lunedì 31 marzo 2008

Nasce Golfitalianowebtv.it

Nasce Golfitalianowebtv.it
Da giugno in rete il palinsesto sperimentale di
Golfitalianowebtv.it, la prima web tv in Europa sul turismo golfistico. Verrà ufficializzata edinaugurata nel mese di ottobre a Roma.
Dalla convinzione che internet è il futuro nasce la creazione di
Golfitalianowebtv.it. Un'idea nata da Donato Ala, attuale
direttore di Golfitaliano.it il portale di turismo golfistico più visitato che ha
contribuito nel far conoscere oltre 200 campi da golf e strutture
alberghiere di 13 nazioni diverse.
Reduce di questo grande successo dirigerà questo nuovo progetto con
l'obiettivo di dare la possibilità di poter utilizzare un mezzo di
comunicazione innovativo che ha già suscitato molto interesse tra gli
addetti ai lavori, tour operator, enti del turismo, strutture
alberghiere, campi da golf.
In molti hanno già contattato la redazione per avviare una
collaborazione che li renderà visibili e gli permetterà di far
conoscere
le proprie attività ad un numero più elevato di utenti soprattutto
nel mercato estero. Si darà vita a nuove prospettive di comunicazione, e
si potrà così sfruttare al meglio questo mezzo con agili, facili e
immediate informazioni, per soddisfare i tanti appassionati sulle
ultime novità del settore e sulle infinite offerte proposte dagli addetti ai
lavori.
All'interno di Golfitalianowebtv le aziende potranno programmare
assieme alla redazione tempi e modi di diffusione. La programmazione sarÃ
continuativa e i programmi saranno realizzati da uno staff di
professionisti, giornalisti e tecnici. I programmi, gli eventi, i
reportage e le interviste saranno trasmessi sia in diretta che on
demand. Sarà il primo TG quotidiano in questo settore e conta sull'
esperienza decennale e un know how importante acquisito negli anni con
il portale Golfitaliano.it. Il primo network nazionale dedicato al
mondo del golf, in grado di offrire servizi e informazioni sempre aggiornate
e indirizzate a tutti coloro che amano il golf e lo sviluppo che esso
genera.
Ad oggi nessun mezzo di comunicazione è stato in grado in modo così
efficace di offrire a chi voglia far promozione, la garanzia di
successo, nessuno, tranne la web tv.

Per ulteriori informazioni contattare:
NC Comunicazione
redazione@golfitaliano.it cell. 335-6490093
noemi@rmnet.it cell. 333-4808023
cristinarivera1962@yahoo.it cell. 333-9119751
Nicoletta Curradi

sabato 29 marzo 2008

Una mostra di Oliviero Toscani alla Syracuse University di Firenze

La Syracuse University in Florence (SUF) ospita Oliviero Toscani e gli dedica una giornata di studi e una mostra, "Selected Works by Oliviero Toscani" per il suo impegno morale e sociale nella comunicazione. La mostra sarà inaugurata il 2 aprile e aperta al pubblico dal 3 aprile.
“Tutto è comunicazione e l’arte è la sua più alta espressione”. Con queste parole Oliviero Toscani riassume il ruolo dell’arte nella società e del suo lavoro. La selezione di alcune tra le fotografie più significative di Toscani saranno esposte a partire dal 2 aprile 2008 alla mostra Selected works by Oliviero Toscani presso lo spazio espositivo della SUF Art Gallery.
Alle ore 18.00 del 2 aprile presso il Salone Brunelleschi dello Spedale degli Innocenti (piazza S.S. Annunziata 12), si terrà l'incontro sul tema Art in the Service of Power: Ethics and Social Responsibility in Advertising (L’arte al servizio del potere: etica e responsabilità sociale nella pubblicità), interverranno Oliviero Toscani e Claudio Martini, Presidente della Regione Toscana.
Al termine della conferenza avrà luogo l’inaugurazione ufficiale della mostra.


SELECTED WORKS BY OLIVIERO TOSCANI
SUF Art Gallery
3 aprile - 31 maggio 2008
giovedì, venerdì e sabato dalle 17.00 alle 20.00
via dei Della Robbia 99
tel. 055 503131

Nicoletta Curradi

Giorgio De Chirico in mostra al Museo Piaggio di Pontedera

Si inaugurerà sabato 19 aprile presso il Museo Piaggio «Giovanni Alberto Agnelli» di Pontedera, la mostra Giorgio de Chirico. L’enigma della pittura, a cura di Giovanni Faccenda.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Pontedera in collaborazione con la Fondazione Piaggio e realizzata con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Toscana e della Provincia di Pisa, intende celebrare i trent’anni dalla scomparsa del grande Maestro della Metafisica.
A ripercorrere le tappe salienti del percorso artistico di colui che, insieme a Pablo Picasso, è stato il maggiore protagonista del Novecento, trentacinque opere, fra capolavori noti (Cavallo e cavaliere, 1934-35, Castello di Rapallo, 1948 ca, Le Muse Inquietanti, 1960-62, Piazza d’Italia, 1962), opere inedite (Cavaliere con cane, 1948, Venezia, 1950) e importanti ritrovamenti (Cavalli scalpitanti presso il mare, 1950, una piccola, riuscitissima versione del celebre motivo Ettore e Andromaca, 1972).
Intorno al tema dell’enigma ruota non soltanto questa ricca mostra, ma l’intera vicenda artistica di Giorgio de Chirico, la cui esistenza, sin dall’adolescenza, è caratterizzata da tre episodi che segneranno profondamente il suo destino: la nascita a Volos, in Grecia, nel 1888; la morte del padre quando non ha ancora compiuto sedici anni; l’arrivo a Monaco di Baviera, dopo un breve soggiorno in Italia, ed il decisivo incontro con la pittura di Arnold Böcklin.
Et quid amabo nisi quod aenigma est? Ovvero, il sommo principio dechirichiano. L’enigma caro a Nietzsche, ovvero il demone che invocava Eraclito. Il senso nascosto delle cose per un artista filosofo che pensa per immagini, giacché anche le più comuni e le più semplici di esse, viste da un’altra angolatura, risultano per lui fonte di mistero (Interno metafisico con biscotti, 1950).
Tutta la pittura di de Chirico, a cominciare dai primi quadri «di sapore böckliniano», risalta per una distinta esigenza: rendere visibile l’invisibile. Non meravigli che in tale proponimento converga, inconscio, il bisogno di raccontare se stesso attraverso la rappresentazione di luoghi o fatti che hanno caratterizzato la ricca quanto instabile vicenda umana; anche il ricorso periodico al mito asseconda, fra le altre, una simile necessità. In questo senso, il paesaggio rimane il genere più costante nella sua opera: sia che ne occupi il primo piano o ne costruisca il fondale (I romani in Britannia, 1953), esso appare comunque abitato da una potente stimmung evocativa, che sostanzia quanto derivi dal processo di mutazione successivo all’attesa rivelazione.
Gli enigmi che de Chirico dipinge appartengono tutti alla propria esistenza. Stupisce, semmai, il modo in cui egli riesce a tradurre nella più alta dimensione immaginifica fatti riguardanti la sua storia individuale, siano essi esclusivi o del tutto ordinari.
Molti i luoghi deserti (Cavaliere in un paese, 1949), a significare la solitudine, umana ed artistica, del Grande Metafisico, che diventa ora il Veggente, ora il Filosofo, ora il Cavaliere errante, fino a mostrarsi in curiosi costumi nella fase barocca del più torrido isolamento, coincidente con la morte di Savinio avvenuta nel 1952.
Ora, dopo tante battaglie, Il Trovatore (1954) è solo e stanco; sul finire degli anni Trenta, è il poeta solitario che guarda ad un aristocratico convegno da «Pictor optimus».
Tutte le opere alle quali Chirico lavora fra gli anni Quaranta e la prima metà del decennio successivo (Venezia, Chiesa della Salute, 1952-53) devono essere messe in rapporto con tale filosofia. La sfida con quei pittori antichi lo esalta; ne diventa singolare interprete, seppure – da certa critica – incompreso protagonista.
Si susseguono le stagioni, ma permane la vocazione metafisica di questo principe isolato anche quando muta lo stile della pittura conseguente ai vari ritorni (Archeologi, 1965-75, Gladiatori, 1971), perché, come teneva a dire lui, non è il soggetto, bensì il tono proprio della pittura a rendere metafisica un’opera.
Resta, comunque, la sua grandezza, assoluta, capace di vincere la sfida con il tempo e superare ogni spiegazione, come di farsi beffa di episodi, giudizi, in qualche caso persino complotti, rimasti a vorticare incerti intorno all’aristocratica figura di un gigante che ha segnato il Novecento con impronte indelebili, nel titanico confronto condotto oltre le soglie del mito e della filosofia, dentro le stanze del museo abitate dai grandi maestri antichi, per i territori sconfinati e misteriosi dell’immaginazione.
Ancora una volta il Museo Piaggio contenitore di testimonianze legate alla produzione meccanica, si pensi alla Vespa e all’Ape, di cui quest’anno ricorrono i Sessant’anni, ospita nelle sue sale un’iniziativa di indiscusso valore culturale.
Contestualmente alla mostra Giorgio de Chirico. L’enigma della pittura all’ingresso del Museo sarà ospitato il Diamante, una centrale energetica di nuova generazione, ideata e progettata dalla Ricerca Enel e dall'Università di Pisa, basata sull'impiego di energia solare. L’impianto, per le sue caratteristiche, è un esempio di come ricerca tecnologica e design architettonico, bene si adattino ad inserirsi, senza creare disarmonie, nei più delicati e svariati contesti paesaggistici di cui l'Italia è ricca.
In contemporanea con la grande esposizione che il Museo Piaggio «Giovanni Alberto Agnelli» tributa, assieme al Comune di Pontedera, a Giorgio de Chirico, vi sarà la mostra intitolata La lunga ombra del Metafisico. Maestri del Novecento in rapporto all’opera e alla figura di Giorgio de Chirico, allestita presso l’Associazione A.F.R.A.M.-Galleria Il Germoglio, via Guerrazzi, 22, Pontedera.
Tale rassegna, anch’essa curata da Giovanni Faccenda e in programma sempre fra il 19 aprile e il 24 giugno 2008, raccoglie alcuni capolavori di Maestri quali, fra gli altri, Annigoni, de Pisis, Sironi, Xavier e Antonio Bueno, Rosai, Soffici e Fiume.

Giorgio de Chirico. L’enigma nella pittura
Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli”, Pontedera (Pisa)
Dal 19 aprile al 24 giugno 2008
viale Rinaldo Piaggio, 7, Pontedera (Pisa)
Aperto mercoledì a sabato
Orario: dalle 10.00 alle 18.00
Ingresso: gratuito
Informazioni: 0587/57282 - 53354

Nicoletta Curradi

Dipinti cinesi in mostra al Museo Bellini di Firenze

Il Museo Bellini o Galleria Luigi Bellini è un museo privato di Firenze, situato sul Lungarno Soderini 3, in Oltrarno, a Firenze.
Si tratta della collezione di una dinastia di antiquari, operante sin dal XVIII secolo, ed espone a rotazione alcuni oggetti di proprietà della famiglia, come tavole dipinte a fondo oro di epoca medievale, bronzetti, sculture lignee, maioliche e robbiane, mobilio antico. È ospitata in un edificio dei primi del novecento, con una notevole vista sull'Arno.
Tra i pezzi più pregiati un affresco della scuola giottesca, una Madonna dei Della Robbia, un busto attribuito a Donatello, un ritratto di Tintoretto, un bronzetto di Giambologna, arazzi gotici e delle manifatture medicee e un'armadio scolpito da Andrea Sansovino.
La Galleria si occupa anche della realizzazione di mostre antiquarie e della promozione dell'arte italiane all'esterno, come con la tournée in Cina del 2005 culminata poi con l'esposizione di opere di artisti cinesi a Firenze.
La mostra dal titolo "Dipinti cinesi, tempere su tela" si apre il 29 marzo e rimane visitabile fino al 12 aprile con orario 10-13; 16.30-19. Info: tel. 055/214031.

