più divertenti o straordinari del loro essere donne e imprenditrici e, con stili diversi, trasmettono tutta la determinazione, l’impegno, la costanza e la femminilità che caratterizzano le loro esperienze.
Il Comitato auspica che questo volume possa arricchire la riflessione sulla condizione della donna imprenditrice, ma che contribuisca anche a dare una maggiore consapevolezza alle donne della propria capacità di successo, e soprattutto che possa rappresentare una fonte di ispirazione per le nuove generazioni.
La pubblicazione è in distribuzione gratuita presso la Segreteria del Comitato. Informazioni: Segreteria del Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Firenze tel. 055 2795554, e-mail: promozione@fi.camcom.it

Fabrizio Del Bimbo

Per la Volkswagen Group di Firenze un 2009 di grande soddisfazione


Il 2009 è stato un anno particolarmente positivo per Volkswagen Group Firenze.
Infatti i risultati 2009 di Volkswagen Group Firenze SpA confermano che l’andamento della filiale di Volkswagen Group Italia SpA (185 dipendenti, sette sedi operative nell’area fiorentina) si è mantenuto positivo anche l’anno scorso.
Da gennaio a dicembre 2009 Volkswagen Group Firenze ha venduto 9.618 autoveicoli, tra nuovi e usati, pari a un +20,1% rispetto al 2008 (erano 8.010).
Le immatricolazioni del 2009 sono state 5.674 (+13,3%). Di queste, 3.068 sono state Volkswagen (erano 2.931), 1.499 Audi (1.235), 487 Škoda (contro le 369 dell’anno precedente), 363 SEAT (da 259) e 257 Veicoli Commerciali Volkswagen (nel 2008 sono state 214).
I ricavi netti del Gruppo sono, a loro volta, in crescita: dai 154,9 milioni di Euro registrati nel 2008 sono saliti nel 2009 a 190,3 milioni, con un aumento del 22,8%.
“Si tratta di un risultato significativo - ha detto Luca Bedin, Direttore Generale di Volkswagen Group Firenze S.p.A. - che proveremo a ripetere nel 2010, anche se l’anno in corso si preannuncia decisamente sfavorevole per il settore automobilistico”.
Nonostante ciò, Volkswagen Group Firenze ha deciso di proseguire nei suoi piani di sviluppo. Da qualche giorno, infatti, sono operative la nuova area consegna vetture e la nuova area service ricezione diretta di Audi Firenze, assieme alla nuova sede del settore finanziamenti e prodotti assicurativi per tutto il gruppo. Un’ulteriore conferma del grande interesse di Volkswagen Group Italia per la sua filiale fiorentina e per il territorio nel quale essa opera.
Del Bimbo Fabrizio

Moby fa gli straordinari con nuove partenze sulla tratta Genova-Olbia


I primi soli, le temperature si alzano e la primavera fa il suo debutto ufficiale. E con il suo arrivo, cresce anche la voglia di vacanza! Per soddisfare il desiderio di tutti coloro che hanno scelto la Sardegna come meta dei loro week-end, Moby ha deciso di aggiungere due partenze supplementari sulla linea Genova-Olbia-Genova a partire dal 2 maggio e per ogni domenica, fino fine maggio, quando la linea diventerà giornaliera.

«Con la bella stagione, visto l’intensificarsi dei viaggi nei fine settimana», spiega Eliana Marino, direttrice commerciale di MOBY, «ci è sembrata la scelta ideale per venire incontro alle esigenze dei passeggeri e favorire la programmazione dei loro weekend». Una decisione che rientra in una più ampia strategia della Compagnia volta ad assecondare le richieste del mercato e a “coccolare” la propria clientela: la linea ha ripreso la propria operatività il 15 marzo scorso, con due mesi di anticipo rispetto alla scorsa stagione, con partenze notturne trisettimanali. «Questo ulteriore potenziamento è un riconoscimento all’importanza di questa tratta», afferma Eliana Marino. «È attiva dal 2001 e fino allo scorso anno è stata una linea stagionale. Quest’anno, quasi al raggiungimento del decimo anniversario di operatività, a fronte dei riscontri ottenuti nel tempo, abbiamo anche deciso di farla diventare annuale».

