sabato 11 giugno 2011

A Firenze il convegno Stati Generali del Chianti


La presentazione di una ricerca di mercato, su scala nazionale, al fine di poter conoscere più nel profondo la collocazione di questo prodotto e della Docg Chianti; un’analisi del paesaggio, del rapporto del vino Chianti con la salute, ma anche alcuni elementi relativi all’innovazione ed all’aspetto economico finanziario di questa denominazione, considerata una tra più importanti d’Italia e conosciuta in tutto il mondo.
Sono questi alcune tematiche che sono statetrattate il 10 giugno, nella Sala Verde) nel corso del meeting dedicato agli Stati Generali del Chianti: il valore del Chianti, oggi e domani. Se n'è parlato con Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, con l'assessore regionale Gianni Salvadori e con un team di esperti e tecnici.

Per celebrare l’anniversario dei 150 dell’Unità d’Italia, è stato inoltre presentato l’annullo filatelico targato Chianti per commemorare la storia tricolore ai giorni nostri: il Chianti che con il suo made in Italy richiama all’Unità d’Italia; il Chianti che in rappresentanza del mondo agricolo da sempre raffigura un settore di estremo valore per la nostra nazione.

“Questa giornata di lavori - dichiara il Presidente del Consorzio, Giovanni Busi - nasce col preciso intento di approfondire e far conoscere a tutti, gli aspetti, non solo imprenditoriali, ma anche legati alla produzione del vino e a tutto ciò che ruota a 360° attorno a questa attività economica. Il Chianti non è soltanto il vino italiano che, nel corso degli anni, ha fortemente contribuito a far conoscere l’Italia nel mondo, ma rappresenta anche un territorio che con la sua storia politica, culturale ed enogastronomica ha creato un sistema territoriale che va ben oltre l’aspetto enologico: si potrebbe parlare di valle del Chianti o Chianti Valley, per usare una terminologia anglosassone di sicura ed immediata comprensione”.
“Quest’appuntamento – conclude il Presidente - serve come strumento, come nuova chiave di lettura per parlare del nostro territorio, il Chianti che rappresenta uno dei nostri punti di forza, con grandi apprezzamenti non solo per il prodotto vino ma per il turismo e l’arte che nella nostra regione, la Toscana, sono importantissimi”.

Fabrizio Del Bimbo

Il Forum dell'informazione cattolica introdotto dal messaggio del Papa



Le riflessioni di Benedetto XVI alla vigilia del referendum hanno fatto da filo conduttore degli interventi del convegno di Pistoia, dedicato al rapporto tra uomo e spazi comuni.


Dopo l’intervento di ieri, nel quale ha definito l’ecologia umana “un imperativo” e ha invitato ad adottare “stili di vita rispettosi dell’ambiente” ed “energie in grado di salvaguardare il patrimonio del Creato e senza pericolo per l’uomo”, Benedetto XVI torna a occuparsi di ambiente in un messaggio inviato all’VIII Forum dell’Informazione Cattolica per la Salvaguardia del Creato, . “Auspico – ha detto il pontefice nel messaggio – che il vostro significativo incontro susciti un’attenzione sempre più consapevole ai problemi ambientali”. Inevitabilmente, le sue parole, di ieri e di oggi, hanno fatto da leit motiv nelle relazioni del primo giorno di lavori del convegno organizzato a Pistoia dall’associazione culturale Greenaccord. Ed ecco che le riflessioni sul rapporto tra l’umanità e lo spazio che la circonda si riempono di riferimenti religiosi.

“Interrogarsi sul valore dell’uomo e delle relazioni umane significa rifarsi al Vangelo, tornando a indagare gli spazi che Gesù Cristo assegnava alle persone”, commenta mons. Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia. “Riscopriremmo che erano spazi da destinare soprattutto alle persone ai margini della società. Oggi dobbiamo usare quelle indicazioni per costruire un modo nuovo di concepire le città, di vivere insieme, di popolare gli spazi comuni. Non sotto il segno dell’esclusione, della marginalizzazione, ma della relazione, della complementarietà, della convivialità”.

Concetti condivisi anche da Francesco Zanotti, presidente della FISC (Federazione Italiana della Stampa Cattolica): “Se oggi il Creato è a cuore della gente, tanto più deve stare a cuore dei giornali diocesani. La tutela dell’ambiente è un tema fondamentale ma non è un ecologismo fine a sé stesso: l’ambiente è per l’uomo. E l’uomo è a immagine di Dio”.