Nicoletta Curradi

Il 60° anniversario della Costituzione Italiana

Alla presenza del Presidente della Repubblica, lunedì 31 marzo alle 17 nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, sarà Agnese, una bambina di quarta elementare, a leggere il primo articolo della Costituzione e dopo di lei molti volti comuni e molti personaggi noti. Sarà una grande attrice come Ottavia Piccolo a leggere l’intervento di Aldo Moro alla Costituente del 24 marzo 1947. E sarà il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a rispondere alle domande dei bambini e dei ragazzi che lunedì prossimo assisteranno, in Palazzo Vecchio, all'evento centrale dei festeggiamenti del 60° anniversario della Costituzione Italiana. L’evento, presentato il 28 marzo nella sede di Banca Toscana a Firenze, alla presenza del Ministro per i Rapporti col Parlamento e le Riforme Istitutzionali Vannino Chiti e del Sindaco Leonardo Domenici, è organizzato dallo stesso Ministro, per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con il Comune di Firenze e con la RAI Radiotelevisione Italiana, ed è stato realizzato grazie al contributo offerto dal gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena. "Voci e immagini della Costituzione. Lettura pubblica dei principi fondamentali", questo il nome dell’evento, si terrà nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze, a partire dalle ore 17 di lunedì 31 marzo, e sarà trasmesso in diretta a partire dalle 17,10 su RAI 1. Condurrà il direttore del TG 1 Gianni Riotta.
L’ideazione del progetto e la realizzazione sono a cura dell’Associazione Cult-er in collaborazione con Elsinor Teatro Stabile d’Innovazione per la regia di Andrea Chiodi. L’ingresso al Salone dei Cinquecento è solo su invito. Il pubblico potrà seguire l’evento grazie ad un maxischermo che sarà posizionato in Piazza della Signoria.
Sarà dunque Agnese, una bambina di quarta elementare, a leggere il primo articolo della Costituzione e dopo di lei Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi e Lirio Abbate, unico giornalista presente al momento della cattura di Provenzano, già da tempo nel mirino della mafia, l’astronauta Paolo Nespoli, il primo cittadino di Firenze Leonardo Domenici, lo storico Franco Cardini, una famiglia con genitori e figli, rappresentanti delle quattro Armi impegnate in missioni internazionali di pace all’estero, poi tre operaie, un’imprenditrice, alcuni pensionati, l’allenatore della Fiorentina Cesare Prandelli, la campionessa del mondo di slalom gigante Denise Karbon e Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino. Il Paese tutto, insomma, nei suoi mestieri e nelle sue passioni, che legge e interpreta le molteplici voci primarie che stanno alla base del vivere comune. La Costituzione, dunque, come momento “popolare”, come fulcro morale e civile prima che istituzionale.
Per dare a questa ricorrenza un carattere di celebrazione collettiva, ma anche di divulgazione del testo costituzionale e di riflessione, si è scelto, infatti, di fare una lettura pubblica dei primi dodici articoli, i principi fondamentali. La Costituzione è la madre della Repubblica italiana, ne incarna il patrimonio straordinario di valori di libertà, di eguaglianza, di giustizia, di pace e progresso sociale, e leggerla è il miglior modo per festeggiarla. Un’iniziativa, dunque, all’insegna della semplicità e della comprensibilità: strade maestre per comunicare tutta l’importanza e la bellezza della nostra Carta Costituzionale.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali si legge nell’articolo 3 della nostra Costituzione, e in virtù di ciò sono stati scelti i lettori di lunedì 31 marzo: persone che rappresentano la società italiana in tutta la sua ampiezza e diversità. La lettura intende rappresentare la pluralità delle culture del Paese, mettendo insieme personaggi noti con gente poco o per nulla conosciuta che rappresenti le risorse umane e la composizione del “Paese reale”.
Durante la lettura saranno presenti in Sala 230 ragazzi delle scuole: elementari, medie, superiori, università. Dopo la lettura gli studenti, bambini e ragazzi, presenti nel Salone dei Cinquecento, potranno rivolgere le loro domande al Presidente Napolitano che risponderà affrontando le curiosità e cercando di chiarire i loro dubbi.
Nel corso della manifestazione sarà una grande attrice a leggere un testo importante per la storia della Costituzione: Ottavia Piccolo leggerà la relazione di Aldo Moro alla Costituente del 24 marzo 1947 che, a proposito dell’articolo 2, interveniva sulle relazioni possibili e necessarie tra libertà individuale e aggregazioni sociali e collettive.
Durante la lettura saranno proiettate alcune immagini degli anni dell’assemblea costituente: un vero e proprio “corto” sul biennio 1946-1948 è stato messo insieme dal regista Andrea Chiodi e da Sergio Fabio Ferrari, grazie alla collaborazione dell’ Istituto Luce e delle Teche Rai. Le musiche originali di Ferdinando Baroffio accompagnano le immagini dei lavoratori, dei bambini che vanno a scuola, della gente raccolta nelle piazze, ma anche le immagini dell’Italia da ricostruire dopo la devastazione della guerra, le prime pagine dei giornali dell’epoca.
Molto interessante sarà rivedere la puntata di settimana INCOM - il cinegiornale di attualità ed informazione che veniva proiettato nelle sale cinematografiche prima dell'inizio dello spettacolo - che mostrava al pubblico la firma dell’atto di promulgazione della nuova Carta Costituzionale da parte del “capo provvisorio dello stato” Enrico De Nicola e del Presidente dell’Assemblea costituente Umberto Terracini, avvenuta a Palazzo Giustiniani il 27 dicembre del 1947. La Costituzione fu poi pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n.298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1 gennaio 1948.

Nicoletta Curradi

venerdì 28 marzo 2008

Claudia Losi espone al Museo Marino Marini di Firenze

Un esemplare di Balenoptera Physalus, il più grande e veloce cetaceo del Mediterraneo, di dimensioni reali, realizzata in tessuto di lana, è arrivata al Museo Marino Marini il 28 marzo 2008 nell’ambito delle iniziative legate al contemporaneo volute e organizzate dall’ Osservatorio per le Arti Contemporanee dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e dalla Fondazione Pitti Discovery. "La coda della balena e altri progetti 1995_2008" di Claudia Losi svela a Firenze un’artista che con l’uso del filo, del ricamo e del tessuto, disegna paesaggi reali: vulcani, muffe, animali, coinvolgendo spesso, all’interno del lavoro, gruppi di persone, proprio come nel caso di BALENAPROJECT: una balena di dimensioni reali, 24 m., cucita in tessuto di lana. L'idea del progetto nasce nel 2001 dalla memoria delle balene che milioni di anni fa nuotavano tra le colline dell'Appennino; un’immagine aggiornata agli anni Settanta quando, in molte città italiane, veniva esposta al pubblico una balena vera conservata sotto formalina e mostrata sotto un tendone da circoDopo un viaggio iniziato sette anni fa in giro per l’Italia e il mondo, in riva al mare, accanto a un ghiacciaio, in una piazza storica o in un quartiere di periferia, nel cortile di una scuola, la balena arriva a Firenze. Si tratta di un ‘work in progress’; il lavoro è stato e sarà intersezione di sguardi, competenze e passioni di molte persone, tutte legate da visioni di terra, di mare e di grandi cetacei, e come sottolinea l’artista sarà il pretesto per raccogliere storie, seguire correnti e lasciare scie di spuma più o meno visibili: “Perché il progetto abbia ragione d’essere diviene fondamentale tutto ciò che è accaduto e accadrà durante processo di realizzazione: i contatti e gli incontri di questi ultimi anni, le reazioni delle persone cui ne ho parlato e ai ‘tecnici’ ai quali ho sottoposto i miei dubbi e chiesto aiuto. Mi piace immaginare le reazioni della gente che vedrà il lavoro concluso, installato.” In occasione de La coda della balena e altri progetti 1995_2008 oltre all’offerta per le scuole saranno attivi laboratori per famiglie durante tutti i sabati di maggio. La balena lascerà Firenze durante il prossimo Pitti Immagine Filati (2-4 luglio 08) con un evento speciale e ripartirà per il suo viaggio intorno al mondo. Prossima tappa: Birmingham alla Icon Gallery. Qualche notizia sull'artista: Claudia Losi è nata nel 1971 a Piacenza, dove vive e lavora. Dagli esordi la riflessione e la pratica artistica di Claudia Losi hanno origine nell’interesse per la natura. Nella sua idea di natura rientrano inquietudini ecologiche e più ampie considerazioni sociali e politiche, un approccio emotivo e uno più rigoroso ed analitico.

Fabrizio Del Bimbo

Feltrosa 2008 in Lunigiana a maggio

Il castello di Terrarossa di Licciana Nardi (MS) e il teatro di Bagnone (MS) ospitano dal 9 al 13 maggio la nuova edizione di FELTROSA, annuale riunione dei feltrai. Per la terza volta addetti ai lavori ed appassionati dell'arte del feltro si incontrano per scambi di esperienze, per apprendere nuove tecniche e rinnovare la loro ispirazione. Tra gli eventi previsti una mostra di sciarpe a Stia in Casentino, una sfilata di abiti, corsi e convegni. La mostra-concorso di sciarpe dal titolo "La sciarpa, accessorio necessario" a Stia (AR), nel Palagio Fiorentino (aperta sabato, domenica e festivi), verrà inaugurata il 5 aprile alle ore 17.30 ed esporrà 50 pezzi selezionati da una guiria apposita, provenienti da tutto il mondo ed eseguiti a mano. In seguito l'esposizione diverrà itinerante in varie parti del mondo.
Info: Coordinamento Tessitori Associazione Culturale tel. 055/224941
www.tessereamano.it

Nicoletta Curradi

Al Pecci di Prato si riunisce la cultura europea

Il Coppem , Comitato Permanente per il Partenariato Euromediterraneo - ha scelto, infatti, il Centro per la riunione di presidenza. Promuovere dialogo e cooperazione per lo sviluppo locale e regionale dei paesi europei e di quelli della sponda sud del Mediterraneo. Queste le finalità del Coppem, Comitato Permanente per il Partenariato Euromediterraneo dei poteri locali e regionali sabato 29 marzo alle ore 15.00 si riunirà presso la biblioteca del Centro Arte contemporanea Luigi Pecci per il Consiglio di presidenza.
Una scelta non casuale, quella del Pecci, che diventa in questa occasione luogo deputato al dialogo tra culture e paesi diversi e non di rado avversi. Un appuntamento, questo, a cui partecipano autorevoli rappresentati di dodici Paesi: Grecia, Algeria, Kuwait, Turchia, Olanda, Malta, Giordania, Marocco, Belgio, Tunisia, Regno Unito e Italia.
Numerose le iniziative, nel quadro della cooperazione decentrata e dello sviluppo locale, che il Coppem promuove in diversi settori come i sistemi di welfare, la questione migratoria, il patrimonio culturale, la cooperazione economica, le pari opportunità.
I rappresentanti del Coppem durante la mattinata visiteranno la mostra di Emilio Isgrò al Centro Pecci, la Cattedrale di Prato ed altri luoghi della città. Saranno poi ricevuti dal sindaco di Prato in Palazzo Comunale.
Il COPPEM è composto da 101 membri titolari e da 101 membri supplenti, che rappresentano Comuni, Province, Autorità locali e Regioni dei 35 Paesi euromediterranei. Sono membri di diritto anche il Segretario Generale, un rappresentante del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa ed un rappresentante dell’Organizzazione delle Città Arabe. Attualmente sono in corso le procedure per l'adesione dei membri di Romania e Bulgaria, che da gennaio 2007 fanno parte integrante dell'Unione Europea.
Nei primi 4 anni di attività, il COPPEM ha organizzato riunioni internazionali e incontri istituzionali tra cui assemblee plenarie annuali a Marrakech, Palermo, Siracusa, Atene, Taormina, Il Cairo; riunioni dell’Ufficio di Presidenza, a Palermo, Roma, Valencia, Tunisi, Marrakech, Bruxelles, Rabat, Il Cairo, Amman, Atene, Istanbul, Villa Real, Kania, Algeri, Parigi.
Ha mantenuto uno stretto dialogo con la Commissione Europea, con il Governo italiano e con la Lega degli Stati Arabi. Ha organizzato e partecipato a seminari, convegni e workshop in cui sono state discusse le problematiche e le prospettive della cooperazione fra città euromediterranee per lo sviluppo locale, nel quadro del processo di Barcellona, e sono state riportate le esigenze e le iniziative in corso da parte dei Poteri locali e regionali.
Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci
Informazioni: +39 0574 5317
Sito Web: www.centropecci.it e-mail: info@centropecci.it
CoppemInformazioni: +39 091 6622238Sito web: www.coppem.org e-mail: coppem@coppem.org
DEL BIMBO FABRIZIO