Il collegamento Genova-Olbia-Genova viene effettuato dalla Moby Drea (fino al 19 maggio e dall’11 ottobre in poi) e, nei restanti periodi, dalle navi gemelle Moby Wonder e Moby Freedom. Tutte e tre le navi mettono a disposizione un ampio ventaglio di servizi: cabine standard, junior suite per 4 persone, show lounge, caffetterie, oltre a ristoranti à la carte, pizzerie e punti per il ristoro. Nove navi della Compagnia, hanno interni ed esterni personalizzati con personaggi ed ambientazioni Looney Tunes di Warner Bros.

Inoltre “Chi sceglie Moby, sceglie la qualità!” e la convenienza. Anche nel 2010 continua a offrire tariffe competitive: il sistema della Best Price, la tariffa flessibile che varia in base alla data, all’orario di partenza e al numero di passeggeri, di sistemazioni e di veicoli prenotati, è ancora più semplice e vantaggioso con la formula, inaugurata la scorsa stagione, del Tutto Incluso, in cui tasse, diritti, oneri ed altri costi sono compresi.

Le partenze sono inserite nei sistemi Moby e fin da ora prenotabili sul sito www.moby.it. Su questi collegamenti aggiuntivi sono già attive le offerte speciali, con quote tutto incluso a partire da 30 € circa per un passeggero con auto al seguito!

Nicoletta Curradi

Il nuovo Caffé della Galleria apre a Firenze con Marco Lodola


Venerdì 23 Aprile alle ore 18.00 inaugura Il CAFFE DELLA GALLERIA Pananti, nei suoi nuovi locali di Piazza Pitti 19/20/21 a Firenze, con la mostra di MARCO LODOLA “Old friends come together”. L'artista sarà presente.

Marco Lodola, l’artista che mescola l'arte con altre discipline: letteratura, musica, cinema, design. Le sue opere sono oggi presenti in tutto il mondo, ed ha realizzato diverse scenografie per film, trasmissioni, concerti ed eventi di vario genere, dalla moda al teatro, dalle olimpiadi invernali di Torino 2006 alla facciata dell'Ariston per il festival di Sanremo 2008.
La poliedricità è un tratto caratteristico dell'arte di Lodola. Lo dimostra anche il gran numero e la varietà dei rapporti di collaborazione che figurano nel suo ricco curriculum. Note sono le sue collaborazioni, in campo musicale, con Max Pezzali, i Timoria e Omar Pedrini. Nel 2009 ha allestito a Milano, in piazza del Duomo, il Rock’n’Music Planet, primo museo del rock d’Europa, con venticinque sculture che rappresentano altrettanti miti della musica contemporanea.

“Old friends come together” festeggia il suo ritorno a collaborare con vecchi amici e la sua passione sfrenata per la musica dei Beatles.
La mostra costituita da Plexiglass, sculture luminose e opere su carta, avrà una DOUBLE LOCATION, alcune opere, infatti, saranno esposte anche nella sede Pananti di Via della Condotta 27r (fino all’8 maggio).

Il nuovo Caffè della Galleria Pananti nasce in Piazza Pitti, nel cuore di Firenze, proprio di fronte a Palazzo Pitti, punto di ritrovo per i giovani fiorentini e visitato ogni giorno da centinaia di turisti.
Con il Caffè della Galleria, i Pananti hanno voluto dare vita ad una nuova interpretazione della cultura e dell’arte, realizzando un luogo di incontro per esperti e critici ma anche appassionati di arte, ma anche un’occasione per tutti i clienti di rilassarsi e allo stesso tempo godere delle opere esposte.