Riflessioni a metà strada tra la filosofia civile e la religione che sono state poi trasformate in fatti concreti attraverso le relazioni di Roland Guenter, architetto e storico dell’arte, presidente del Deutscher Werkbund (la Lega tedesca degli Artigiani): “Nella progettazione delle nostre città e degli spazi comuni dobbiamo guardare alle esperienze passate che sono dentro di noi e proiettarle nel futuro. L’Italia è un Paese pieno di un’architettura molto umana. Ed è quindi molto importante che le nostre città siano da stimolo per creare spazi di aggregazione. Dobbiamo ad esempio capire e valorizzare la funzione pubblica delle piazze. In molte, troppe città, le piazze non possiedono nulla del luogo di incontro che avevano in passato. Sono ridotte a meri parcheggi che le sviliscono e ne tolgono i valori”.

Dall’architettura si passa alla ricerca in campo industriale. Perché anche il tessuto produttivo può fare molto per assicurare un’adeguata tutela delle risorse naturali. Ecco perché il Ce.Spe.Vi (Centro Sperimentale per il Vivaismo) ha presentato un progetto sviluppato insieme alla Marcopolo Engineering, per brevettare un sistema che permetta di non utilizzare più la torba nei substrati di coltivazione. Il progetto, già avviato, consentirà di abbattere l’uso di questo materiale fossile e di salvaguardare delicati ecosistemi, cruciali per la vita di molte popolazioni locali e di specie animali.

L’intensa giornata di lavori si concluderà questa sera al Teatro Bolognini di Pistoia con un evento di gala per il conferimento dei Premi giornalistici “Sentinella del Creato”. Il premio, giunto alla terza edizione, è nato in collaborazione con UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e la FISC (Federazione dei Settimanali Cattolici) con l’obiettivo di assegnare riconoscimenti a giornalisti che, nel corso dell’anno, si sono particolarmente distinti nella divulgazione e nell’approfondimento dei temi ambientali.

Quest’anno, i tre premi saranno conferiti a Davide Demichelis, giornalista freelance che stasera debutterà su Rai3 con una serie di documentari dal titolo “Radici”; Don Carmelo Petrone, direttore del settimanale cattolico agrigentino “L'Amico del Popolo” e Annachiara Valle, giornalista della rivista Jesus.

Nel corso della serata saranno inoltre consegnati altri tre premi alla carriera a Stefano Zamagni, economista e presidente dell’Agenzia delle Onlus, a Massimiliano Ossini, conduttore di Cose dell’Altro Geo e alla cantante italo-somala Saba Anglana.

Nicoletta Currdai

venerdì 10 giugno 2011

Riapre il volo Pisa-New York



Il servizio nonstop per gli Stati Uniti offre maggiori possibilità di scelta per i passeggeri


Delta Air Lines (NYSE:DAL) e il proprio partner di joint venture Alitalia hanno annunciato oggi la ripresa del volo stagionale nonstop tra l’aeroporto di Pisa e l’aeroporto JFK di New York a partire dal 10 giugno. I voli opereranno 6 volte a settimana per tutta l’estate con l’ultimo volo in partenza da Pisa il 28 ottobre.

La rotta sarà servita da un Boeing 767-300 da 209 posti e offrirà ai passeggeri in partenza da Pisa comode coincidenze al JFK di New York per numerose destinazioni negli Stati Uniti. Le mete di maggior interesse per i passeggeri con scalo includono Los Angeles, San Francisco, Chicago e Boston.

“Delta rimane l’unico vettore americano ad operare un volo nonstop tra Pisa e New-York e siamo lieti di poter riprendere questa rotta tra la Toscana e gli Stati Uniti” afferma Patrizia Ribaga, Direttore Commerciale di Delta per l’Italia. “Oltre al servizio per New York, il volo offre ai nostri passeggeri in partenza da Pisa comode coincidenze per oltre 45 destinazioni in tutti gli Stati Uniti.”

Il volo diretto Pisa - New York-JFK opererà come segue:

Volo Partenza Arrivo
DL137 Pisa: 13.25 New York-JFK: 17.25
DL136 New York-JFK: 21.15. Pisa: 11.40 (+1 giorno)

Delta sta investendo oltre 2 miliardi di dollari in strutture aeroportuali e nel prodotto globale, per migliorare l’esperienza dei passeggeri a terra e in volo. Nel corso dell’estate 2011 Delta introdurrà una sezione premium nella Economy class – la nuova “Economy Comfort” – su tutti i voli internazionali a lungo raggio, compresi i voli dall’Italia. Le nuove poltrone offriranno circa 10 cm in più di spazio per le gambe e il 50% di reclinabilità in più rispetto alle normali poltrone della classe Economy internazionale. Inoltre, Delta offrirà le nuove poltrone letto nella classe BusinessElite su tutti i voli wide-body internazionali entro il 2013.