La precarietà femminile nel nuovo film di Paolo Virzì

Precarietà, call center, sfruttamento, false promesse e lauree buttate al vento nel nuovo film di Paolo Virzì, "Tutta la vita davanti", con la quasi debuttante Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Massimo Ghini, Elio Germano, Valerio Mastandrea e Micaela Ramazzotti. Il film è stato presentato in anteprima al cinema Astra II di Firenze il 27 marzo.
La storia è quella di tante persone che si trovano nella situazione di Marta (Isabella Ragonese), una ragazza colta, curiosa e taciturna, laureta in filosofia che ha grandi difficoltà a trovare un lavoro vero; dopo varie esperienze come baby sitter, trova un impiego nel call center di un'azienda che commercializza un elettrodomestico futuribile e si avventura così in nuovo mondo.
Un universo composto da telefoniste, venditori invasati, danze motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze; Marta si immerge nella spensieratezza di quel mondo per lei sconosciuto in cui ci si entusiasma per le vicende del Grande Fratello, per gli stivali ultimo grido della capotelefonista Daniela (Sabrina Ferilli, e per lo stile confidenziale del boss della Multiple, Claudio (Massimo Ghini). Finché non si rende conto che dietro la facciata da villaggio vacanze di quel luogo di lavoro si celano abusi, plagi e sfruttamento di tante ragazze e ragazzi; Marta decide così di rivolgersi a quel sindacalista (Valerio Mastandrea) paziente e tenace, deriso da tutti, per riferirgli quel che accade in quell'azienda dai metodi moderni. Dalla sua testimonianza prenderà vita un'iniziativa di pubblica denuncia che però complicherà ulteriormente la questione.
"Tutta la vita davanti" non è un film dai toni drammatici perchè, come ha spiegato Virzì, "il tutto è raccontato in chiave fantasmagorica e grottesca, senza però risultare irrealistico" ma viene raccontata una società italiana che vive sull'orlo del baratro a causa di una precarietà troppo forte, di un futuro tutt'altro che scritto, di situazioni lavorative al margine.
"La stessa locandina (che rimanda al Quarto Stato di Pellizza da Volpedo con gli impiegati del call-center al posto dei braccianti di inizio '900 - ndr) non vuole certo dire che i lavoratori precari di oggi sono i nuovi contadini. E così il film vuole solo denunciare, in maniera quasi scherzosa, una nuova forma di disagio nel mondo del lavoro e della vita senza essere lagnoso né scadere nell'autocommiserazione. Lo spirito dei lavoratori subalterni è infatti quello di critica ironica", ha spiegato Virzì in conferenza stampa.
A rendere ancora più penetrante la storia è la voce narrante di Laura Morante che non si vede mai ma che accompagna lo spettatore, e con esso Marta, alla scoperta di un mondo che tutti conosciamo fin troppo bene e di cui vorremmo parlare ridendo; e non a caso il finale tutto al femminile è uno degli elementi più belli e poetici di tutta la pellicola, che riesce a rendere giustizia a tutte quelle donne che combattono ogni giorno contro la precarietà della propria esistenza.
Un film drammatico, realistico, forte, che arriva nelle sale proprio a 15 giorni dalle elezioni politiche, quasi a voler dare un segnale forte, univoco: il cinema racconta delle storie ma se queste storie sono reali e vissute, anche avere tutta una vita davanti, se si continua in questo modo, potrà bastare per sopravvivere.

Nicoletta Curradi

giovedì 27 marzo 2008

"Donna manager in alto mar" al Ridotto del Comunale

“Castigat ridendo mores” dicevano i latini di chi, con la comicità, metteva in berlina i pregiudizi. E siccome sulla donna imprenditrice i pregiudizi continuano ad essere forse di più che sulla donna al volante, bene fanno le signore del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Firenze a proporre sempre nuovi casi emblematici di uno stereotipo duro a morire e pronto ad assumere sempre nuovi risvolti.
Quest’anno tocca al teatro, dopo un assaggio di soap televisiva (“A cena con lei”) l’anno passato e un cortometraggio (“Rischio d’impresa”) due anni fa, a mettere il dito sul pregiudizio antifemminile in azienda.
“Donna manager in alto mar” è un testo teatrale, scritto a quattro mani da due uomini, Francesco Brandi, che è anche regista, e Roberto Turchetta, che è anche attore.
Protagonista è Geppi Cucciari, ormai nota al grande pubblico, grazie al programma tv Zelig e al suo personaggio sempre in lotta con la bilancia e coi partner maschili, e adesso grazie anche all’ultimo film di Carlo Verdone, dove incarna la moglie di Leo. A farle da contrappeso, un altro volto noto della comicità italiana, Ugo Dighero (Avanzi, Mai dire gol, Un medico in famiglia, Camera caffè).
Con loro due, a dar vita alla “mise en espace”, che sarebbe la fase grezza di una messa in scena, l’ipotesi interpretativa cui mancano però l’assetto definito, le scene e i costumi, c’è un gruppo di giovani attori affiatati (Sara Armentano, Cesare Saliu e il già citato Roberto Turchetta), accompagnati dalle improvvisazioni al pianoforte del musicista Cesare Picco.
“Riflettere e far riflettere sulla condizione della donna imprenditrice, senza drammatizzare, ma con l’obbiettivo di un cambio di mentalità per gli uomini e di una piena consapevolezza delle proprie potenzialità per le donne. E poi dare un pizzico di calore umano alle donne imprenditrici, che nelle fiction sembrano sempre fredde, dure, determinate” – questo, dice Cristina Bandinelli, presidente del Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile di Firenze e membro della Giunta della Camera di Commercio, è il filo rosso che accomuna le scelte di ricorso alla fiction del Comitato, che adotta anche strategie mirate "di genere" sul credito, sugli asili aziendali o di quartiere, sulle quote femminili nel capitale aziendale, sui ruoli dirigenziali ricoperti da donne e sulla comunicazione.
Il Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile ha un budget annuale autonomo, interamente finanziato dalla Camera di Commercio di Firenze, ma riesce a coinvolgere anche le Associazioni di categoria in azioni promozionali per l’imprenditoria femminile (la partecipazione scontata per le imprese gestite da donne alla scorsa Mostra dell’Artigianato).
Ecco una breve trama della pièce teatrale:
Marta è una dirigente con pochissima stima degli uomini, da sempre dominata da Cesare, suo padre e proprietario dell’azienda di famiglia, che non nutre in lei alcuna fiducia. Questi, ricoverato d’urgenza, è costretto suo malgrado ad affidarle la chiusura di un importante affare: ottenere dall’imprenditore Guido Ristori la sua piccola ma solidissima società a un prezzo stracciato, regalandogli una crociera nel Mediterraneo con una procace accompagnatrice. Ma proprio quando, in mezzo al mare, Marta, assistita dallo stagista filosofo, Ignazio Borghetti, e dalla eccentrica Alice, crede di essere a un passo dal chiudere l’affare, Guido, con inaspettata misoginia rifiuta candidamente, perché con una donna lui di affari non tratta. Quello che per Marta doveva essere il suo riscatto si trasforma nell’ennesima e più grande umiliazione.
Nicoletta Curradi

mercoledì 26 marzo 2008

"Contrappunto" di Ana Kapor alla Galleria Falteri

Dopo il consenso registrato nella mostra del 2006, tornano alla Galleria Falteri di Antonio Berni le architetture immaginarie di Ana Kapor, dal 16 aprile al 31 maggio – 25 nuove opere, oli su tavola e acrilici su carta. Sotto il titolo “Contrappunto” si intrecciano storie narrate attraverso pochi elementi architettonici alla ricerca del paesaggio ideale.
Ana Kapor, dividendo il quadro in più quadri, scompone l’immagine per sezionarla e riproporla da un diverso punto di vista; questi suoi polittici propongono visioni che attingono con discrezione e maturata esperienza alla tradizione rinascimentale, ma anche alle atmosfere di Böcklin e del simbolismo tedesco.
Ana Kapor, nata a Belgrado nel 1964, si trasferisce a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti di Roma dove si diploma nel 1987. Vive e lavora a Roma. Ospite dal 1987 di numerosissime mostre personali e rassegne collettive italiane ed internazionali, ha vinto il primo premio al concorso di Pittura Città di Sabaudia. Prossimamente una sua antologica personale sarà tenuta presso il Panorama Museum a Bad Frankenhausen in Germania.

GALLERIA FALTERI via della Spada 38r, Firenze - tel. 055 217740 – apertura dal martedì al sabato ore 10.00 – 13.30 e 16.00 – 19.30 www.falteri.it

Nicoletta Curradi

Successo di "Antiquari" alla Fortezza

Si è chiusa il 24 marzo alla Fortezza da Basso la seconda edizione della mostra-mercato ANTIQUARI ALLA FORTEZZA DA BASSO dieci giorni no-stop all’insegna dell’alto antiquariato. Soddisfacente l’affluenza del pubblico con un 20% di visitatori in più rispetto all’edizione 2007. Si sono visti in gran parte mercanti d’arte, critici, collezionisti, ma anche semplici appassionati e qualche turista, in città per le vacanze pasquali, che hanno visitato gli stands allestiti al piano inferiore del Padiglione Spadolini, con punte massime di affluenza registrate il sabato e la domenica pomeriggio.
“Si è raggiunta più qualità rispetto all’edizione scorsa sia nella selezione degli espositori che nell’allestimento” - ha dichiarato Patrizio Giaconi, presidente dell’Associazione Antiquari Fiorentini - ”e un bel pubblico di collezionisti non solo toscani, ma provenienti da altre città italiane ed anche alcuni stranieri. Sono convinto – ha concluso Giaconi - che la mostra, che sta raggiungendo il livello di altre fiere italiane di settore già accreditate, possa rappresentare, anno dopo anno, uno strumento quanto mai valido ed efficace per avvicinare sempre più i fiorentini alle varie espressioni dell’arte, dall’alta epoca al Novecento”.
“La mostra – commenta Mario Rossi, organizzatore della fiera - si è svolta in maniera positiva, con grande consenso del pubblico che è risultato fortemente motivato e qualificato. Apprezzabile è risultato anche il giro di affari, considerando il difficile momento economico che stiamo vivendo”.

Fabrizio Del Bimbo

70 anni della Scuola di Guerra Aerea di Firenze

E un dipinto ricco di elementi simbolici, quello che la pittrice fiorentina Elisabetta Rogai ha realizzato per celebrarel'anniversario della presenza dell'Aeronautica militare nel capoluogo toscano. La cerimonia di inaugurazione dell'affresco avrà luogo venerdì 28 marzo alle ore 9,30 presso la Scuola di Guerra Aerea, alla presenza del sindaco Leonardo Domenici e di Cristina Acidini, soprintendente al polo museale fiorentino. Saranno loro due a scoprire ufficialmente l'opera, situata proprio di fronte all'affresco di Pietro Annigoni Il Pegaso nel cielo di Firenze” realizzato nel 1988 per il cinquantenario della struttura. A vent'anni da allora, adesso l'onore e l'onere di cimentarsi con il celebre cavallo alato simbolo dell’Aeronautica è toccato alla fiorentina Elisabetta Rogai, una delle pittrici più quotate a livello nazionale.
Intitolata Luce, aria e cielo (olio su legno marino trattato con cementite e sabbia, 375x175) nell'nsieme l'opera vuole richiamare i 70 anni della presenza della Scuola di Guerra Aerea a Firenze, recuperando elementi simbolici come il volo e gli aerei. In primo piano, a tutto campo, è riportata una figura di donna alata con sguardo fiero e deciso, stringente in mano una corona di alloro.Sulla destra, in uno scenario notturno, le sette stelle della costellazione di Pegaso sovrastano l'sservatorio di Arcetri. In alto, invece, all'interno di un contesto classico attualizzato da una tecnica pittorica moderna, sette aerei muovono nel cielo di Firenze, rappresentando ognuno un decennio di storia aeronautica e l’epoca a cui appartiene: dal biplano CR42 al G91 (primo veicolo a getto dell'industria aeronautica italiana del dopoguerra) fino allo Starfighter, al Macchi339 (il velivolo delle Frecce Tricolori) e al Tornado (il primo a essere impegnato in missioni di pace all'stero), la carrellata si conclude con l’Eurofighter, ultimo dei velivoli supersonici entrati in linea.
In basso la città vista da piazzale Michelangelo, il luogo dove Aeronautica militare e gli uomini dell'Istituto di scienze militari aeronautiche il 31 marzo celebrano 'l' 85° anniversario della fondazione della Forza armata e il 70° della presenza a Firenze.
Oltre alla cerimonia di venerdì 28 marzo, del resto, un'altra opera di Elisabetta Rogai celebrerà l'85° anniversario dell’Aeronautica. Un suo quadro una sorta di sintesi del dipinto che verrà inaugurato venerdì sarà donato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso della visita ufficiale che il Capo dello Stato compirà a Firenze lunedì 31 marzo, al piazzale Michelangelo.
DEL BIMBO FABRIZIO

martedì 25 marzo 2008

Eccellenza toscana e nuovo modello rinascimentale


Il giornalista e scrittore Francesco Morace affronterà alla UIST i temi del suo ultimo saggio ‘The Sense of Italy”, nel quale auspica l’avvento di un Terzo Rinascimento, con l’Italia protagonista della scena mondiale Quali scenari e quale sfide di mercato globale attendono l’Italia? E quali strategie sono necessarie perché il Bel Paese possa diventare protagonista sulla scena mondiale della produzione del terzo millennio? Sono questi due degli interrogativi intorno ai quali offrirà un contributo Francesco Morace nel suo intervento all’assemblea generale della UIST- Unione Imprese Storiche Toscane, in programma mercoledì 26 marzo alle ore 19.30 nella sede dell’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze.
La presenza di Francesco Morace a Firenze, culla del Rinascimento, ospite dell’associazione che riunisce al momento le 21 imprese ultracentenarie protagoniste dell’eccellenza toscana nel Mondo, sembra in perfetta sintonia con il pensiero scaturito dall’autore di The Sense of Italy. Nel suo saggio, Morace auspica che l’Italia sia in grado di valorizzare il proprio straordinario talento nel produrre felicità quotidiana, seguendo una ‘vocazione estetica’ tanto naturale quanto recentemente trascurata.
La riscoperta di un nuovo Rinascimento italiano, di un terzo Rinascimento dopo quello del Made in Italy delle “3A” (Abbigliamento, Alimentazione, Arredamento), con il suo modello produttivo e culturale, i suoi talenti individuale ed originali, la sua creatività, l’identità dei suoi prodotti: questa la prospettiva, secondo Morace, che permetterà all’Italia di riaffermare la propria identità e la propria centralità nel mercato internazionale.
Una prospettiva, dunque, che si sposa felicemente con quelli che sono i presupposti culturali e con i valori etici della UIST – Unione Imprese Storiche Toscane, da sempre impegnata a trasmettere il proprio immenso patrimonio di saperi, di tecnologie, ma anche di idee e di spinte innovative, ad una società sempre più aperta e pluralista come quella contemporanea.
Francesco Morace è presidente del Future Concept Lab, e consulente strategico di aziende e Istituzioni italiane e internazionali, nonché docente alla Domus Academy e al Politecnico di Milano. E’ autore di numerosi saggi tra cui "Società Felici. La morte del post-moderno e il ritorno dei grandi valori”, (2004), "PreVisioni e PreSentimenti. Stili di pensiero per un futuro ormai presente” (2000), "Controtendenze” (1990, "Chi ha lasciato il segno?” (1987). Collabora con numerose testate di settori diversi, fra le quali Adv, Dove, Gap Casa, Il Bagno, Psychologies, 7th Floor. Cura il blog ‘PreVisioni e PreSentimenti’ all’interno de “Il Sole 24 Ore”.

