sabato 31 ottobre 2009

POLITICHE ABITATIVE DELLA REGIONE TOSCANA


Riguardo alle misure urgenti su edilizia residenziale sociale messe in campo dalla Regione Toscana, Confcooperative Federabitazione Toscana ha espresso soddisfazione per le risorse stanziate ma anche perplessità per il modo in cui queste risorse verranno erogate .
Durante l' assemblea regionale congiunta che si è svolta il 30 ottobre a Firenze, fra Agci-Abitazione, Arcat Legacoop, e Federabitazione Confcooperative, dal titolo Politiche abitative tra crisi, social housing e sostenibilità, Carlo Sarri - Presidente Federabitazione Toscana Confcooperative, ha dichiarato: "Il provvedimento può essere considerato positivo da un punto di vista finanziario, poiché le risorse non sono poche anche se il problema sarà renderlo efficace, perché non ci sono le condizioni per un ampia partecipazione da parte delle nostre cooperative a causa dell'accessiva burocraticità dell'atto".
Le risorse del bando riguarderanno circa 143 milioni di euro, spalmate su cinque misure, destinate a dare un forte impulso all’edilizia sociale nei prossimi mesi. Le cooperative di abitazione sono particolarmente interessate ad alcune delle misure proposte: realizzare nuova edilizia sociale a canone sostenibile, usare abitazioni già costruite da mettere immediatamente in affitto per almeno 15 anni.
Le tre associazioni delle cooperative di abitazione toscane, Agci-Abitazione, Arcat Legacoop, e Federabitazione Confcooperative, in Toscana contano 130 le cooperative aderenti alle tre associazioni a fine 2008 che hanno prodotto congiuntamente 350 milioni di euro di fatturato, hanno un totale di 29000 soci iscritti, e oltre 8000 abitazioni in corso di realizzazione. Ogni anno le cooperative rispondono ai bisogni abitativi di quasi 2000 famiglie e giovani coppie.

DEL BIMBO FABRIZIO

Se non ti piace, non è GRAVE !!!


Il Consorzio Friuli Grave, nato nel 1972 per promuovere la conoscenza del territorio, ha organizzato a Firenze un'interessante degustazione intitolata "Assaggio a Nord Est: i Bianchi della DOC Friuli Grave".
Il laboratorio è stato condotto da Leonardo Romanelli e si è svolto il 30 ottobre 2009 presso la Casa della Creatività, vicolo Santa Maria Maggiore 1 (Firenze).

Ottimi i vini in degustazione:
Az. Antonutti Sauvignon 2008 DOC Friuli Grave
Az. Conte Brandolini Pinot grigio 2008 DOC Friuli Grave
Az. Di Lenardo Friulano “Toh!” 2008 DOC Friuli Grave
Az. Ferrin Sauvignon 2008 DOC Friuli Grave
Az. Forchir Traminer aromatico “Glere” 2008 DOC Friuli Grave
Az. Kechler Pinot grigio 2008 DOC Friuli Grave
Az. Le Due Torri Chardonnay 2008 DOC Friuli Grave
Az. Pitars-Cantina San Martino Friulano “Pitars” 2008 DOC Friuli Grave
Az. Principi di Porcia e Brugnera Pinot bianco “Castello di Porcia” 2008 DOC Friuli Grave
Az. San Simone Pinot grigio 2008 DOC Friuli Grave
Az. Tenuta Pinni Friulano 2008 DOC Friuli Grave

Le moderne tecniche colturali, la selezione dei vitigni piu' adatti e la lungimiranza dei produttori hanno determinato il successo dei vini del Consorzio soprattutto negli ultimi anni.
La zona DOC Friuli Grave è al primo posto tra le Doc regionali con oltre il 50 % della produzione.



Fabrizio Del Bimbo

Progetto Symposion al Museo Archeologico


Il 30 ottobre scorso si è svolto a Firenze al Museo Archeologico il Convegno sul Progetto Symposion: Le civiltà del Vino dalla preistoria all’epoca contemporanea.
Il Museo Archeologico di Firenze, propone come cornice e naturale complemento del progetto Symposion, promosso dal Centro UniCeSV, dall’Osservatorio “Cultura e Territorio” e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, un’esposizione di materiali pertinenti alla sfera del vino. L'intento è presentare in modo semplice e sintetico le tappe fondamentali dello sviluppo di questa straordinaria bevanda, nella certezza che la conoscenza di questo cammino ci permetta di apprezzare e capire meglio il vino di oggi. Il progetto Symposion - Le civiltà del Vino dalla preistoria all’epoca contemporanea nasce nel 2008 dalla collaborazione tra l’Università fiorentina (UniCeSV) e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana (Museo Archeologico di Firenze). Con esso si intende affrontare alcuni aspetti della cultura enoica mediterranea, a partire dall’epoca preistorica sino ad oggi, ricercando nelle radici storiche sia valori di identità sociale contemporanea, sia elementi di competitività commerciale. Il progetto prevede la promozione di eventi espositivi nazionali ed esteri accompagnati da seminari e convegni rivolti ad approfondire specifiche tematiche: tutto ciò nella convinzione che l’elevazione della conoscenza storica, oltre che portatrice di valori culturali assoluti, possa contribuire alla valorizzazione commerciale delle produzioni italiane, facendo leva sui caratteri di tipicità che nel caso del vino sono espressione di uno stretto rapporto tra prodotto e territorio. Ed è proprio sulla base di questo stretto legame che la promozione e il successo di un vino divengono elementi di valorizzazione del territorio stesso, capaci di attrarre risorse e di contribuire allo sviluppo di altre attività come quella turistica. La mostra allestita nel Museo Archeologico di Firenze conclude il percorso intrapreso durante il convegno della mattina. Sarà inaugurata alle ore 15 e rimarrà disponibile al pubblico fino al 10 gennaio 2010. I materiali sono pertinenti, infatti, alla sfera del vino e testimoniano la viticoltura e la vinificazione, il commercio e la distribuzione, i molteplici aspetti relativi al consumo della bevanda nel Mediterraneo antico, con particolare riferimento alla civiltà greca ed etrusca. L’esposizione, corredata da una ricca documentazione di fonti iconografiche e letterarie, comprende soprattutto vasellame da banchetto di produzione attica ed etrusca, ceramiche con scene ispirate alla produzione del vino, al mondo dionisiaco e, in particolare, al simposio; sono presenti, inoltre, lastre in terracotta con scene di vendemmia, bronzetti in tema e anfore vinarie provenienti dallo scavo delle Navi di Pisa. Beviamo, perché aspettare le lucerne? Breve il tempo. O amato fanciullo, prendi le grandi coppe variopinte, perché il figlio di Zeus e Semele diede agli uomini il vino per dimenticare i dolori. Versa due parti di acqua e una di vino; e colma le coppe fino all’orlo: e l’una segua subito l’altra Alceo, fr. 346.

Nicoletta Curradi

XXVI FIRENZE MARATHON


Siamo giunti ormai alla XXVI FIRENZE MARATHON: IL 29 NOVEMBRE SONO ATTESI 10 MILA ATLETI DA TUTTO IL MONDO. UN TRIS AZZURRO IN CERCA DI VITTORIA
Caimmi, Goffi e Curzi sfidano gli atleti keniani, in campo femminile favorita l'ungherese Kalovics
Superati i 9 mila iscritti, la maratona fiorentina ripropone l'impegno per solidarietà e sport senza barriere
(XXVI Firenze Marathon, domenica 29 novembre 2009 - partenza ore 9 da Piazzale Michelangelo – arrivo Piazza Santa Croce)
Una grande festa di sport senza confini, per riscoprire Firenze di corsa. Domenica 29 novembre torna la Firenze Marathon che festeggia la sua XXVI edizione, puntando al nuovo record di 10 mila iscritti in rappresentanza di una sessantina di na
L'edizione 2009 della classica fiorentina sui 42 chilometri e 195 metri è stata presentata questa mattina in Palazzo Vecchio da Barbara Cavandoli, assessore allo Sport del Comune, Giancarlo Romiti, presidente di Firenze Marathon, Stefano Marmugi, presidente Quartiere 1 di Firenze, Alessio Pescini, consigliere Fidal Toscana, e Alessio Focardi del Gs Unità Spinale Firenze.
Il prossimo 29 novembre ha detto Barbara Cavandoli, assessore allo Sport del Comune Firenze sarà la meravigliosa cornice di un grande evento sportivo. Una manifestazione che si avvia a battere l'ennesimo record di partecipazione, dando vita a un esempio concreto di grande festa dello sport, come delineato dalle politiche europee, in cui oltre gli agonisti, si coinvolgono scuole, cittadini e associazioni. Un fiore all’occhiello per la nostra amministrazione, che riconosce lo sport come elemento essenziale del diritto di cittadinanza.
Voreei rivolgere a tutti un invito – ha spiegato Giancarlo Romiti, presidente di Firenze Marathon -, affinché l’appuntamento con la maratona sia vissuto ancora una volta come giornata dello sport senz'auto. Per questo cercheremo di coinvolgere i fiorentini di tutte le età negli avvenimenti sportivi che fanno da cornice alla maratona internazionale. La Firenze Marathon non è solo un grande evento agonistico, ma rappresenta per la città anche un’eccezionale vetrina, grazie alla diretta Rai e alla presenza di migliaia di accompagnatori, famiglie e amici che seguono gli atleti, dando vita a un importante movimento di turismosportivo.
La Firenze Marathon si conferma anche quest'anno un appuntamento da non perdere per tutti gli sportivi che amano correre nel bello, vivendo l'emozione di una città unica al mondo, in compagnia di migliaia di atleti di ogni nazionalità.
E' questo il segreto di una manifestazione che è passata dagli 850 iscritti della prima edizione (1984) ai 9.140 del 2008, avviandosi verso i 10 mila. Il record dello scorso anno vacilla, e gli iscritti sono già 9.085, di cui 6.386 italiani e 2.699 stranieri. Fra questi predominano i francesi con 531 rappresentanti, seguiti da tedeschi 316, spagnoli 238, britannici 351 e statunitensi 88. Fra i paesi più lontani: 16 sono i giapponesi, 4 gli australiani, 3 i messicani, mentre Nuova Zerlanda, Hong Kong, Perù e Venezuela si fermano a quota uno.
L'evento promosso dallo staff della Firenze Marathon in collaborazione con l'Assessorato allo Sport del Comune e della Provincia di Firenze, la Iaaf, il Coni e la Fidal, e con il contributo fondamentale di oltre 1.800 volontari, prenderà il via, come di consueto, dalla splendida terrazza panoramica di piazzale Michelangelo alle 9, e l'arrivo sarà ancora una volta in piazza Santa Croce, dopo 42 chilometri e 195 metri percorsi fra i più bei luoghi della città. A conferma dell'importanza assunta dall'evento, per il quinto anno consecutivo, alla Firenze Marathon sarà dedicata una diretta Rai di tre ore.
DEL BIMBO FABRIZIO

FESTA DELLE FORZE ARMATE A FIRENZE


Anche quest'anno Firenze incontra le Forze Armate .Una settimana con un intenso programma dal 2 al 8 novembre. I militari vivranno, con la popolazione, la commemorazione dei Caduti, il Giorno dell’Unità Nazionale, la giornata delle Forza Armate e del Decorato insieme alle celebrazioni per il 91° anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale. Eventi il 4 novembre anche a Prato, Livorno, Pistoia, Pisa, Massa Carrara, Siena, Arezzo, Lucca e Grosseto.
Si comincia già il giorno 2 novembre, alle ore 11.00, con la Santa Messa presso il Famedio di S. Croce in onore dei caduti. Il giorno 4 alzabandiera, in Piazza della Repubblica, alle ore 10.30 alla presenze di autorità civili e militari preceduta, alle ore 09.40, da una deposizione di corona ai Caduti in piazza dell’Unità Italiana.
Domenica 8 novembre, l’appuntamento è fissato presso piazza S. Croce con la mostra statica di materiali e mezzi e l’esibizione di un’unità cinofila. Dalle ore 10.00, alzabandiera e apertura stand. Il centro storico del capoluogo fiorentino sarà animato dalla musica della bande. Uomini e donne in divisa saranno pronti a fornire informazioni sulle opportunità occupazionali offerte dai concorsi indetti per l’arruolamento.
In sede di conferenza stampa, il capo progetto, il Generale di Divisione dell’Esercito Italiano, Marco Cappellini ha spiegato: “siamo felici di vivere questa settimana vicini alla gente al fine di evidenziare la presenza reale e concreta delle Forze Armate nel tessuto sociale”.
Parole di apprezzamento anche del Vicesindaco Dario Nardella:presente alla conferanza stampa di ieri.
DEL BIMBO FABRIZIO