Al progetto aderisce Barone Pizzini, storica azienda vitivinicola e pioniera della viticoltura biologica in Franciacorta, presente in Toscana con la tenuta dei Poderi di Ghiaccioforte e nelle Marche con la tenuta Pievalta nei Castelli di Jesi. Barone Pizzini, che da oltre 10 anni ha scelto la viticoltura biologica quale garanzia di un prodotto di qualità superiore, ha accolto con entusiasmo l’occasione di diventare partner del Caffè della Galleria, locale ideale per far degustare i propri vini bio ad un pubblico che apprezza la buona tavola e amante del buon vino qual è la clientela fiorentina.
Tutti i giorni, dalla mattina e fino all’aperitivo, i clienti del Caffè potranno scegliere tra bollicine, bianchi e rossi Barone Pizzini, rigorosamente bio e da quest’anno “a residuo zero”, quindi senza diserbanti, concimi e pesticidi di sintesi, e apprezzarne la qualità genuina e il gusto.
In occasione dell’inaugurazione del Caffè, Barone Pizzini presenterà per la prima volta al pubblico fiorentino il nuovo nato in cantina, Perlugo, primo Verdicchio spumante prodotto nella tenuta Pievalta, sintesi tra la consolidata esperienza franciacortina nella produzione di bollicine e le grandi potenzialità di un vitigno quale il Verdicchio.
Perlugo entrerà nella carta dei vini del Caffè della Galleria Pananti insieme alle migliori bottiglie di Barone Pizzini.


CAFFE DELLA GALLERIA – Piazza Pitti 19/20/21 R - FIRENZE
www.caffedellagalleria.com

Nicoletta Curradi

La Sebach al Salone delle ecotecnologie di Padova


Tre certificazioni ISO, servizi di pubblica utilità erogati a enti pubblici e privati, partnership con la Protezione Civile per le emergenze nazionali. E’ con queste caratteristiche che la Sebach di Certaldo partecipa al SEP 2010 (Systems for Environmental Projects), il salone internazionale delle ecotecnologie in Fiera a Padova in programma fino a sabato, 24 aprile 2010. Innovazione, sicurezza e rispetto per l’ambiente sono le linee strategiche che accompagnano l’attività industriale della Sebach, azienda toscana che ha rivoluzionato il settore dei bagni chimici trasformandoli in oggetti di arredo urbano grazie anche alle pellicole adesive con immagini realizzate da artisti, fotografi e creativi che popolano i cantieri, le vie delle città, i festival, gli eventi, i concerti di tutta Italia.



I bagni chimici mobili hanno una molteplicità di utilizzi: dai cantieri edili alle cave, dai grandi e piccoli eventi all’aperto alle situazioni di emergenza. Sebach si rivolge quindi a tutte le aziende e alle istituzioni pubbliche che necessitano della comodità di un bagno chimico. Noleggiando un bagno chimico si ottempera inoltre al Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs 81/08) che ha recentemente sostituito e integrato tutte le precedenti normative sulla salute, sull’igiene e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.



Oltre all’edilizia, per l’azienda toscana un’altra importante quota di mercato, infatti, è quella relativa ai grandi eventi. Il bagno chimico Sebach si sta infatti affermando come un servizio di pubblica utilità. Negli ultimi tre anni Sebach è stata presente in eventi di dimensioni straordinarie movimentando dai 250 ai 900 bagni contemporaneamente, a seconda delle esigenze dell’evento. Grazie anche alla capillarità della rete dei concessionari e della sua professionalità nel servizio, Sebach è divenuta fornitore ufficiale per il noleggio dei bagni chimici per la Presidenza del Consiglio dei Ministri in caso di emergenze nazionali della Protezione Civile. In occasione del tragico terremoto che ha colpito l’Abruzzo nel 2009, Sebach si è infatti attivata per fronteggiare l’emergenza fornendo servizi igienici per migliaia di persone grazie all’impegno di personale operativo ed autisti. Sebach ha messo a disposizione della catastrofe d’Abruzzo 3200 bagni chimici. A questi eventi dai grandi numeri, si aggiungono le partnership con le aziende municipalizzate che offrono il servizio di un bagno mobile nei centri storici, nei parchi cittadini e alle fermate dei tram.



A garanzia della qualità Sebach c’è il conseguimento del sistema di gestione integrato, ossia le tre certificazioni rispondenti alla normativa ISO 9001 (qualità), ISO 14001 (ambiente) e OHSAS 18001 (sicurezza). In sintesi, l’insieme delle risorse, delle procedure operative e delle infrastrutture gestite nell’ottica di obiettivi di miglioramento in materia di qualità e rispetto delle specifiche per i servizi erogati.
Inoltre i “Bagni d’autore” dell’azienda di Certaldo sono stati utilizzati anche per lanciare al pubblico forti messaggi ecologisti come il famoso “Earth is not a toy” (“La terra non è un giocattolo”), mentre altri Sebach invitano a rispettare l'ambiente, perché da esso dipende il futuro dell'uomo.