Fabrizio Del Bimbo

sabato 22 marzo 2008

Chorus line, Paolo Cotani in mostra alla Galleria IL PONTE

Dal 12 aprile al 27 giugno è aperta nelle sale della Galleria IL PONTE di Via di Mezzo 42/b a Firenze un' esposizione di Paolo Cotani, fondamentalmente incentrata sugli ultimi lavori dell’artista. Oltre alle Tensioni e Torsioni degli anni immediatamente precedenti, composte da strutture in acciaio in cui bende e corde costituivano l’elemento dinamico dell’opera. In questo ultimo grande lavoro, Chorus line, da cui prende il titolo la mostra, composto da sei elementi sempre in acciaio e bende, la tensione pare risolversi in un tratto più pacato. Le bende si sono rarefatte rendendo maggiormente visibile la struttura e hanno acquisito la notazione di segno, quasi illeggibile e corale scrittura epigrafica scolpita nello spazio.
A questo nucleo si legano alcuni gruppi tematici di opere, che non intendono costituire un percorso retrospettivo dell’ampio, complesso e al tempo unitario lavoro di Cotani, ma vogliono rendere il senso di alcuni tratti specifici dell’artista. Dalle prime bende su tela della metà degli anni ’70, ad alcune tele dei primi ’90, pressoché monocrome, giocate su rarefatti scarti geometrici e con una ricchezza quasi “barocca” nella stesura della superficie pittorica. Ricchezza che ritroviamo nella pelle vellutata di alcune tavole realizzate a cera, in alcune carte fotografiche dipinte e nelle sue carte carbone, dove la sottile bianca traccia dello strappo è un lampo di luce che diviene elemento strutturale e dinamico interno all’opera.
Orario: 16-19.30 chiuso sabato e festivi

Nicoletta Curradi

Ultime dalla Casa d'aste Pandolfini di Firenze

Sono state due giornate intense per la Casa d’Aste Pandolfini, quelle del 18 e del 19 marzo, nelle quali sono state battute tre sessioni d’asta. Indubbiamente Antonio, Fosco e Grato Maraini, memorie di una famiglia è quella che ha suscitato il maggiore interesse del pubblico e della stampa, con la sala di Palazzo Ramirez-Montalvo in Borgo degli Albizi, gremitissima. L’occasione era davvero molto particolare, 191 lotti, i beni provenienti dalla Villa di Torre di Sopra, presso Poggio Imperiale, dove i Maraini hanno vissuto fino al 2004, anno della morte di Fosco, che documentano la vita di questa famiglia, raccogliendo testimonianze legate sia al padre che ai figli: sculture, gessi e disegni di Antonio, mobili, oggetti orientali, una parte della biblioteca, cose appartenute alla storia di Torre di Sopra, ricordi di amicizie e legami con intellettuali, e alcune fotografie di Fosco.Un’occasione che ha dato modo di poter riparlare di Antonio Maraini, e rivalutare la sua figura di artista, indubbiamente uno dei protagonisti della vita artistica del Ventennio, nonostante la critica del dopoguerra lo abbia completamente trascurato. Antonio, uomo eclettico, fu anche critico d’arte ma non solo; fu Segretario Generale della Biennale di Venezia dal 1927 al 1938 e si devono a lui la sua costituzione in Ente Autonomo, la creazione di un Archivio Storico della Biennale, così come l’aumento dei Padiglioni stranieri.Tra i lotti battuti, ottime le aggiudicazioni di opere come La Bagnante, un’elegante scultura in marmo, firmata, che ha raggiunto 29.760 euro, oppure Ricordi di Atene, Ionico, Dorico, Corinzio, lapide di un marmo che l’artista fece arrivare direttamente dalla Grecia e che espose alla Biennale di Venezia del 1932, e che in questa sede è stata venduta per 33.480 euro. Gessi quali La Musica felice e La Musica che piange, studi definitivi per la Tomba di Giacomo Puccini a Torre del Lago del 1926, hanno fatto 16.120 euro. Singolare la contesa in sala per aggiudicarsi il lotto 46 formato dalla Croce al merito, onorificenza conferita ad Antonio dal cancelliere tedesco nel novembre 1937, e dal documento di onorificenza rilasciato il febbraio 1937 in occasione delle Olimpiadi tenutasi a Berlino nel 1936. Lotto che è stato battuto per 5.456 euro.Per quanto riguarda i libri della biblioteca di Fosco Maraini, Atlas Universel, un atlante antico del 1784, che partiva da una stima base di 800 euro, è stato aggiudicato per 8.060 euro.Risultati record sono stati ottenuti dall’asta successiva, Dipinti, disegni e sculture dei sec. XIX e XX, battuta sempre nel pomeriggio di martedì 18 marzo e che presentava un’accurata selezione di opere di artisti come Plinio Nomellini, Ruben Santoro, Nicodemo Vagaggini, Federico Andreotti, Giuseppe Costantini e Francesco Paolo Michetti. I più clamorosi sono stati senza dubbio quelli raggiunti proprio da quest’ultimo pittore di origine abruzzese, conosciuto anche come fotografo, amico di Gabriele D’Annunzio. Così la tavoletta Pastorella con gregge, firmata e datata 1872, che partiva da una base di 13.000 euro, è arrivata a 71.920 euro, mentre, sempre di Michetti, Ritorno dai campi, da 20.000 euro è arrivat0 straordinariamente a 124.000 euro.
DEL BIMBO FABRIZIO

Una mostra di Carlo Testi a Palazzo Cerretani

Un'importante esposizione personale in Palazzo Cerretani, in piazza dell'Unità Italiana 1, a Firenze saluta la nuova stagione artistica di Carlo Testi. La mostra resterà visitabile dal 28 marzo fino al 6 aprile con orario 10-13, 15-18 esclusi sabato e domenica. 32 le opere: 26 oli e 6 disegni realizzati dal 2007 a oggi e lì per la prima volta esposti.
L'eloquente titolo "Dal colore al segno" preannuncia la svolta attuata dal pittore fiorentino, sia dal punto di vista dei contenuti che delle forme. Testi, da sempre definito un "colorista" per i toni cromatici su cui ha sempre fondato la propria esecuzione artistica, propone in questa nuova produzione un ritorno predominante del segno e la predilezione a costringere le sue "vedute" in forme circolari, come fossero tanti oblò da cui guardare il mondo. Mondo che assume connotazioni prettamente familiari, in quanto Testi rende omaggio al paesaggio toscano, alla sua terra. E se i luoghi cari a Testi non esistono più, egli fa ricorso alla memoria dove resistono assolutamente indelebili. È questo il caso del disegno che ritrae Il Fosso Macinante in via dei Vespucci a Peretola che oggi ha lasciato il posto a una spianata di cemento e asfalto. Il disegno (o il dipinto) esercita così un'irrinunciabile funzione di stimolo sui nostri ricordi e sulla necessità di evocare, di portare alla superficie sensazioni sepolte. Questo è uno dei compiti dell'arte di Testi, che ha ricevuto i primi insegnamenti pittorici dal padre Otello, pittore e allievo insieme a Dino Migliorini di Ardengo Soffici.
Dopo le esposizioni personali all'Accademia dei Georgofili di Firenze (Paesaggi Toscani, 2004) e alla Galleria Pio Fedi di Firenze (Ritratti di paesaggi, 2006) questo invito della Regione Toscana a esporre a Palazzo Cerretani è di grande gratificazione per Testi, che nutre da sempre un amore incondizionato per la propria terra.
Tutte le opere in mostra sono raccolte nel catalogo "Carlo Testi. Dal colore al segno / From Colour to Line", edito da Polistampa, a cura di Stefano De Rosa e con prefazione di Riccardo Nencini e testi in italiano e inglese. Alle riproduzioni delle opere, suddivise nelle sezioni Dipinti e Disegni, è stata fatta seguire una biografia dell'artista e una cronologia delle esposizioni.

Nicoletta Curradi

Arte per l'arte, un percorso da scoprire, un'opera da salvare

Eccezionale apertura al pubblico del complesso monumentale di Santa Maria Novella.
Per la terza volta la Fratellanza Militare, a distanza di 10 anni dalla precedente edizione, organizza la manifestazione Arte per l’Arte.
L’iniziativa prevede l’apertura con ingresso gratuito dell’intero complesso di Santa Maria Novella, in un percorso antico che si sviluppa al suo interno.
Da Piazza Santa Maria Novella n. 18 si entrerà nel chiostro della Sindicheria, nella sede della Fratellanza Militare, nel chiostro del Dati, nel chiostro Grande della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri, , nell’Officina Profumo Farmaceutica, nella Cappella degli Ubriachi, Refettorio, chiostro Verde e Cappellone degli Spagnoli del Museo Comunale per poi uscire nuovamente in Piazza Santa Maria Novella. Da qui, ma limitatamente ad alcuni gruppi pomeridiani, sarà possibile visitare l’interno della Basilica di Santa Maria Novella.
L’iniziativa è finalizzata a fare conoscere ai cittadini l’imponente complesso, aperto nella sua interezza in un unico percorso, ma ha anche lo scopo di raccogliere libere offerte che verranno destinate al recupero di opere ed alla valorizzazione del Museo comunale di Santa Maria Novella.
Sarà un’occasione unica per ammirare i tesori normalmente chiusi al pubblico: ai fiorentini ed ai turisti presenti in città, si offre questa occasione e si auspica che, attraverso la sensibilità dei visitatori, questi possano vantarsi di aver contribuito al restauro di opere d’arte del complesso monumentale.
Apertura al pubblico:
Sabato 5 aprile 2008 dalle 15.00 alle 19.00
Domenica 6 aprile dalle 09.00 alle 19.00
L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Firenze e del Comune di Firenze.