Firenze 1829: Arte, scienza e società nella Firenze postnapoleonica


La Toscana felix della Restaurazione post-napoleonica, il governo conservatore ma illuminato dei granduchi di Lorena, una filosofia della natura come modello di verità e di armonia garante di stabilità, emblema di un universo addomesticato capace solo di sentimenti positivi su cui regolare politica, affetti, arte, religione, cultura, economia.
Questi il clima ed il contesto che nella prima metà del XIX secolo fecero di Firenze una delle capitali europee della scienza e che sono adesso evocati, per la prima volta, dall’affascinante mostra Firenze 1829. Arte, scienza e società con cui, il 1 novembre, si inaugura a Palazzo Medici Riccardi il circuito espositivo dedicato ai massimi musei scientifici del capoluogo toscano, con il titolo Firenze Scienza. Le collezioni, i luoghi e i personaggi dell’Ottocento (www.firenzescienza.it).
Curata dalla ottocentista Silvestra Bietoletti, promossa dal Comune di Firenze e prodotta dall’Ente Cassa di Risparmio per il ciclo Piccoli Grandi Musei, la mostra espone fino a maggio 2010 circa 70 oggetti, tra cui dipinti, sculture, disegni, suppellettili e strumenti scientifici provenienti da musei e istituti italiani e raccolte private. Tutto ciò per documentare, appunto, gusti, urbanistica, interessi collezionistici, filantropici e di progresso della Firenze pre-risorgimentale.
Spiccano tra i dipinti i ritratti degli scienziati Vincenzo Antinori (Bezzuoli) e Giovan Battista Amici, La casa di Galileo del macchiaiolo Borrani, un panorama di Firenze con i ponti di ferro (Gherardi) e una veduta della fattoria di Meleto del poliedrico Cosimo Ridolfi, ideatore di mille innovazioni agricole, uomo di Stato nonché fondatore della Cassa di Risparmio di Firenze di cui in questo 2009 si celebrano i 180 anni. Tra acquarelli, disegni e progetti architettonici, ecco i cartoni per gli affreschi della Tribuna di Galileo dell’allora Imperiale e Regio Museo di Fisica, oggi Museo di Storia Naturale. E tra le sculture, quelle di Aristodemo Costoli, autore del Galileo della Specola, e il celebre Orfano sulla rupe di Luigi Pampaloni.
Ne’ mancano gli strumenti scientifici e alcune delle grandi innovazioni dell’800: la prima telescrivente (Telotipografia-elettro-magnetica) inventata dal fiorentino Lorenzo Turchini, i primi moderni strumenti chirurgici del medico Carlo Burci, perfino una delle primissime macchine fotografiche acquistata da Daguerre stesso a Parigi da tal marchese Grimaldi che, incapace di usarla, subito la vendette per 20 zecchini al Gabinetto di Fisica diretto da Antinori.
Numerosi oggetti decorativi documentano invece le più comuni ricadute dello spirito del tempo, la filosofia della natura ordinata in forma di fiori di stoffa sotto campane di vetro, vasi in bronzo dorato e cristallo, disegni con puttini e angioletti, libri con decorazioni floreali, cataloghi di floricoltori.
Siamo assai lontani dalla natura romantica ricondotta a un ideale di bellezza spirituale. La Firenze granducale è ormai acquisita alla sperimentazione scientifica, a prassi e concetti positivi. Innovazioni tecniche ed estetiche nascono sotto questo autoctono, identico segno: l’attenzione per la natura vera, che in pittura apre la strada alla modernità del realismo e ai macchiaioli, è la stessa che produce progressi in chimica, nel trattamento delle colture, nella conservazione degli alimenti, negli strumenti del lavoro quotidiano.
Nasce appunto in questo contesto, e la mostra giustamente lo espone, anche lo speciale aratro ideato da Ridolfi per facilitare, e non di poco, il lavoro dei campi. In quella società agricola affidata alla sola fatica muscolare fu strumento quasi rivoluzionario. Sebbene molti anni dopo, se ne accorsero all’Esposizione universale di Parigi del 1885, dove premiarono aratro e Ridolfi con una solenne medaglia d’oro alla memoria. Fu l’unica alla tecnologia italiana, ormai bypassata dai progressi dell’Europa industrializzata.
Firenze Scienza è patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dall’Università di Firenze. All’edizione 2009 concorrono anche Regione Toscana, Provincia di Firenze, Banca CR Firenze, Museo di Storia Naturale, Museo di Storia della Scienza (Museo Galileo), Fondazione Scienza e Tecnica.
Collaborano le soprintendenze fiorentine e toscane, il Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux, la Fondazione Osservatorio Ximeniano e l’Accademia dei Georgofili. Il Comitato Scientifico è presieduto da Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani. Ne fanno parte Cristina Acidini, Paolo Galluzzi, Giovanni Pratesi, Guido Gori, Claudio Rosati, Carlo Sisi. Il coordinamento scientifico è di Mara Miniati. Sponsor tecnici: APT Firenze, ATAF, Toscana Energia. Media partner Corriere della Sera.

Nicoletta Curradi

venerdì 30 ottobre 2009

Firenze capitale dell'endoscopia ginecologica


E' iniziato il 28 ottobre e si protrae fino al 31 ottobre il 18o Congresso della European Society of Ginaecological Endoscopy che fa diventare Firenze la capitale mondiale di questa specializzazione medica grazie alla presenza di oltre 1.700 chirurghi ed esperti provenienti dai cinque continenti i quali rimarranno impegnati in corsi, simposi e momenti di discussione al piu’ alto livello scientifico. Momento-clou del congresso è una dimostrazione di “live surgery” con il sistema Da Vinci, una delle massime espressioni di chirurgia robotica: 6 interventi di tipo oncologico verranno trasmessi dalla casa di cura Villanova di Firenze il giorno di chiusura del convegno. “La possibilita’ di mettere insieme i piu’ grandi esperti mondiali dell’endoscopia ginecologica con i tesori d’arte e l’atmosfera rinascimentale di Firenze - afferma il presidente del congresso, Luca Mencaglia presentando l’evento - rappresenta una preziosa opportunita’ per promuovere la scienza dell’endoscopia e permettere a professionisti di tutto il mondo di incontrarsi e scambiare idee ed esperienze”. sono 1.750 i partecipanti provenienti da tutti i cinque continenti, 384 relatori, 90 aziende sponsor tra industrie farmaceutiche, di diagnostica ed ad alta innovazione in campo biomedicale, 350 operatori del settore farmaceutico. Ci sono voluti tre anni per realizzare l’evento che prevede tre giorni di corsi e simposi e la giornata di live surgery. Il congresso ha avuto due anteprime il 26 e 27 marzo in Svizzera, a Friburgo, e a Bello Scalo (Potenza) con due “satellite workshop” in cui sono state svolte attivita’ dimostrative su cadaveri ed animali. La tecnologia del sistema robotico Da Vinci permette di eseguire interventi chirurgici con approccio minimamente invasivo per il paziente e assolutamente piu’ preciso per l’equipe medica. E’ un sistema composto da una consolle attraverso la quale il chirurgo aziona i quattro bracci del robot. I bracci, grazie alla possibilita’ di snodo e rotazione a 360 gradi, consentono di ottenere la massima precisione di intervento, anche in spazi estremamente ridotti, e possono eseguire movimenti ben oltre le capacita’ umane della mano. Una telecamera permette una visione tridimensionale del campo operatorio assolutamente esatta. Da Vinci da’ numerosi benefici: tra questi il minore sanguinamento post-operatorio e quindi una minore necessita’ di trasfusioni, incisioni ridotte, riduzione del periodo di degenza e una piu’ rapida ripresa post-intervento. In Italia il sistema Da Vinci e’ per ora presente in due strutture della Lombardia. Questo di Firenze diventa quindi il terzo esemplare che entra a far parte del sistema sanitario del Paese.

Fabrizio Del Bimbo

Santo Spirito rinasce grazie ai suoi "Amici"


Nello stupendo appartamento di Ferdinando e Rosaria Frescobaldi, con affaccio interno sull'altare della chiesa di Santo Spirito, si è svolta il 29 ottobre la conferenza stampa di presentazione di "Santo Spirito", un evento eccezionale che prevede la proiezione nell'omonima piazza di oltre 1.000 fotografie, la presentazione di un libro (stasera, 30 ottobre, alle 19.30), una mostra ed un'asta, che si terranno nei primi mesi del 2010.
L'Associazione Santo Spirito, che conta oggi 450 iscritti, è nata dopo anni di degrado e di chiusura della chiesa. Il Comitato Amici di S.Spirito Onlus (iscrizione: solo 60 euro l'anno) si è costitutito per permettere la riapertura della splendida opera brunelleschiana e la riqualificazione del quartiere. Un gran numero (57) di eccellenti fotografi, come Carlo Cantini ed Oliviero Toscani (e la Sterpaia), sono stati invitati ad effettuare uno shooting sul quartiere e si sono davvero entusiasmati all'idea. Sono state quindi realizzate 21.000 foto nell'arco di un mese. Il libro che raccoglie le foto sarà in vendita stasera ed il ricavato sarà in parte devoluto all'associazione.
Per la custodia della chiesa occorrono 50.000 euro l'anno. I padri Agostiniani non ce la fanno più da soli a coprire l'orario che va dalle 9 alle 18, escluso il mercoledì pomeriggio. L'aiuto dell'associazione è quindi fondamentale.

Fabrizio Del Bimbo

Una Panda della Provincia di Firenze contro la mafia


“Oggi non solo manteniamo una promessa fatta durante la nostra visita a Corleone, ma questo dono vuole rappresentare, in termini concreti, il connubio che unisce idealmente il territorio fiorentino a quella fetta di Sicilia che trova proprio nei giovani le energie per lottare contro il degrado morale, civile ed economico imposto dalla mafia”.

Con queste parole il Presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci è intervenuto il 29 ottobre nel corso della cerimonia organizzata a Palazzo Medici Riccardi per la consegna di una Fiat Panda alla cooperativa Lavoro e non solo che raccoglie al suo interno i giovani che lavorano i terreni confiscati ai mafiosi. Proprio nel corso di una recente visita compiuta da Barducci nei campi di lavoro di Corleone, era nata la promessa di un impegno concreto da parte della Provincia di Firenze per aiutare i ragazzi della cooperativa a svolgere il loro lavoro. La Fiata Panda è stata ritirata dal presidente della cooperativa Calogero Parisi. “Ma non è tutto – ha proseguito Barducci – presto esporteremo questo ‘vaccino antimafia’ anche in Germania. Dopo la strage di Duisburg anche i tedeschi si sono resi conto della necessità di una maggiore sensibilizzazione sul tema della lotta alla criminalità organizzata. La Provincia di Firenze è infatti gemellata con quella di Darmstadt e in marzo parteciperemo come di consueto alla loro Fiera turistica: negli spazi della Provincia di Firenze saranno in vendita anche i prodotti della cooperativa”.

Alla cerimonia era presente anche Elisabetta Baldi Caponnetto, vedova del giudice Caponnetto, padre del pool antimafia di Palermo.

Durante l’incontro con i giornalisti presenti, Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto, ha fatto il punto sulla penetrazione delle organizzazioni mafiose in provincia di Firenze, e ha proposto al Presidente Barducci di creare all’interno della Provincia un osservatorio permanente di analisi sulla penetrazione mafiosa nel territorio fiorentino “perché il giro del denaro sporco in provincia di Firenze sta aumentando”

Alla cerimonia di consegna dell’auto donata dalla Provincia di Firenze ha partecipato anche Maurizio Pascucci, coordinatore regionale del progetto Liberarci dalle Spine.

Fabrizio Del Bimbo

giovedì 29 ottobre 2009

La mostra del Tartufo bianco guarda al futuro



E' stata presentata il 28 ottobre a Palazzo Panciatichi la XXXIX edizione della tradizionale manifestazione delle colline di San Miniato (Pisa), la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco.