Sebach porta al Salone di Padova anche i prodotti più recenti nati dalla creatività e dalla attenzione alle nuove frontiere del business: la cabina spogliatoio Dress Box e la cabina doccia Shower Box by Sebach.



Fabrizio Del Bimbo

lunedì 19 aprile 2010

Italo Zannier e la sua "ansia di immagini" al MNAF


Una importante monografia presenta il lavoro di fotografo svolto da Italo Zannier, figura di intellettuale preminente nel mondo della Fotografia anche per la sua lunga attività di studioso e critico. Dal 1952 al 1976 è stato infatti tra i più attivi e considerati fotografi dell’Italia del dopoguerra, con riconoscimenti anche internazionali.
L’esposizione illustra l’attività di questi anni soprattutto come memoria di un periodo storico della fotografia italiana caratterizzato dal Neorealismo, del quale Zannier è stato un protagonista, fondando il Gruppo Friulano e scrivendo un “Manifesto” programmatico dello stesso neorealismo fotografico.
Zannier si è impegnato per vent’anni in un profondo lavoro di documentazione che si è spinto, con risultati sorprendenti nella pura ricerca estetica dell’immagine condotta con umana e intensa partecipazione. La stessa sensibilità è riconoscibile anche nel percorso professionale al fianco di artisti e architetti come appare evidente dal nutrito numero di pubblicazioni che rendono pieno merito al suo lavoro di ricerca.
Il percorso è articolato in varie sezioni specifiche:
- l’esordio neorealista in Friuli (1952-1960), con particolare riferimento all’architettura spontanea e all’ambiente sociologico;
- l’attività professionale nei settori dell’Architettura, in particolare come collaboratore di Bruno Zevi, e nell’Industria, in qualità di fotografo di varie grandi aziende e la documentazione di alcune storiche Triennali milanesi o dell’Expo a Torino di “Italia ‘61”;
- un’antologia d’immagini correlate ai maggiori architetti e designer italiani del ‘900 come Giancarlo De Carlo, Marcello D’Olivo, Marco Zanuso, Gino Valle;
- una selezione della grande opera illustrata da Zannier sull’Italia tra il 1967 e il 1976 sulle Coste e i Monti.

MNAF - Museo Nazionale Alinari della Fotografia
Piazza Santa Maria Novella 14a r
Dal 17 aprile al 13 giugno
Orario: lunedi, giovedi ore 15-19; martedi ore 10-15
Venerdi, sabato, domenica 10-19
Chiuso il mercoledi
Prezzi: biglietto intero € 9,00; ridotto € 7,50;
Telefono 055-216310, e-mail mnaf@alinari.it
Il biglietto è comprensivo della visita al Museo
Nicoletta Curradi

In attesa della riforma i professionisti si preparano


Grande successo ha riscosso il workshop di FERPI rivolto alle professioni intellettuali. Il 16 aprile scorso si è svolto il workshop organizzato da FERPI Toscana e patrocinato dalla Regione dal titolo “Professioni Intellettuali: comunicare per crescere”, un pomeriggio interamente dedicato alla valorizzazione degli aspetti comunicativi negli studi professionali. Proprio nei giorni in cui si dibattono i temi della possibile riforma delle professioni (adeguatezza dei compensi per le prestazioni, responsabilità sociale e pubblicità), Firenze registra una importante affluenza di pubblico riunendo soprattutto avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro ed architetti, categorie che assieme agli altri professionisti (ordinisti e non) rappresentano in Italia il 12,5% del PIL.
Ha aperto il tavolo il Professor Giampietro Vecchiato, Vice Presidente FERPI e docente universitario.

«Fare bene non basta più» - afferma - «La relazione tra professionista e cliente è forte e personale. La comunicazione di per sé non è sostitutiva della competenza e della preparazione, è l’orientamento alla qualità che deve essere “maniacale”. Infatti non c’è migliore elemento di comunicazione del cliente soddisfatto».