Delta Air Lines sta inoltre ampliando i terminal internazionali nei propri hub principali. A New York-JFK Delta sta ristrutturando il Terminal 4 per creare una struttura all’avanguardia entro la metà del 2013, mentre all’aeroporto di Atlanta una nuova sala internazionale sarà aperta per la metà del 2012.

In cooperazione con il proprio partner di joint venture Alitalia, Delta offre più servizi dall’Italia per gli Stati Uniti di qualsiasi altro vettore americano, con voli anche da Roma, Milano e Venezia. I voli diretti di Delta sono prenotabili presso le agenzie di viaggio o online su www.delta.com. Per prenotazioni ed informazioni è possibile contattare l’ufficio Delta al numero dedicato 899 90 90 91

*Alcuni voli possono essere operati dai vettori Delta Connection quali Comair, Pinnacle e Mesaba.

Nicoletta Curradi

giovedì 9 giugno 2011

In Toscana grazie alla geotermia arriva la "CO2 pura"


Enel Green Power e Lampo Greengas hanno firmato un accordo per l’utilizzo della CO2 in uscita dalla centrale geotermica di Valle Secolo, a Larderello. La nuova attività industriale, che è stata presentata questa mattina in Regione Toscana, creerà 20 posti di lavoro.

È il primo esperimento al mondo di integrazione di due processi produttivi, energia elettrica e anidride carbonica, nel settore geotermico ed è destinato a far parlare di sé perché, oltre a creare nuova occupazione per la Toscana, apre prospettive importanti nel settore della cattura, distribuzione e vendita dell’anidride carbonica.

È questo il senso dell’accordo tra Enel Green Power e Lampo Greengas presentato l'8 giugno nella Sala Pegaso presso la sede della Presidenza della Regione Toscana: all’iniziativa sono intervenuti l’Assessore alle attività produttive e al lavoro, Gianfranco Simoncini; il Responsabile Area Italia e Europa di Enel Green Power, Roberto Deambrogio; il Presidente di Lampo Greengas, Armido Guareschi; il Sindaco di Pomarance, Loris Martignoni.

Enel Green Power, che gestisce e sviluppa le rinnovabili in Italia e nel mondo ed ha nella geotermia toscana un’eccellenza a livello mondiale, e Lampo Greengas, azienda con sede a Pomarance che opera nel settore di distribuzione e vendita di anidride carbonica, hanno firmato un accordo in base al quale Enel Green Power cederà la CO2 in uscita dall’impianto di Valle Secolo a Larderello, nel Comune di Pomarance, alla Lampo Greengas che, in un apposito sito industriale in fase di costruzione, la recupererà, immagazzinerà e la distribuirà sul mercato per molte applicazioni, dal settore alimentare e delle bevande al trattamento acque, dalle serre alla surgelazione e inertizzazione.

Fino ad oggi la Lampo Greengas aveva sempre acquistato l’anidride carbonica da terzi per poi dedicarsi alla distribuzione e commercializzazione. Per la prima volta in Italia, attraverso l’integrazione di processi produttivi in ambito geotermico, viene realizzato un impianto di recupero di CO2 naturale dedicato a questa attività.

Una CO2 che, oltre a creare occupazione con 10 risorse lavorative e altrettanti mezzi speciali per il trasporto della sostanza, è anche “ambientalmente sostenibile” perché si tratta di un incondensabile di origine geotermica che è assolutamente naturale, trattandosi di un gas formatosi a seguito di reazioni che avvengono nel sottosuolo e, che indipendentemente dall’attività di estrazione, darebbe comunque luogo ad emanazioni spontanee dal terreno. Oltretutto, la CO2 geotermica è ancora più “pulita” grazie agli impianti AMIS installati nelle centrali di Enel Green Power, che separano la CO2 dal mercurio e dall’idrogeno solforato.