“Un’occasione eccellente per legare in Toscana le ricchezze del territorio, le perle del paesaggio con la gastronomia, con tutti i modi di vivere ed anche di mangiare”. Con queste parole l’assessore regionale Paolo Cocchi ha presentato la mostra mercato nazionale del tartufo bianco delle colline di San Miniato, giunta alla XXXIX edizione. “San Miniato è l’esempio di come possano convivere al meglio – ha continuato Cocchi – la ricchezza dei centri storici e la vitalità della modernità”.

“Se a San Miniato abbiamo il tartufo bianco – ha detto con orgoglio il neo sindaco del comune pisano Vittorio Gabbanini – possiamo andar fieri della nostra politica di salvaguardia del territorio e delle nostre speciali condizioni ambientali”. Per non parlare della capacità attrattiva del settore, che contribuisce a calamitare circa undici-quattordici mila presenze ogni anno, come ha sottolineato il presidente di San Miniato Promozione Tiziano Cini.

La manifestazione – in programma negli ultimi tre week-end di novembre, nel centro storico della cittadina che per l’occasione si trasforma e si appresta ad accogliere migliaia di visitatori il 14/15, 21/22 e 28/29 – rinnovata nei contenuti e capace di guardare al futuro, vedrà il tartufo bianco sposarsi con la moda, per scoprire infinite possibilità di reinventarsi. A livello di arte, cultura, industria e moda, ora con la mostra che esalta l’arte del riciclo ora con lo scatto magico di Oliviero Toscani, come ha ricordato l’assessore al Turismo Giacomo Gozzini.

Fabrizio Del Bimbo

mercoledì 28 ottobre 2009

La stagione invernale dell'Accademia Chigiana


Sono oltre 50 gli appuntamenti che vedranno protagonista nella prossima stagione invernale il Coro “Collegium Vocale Gent e Accademia Chigiana Siena” nei principali teatri italiani e europei.
Continua a raccogliere successi di pubblico e critica la formazione nata dalla collaborazione delle due prestigiose istituzioni musicali che le danno il nome e voluta fortemente dal presidente dell'Accademia Chigiana di Siena Gabriello Mancini e dal suo Direttore Artistico Aldo Bennici.

Il “Collegium Vocale Gent e Accademia Chigiana Siena” è frutto di un lungo e attento lavoro di ricerca dei coristi con audizioni che si sono svolte e si svolgeranno presso l’Accademia Musicale Chigiana, la cui commissione è presieduta dallo stesso direttore Philippe Herreweghe.

Il coro copre un repertorio che spazia dalla musica classica a quella contemporanea, dando ai cantanti l’occasione di costruire una significativa esperienza professionale e prepararli ad una carriera nella musica.

Dopo l’importante debutto a Siena, con l’Elias di Mendelssohn diretto dallo Philippe Herreweghe nel cartellone della “Settimana Musicale Senese” che lo scorso 11 luglio, ha conquistato entusiastici consensi di pubblico e critica, il coro ha proseguito la sua attività nel 2009 con una tournée che, con in programma Elias e Walpurgissnacht di Mendelssohn e in collaborazione con l’Orchestre des Champs Elysées, ha toccato le città di Saintes, Edimburgo, Wiesbaden, Varsavia, San Sebastian, Utrecht, Lucerna, Lipsia, Brema.

Il Coro “Collegium Vocale e Accademia Chigiana Siena” ha inoltre preparato la Sinfonia n. 9 di Beethoven con l’Orchestra de Filharmonie, portandola ad Anversa, Augusta, Mannheim, Francoforte, Essen, Eindhoven.

Adesso, un terzo programma, che prevede la Messa in do minore di Mozart, sarà presentato in tournée con l’Orchestra della Toscana per la direzione di Frans Brüggen. Fra le tappe anche Siena, il 18 dicembre, in seno al calendario della Micat in Vertice.



Nicoletta Curradi

lunedì 26 ottobre 2009

Proclamati i vincitori del Best of Wine Tourism 2010


Sono stati proclamati i vincitori dell’edizione 2010 del Best of Wine Tourism, il concorso internazionale giunto ormai alla settima edizione, rivolto alle aziende la cui attività si sviluppa nell'ambito del turismo del vino. Promotore dell'iniziativa è la rete internazionale Great Wine Capitals di cui fanno parte 8 città del mondo a forte vocazione vitivinicola: Firenze, Bordeaux, Bilbao, Città del Capo, Mainz, Mendoza, Porto e San Francisco-Napa Valley.

Le aziende che hanno vinto il premio della categoria, essendo destinate alla competizione internazionale, sono state scelte sulla base di requisiti di accoglienza e servizi forniti, oltre a una valutazione autonoma dei giurati. La scelta si basa su un punteggio numerico, che in alcuni casi è veramente molto vicino per diverse aziende, quindi occorre sottolineare che molte delle imprese concorrenti raggiungono alti livelli qualitativi. Inoltre quest’anno verranno assegnate due menzioni speciali alle aziende che hanno ricevuto il voto più alto dalla giuria.

I vincitori sono:
Categoria Ricettività
Oltre al punteggio numerico, le due strutture presentano entrambe caratteristiche di pregio e particolare attenzione nella promozione del turismo del vino, quindi la giuria ha preferito assegnare un premio a pari merito.

Best of d’oro: Castello di Gabbiano www.castellogabbiano.it
Per la suggestiva ambientazione delle camere nel castello e nella casa colonica del XVI secolo, con l’offerta di ambienti particolarmente curati, dove il comfort e la qualità raggiungono ottimi livelli e si abbinano alla professionalità dell’accoglienza.

Best of d’oro: Castello di Vicchiomaggio www.vicchiomaggio.it
Per la varietà dell’offerta che comprende appartamenti nel castello e camere nella ristrutturata canonica, tutti arredati con stile ed eleganza, inseriti in un ottimo contesto di valorizzazione della cultura del vino e della vite.

Categoria Ristoranti del vino
Best of d’Oro: La sosta del Gusto – Castello del Trebbio www.vinoturismo.it
Perché promuove il piacere del cibo attraverso ingredienti essenziali quali la creatività, la qualità, lo stile, la semplicità, oltre alla ricerca di materie prime che s’identificano con il territorio e ne raccontano la storia, incluso il vino.

Categoria Architettura, parchi e giardini
Best of d’Oro: Castello di Verrazzano www.verrazzano.com
Per il castello, dimora storica riconosciuta, probabile luogo di nascita di Giovanni Da Verrazzano, che offre ai visitatori la visita delle cantine storiche e la possibilità di conoscere la figura di questo importante antenato. L’accoglienza è molto ben organizzata e offre diverse opportunità di approfondimento.

Categoria Arte e cultura
Best of d’Oro: Castello di Brolio – Barone Ricasoli www.ricasoli.it
Per la collezione permanente all’interno del Castello di Brolio che racconta la storia di una delle più antiche dinastie italiane, tra i cui membri spicca la figura di Bettino Ricasoli, fondatore della moderna storia del vino Chianti Classico.

Categoria Esperienze innovative nel turismo del vino
Best of d’Oro: Villa Petriolo www.villapetriolo.com
Per l’iniziativa denominata We Wine, con la quale si vuole portare nelle case private o nelle strutture ricettive la conoscenza approfondita del vino, con un sommelier che conduce una degustazione professionale in un contesto personalizzato e molto conviviale.

Categoria Pratiche ecologiche nel turismo del vino
Best of d’Oro: Casina di Cornia www.casinadicornia.com
Per la certificazione biologica dal 1983 e l’attenzione alla peculiarità stagionale che porta a valorizzare le diverse annate del vino. Interessante l’offerta integrata di degustazioni, ospitalità laboratorio di ceramica.

Menzione speciale categoria Architettura, parchi e giardini
Villa Poggio Torselli www.poggiotorselli.it
Per la valorizzazione della villa e del giardino, sapientemente ristrutturati e arredati con mobili d’epoca dal proprietario. Come incoraggiamento per migliorare la promozione a fini turistici delle visite e delle degustazioni nella splendida sala delle carrozze.

Menzione speciale categoria Ricettività
Salvadonica – Borgo del Chianti www.salvadonica.com
Per la piacevole atmosfera accogliente e conviviale che i proprietari trasmettono e per l’attenzione che riservano alla comunicazione via web, dimostrando una volontà di costante rinnovamento, anche dopo molti anni di attività.

Dopo l’ingresso di Mainz dello scorso anno, si sta per aggiungere alla rete una capitale del “nuovo mondo” del vino. Dalla Nuova Zelanda, infatti, sono arrivate le richieste di poter aderire al network da parte di Christchurch, con le zone vinicole di Marlborough e Central Otago, e Hastings, con la regione di Hawkes Bay. A novembre, nel corso del meeting internazionale di Bordeaux, verrà proclamata ufficialmente l’ammissione di una delle due candidate.

Sede della conferenza internazionale della rete Great Wine Capitals, che celebra quest’anno il suo 10° anniversario, sarà Bordeaux. La cerimonia di premiazione delle vincitrici internazionali del concorso Best Of Wine Tourism si svolgerà il prossimo 5novembre presso il famoso Château Giscours.



Fabrizio Del Bimbo

L'universo animalier Cartier a Firenze


Giovedì 29 ottobre (dalle 17 alle 20 su invito) la nuova boutique Cartier di Firenze al n° 36/r di via degli Strozzi, ospiterà la serata speciale "L'universo Animalier Cartier", tema prediletto della Maison francese.

La boutique, ideata dall'architetto Bruno Moinard e ospitata nelle sale dello storico e prestigioso Palazzo Corsi-Tornabuoni, risalente al XV secolo, è stata inaugurata lo scorso 27 marzo ed in soli sei mesi è diventata un nuovo punto di riferimento per la città, interpretando in modo magistrale l'elegante esclusività e il lusso ricercato, in tutte le sue forme, così caro a Cartier.

Prosegue quindi l'intenso rapporto, quasi trentennale, con la città di Firenze e Cartier, rinnovati gli spazi per perpetuare la sua leggenda, invita la raffinata clientela fiorentina a riscoprire le sue collezioni di gioielleria, di orologeria e gli oggetti d'eccezione a tema Animalier, dove innovazione e tradizione artigianale trovano un equilibrio perfetto.

Gli ospiti della serata avranno l'opportunità di ammirare lo speciale allestimento che ricreerà la natura in cui vivono gli « animali Cartier », e metterà in risalto pantere, coccodrilli e altri animali delle collezioni della Maison. Per l'occasione sarà infatti possibile ammirare alcuni magnifici modelli di alta gioielleria, degli orologi-gioiello e i preziosi accessori.

Presente all'appuntamento il direttore generale Cartier Italia, Laurent Gaborit.

Nicoletta Curradi

Grande successo per la 1° edizione del Festival dell'Enoturismo.


Si è chiusa il 25 ottobre alla Fiera di Vicenza la 1a edizione del Festival nazionale dell'Enoturismo, cui hanno prfeso parte anche aziende toscane. Visto l'afflusso del pubblico, è stata prorogata la chiusura di un'ora.
Poco meno di nove mila le presenze dei visitatori che, particolarmente nella giornata di domenica, hanno accalcato gli stand degli 80 espositori. Per tutti, degustazione di vini e prodotti tipici e tante proposte di viaggi nei territori di otto regioni italiane. Tra gli ospiti del Festival anche Gualtiero Marchesi, quale presidente della Commissione governativa turismo enogastronomico, riunita sabato a Vicenza. Il grande chef ha annunciato una mostra antologica dei suoi cinquant'anni di carriera per la prossima primavera a Milano.
Domenica mattina è stata invece la volta della grappa con il talk show “Turisti in distilleria” a cui hanno preso parte Paolo Brunello, Jacopo Poli, Vittorio Capovilla, Fausto Maculan, Elena Schiavon e Ivan Dal Toso. Diversi, e talvolta contrastanti i loro punti di vista sulla distillazione, ma tutti concordi sulle potenzialità della leva turistica per la promozione della grappa e dei distillati.
Particolarmente soddisfatti gli espositori che si sono trovati di fronte un pubblico interessato e competente. Apprezzata la possibilità di incontro con i Tour Operator stranieri offerta dal Workshop di sabato pomeriggio, a cui hanno partecipato 30 operatori turistici provenienti da tutta Europa. I lavori dell'incontro sono stati aperti dal vicepresidente della regione Veneto Franco Manzato che ha annuciato una nuova iniziativa di promozione dei vini veneti: un microchip inserito nelle etichette e letto dai telefoni cellulari di ultima generazione. Permetterà, non solo di avere informazioni sulle caratteristiche del vino, ma anche sulla storia e la cultura del territorio.
In contemporanea al primo Festival dell'Enoturismo, infine, si è svolto il secondo Festival del Durello. Settecento le bottiglie dello spumante autoctono dei Monti Lessini stappate nei tre giorni, mentre l'annuale premio Giornalista del Durello è andato a Francesco Soletti, autore del libro “A tavola con il Durello”.
Tra le presenze toscane in fiera, l'Agricola Le Querce, l'associazione nazionale Città del Vino, il Consorzio Montecucco, le Fattorie Giannozzi - Villa Marcialla, la rivista I Grandi Vini.