Si sofferma invece sulle dinamiche di comunicazione interna Laura Calciolari, delegato FERPI Toscana ed esperto di comunicazione. «Il cliente adesso arriva preparato, ed è quindi importante che il professionista non si sostituisca a lui nelle decisioni. Talvolta l’onesta e la trasparenza nell’ammissione degli errori consolidano la fiducia dei clienti», conclude.

Chiude Gianni Bianchi, esperto di web 2.0, che mette in luce i caratteri di interazione e vicinanza propri dei blog e dei social network.



Prossimamente FERPI Toscana proporrà corsi di approfondimento specifici in ambito di comunicazione e relazioni pubbliche indirizzati principalmente a coloro che svolgono attività professionali.

Ulteriori informazioni saranno comunicate sul sito www.ferpitoscana.it

Nicoletta Curradi

sabato 17 aprile 2010

Alla Galleria Il Ponte una mostra di Giuseppe Chiari



La mostra "I sei scalini sono la musica" di Giuseppe Chiari, aperta alla Galleria Il Ponte (Via di Mezzo 42/b, nasce da un raccolta di opere che Chiari ha sviluppato dal 1987 alla fine degli anni ’90. Il ciclo trae origine dal ritrovamento di un piccolo pianofortino a 6 tasti, che Chiari trasforma in opera firmandolo e che fa poi fotografare in varie situazioni. Da queste prime immagini attraverso l’uso della fotocopiatrice a colori, degli acetati e dei suoi interventi scritti compone un nucleo di carte strettamente connesse all’idea che i sei scalini sono la musica.
Chiari, come tutti gli artisti che hanno seguito le esperienze Fluxus, ha spesso utilizzato la fotografia per fissare e testimoniare le sue performances. Fotografie che a partire dagli ormai famosi Gesti sul piano dei primi anni ’70 compongono l’altra sezione della mostra, assieme ad alcune immagini veramente rare come quelle de L’acqua con tre specchi (1979) e le gigantografie scattate al video televisivo dei movimenti sul piano, poi virate in più colori del 1979.
Da questi due nuclei emerge con evidenza come l’uso della fotografia, che in un primo momento rappresenta il mezzo per fermare un avvenimento, una sua performance, si trasforma, attraverso l’estrema libertà espressiva di Chiari, in linguaggio di cui l’artista si appropria, sviluppandolo all’interno di un proprio e personale percorso.
Giuseppe Chiari nasce a Firenze nel 1926. Dopo gli studi di ingegneria, nel 1947 inizia la sua attività musicale e nel 1950 inizia a camporre. Nel '61 con Pietro Grossi fonda l'associazione Vita Musicale Contemporanea. Con Sylvano Bussotti coordina la mostra itinerante Musica e Segno. Dal 1962 entra a far parte del gruppo internazionale e interdisciplinare Fluxus, nato negli USA per promozione di George Maciunas e impostato su comportamenti alternativi e continui sconfinamenti della specialità dei linguaggi. Nel '63 viene eseguito a New York il suo lavoro "Teatrino" all'interno di una serie di concerti organizzati da Charlotte Moorman e Nam June Paik. Partecipa in seguito al Gruppo 70 per la parte musicale. Pubblica il libro "Musica senza contrappunto" nel '69 e "Senza Titolo" nel '71. Nel 1970 smette di comporre ed
inizia una intensa attività di concerti, performances, conferenze che lo portano, fra l'altro, a Berlino, Londra, Parigi, Vienna, Milano, Venezia, Roma, New York. La sua attività come artista visivo lo porta ad essere considerato oggi l'artista Fluxus italiano più importante in campo internazionale. Muore a Firenze nel maggio del 2007.
La mostra verrà inaugurata il 23 aprile alle 18.30 e rimarrà aperta fino al 10 luglio 2010.

Nicoletta Curradi

L'Egitto di Ippolito Rosellini in mostra a Palazzo Blu di Pisa



Palazzo Blu di Pisa apre le sue porte ad una interessantissima mostra dedicata alla vicenda dell'archeologo pisano Ippolito Rosellini (1800-1843). Dal 28 aprile al 25 luglio si tiene infatti la mostra "Lungo il Nilo".