Il nuovo impianto cattura CO2 di Lampo Greengas sorgerà presso l’area industriale di Larderello in un’area già individuata dal Piano di Insediamenti Produttivi approvato dall’Amministrazione Comunale di Pomarance. Attualmente, è in corso di realizzazione la tubatura che trasporterà la CO2 dalla Centrale Enel Green Power di Valle Secolo al nuovo sito industriale. Non appena sarà completato l’iter autorizzativo, Lampo Greengas completerà la costruzione entro 18 mesi, per poi dedicarsi alla verifica analitica del sistema necessaria per l’avvio dell’attività. Si tratta di un intervento che per circa due anni alimenterà l’indotto locale per le operazioni di edificazione, manutenzione, servizi tecnici e amministrativi del nuovo polo industriale.

Complessivamente, Lampo Greengas investirà circa 11 milioni di euro, facendo della Toscana un laboratorio dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità ambientale e del recupero della CO2 di origine geotermica.

Il progetto prevede la realizzazione di un impianto che consenta di recuperare 50.000 t/anno di anidride carbonica. Se il mercato lo richiederà, l’attività sarà ampliata per la lavorazione di 100.000 t/anno di CO2 con ulteriori sviluppi sul fronte occupazionale e tecnologico.

La geotermia si conferma in tal modo uno dei fiori all’occhiello della Toscana: in seguito all’accordo con la Regione Toscana, firmato nel dicembre 2007 e definito con l’accordo volontario attuativo nell’aprile 2009, Enel Green Power gestisce 33 Centrali geotermiche per un totale di 35 gruppi di produzione e 484 pozzi di estrazione. Complessivamente, la potenza netta disponibile è di 728,1 MW per una produzione annua di 5 miliardi di kwh, che soddisfa il 25% del fabbisogno energetico regionale. Il risparmio annuo di CO2 è di 3,5 milioni di tonnellate.

Nello specifico l’impianto di Valle Secolo, che fornirà la CO2 alla Lampo Greengas, è il più grande delle 33 centrali con due gruppi da 60 MW ed una produzione annua di 800 milioni di kwh, pari al fabbisogno energetico di 250.000 famiglie toscane.

“Esprimo grande soddisfazione – ha detto l’Assessore Simoncini – per un progetto che coniuga innovazione, riqualificazione ambientale e occupazione, tre obiettivi fondamentali soprattutto in un periodo difficile qual è quello che stiamo vivendo. La competitività oggi si basa sulla qualità: qualità del capitale umano, qualità dell’innovazione e qualità nel creare sinergie e mettere in pratica ipotesi nuove. Quello che abbiamo presentato stamani è un caso di scuola, da sviluppare e da riproporre in altri settori industriali della Toscana”.


“L’utilizzo di flussi emissivi da impianti già esistenti e contenenti CO2 destinata ad essere emessa in atmosfera costituisce una scelta dai contenuti ecologici importanti, da preferirsi alla perforazione di nuovi pozzi di estrazione anidride carbonica dal sottosuolo – ha osservato Armido Guareschi di Lampo Greengas – l’impianto di Lampo Greengas rappresenta una novità nel campo del recupero della CO2, perché la combinazione di tecnologie esistenti sarà progettata in modo innovativo per risolvere tecnicamente ed economicamente le criticità specifiche insite nella natura e composizione del gas geotermico”.


“Questa iniziativa, benché non direttamente profittevole per Enel Green Power – ha osservato Deambrogio di Enel Green Power – è stata però fortemente voluta dalla nostra Azienda per il carattere innovativo del processo e per le importanti ricadute economiche ed occupazionali che avrà sul territorio. Per tale ragione abbiamo fatto scouting tra le imprese del settore del gas ed abbiamo agevolato la realizzazione di questo importante progetto. Si tratta di un’iniziativa fattibile grazie all’efficienza di trattamento degli impianti AMIS, una tecnologia completamente italiana con brevetto sviluppato da Enel Green Power”.

“Esprimo estrema soddisfazione per questo risultato – ha detto il Sindaco di Pomarance, Loris Martignoni – perché esso è la prima pietra di un progetto di recupero di industria sul territorio. L’accordo tra Enel Green Power e Lampo Greengas è un punto di arrivo di un percorso a cui lavoriamo da anni e al contempo è un punto di partenza, a cui seguiranno una serie di iniziative che vedono insieme Regione, Comune ed Enel Green Power. Un passo importante nell’ambito del Piano di Insediamenti Produttivi che abbiamo recentemente approvato, a conferma della volontà di rilancio economico e occupazionale del nostro territorio in sinergia con Enel Green Power”.