Fabrizio Del Bimbo

martedì 20 ottobre 2009

Riccardo Tesi e Maurizio Geri per Onde Sonore


“Onde Sonore” dal Mediterraneo al Sahara
Venerdi 23 ottobre ore 21,30
AUDITORIUM FLOG Via M. Mercati 24/b Firenze

Riccardo TESI & Maurizio GERI
con Lucilla GALEAZZI (Italia) & SuperBANDITALIANA
“Sopra i tetti di Firenze”
Omaggio a Caterina Bueno: la voce della Toscana
Direzione e arrangiamenti: Riccardo Tesi e Maurizio Geri
Lucilla Galeazzi: voce
Riccardo Tesi: organetto
Maurizio Geri: voce, chitarra
Claudio Carboni: sax
Marco Fadda: percussioni
Stefano Melone: pianoforte
Filippo Pedol: contrabbasso

La produzione originale “Sopra i tetti di Firenze” – Omaggio a Caterina Bueno, nata dalla collaborazione di tre festival toscani – Musica dei Popoli (Firenze), Sentieri Acustici (Pistoia) e Lunatica (Massa Carrara) –in collaborazione con EventiMusicpool, intende ricordare la grande artista fiorentina, scomparsa nel 2007, attraverso una rilettura originale del suo repertorio affidata a due musicisti che l’hanno accompagnata a lungo nel suo percorso artistico, RICCARDO TESI e MAURIZIO GERI.
Caterina Bueno ha rappresentato per oltre trent’anni la musica popolare toscana, diffusa in Italia e all’estero con appassionato impegno. Fino dagli anni ’60 ha raccolto testi e melodie girando per i paesi, registrando i loro canti dalla voce dei contadini per poi riproporli con quella sua voce inconfondibile e graffiante; le canzoni parlano di guerra, miseria, oppressione, sono ballate e canti d’osteria, canti sociali e politici, eppoi filastrocche e ninne nanne struggenti che sembrano contrastate dal suo timbro rauco che ci restitusice geografie di volti e figure di una Toscana, quasi dimenticata.
Dopo il successo di “Acqua, Foco e Vento”, dedicato alla musica della montagna pistoiese, Riccardo Tesi e Maurizio Geri tornano quindi a confrontarsi con la tradizione della nostra regione rendendo un affettuoso e sentito omaggio alla loro “maestra”, un progetto d’autore nel quale reinterpretano in modo personale alcune delle pagine più importantidi Caterina, dando una nuova veste a canzoni che hanno ancora molto da dire e voglia di essere cantate come ascoltate. L’organico pensato per l’occasione è formato dal solido nucleo di musicisti che frequentano BANDITALIANA: Claudio Carboni (sax), Stefano Melone (pianoforte), Marco Fadda (percussioni), a cui si è aggiunto Filippo Pedol (contrabbasso), oltre alla partecipazione di una fra le più acclamate interpreti di musica popolare italiana: Lucilla Galeazzi che, durante gli scorsi anni ’70 e ’80 si è aggiudicata il nome di protagonista del folk insieme a Giovanna Marini. Ha inciso molti dischi, da solista a partire dagli anni ’90. Lavora con De Simone, A. Sparagna, C. Rizzo, J. Cedron, J.J. Mosalini, G.Beytelmann, A.Agri, è solista nell’ Orchestra Europea di Jazz a Strasburgo, canta l’opera “Folk Songs” di Luciano Berio e fra le incisioni ricordiamo il Cd “All’Improvviso” che vede la partecipazione di Gian Luigi Trovesi.

Inizio: ore 21.30
Ingresso concerti: Intero €15 - Ridotto €12
Riduzioni: under 12, over 65, studenti universitari e soci coop
Prevendite: Box Office tel. 055 21.08.04
Info: Centro Flog, tel. 055 4628714 www.musicadeipopoli.com

Nicoletta Curradi

Autunno nelle crete senesi con tartufo bianco e vini Orcia Doc












Sabato 7 Novembre si svolgerà Divin Orcia , evento del Consorzio del Vino Orcia:
Banco d’assaggio gestito dai produttori e aperto al pubblico dalle ore 11,00 alle 18,00
Castello di San Giovanni d’Asso (SI)
In contemporanea si svolgerà la Mostra Mercato del Tartufo Bianco

La Presidente del Consorzio del vino Orcia Donella Vannetti e i produttori invitano a conoscere l’ “Anima forte del Sangiovese Orcia” espressione di un territorio ad alta vocazione vinicola, situato tra il Vino Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino.
Nella stessa giornata si terrà la Mostra Mercato del Tartufo Bianco: è possibile acquistare e degustare nei ristoranti di San Giovanni d’Asso, oltre ai vini Orcia Doc anche il tartufo Bianco delle Crete Senesi, fresco di cerca per opera dell’Associazione Tartufai Senesi.

Annate in degustazione vini Orcia Doc 2006 – 2007: sede il Castello di San Giovanni d’Asso

Belsedere, Berni Valentino, La Bandita,Campotondo,La Canonica, Capitoni Marco, Donatella Cinelli Colombini Il Colle ,Fattoria Resta , Mencarelli Sonia, Az.Il Pero, Podere Forte, Poggio al Vento, Poggio Grande, Santa Maria ,Sante Marie di Bagno Vignoni, SassodiSole, Az.Trequanda/Cariplo


L’occasione di Divin Orcia è anche per confrontarsi con il pubblico su quanto importante sia la territorialità per l’Orcia Doc. Dici Orcia e pensi alla Val d’Orcia , patrimonio UNESCO, dalla quale provengono molti dei grandi rossi senesi.
Nato nel 2000, Il Consorzio del Vino Doc Orcia rappresenta un territorio vasto incastonato tra le prestigiose realtà del Brunello e del Vino Nobile di Montepulciano: 13 comuni con una varietà pedologica tale da esprimere un’ampia diversità di caratteri nella produzione delle aziende associate. Ricordiamo: Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, , Radicofani, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia e Trequanda. Inoltre, parte dei comuni di Abbadia San Salvatore , Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena .Ad oggi la superficie dei vigneti iscritti all’albo della Doc Orcia è pari a 400, di cui 90 ha di viticoltori associati al Consorzio, attualmente 39 produttori di cui 28 imbottigliatori. Nel 2008 le uve prodotte dagli associati del Consorzio sono salite a 4200 q.li rispetto ai 4000 q.li dell’anno precedente con un incremento del 55%. Lo stesso incremento si è avuto sul numero delle bottiglie prodotte che è intorno alle 160.000 pezzi .” Considerando il momento congiunturale poco favorevole, dichiara la Presidente Donella Vannetti, è importante sottolineare che non ci sono arretramenti rispetto agli anni precedenti. Nonostante il momento di crisi si prevede nei prossimi anni un ulteriore aumento della produzione di uva e di bottiglie in quanto nuovi produttori sono entrati nella doc ed iniziano o inizieranno a commercializzare i propri vini. Sono molti i piccoli viticoltori convinti del grande potenziale della Doc Orcia; alcuni, non avendo cantine attrezzate si nono organizzati per vinificare presso terzi ed uscire comunque con un proprio marchio; altre importanti realtà stanno aspettando la modifica del disciplinare, con l’ampliamento della zona di produzione, per entrare nel consorzio e produrre vini doc ORCIA. Ciò è la dimostrazione che “l’appeal” della denominazione è elevata, e questo fa ben sperare per il futuro; nel frattempo alcuni produttori stanno ottenendo importanti riconoscimenti dalla maggiori guide italiane, segno che il lavoro fatto negli ultimi anni sta dando i suoi frutti.

Nicoletta Curradi

"Lo spazio bianco", un film di Francesca Comencini


E' uscito nelle sale il 16 ottobre scorso il toccante film di Francesca Comencini "Lo spazio bianco".

Eccone in breve la trama:
superati da poco i quarant'anni Maria (Margherita Buy), insegnante di una scuola serale, sta per passare i tre mesi più difficili della sua vita. Ha partorito in anticipo, dopo soli 6 mesi di gravidanza, la piccola Irene, ora in incubatrice a giocare la sua scommessa più grande, in bilico tra la vita e la morte.
La vita di Maria viene stravolta, le poche certezze vengono messe tutte in discussione e si trova in un mondo di medici, infermieri e studenti di medicina, ognuno con la propria vita e i propri problemi. L'attesa è il tema dominante, Maria non sa aspettare e questo la costringerà a scoprire se stessa per riuscire ad aiutare la sua piccola Irene.

"Lo spazio bianco" è tratto dall’omonimo romanzo di Valeria Parrella pubblicato in Italia da Einaudi.

Fabrizio Del Bimbo

Positivo il bilancio della vendemmia per Confcooperative



La vendemmia in Toscana si avvia, in questi ultimi giorni di ottobre, ormai a conclusione, e da Fedagri Toscana, la federazione dell’agroalimentare di Confcooperative che rappresenta molte delle cantine cooperative della nostra regione, si traccia un primo bilancio del raccolto.

“Nelle nostre cantine – ci dice Francesco Colpizzi, Presidente Regionale di Fedagri-Vino – si è registrata una produzione di vino di circa 398.000 ettolitri , con un incremento, rispetto allo scorso anno, di circa il 16%. Contando su 14 cantine con oltre 6.500 ettari di vigneti ubicati in tutti i territori più vocati della nostra regione, oltre i 2/3 del raccolto è destinato alla produzione di vini docg e doc: dal Chianti al Nobile di Montepulciano, dalla Vernaccia di San Gimignano ai vini di Maremma, dal Chianti Classico al Brunello di Montalcino”.

“Dopo i due grandi millesimi del 2007 e 2008, anche quest’anno – ha aggiunto Colpizzi - si sono ripetute le premesse per un’altra ottima annata, grazie, non solo ad un andamento climatico particolarmente favorevole, ma anche all’accurata e costante selezione delle uve praticata dai nostri viticoltori, e nelle cantine, alle moderne tecniche di vinificazione impiegate sempre nel rispetto della tradizione: un costante felice connubio che potrà offrire ai consumatori, ancora una volta, vini di qualità sicuramente sopra la media”.

Tuttavia, gli effetti della crisi dell’economia si fanno sentire anche sul settore della viticoltura toscana, che rappresenta non solo una pietra angolare di eccellenza del sistema agroalimentare regionale, ma che, negli ultimi anni sempre di più, ha contribuito decisamente a rafforzare l’immagine del made in Italy nel mondo. Il calo delle vendite di vino toscano, dovute anche alle leggi restrittive sul consumo dell'alcool, nei primi 9 mesi di quest’anno, rispetto alla media del triennio precedente è complessivamente del 21%, ma sfiora anche il 30% per alcune denominazioni particolarmente importanti.

“Il mercato del vino italiano (e quello toscano non fa eccezione ) – ha proseguito Colpizzi – dopo quindici anni di crescita, registra da 18 mesi una decisa contrazione delle vendite, tanto sui mercati internazionali, quanto su quelli domestici. Le cantine toscane hanno una forte vocazione all’internazionalizzazione, come è testimoniato dal fatto che il 57% del fatturato è sviluppato dalle esportazioni (31% in area U.E. – 26% in area extra U.E.); ma la recessione in tre paesi, Stati Uniti, Regno Unito e Germania, che, da soli, negli ultimi anni assorbivano il 36% della produzione, sta incidendo pesantemente sulle prospettive delle nostre aziende”.