Nicoletta Curradi

Carlo Testi a Palazzo Cerretani di Firenze

Dal 28 marzo la piu recente produzione dell'artista in mostra a Palazzo Cerretani
FUn'importante esposizione personale in Palazzo Cerretani (piazza dell'Unita Italiana 1, Firenze) saluta la nuova stagione artistica di Carlo Testi. Dal vernissage, previsto il 28 marzo alle 16,30, la mostra restera visitabile solo fino al 6 aprile con orario 10-13, 15-18 esclusi sabato e domenica. 32 le opere: 26 oli e 6 disegni realizzati dal 2007 a oggi e la per la prima volta esposti. L'eloquente titolo Dal colore al segno preannuncia la svolta attuata dal pittore fiorentino, sia dal punto di vista dei contenuti che delle forme. Testi, da sempre definito un "colorista" per i toni cromatici su cui ha sempre fondato la propria esecuzione artistica, propone in questa nuova produzione un ritorno predominante del segno e la predilezione a costringere le sue "vedute" in forme circolari, come fossero tanti oblo da cui guardare il mondo. Mondo che assume connotazioni prettamente familiari, in quanto Testi rende omaggio al paesaggio toscano, alla sua terra. E se i luoghi cari a Testi non esistono piu, egli fa ricorso alla memoria dove resistono assolutamente indelebili. in questo il caso del disegno che ritrae Il Fosso Macinante in via dei Vespucci a Peretola che oggi ha lasciato il posto a una spianata di cemento e asfalto. Il disegno (o il dipinto) esercita cosi un'irrinunciabile funzione di stimolo sui nostri ricordi e sulla necessita di evocare, di portare alla superficie sensazioni sepolte. Questo uno dei compiti dell'arte di Testi, che ha ricevuto i primi insegnamenti pittorici dal padre Otello, pittore e allievo insieme a Dino Migliorini di Ardengo Soffici.Dopo le esposizioni personali all'Accademia dei Georgofili di Firenze (Paesaggi Toscani, 2004) e alla Galleria Pio Fedi di Firenze (Ritratti di paesaggi, 2006) questo invito della Regione Toscana a esporre a Palazzo Cerretani è di grande gratificazione per Testi, che nutre da sempre un amore incondizionato per la propria terra.Tutte le opere in mostra sono raccolte nel catalogo Carlo Testi. Dal colore al segno / From Colour to Line (ed. Polistampa, pp. 56, euro 18), a cura di Stefano De Rosa e con prefazione di Riccardo Nencini e testi in italiano e inglese. DEL BIMBO FABRIZIO

venerdì 21 marzo 2008

Firenze è pronta per il Festival del Fitness

Dal 14 al 18 Maggio Firenze accoglie la manifestazione di Fitness più importante in Italia e nel mondo. Dopo il grande successo ottenuto a Salerno e a Torino Winterpark, il Festival del Fitness è pronto a festeggiare il suo 20° anniversario, nella splendida cornice della Fortezza da Basso a Firenze.
A&D Fitness Events, società leader nell’ideazione di nuovi programmi di allenamento, fondata da Alexandro Viligiardi e Daniele Pellecchia, due personaggi di rilievo del panorama del Fitness Internazionale, rinnova anche quest’anno, la lunga collaborazione con Progetti International e con il Festival del Fitness.
Già presenti a Salerno e Torino, con lezioni di Aerobica e Just Pump, a Firenze insieme a tutto il team di collaboratori, presenteranno le lezioni di tutti i programmi di allenamento ideati in questi anni, che gli hanno permesso di raggiungere consensi, non solo in Italia ma anche in Spagna e Portogallo.
Just Pump: Il metodo a struttura, scelto per l’insegnamento di questo programma, prevede l’utilizzo di facili combinazioni di movimenti, mantenute fisse e ripetute per un determinato periodo di tempo. Il Just Pump consente di ottenere i benefici del condizionamento muscolare che finora era stato svolto in sala pesi, con il piacere dell’accompagnamento musicale.
Just Pilates: Basandosi sui principi fondamentali della tecnica Pilates, ha l’obiettivo di migliorare la postura, l’equilibrio e la forza, attraverso una combinazione di esercizi a corpo libero o con piccoli attrezzi, strutturati sotto forma di coreografia.
Just Yoga and Training: Basato sulle posizioni dell’hatha Yoga, (Asana), l’obiettivo è quello di raggiungere un benessere armonico e globale attraverso la tonificazione, l’allungamento e la musicoterapica.
Just ATP: Acronimo di Advanced Training Program, è un innovativo metodo di allenamento per la tonificazione, EFFICACE, SEMPLICE, DIVERTENTE, che unisce i benefici dell’allenamento metabolico e propriocettivo, grazie all’utilizzo di piccoli carichi e pedane specifiche, la musica coinvolgente crea un mix esplosivo, per una lezione alla portata di ogni tipo di utenza.

Nicoletta Curradi

La Cina in mostra anche alla Strozzina

La Cina non è presente a Firenze solo con il suo Rinascimento, la dinastia Tang e i capolavori mai visti nelle sale del piano nobile di Palazzo Strozzi: ecco anche le opere di 18 artisti contemporanei cinesi, provenienti da tre differenti realtà metropolitane, legati da una comune ricerca di una identità culturale autoctona indipendente dalle regole del mercato globale, in esposizione dal 21 marzo al 4 maggio negli spazi sotterranei della Strozzina.
Il progetto si sviluppa su tre fasi ben distinte ma complementari: una mostra, una pubblicazione e un programma di lectures
Al CCCS - Centro di Cultura Contemporanea Strozzina - Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, con il sostegno della Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze e dell’Associazione Partners di Palazzo Strozzi, si tiene la mostra CINA CINA CINA!!!, che presenta le opere dei 18 artisti contemporanei cinesi provenienti da tre differenti realtà metropolitane – Pechino, Shanghai, Canton. Il progetto prevede oltre all’esposizione, anche una pubblicazione (Silvana Editoriale) e un programma di lectures.
L’intento del CCCS, centro diretto da Franziska Nori, è quello di indagare il ‘fenomeno Cina’, recentemente oggetto di numerose iniziative espositive, da un punto di vista diverso. Sulla base di questa intenzione, si spiega la scelta di affidare la scrittura del progetto della mostra a un pool di tre giovani curatori: Davide Quadrio, fondatore e direttore di BizArt a Shanghai, prima e unica organizzazione culturale self-supported e no-profit in Cina, attivo in The In-Between, network di spazi artistici alternativi in Europa e Asia; Li Zhenhua fondatore dell’indipendente Art Lab di Pechino, artista e promotore della new media art in Cina; Zhang Wei direttrice del Vitamin Creative Space Contemporary Art a Canton.
Ciascuno di essi, proveniente da un’area geografico-culturale differente, è impegnato nella costruzione in Cina di una piattaforma critica autonoma capace di sostenere, dall’interno, processi di produzione artistica che superino i confini indicati dalle autorità e che non seguano esclusivamente le regole del sistema del mercato dell’arte, ma rappresentino la realtà complessa di un Paese come la Cina, al centro di un forte cambiamento.
La Cina odierna, infatti, sta vivendo un momento cruciale nella ricerca della sua nuova identità culturale, tra tradizione, un difficile passato socio-politico recente e un repentino ingresso nel mondo globale di stampo occidentale. La parte più visionaria dell’arte cinese contemporanea cerca di collegare il proprio passato con una possibile visione futura. Questo processo, che la cultura occidentale ha percorso in un vasto arco di tempo, in Cina si sta attuando in pochi anni. Ma come nel XV secolo il Rinascimento fiorentino ha fatto emergere la città, utilizzando strategicamente la cultura come canale di comunicazione, negli ultimissimi anni la Cina sta investendo ingenti risorse nello sviluppo di una adeguata infrastruttura culturale e nella sua promozione all’estero.
La mostra si articola come relazione dialettica fra tre sezioni curatoriali, tre sensibilità e orientamenti di ricerca distinti e complementari fra loro.
Zhang Wei, curatrice di Guangzhou, riunisce nella sezione “Throwing Dice” (“Lancio di dadi”), artisti che si distinguono per provenienza, formazione e mezzi espressivi. Zhang Wei presenta visioni individuali che riflettono l’esistenza umana in un mondo fragmentato e in costante acceleramento. I video di Kan Xuan, di Pak Sheung Chuen e di Yang Fudong (celebrato all’ultima edizione della Biennale veneziana), le animazioni digitali di Cao Fei (anch’egli presente a Venezia), gli assemblaggi tecnologici di Chu Yun, la pittura di Duan Jianyu tessono un intreccio di narrazioni individuali, in grado di coinvolgere lo spettatore nell’esplorazione di comuni paesaggi esistenziali e della tensione fra realtà vissuta e realtà sognata.
L’installazione che compone la sezione di Davide Quadrio, curatore attivo a Shanghai da 15 anni, é “Art is not enough, not enough!,” (“Art non é sufficiente, non é sufficiente!”) opera prodotta dal CCCS e qui presentata in anteprima assoluta. L’installazione multimediale nasce da interviste realizzate dal curatore a quaranta artisti presenti a Shanghai, che vertono su domande quali la percezione che l’artista ha del proprio ruolo, della propria relazione con l’esterno, delle conseguenze sociali del proprio operare, o il febbrile interesse del mercato internazionale che ha alterato i tradizionali processi di produzione artistica. Il tutto viene proposto in un montaggio dinamico che offre un’inedita mappatura antropologica del panorama urbano di Shanghai.
Le questioni dell’identità geo-politica e del relativismo culturale sono il focus di “Multi-Archeology”, la sezione curata da Li Zhenhua. Le installazioni degli artisti mongoli Wu Ershan e Ren Qinga da un lato mettono in discussione il rapporto a volte conflittuale tra le differenti culture che compongono la Cina odierna (greater China), e dall’altro affrontano la problematica dell’individualità minata nella società cinese dai drammatici cambiamenti sociali in corso.
Entrambe le installazioni, create appositamente per la mostra di Firenze, intendono tematizzare la condizione dell’essere umano odierno fronte a un futuro incerto.
La video arte di Zhao Liang e Shen Shaomin documenta la realtà delle terre di confine della Cina con la Corea del Nord e la Russia. L’analisi delle conseguenze che l’invasione mongola guidata da Genghis Khan ebbe sulle culture asiatiche dell’epoca viene sovrapposta e comparata all’impatto del moderno processo di globalizzazione, alla scoperta di una secolare miscela culturale fra Oriente e Occidente.

Nicoletta Curradi

Firenze-tramvia, i grandi errori di un progetto sbagliato

Tramvia sì o no? Anche dopo il referendum del 17 febbraio si continua a parlare di questo tema. Ma ci vogliono proposte concrete ed è quello che hanno cercato di fare gli architetti e docenti universitari fiorentini Alessandro Dini e Delfo Del Bino, i quali hanno pubblicato a loro spese per i titpi di Angelo Pontecorboli il volume dal titolo, ironico se vogliamo, "Firenze-tramvia., Ieri una città nelle mani dei santi. E oggi?" dall'eloquente sottotitolo "Piccolo manuale dei grandi errori di un progetto sbagliato". In copertina la tavola di San Martino 2a strada" con San Zanobi che tiene in mano una miniatura tridimensionale di Firenze, invocando la benedizione della Madonna, fa capire bene che la nostra città, oggi piu' di allora, necessita di protezione. Di questo volume hanno parlato il 20 marzo a Firenze gli On.Valdo Spini e Francesco Bosi, che hanno a cuore i problemi ormai annosi della viabilità fiorentina. Il volume, hanno detto, rappresenta uno studio serio, al di sopra delle parti, sullo scottante progetto tramvia, esaminandone i pro e i contro ed avanzando proposte concrete di integrazione a quanto il Comune di Firenze sta portando avanti con caparbietà: per esempio, la micrometropolitana, da inserire in alcuni tratti ove la sede stradale è troppo stretta per consentire il passaggio, come in Via Cavour, larga appena 8 metri, oppure il sistema di alimentazione dal basso, anziché dall'alto per impedire il crescere di una "foresta artificiale" di pali come a Porta al Prato. A questo punto è difficile e costoso tornare indietro, afferma l'On.Spini, è meglio atrtendere la conclusione, al piu' presto, della linea 1 e vederne gli efeftti e l'impatto, per poi intavolare una riflessione sulle linee 2 e 3.Oltre al Prof. Arecchi, anche l'Arch.Guarnacci ha presentato un progetto di micrometrò a 2 sensi, però, con scambio alle stazioni e completamente automatizzato. E' la tramvia che deve adattarsi alla città e non viceversa e l'On.Spini propone di indire gli Stati generali della mobilità perché tutte le parti in causa, cittadini compresi, possano partecipare al progetto, come prevede la Legge 1 del 2005 della Regione Toscana, citata dall'On.Bosi.

Nicoletta Curradi

"Colpo d'occhio" di Sergio Rubini esce nelle sale


Presentato in anteprima al cinema Variety di Firenze alla presenza degli attori e del regista, è giunto nella sale il film "Colpo d'occhio", ultima fatica di Sergio Rubini.
Adrian Scala è un giovane scultore che, fin dalla sua prima esposizione a Roma, viene notato da Gloria, giovane studiosa d'arte e amante dell'importante critico Pietro Lulli che ben presto Gloria lascia per Adrian. Lulli però sembra non volergliene e decide di aiutare la carriera del ragazzo. Ma non tutto è come appare e il gioco delle rivalità sotterranee ben presto comincerà a farsi complesso.Se è vero quanto afferma Aristotele e cioè che un'opera d'arte è vera e finta al contempo Colpo d'occhio va ascritto alla categoria. Perché (Rubini ha troppa esperienza per non saperlo) l'opera d'arte va al di là di ciò che chi l'ha creata pensa debba significare, obbligando l'autore a riflettere (anche se non necessariamente a concordare) quando chi se ne occupa (il critico) può averne una percezione diversa. Ecco allora che chi ha amato la materialità polverosa de La terra può non apprezzare la 'finzione' di un film che si conclude in un teatro antico dopo aver inanellato, specialmente nella seconda parte, una serie di colpi di scena a volte prevedibili. Ma proprio lì sta il gioco della finzione a cui gioca Rubini/Lulli. In quella sagoma che chiude il film troviamo la definizione quasi geometrica di ciò che nell'opera precedente si traduceva in frantumazione di un nucleo sociale. Rubini, che lo voglia o no, è intervenuto consapevolmente su un tema che il cinema italiano o ha trascurato o ha trattato come punto di partenza per altri percorsi. Il rapporto tra il critico d'arte e l'artista è inevitabilmente un gioco di sovrapposizioni in cui ognuno inizialmente 'finge'. Il secondo simula di poter essere autonomo, il primo di elargire la propria benevolenza pigmalionica. Ma è su questa duplice finzione che Rubini lavora immagine . Consapevole però di offrire al contempo una verità. In particolare quella di un rapporto di dominio in cui chi possiede le leve del potere mediatico può elevare o abbattere a proprio piacimento. La scena al ristorante in cui Scala deve decidere se farsi ammettere definitivamente a corte oppure riacquisire la propria dignità è carica di una tensione tangibile. È come se in quel momento tutta la fisicità dell'opera dello scultore dovesse trasformarsi nelle parole che il critico sa manipolare così bene nonostante la sua sterilità. Da quella scelta dipendono gli sviluppi di una vicenda in cui la decisione di andare talvolta narrativamente sopra le righe non è accidentale ma voluta. È come se l'impronta sulla sfera (fondamentale la collaborazione di Gianni Dessì, che tra l'altro ha appena aperto una personale alla Galleria Bagnai) divenisse quasi un logo del film: il coraggio di imprimere un segno indipendentemente dalla lettura e dall'uso che altri potranno farne.