Fabrizio Del Bimbo

Bellezza e salute, binomio d'eccellenza nel Canton Ticino




Una passeggiata a piedi, in auto, autobus, trenino o funicolare sui sentieri delle erbe per riscoprire le erbe officinali, godersi la natura e gustare i piatti tipici.

In Canton Ticino cinque percorsi permettono di scoprire le bellezze naturali, le incantevoli cittadine e la cucina di valli e montagne del Canton Ticino dove la natura è ancora protagonista. Il tema di questi itinerari sono le erbe officinali.

Sino agli inizi del secolo scorso la raccolta delle erbe officinali ed aromatiche era molto diffusa in tutta la Svizzera, poi caduta in disuso. Oggi le erbe sono tornate a giocare un ruolo importante nella medicina complementare e nella fitoterapia, oltre ad essere incluse nella preparazione di saporiti piatti tipici su ricette tramandate dai nonni. In Canton Ticino attualmente operano 60 produttori che coltivano numerose specie di piante quali la Genziana, la Melissa, la Menta, la Salvia, la Stella alpina, il Timo e la Verbena. Alcune aziende producono tisane e caramelle a base di erbe.

Olivone, fulcro di tutto il progetto per lo sviluppo della cultura delle erbe medicinali, è sede dell’Istituto Alpino di Fitofarmacologia. All’Alpe Piora si trova invece il Centro di Biologia Alpina, importante istituto di studi internazionali sull’ecosistema, in uno scenario alpino di grande bellezza. I percorsi sono arricchiti da indicazioni di carattere culturale su musei, monumenti, chiese santuari e luoghi particolari da visitare.

Il trekking delle erbe: Lago Maggiore e Valli.

Questa proposta presenta una serie di spunti di viaggio nella zona del Lago Maggiore e delle valli limitrofe. Il primo spunto è il famoso “Sentierone” della Val Verzasca, che percorre tutta questa magnifica valle, famosa anche per il bungee jumping sulla diga della Verzasca.

Il secondo suggerimento parte da Locarno in direzione Vallemaggia fino a Someo e Cevio, due incantevoli paesi con ognuno un campo di coltivazione delle erbe.

Il terzo spunto parte da Porto Ronco, lungo il lago, in direzione di Brissago. Con il battello si giunge alle isole di Brissago, dove si visita l’incantevole parco botanico.

Il fascino della Collina d’Oro – Lugano e Mendrisiotto.

Questo itinerario parte da Montagnola, nei dintorni di Lugano, dove è d’obbligo la visita al Museo dedicato allo scrittore Hermann Hesse. Tra suggestive chiesette antiche la passeggiata porta a Carona, detto il paese degli artisti per i numerosi architetti, stuccatori e maestri scalpellini originari della zona ed emigrati nei centri più importanti dell’Italia e d’Europa. Carona ha un centro incantevole e pittoresco, con una bella chiesa parrocchiale di origine romanica restaurata nel XVI secolo.

Il giro del Monte Generoso – Lugano e Mendrisiotto.

Il giro parte da Maroggia, da dove si sale verso Rovio e Arogno. Da segnalare a Rovio una delle prime coltivazioni di piante medicinali è la cappella romanica di San Vigilio, con la bellissima vista sul lago di Lugano. Si sale sul Monte Generoso e alla stazione Bellavista si prende un comodo trenino per raggiungere la vetta. Da qui (1704 metri) sono possibili interessanti escursioni come ‘il sentiero dei pianeti’, la ‘Grotta dell’Orso’, oppure il sentiero delle ‘nevere’ (costruzioni rotonde per conservare il latte). Scendendo si possono visitare dei bei campi di erbe officinali e volendo il parco naturale delle Gole della Breggia per il notevole patrimonio geologico e paleontologico. Si ritorna a Maroggia in autobus.

Il percorso nella Valle del Sole – Bellinzona e Alto Ticino.

Il viaggio inizia a Biasca, dove si apre la Valle di Blenio, che è interamente percorribile con i mezzi pubblici o con la propria auto. Si prosegue per Semione, che custodisce nella Cappella dei Morti magnifici affreschi dei Mastri Seregnesi (XV sec.) e anche un interessante Museo di Minerali e Fossili. Si arriva a Torre, che dal 2000 ospita, nell’ex fabbrica di cioccolato Cima Norma, la sede della centrale di lavorazione delle erbe medicinali, che produce la Tisana Olivone, le caramelle Cofit e l’Olio del Buongustaio. Proseguendo verso nord si arriva ad Olivone, fulcro di tutto il progetto per lo sviluppo della cultura delle erbe medicinali, dove si trova anche l’Istituto Alpino di Fitofarmacologia.