“In Italia, poi, alla crisi dell’economia – ha puntualizzato Colpizzi -, si sono aggiunti gli effetti della campagna ‘anti alcol’ che sta colpendo fortemente anche il nostro settore, mentre abbiamo ragionevole certezza nel ritenere che i nefasti fatti di cronaca che caratterizzano il fine settimana, siano legati, non tanto al consumo moderato di vino che, da sempre, fa parte della cultura della tavola italiana, quanto, piuttosto, all’uso di stupefacenti ed all’abuso di superalcolici: un vero e proprio atto di ‘banditismo intellettuale’”.

Secondo Confcooperative-Fedagri Toscana, la produzione di eccellenza espressa dalla viticoltura toscana, non basta più, da sola, per avere successo nel mercato mondiale, dove, peraltro, nell’ultimo decennio con sempre maggiore intensità, sono aumentati i competitors: Australia, Cile, Argentina: una condizione sicuramente necessaria, ma, da sola, assolutamente, non sufficiente per consolidare le posizioni di primato raggiunte negli ultimi decenni. Oggi altri fattori sono diventati essenziali ed irrinunciabili per tornare ad essere vincenti.

“La capacità di produrre qualità con costi ragionevoli per i consumatori – ha concluso Colpizzi – rappresenta un sicuro valore aggiunto, soprattutto quando, come ora, la capacità di spesa delle famiglie si riposiziona verso il basso. Valore aggiunto che le nostre cantine detengono, in virtù delle proprie dimensioni, della capacità di differenziare e selezionare i prodotti, e dei cospicui investimenti realizzati nei vigneti e nel processo di vinificazione. Si rende ora necessario però, creare nuove sinergie tra le imprese ed un rinnovato impegno promozionale all’immagine del vino toscano, attraverso il concreto coinvolgimento della Regione e dei Consorzi di Tutela delle denominazioni toscane”.

“E’ fuori dubbio che, soprattutto nei momenti di crisi, ognuno debba fare bene la sua parte – ci dice Gianfranco Tilli, Presidente Regionale di Confcooperative – le imprese, le istituzioni, gli altri soggetti economici. L’aumento di produzione registratosi nelle nostre cantine è la riprova che gli agricoltori hanno fiducia nelle loro cooperative. Ma, prima di tutto, nelle fasi economiche straordinariamente recessive, occorre rispondere con scelte e provvedimenti straordinari. Anche per questo, nei giorni scorsi, abbiamo richiesto alla Presidenza della Regione Toscana, unitariamente alle altre associazioni regionali della cooperazione e dell’agricoltura, l’attivazione delle procedure per il riconoscimento dello Stato di Crisi dell’agricoltura toscana, con una serie articolata di misure che potranno alleggerire le finanze delle aziende, come ad esempio la sospensione del pagamento degli oneri sociali o il rientro differito delle rate dei finanziamenti bancari a lungo termine”.
Ora qualche cenno su Confcooperative Toscana:
la Confcooperative Toscana è l’articolazione territoriale della Confederazione Cooperative Italiane. Associazione nazionale di rappresentanza, assistenza, tutela e revisione del Movimento Cooperativo, giuridicamente riconosciuta ai sensi dell’art. 5 del DLCPS 14 dicembre 1947 n. 1577.
Confcooperative Toscana cura i rapporti con gli Enti pubblici, in particolare con la Regione Toscana, le Organizzazioni di categoria, imprenditoriali e sindacali e con gli organismi politici, rappresentando le istanze delle cooperative associate nelle sedi dove si affrontano i problemi d’interesse cooperativo, economico e sociale.
Confcooperative Toscana è strutturata in 8 Unioni provinciali e 1 Unione interprovinciale e in 7 Federazioni di settore, che hanno lo scopo di coordinare meglio le attività delle cooperative operanti nei vari comparti economici. Le Federazioni, nell’ambito delle direttive generali della Confcooperative Toscana, determinano le linee di azione dei vari settori.
Sono aderenti anche 28 cooperative del consumo e 6 mutue non organizzate in federazioni che sviluppano un valore della produzione rispettivamente di € 164.015.085 con 2.687 soci e 229 addetti e € 640.850 con 15.207 soci e 6 addetti.

La Confcooperative, nell’ambito della propria attività, rappresenta e tutela gli interessi e le istanze delle cooperative aderenti, attraverso la continua presenza presso le istituzioni pubbliche, il rapporto con le altre Organizzazioni economiche e gli istituti di credito, per far conoscere le loro necessità di sviluppo imprenditoriale in un rapporto di concertazione di provvedimenti normativi finalizzati alla crescita della cooperazione.
Tale azione viene attuata in sinergia con le Unioni territoriali, che intrattengono i rapporti con le associate, raccogliendone gli imput e le necessità.

Confcooperative Toscana promuove la cooperazione quale modello imprenditoriale democraticamente partecipato, con carattere di mutualità e senza fini speculativi, in grado di rispondere in termini occupazionali ed economici alle esigenze di sviluppo della società regionale ed assiste le cooperative aderenti con le proprie strutture e attraverso i Centri servizi operanti presso le Unioni territoriali.

Confcooperative ha una specifica delega da parte del Ministero Attività Produttive per quanto riguarda la revisione contabile delle cooperative aderenti, al fine di assicurare l’aderenza al modello cooperativo previsto dalle vigenti leggi e di verificare una sana e corretta gestione economica ed un’adeguata partecipazione da parte dei soci.

Lo statuto della Confcooperative Toscana stabilisce le sue finalità e funzioni che fanno riferimento alla rappresentanza, assistenza, tutela e revisione delle cooperative aderenti.

Confcooperative Toscana:
n. cooperative: 1.128
n. soci: 126.610
n. addetti: 20.159
valore della produzione: € 1.534.370.395

Fabrizio Del Bimbo

lunedì 19 ottobre 2009

Un Diamante a Pratolino



E' stato inaugurato il 17 ottobre, nel Parco di Villa Demidoff a Pratolino, il progetto “Diamante”. Si tratta di una struttura che pesa 30 tonnellate, è alta 12 metri e ha un diametro di 8, tutta in vetro e acciaio, in grado di produrre energia coniugando per la prima volta tecnologia fotovoltaica e idrogeno. Il progetto, di natura sperimentale, è stato realizzato dall’Enel in collaborazione con l’Università di Pisa. L’obiettivo è quello di produrre elettricità “pulita” attraverso 38 pannelli fotovoltaici e poi conservarla sotto forma di idrogeno all’interno di 3 sfere che fungeranno da serbatoi di accumulo e posizionate all’interno dei pannelli.

L’impianto avrà una potenza di 11 Kilowatt e fornirà energia al Parco di Pratolino. Tra le altre cose, l’energia accumulata dal Diamante dovrebbe fornire alimentazione alle bici elettriche che saranno messe a disposizione dei visitatori del parco.
Per la prima volta sarà possibile dunque utilizzare l’energia elettrica prodotta dai pannelli durante il giorno anche nelle ore notturne, quando invece occorre tornare all’utilizzo della rete dato che i pannelli fotovoltaici, mancando le radiazioni solari non sono in grado di produrre energia.
La tecnologia sperimentale applicata in questo progetto è, oggi, senza dubbio estremamente costosa.
Tuttavia è lodevole il tentativo che col tempo e grazie alle continue sperimentazioni potrebbe produrre impianti sempre meno onerosi.(Per conoscerne meglio i dettagli funzionali, clicca con il mouse sugli schemi "giorno" e "notte").

L’impianto resterà di proprietà di Enel che però cederà gratuitamente l’energia da questo prodotta per gli utilizzi del Parco di Pratolino.

Fabrizio Del Bimbo

sabato 17 ottobre 2009

MYLAND, tre etichette per la solidarietà


Lo Studio Doni & Associati di Firenze, da anni leader nel campo del design del vino,
lancia un progetto di raccolta fondi pro-Abruzzo. Tre etichette ispirate alla rinascita del dopo terremoto
a disposizione gratuita delle aziende vinicole che vorranno utilizzarle:
i ricavati della vendita delle bottiglie saranno destinati a opere di ricostruzione
La solidarietà passa anche dalla bottiglia. O meglio dalla sua veste grafica, l’etichetta, il “vestito” che getta un ponte fra l’azienda e il pubblico finale, raccontando storia e storie sempre uniche, persone e territori. Ed ecco che, di fronte a una tragedia come quella che lo scorso aprile ha colpito l’Abruzzo, anche un’etichetta può diventare specchio dell’attualità, una maniera per non dimenticare.
Da queste considerazioni sono partiti Massimo T. Mazza e Simonetta Doni dello Studio Doni&Associati di Firenze (www.donieassociati.it), leader nel settore del design vinicolo: hanno deciso di fondere in un progetto il legame profondo e personale con l’Abruzzo e il know-how internazionale nella progettazione grafica, per ricordare quei momenti terribili ma, soprattutto, per rendere omaggio alla tenacia e all'orgoglio dimostrati da migliaia di famiglie profondamente colpite.
E’ nata così l’idea di MYLAND: tre etichette che rappresentano momenti della ricostruzione post-terremoto, tre piccole opere grafiche il cui sguardo volge da ciò che è stato a ciò che verrà.
Le etichette verranno messe a disposizione gratuita delle aziende vinicole di tutta Italia che desiderano aderire a questa iniziativa e che devolveranno i ricavi della vendita dei vini che avranno queste etichette a opere di beneficenza in favore dell'Abruzzo.
Lo studio Doni & Associati (www.donieassociati.it) di Firenze è tra i pochi al mondo specializzati, da oltre 20 anni, esclusivamente nel design, nel packaging e nella comunicazione del vino. Un back-ground che lo ha portato ad essere una delle realtà operanti in questo settore più affermate e conosciute in campo internazionale, con una serie di importanti collaborazioni con alcune delle aziende più rappresentative del panorama vinicolo mondiale.



Nicoletta Curradi

venerdì 16 ottobre 2009

Paesaggi inglesi al Museo Horne



Apre al pubblico, venerdì 23 ottobre, “Il paesaggio disegnato. John Constable e i maestri inglesi nella raccolta Horne”, la mostra a cura di Elisabetta Nardinocchi e Matilde Casati, promossa dalla Fondazione Horne di Firenze e realizzata grazie al contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Una selezione di 32 disegni, in particolare acquerelli di vedute e paesaggi, realizzati tra il Settecento e il Novecento dai celebri maestri inglesi John Constable, Alexander Cozens, Thomas Gainsborough e Richard Wilson. Sono parte del fondo grafico della raccolta Horne, appena tornato nella casa rinascimentale fiorentina di via dei Benci 6, dopo essere stato conservato per più di quaranta anni presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Le opere in mostra sono state scelte tra i 237 disegni di provenienza inglese che rappresentano un quarto dell’intera collezione, composta da oltre mille “fogli” tra acquerelli e stampe, miniature ed incisioni. Saranno visibili fino al 30 gennaio nella sala espositiva permanente recentemente ricavata al piano terra del Museo Horne.

Tema della rassegna è l’amore per il paesaggio, che per quanto abbia radici ben più antiche, conosce nell’Inghilterra di fine Settecento un momento di straordinaria fioritura e diventa un fenomeno che travalica l’ambito della cultura romantica. In questo contesto assai prolifico per le produzioni figurative (dai rapidi sketches ai più elaborati oli su tela) oltre che per quelle letterarie si inserisce l’opera di Alexander Cozens, artista particolarmente apprezzato da Horne per il suo tentativo di scomporre e ricomporre il paesaggio nei suoi vari elementi costitutivi (rocce, acque, alberi, ruderi) e raffigurato nel corso delle ore del giorno, delle stagioni o in base alle condizioni metereologiche, suggerendo così precisi sentimenti di quiete, malinconia, stupore, grandiosità, senso della libertà e terrore.