Oltre 200 reperti egiziani, disegni e manoscritti, provenienti dalle collezioni della Biblioteca Universitaria di Pisa, dal Museo Egizio di Firenze, dalle Collezioni Egittologiche dell’Ateneo pisano, dal Museo dell’Opera Primaziale Pisana e dal Museo Botanico di Pisa, ripercorrono la vicenda dell’archeologo pisano e della campagna di ricerca svolta con Jean-François Champollion, tra Alessandria e Abu Simbel.
Per tre mesi il fascino dell’antico Egitto vivrà nelle sale di Palazzo Blu, sul lungarno di Pisa.

L’esposizione, curata da Marilina Betrò, professore di Egittologia all'Università di Pisa, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, col patrocinio del Comune di Pisa e dell’Università di Pisa, prodotta da Giunti arte mostre musei, in collaborazione con Coop, SAT - Pisa International Airport, presenterà più di 200 pezzi tra reperti egizi, disegni e manoscritti - conservati nelle collezioni della Biblioteca Universitaria di Pisa, dal Museo Egizio di Firenze, dalle Collezioni Egittologiche dell’Ateneo pisano, dal Museo dell’Opera Primaziale Pisana e dal Museo Botanico di Pisa - scelti tra quanto di più bello e significativo Rosellini riportò in Italia, a seguito della Spedizione Franco-Toscana del 1828-1829. L’impresa fu voluta dal Granduca di Toscana, Leopoldo II, e poi dal re di Francia Carlo X, e vide il giovane egittologo italiano affiancare Jean-François Champollion, cui va il merito di aver decifrato nel 1822 la Stele di Rosetta, che aveva aperto la strada agli studi sull’antico Egitto.
Detentori unici di quella chiave preziosa, lo studioso francese e il giovanissimo professore di Lingue Orientali all’Università di Pisa, Ippolito Rosellini, nel 1828 partono alla volta dell’Egitto, accompagnati da sei francesi e sei toscani. Tra avventure e difficoltà d’ogni tipo, viaggeranno per sedici mesi, riportando un tesoro di annotazioni, scoperte, meravigliosi disegni acquerellati copiati dalle scene rappresentate sulle pareti di tombe e templi, casse di statue, bassorilievi, sarcofagi e oggetti rinvenuti nel corso degli scavi intrapresi in quella terra o acquistati. È il viaggio che è alle origini di tutto quanto oggi sappiamo su quella civiltà.

Il percorso espositivo ricalcherà alcune delle sue tappe più importanti. In mostra si troveranno i disegni e gli acquerelli dei pittori della Spedizione, accostati alle note rapide sui taccuini, alle lettere, agli oggetti. Il brano di un diario che narra, con voce emozionata, la scoperta di una tomba intatta nella necropoli tebana, sarà affiancato dagli oggetti stessi di quel ritrovamento, ovvero il corredo della nutrice della figlia del faraone Taharqa. Gli stupendi acquerelli dei bassorilievi di Abu Simbel disegnati al lume delle fiaccole saranno presentati insieme alle lettere e ai diari che descrivono le condizioni di lavoro in cui furono realizzati.
I documenti che registrano le incombenze quotidiane, le liste degli oggetti personali - libri, strumenti scientifici, pennelli e colori ma anche armi – saranno accostati ai campioni di piante raccolti dal naturalista della Spedizione, Giuseppe Raddi, oltre alla piccola collezione etnografica raccolta in Nubia da Gaetano Rosellini, ingegnere della Spedizione e zio di Ippolito, e ai vasi raccolti negli scavi e documentati con precoce e moderna sensibilità archeologica.
Dopo un’introduzione dedicata alla genesi dell’idea e al tragitto verso l’Egitto, sarà il nastro del Nilo ad accompagnare il visitatore della mostra nella sua sezione centrale, lungo un percorso simbolico da Alessandria fino ad Abu Simbel e alla Seconda Cateratta. Da qui inizia il viaggio di ritorno, con la lunga sosta a Tebe, l’antica capitale dell’impero egiziano, che impressionò la Spedizione con le sue inesauribili meraviglie. Un’apposita sezione racconterà proprio il soggiorno a Tebe - prima nella “principesca” dimora della tomba di Ramses IV, e poi in una vera casa sulle colline della necropoli - in cui si raccolse una messe ricchissima di oggetti, disegni e quaderni manoscritti.
L’ultima parte della mostra è dedicata al ruolo di Rosellini nella diffusione della scienza egittologica: con la morte precoce di Champollion a 42 anni, lo studioso italiano, che a sua volta morì a soli 43, ne restò infatti l’unico erede scientifico. Alla sua opera si deve la formazione di grandi egittologi, come il tedesco Richard Karl Lepsius, e la nascita dell’egittologia italiana.
Accompagna la mostra un catalogo Giunti arte mostre musei