Fabrizio Del Bimbo

"Lo zio", il nuovo corto di Duccio Chiarini

Lo Zio è il nuovo corto di Duccio Chiarini, promessa del cinema italiano, presentato il 20 marzo al cinema Odeon con grande successo di pubblico "Lo Zio", il nuovo cortometraggio di Duccio Chiarini, che racconta il contrastato rapporto padre-figlio, in bilico tra complicità e appartenenza a ruoli immutabili e definiti.
Chiarini ci racconta lo spaesamento di personaggi alla ricerca di un proprio ruolo familiare, partendo dalla vicenda dolce/amara di un goffo sessantenne che non si arrende all'invecchiamento, interpretato da un bravissimo Marco Messeri, in un ruolo che ne valorizza soprattutto l'alta potenzialità drammatica.
Il corto, della durata di 20', è stato interamente girato in Toscana, tra Siena e Sinalunga, prodotto da “La Regle du Jeu”, e da Mediateca Regionale Toscana Film Commission con il sostegno di IMAIE .
La trama del corto:
L’arrivo inaspettato del vulcanico Baccio nella casa di campagna dove suo figlio Corso e sua nipote Erica stanno trascorrendo le vacanze assieme ai rispettivi fidanzati, ha delle conseguenze incontrollabili. La convivenza forzata farà difatti riemergere conflitti mai sopiti che sfoceranno in uno scherzo terribile ai danni povero Baccio, paradigmatica maschera dei padri che non si arrendono all’invecchiamento…
Duccio Chiarini, n ato a Firenze, dopo aver conseguito la laurea in legge all'Università di Firenze va in Inghilterra a studiare cinema alla London Film School diretta da Mike Leigh. Finalista a Clermont Ferrand nel Febbraio 2005 con "Alone Together", nell'Ottobre dello stesso anno si diploma con il film “Fine stagione” scritto con la consulenza di Hanif Kureishi ed interpretato da Paola Pitagora. Negli ultimi due anni ha lavorato come assistente al film di Spike Lee “Miracle at St. Anna” e assistente alla regia nel film di Peter del Monte “Nelle tue mani”. Al momento vive a Roma dove sta lavorando al suo primo film.
Fabrizio Del Bimbo

giovedì 20 marzo 2008

Un'antologica di Dino Caponi all'Accademia delle arti del disegno


"Attraverso il Novecento" è il titolo della mostra antologica che ripercorre le stagioni dell'artista-uomo Dino Caponi - dal 1933 al 1994 - attraverso oltre 100 opere tra dipinti e disegni, aperta a Firenze all'Accademia delle Arti del Disegno dal 5al 29 aprile 2008. Con questa mostra, completa nella scelta di opere dei vari periodi, dai disegni infantili alle opere pittoriche della maturità, appare a pieno la figura di un artista importante nella pittura italiana del '900, per troppo tempo tenuto in disparte, non valutato e non capito e che si inizia a studiare e comprendere ora separandolo dal rapporto iniziale di allievo con Rosai, rapporto che seppure fondamentale ha solo arricchito e non condizionato una personalità spiccata, autonoma, vivace e meditativa nello stesso tempo.Frequentatore di poeti quali Piero Bigongiari, Romano Bilenchi, Alfonso Gatto, Tommaso Landolfi, Mario Luzi, Eugenio Montale, Vasco Pratolini, Giuseppe Ungaretti Š e da essi particolarmente apprezzato, ha arricchito con loro il suo bagaglio spirituale trasmettendo col colore sulle tele la sua poesia interiore. Dalle opere di Caponi, la mostra rimanda ad una visione più ampia di quelle componenti che segnano i passaggi della cultura Toscana novecentesca.Già ricchi di poesia sono i primi disegni giovanili. Negli anni '50, come scrive Carlo Sisi, "si libera nelle opere di Caponi, un colore vitale, più materico, steso a tracciare analogie di paesaggi, di marine anche di piccolo formato ma lievitanti d'umori e atmosfere non descritte, affidate invece all'intrinseco potere che la pasta cromatica ha - se investita dello stesso potere evocativo della parola ermetica - di esprimere, sostituendola, la palpabile realtà della materia". Si sviluppa in questo clima la serie delle marine, strisce di rossi e di gialli sabbia, blu oltremare e verde smeraldo; delle paludi, dei paesaggi cancellati nelle forme, dei fiori raccolti in fasci e densi di materia. Instancabile nel suo interesse per i pittori soprattutto europei, la ricerca di Caponi continua a registrare mutamenti anche negli anni a seguire. Dopo alcune sperimentazioni astratte di particolare interesse e la serie inquietante dei "mostri" (1975), Caponi si abbandona a temi più tranquilli e ritorna gradualmente negli ultimi anni ai temi giovanili come nota Carlo Sisi: "Mentre incombe, - quale risvolto comprensibile in un artista pensoso della propria condizione umana e poetica volutamente ritagliata in una marginalità che nulla chiede all'agitato sistema dell'arte contemporanea, - la tetra messa in scena di allegorie ed evocazioni oniriche pensate nella tradizione dell'espressionismo nordico e ambientate fra quinte e porte socchiuse dalle quali occhieggiano, con bisbigli quasi percepibili, i fantasmi dell'inconscio e delle nostre non ottemperate responsabilità" l'inquietudine dell'Artista " si attenua nel recupero di più consolanti immagini estratte dal laboratorio della giovinezza: ancora marine, casacce, periferie solitarie, ritratti insigniti d'una recuperata solennità e, dunque, il profumo del tempo ritrovato attraverso il Novecento".Tutte le opere di Dino Caponi sono state catalogate e archiviate presso l'Archivio Generale Dino Caponi a Firenze, via Erta Canina, 53, responsabile Prof. Renato Conti.


ATTRAVERSO IL NOVECENTO Antologica Dino Caponi (Firenze,1920- Arezzo,2000)

Accademia delle arti del disegno, Firenze, via Ricasoli 68
Dal 5 al 29 aprile 2008

Orario: 10-13/16-19; domenica: 10-13; Chiusa lunedì
Ingresso libero


Fabrizio Del Bimbo

Gli scatti di Vanni Vannucci alla Limonaia di Palazzo Medici Riccardi


Dal 4 al 20 aprile la Limonaia di Palazzo Medici Riccardi ospita gli scatti fotografici di Vanni Vannucci, realizzati in 30 paesi tra i tanti da lui visitati. La mostra è promossa dalla Delegazione Toscana del Club Internazionale di Grandi Viaggiatori (CIGV), mentre il catalogo è edito dall'Istituto Geografico Militare. La realizzazione grafica è a cura di Clara Vannucci. L'autore ha sempre amato viaggiare per incontrare genti diverse e per osservarle durante le loro cerimonie, usi e costumi, respirando atmosfere in cui il passato ed il presente possono ancora dialogare.

I volti del viaggio di Vanni Vannucci

Limonaia di Palazzo Medici Riccardi

dal 4 al 20 aprile 2008 orario: 9-19 chiuso mercoledì

Ingresso: Euro 4,00 comprensivo della visita al Palazzo


Fabrizio Del Bimbo

I vini d'Abruzzo si degustano a Firenze il 26 aprile

“Note di Piacere” è il nome dato alla campagna di comunicazione dedicata ai vini d’Abruzzo e voluta dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo e dall’Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo, Arssa.
“Una campagna che nasce dalla volontà di promuovere i vini a denominazione di origine della regione, in particolare del Montepulciano d’Abruzzo, vero e proprio vino simbolo del nostro territorio - racconta Marco Verticelli, Assessore all’Agricoltura Regione Abruzzo – attraverso un’operazione di alto profilo e di grande impegno, resa possibile anche dalla fattiva collaborazione di tutti i rappresentanti della filiera, soprattutto i Consorzi di Tutela dai quali abbiamo ricevuto un significativo contributo nell’individuazione di una comune strategia”.
Strategia che, oltre a una forte campagna pubblicitaria di supporto, ha individuato nel rapporto con il pubblico il punto chiave dell’intera operazione. Proprio per questo sono state scelte sei importanti piazze italiane dove organizzare delle grandi degustazioni pubbliche allo scopo di far scoprire, o in molti casi riscoprire, i profumi e i sapori del Vitigno Abruzzo.
E Firenze, dopo la partenza avvenuta a Roma ed una sosta a Bologna, è la terza tappa di questo tour che poi proseguirà per Torino, Verona e Milano.
“Una tappa fondamentale – precisa sempre Verticelli – Perché ci auguriamo che confermi il clamoroso successo di quella romana e bolognese. Perché giunge immediatamente dopo il fondamentale appuntamento del Vinitaly ma, soprattutto, perché il pubblico fiorentino è conosciuto per la sua competenza e passione e quindi per noi questo del capoluogo toscano è un test davvero importante”.
E di certo gli appassionati del nettare di bacco non si lasceranno sfuggire la degustazione di sabato 26 aprile che si terrà presso la Sala Affreschi dell'Hotel The Westin Excelsior, in p.zza d'Ognissanti 3 a Firenze, dalle ore 15.00 alle ore 21.00. Ben 40 produttori e 80 etichette racconteranno una delle più importanti realtà vitivinicole italiane, forte di una storia testimoniata da Ovidio, Polibio e Plinio il Vecchio, e di un’attualità che vede l’Abruzzo tra le prime 5 del nostro Paese con oltre 1 milione di ettolitri di vino Doc (8%), provenienti da un territorio incastonato tra l’Adriatico e le montagne del Gran Sasso e della Maiella, nel più grande sistema di aree protette d’Europa.
E non va dimenticato che il Montepulciano d’Abruzzo è da due anni (fonte AC Nielsen) il leader assoluto nelle vendite nella GDO con ben 13 milioni di bottiglie che finiscono sulle tavole degli italiani, con un rapporto qualità/prezzo che costituisce uno dei fiori all’occhiello della produzione enologica abruzzese.
Il tutto ricordando anche gli altri vini che stanno regalando enormi soddisfazioni a tutto il comparto regionale: dal sempre classico Trebbiano all’ormai acclamato Pecorino, passando attraverso vitigni da recuperare come la Passerina e la Cococciola.
Altrettanto interessante è il posizionamento sui mercati esteri: dei 100 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, infatti, circa la metà prendono la via dell’export con un posizionamento assai forte in Germania (23%), Stati Uniti (22%) e Canada (10%), con crescita importante in Gran Bretagna, nei Paesi del nord Europa e nel mercato asiatico.
Ma l’Italia, attraverso la campagna “Note di Piacere”, ideata e curata dall’agenzia di comunicazione Ideamorphosy, resta il punto di riferimento principale per i produttori della regione.
“Con questa iniziativa intendiamo presentarci ad appassionati ed operatori – continua l’Assessore all’agricoltura Marco Verticelli – ed invitarli a conoscere e vivere il nostro territorio, partendo magari dall’Enoteca Regionale d’Abruzzo, situata nello storico Palazzo Corvo di Ortona, dove è possibile degustare ed acquistare i nostri vini seguiti dalla cortese professionalità dei sommelier dell’Ais Abruzzo”.
Info: www.vinidabruzzodoc.it Numero Verde 800 033 714