In questa ottica, la natura e gli elementi che la compongono acquistano un ruolo fondamentale: le nuvole ad esempio, ma anche gli alberi. Non deve stupirci dunque la centralità del tema dell’albero nella maggior parte dei fogli, raccolti dallo stesso Horne. Emblematico, a questo proposito, il rapido schizzo di Richard Wilson presente in mostra, con uno studio d’albero ai cui piedi una figura seduta è intenta a disegnare. Nell’immagine infatti, ci viene riproposta una specie di equilibrata circolarità tra ciò che è rappresentato e l’azione stessa del rappresentare, tra uomo e spazio naturale. Il nucleo più imponente di questa raffinata esposizione è infine rappresentato dai disegni di John Constable, 15 fogli tra acquerelli e disegni a matita, che rappresentano una eccezionale sintesi della ricerca sviluppata nella campagna inglese di inizio Ottocento a diretto contatto con i molteplici aspetti della natura. Agli esiti di Constable e dei maestri inglesi saranno poi gli impressionisti a guardare con molto interesse.



La mostra “Il paesaggio disegnato. John Constable e i maestri inglesi nella raccolta Horne” promossa dalla Fondazione Horne di Firenze e realizzata grazie al contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, resterà aperta fino al 30 gennaio dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 13.00. Con il biglietto di ingresso alla mostra è possibile visitare l’intero Museo. Per informazioni e prenotazioni Museo Horne via dei Benci, 6 Firenze 055.244661 info@museohorne.it, www.museohorne.it. Catalogo Margragora. Il video che accompagnerà i visitatori nel percorso espositivo è realizzato da Aida.

Nicoletta Curradi

I sapori della Vallée a Firenze



Presso il Ristorante La Taverna, in Via Cimabue 1r a Firenze, così attento ai contenuti di nicchia, si è svolta il 15 ottobre una degustazione guidata ai sapori della Valle d'Aosta, con una selezione mirata di vini regionali rivolta agli addetti ai lavori e al pubblico della città di Firenze, condotta da personale qualificato.
In particolare sono stati presentati i prodotti della cooperativa La Kiuva, che ha sede nel comune di Arnad, paese famoso per il suo lardo.La cooperativa, fondata nel 1975, conta oggi circa 60 soci e produce circa 35.000 bottiglie all'anno suddivise nelle diverse varietà. E' importante per questa regione divulgare la propria produzione, anche se limitata, e farsi conoscere fuori dai suoi confini.

La Valle d’Aosta è una regione il cui nome immediatamente evoca nell’immaginario collettivo caratteristiche paesaggistiche connotate da elementi naturali unici sul pianeta. Ma Valle d’Aosta non è solo questo: esiste nella regione un patrimonio culturale, che si esprime anche attraverso la produzione del vino, che merita appunto di essere conosciuto e diffuso.
Le condizioni climatiche della Valle d’Aosta unitamente alle caratteristiche dei terreni, alla loro esposizione, giacitura e pendenza sono i punti di forza di una viticoltura di montagna che, inserita in un ambiente ancora incontaminato, ha saputo evolversi con modernità e oggi rappresenta una realtà significativa anche in termini economici.
A partire dagli anni ‘60, la Regione Autonoma Valle d’Aosta ha investito notevoli risorse finanziarie nel settore viticolo, attivando numerose iniziative che, nel volgere di pochi anni, hanno contribuito al recupero e successivamente allo sviluppo della coltivazione della vite.
Un passo significativo nel percorso di valorizzazione della viticoltura valdostana è avvenuto negli anni ‘71-‘72 con l’ottenimento della Denominazione di Origine Controllata per i vini Donnas e Enfer d'Arvier.
Negli anni successivi il mondo viticolo valdostano ha assunto la piena consapevolezza che lo strumento di valorizzazione delle produzioni viticole locali si basava sul binomio qualità-territorio e che pertanto ogni sforzo doveva essere compiuto per ottenere il riconoscimento di origine per i principali vini prodotti. Tale obiettivo è stato raggiunto nel 1985 e la Regione Autonoma Valle d’Aosta è stata una delle prime in Italia ad avere ottenuto una Denominazione di Origine Controllata che, con il suo nome, racchiudesse tutte le produzioni ottenute sul territorio.
Ulteriori modifiche ed integrazioni apportate al disciplinare negli anni successivi, resesi necessarie per completare il quadro di riferimento, fanno sì che ad oggi la Valle d’Aosta possa essere rappresentata da 7 sottodenominazioni di area: il Blanc de Morgex et de La Salle, l'Enfer d'Arvier il Torrette, il Nus, il Chambave, l'Arnad-Montjovet, e il Donnas e 15 di vitigno: Chardonnay, Cornalin, Fumin, Gamay, Mayolet, Merlot, Müller Thurgau, Nebbiolo, Petite Arvine, Petit Rouge, Pinot Blanc, Pinot Gris, Pinot Noir, Prëmetta,e Syrah.

Fabrizio Del Bimbo

Siglato l'accordo tra Archivi Alinari e Osservatore Romano


Siglato l'accordo tra Alinari 24 ORE e Servizio Fotografico – L’Osservatore Romano:
Agli Archivi Alinari di Firenze la rappresentanza e la distribuzione delle fotografie delle attività della Santa Sede.

Il Servizio Fotografico - L’Osservatore Romano e gli Archivi Alinari – Alinari 24 ORE, annunciano oggi, 15 ottobre 2009, di aver siglato un accordo che prevede la distribuzione, da parte di Alinari 24 ORE, dell’intera collezione delle immagini fotografiche relative alle attività pubbliche del Pontefice e della Santa Sede, con l’obiettivo di ampliarne la diffusione.

Si realizza così, attraverso la sinergia tra le due collezioni, un percorso fotografico che dalle opere d’arte a soggetto religioso dell’antichità ai celebri ritratti in pittura dei Pontefici dei maestri della storia dell’arte, fino ai primi ritratti fotografici ottocenteschi degli Archivi Alinari, si collega temporalmente alle rappresentazioni fotografiche del ministero pastorale del Sommo Pontefice e delle attività della Santa Sede che Il Servizio Fotografico - L’Osservatore Romano ha realizzato nel XX e XXI secolo, restituendo un quadro di eccezionale completezza sulla storia del Cristianesimo e sulla nostra civiltà.

L’Archivio del Servizio Fotografico – L’Osservatore Romano è costituito da una raccolta di circa 15.000.000 di fotografie, dal 1932 fino ai giorni nostri, di cui circa 1.000.000 on–line, quotidianamente alimentato dall’attività dei fotografi e dalla digitalizzazione dell’intero patrimonio fotografico.
Una collezione di grande valore a completamento della copertura iconografica di Alinari 24 ORE, che alla collezione storica degli Archivi Alinari - 5.500.000 fotografie di cui 280.000 on-line -affianca la gestione dei diritti di riproduzione di 45.000.000 fotografie da archivi italiani ed esteri, di cui 13.000.000 on-line. Tra i maggiori archivi rappresentati: Touring Club Italiano, Istituto Luce, Réunion des Musées Nationaux, Roger Viollet, Courtauld Institute of Art, Teche Rai, Ansa, Ullstein, The Bridgeman Art Library, Folco Quilici, Fosco Maraini

Le immagini degli Archivi Alinari e, da oggi, la collezione del Servizio Fotografico – L’Osservatore Romano sono disponibili attraverso il sito www.alinariarchives.it e su richiesta via e-mail a: fototeca@alinari.it.

Nicoletta Curradi

giovedì 15 ottobre 2009

Networking, un progetto per 5 comuni toscani


Sabato 10 ottobre presso l’ex Centro di Sperimentazione Teatrale di Pontedera, gli artisti Francesca Catastini, IFSR (Mirko Smerdel e Danilo Correale), Jacopo Miliani, Andrea Montagnani, Maria Pecchioli, primo dei cinque gruppi di artisti toscani selezionati per la V edizione di Networking, a cura di Elisa Del Prete, hanno incontrato il pubblico a conclusione dei lavori del workshop con Stefanos Tsivopolous.
Il workshop, concepito dall’artista come “lettura” della città di Pontedera, dal suo passato al suo presente, si è sviluppato come indagine di un territorio totalmente sconosciuto a tutti i partecipanti per esplorare le possibilità di relazione ad esso, alla sua storia, ai suoi cittadini, alla sua cultura.
A partire da una disposizione alla scoperta tramite dialoghi, ricerche d’archivio, letture, immagini, visite guidate, discussioni, Stefanos Tsivopoulos ha guidato il gruppo di artisti verso una possibile lettura incondizionata di una città che ha presentato molte contraddizioni, dal suo fiore all’occhiello, il Teatro Era, all’azienda che ne ha diretto non solo l’andamento economico, la Piaggio, passando per la Filarmonica, il ponte che dà il nome alla città, e l’antico castello su cui è stato edificato l’attuale piano urbanistico. Fil rouge dell’intero percorso è stato la proposta di un approccio ai documenti storici come ricerca prima di tutto personale e di un’indagine quotidianamente aperta all’incontro.
Sabato 10 ottobre è stato presentato al pubblico, attraverso immagini e azioni, l’esito di questo percorso, 1° capitolo dell’intero progetto Back to the Present, ideato dalla curatrice Elisa Del Prete, per la V edizione di Networking, nato con l’intento di suscitare interrogativi rispetto ad un passato così pericolosamente vivo come quello toscano attraverso il lavoro di artisti della giovane generazione e il loro attuale immaginario.
“Che ruolo ha oggi l’immagine nella trasmissione del tempo e della storia?
Che ruolo ha l’artista, in quanto creatore di immaginari, nell’attuale sistema di rappresentazione in cui l’immagine è usata e abusata?”
Networking 2009 è promosso dai cinque comuni toscani di Firenze, Prato, Pontedera, Monsummano Terme, Livorno, dalla Provincia di Arezzo, col sostegno anche della Regione Toscana. Quest’anno si rivolge a 32 giovani artisti toscani, selezionati tramite bando, che parteciperanno all’intero progetto che prevede un periodo di ricerca in archivi, 5 workshop e una rassegna, a conclusione lavori, articolata in una serie di incontri, una mostra, e una video proiezione plurima.
Stefanos Tsivopoulos (Praga 1973. Vive e lavora fra Amsterdam e Atene)
L’artista greco ha recentemente completato due anni di residenza alla Rijksakademie di Amsterdam e sei mesi di residenza al Platform Garanti di Istanbul. Ha esposto al Museo di arte contemporanea di Belgrado, alla Biennale di Atene, al Kassel Kunstverein Friedericianum, alla Biennale di Tessalonico, al Museo di Arte Contemporanea di Atene, al Montevideo Arts Institute di Amsterdam, al Center Photographique del’ile-de-France a Parigi e al Sammlung Essl di Vienna. Ha vinto il Golden Cube Award 2008 al 25° Kassel film festival.
“La Camera è l’occhio della storia”: questa frase del fotografo Mathew Brady sintetizza con efficacia la ricerca di Stefanos Tsivopoulos. L’interesse dell’artista è infatti rivolto a come la memoria collettiva prende forma attraverso le immagini prodotte, a chi ne è il produttore, e a come l’immaginario contemporaneo sta codificando la storia attuale. Autore di video, per la maggior parte, Tsivopoulos indaga la doppia valenza dell’immagine, di documentazione e di opera d’arte. A partire dall’esplorazione di archivi storici e servendosi del linguaggio cinematografico per scoprire quali sono le immagini che si sono depositate nella memoria collettiva, estrapolandole dal loro contesto, ed indagando il valore assiomatico del documento per la società, l’artista racconta storie nuove mettendo in qualche modo in discussione la validità dei documenti stessi e mostrandoci in chiave spesso enigmatica come essi non siano altro che il racconto del “narratore” che ce li tramanda.
Elisa Del Prete nasce nel 1978 a Bologna, dove attualmente vive. Ha studiato Storia dell’Arte all’Università di Bologna specializzandosi in Storia dell’Arte Medievale e discutendo una tesi in Iconologia sulla Biblioteca di Aby Warburg e la sua storia postbellica, con particolare attenzione all’influenza che ha prodotto in Italia rispetto ad una cerchia specifica di studiosi. Da questa ricerca, che ha portato avanti successivamente durante un ulteriore periodo di indagine all’Istituto Warburg di Londra per l’Accademia Nazionale dei Lincei di Roma investigando la scena intellettuale degli anni Cinquanta-Settanta in Italia, ha approfondito la conoscenza e l’analisi della cultura visiva contemporanea con particolare attenzione alle arti visive nello specifico. Dal 2005 lavora come curatrice indipendente e dal 2007 è direttrice artistica di Nosadella.due, un programma di residenza per artisti e critici internazionali con sede a Bologna, per cui ha lavorato con artisti internazionali tra cui André Guedes, Martine Pisani, Mario Rizzi, Daniela Comani, Nico Dockx, Andreas Golinski, Markus Hofer, Jukka Korkeila, Soren Lose.
Parallelamente scrive per le riviste d’arte “Arte&critica” e “Combo”, oltre che per la redazione di Bologna del quotidiano “Corriere della Sera”.
Ultimamente ha approfondito la sua ricerca sullo sviluppo attuale del linguaggio delle immagini nell’arte come nella società, nella comunicazione e nella pubblicità con particolare attenzione al tema dell’immaginario erotico nelle arti visive e performative. Ha inoltre maturato un interesse particolare per gli sviluppi attuali dell’arte relazionale e partecipata, supportando l’idea di un’arte come esperienza e dedicando quindi un’attenzione speciale al momento dell’azione e agli aspetti performativi nel lavoro artistico.
Sul sito http://www.backtothepresent.it è possibile seguire tutte le tappe del progetto.
I prossimi appuntamenti di Networking 2009 sono:
2° workshop 13-17 ottobre a Monsummano Terme: tutor John Duncan e Melissa Pasut con Gaia Bartolini, Lek Gjeloshi, Andrea Lunardi, Manuela Mancioppi, Sabrina Mazzuoli, Saverio Tonoli, Daniela Frongia
presentazione sabato 17 ottobre ore 18.30
3° workshop 20-24 ottobre a Prato: tutor Pavel Braila con Francesco Ozzola, Leone Contini, Simoncini.Tangi, Valentina Lapolla, Vanni Bassetti, Enrique Moya Gonzalez
presentazione sabato 24 ottobre ore 18.30
4° workshop 26-30 ottobre a Livorno: tutor Marzia Migliora con Studio ++, Silvia Noferi, Giada Pucci, Filippo Berta, Le ossidoriduzioni, Francesco Migliorini
presentazione sabato venerdì 30 ottobre ore 18.30
5° workshop 2-7 novembre ad Arezzo: tutor Luchezar Boyadjiev con Helena Hladilova, Viola Pinzi, Francesco Di Tillo, Marta Primavera, Liquid Cat, Margherita Moscardini, Caterina Pecchioli, Martina Della Valle
presentazione sabato 7 novembre ore 18.30
Mostra conclusiva coi 32 partecipanti a EX3 di Firenze - inaugurazione sabato 12 dicembre
La mostra sarà anche accompagnata da una proiezione di video storici, riprodotti in vari luoghi della città e da un catalogo che offrirà un immaginario alternativo del territorio proponendosi come mappa visiva della Toscana.