LUNGO IL NILO. Ippolito Rosellini e la spedizione Franco-Toscana in Egitto (1828-1829)
Pisa, Palazzo Blu (via Pietro Toselli 29)
28 aprile - 25 luglio 2010

Pronotori: Fondazione Caripisa
con il patrocinio del
Comune di Pisa
Università di Pisa
In collaborazione con
Coop
SAT - Pisa International Airport

Orari: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 20.00;
(la biglietteria chiude un’ora prima)
lunedì chiuso

Biglietti: intero € 8,00; ridotto € 6.50; gruppi € 6.00 ; scuole € 4.50

Sito internet: www.mostraegittopisa.it

Servizio prenotazioni, informazioni e prevendite:
Vivaticket: tel. 199.285141 (servizio a pagamento)

Informazioni BLU Palazzo d’Arte e Cultura: tel. 050.500197

Informazioni e prenotazioni gruppi:
Impegno e Futuro, tel. 050 28515, Fax 050 503532; info@impegnoefuturo.it

Fabrizio Del BImbo

Carlo Bastiani espone alla Limonaia di Palazzo Medici Riccardi


Una mostra di opere dell'artista fiorentino Carlo Bastiani, dal titolo "La realtà esiste ancora", curata da Marco Fagioli, viene ospitata dal 17 aprile al 1° maggio alla Limonaia di Palazzo Medici Riccardi, con ingresso gratuito.

Il pittore rappresenta nelle sue tele una continua riflessione politica e sociale.
Ogni sua tela, ogni suo impulso artistico prende vita a partire da un dialogo con la realtà storico-politica in cui vive. Fin dal 1966, all’età di 16 anni, fonda con altri pittori la galleria “Il Fondaccio” dove si parla d’arte e si fa arte. Di questo periodo sono i paesaggi valdarnesi, nei quali inizia a delinearsi il cromatismo emotivo che rimarrà un elemento caratterizzante nell’opera del pittore fiorentino.

Nel 1968 frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Questo momento storico è molto importante nella formazione di Bastiani, che rimarrà fedele alla linea, condividendo sempre l’esigenza sartriana sessantottina dell’immaginazione al potere, schierandosi contro le riletture dei detrattori del movimento. Gli anni Settanta vedono in Bastiani non solo un acuto osservatore ma un artista che con le proprie opere si fa attivista politico.

Negli anni Ottanta fonda, con altri artisti fiorentini, il collettivo Neosituazionista che, in linea con la poetica del movimento originario e con il pensiero di Debord, agisce direttamente sul contesto urbano, attraverso performance e installazioni nell’area fiorentina. Nel 1998 il Situazionismo di Bastiani assume una connotazione politico-ambientale, schierandosi contro la speculazione edilizia e la distruzione dei paesaggi tradizionali. In questo periodo espone a New York e nel contesto della Biennale di Venezia. Prende parte anche a numerose mostre in Italia e all’estero. Fonda in questi anni il movimento XL’A, cioè Per L’arte Contemporanea, organizzando performance nei giardini pubblici.

La mostra presentata offre una panoramica di tutto il percorso artistico di Bastiani, lasciando emergere la dura critica che fin dagli anni Sessanta l’artista rivolge ad un mondo umano poco attento all’uomo e alla Terra ed offrendo una via d’accesso all’interiorità del pittore.

Fabrizio Del Bimbo

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