Tra gli alpeggi con la funicolare più ripida del mondo – L’Alpe Piora e la Valle Leventina.

Questo itinerario include l’Alpe Piora, dove si trova il Centro di Biologia Alpina, famoso istituto di studi internazionali sull’ecosistema, in uno scenario alpino di grande bellezza. In zona Piora si trova anche l’alpeggio rinomato per l’omonimo formaggio, uno dei migliori del Canton Ticino. Attraversando l’incantevole paesaggio del Lago Ritom, si raggiunge la Funicolare del Ritom, una delle più ripide al mondo, fino alla fermata di Altanca, dove si aprono tre percorsi diversi del sentiero delle erbe.
Per info: www.ticino.ch

martedì 7 giugno 2011

Vasari celebrato nei "suoi" Uffizi



La mostra "Vasari, gli Uffizi e il Duca" presso la Galleria degli Uffizi, dal 14 giugno al 30 ottobre 2011-, nel quinto centenario della nascita di Giorgio Vasari (1511-1574), è basata sulla fondazione degli Uffizi (1559-1560): più che un edificio, un sistema architettonico a scala urbana: risultato di una stretta collaborazione tra il Duca, Cosimo I de’ Medici, e Vasari, il suo artista prediletto.
Il complesso edilizio sorge nel cuore della città dove, rispecchiando la politica assolutistica e accentratrice di Cosimo I, accorpa le istituzioni amministrative di governo, le cosiddette Magistrature o Arti, sottomettendole, logisticamente e simbolicamente, al dominio diretto del giovane duca. A memoria di questa destinazione originaria resta la denominazione di Uffizi, cioè Uffici.
La versatilità e l’ingegno dell’aretino Vasari si manifestano nella capacità di conferire forma spaziale e persuasività architettonica al programma politico e alla volontà di autorappresentazione del suo committente. L’edificio infatti è un vero e proprio frammento di città nuova, che salda in un unico organismo le due residenze ducali di Palazzo Vecchio (sede del governo) e di Palazzo Pitti, al di là dell’Arno, imprimendo sulla città la presenza fisica del Potere, sotto forma di architettura. La lunga piazza porticata degli Uffizi si attesta poi come una vera e propria anticamera a cielo aperto che introduce sia a piazza della Signoria, turbinante di statue celebrative del duca, sia a Palazzo Vecchio, le cui sale, rinnovate da Vasari, celebrano l’apoteosi di Cosimo e della sua dinastia.
La struttura architettonica degli Uffizi, che non ha paragoni nel mondo cinquecentesco e che è destinata a divenire un modello, è coronata da una lunga loggia che, all’indomani della costruzione, alloggia pregevoli statue antiche della collezione Medici. Da questo uso sussidiario e quasi incidentale, si sviluppa, nei secoli, la funzione collezionistica ed espositiva che oggi è caratteristica esclusiva degli Uffizi, Museo artistico per antonomasia.
La mostra prende le mosse dalla personalità dei protagonisti, il Duca (rappresentato con il busto bronzeo di Cellini) e il suo artista, uniti nel progetto della fabbrica degli Uffizi.
Il percorso espositivo ospita un’antologia di capolavori delle personalità artistiche che hanno dominato il mecenatismo del giovane Duca negli anni in cui rafforza la sua immagine di capostipite della rinnovata dinastia regnante, dispiegando una densa trama artistica e culturale che segnò l’apice del Rinascimento maturo di Firenze. Negli anni Quaranta del Cinquecento si contendono l’apprezzamento del Duca il Pontormo, il Bronzino, il Bachiacca, il Tribolo, Battista del Tasso, Baccio Bandinelli, Benvenuto Cellini, il Salviati, rappresentati in mostra attraverso arazzi (su disegno del Bachiacca e del Salviati), sculture (con rilievi di Baccio Bandinelli, Pierino da Vinci, Benvenuto Cellini) e dipinti (Pontormo, Bronzino). Un ambiente competitivo, dominato dalla personalità del Maggiordomo maggiore Pierfrancesco Riccio, e densamente intessuto di scambi culturali grazie a burocrati e letterati come Luca Martini e Cosimo Bartoli.
Vasari, provinciale di Arezzo, è tenuto a distanza dalle grandi commissioni di corte fino al suo trionfale ingresso (1554) al servizio di Cosimo, ben rappresentato dalle decorazioni degli appartamenti in Palazzo Vecchio, di cui si espongono in mostra alcuni disegni preparatori per i cicli pittorici orchestrati da Vasari insieme al letterato e priore dell’Ospedale degli Innocenti don Vincenzio Borghini: l’iconografia di Cosimo come nuovo Augusto è ormai compiutamente concepita. Dalla reggia alla residenza estiva, Vasari dipinge per il suo Duca nel 1560 anche la pala d’altare della cappella della villa di Poggio a Caiano, una Deposizione dalla Croce fra i Santi Cosma e Damiano, rimasta nell’oblio fino ad oggi e restaurata in occasione dell’esposizione.
Gli Uffizi sono anche il frutto di un ambiente artistico esuberante, sul quale incombe la terribile grandezza del genio di Michelangelo (di cui si ricorda l’impresa delle tombe medicee in San Lorenzo con i calchi cinquecenteschi del Giorno e della Notte e il grande bozzetto per il Dio fluviale) sul cui modello si formano generazioni di artisti. Vasari si fa testimone (storiografico e figurativo) dell’autorevole esempio del maestro, all’origine del suo progetto storiografico e del suo interesse per la fondazione dell’Accademia del Disegno.
Dopo un accenno all’assetto urbano tra Palazzo Vecchio e l’Arno prima della costruzione degli Uffizi, la mostra prosegue illustrando le tappe dell’ideazione e della costruzione del complesso, il cui cantiere si attesta come il più grande e impegnativo del Cinquecento a Firenze. Del monumento sono mostrate le specificità spaziali e figurative, tra cui spiccano le porte lignee delle Magistrature; le ascendenze formali e tipologiche, che pescano nell’architettura romana antica, ben nota a Vasari e agli eruditi umanisti della sua cerchia, come Paolo Giovio e Vincenzo Borghini, ma anche nella coeva architettura di Venezia e di Roma, città dove l’artista ha ripetutamente soggiornato.