Fabrizio Del Bimbo

Lo schermo dell'arte a novembre al Cinema Odeon di Firenze


Al cinema Odeon, splendido esempio di architettura Liberty, dal 23 al 26 novembre si terrà la seconda edizione indipendente de LO SCHERMO DELL'ARTE, a cura di Silvia Lucchesi. Per la prima volta in programma film realizzati da artisti che hanno scelto il cinema come mezzo d’espressione quali Mark Lewis e Alfredo Jaar; un documentario del regista e critico d'arte Ben Lewis che racconta cosa c’è dietro il mercato dell’arte contemporanea; Martin Scorsese che narra come il cinema abbia influenzato l’opera dei due maestri del Cubismo, Picasso e Braque; molti film dove protagonisti sono artisti quali Cindy Sherman e Jean-Michel Basquiat
Dopo il grande successo di pubblico della passata edizione con più di 2000 spettatori in soli tre giorni, torna dal 23 al 26 novembre 2009 nel magnifico Cinema Odeon, a Firenze, LO SCHERMO DELL'ARTE, programma internazionale di film dedicati all’arte contemporanea, dall’architettura alla fotografia, dalle arti visive a quelle performative, dalla street art al dibattito sulle relazioni dell’arte con il mercato. I film vengono proiettati in versione originale con sottotitoli in italiano e provengono da roduzioni indipendenti, istituzioni culturali e distributori cinematografici nazionali e internazionali.
LO SCHERMO DELL'ARTE è incluso nel programma "0 giorni di cinema internazionale a Firenze" rassegna organizzata da Mediateca Regionale Toscana Film Commission, in collaborazione con Regione Toscana, Provincia di Firenze e Comune di Firenze.
Fndamentale il contributo di Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Osservatorio per le Arti Contemporanee
Per la prima volta quest'anno, LO SCHERMO DELL'ARTE apre il proprio programma ai film realizzati da artisti che hanno scelto il cinema come mezzo d’espressione. Saranno in programma due recenti opere del canadese Mark Lewis e del cileno Alfredo Jaar, che vanno così ad arricchire la tradizionale sezione di documentari dedicati ai maggiori protagonisti dell’arte del nostro tempo. Entrambi gli artisti saranno a Firenze a presentare i loro film e terranno due lectures aperte al pubblico.
Back Story di Mark Lewis (2009, 39’) racconta i segreti di Hollywood attraverso gli aneddoti e i ricordi degli Hansard, membri di una celebre famiglia di tecnici esperti nelle rear projections (retroproiezioni).
Mark Lewis (1958), che insegna alla Central Saint Martins College of Art di Londra, è oggi considerato uno degli artisti più importanti che lavorano con il cinema ed è il protagonista del Padiglione Canada della Biennale di Venezia 2009.
Il film viene presentato in collaborazione con il Museo Marini Marini di Firenze che nei giorni dello Schermo dell’Arte ospita una sua personale.
Le ceneri di Pasolini di Alfredo Jaar (2009)è un omaggio a Pier Paolo Pasolini. Le parole del grande scrittore e regista italiano, tratte da alcune rare interviste, appaiono tragicamente profetiche sulla realtà contemporanea sociale e politica del nostro paese. Il film dell'artista cileno, opera fortemente politica come del resto è tutto il suo lavoro, diventa così una lucida e spietata lettura dell'Italia consumata dalla società dello spettacolo. Jaar è autore di una delle mostre italiane più acclamate del 2008 tenutasi all'Hangar Bicocca e allo Spazio Oberdan di
Milano. Il film è stato presentato in anteprima nel The Fear Society - Pabellón de la Urgencia all'Arsenale Novissimo, nell’ambito della Biennale veneziana 2009.
Tra i documentari, molte sono le anteprime italiane. Tra queste segnaliamo:
The Great Contemporary Art Bubble (GB 2009). Il regista e critico d’arte Ben Lewis, conosciuto per la sua irriverente e ironica serie di film televisivi “Art Safari”, racconta cosa c’è dietro il mercato dell’arte contemporanea che ha visto un crescendo inarrestabile fino all’apice del settembre 2008 con la celebre asta Sotheby’s delle opere di Damien Hirst che raggiunsero un totale di vendite di oltre 111 milioni di sterline. Ma, a causa della crisi economica mondiale, oggi i prezzi sono calati quasi del 50%. Nel suo appassionante viaggio, Lewis visita case d’asta, fiere, gallerie e tanti collezionisti miliardari in giro per il mondo, scoprendo pratiche inusuali del mercato, speculazioni e segreti.
Picasso & Braque Go to the Movie (USA 2008) è un film co-prodotto e narrato da Martin Scorsese, e indaga come il cinema abbia influenzato l’opera dei due maestri del Cubismo. Firmato da Arne Glimcher, curatore di una delle gallerie più famose del mondo, la Pace Wildenstein di New York, il film utilizza straordinari spezzoni di film dell'epoca del muto, brani tratti dal pioniere del cinema Georges Meliès o rari documenti sulla rivoluzionaria danza dei veli di Loie Fuller assemblati insieme alle interviste di personaggi celebri dell’arte contemporanea quali Julian Schnabel, Lucas Samaras, Chuck Close, Robert Rauschenberg che esprimono personali punti di vista sull'argomento.
Bending Space: Georges Rousse and the Durham Project (USA 2007) di Penelope Maunsell and Kenny Dalsheimer.
Georges Rousse è un fotografo francese che lavora anche con la scultura e la pittura intervenendo in luoghi abbandonati o destinati alla demolizione costruendovi opere effimere e uniche che saranno preservate solo attraverso le sue fotografie. Nel 2006 è stato invitato a fare un progetto a Durham, nella Carolina del Nord, dove per un mese ha lavorato in quattro edifici storici della manifattura di tabacco Ligget & Myers, produttrice delle Chesterfield, chiusi nel 1984. Il film offre l'
occasione di seguire l’artista rivelando il processo della creazione delle sue straordinarie fotografie contraddistinte dalla ricerca illusionistica della forma del colore.
Il film viene presentato in collaborazione con il Centro per l'arte contemporanea L. Pecci di Prato, dove George Rousse terrà una lecture il 27 novembre alle ore 18.00
Cindy Sherman di Sabine Willkop (Germania 2007), artista tra le più conosciute e quotate nel panorama della creazione contemporanea. Fin dalle sue prime opere degli anni Settanta, ella si serve della propria persona come modella producendo serie tematiche di fotografie di grandi dimensioni. Serie dopo serie, sono personaggi che essa inventa, di volta in volta immagini emblematiche, talvolta anche brutali, che alludono agli stereotipi culturali e sociali del nostro tempo. Il film narra la sua vicenda artistica utilizzando rari materiali di archivio nei quali la stessa Sherman racconta le ragioni del suo fare. Il film è presentato in collaborazione con CCCS Centro di Cultura Contemporanea Strozzina-Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, che nei giorni della rassegna espone opere della più recente serie di lavori dell’artista newyorchese nella mostra “Realtà Manipolate – Come le immagini ridefiniscono il mondo” (25 sett 2009 – 19 gen 2010).
Conversations with Jean-Michel Basquiat di Tamra Davis (USA, 2008) racchiude estratti di una delle rare videointerviste concesse dall'artista morto per overdose a soli 27 anni. Basquiat ripercorre la sua carriera che lo ha reso un'icona del XX secolo: dagli inizi a 17 anni come graffitista sotto lo pseudonimo di SAMO fino a diventare una superstar spinto dall’amico Andy Warhol. Una testimonianza preziosa di uno straordinario talento bruciato troppo presto dalle spietate logiche del mercato dell'arte.
Il programma completo de Lo schermo dell'rte 2009 sarà disponibile alla fine di ottobre su www.schermodellarte.org
Ingresso: 5 euro intero, 4 euro ridotto


DEL BIMBO FABRIZIO

I grandi appuntamenti della musica ad Arezzo


Dieci affascinanti luoghi di Arezzo palcoscenico per artisti internazionali e artisti italiani, stelle di grande charme e virtuosi ammaliatori. Discipline diverse si intrecciano:
musica, letteratura, arte, politica, filosofia
in uno dei rari festival d’autunno

Giovedì 5 novembre si inaugura ad Arezzo il Festival I Grandi Appuntamenti della Musica che, con un programma fittissimo, si protrarrà fino al 19 Dicembre. Il festival, ideato da Giulia Ambrosio e prodotto dall’Ente Filarmonico Italiano, si svolge con il patrocinio e i contributi del Ministero per i Beni Culturali e con l’importante sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Arezzo e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Altri partner sono la Provincia di Arezzo, Atam SpA, Giovanni Raspini SpA, Caffè River, l’Azienda di Promozione Turistica di Arezzo, Tenuta Sette Ponti.
Un progetto musicale e culturale che mescola con sapienza i saperi artistici con quelli umanistici, la divulgazione scientifica con la riflessione politica. Un festival che lancia uno sguardo d’insieme sulle tante forme della creazione artistica, generi e linguaggi eclettici offrono diverse letture e interpretazioni.
Una splendida città per più di un mese invasa dalle arti in ben dieci location diverse.

Per questa nona edizione il Festival si presenta in una veste ancora più ricca e variegata: programmi raffinati, concerti esclusivi e musicisti di prestigio, tra cui alcuni dei nomi più prestigiosi della scena concertistica attuale, ma anche letteratura, giornalismo, scienza. Inoltre incontri con intellettuali e scrittori, in molti casi sotto i riflettori con le ultime novità editoriali.
L’intento della manifestazione, ormai pienamente consolidatasi e che mai come quest’anno si annuncia come un evento, è quello di unire diverse voci e forme d’arte sotto il comune denominatore di uno sguardo sul contemporaneo che non escluda una riflessione sulle grandi opere della storia artistica e umanistica in generale. Da Galileo a Marinetti, passando attraverso Bach, Beethoven e Jimi Hendrix: molte delle idee sono state suggerite anche dalle ricorrenze che quest’anno si celebrano, come il Centenario del Futurismo, la Festa della Toscana, l’Anno dell’Astronomia e gli anniversari di Haydn e Mendelssohn. Temi uniti spesso da sottili rimandi e suggestioni.