Nicoletta Curradi

mercoledì 19 marzo 2008

Alla Galleria Bagnai espone Gianni Dessì

La Galleria Alessandro Bagnai di Via Coluccio Salutati 4/r a Firenze apre le porte dal 19 marzo ad una mostra di Gianni Dessì, considerato uno degli interpreti più significativi dell’astrattismo contemporaneo, che si nutre di colore, materia, gesto, luce e simboli. E’ una sperimentazione linguistica tra pigmento e materiali anomali, è un gioco pittorico dove l’analisi cromatica coincide con una nuova visione luminosa e spaziale, e dove ogni costruzione compositiva ruota, come fosse perno, intorno a un simbolo, figura astrattamente enigmatica, misteriosa, segreto da codificare.In questa mostra Dessì espone i suoi ultimi lavori, raccolti intorno ad un’idea di Panorama, come veduta d’insieme, come affaccio avvolgente sulla pittura, luogo nel quale è manifesta la visione dell’artista e che al pubblico si chiede di visitare, abitare anche solo fosse per un momento. Sono presenti diverse opere di grande formato e una grande scultura che per dimensioni e colore tendono a saturare lo sguardo. Il rosso è il colore dominante, si distende e articola le ampie superfici, sino ad occupare anche lo spazio circostante, dove forma e materia si mettono in gioco.Nella sala centrale sono poste tre opere in vetroresina, anche queste di grandi dimensioni, incorniciate da un bordo, rispettivamente blu, rosso e nero. I lavori in vetroresina, ai quali nell’ampia retrospettiva al MACRO di Roma del 2006 è stata dedicata un’intera sala, testimoniano un’importante evoluzione stilistica nella poetica dell’artista, sia dal punto di vista formale che dal punto di vista narrativo. C’è una contaminazione tra pittura e scultura, forme geometriche nette sono dipinte sulle superfici estendendosi anche alle pareti, all’architettura dei luoghi dove s’inseriscono. Già nei testi del volume pubblicato nell’occasione della mostra al MACRO, curata da Danilo Eccher, si sottolineava come in queste opere si avvertisse una nuova drammaturgia, una nuova teatralità occulta, una monumentalità carica di tensioni e conflitti. La materia crea superfici misteriose e indecifrabili, l’ambiguità sta anche nella consistenza della vetroresina solida, resistente, elastica che, nella sua trasparenza appena accennata, tradisce un’origine liquida e viscosa, una sorta di umore vitreo.L’ultima sala della galleria Bagnai è occupata da un’enorme scultura completamente bianca, una grande figura umana apparentemente senza testa (in realtà la testa è accennata dipinta in rosso sul muro) che appoggia le mani a terra, creando tre archi attraversabili. La scultura è un corpo che si fa architettura, disegna un varco, una soglia, un accesso tra pieno e vuoto, dimensiona lo spazio nella gravità della “misura”; peso reale e virtualità della pittura. In questa zona liminare, sembra collocarsi lo sguardo dell’artista - come lo stesso Dessì scrive - nei confronti della pittura intesa come un tutto da abitare, esperire ed interpretare. In contemporanea con la mostra è in uscita l’ultima fatica di Sergio Rubini “Colpo d’occhio”, interpretato da Riccardo Scamarcio, per la quale Dessì ha creato e prestato opere divenute parte integrate della storia del film.Di notevole rilievo si segnala inoltre, la collaborazione di Gianni Dessì alla creazione della scenografia dell’opera “Il Castello del Duca Barba Blu”, di Bela Bartock, per la regia di Peter Stein, diretta da Daniel Harding, in programma al Teatro la Scala di Milano il prossimo maggio.L’arte di Gianni Dessì è un’arte colta e vitale, che non può essere solo vista ma anche ‘sentita’. Dessì è analitico, intellettuale ma anche passionale, poetico ed enigmatico così come la sua visione è attenta, curiosa ma anche imprevedibile.
Fabrizio Del Bimbo

NUOVA MOSTRA A VILLA ROMANA DI FIRENZE

Edi Hila
Senza angeli
dal 29 marzo 2008 al 25 aprile 2008
orario : dal martedì al venerdì 15-19 e su appuntamento
Sabato, 29 marzo, alle ore 15: lezione di Edi Muka
curatore, cofondatore e codirettore dellaTirana Biennale, insegna all'Accademia di Belle Arti di Tirana, vive a Tirana e Stoccolma
Nel 2007 Edi Hila ha trascorso due mesi a Villa Romana e dal soggiorno sono nate opere che riflettono sia l’esperienza fiorentina sia i ricordi passati dell’artista.
Hila conosceva la città toscana dal 1974, quando aveva effettuato un tirocinio di tre mesi alla Rai su incarico della nascente televisione di stato albanese. Rientrato in patria, la realizzazione di un'opera d'arte che gli era stata commissionata gli costò una condanna a tempo indeterminato ai lavori forzati, e per tutta la durata del regime di Hoxha gli fu vietato esporre le proprie creazioni.
Per oltre due decenni, la produzione di Edi Hila si è sviluppata a porte chiuse e in questo esilio interiore è stata alimentata essenzialmente dal ricordo di Shkoder, la città natale sul confine settentrionale dell’Albania, un tempo di orientamento umanista. Dopo il crollo della dittatura di Hodscha, Hila ricevette una cattedra all’Accademia di Belle Arti di Tirana, dove egli stesso aveva studiato negli anni ’60, e diventò un importante punto di riferimento per la nuova generazione di artisti albanesi. Negli anni ’90 la sua prassi pittorica si è aperta ai processi di trasformazione, talvolta violenti, che hanno interessato il paese. Allo stesso tempo, tuttavia, nei dipinti di Hila domina una calma inquietante e i soggetti appaiono velati da una patina di irrealtà, di finzione.
“Dopo il 1974, dopo il viaggio a Firenze, sono stato costretto a confrontarmi con il senso della vita in relazione alle possibilità e ai limiti che determinano la libertà dell’artista. Per me Firenze ha rappresentato il primo contatto con la vera arte, è stata una grande gioia vedere da vicino i valori dell’originale. Poi ogni cosa ha cominciato di nuovo ad agire da lontano, sotto forma di ricordo, punto di riferimento, esperienza indispensabile, resti di una realtà che non avrei più potuto rivivere. E in queste condizioni dovevo sopravvivere, esistere. Adesso, dopo così tanti anni, lavorando a questo progetto sono riemersi molti dei sentimenti del passato. Non è stato un caso. Di tutto ciò che ho visto durante la mia permanenza in questa bellissima città, ho scelto come modello il cane di terracotta nel giardino di Villa Romana. Forse è Cerbero, mezzo cane e mezzo dragone, come si legge nel VI canto dell’Inferno dantesco ‘abbaiando agogna’. Allo stesso modo, il trittico, anche se per i suoi contenuti non è legato direttamente alla serie di Firenze, racchiude in sé molto del gusto e del sentimento classico, unito al peso delle problematiche che ho affrontato in quel periodo.” Edi Hila
DEL BIMBO FABRIZIO

La collezione sposa di Chiara Boni a Maestri di Fabbrica

Dal 17 marzo fino alla fine di aprile si celebra un particolare evento nella Camera degli sposi della storica dimora di Palazzo Albizi a Firenze, oggi sede dell’alta artigianalità toscana rappresentata da Maestri di Fabbrica e che un tempo ospitava l’atelier di Chiara Boni. Dalla comunione dei loro beni nasce un nuovo modo di rappresentare il matrimonio.
Nella sua collezione sposa, Chiara Boni esplora lo scenario del boudoir: i pizzi e i merletti, il fruscio delle stoffe, le vestaglie che profumano di vaniglia, le maliziose trasparenze, la polvere di cipria. La stilista fiorentina trae segreta ispirazione dalla lingerie più sofisticata, per interpretarla, assecondando la sensibilità delle spose. Sono eleganti citazioni, che donano agli abiti accenni di malizia. Abiti sottoveste, che scivolano leggeri sul corpo. Nessuna rigida costruzione, ma tagli perfetti e una inclinazione verso lo stile "impero", sottolineato da nastri e pizzi sotto il seno. Lasciate scoperte, impreziosite da sottili spalline o velate, le spalle sono seducenti e - durante la cerimonia - trovano la complicità di stole preziose, bolerini o raffinati soprabiti.
Le donne amanti dei tessuti confortevoli che disegnano il corpo con grande stile e subiscono il fascino dell’oro lucente e dei pizzi artistici, trovano nei Doni per gli sposi proposti da Maestri di Fabbrica, idee per rendere più esclusivo lo stile della casa. Oggetti sfiziosi, inconsueti: da particolari pezzi di antiquariato a complementi di arredo creati da materiali di recupero. Così che la seduzione dell’oro unita alla brillantezza del vetro, il candore dell’alabastro che s’illumina nella notte, le preziose forme dei cristalli, il calore del rame lavorato a mano, la memoria racchiusa nella ceramica diventano testimonianze di abilità creative che impreziosiscono di fascino la vita domestica.
Con la loro relazione, Chiara Boni Sposa e Maestri di Fabbrica enfatizzano stile e originalità produttiva della tradizione artistica toscana, per valorizzare la qualità dei tessuti e dei materiali ed esaltare la raffinatezza della lavorazione.
Nicoletta Curradi

martedì 18 marzo 2008

TROFEO VOLKSWAGEN JUNIOR MASTER 2008

VADO FC 1913 VINCE LA FINALE DI GENOVA E SI CANDIDA ALLA FINALISSIMA DI COVERCIANO
Il torneo Volkswagen entra nella fase finale..... importante appuntamento per il calcio giovanile.
La fase locale di Genova del Torneo Volkswagen Junior Masters 2008 ha visto qualificarsi alla finale di Coverciano, in programma il 19 e 20 aprile, la squadra Vado FC 1913.Le squadre scese in campo sono state ben 12, suddivise in 4 Gironi e le competizioni, si sono svolte a partire dalle ore 9.30.La finale per il terzo e quarto posto è stata invece giocata dal ASD Albisole 1909 e dalla USD Libarna, ed è stata vinta dalla prima. Le premiazioni sono state precedute dai saluti e dai ringraziamenti della Dott.ssa Arianna Zovadelli, responsabile marketing e comunicazione di Volkswagen Group Italia.Al termine degli incontri, al fine di rafforzare l'idea di sport come momento educativo, è stato assegnato il premio "Fair Play" alla squadra ASD Nuova Oregina.I giovani protagonisti sono stati inoltre coinvolti in un concorso di idee dal titolo "Una marcia in +", che coinvolgera i ragazzi anche durante la Finale Nazionale in programma il 19 e il 20 aprile presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano e sara ancora più entusiasmante grazie ai ricchi premi in palio.Per la riuscita dell'evento sono stati ringraziati i Concessionari Volkswagen, i sostenitori delle squadre partecipanti ed i Partner dell'iniziativa, A-Line, Tirolo, My Air, Acqua Paradiso, X Box.DEL BIMBO FABRIZIO

La prima fabbrica di profumi del mondo rivive all'Officina Profumo Farmaceutica

Fin dagli anni'70 del '900 sono stati condotti studi e rilevamenti archeologici italiani sull'isola di Cipro, crocevia di tre continenti. Solo l'invasione del nord dell'isola da parte dei Turchi ha interrotto l'attività, poi ripresa fino a giungere ai risultati che possiamo ammirare oggi a Firenze.
Dal 17 marzo al 13 aprile 2008, la più antica fabbrica dei profumi scoperta a Cipro nel 2003 dalla Missione Archeologica Italiana a Pyrgos, vine riscoperta nei locali di una delle più antiche farmacie del mondo, l’Officina Profumo - Farmaceutica di Santa Maria Novella, fondata a Firenze nel 1221 dai Frati Domenicani.
La fabbrica dei profumi è stata trovata nel settore est del grande frantoio, fulcro del vasto impianto industriale di Pyrgos, distrutto da un terremoto all'inizio del II millennio a.C., dove l'olio di oliva era utilizzato per l'industria metallurgica, tessile e profumiera.
Nella cornice delle Sale museali dei Vecchi Laboratori dell’Officina, sono oggi esposti oltre 100 reperti archeologici provenienti dai siti archeologici distribuiti lungo l'arco del golfo di Limassol, sulla costa sud occidentale dell'isola di Cipro. I più antichi sono quelli (1900 a.C. circa) che facevano parte dell'attrezzatura della fabbrica dei profumi di Mavrorachi, la collina dove 4000 anni fa sorgeva il villaggio preistorico di Pyrgos, mentre gli altri, databili fino al IV secolo d.C., testimoniano la continuità produttiva delle essenze profumate nella stessa zona, fino alla tarda età romana.
La mostra prende, quindi, il nome dall’omonima collina Mavrorachi (da “Mavro” nero e “rachi” roccia), che per assonanza di parole richiama alla mente anche l’immagine del simulacro aniconico della dea Afrodite venerato a Cipro fin dall’età del bronzo: un pesante blocco di basalto grigio, alto oltre un metro e oggi conservato al Museo di Kouklia.
Vasi, imbuti, alambicchi, attingitoi e bottiglie perfettamente restaurati, anticipano di circa 2600 anni la conoscenza delle pratiche di distillazione e della produzione dei profumi, permettendo di ricostruire i metodi utilizzati per estrarre le sostanze aromatiche.
Tra il vasto repertorio esposto, di particolare importanza è l’apparato distillatorio, composto da 4 grandi vasi in terracotta, che costituiscono il primo esempio di alambicco della storia, alcuni askoi di raffinata fattura, un’anfora con manici a forma di idoli antropomorfi e una grande brocca decorata con serpenti in rilievo fiancheggianti una silhouette antropomorfa.
La mostra è tutta da vedere e da annusare: per l’occasione, infatti, è stato creato “Mavrorachi”, un profumo speciale, in edizione limitata di 4000 bottiglie, dedicato all'intrigante bellezza di Afrodite, la dea di Cipro nata secondo Esiodo dalla schiuma del mare. Le fragranze e gli aromi di questa isola che la dea “fece beata col suo primo sorriso”, sulla base anche delle recenti scoperte archeologiche e archeometriche eseguite dal dott. Alessandro Lentini del CNR, sono state diluite in olio di oliva per dare vita a questa nuova e al tempo stesso antica creazione. Tra le note di testa Bergamotto e Pino, tra quelle di cuore Rosmarino, Lavanda e Artemisia che sfumano nel fondo delle note del Legno di Cedro, Muschio di Quercia, Galbano e Tuia.
L’evento, a cura di Maria Rosaria Belgiorno, direttore della Missione archeologica del CNR a Pyrgos, ha il patrocinio del Dipartimento delle Antichità di Cipro, del Ministero degli Esteri Italiano, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e del Comune di Firenze, ed è stata organizzata in collaborazione con il Consiglio Regionale della Regione Toscana.
Nicoletta Curradi