L’organizzatissimo cantiere è evocato da antichi strumenti di lavoro, cui si affiancano reperti che, annegati da secoli nel riempimento delle volte, sono stati da poco riscoperti; una sala vuota, definita spazialmente dalle pareti intonacate a calce, dai profili delle cornici in pietra serena, dal pavimento originale in cotto diventa essa stessa oggetto esposto, opera di Vasari da cogliere nella sua pura, essenziale bellezza architettonica.
Il significato degli Uffizi nel corso del tempo si è evoluto da struttura simbolica dell’organizzazione del potere ducale in scrigno delle arti e, in quanto tale, l’edificio è entrato a far parte dello scenario urbano delle rappresentazioni pittoriche che identificano nella piazza della Signoria il dispiegamento delle opere d’arte più significative del genio artistico della città. In questa sezione sono raccolti alcuni esempi figurativi della fortuna di questo soggetto, fra i quali si impone un grande frammento di affresco del Tiepolo, l’Entrata a Firenze del Gonfalone Pier Soderini (1754).
Fra i requisiti di Vasari per questo ruolo prestigioso spicca la sua conoscenza dell’antico in architettura e in scultura, che lo ha reso interprete ideale dei temi encomiastici proposti da don Vincenzio Borghini, in perfetta sintonia con la volontà politica di Cosimo. Il tema del rapporto di Vasari con questo illustre passato è trattato in mostra sia nel privato dell’artista, con una ricostruzione del salone principale della sua abitazione ad Arezzo, sia nel pubblico, seguendo le sue stesse parole del ‘Proemio alla terza parte delle Vite’ degli artisti. Nella sua dimora aretina la suggestione dell’antico è evidente nel complesso decoro della sala del camino; le numerose citazioni dal testo di Plinio il Vecchio confermano l’ideale ispirazione della sua opera di letterato a quei modelli di ‘biografia artistica’ di cui Plinio fu ideatore. Ugualmente, le raffigurazioni di sculture antiche nel salone della casa diventano ora allusione alla perfezione dell’arte antica giuntaci mutila per i danni operati dal tempo (il gesso della Venere del Belvedere), o della Natura, simboleggiata dall’Artemide efesia, che dall’invenzione artistica è perfezionata.
Nel ‘Proemio’, Vasari dichiara che l’origine dell’evoluzione che ha permesso agli artefici del Cinquecento (quelli a lui, più o meno, coevi) di “sollevarsi e condursi a la somma perfezzione” superando i pur illustri loro predecessori, sta nell’indispensabile contributo dello studio dei marmi ellenistici. Coi loro languorosi sensi, con le loro movenze tortili e patetiche sono stati determinanti, secondo Vasari, nello scatto che l’espressione artistica compie sullo scorcio del Quattrocento e al principio del Cinquecento. E, se il biografo reputa quei marmi capaci di provocare nell’arte una virata fulminea e persino decisiva nella nascita della ‘maniera moderna’, è verisimile che quei marmi medesimi siano stati anche per lui oggetto di trasporto e fonte d’ispirazione. Nella mostra degli Uffizi non si potranno ovviamente trovare i marmi monumentali evocati da Vasari. E però a testimoniare la loro fama ci saranno piccoli bronzi creati nel Cinquecento giusto per riproporre in scala domestica le forme di quei modelli aulici. E i bronzetti varranno anche come attestato d’un collezionismo dotto ad essi rivolto, testimoniato dall’evocazione dello stipo di Cosimo in Palazzo Vecchio che ospitava le riproduzioni in bronzo di tutte le ‘nobilia opera’ della scultura romana nota all’epoca, abilmente fuse da Willem van Tetrode.
Gli obiettivi di Cosimo, inclusivi di una politica di osservanza formale alle esigenze della Controriforma cattolica, si occupano anche dell’adeguamento delle basiliche conventuali fiorentine ad un nuovo assetto più razionale, demolendo i tramezzi e rinnovandone l’arredo. Anche qui Vasari è il regista incaricato dell’operazione: il maestoso ciborio di Santa Croce, che, negli anni Sessanta del secolo, caratterizzati delle discussioni sul ‘paragone’ delle arti per decidere quale fosse quella che primeggiasse sulle altre, rappresenta la ‘summa’ delle sue competenze come architetto, scultore, pittore.
Attraverso il confronto fra un grande plastico della città, in scala uno a mille, e gli originali, con gli ingrandimenti, di piante topografiche cinquecentesche, si evidenzia in mostra il portato dell’intervento vasariano nell’urbanistica antica e moderna della città.
L’affermazione artistica di Vasari è sospinta, oltre che dalla sua attività artistica, dalla sua produzione storiografica. Le due edizioni delle Vite degli artisti (1550 e 1568), che conferiscono all’intraprendente provinciale una fama che travalica i confini del Ducato, sono in mostra a fianco dei suoi sonetti, delle lettere e dei disegni, oltre che degli statuti dell’Accademia, di cui fu tenace ispiratore.
Chiude la rassegna una sezione cinematografica, che raccoglie alcune delle più famose sequenze della filmografia nazionale e internazionale, dal Neorealismo fino ad oggi, che hanno per oggetto o per sfondo la fabbrica vasariana: un moderno omaggio a un progetto rivoluzionario negli anni del massimo splendore mediceo.
Info: www.unannoadarte.it