Cuore del Festival e centro operativo è uno storico palazzo aretino del Cinquecento, sede dell’Ente Filarmonico Italiano, che resterà aperto tutti i giorni per ospitare molte delle attività in calendario: è in questa sede che avrà luogo l’inaugurazione della mostra di libri dedicati al Futurismo (5 Novembre).

E proprio ai libri, alla letteratura, la scienza, la storia, la politica il Festival dedica quest’anno molto spazio: l’anima contemporanea dei Grandi Appuntamenti della Musica ancora una volta è infatti rappresentata dai grandi Autori. Presentazioni di volumi freschi di stampa, dibattiti, incontri spesso anche articolati secondo format insoliti e nuovi. Grandi autori, a partire da Sandro Lombardi insieme a Sergio Givone con “Le mani sull’amore”, storia di una travagliata relazione omosessuale; Sandro Cappelletto per “Altravelocità. Avventure di un viaggiatore in treno” con gli intermezzi musicali del pianista Marco Scolastra; una riflessione critica sulla categoria degli intellettuali verrà guidata da Alberto Asor Rosa e Simonetta Fiori. Sulla scena anche Margherita Hack con una conferenza sull’astrofisica. Una grande firma del giornalismo come Arrigo Levi, presentato da Andrea Scanzi, prendendo spunto dal suo vissuto biografico, descriverà momenti cruciali della storia recente. “Scacco a Dio”, il nuovo romanzo di Roberto Vecchioni porterà il dibattito sui turbamenti della fede; Piero Melograni introdurrà “1989. La fine del Novecento” di Enzo Bettiza, riflessione sulla caduta del muro di Berlino E ancora, un incontro con Umberto Ambrosoli e Nando Dalla Chiesa sulla storia e il suo significato. Infine Giordano Bruno Guerri presenterà la sua biografia di Marinetti, volume di straordinaria completezza: un appuntamento che si annuncia pirotecnico.

Ma veniamo alla musica, anima del Festival, con un concerto imponente che spicca in cartellone. Si inaugura infatti con una produzione esclusiva che vede Eliahu Inbal, ben noto da anni in Italia, dirigere l’Orchestra della Toscana e le ottime soliste Silvia Marcovici e Sarah Pagin, con un programma che è un inno alla classicità, comprendente il Primo Concerto per violino e orchestra e 2 Arie per soprano di Mozart, l’ouverture Coriolano e la Sinfonia n. 7 di Beethoven (Chiesa SS. Annunziata, 5 Novembre).

Continuando con la musica, troviamo un evento di grande originalità e molto atteso: la performance di Luisa Sello, flautista friulana di fama internazionale, con il suo eclettico “Pierrot Solaire”, concerto e insieme spettacolo performativo in cui la musica contemporanea e i gesti si accompagnano e si spiegano a vicenda in uno scambio davvero evocativo e affascinante, abbracciando testi e coreografie ideati dalla stessa compositrice: un’occasione di grande appeal per avvicinarsi alla musica colta contemporanea con passione e diremmo leggerezza (Teatro Pietro Aretino, domenica 15 Novembre).

Ecco l’appuntamento che ha già creato il “caso” ed è quasi sold out. Arriva ad Arezzo, in esclusiva per l’Italia, la star internazionale Aziza Mustafa Zadeh, eccezionale musicista e degna figlia d’arte, che da anni ormai ha conquistato il pubblico di tutto il mondo, guadagnandosi, tra i tanti premi ricevuti, anche il prestigioso Sony Echo Prize. Suona, canta e compone con un linguaggio jazz tra i più straordinari che si possano trovare oggi: tanto che la critica l’ha paragonata a musicisti come Keith Jarrett o Chick Corea. Il suo è uno stile unico e affascinante, in cui il folklore dell’estremo oriente incontra il jazz europeo e la musica classica. Tecnica pianistica e senso del ritmo eccezionali: non a caso tutti i suoi concerti sono trionfi. Dalle note di Aziza vengono fuori citazioni bachiane, virtuosismi romantici e improvvisazioni jazz. Sembrerebbe già sufficiente, ma un’altra sorpresa arriva quando Aziza comincia a cantare: una voce limpida vola attraverso sinuose melodie orientali e irrompe improvvisamente nello scat jazzistico. Aziza rapisce letteralmente il pubblico lasciandolo sospeso come le acrobazie di un funambolo e lo conquista con la sua bellezza straordinaria, giovane e naïve. (Teatro dei Ricomposti di Anghiari, 20 Novembre).

Questo vuole essere un Festival all’insegna dell’unità dei saperi: cogliendo insieme questo proposito e le occasioni della Festa della Toscana 2009 e dell’Anno dell’Astronomia, Arezzo sceglie di celebrare Vincenzo e Galileo Galilei, due tra i più importanti e illustri uomini della Toscana. Il concerto dell’ensemble toscano L’Homme armè, intitolato “Le corde e il cannocchiale. Il Fronimo e la polifonia a casa Galilei”, propone infatti alle chansons e ai madrigali contenuti nelle raccolte di Galilei padre, fondamentale teorico, liutista e compositore del Cinquecento, che ha dato alla musica, un contributo decisivo in termini di teoria, polifonia e fisica acustica. L’Homme armè, diretto da Fabio Lombardo, è uno degli ensemble di eccellenza nell’ambito della musica antica che, per l’occasione, si avvarrà della presenza del liutista Gian Luca Lastraioli e degli audaci intermedi elettronici del giovane compositore Simone Conforti (Palazzo Albergotti). Nel pomeriggio dello stesso giorno inoltre si terrà una tavola rotonda di approfondimento su Vincenzo e Galileo Galilei, affidata a Ferdinando Abbri, Massimo Bucciantini e Paolo Scandaletti (Sala del Consiglio comunale, 28 Novembre).

Il giorno seguente sarà la bella voce del soprano Stelia Doz, accompagnata dal pianista Guido Salvetti, a interpretare le musiche di Martucci e Debussy su testi di un canzoniere napoletano e di Baudelaire per un concerto dedicato ai 150 anni dell’Unità di Italia intitolato “Percorsi della musica e della poesia: da Napoli a Parigi a fine ottocento” (Teatro Pietro Aretino, 29 Novembre).

Un intermezzo decisamente diverso apre le iniziative per il Centenario del Futurismo: una cena futurista, un happening gastrocolto di raffinata originalità, in una cornice architettonica più che consona, con piatti ideati per l’occasione interpretando così l’atteggiamento di sfida e innovazione di cui i futuristi furono sostenitori accaniti. Autore delle ricette Piero Ricci, accademico e storico della gastronomia, esegue Paolo Tizzanini, chef dell’Acquolina, spesso sulla ribalta televisiva (Atrio della Provincia, 29 Novembre).

Clou delle celebrazioni futuriste il giorno successivo quando la musica è di nuovo protagonista: Daniele Lombardi, eccellente pianista e conoscitore del repertorio del Novecento, eseguirà il concerto “The bad boys of piano. Futurismo & Futurismi”, con brani di Savinio, Casavola, Casella, Antheil, Louriè e Dixon Cowell (Teatro Pietro Aretino, 30 Novembre).

Un trio di giovanissimi di eccezionale bravura - per l’occasione denominato Ma vlast (La mia patria) - composto dalla pianista Simonetta Tancredi, il violinista Francesco Solombrino e il violoncellista Pierluigi Marotta, eseguirà due capolavori della musica slava: il Trio Dumky di Dvorak e il Trio op.15 di Smetana (Teatro Pietro Aretino, 4 Dicembre). Un programma passionale ed emozionante.

Altro appuntamento clou del Festival è senza dubbio “Barock Cello”, l’attesissimo concerto tenuto dall’istrionico e seducente violoncellista e compositore siciliano Giovanni Sollima, protagonista come sempre di ripide incursioni in mondi poeticamente molto diversi. Il successo di Sollima è dovuto non solo alla bravura, ma anche e soprattutto alla capacità di spaziare tra i generi e gli autori più disparati, da Bach a Jimi Hendrix, o ad altre star del rock e del jazz delle quali sa cogliere intime consonanze con i grandi del passato, interpretando così un repertorio anarchico e sensazionale, eseguito con una tecnica personale ed evoluta (Teatro Pietro Aretino, 10 Dicembre).

Ancora una solista di fama internazionale, la pianista Marisa Tanzini, per un altro concerto celebrativo e raffinato: l’artista eseguirà “Il Corale e l’Elfo” e alcune tra le romanze senza parole di Mendelssohn, le splendide “Variations serieux” dello stesso autore, inoltre una scelta di preludi e fughe dal “Clavicembalo ben temperato” di Bach, che ispirò spiritualmente il compositore romantico del quale quest’anno si celebrano i 200 anni dalla nascita (Teatro Pietro Aretino, 11 Dicembre).

A chiusura, in una cornice aulica e suggestiva, il tradizionale Concerto di Natale affidato ai complessi orchestrali e corali della Scuola di Musica di Fiesole diretti da Nicola Paszkowski: una coproduzione con l’ente fiesolano che chiuderà in bellezza la programmazione musicale, celebrando i 200 anni dalla morte di Haydn. Un tutto Haydn comprendente la sinfonia n.48 “Maria Theresia” e l’intensa “Theresienmesse” per soli, coro e orchestra, eseguiti in uno scenario d’incomparabile bellezza, nella Chiesa di San Francesco di Arezzo, ai piedi del celebre ciclo della “Leggenda della vera croce” di Piero della Francesca (Basilica di San Francesco, 19 Dicembre).

I LUOGHI del festival

Ente Filarmonico Italiano, Via Cesalpino 19
Un palazzo cinquecentesco in pietra cuore del Festival che rimarrà sempre aperto
Chiesa della SS. Annunziata, Via Garibaldi 185
Una chiesa rinascimentale di Antonio da Sangallo fa da sfondo al concerto inaugurale con uno splendido ciclo “pittorico” di 12 vetrate del 1500 e una deposizione del Vasari
Teatro Comunale Pietro Aretino, Via della Bicchieraia 32
Vera istituzione cittadina: su un complesso conventuale medievale una raffinata ristrutturazione firmata dallo Studio Atelier Mendini
Dopolavoro Ferroviario
Tutto il fascino di una location fuori dagli schemi, “popolare” e altra”
Teatro dei Ricomposti, Anghiari
L’appena restaurato teatro neoclassico di Anghiari è uno scenario incantevole per uno degli appuntamenti clou del Festival
Sala del Consiglio Comunale, Piazza della Libertà 1
All’interno di un palazzo medievale una quadreria spettacolare con opere tra gli altri di Sebastiano del Piombo
Palazzo Albergotti, Via Borgunto 26
Uno dei palazzi più prestigiosi ed antichi della città. Splendido il salone da ballo del ‘700 cuore della mondanità più raffinata dell’epoca
Atrio della Provincia, Piazza della Libertà 3
Atrio d’onore con rivisitazioni degli anni Trenta su un edificio di fine Ottocento dallo stile neogotico
Liceo Classico “Francesco Petrarca”, Via Cavour 44
Uno dei licei più importanti del Paese accanto all’Accademia di Arti, Lettere e Scienza anche questa dedicata all’illustre cittadino aretino
Prefettura, Piazza Poggio del Sole 1
Capolavoro razionalista dell’architetto Michelucci in un sito etrusco di grande valore archeologico
Sala dei Grandi della Provincia, Piazza della Libertà 3
Totalmente decorata, spettacolare e grandiosa nella sequenza di dipinti di aretini illustri
Basilica di San Francesco, Piazza San Francesco
Austera e splendida come uno scrigno racchiude il prezioso ciclo di affreschi di Piero della Francesca sulla Storia della Vera Croce: la cornice più aulica e suggestiva per il Concerto di Natale, data di chiusura del festival


DEL BIMBO FABRIZIO

TuttaToscana

Dove, come, quando e perchè?
Mostre, eventi, folklore, avvenimenti, cultura, teatro...