lunedì 17 marzo 2008

Una nuova mostra al VIANUOVA a Firenze

VIANUOVA arte contemporanea, in via del Porcellana 1/r a Firenze, presenta la quinta collettiva del ciclo di mostre, dal titolo LA DISTANZA è UNA FINZIONE, a cura di Lorenzo Bruni, aperta dal 18 marzo al 6 maggio 2008 con orario 16-20. La collettiva ha il titolo di LUOGHI PER EROI - ognuno è eroe a se stesso, e si interroga su chi oggi possa essere considerato come un eroe. La domanda di conseguenza diventa: qual è il gesto che distingue l'uno dai molti? Questa modalità di porre la questione fa parte però di una dimensione retorica o di una visione che ragiona per opposti, tipica del modello occidentale che ha già raggiunto il suo limite nel corso del '900. Oggi, in questa condizione, in cui ognuno può essere in contatto con tutti e tutto attraverso i mezzi di comunicazione ma presente a niente, il vero atto eroico non risiede nel compiere un'azione per dimostrare qualcosa rispetto alla natura o alla società, ma rispetto a se stessi. L'impresa, forse necessaria e difficile, sta nel prendere coscienza della propria condizione rispetto al contesto e agli altri. Dove sono rispetto agli altri? E gli altri rispetto a me? Proprio nell'equilibrio di questa equazione sta la riflessione espressa dalle opere in mostra. Tale movente però è affrontato da questi artisti al di fuori della visione intimista predominante nel corso degli anni 90, ma anche da una dimensione in cui si vuol esaltare come eroico "il marginale".Le mostra presenta per prima cosa alcuni contesti della "eroicità popolare". L'oggetto/scritta SANREMO '89 di Matteo Rubbi (Bergamo, 1980), che rimanda anche alla data epocale del crollo del muro di Berlino, punta l'attenzione sul festival che sancisce da sempre in Italia la popolarità dei partecipanti. L'altro è l'intervento di Dmitry Gutov (Mosca, 1960) in cui l'artista propone una struttura per esporre i manifesti politici in cui vi sono le foto di una lotta senza pubblico tra i genitori dell'artista che hanno accettato di sfidarsi nel gioco del calcio. Questi sono i due contesti, ovvero i luoghi per eroi anche se ormai svuotati di senso perché non più attuali e percepiti come parte di un passato remoto, che appaiono al primo sguardo avvolti da un alone di malinconia anche se carichi di un aura di prestigio. In realtà li possiamo considerare come dei veri e propri ready made di display culturali che mettono in evidenza il rapporto tra memoria dei riti collettivi, delle tappe personali con cui ripensare al proprio far parte di un dato contesto, e il modo in cui vi contribuisce. A partire da questo movente possono essere viste le opere di questi due artisti, ma anche i disegni di Marco Raparelli (Roma, 1975) e le opere di André Romão (Lisbona, 1984). In effetti loro due mettono in evidenza il soggetto, immaginato e sognante nel primo caso, e ripreso da stereotipi del passato nel secondo caso. Quello che contraddistingue le opere in mostra, così, è il loro mettere in evidenza la presenza cosciente, soddisfatta e interrogativa del soggetto, concentrando l'attenzione sulla modalità con cui osserva e reagisce alle cose in quel dato momento spazio temporale. Questo è evidente nell'intervento di Matteo Rubbi, che ci dà la possibilità di incrociare una persona qualsiasi mentre osserva intensamente un frammento della città forse troppe volte ignorato da noi, oppure con l'omino disegnato da Marco Raparelli, che rappresenta tutti i dimenticati senza sapere di esserlo e senza curarsene, o l'artista che assume su di sè il problema con il proprio passato culturale che dovrebbe essere riesaminato a livello collettivo di Dmitry Gutov, o i miti della protesta visti attraverso una appropriazione personale, concessa dal gesto del disegnare di André Romão.La mostra prosegue all'interno di Kartell, in cui i vari segni degli artisti si mimetizzeranno con il contesto del negozio di design dando nuovo senso anche al nostro stare lì.VIANUOVA arte contemporanea apre a Firenze con un approccio inedito per una galleria poiché punta a ripensare alle attuali modalità espositive e a riflettere sulla natura del contenitore d'arte e sul suo ruolo di mediazione con il pubblico. LA DISTANZA E' UNA FINZIONE è un ciclo di mostre che parte dalla riflessione sull'ipotetica eredità del moderno (codici, linguaggi, usi attuali, memorie), e su cosa intendiamo adesso per spazio pittorico. Tutte le mostre indagheranno le modalità che gli artisti usano, dalla fine anni novanta, per definire narrazioni e storie intime quanto condivisibili con lo spettatore, il quale sarà chiamato direttamente in causa dallo spazio/sensazione messo in atto dall'opera. Più che mostre a tema saranno mostre collettive che vogliono materializzare un'atmosfera e una sensazione ben precisa, più che mostre a tema, in cui ritrovare e stabilire con gesti minimi cosa è il mondo e come può manifestarsi in esso il singolo individuo (artista/spettatore). La prima mostra che ha inaugurato lo spazio di VIANUOVA arte contemporanea è stata prendendo misure con Ian Kiaer, Didier Courbout e T-Yong Chung. La mostra puntava a ripensare alla città come spazio fisico e concreto in cui stabilire delle relazione con l'altro e non solo come idea, miraggio, o spazio funzionale di attraversamento. La seconda mostra è stata invece coincidenze con Martin Creed, Nedko Solakov, Koo Jeong-A e Jacopo Miliani e mirava a creare una condizione di stupore più che la sua rappresentazione, tentando poi di stabilire un rapporto diretto con il momento della fruizione dell'opera e di alzare il normale livello di immaginazione dello spettatore rispetto agli oggetti quotidiani con cui ha sempre a che fare. La terza mostra dal titolo piani sospetti, invece, puntava a far riflettere gli artisti invitati sul concetto di autoritratto come ricognizione sui codici linguistici del gruppo culturale a cui il soggetto appartiene o dai quali proviene. Mark Manders, Carsten Nicolai, Mai-thu Perret, Federico Pietrella, Marcello Simeone puntavano a realizzare un ritratto collettivo. La quarta collettiva dal titolo Geografie ruotava attorno all'idea del viaggio. Le opere di Rossella Biscotti, Paolo Parisi, Cristian Jankowsky e Roman Ondak.

Fabrizio Del Bimbo

Il Gandini foodwear al Taste a Firenze

Una nuova concezione di eleganza e sartorialità, essenziale contemporanea: ecco
GANDINI FOODWEAR, collezioni create esclusivamente per l’utilizzo professionale
dedicate al mondo della ristorazione, dell’hotellerie e delle Spa più qualificate. Tutto questo è stato presentato a TASTE, la fiera del gusto organizzata da Pitti Immagine alla Stazione Leopolda di Firenze dal 15 al 17 marzo. Per quanto riguarda lo stile, i colori e i tessuti,tile, colori e tessuti, le linee sono asimmetriche, sobrie, semplici, nette, decise. Linee che sottolineano l’essenza di chi le indossa e che scolpiscono il corpo. Linee che si intersecano, si strappano e si ricompongono.
La collezione di abbigliamento professionale Gandini Foodwear è costruita con raffinata semplicità e nuove attenzioni ai dettagli, alla ricercatezza dei materiali e delle tonalità, al design, con accostamenti morbidi e naturali, per rendere ogni capo prezioso e unico. I colori, dalle tonalità dell’ecru, arrivano a toccare le nuance della terra, come il sabbia, fino a raggiungere i neri e i grigi antracite.
Grazie ad un servizio sartoriale specializzato, ogni capo può essere modellato sull’individuo, per essere sempre indossato con naturalezza e stile.
Gandini Foodwear personalizza la collezione nei colori e nei tessuti per seguire le singole esigenze del cliente, ideando collezioni dedicate, offrendo modelli e tessuti in linea con lo stile dell’ambiente in cui i capi verranno indossati.

Chi veste GANDINI FOODWEAR?

- Bulgari Hotels & Resort - Spa (Milano – 2007)
- Feudi di San Gregorio - Wine Bar (Napoli - 2007)
- Bonelli Erede Pappalardo, Studio Legale - Reception e Ristorante (Milano 2007)
- Hotel Albert Premier (Lussemburgo 2008)

Ecco come è nata la linea Gandini Foodwear:
Attratta dal design e dalla moda, Paola Gandini studia presso l’Istituto dell’Abbigliamento Marangoni a Milano.
Si specializza nel settore della moda lavorando presso vari Studi Stilistici, tra cui quello di (nude),
Importante la pluriennale esperienza con la sua boutique GLOSS a Lodi, dove moda, arte e design hanno vissuto in armonia. A seguito di questa esperienza, Paola Grandini continua la sua sperimentazione artistica e creativa: nel 2007 nasce Gandini Foodwear che propone nel classico mondo delle divise come una rivoluzione nel settore, creando collezioni di raffinata semplicità.

Info: Gandini Foodwear
Via Legnano, 33 - 26900 Lodi
Paola Gandini
info@gandinifoodwear.it
www.gandinifoodwear.it

Fabrizio Del Bimbo

Il potere degli archivi

All' Auditorium dell’Archivio di Stato di Firenze, in Viale Giovine Italia, 6 a Firenze il 18 marzo 2008 alle ore 1a presentazione del volume ”Il Potere degli archivi. Usi del passato e difesa dei diritti nella società contemporanea” - Milano, Bruno Mondadori, 2007
L’incontro organizzato dall’Archivio di Stato di Firenze, sarà dedicato alla presentazione del volume di Linda Giuva, Stefano Vitali e Isabella Zanni Rosiello. Un libro che affronta in modo innovativo i tanti problemi che affliggono i nostri archivi nella società contemporanea, con un significativo sguardo alla situazione internazionale e che mette bene a fuoco le complesse interazioni tra il mondo degli archivi e la realtà sociale, ripercorrendo il rapporto tra gli archivi e la ricerca storica (Zanni Rosiello), sottolineando il valore simbolico della memoria archivistica (Vitali), affrontando il tema del progressivo crescere della funzione documentale nella società contemporanea (Giuva).
Il potere degli archivi, cioè la capacità di rispondere alle domande e alle esigenze individuali e collettive, non si esaurisce soltanto nel loro valore culturale o simbolico, ma comporta ulteriori dimensioni di carattere giuridico ed etico, che tendono a farne uno strumento per difendere i diritti dei cittadini e vigilare sulla regolarità e la funzionalità dei poteri pubblici e del loro operare a beneficio della società.
Per molti dei loro utenti, gli archivi costituiscono una sorta di “scatola nera”, un meccanismo oscuro e complesso che gli autori cercano di decifrare illustrandone i mutamenti e gli usi, nel tentativo di avvicinare a essi un pubblico nuovo e tendenzialmente "di massa". Un’utenza più articolata e composita di un tempo che pone alle istituzioni archivistiche, e agli archivisti che vi lavorano, inediti interrogativi su come continuare ad esercitare, rinnovandolo, il tradizionale ruolo di mediazione culturale fra la documentazione archivistica e i loro utilizzatori.
La finalità di questo volume, è proprio quella di mostrare come gli archivi si prestino a usi tutt’altro che univoci e come siano portatori di significati plurimi e complessi, che non ammettono letture riduttive o parziali. Accostandosi ad essi con una simile consapevolezza, tutti gli utenti, siano essi storici oppure genealogisti, ricercatori di professione oppure cittadini comuni, ne potranno percepire meglio lo spessore problematico, ma anche il sottile fascino. Potranno così cogliere tutte le imprevedibili risposte che lasciano spesso trapelare, ma anche abbandonarsi all’emozione di una ricerca del passato che non può mai avere fine.
Introduce: Antonia PASQUA RECCHIA, Direttore Generale degli Archivi.
Intervengono: Raffaele ROMANELLI, Università di Roma Uno, Simonetta SOLDANI, Università di Firenze, Diana TOCCAFONDI, Direttrice dell’Archivio di Stato di Prato.
Saranno presenti gli Autori.
Nicoletta Curradi

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