Nicoletta CUrradi

mercoledì 1 giugno 2011

Volkswagen Group Firenze conferma il supporto alla Fondazione Galli


Ancora una volta la Volkswagen Group Firenze ha confermato il suo supporto alla Fondazione Niccolò Galli Onlus, della quale ricorre il decennale.
In occasione della decima edizione del “Memorial” intestato al figlio di Giovanni e Anna Galli, giovane promessa del calcio italiano scomparso proprio dieci anni fa in un tragico incidente, Škoda Firenze - che di Volkswagen Group Firenze fa parte - ha consegnato alla Fondazione un’autovettura che sarà utilizzata per tutte le sue attività umanitarie e di solidarietà.
L’auto, una Škoda Roomster decorata con i colori ufficiali della Fondazione, è stata
ritirata direttamente da Giovanni Galli, che ha ricevuto le chiavi da Paolo Pinelli,
responsabile commerciale di Škoda Firenze, e sostituisce la precedente vettura fornita dalla filiale fiorentina del gruppo automobilistico tedesco, un Volkswagen Caddy.
“Ci piace confermare per il quinto anno consecutivo il nostro appoggio alla Fondazione Galli per tutto quello che sta facendo a favore delle persone, e dei giovani in particolare, che hanno avuto gravi problemi fisici causati da incidenti stradali”, ha detto Luca Bedin, Direttore Generale di Volkswagen Group Firenze.
Del Bimbo Fabrizio

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